La vita cristiana è piena di benedizioni, benedizioni che, chi non ha Cristo non ha. La vita cristiana ci offre in Cristo la vera gioia, gioia che non esiste al di fuori di Cristo. La vita cristiana comprende promesse meravigliose, che non hanno coloro senza Cristo. Nella vita cristiana, abbiamo la cura di Dio in un modo meraviglioso, che altri non hanno. Le benedizioni della vita cristiana sono immense, valgono più di qualunque benedizione che il mondo potrebbe mai offrirci.
Però, il privilegio di far parte di Gesù Cristo, comporta certe sofferenze, sofferenze temporanee, che saranno dimenticate quando avremo la gioia di vedere Gesù Cristo. Se uno fa parte di un esercito vincente, ci sono le prove e le difficoltà delle battaglie, ma poi, c'è la ricchezza della benedizione di vincere per sempre.
Il nostro Buon Pastore, Gesù Cristo, ci parla delle difficoltà della vita cristiana. Egli vuole che sappiamo in anticipo quello che affronteremo, in modo che non saremo spaventati, ma comprenderemo che le difficoltà fanno parte del privilegio di appartenere a Gesù Cristo. Infatti, le difficoltà che affrontiamo ci sono proprio perché apparteniamo a Gesù Cristo. Perciò, in questo senso, sono un immenso privilegio.
Quindi, oggi vogliamo continuare nel nostro studio dell'Evangelo di Giovanni, nel capitolo 15, dove troviamo Gesù che ci prepara per le prove che avremo, dovute al fatto che apparteniamo a Cristo. Iniziando dal versetto 18, Gesù spiega che saremo odiati a causa sua. Quando Dio ci salva, ci trasporta dal regno delle tenebre al regno della luce. Diventiamo figli di luce. Coloro che sono nelle tenebre odiano la luce. Notate quello che Gesù dichiara a questo proposito in Giovanni 3:18-21.
18 Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. 19 Ora il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini hanno amato le tenebre più che la luce, perché le loro opere erano malvagie. 20 Infatti chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce, affinché le sue opere non siano riprovate; 21 ma chi pratica la verità viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte in Dio". (Giovanni 3:18-21).
Chi fa parte delle tenebre odia la luce. Gesù Cristo è la luce del mondo. Ma ora, essendo in Gesù Cristo, noi siamo la luce del mondo. La luce di Dio è in noi, e noi risplendiamo con la luce di Cristo. E perciò, il mondo odia anche noi.
Gesù Cristo, il nostro Buon Pastore, ci prepara per questo tipo di persecuzione, in modo che quando arriverà non ci spaventerà. Tenendo questo in mente, seguite mentre leggo Giovanni 15:18,19.
18 Se il mondo vi odia, sappiate che ha odiato me prima di voi. 19 Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; ma poiché non siete del mondo, ma io vi ho scelto dal mondo, perciò il mondo vi odia. (Giovanni 15:18,19).
Quanto è importante per noi capire che visto siccome apparteniamo a Gesù Cristo, e perciò, siamo la luce del mondo, saremo odiati dal mondo. Più volte leggiamo che noi siamo luce. Leggo qualche brano che parla di questo, iniziando con Matteo 5:14-16.
14 Voi siete la luce del mondo; una città posta sopra un monte non può essere nascosta. 15 Similmente non si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candeliere, perché faccia luce a tutti coloro che sono in casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, affinché vedano le vostre buone opere e glorifichino il Padre vostro che è nei cieli". (Matteo 5:14-16).
Noi siamo la luce del mondo. Dio ci ha messi nel mondo per essere la luce per gli altri, affinché vedano la luce di Dio in noi.
Leggo anche Efesini 5:6-8.
é per queste cose viene l’ira di Dio sui figli della disubbidienza. 7 Non siate dunque loro compagni. 8 Un tempo infatti eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore; camminate dunque come figli di luce, (Efesini 5:6-8).
Eravamo tenebre, come gli altri. Ora, per grazia, siamo luce nel Signore. Camminiamo come figli di luce. Grazie a Dio. Leggo anche 1Tessalonicesi 5:5, che ci parla di questa meravigliosa verità.
Voi tutti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte né delle tenebre. (1Tessalonicesi 5:5).
Grazie a Dio siamo in Cristo, e perciò siamo luce. Questo è il privilegio più grande del mondo. E perciò, possiamo avere grandissima gioia che siamo la luce del mondo in Gesù Cristo. Ma questo vuol dire che il mondo, le persone intorno a noi, vedendo la luce in noi, possono facilmente arrivare ad odiarci. Gesù vuole che sappiamo questo.
E poi, Gesù ci spiega la bellissima notizia che non siamo del mondo. Non apparteniamo al mondo. Eravamo del mondo. Una volta eravamo pienamente nelle tenebre come tutti. Ma Gesù Cristo ci ha scelti dal mondo. Ci ha strappati dalle tenebre e ci ha portato nella luce. E perciò, siamo benedetti in Lui.
Quanto è importante per noi ricordare che eravamo nelle tenebre, come tutti quelli intorno a noi. Ma ora, per la grazia di Dio, siamo nella luce. Io prego che possiamo vedere la grandezza di questo nostro immenso privilegio. Che privilegio, non appartenere più alle tenebre, ma appartenere alla luce! Quindi, il fatto che saremo odiati visto che siamo parte della luce, non deve spaventarci. Come una donna non deve essere spaventata dal fatto che prima avrà le doglie, ma poi ci sarà la gioia del figlio, così anche noi non dobbiamo spaventarci che saremo odiati da chi odia la luce. Dobbiamo piuttosto ricordare che abbiamo davanti a noi l'eternità con Dio, godendo la sua luce.
Ricordiamo chi siamo in Cristo
Non dobbiamo sperare di evitare di essere odiati dal mondo, perché fa parte dell'essere la luce di Cristo. Piuttosto, dobbiamo riconoscere il privilegio di far parte di Cristo. Grazie a Dio che ora siamo in Cristo.
Gesù continua nel versetto 20 a prepararci per la persecuzione che può arrivare nella vita di chi appartiene a Cristo. Seguite mentre leggo il versetto 20.
Ricordatevi della parola che vi ho detto: "Il servo non è più grande del suo signore". Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. (Giovanni 15:20)
Che immenso privilegio appartenere a Gesù Cristo. Vale infinitamente di più appartenere a Gesù Cristo che qualunque privilegio di questo mondo. Ma visto che il nostro Signore e Salvatore è stato perseguitato, saremo perseguitati anche noi, se viviamo veramente per il Signore in tutto. Per la grazia di Dio, non siamo più schiavi del peccato, ma ora siamo servi del Signore. Come servi, non siamo più grandi del nostro Signore, Gesù Cristo. E quindi, se hanno perseguitato Lui, perseguiteranno anche noi.
Gesù parla di questo in altri brani. Vi leggo Matteo 10:22-25.
22 E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato fino alla fine, sarà salvato. 23 Ora, quando vi perseguiteranno in una città, fuggite in un’altra, perché in verità vi dico, che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo. 24 Il discepolo non è da più del maestro, né il servo da più del suo signore. 25 Basti al discepolo di essere come il suo maestro e al servo come il suo signore. Se hanno chiamato il padrone di casa Beelzebub, quanto più chiameranno così quelli di casa sua! (Matteo 10:22-1).
Noi siamo discepoli di Gesù Cristo, siamo i suoi servi. Perciò, non dobbiamo sperare di essere onorati più di Gesù. Non dobbiamo sperare di essere visti bene da coloro che vedono male Gesù Cristo. Essere trattati come Gesù fa parte del privilegio di appartenere veramente a Gesù Cristo. Chi veramente ha Cristo sarà perseguitato. Anche 2Timoteo 3:12 ci insegna questo. Ve lo leggo.
Infatti tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati, (2Timoteo 3:12).
Ripetutamente nella Bibbia Dio ci prepara a capire che camminare nella luce ci porterà ad essere perseguitati. Ma questo non deve scoraggiarci. In una guerra, un soldato che fa parte dell'esercito del re, che ha la vittoria garantita, non deve scoraggiarsi del fatto che il nemico lo odia e cerca di ucciderlo. È un soldato, sta combattendo le battaglie del re. E perciò, chiaramente i nemici del re lo odieranno, cercheranno di fargli del male. Similmente, noi apparteniamo a Gesù Cristo, il Re dei re, ed i nemici di Gesù Cristo, quelli che appartengono alle tenebre e odiano Cristo, odieranno noi. Certamente non è piacevole, ma ci ricorda a chi apparteniamo. Che privilegio appartenere a Cristo.
In questo versetto, Gesù ci dà anche la buona notizia che ci saranno coloro che ci ascoltano quando parliamo di Cristo. Se uno ha il cuore aperto a Cristo, se uno osserva la parola di Cristo, osserveranno anche la nostra parola se parliamo in modo fedele alla parola di Dio.
C'è un punto importante da capire qua. Gesù sta dicendo che noi siamo la luce del mondo. Perciò, è estremamente importante che parliamo veramente da parte di Cristo. Il nostro messaggio deve essere fedele alla parola di Dio. Non dobbiamo mai dire le cose dal nostro punto di vista, dobbiamo stare molto attenti a dichiarare solamente quello che è veramente da Gesù Cristo. E così, coloro che seguono veramente il Buon Pastore, ascolteranno quello che diciamo. Grazie a Dio per questo.
Coloro che ci odiano, non conoscono il Padre
Gesù continua, e ci spiega il motivo per cui le persone saranno contro di noi. È molto importante ricordare sempre che noi facciamo parte di Gesù Cristo. Siamo figli di Dio, siamo i soldati di Dio. Coloro che rifiutano Dio, rifiutano noi. Nel versetto 21 Gesù ci spiega che chi odia Lui non conosce veramente il Padre. Seguite mentre leggo il versetto 21. Ricordate che il contesto è che ci sono coloro che odiano Cristo e perciò odiano noi.
Ma tutte queste cose ve le faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. (Giovanni 15:21)
Gesù aveva parlato prima del fatto che il mondo ci odierà. Questo comprende la persecuzione. Qui, Gesù spiega perché faranno questo contro di noi. Quando dichiara: “ma tutte queste cose ve le faranno a causa del mio nome”, sta dichiarando che il motivo per cui ci odieranno e ci faranno del male è perché apparteniamo a Cristo. Loro odiano Cristo, e perciò ci faranno del male.
Poi, in questo versetto Gesù spiega che odiano Cristo, che è il significato di fare quelle cose a causa del suo nome, perché non conoscono Dio Padre, colui che aveva mandato Gesù nel mondo.
È importante capire questo: quando leggiamo il Nuovo Testamento, vediamo che la maggioranza di coloro che odiavano i primi credenti erano Giudei, erano persone estremamente religiose. Perciò, dicevano di seguire Dio, dicevano di parlare da parte di Dio, dicevano di amare Dio. Ma in realtà, non conoscevano Dio. La loro religione era tutta falsa, era tutto esterno, i loro cuori erano duri. Le persone religiose che si opponevano ai primi credenti erano religiose ma in realtà non conoscevano Dio.
E anche oggi, coloro che ci odiano a causa di Cristo non conoscono Dio.
Una colpa speciale
Andando avanti nel versetto 22, Gesù spiega che hanno una colpa speciale, diversa della colpa per i peccati normali. Leggo il versetto 22.
Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno alcuna scusa per il loro peccato. (Giovanni 15:22).
In questo versetto, Gesù ci spiega che coloro che lo avevano sentito insegnare ma che lo avevano rifiutato, avevano una colpa speciale. È importante capire questo. Quando Gesù dichiara che se non fosse venuto e se non avesse parlato con loro, non avrebbero alcun peccato, non sta dicendo che non avrebbero alcun peccato normale. La Bibbia è molto chiara che tutti sono peccatori e sono privi della gloria di Dio. Ma nel contesto è chiaro che Gesù sta dicendo che non avrebbero alcun peccato per averlo rifiutato, se non lo avessero mai sentito.
Le persone di quel tempo che odiavano i discepoli di Gesù avevano ascoltato Gesù insegnare. Avevano sentito il suo insegnamento, che era chiaramente da Dio. Gesù parlava con una autorità divina che nessun uomo aveva. Eppure, nonostante questi Giudei avevano ascoltato il chiaro insegnamento di Gesù, lo avevano rifiutato. E perciò, avevano una colpa speciale, una colpa che arriva solo a chi ha sentito in modo chiaro il messaggio dell'Evangelo. Se non ne avessero sentito parlare, non avrebbero avuto alcun peccato di questo tipo. Ma lo avevano ascoltato insegnare. E perciò, odiavano Gesù, e non avevano alcuna scusa per il peccato di averlo rifiutato, perché lo avevano sentito insegnare.
Anche oggi, tutti sono peccatori, tutti sono sotto la condanna di Dio a causa dei loro peccati. Ma chi ha sentito l'Evangelo in modo chiaro è più colpevole di chi non lo ha sentito. Per esempio, vi leggo Luca 12:42-48. Notate che a chi ha ricevuto di più sarà richiesto di più, ovvero avrà una colpa maggiore se rifiuta. Vi leggo quel brano.
42 E il Signore disse: "Chi è dunque quell’amministratore fedele e saggio, che il signore costituirà sui suoi domestici per dar loro a suo tempo la porzione di viveri? 43 Beato quel servo che il suo signore, arrivando, troverà a far così. 44 In verità vi dico che lo costituirà su tutti i suoi beni. 45 Ma se quel servo dice in cuor suo: “Il mio signore tarda a venire”, e comincia a battere i servi e le serve, e a mangiare, a bere e a ubriacarsi, 46 il signore di quel servo verrà nel giorno in cui non se l’aspetta e nell’ora che egli non sa; lo punirà severamente e gli assegnerà la sorte con gli infedeli. 47 Ora quel servo che ha conosciuto la volontà del suo signore e non si è preparato e non ha fatto la sua volontà, riceverà molte battiture. 48 Ma colui che non l’ha conosciuta, se fa cose che meritano le battiture, ne riceverà poche. A chiunque è stato dato molto, sarà domandato molto; e a chi molto è stato affidato, molto più sarà richiesto". (Luca 12:42-48)
Qua, Gesù dichiara che a chi è stato dato molto, sarà domandato molto. Chi ha ascoltato l'Evangelo sarà giudicato più severamente di chi non lo avrà sentito. Questi Giudei avevano sentito Gesù parlare, perciò avevano una grande colpa.
In 2Pietro 2:20,21, leggiamo che chi riceve la verità è più colpevole di chi non l'ha ricevuta. Leggo questo brano.
“20 Quelli infatti che sono fuggiti dalle contaminazioni del mondo per mezzo della conoscenza del Signore e Salvatore Gesù Cristo, se sono da queste di nuovo avviluppati e vinti, la loro ultima condizione è peggiore della prima. 21 Poiché sarebbe stato meglio per loro non aver conosciuto la via della giustizia, anziché, dopo averla conosciuta, voltar le spalle al santo comandamento che era stato loro dato.” (2Pietro 2:20-21 LND)
Il principio che troviamo qua è che chi conosce la via della giustizia, che è la salvezza per fede in Gesù Cristo, l'Evangelo di Gesù Cristo, ma gira le spalle al santo comandamento di ravvedersi e credere, sarà punito più severamente. Quindi, è importante capire che quando evangelizziamo, se le persone rifiutano di ascoltare, sono più colpevoli di chi non ha mai sentito. Se non hanno sentito, sono senza il peccato di aver rifiutato di ascoltare. Certamente sono comunque peccatori, ma non hanno il peccato di aver rifiutato l'Evangelo in modo diretto. Questo era vero al tempo di Gesù, ed è vero anche oggi.
Nel versetto 21, Gesù aveva spiegato che coloro che avrebbero odiato i credenti non conoscevano Dio Padre. Adesso, arrivando al versetto 23, Gesù spiega che chi odia Lui, odia anche il Padre suo. Gesù aveva già spiegato che chi odia noi a causa di Gesù odia anche Lui. Qui spiega che chi odia Lui odia anche Dio Padre. Leggo il versetto 23.
Chi odia me, odia anche il Padre mio. (Giovanni 15:23).
I Giudei dicevano di amare Dio. Dicevano di seguire Dio. Dicevano di onorare Dio. Ma il fatto che odiavano Gesù rendeva chiaro che in realtà odiavano Dio Padre. Non è possibile amare e onorare Dio se non si ama e non si onora Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Ricordate quello che Gesù aveva detto in Giovanni 5:22,23.
22 Poiché il Padre non giudica nessuno, ma ha dato tutto il giudizio al Figlio, 23 affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre; chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. (Giovanni 5:22,23).
Qualunque persona che non dà la piena gloria a Gesù Cristo, riconoscendolo come pienamente Dio, dando a Lui stesso onore che si dà al Padre, non onora il Padre. Chi non ama Gesù non ama il Padre. Chi odia Gesù odia anche Dio Padre.
Senza scusa
Nel versetto 22 Gesù aveva dichiarato che visto che egli era venuto ed aveva parlato con loro, erano senza scuse. Adesso, nei versetti 24, 25, parla del fatto che ha anche compiuto miracoli davanti a loro, perciò, anche per questo non avevano scuse. Il fatto è che avevano visto i miracoli, oltre ad aver sentito il suo insegnamento. e per questo vuol dire che lo odiavano, e odiavano anche il Padre. Questo nonostante Gesù non avesse fatto nulla per meritare il loro odio. Leggo i versetti 24,25.
24 Se non avessi fatto in mezzo a loro le opere che nessun altro ha fatto, non avrebbero alcun peccato; ora invece le hanno viste, e hanno odiato me e il Padre mio. 25 Ma questo è accaduto affinché si adempisse la parola scritta nella loro legge: "Mi hanno odiato senza motivo". (Giovanni 15:24,25).
I Giudei avevano ascoltato l'insegnamento di Gesù, insegnamento chiaramente divino, ed avevano anche visto le sue opere, ovvero i miracoli che Gesù aveva compiuto, anche quelli chiaramente divini. E perciò, non avevano alcuna scusa per non aver capito che egli è il Cristo. Hanno visto, hanno capito, ma hanno rifiutato Gesù Cristo, perché nonostante fossero religiosi, in realtà odiavano Gesù e odiavano Dio Padre.
Questo è stato l'adempimento di una profezia, che troviamo nel Salmo 35:19. Lo hanno odiato senza motivo. Gesù non aveva mai peccato. Gesù faceva solo il bene. Ma visto che non volevano umiliarsi davanti a Dio, lo odiavano. Nonostante la loro grande religiosità, appartenevano alle tenebre. Perciò odiavano Gesù, perché Gesù è la luce, e loro erano delle tenebre.
Quanto è importante capire che il principio qua vale anche per noi oggi. Quando noi presentiamo il vero Gesù, saremo odiati senza motivo. Se noi presentiamo il vero Gesù in modo giusto, senza peccare di orgoglio, ma con un cuore umile, ci saranno coloro che ci odieranno, senza un vero motivo, perché odiano Gesù e odiano Dio. Per noi è importante capire questo, per non essere scoraggiati quando succede.
Preparare i discepoli e noi per il Consolatore.
Avendo preparato i suoi discepoli, e anche noi, per il fatto che saremo odiati a causa di Cristo, ma con il privilegio di appartenere a Cristo, Gesù prosegue nei prossimi versetti per preparare i discepoli in quello che sarà il loro ministero, spiegando loro che lo Spirito Santo sarà con loro. Ricordate che fino a quel punto, non avevano lo Spirito Santo, e non capivano quale sarebbe stato il suo ruolo. Seguite mentre leggo i versetti 26, 27.
26 Ma quando verrà il Consolatore, che vi manderò dal Padre, lo Spirito di verità che procede dal Padre mio, egli testimonierà di me. 27 E anche voi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio".” (Giovanni 15:26,27).
Varie volte in questi capitoli di Giovanni, Gesù spiega ai discepoli del ruolo dello Spirito Santo, che qui è chiamato il Consolatore. Gesù aveva parlato loro del Consolatore prima, due volte in Giovanni 14. Vi leggo quei versetti.
“16 Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore, che rimanga con voi per sempre, 17 lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere, perché non lo vede e non lo conosce; ma voi lo conoscete, perché dimora con voi e sarà in voi.” (Giovanni 14:16-17 LND)
Che privilegio avere lo Spirito Santo, lo Spirito della verità. Egli dimora in noi che siamo figli di Dio. Gesù parla del Consolatore anche in Giovanni 14:26.
“ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto.” (Giovanni 14:26 LND).
Lo Spirito Santo insegnava tutto ai discepoli, e ricordava loro delle parole di Gesù. Adesso, nel nostro brano di oggi, Gesù dichiara ai discepoli che lo Spirito Santo, il Consolatore, sarà con loro, ma più specificamente, che Egli, il Consolatore, testimonierà di Gesù.
Questa è una verità molto importante da comprendere. Notate il ruolo dello Spirito Santo. Egli non attira attenzione su Se stesso. Egli testimonia di Gesù Cristo.
La Bibbia ci insegna a guardare a Cristo. Non ci parla di guardare allo Spirito Santo. Guardando a Cristo, vediamo il Padre. Ascoltate la verità in Giovanni 1:18.
Nessuno ha mai visto Dio; l’unigenito Figlio, che è nel seno del Padre, è colui che l’ha fatto conoscere. (Giovanni 1:18).
Guardando a Gesù, vediamo il Padre. La Bibbia parla molto di guardare a Gesù, di avere fede in Gesù, e di avere fede anche nel Padre. Ma non leggiamo mai di guardare allo Spirito Santo, né di avere fede nello Spirito Santo. Il ruolo dello Spirito Santo è di testimoniare di Gesù.
Quello che Gesù dichiara in questo brano è molto importante, perché ci sta spiegando che il ruolo dello Spirito Santo è di testimoniare di Gesù, ovvero, di farci guardare a Gesù. Lo Spirito Santo proclama Gesù Cristo. Poi, noi, guardando a Gesù, vediamo il Padre.
Infatti, se prendete tutte le Epistole del Nuovo Testamento, e contate quante volte viene menzionato Gesù Cristo, e quante volte il Dio Padre, e poi, quante volte lo Spirito Santo, vedrete che lo Spirito Santo viene menzionato molto, molto meno del Figlio e del Padre, che vengono menzionati con numeri simili.
Il punto di questo è che Dio non vuole che fissiamo gli occhi sullo Spirito Santo, ma piuttosto, su Cristo. Il ruolo dello Spirito Santo è di aiutarci a vedere più di Cristo. Lo Spirito testimonia di Cristo.
Quanto è importante che viviamo la vita cristiana tenendo questo in mente.
Quindi, lo Spirito Santo testimonierà ai discepoli di Cristo. Poi, ricordate quello che Gesù aveva detto ai discepoli in Giovanni 14:26.
“ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto.” (Giovanni 14:26 LND)
Lo Spirito Santo avrebbe loro ricordato tutto e insegnato quello che serviva. Poi, i discepoli avevano la responsabilità di rendere testimonianza di Gesù. Leggo ancora Giovanni 15:27.
E anche voi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio".” (Giovanni 15:27).
I discepoli, specificamente gli apostoli, avevano il ruolo di testimoniare di Gesù Cristo, perché erano stati con lui dal suo battesimo fino alla risurrezione. Quindi, erano testimoni che Gesù è il Cristo promesso da Dio. Erano testimoni che Gesù è il Signore e il Salvatore.
Erano testimoni della morte e della risurrezione di Gesù, dimostrando così che Egli è il Signore.
Grazie a Dio per questo. L’Evangelo in cui abbiamo creduto è sicuro, perché è stato proclamato dai testimoni oculari di Gesù, il Cristo. Lo Spirito Santo di Dio ha testimoniato a loro di Gesù, e gli ha ricordato tutto quello che Gesù aveva detto loro. Perciò, possiamo avere certezza che la loro testimonianza è sicura e pienamente affidabile.
Applicazione
Le verità che Gesù ci insegna nel brano che abbiamo considerato insieme oggi sono importanti. Il mondo è nelle tenebre. NOI eravamo nelle tenebre. Dio ci ha trasportati dalle tenebre alla luce. Ora, siamo figli di luce.
Essendo figli di luce, il mondo ci odierà, perché odia la luce. Non dobbiamo scoraggiarci o essere sorpresi quando il mondo ci odia. Certamente, non è bello essere odiati. Però, ci ricorda dell’immenso privilegio che abbiamo di essere figli di Dio, figli della luce. Consideriamo le opzioni. Potremmo far parte delle tenebre, ed essere amati dal mondo, e poi, essere condannati al tormento eterno con il resto del mondo.
Oppure, potremmo essere riscattati dalla nostra condanna e portati nella luce, dove saremo odiati dal mondo, ma dove abbiamo davanti a noi l’eternità con Cristo.
Grazie a Dio che apparteniamo a Gesù Cristo. Portiamo la sua bandiera senza vergognarci.
Non c’è privilegio più grande che essere figli della luce. Accettiamo il fatto di essere odiati dal mondo, questo perché il mondo odia il nostro Signore e Salvatore. Non dimentichiamo mai che noi eravamo parte delle tenebre. Eravamo perduti, sotto condanna, senza Dio e senza speranza. Per grazia Dio ci ha salvati e ci ha fatto diventare suoi figli, figli di luce. O che possiamo ricordare questo sempre. Che privilegio, che benedizione, essere figli di Dio, figli di luce. Accettiamo di essere odiati, accettiamo la persecuzione, perché è un privilegio essere odiati, o vituperati, per il nome di Cristo. Infatti, quando gli apostoli Giovanni e Pietro furono arrestati e maltrattati per il nome di Cristo, lo consideravano un onore. Chiudiamo con Atti 5:41.
“Così essi si allontanarono dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere vituperati per il nome di Gesù.” (Atti 5:41 LND)
O che possiamo anche noi essere così identificati con Cristo. Che privilegio appartenere alla luce.