Quanto è grande il cuore di Gesù Cristo per noi. Stiamo studiando l’Evangelo di Giovanni, che ci aiuta a capire che Gesù, l'uomo, è il Figlio di Dio, il Cristo. Capire chi è veramente Gesù, e credere veramente in Lui, ci porta ad avere la vita eterna, a diventare figli di Dio, avere il perdono per i nostri peccati e la vita eterna.
Ci troviamo in Giovanni 14, e Gesù sta concludendo il suo ultimo discorso con i suoi discepoli, per preparare loro, ed anche noi, alla vita cristiana. Aveva già detto ai suoi discepoli più volte che sarebbe tornato in cielo. In questo capitolo, Gesù aveva spiegato che avrebbe chiesto al Padre di mandare loro un altro consolatore, e grazie a Dio, abbiamo quel consolatore adesso, lo Spirito Santo! Poi, Gesù dichiara che egli stesso sarà con noi. Grazie a Dio, Gesù Cristo è con noi in spirito.
In questo capitolo, ben due volte Gesù ha dichiarato che chi lo ama osserva i suoi comandamenti. Non si ama veramente Gesù se rifiutiamo di osservare i suoi comandamenti. Chi ama Gesù vuole osservare i suoi comandamenti. Quindi, possiamo capire la vera condizione del nostro cuore anche dal fatto che vogliamo osservare i suoi comandamenti. Questo non vuol dire che non cadiamo mai, ma quando cadiamo, confessiamo il nostro peccato e torniamo a camminare con Cristo.
Abbiamo letto la verità meravigliosa che chi ama Gesù sarà amato dal Padre e da Cristo, e che Gesù Cristo si manifesterà a quella persona. Abbiamo visto che non intendeva manifestarsi in modo fisico, ma che avrebbe mostrato la sua presenza con loro e avrebbe operato in ogni vero credente in modo che quel credente può vedere la mano di Gesù all'opera.
In quel periodo, i discepoli non capivano molto di quello che Gesù diceva. Non capivano l'immensità del privilegio di essere salvati, figli di Dio. Perciò, quando Gesù dichiara che si manifesterà solamente a coloro che lo amano, uno dei discepoli, Giuda, non Iscariota, chiede a Gesù il senso di quella dichiarazione. Riprendiamo questo brano a quel punto. Leggo Giovanni 14:21,22.
“Chi ha i miei comandamenti e li osserva, egli è colui che mi ama, e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; e io lo amerò e mi manifesterò a lui".” 22 Giuda, non l’Iscariota, gli disse: "Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?". (Giovanni 14:21,22 LND)
I discepoli non capivano l'immensità del privilegio di essere figli di Dio. È per questo che Giuda chiede a Gesù come mai si manifesterà a loro e non al mondo.
È difficile anche per noi comprendere quanto è grande il privilegio di essere figli di Dio. Siamo benedetti più di quanto riusciamo a comprendere. Dio ha un amore eterno per noi che non ha per il resto del mondo. Dio ha una cura per noi che non ha per il resto del mondo. Gesù Cristo opera nella nostra vita in un modo diverso da come opera nella vita degli altri. Quanto è importante per noi comprendere sempre di più la grandezza della benedizione di essere figli di Dio!
Gesù risponde alla domanda di Giuda nel versetto 23, aiutandoci a comprendere ancora di più la benedizione di essere figli di Dio. Seguite mentre leggo il versetto 23.
23 Gesù rispose e gli disse: "Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui. (Giovanni 14:23)
Questo è già la terza volta che Gesù parla del fatto che chi lo ama, osserverà la sua parola. È molto importante comprendere che un vero credente cammina in ubbidienza alla parola di Cristo. Questo non vuol dire che non cade. Abbiamo visto chiaramente in 1Giovanni 1 che i veri credenti cadono. Però, i veri credenti confessano i loro peccati e riprendono una via di santità. Quindi, dobbiamo capire che la vera salvezza comprende amare Gesù, che comporta vivere una vita in cui si osserva la sua parola, ovvero, si cammina in ubbidienza alla parola di Dio.
Prima Gesù dichiara chi sono i veri credenti: sono coloro che lo amano, e si vede dal fatto che osservano la parola di Gesù. Poi, Gesù dichiara che ci sarà la benedizione riservata esclusivamente ai veri credenti, che saranno amati dal Padre e che il Padre e il Figlio verranno a quella persona e faranno dimora presso di lui. Cioè, Dio stesso, il Padre e il Figlio, verranno e dimoreranno proprio in ogni vero credente!
Perciò, Cristo si manifesterà ai veri credenti, e a nessun altro. Quanto è grande la benedizione di essere un vero figlio di Dio. È più grande di quanto possiamo concepire!
Consideriamo cosa vuol dire che Dio stesso dimorerà, e possiamo dire che oggi dimora, con ogni vero credente! Non c'è nulla che il mondo possa offrirci che è minimamente paragonabile all'avere Dio stesso che dimora in noi. Qualunque benedizione terrena, qualunque onore da parte degli uomini, qualunque bene materiale che uno potrebbe ricevere, non è minimamente paragonabile all'avere Dio stesso con te! E Dio dimora con chi ama Gesù Cristo, e questo che si vede dal fatto che cammina osservando la parola di Cristo.
Pensate: se Dio, sia il Padre che il Figlio, dimora con te, tu non sei mai solo. Tu non dovrai mai affrontare alcuna prova da solo, non dovrai mai affrontare una difficoltà nella tua forza. Hai il Dio dell'universo con te! Non c'è nulla di paragonabile. Lodiamo Dio per questo!
La gravità di non osservare la sua parola
A questo punto, Gesù ci aiuta a capire quanto è grave non osservare la sua parola. È gravissimo! Seguite mentre leggo il versetto 24.
Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che udite non è mia, ma del Padre che mi ha mandato. (Giovanni 14:24)
Nella Bibbia, troviamo diversi termini utilizzati per descrivere la vera salvezza. Uno dei termini è che la persona ama Dio, ama Cristo. Quindi, quando Gesù parla di chi NON lo ama, sta descrivendo chi non è veramente salvato. Un vero credente ama Dio, e ama Gesù Cristo. Come vedremo più avanti, nessun credente ama Dio abbastanza. Il nostro amore è sempre mancante. Però, un vero credente ama Gesù Cristo, anche se in modo imperfetto.
Un altro termine che si usa per descrivere chi è salvato è “conoscere Cristo”. Troviamo questo termine in 1Giovanni 2. Ve lo leggo.
4 Chi dice: «lo l'ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui. 5 Ma chi osserva la sua parola, l'amore di Dio in lui è veramente reso perfetto. Da questo conosciamo che siamo in lui. (1Giovanni 2:4,5).
Essere veramente salvato vuol dire conoscere Cristo, e questo si manifesta nell'osservare i suoi comandamenti come stile di vita. Chi dice di amare Gesù, chi dice di conoscere Cristo, ovvero chi dice di essere salvato, ma cammina in disubbidienza, è bugiardo, la verità non è in lui. Non ha veramente Gesù Cristo. Non ha la salvezza. Invece, chi è veramente salvato cammina osservando la parola di Cristo. In quella persona l'amore di Dio è reso perfetto. È veramente amato da Dio, e il Padre e il Figlio dimorano con quella persona.
Allora, in Giovanni 14:24, Gesù dichiara che chi non lo ama, non osserva le sue parole. E poi, Gesù dichiara che la parola che udite, ovvero, la sua parola, non è da lui, ma è del Padre.
Quello che Gesù intende con questo è che non è qualcosa che egli ha inventato per conto suo nella sua umanità, piuttosto è dal Padre. Tutto quello che Gesù dichiara è dal Padre. Gesù e il Padre sono uno. Chi ha visto Gesù ha visto il Padre. Perciò, rifiutare la parola di Gesù Cristo è rifiutare Dio Padre. È ribellione contro Dio.
Ci sono tante persone che si dichiarano credenti, ma rifiutano di ubbidire a vari aspetti della parola di Cristo. Per esempio, ci sono coloro che rifiutano di far parte di una chiesa locale, nonostante sia stato Gesù stesso a stabilire la Chiesa. È Gesù che ha stabilito gli anziani e li mette nelle chiese. Rifiutare quello che Gesù ha stabilito è rifiutare Cristo.
Ci sono mogli che rifiutano di sottomettersi ai loro mariti. Non si tratta di cadere solo alcune volte, si tratta proprio di prendere la posizione di rifiutare di sottomettersi. Una donna così dice di essere credente, ma rifiuta di osservare la parola di Cristo. È in ribellione contro Dio.
Sarebbe simile ad un marito che rifiuta di amare sua moglie. Certamente nessun uomo ama perfettamente la moglie, ma ci sono uomini che dicono di essere credenti, eppure rifiutano di amare veramente la moglie. A quel punto, la loro dichiarazione di fede non ha valore, perché sono in ribellione contro Dio.
Potremmo parlare di tantissimi esempi. Il punto è che se uno dice di amare Cristo, ovvero di essere salvato, ma rifiuta di osservare le sue parole, è in ribellione contro Dio, perché quello che Gesù insegna, direttamente e poi nel resto del Nuovo Testamento, è da Dio Padre.
Non ci sono giustificazioni valide per rifiutare di ubbidire a Dio. Non ci sono ragionamenti che possano reggere davanti a Dio. Bisogna ubbidire a quello che Gesù Cristo ci insegna nel Nuovo Testamento. Chi rifiuta di ubbidire alle parole di Cristo, e non sto parlando di una caduta ma un rifiuto, si sta ribellando contro Dio. Quella persona non ha frutto di vera salvezza nella sua vita.
A questo punto, voglio dichiarare qualcosa di molto importante. Supponiamo che tu riconosci che sei in ribellione contro Dio in qualche campo della tua vita. Certamente, la tua condizione è grave, è gravissima. Ma la soluzione non è quella di dire che non sei salvato. Piuttosto, la soluzione è quella di ravvederti in quel campo, ed iniziare un cammino di ubbidienza per fede. La soluzione non è mai dire che non sei salvato. La soluzione è sempre quella di ravvederti e poi iniziare a camminare in ubbidienza! Grazie a Dio, per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo, c'è perdono presso Dio.
Quindi, se ti trovi in ribellione, non scoraggiarti. Non disperarti. Piuttosto, confessa il tuo peccato ed accogli il perdono da Dio, e troverai di nuovo la gioia della salvezza.
Gesù prepara gli apostoli per lo Spirito Santo
Ricordiamo che Gesù sta preparando i suoi apostoli, ed anche noi, per la vita terrena da quando Gesù è tornato in cielo a quando ritornerà per giudicare il mondo e prendere i suoi. Allora, nei versetti 25 e 26, Gesù spiega una verità estremamente importante che ci dà la sicurezza che la parola di Dio è affidabile, e che possiamo fondare la nostra fede sicuramente sulla parola di Dio.
Umanamente, uno potrebbe chiedersi se forse gli apostoli e coloro che hanno scritto il Nuovo Testamento potrebbero avere sbagliato. Cioè, erano uomini, non è che potevano ricordare male qualche insegnamento di Gesù Cristo? Non è che avrebbero potuto non capire bene quello che Gesù aveva detto? Queste sono domande valide, e Gesù ci spiega nei versetti 25 e 26 come possiamo sapere che quello che abbiamo nella Bibbia è assolutamente affidabile.
Seguite mentre leggo questi versetti.
25 Vi ho detto queste cose, mentre ero con voi; 26 ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto. (Giovanni 14:25,26)
Quello che Gesù dichiara qua, riguarda solamente quei discepoli, ai quali Gesù aveva insegnato direttamente.
Gesù aveva passato tre anni con i suoi discepoli. Aveva insegnato a loro tante cose. Però adesso Gesù stava per ritornare in cielo. Come avrebbero potuto ricordare tutto precisamente? Come avrebbero potuto comprendere ogni cosa, quando c'erano cose che già non comprendevano ancora. La risposta sta nel fatto che il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre stava per mandare, avrebbe insegnato loro ogni cosa, e avrebbe ricordato ciò che Gesù aveva detto loro.
È stato l'insegnamento degli apostoli che Dio ha usato per fondare la Chiesa. Era necessario che questo insegnamento fosse perfetto, senza errori. E perciò, il Padre mandò lo Spirito Santo agli apostoli ed ai discepoli, per guidarli in modo che tutto fosse riportato senza errori.
Prima di tutto, lo Spirito ha insegnato a loro ogni cosa. Di cosa si tratta? In Giovanni 16:12-15, Gesù dichiara agli apostoli:
12 Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono ancora alla vostra portata. 13 Ma, quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. 15 Tutte le cose che il Padre ha sono mie; per questo ho detto che egli prenderà del mio e ve lo annunzierà. (Giovanni 16:12-15).
Prima della croce e la risurrezione, Gesù aveva insegnato tante cose ai discepoli che non comprendevano chiaramente. Dopo la risurrezione, quando Gesù è tornato in cielo, è arrivato lo Spirito Santo, che ha insegnato ogni cosa a loro. In altre parole, ha insegnato e spiegato ai discepoli tutte le cose che avevano sentito ma che non avevano capito. Egli ha guidato i discepoli in tutta la verità, in modo che potevano stabilire la Chiesa solidamente sul fondamento della verità, senza errori.
E questo ci porta al secondo punto, quando Gesù dice agli apostoli che lo Spirito Santo ricorderà loro tutto ciò che Gesù aveva detto. In altre parole, quando i discepoli insegnavano a quella prima generazione, e quando hanno scritto il Nuovo Testamento, lo Spirito Santo li ha guidati in modo che ricordavano precisamente tutte le parole di Gesù, senza errori. Ha ricordato tutto quello che Gesù aveva detto a loro. Chiaramente, questa è un'opera divina, un miracolo da Dio. Normalmente non ricordiamo le cose con precisione. Ma è stato lo Spirito Santo a ricordare ai discepoli tutto quello che Gesù aveva detto loro.
Perciò, lo Spirito Santo ha spiegato tutto a loro, in modo che capivano nel modo giusto, e poi, lo Spirito Santo ha ricordato tutto quello che Gesù aveva detto loro. Perciò, l'insegnamento dei discepoli che noi abbiamo come Nuovo Testamento, è un insegnamento perfetto, senza errori, senza lacune.
Questo vuol dire che noi possiamo fidarci pienamente della parola di Dio. È senza errori, è completa, è tutto quello che ci serve per conoscere Dio e camminare nella verità.
Grazie a Dio per questo! Che immensa benedizione. Che grande e sicuro fondamento sul quale edificare la nostra fede. Siamo benedetti da Dio.
Prego che vedendo questo, cammineremo nella verità che Dio ci dà!
Gesù dà la Sua pace ai Suoi figli
Arriviamo adesso ad una delle verità più preziose e meravigliose della Bibbia. In un mondo pieno di male, di dolore e di ingiustizie, e noi siamo deboli, come possiamo avere pace? Quello che Gesù ci dichiara nel versetto 27 è qualcosa di immenso, una benedizione che supera ogni benedizione terrena. Seguite mentre leggo il versetto 27.
Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo; il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi. (Giovanni 14:27)
Gesù Cristo stesso, che abbiamo visto è Dio, che ha ogni potestà in cielo e in terra, che è con noi, Gesù Cristo ci dà la sua pace!
Che cos'è la pace? La pace è un cuore tranquillo, anziché un cuore turbato. È un cuore calmo, non agitato. È la mancanza di paura o preoccupazioni. Gesù Cristo ci dà la sua pace. Non è come la pace del mondo. Il mondo dà una pace falsa, una pace superficiale, una pace non vera e che sparisce quando arrivano i problemi o anche solo la possibilità di avere problemi in futuro.
Al contrario, la pace di Gesù, la pace che egli ci dà, è una pace profonda, una pace che regge in mezzo alle tempeste più profonde della vita. È una pace duratura, che rimane anno dopo anno, dopo anno, finché arriveremo nella presenza di Dio.
La pace che Gesù ci dà non dipende dalle circostanze, non viene dalle circostanze, viene da Gesù Cristo. E perciò, è sicura, e nulla di questo mondo può toglierci questa pace.
Nel mondo, tutti gli uomini arrivano ad avere paura, ad avere un cuore agitato, a non avere pace. Invece chi è in Gesù Cristo ha da Gesù la pace di Gesù Cristo, una pace che può tenere calmo il cuore nella tempesta.
Però, non sempre usiamo questa pace. Gesù ci dà la sua pace, e quindi, è nostra da godere. Ma molto spesso, scegliamo di non guardare a Gesù Cristo, cerchiamo la pace nelle circostanze e non in Cristo. Quando facciamo così, perdiamo la pace. Se cerchiamo la pace nelle circostanze anziché in Cristo, quando le circostanze vanno male, il nostro cuore sarà turbato. E perciò, ricordiamo il comandamento di Gesù in Giovanni 14:1. Ve lo leggo.
Il vostro cuore non sia turbato; credete in Dio e credete anche in me. (Giovanni 14:1)
Gesù ci ha dato la sua pace, ma per godere la sua pace, dobbiamo scegliere di credere in Dio e credere anche in lui. Dobbiamo credere alle promesse di Dio. Dobbiamo credere nella potenza di Dio. Dobbiamo credere nel cuore di Dio. Noi avremo la pace meravigliosa di Gesù Cristo quando scegliamo di credere in Dio!
Cari fratelli, care sorelle, scegliamo di credere in Gesù Cristo, di confidare in Dio. E così, possiamo godere la pace di Gesù Cristo. Possiamo godere la sua pace e non avere il cuore turbato. Grazie a Dio. Viviamo così.
Gesù prepara i discepoli
Gesù continua a preparare i discepoli per la vita dopo che egli torna in cielo. Leggiamo i versetti 28,29.
28 Avete udito che vi ho detto: "Io me ne vado e tornerò a voi". Se voi mi amaste, vi rallegrereste perché ho detto: "Io vado al Padre"; poiché il Padre mio è più grande di me. 29 E ora ve l’ho detto, prima che avvenga affinché, quando avverrà, crediate. (Giovanni 14:28,29)
Spesso, crediamo che sarebbe stato più bello se Gesù fosse ancora fisicamente qui sulla terra. I discepoli non volevano che lui andasse via. Ma in questi versetti, Gesù spiega loro che per Lui è meglio tornare in cielo. Consideriamo quello che dice a loro.
Gli ricorda che aveva già detto che sarebbe andato via, in cielo al Padre, e che poi sarebbe tornato a loro. Poi, Gesù spiega. Dichiara:
se vuoi mi amaste,...
Gesù non sta dicendo che non lo amano per niente. I discepoli amavano Gesù. Però, il loro amore, come il nostro amore, è sempre mancante. Ricordate che il vero amore è desiderare il meglio per qualcuno, e impegnarsi per quello. I discepoli volevano che Gesù restasse con loro. Però, volere il meglio per Gesù, ed in realtà anche il meglio per loro stessi, dovrebbe portare ad avere grande gioia per il fatto che Gesù andava al Padre. Per prima cosa, Gesù, andando al Padre, sarebbe stato glorificato con quella gloria che aveva prima della fondazione del mondo. Leggo quello che Gesù prega al Padre in Giovanni 17:5.
Ora dunque, o Padre, glorificami tu presso di te della gloria che io avevo presso di te prima che il mondo fosse. (Giovanni 17:5).
Gesù aveva lasciato la sua gloria per venire sulla terra, per compiere la salvezza. Adesso, tornando al Padre, sarebbe stato di nuovo glorificato, e questo è per il bene di noi tutti che crediamo in Gesù. Quindi, questo dovrebbe darci grande gioia.
Poi, Gesù dichiara che dovrebbero avere gioia per il fatto che egli tornava al Padre, perché il Padre è più grande di lui.
È importante capire questo. Gesù aveva già spiegato più volte che egli è pienamente Dio. Per esempio, in Giovanni 10:30 Gesù dichiara:
“Io e il Padre siamo uno".” (Giovanni 10:30 LND).
Poi, aveva dichiarato in Giovanni 14:9, leggo anche il versetto 8:
8 Filippo gli disse: "Signore, mostraci il Padre e ci basta". 9 Gesù gli disse: "Da tanto tempo io sono con voi e tu non mi hai ancora conosciuto, Filippo? Chi ha visto me, ha visto il Padre; come mai dici: "Mostraci il Padre"? (Giovanni 14:8,9)
Quindi, Gesù dichiara qui che il Padre è più grande di Lui. Non sta parlando della sua natura, perché Gesù è pienamente Dio. Ma nel suo ruolo sulla terra, quando Gesù si era spogliato della sua gloria, per poter compiere la salvezza, aveva preso forma umana, e in quel ruolo, il Padre era più grande di Lui. E perciò, dovrebbe darci gioia che Gesù Cristo ha lasciato la sua gloria, per compiere la nostra salvezza, per poi tornare in cielo e di nuovo essere glorificato con la gloria che ha solo Dio. Ora, il nostro Signore Gesù Cristo gestisce tutto per completare l'opera di Dio in noi.
Grazie Dio che Gesù Cristo è venuto sulla terra, e grazie Dio che Gesù è tornato in cielo.
Gesù ha dichiarato questo prima che accadesse, in modo che quando sarebbe successo, i discepoli avrebbero creduto in Lui. Quando Gesù fu risuscitato, i discepoli capirono quello che Gesù aveva prima dichiarato a loro. La salvezza viene quando crediamo in Gesù Cristo. Gesù dichiara tante cose in anticipo, per farci avere fede in Lui.
Gesù avverte loro di Satana
Gesù stava per tornare in cielo. Aveva ancora poco tempo con i discepoli. Li prepara per quello che sta per arrivare. Fra pochissimo, Satana avrà quello che potrebbe sembrare la sua vittoria più grande, spingendo gli uomini a crocifiggere Gesù. Ma quella che sembra la vittoria di Satana, in realtà è la vittoria più grande di Dio.
Gesù prepara i discepoli per quello che sta per succedere, in quello che dichiara nei versetti 30,31. Seguite mentre li leggo.
30 Non parlerò più molto con voi, perché viene il principe di questo mondo, e non ha nulla in me; 31 ma questo accade affinché il mondo conosca che io amo il Padre e che faccio come il Padre mi ha comandato. Alzatevi, andiamo via di qui". (Giovanni 14:30,31)
Tra poche ore Gesù sarebbe sulla croce. Perciò, il suo tempo per insegnare ai discepoli stava terminando. Satana, il principe di questo mondo, stava per arrivare con tutta la sua forza. Era già entrato in Giuda Iscariota che era andato a tradire Gesù. Era nei Giudei che avrebbero condannato Gesù ingiustamente, e sarebbe stato nei soldati Romani che lo avrebbero crocifisso con disprezzo.
Ma quella che poteva sembrare una vittoria di Satana non era una vittoria, perché Satana non aveva nulla in Gesù. Il potere di Satana sta nel fatto che gli uomini sono peccatori. Ma Gesù non aveva alcun peccato. Perciò, Satana non aveva alcun appoggio nella vita di Gesù. Non aveva nulla di cui accusare Gesù. Non aveva nessun campo in cui c'era peccato in Gesù e dove Satana sarebbe potuto entrare. Perciò, essendo Gesù puro e senza peccato, la peggiore cosa che Satana poteva gettare contro Gesù non poteva macchiarlo.
La croce, un'apparente perdita, è stata sommersa con la vittoria della risurrezione. Nella croce, Cristo ha sconfitto Satana.
Il fatto che Gesù era completamente senza peccato, ma è stato dato alla morte come sacrificio, e poi Dio lo ha innalzato nella risurrezione, mostrava al mondo che Gesù Cristo è il Figlio. Come Figlio, Gesù ama il Padre, ed ha fatto esattamente come il Padre gli aveva comandato. La morte di Gesù come l'innocente, morto per i peccatori, mostrava l'amore di Gesù per il Padre, e la sua ubbidienza. E per questo, quello che Satana ha fatto è stato distrutto con l'opera di Gesù Cristo.
Quello che Gesù ha fatto sulla croce, morendo senza peccato, per i peccatori, è la base della nostra salvezza! In Gesù Cristo abbiamo la salvezza. Solamente in Gesù Cristo c’è la salvezza. O che possiamo riconoscere la grandezza della nostra salvezza in Gesù Cristo! Oh che possiamo riconoscere l'immensità del perdono che abbiamo in Cristo.
Con questo Gesù ha concluso il suo insegnamento per preparare i discepoli per la Sua crocifissione e per quello che sarebbe venuto dopo. E perciò, ordina ai discepoli di alzarsi, per andare via. Gesù aveva un appuntamento nel giardino di Getsemani, per essere arrestato per poi essere crocefisso. Gesù faceva tutto perfettamente secondo il piano di Dio. E ormai, era tempo di andare. Ormai, dovevano avvenire le circostanze che Lo avrebbero portato alla croce nella mattina successiva. Grazie Dio, che Gesù Cristo non si è tirato indietro, ma è andato alla croce, per comprare la salvezza per noi!
Conclusione
E così, in questo brano, abbiamo visto delle verità preziose. Abbiamo visto che essendo in Cristo, abbiamo un grande privilegio che il mondo non ha. Dio è con noi, Cristo è con noi. Non è con il mondo. Dio Padre e il Figlio dimorano con noi. Che immenso privilegio. Non siamo soli.
Abbiamo visto che lo Spirito Santo ha guidato i discepoli in modo che abbiamo una Bibbia pienamente affidabile. Grazie a Dio, abbiamo la Parola di Dio sicura.
Poi, abbiamo visto la grandissima verità che Gesù Cristo ci ha lasciato la SUA pace. Non è come la falsa pace del mondo. Abbiamo da Cristo la vera pace, la pace profonda, la pace duratura. O che possiamo sempre scegliere di accogliere questa pace.
Ricordiamo che il principe del mondo che è Satana, c’è, ma che la vittoria è in Gesù Cristo. Restiamo fermamente attaccati a Gesù Cristo. Riconosciamo e confessiamo i nostri peccati. Camminiamo in santità, e così, saremo sicuri in Cristo.
Grazie a Dio per il nostro Signore e Salvatore, Gesù Cristo.