Aiuto Biblico

Dimorare in Cristo per portare vero frutto

Giovanni 15:1-6

Sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica, 18 agosto 2024, – cmd dp –
Descrizione: qual è il frutto della salvezza? Questo frutto c'è solo se si dimora in Cristo. parole chiavi: Gesù Cristo, dimorare in Cristo, frutto

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Che cosa dà valore alla vita? Basta una vita facile con pochi problemi, oppure una vita in cui gli altri mi vedono bene? Basta una vita in cui posso fare quello che voglio io? Basta una vita con tante belle cose? Basta avere la mia famiglia con me?

Queste cose, e tante altre cose, prima o poi si perdono. Non durano. E poi, si rimane con niente.

Che cosa ci fa avere una vita che conta veramente? Tutte le cose che ho menzionato si perdono, prima o poi, per sempre.

L’unica cosa che dà vero valore alla vita è quella di portare vero frutto spirituale che dura per l’eternità.

Se viviamo per quello che perderemo per sempre, la nostra vita è sprecata. Corriamo, corriamo per riempire la vita, ci scontriamo con gli altri, ci affatichiamo, ma poi perderemo tutto, e tutto questo non ci porta alcun vero bene. Anche se arriviamo a realizzare tutto quello che vogliamo, è tutto sprecato. Ecco perché una vita può essere piena, ma allo stesso tempo vuota.

Gesù Cristo spiega che ottenere tutto, ma non la salvezza, non vale nulla. Leggo Marco 8:36,37

“36 Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua? 37 O che cosa potrebbe dare l’uomo in cambio dell’anima sua?” (Marco 8:36-37 LND)

Se tu riesci a ottenere tutto quello che vuoi, ma non hai Cristo, e non hai il vero frutto della salvezza, non vale assolutamente nulla. Perderai tutto, e rimarrai con niente.

Stiamo studiando l’Evangelo di Giovanni. Dio ha guidato Giovanni a scriverlo per farci conoscere veramente Gesù Cristo, per farci avere la vera vita in Lui. E poi, per insegnarci come vivere, per vivere bene, per avere la vera gioia, la vera pace e la vera vita abbondante.

Siamo arrivati a Giovanni 15, in cui Gesù inizia un discorso molto potente. Ci insegna come vivere per avere vero frutto, frutto che dura, frutto che rivela che siamo veramente salvati.

Trovate con me Giovanni 15, e seguite mentre leggo Giovanni 15:1-8.

1 "Io sono la vera vite e il Padre mio è l’agricoltore. 2 Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie via; ma ogni tralcio che porta frutto, lo monda affinché ne porti ancora di più. 3 Voi siete già mondi a motivo della parola che vi ho annunziata. 4 Dimorate in me e io dimorerò in voi; come il tralcio non può da sé portare frutto se non dimora nella vite, così neanche voi, se non dimorate in me. 5 Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me, e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla. 6 Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio e si secca; poi questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e sono bruciati. 7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto. 8 In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli. (Giovanni 15:1-8)

In questo brano, Gesù sta parlando solo ai veri credenti. Descrive quello che è la vera vita cristiana. Questo brano è estremamente importante per ogni persona che si considera credente.

Gesù inizia dichiarando chi siamo noi in rapporto con Lui. Quanto è importante comprendere che la vera vita di un credente è quella di essere strettamente legato a Gesù Cristo. Leggo Giovanni 15:1 e 5.

“"Io sono la vera vite e il Padre mio è l’agricoltore.” (Giovanni 15:1)
“Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me, e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla.” (Giovanni 15:5 LND)

Gesù usa il rapporto fra la vite ed i tralci per descrivere il rapporto fra i credenti e Lui.

Qual è il rapporto fra una vite e i suoi tralci? Chiaramente, i tralci sono totalmente legati e dipendenti dalla vite. Non possono vivere senza la vite, dipendono totalmente da essa. È la vite che tiene in vita i tralci e li regge. Per il tralcio, lo stretto legame alla vite è la fonte di vita, di forza, di vitalità, di capacità di portare frutto. La vite non solo fa nascere il tralcio, ma continua a dargli vita. Il tralcio non può esistere se non è attaccato alla vite.

Pensate anche al fatto che la vite si spende per i tralci. Usa la sua forza ed energia per il loro bene. Si dedica totalmente a loro.

Gesù dichiara che noi siamo i tralci, ed Egli è la vite. Perciò, per noi è impossibile vivere spiritualmente se non dimoriamo in Lui. Non abbiamo alcuna vita in noi stessi. Quanto è importante per ciascuno di noi capire che dipendiamo totalmente da Cristo per la vita spirituale.

Ogni vero credente deve rimanere strettamente attaccato a Cristo, ed è solo da Cristo che prendiamo forza e vita spirituale giorno per giorno. È da Cristo che riceviamo la grazia giorno per giorno per camminare vittoriosamente sul peccato, e per riuscire a portare frutto che dura.

È un'immensa consolazione ed un incoraggiamento quando teniamo questa verità sempre in mente. Non siamo soli nella vita, non dobbiamo affrontare le difficoltà da soli, la nostra salvezza non è fondata sulle nostre forze, e non dipende dalle nostre capacità. Non dobbiamo combattere i nostri peccati da soli, con le nostre povere forze. Invece, siamo in Cristo, e da LUI prendiamo forza, vita e grazia, giorno per giorno, per crescere. Ogni nostra forza buona viene da Cristo. Egli è il nostro Capo, da cui dipendiamo per tutto. Grazie a Dio.

Dobbiamo vedere Gesù Cristo come la radice, e noi come i rami. La radice mantiene e sostiene i rami. Quando meditiamo su questo, possiamo avere grande gioia!

Gesù dice che noi siamo i tralci attaccati a Lui.

Pensando al fatto che noi siamo i tralci, qual è la funzione di un tralcio? Nella pianta, è il tralcio che produce frutto. E infatti, il nostro ruolo è di produrre frutto per il regno di Dio. Il vero scopo che Dio ha per te, mentre tu sei sulla terra come figlio di Dio, è quello di produrre frutto per la gloria di Dio.

Cosa vuol dire dimorare in Cristo

Gesù spiega che dobbiamo dimorare in Lui per poter produrre frutto. Che cosa vuol dire, dimorare in Cristo?

Dimorare in Cristo vuol dire avere una fede vera e vivente in Cristo. Non è solo credere intellettualmente in Gesù, ma piuttosto è confidare in Lui giorno per giorno per la vita e per l’eternità. Nel cammino della vita, è tenere Cristo al centro, è confidare in Lui, è sperare in Lui.

Dimorare in Cristo significa camminare in ubbidienza, non come un pesante obbligo, ma perché credo che la via di Cristo è l’unica via, e voglio più di Lui. Confido in Cristo, e perciò, faccio quello che Egli comanda. Perciò, l’ubbidienza è una parte fondamentale del dimorare in Cristo.

Dimorare in Cristo vuol dire imitare Cristo, perché vedo in Lui la mia vita ed il mio tutto. Voglio più di Lui, e così, cammino come Cristo cammina.

Dimorare in Cristo vuol dire aggrapparmi a Cristo nei giorni buoni, ed anche nelle prove. Vuol dire avere Cristo come la mia speranza.

Dimorare in Cristo vuol dire dipendere da Cristo, come il tralcio dipende dalla vite. Quindi, anziché confidare nelle mie forze e nelle mie capacità, dimorare in Cristo vuol dire dipendere da Cristo.

Una cosa meravigliosa è che quando dimoriamo veramente in Cristo, Cristo stesso dimora in noi. Cristo Gesù, Dio incarnato, Colui che ha creato il mondo ed è sovrano su tutto, il Re dei re e il Signore dei signori, Gesù Cristo stesso, DIMORA, resta, con ogni vero credente.

La vera salvezza non è credere intellettualmente in un Dio lontano in cielo. Piuttosto è AVERE Dio con noi nella persona di Gesù Cristo.

NULLA che il mondo può darci è minimamente paragonabile all'avere Gesù Cristo che dimora proprio in noi.

La necessità di produrre frutto

Guardando al nostro brano, notiamo il punto principale che Gesù dichiara, cioè, che ogni vero tralcio produce frutto. Ogni vero credente ha vero frutto nella sua vita.

Infatti, non produrre frutto dimostra che uno non è veramente salvato. Ripeto questa verità importante. Non produrre frutto dimostra che uno non è veramente salvato. Leggo il v.2.

Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie via; ma ogni tralcio che porta frutto, lo monda affinché ne porti ancora di più. (Giovanni 15:2)

Qua, Gesù introduce un discorso estremamente importante. Parla della necessità che ogni tralcio, ovvero, ogni vero credente, porti frutto.

Gesù parla di due tipi di tralci, e delle due conseguenze che avranno.

Ci sono tralci veri, che hanno vita in sé, e portano frutto. E poi, ci sono tralci che non hanno vita in sé, e perciò non portano frutto, e vengono tagliati via.

Come prima cosa, Gesù dichiara che ogni tralcio che non porta frutto sarà tolto via. Produrre vero frutto per il regno di Dio rende chiaro che una persona è veramente salvata. Non portare vero frutto nella vita indica che una persona non è veramente salvata. Quanto è importante produrre frutto!

Ogni tralcio in Cristo che non porta frutto, viene tolto via. Questo è qualcosa di terribile. Essere tolto via dalla vite, ovvero da Cristo, vuol dire essere nelle tenebre, perduto eternamente.

In altre parole, Gesù ci sta facendo capire che ci sono persone che sembrano essere credenti, sembrano tralci, ma in realtà, non hanno ricevuto la vera vita, perché non prendono vita da Cristo. E perciò, non portano frutto. Sono tralci morti, senza vita.

Ogni persona che si dichiara credente, che non porta frutto, verrà tolta via, ovvero, verrà allontanata da Cristo, ed infine gettata nel lago di fuoco.

Apparentemente, queste persone possono sembrare essere dei veri credenti. Magari sono fedeli nel frequentare gli incontri di chiesa, può darsi che hanno piacere a leggere la Bibbia, ed a loro piace parlare delle cose di Dio, come facevano tanti dei farisei al tempo di Gesù. Però, per quanto l'apparenza può far pensare che siano credenti, non sono veramente uniti a Cristo, e perciò, sono privi di vera vita.

Questo brano ci insegna che frutti spirituali, frutti compiuti dallo Spirito Santo in noi, sono una prova essenziale della realtà della salvezza. Ogni vero credente produrrà vero frutto! Se non c'è vero frutto, non c'è la vera salvezza.

Quando Dio salva una persona, toglie la condanna da quella persona, caricandola su Cristo Gesù. Copre quella persona con la giustizia di Cristo. Ma non solo: opera inoltre in quella persona in modo che possa produrre vero frutto. Efesini 2:8-10 rende chiaro che chi è stato creato in Cristo Gesù, che è un modo per descrivere la nuova nascita, è stato salvato per le buone opere, preparate da Dio per lui. Leggo Efesini 2:8-10.

“8 Voi infatti siete salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori. 10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, affinché camminiamo in esse.” (Efesini 2:8-10 LND)

La grazia di Dio che salva una persona è una grazia che opera per trasformare la persona, e che opera per produrre frutto nella vita di quella persona, che consiste, fra l’altro, nel compiere buone opere che danno gloria a Dio.

Notiamo nel versetto 2 che coloro che portano frutto vengono potati da Dio, affinché portino ancora più frutto. Questo ci parla della santificazione che Dio opera nel credente, e di come Dio usa le prove, le sofferenze, e la disciplina per farci più conformi all'immagine di Cristo. Quando Dio salva una persona, sarà Dio stesso che porterà sempre a compimento la sua opera in quella persona.

La potatura si ha quando Dio taglia via quello che non produce frutto o che ostacola la crescita del frutto. Spesso, la potatura è dolorosa, a volte molto dolorosa. Infatti, in Ebrei 12, leggiamo che ogni vero credente viene disciplinato da Dio. Questa è una parte della potatura di Dio. Chi non viene disciplinato da Dio non è un vero figlio di Dio. La potatura è per i veri figli di Dio. Chi non viene potato, non è un vero figlio di Dio.

Quindi, da questo versetto è chiaro che: un vero credente dimora in Cristo e porta frutto! Viene potato da Dio, per poi portare più frutto.

VERO Frutto

Visto che Gesù dichiara che dobbiamo produrre frutto, consideriamo cosa intende Dio quando nella Bibbia parla di “frutto”.

È importante capire cos’è il vero frutto secondo Dio. In Matteo 7:22,23, impariamo che molti faranno grandi opere nel nome di Cristo, ma quelle cose non saranno vero frutto. Vi leggo quel brano.

“22 Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?" 23 E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità".” (Matteo 7:22-23 LND)

Da questi versetti, comprendiamo che, di per sé, avere un grande impegno per le cose di Dio non significa necessariamente portare vero frutto.

Allora, cosa significa portare vero frutto della salvezza?

Un vero frutto della salvezza, presente nella vita di ogni vero credente, è il ravvedimento. Questo non è solo all’inizio della salvezza, ma fa parte della vita quotidiana di ogni vero credente. Vediamo un esempio di questo frutto in 2Corinzi 7:9,10. Nella sua prima Epistola, Paolo aveva scritto rimproverando duramente i credenti per i loro peccati. Avevano accolto questa riprensione, e si erano ravveduti. Leggiamo quello che Paolo scrive in questa seconda lettera. 2Corzini 7:9,10.

“9 Ora mi rallegro, non perché siete stati rattristati, ma perché siete stati rattristati a ravvedimento, poiché siete stati rattristati secondo Dio, affinché in nessuna cosa aveste a ricevere alcun danno da parte nostra. 10 La tristezza secondo Dio infatti produce ravvedimento a salvezza, che non ha rimpianto; ma la tristezza del mondo produce la morte.” (2Corinzi 7:9-10 LND)

C’è una tristezza del mondo, quando le conseguenze terrene del peccato rendono tristi. Ma questa tristezza non porta al ravvedimento. Piuttosto, porta alla morte eterna.

Invece esiste la tristezza secondo Dio, la tristezza per il peccato in sé, molto più che per le conseguenze. La tristezza secondo Dio produce ravvedimento a salvezza. Questo è un frutto di veramente dimorare in Cristo, come il tralcio dimora nella vite.

Un vero credente avrà l’abitudine di riconoscere e ravvedersi dei suoi peccati. Questo è un frutto della vera salvezza, di dimorare in Cristo.

Nel brano in 2Corinzi, Paolo scrive a persone che erano già credenti. La vita di un vero credente sarà una vita in cui c'è vero ravvedimento per tutta la vita, ogni volta che c'è il peccato. Uno che dichiara di essere credente ma non vuole ravvedersi dei suoi peccati, non ha frutto di essere veramente salvato.

In Atti 26, Paolo parla del messaggio che aveva predicato mentre andava di città in città. Notate che la vera salvezza produce vero ravvedimento, che produce opere degne di ravvedimento. Leggo Atti 26:20.

Ma prima a quelli in Damasco, poi a Gerusalemme. in tutta la regione della Giudea e ai gentili, ho annunziato di ravvedersi e di convertirsi a Dio, facendo opere degne di ravvedimento.” (Atti 26:20 LND)

La vera salvezza produce frutti di ravvedimento, cioè cambiamenti nella propria vita, che portano ad abbandonare il peccato, ed a cominciare un cammino di santità.

Ebrei 6:1 descrive la salvezza come ravvedimento dalle opere morte.

Perciò, lasciando l’insegnamento elementare su Cristo, tendiamo alla perfezione, senza porre di nuovo il fondamento del ravvedimento dalle opere morte e della fede in Dio,” (Ebrei 6:1)

Che cosa sono le opere morte? Se non c'è vero ravvedimento, le opere che si fanno sono opere morte. Similmente, se delle opere vengono fatte per avere qualche merito, anche quelle sono opere morte. Se vengono fatte con cuore impuro, sono opere morte. La vera salvezza produce un vero ravvedimento dalle opere morte.

Anche 2Pietro 3:9 descrive la salvezza come ravvedimento.

Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento.” (2Pietro 3:9 LND)

Da questo versetto, è estremamente chiaro che la salvezza comprende una vita di vero ravvedimento, anzi, la salvezza spesso viene descritta come il ravvedimento.

Quindi, un frutto che sarà presente in ogni vero credente è una vita di vero ravvedimento. Veri credenti cadono, e peccano, ma non rimangono nel peccato. Ogni vero credente riconosce i suoi peccati, li confessa, e si ravvede, ritornando a dimorare in Cristo.

Un cammino di santità

Un altro frutto della vera salvezza è una vita ed un cammino di santità. In Ebrei 12:14 leggiamo:

Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore,” (Ebrei 12:14 LND)

Senza la santificazione, nessuno vedrà il Signore. Perciò, ogni vero credente procaccia la santificazione. Questo è un frutto essenziale della vera salvezza. Si impegna a crescere nella santità.

La santità è il contrario del peccato. La santità è il contrario di tutto ciò che è impuro. La santità è una purezza totale. La santità riguarda il nostro modo di pensare, il nostro modo di parlare, e il nostro modo di comportarci. Riguarda ogni scelta di ogni giorno.

Perciò, un frutto della vera salvezza è un forte impegno a crescere sempre di più nella santità.

Come dichiara il versetto in Ebrei 12, senza la santificazione, nessuno vedrà il Signore. Non c’è salvezza se non c’è vero impegno a crescere nella santità.

Chi dimora veramente in Cristo, camminerà nella santità. Può cadere nel peccato, ma non resterà nel peccato. Si ravvederà, confesserà il suo peccato, sarà perdonato e purificato, e ritornerà a camminare in santità.

Quindi, ogni vero tralcio, ovvero, ogni vero credente, avrà una vita di ravvedimento quando pecca e crescerà nella santità.

Frutto in altri

Un altro tipo di frutto, che è presente in ogni vero credente, è il frutto che un vero credente produce negli altri.

Nella Bibbia, c’è il frutto dello Spirito, che lo Spirito Santo produce in noi, poi, c’è il frutto della salvezza che abbiamo appena visto. Poi, c’è il frutto che ogni credente produce nella vita di altri credenti.

Questo tipo di frutto è quando la nostra vita aiuta altri a vedere più di Dio. Ogni vero credente ha doni spirituali. I nostri doni spirituali sono per l’utilità comune. Vi leggo 1Corinizi 12:7, che parla di questo.

Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l’utilità comune. (1Corinzi 12:7)

Abbiamo doni spirituali, che dobbiamo usare per aiutare gli altri a crescere in Cristo.

In 1Pietro 4, Dio ci comanda di mettere i nostri doni al servizio degli altri. Un vero credente vivrà così.

10 Ciascuno, secondo il dono che ha ricevuto, lo metta al servizio degli altri, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. 11 Se uno parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio; se uno fa un servizio, lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, a cui appartiene la gloria e il dominio per i secoli dei secoli. Amen. (1Pietro 4:10,11)

Dio ci ha salvati per fare buone opere, usando i nostri doni per aiutare gli altri a crescere. Ogni vero credente avrà questo frutto.

Leggo Filippesi 1:19-26, dove l’apostolo Paolo descrive come desiderava portare frutto in loro. Portare frutto in altri magnifica Cristo.

19 So infatti che questo riuscirà a mia salvezza, mediante la vostra preghiera e l’aiuto dello Spirito di Gesù Cristo, 20 secondo la mia fervida attesa e speranza, che non sarò svergognato in cosa alcuna, ma che con ogni franchezza, ora come sempre, Cristo sarà magnificato nel mio corpo, o per vita o per morte. 21 Per me infatti il vivere è Cristo, e il morire guadagno. 22 Ma se il vivere nella carne è per me un lavoro fruttuoso, allora non saprei proprio cosa scegliere, 23 perché sono stretto da due lati: avendo il desiderio di partire da questa tenda e di essere con Cristo, il che mi sarebbe di gran lunga migliore, 24 ma il rimanere nella carne è più necessario per voi. 25 E questo so sicuramente: che rimarrò e dimorerò presso di voi tutti per il vostro avanzamento e per la gioia della vostra fede, 26 affinché il vostro vanto per me abbondi in Cristo Gesù, per la mia presenza di nuovo tra voi. (Filippesi 1:19-26)

Paolo voleva rimanere, per il loro avanzamento, ovvero, per la loro crescita in Cristo. Quanto è importante capire che la cosa più grande che possiamo fare è quella di portare frutto nella vita di altri. Questo fa parte del dimorare in Cristo. Questo è un frutto di chi è un vero tralcio, legato alla vite, Gesù Cristo. Un vero tralcio produce frutto. La sua vita edifica altri.

Notate il desiderio di Paolo quando scrive ai Romani. Questo dovrebbe essere anche il nostro desiderio. Leggo Romani 1:11.

“perché io desidero grandemente vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale, affinché siate fortificati.” (Romani 1:11)

La vera salvezza, dimorare veramente in Cristo, produce una vita in cui si porta frutto nella vita di altri, per fortificare ed edificare gli altri.

Quindi, per esaminarci, per vedere se siamo veramente salvati, dobbiamo valutare se la nostra vita è usata da Dio per fortificare altri credenti. Questo sarà un frutto della salvezza per chi dimora veramente in Gesù Cristo.

Passiamo ora a considerare alcune altre verità di questo brano.

Portiamo frutto solo se dimoriamo in Cristo

L’unico modo per portare vero frutto è dimorare in Cristo. Gesù parla di questo nei versetti 3 e 4. Seguite mentre leggo il versetto 3.

Voi siete già mondi a motivo della parola che vi ho annunziata. (Giovanni 15:3)

Qui, Gesù parla dell'opera iniziale della salvezza. Siamo già mondi, ovvero purificati, dal momento della salvezza, per l'opera di Dio in noi. In altre parole, quando uno crede all’Evangelo, che è la parola che Cristo ha annunziato, quella persona viene salvata, purificata dalla sua colpa, resa giusta davanti a Dio. Per questo, è già monda, o pura, davanti a Dio.

Questa salvezza produce una vita in cui uno dimora in Cristo. Solo così riconosciamo di essere veramente salvati, e solo così possiamo portare vero frutto. Cristo rende questa verità molto chiara nel v.4

Dimorate in me e io dimorerò in voi; come il tralcio non può da sé portare frutto se non dimora nella vite, così neanche voi, se non dimorate in me. (Giovanni 15:4)

Qui, Gesù parla della assoluta necessità di dimorare in Lui. Dimorare: vivere, stare. In Italiano, la parola “dimora” descrive quel luogo dove uno va ogni giorno, per dormire, per mangiare i suoi pasti, per rilassarsi, per stare a casa, è il posto con cui si identifica. Anche se uno va a lavoro ogni giorno, non si dice che dimora nel posto in cui lavora. Dimorare è proprio dove si vive.

Un vero credente dimora in Cristo, si identifica con Cristo, si sente a casa con Cristo, resta strettamente legato a Cristo. Cristo fa parte di ogni aspetto della sua vita. Questo è molto diverso dall'essere religioso o seguire una religione.

Uno può essere molto religioso ed anche sincero, senza dimorare in Cristo. Si può leggere la Bibbia ed altri libri, si può evangelizzare, si può essere molto attivi nelle cose di Dio, ma se non si dimora in Cristo, non si può portare alcun vero frutto, e non si è veramente salvati.

Cosa vuol dire dimorare in Gesù Cristo? Per prima cosa, vuol dire essere coscienti della presenza di Cristo in tutto, e tenere Lui al primo posto in tutto! Vuol dire sapere che è impossibile fare qualunque cosa da soli. Dimorare in Cristo vuol dire non camminare nel peccato!

Dimorare in Cristo vuol dire anche vedere Gesù Cristo come il tuo Signore, e seguire veramente la sua guida. Ricordate le parole di Gesù:

“Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono;” (Giovanni 10:27 LND)

Un aspetto fondamentale di dimorare in Gesù Cristo è quello di ascoltare veramente la sua voce e di seguirlo. Chi non segue Gesù, ovvero chi non cammina in ubbidienza, dimostra di non essere una vera pecora di Gesù Cristo, e non dimora in Lui.

In questo versetto, Gesù dichiara che è impossibile portare frutto se non dimoriamo in Lui. In altre parole, è impossibile per noi riuscire a produrre frutto per conto nostro. Possiamo impegnarci tanto, e lavorare molto, e fare anche grandi sacrifici, però, se non dimoriamo in Cristo, non possiamo portare vero frutto.

Certamente, possiamo produrre frutto umano, un frutto che può sembrare vero agli uomini, ma un frutto prodotto da noi stessi non sarà vero frutto che dura. Non durerà per l'eternità. Non porterà gloria a Dio, e perciò, in questo caso, tutti i nostri impegni saranno inutili. Chi vive così ha una vita sprecata!

L'unico modo di portare vero frutto è quello di dimorare veramente in Gesù Cristo.

Chi dimora in Cristo porta molto frutto

Ogni vero credente, colui che dimora veramente in Cristo, porterà molto frutto. Leggo le parole di Gesù nel versetto 5.

Io sono la vite, voi siete i tralci; chi dimora in me, e io in lui, porta molto frutto, poiché senza di me non potete far nulla. (Giovanni 15:5)

Nel versetto 4, Gesù aveva appena dichiarato che non possiamo portare frutto se non dimoriamo in Lui. Questa verità è così importante che Gesù la ripete qua. Senza Cristo, non possiamo fare nulla, non possiamo portare alcun vero frutto della salvezza.

Gesù non solo ripete quello che aveva già detto, ma aggiunge una verità meravigliosa. Dichiara, categoricamente, che chi dimora in Lui, porterà MOLTO frutto.

In realtà, Gesù sta dichiarando che esistono solo due possibilità. O uno NON dimora in Lui, che vuol dire non essere veramente salvato, e non portare alcun vero frutto, OPPURE, uno dimora in Cristo, e porta molto frutto, vero frutto. Chi dimora in Cristo porta molto frutto!

Quanto è importante riconoscere questa verità che dichiara Gesù. Ogni vero credente porta molto frutto.

Abbiamo iniziato parlando di quello che dà valore alla vita. Quello che dà vero valore alla vita è una vita in cui si porta frutto vero, frutto che dura.

Che immenso privilegio, poter portare vero frutto che durerà per l'eternità! Senza Cristo, le persone si impegnano in cose che saranno tutte perse. Invece chi è veramente in Gesù Cristo, chi dimora in Cristo, produce vero frutto, molto frutto. La sua vita vale per l’eternità.

Grazie a Dio, questa è la vita che Dio ha stabilito per ogni vero credente!

Quanto è terribile per chi non dimora in Cristo

È meraviglioso per ogni vero credente, perché i veri credenti dimorano in Cristo, ed hanno una vita che produce vero frutto.

Invece, per chi NON dimora in Cristo, sarà terribile, eternamente terribile. Cioè, se uno dice di essere un credente, magari è attivo in chiesa, parla con tanti di Dio, ma non c’è vero frutto, sarà terribile. Se uno dice di avere Cristo, ma non si ravvede dai suoi peccati, se non cresce nella santità, se non viene usato da Dio per edificare altri, allora, non ha vero frutto, e sarà gettato nel fuoco eterno.

Ascoltiamo il forte avvertimento di Gesù Cristo nel versetto 6.

Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio e si secca; poi questi tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e sono bruciati. (Giovanni 15:6)

Questo è un fortissimo avvertimento della necessità di dimorare in Lui. Se uno NON dimora veramente in Cristo, non è veramente salvato, e sarà gettato via, nel fuoco, che rappresenta il lago di fuoco.

È importante notare che prima, Gesù diceva “voi”. Adesso, dice “se uno”. I veri discepoli, i veri salvati, dimoreranno in Cristo. Ma tanti dicono di essere salvati anche se non sono veramente in Cristo. Qui Gesù parla di loro.

Ci sono tante persone che dicono di essere salvate, magari sono anche attive in chiesa, possono anche essere attive nel servire Dio in qualche modo, ma non sono veramente salvate. Non dimorano in Cristo.

Non esiste una via di mezzo, non esiste una salvezza parziale. Molti arriveranno al giudizio credendo di essere salvati, ma scopriranno che Gesù non li ha mai conosciuti.

Notate che Gesù dichiara che questo succederà a chi non dimora in Lui. Ciò che importa è dimorare in Gesù Cristo. Chi dimora veramente in Gesù Cristo porterà frutto. Sarà usato da Dio, e sarà usato anche per essere luce del mondo in qualche modo. Crescerà nella santità e si ravvederà dei suoi peccati, giorno per giorno. Avrà il frutto della salvezza che abbiamo visto, nella propria vita, e nella vita di altri.

Conclusione

C’è ancora altro da vedere in questo brano, ma voglio fermarmi per ora.

Pensiamo alle verità meravigliose che abbiamo visto oggi. Gesù Cristo è la vite, e noi siamo i tralci. Se siamo salvati, prendiamo la vita totalmente da Gesù Cristo. Siamo vivi perché siamo legati a Gesù Cristo.

La vera salvezza è una vita in cui si dimora in Cristo. Questo vuol dire dipendere da Cristo. Vuol dire confidare in Cristo. Vuol dire ubbidire a Cristo. Vuol dire confessare i peccati per tornare a Cristo.

Chi dimora in Cristo avrà frutto. Si ravvederà quando cade nel peccato. Crescerà nella santità. Cercherà la sua gioia in Cristo. Questo fa parte della vera salvezza. Inoltre, chi dimora veramente in Cristo userà i suoi doni spirituali per edificare gli altri. Anche questo fa parte della vera salvezza.

Pensate: chi è senza Cristo ha una vita in cui perderà tutto quello in cui cerca valore. Perderà tutto. Invece, chi ha veramente Gesù Cristo, chi dimora in Cristo, avrà una vita piena di molto frutto, frutto che durerà per l’eternità.

Forse tu, sentendo questo, riconosci che la tua vita non abbonda nel vero frutto della salvezza. Che cosa devi fare? Devi disperarti?

No, non devi disperarti. Piuttosto, devi umiliarti, e confessare i tuoi peccati a Dio. Confessa il tuo peccato, in modo chiaro e specifico. Va’ a Dio per mezzo di Gesù Cristo, umilmente, confessando il tuo peccato. C’è perdono. E poi, puoi riprendere la via per dimorare veramente in Cristo.

O grazie a Dio per un Salvatore così, in cui c’è il perdono, c’è la vera vita.