Quanto è importante per noi ricordare che la vita cristiana non è principalmente una serie di comandamenti, perché se i comandamenti fossero il centro della vita cristiana, nessuno potrebbe essere salvato, perché nessuno riesce a ubbidire perfettamente ai comandamenti. Certamente, è estremamente importante ubbidire ai comandamenti, ma i comandamenti non sono il cuore della vita cristiana.
Piuttosto, il cuore della vita cristiana è Gesù Cristo e la fede in Gesù Cristo. Il cuore della vita cristiana è vedere sempre più di Gesù Cristo, per avere sempre più fede in Gesù Cristo. Noi stiamo studiando l'Evangelo di Giovanni, in cui Giovanni ci mette davanti Gesù, mostrandoci che Gesù è il Figlio di Dio, il Cristo. Abbiamo visto più volte che Gesù mostra che egli è Dio. Ripetutamente Gesù rende chiara la sua piena divinità. Andando avanti oggi in Giovanni 16, Gesù di nuovo mostra che egli è Dio, ed ancora dice ai discepoli che sta per morire, ma che ritornerà in vita. Vuole che sappiano che la sua morte non è una sconfitta, ma fa parte del piano di Dio per lui, affinchè sia il Salvatore vittorioso. Insegnerà inoltre che in lui riceviamo risposte alle nostre preghiere che sono fatte nel suo nome. Perciò, trovate con me Giovanni 16, e per contesto voglio leggere i versetti 12-14. Gesù aveva spiegato ai discepoli che avrebbe mandato lo Spirito Santo, il Consolatore, e qua spiega quello che lo Spirito farà. Poi, andremo avanti in questo capitolo iniziando con il versato 15. Quindi, prima seguite mentre leggo i versetti 12-14.
12 Ho ancora molte cose da dirvi, ma non sono ancora alla vostra portata. 13 Ma, quando verrà lui, lo Spirito di verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutte le cose che ha udito e vi annunzierà le cose a venire. 14 Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio e ve lo annunzierà. (Giovanni 16:12-14)
Dopo che Gesù è tornato in cielo, i discepoli hanno capito la risurrezione, avendo visto Gesù risorto. A quel punto, è venuto lo Spirito Santo, mandato da Gesù Cristo, ed Egli ha annunciato ai discepoli le verità che prima non erano capaci di comprendere. In questo modo, lo Spirito ha glorificato Gesù Cristo. Adesso, andando avanti in questo brano, Gesù continua il suo discorso, ed aiuta i discepoli, ed anche noi, a capire che egli ed il Padre sono uno, come aveva dichiarato prima. Seguite mentre leggo il versetto 15.
Tutte le cose che il Padre ha sono mie; per questo ho detto che egli prenderà del mio e ve lo annunzierà. (Giovanni 16:15)
Dichiarando che tutte le cose che ha il Padre sono anche di Gesù, Gesù sta dichiarando la sua divinità. Nessun uomo potrebbe dire che tutto quello che ha Dio Padre gli appartiene. Dio è sovrano. Solo Dio è Dio. Dichiarando questo Gesù dimostra ancora la sua divinità.
E quindi, qui Gesù sta dichiarando che le verità del Padre sono le verità di Gesù, il Figlio di Dio. Dio è glorioso anche nelle sue verità. E qui, vediamo che essendo le verità del Padre anche di Gesù Cristo, anche Gesù è pieno della gloria divina.
Quindi, le verità che lo Spirito Santo prende da Gesù Cristo, e annunzia a noi tramite i discepoli che le hanno scritte nella Bibbia, sono dal Padre. Noi abbiamo le verità di Dio. Grazie a Dio.
Adesso, Gesù parla di nuovo del fatto che sta per ritornare in cielo. Ricordate che Gesù aveva già spiegato più volte ai discepoli che doveva ritornare in cielo, da Colui che lo aveva mandato. Il fatto che Gesù ripete questo discorso così tante volte, ci aiuta a vedere il suo cuore, e la sua pazienza di insegnarci ripetutamente le stesse verità. Egli conosce la nostra natura, e che siamo lenti ad imparare le verità. Quindi, anche in questo possiamo vedere il grande cuore di Gesù come il Buon Pastore. Grazie a Dio per il nostro Buon Pastore che ci cura perfettamente.
Perciò, seguite mentre leggo i versetti 16-22. Gesù parla del fatto che morirà e sarà risuscitato. Quando i discepoli non capiscono, Gesù continua a spiegare in modo sempre più chiaro. Leggo 16 a 22.
16 Fra poco non mi vedrete più; e un altro poco e mi vedrete, perché me ne vado al Padre". 17 Allora alcuni dei suoi discepoli dissero fra di loro: "Che cosa è questo che egli ci dice: "Fra poco non mi vedrete più" e: "Un altro poco e mi vedrete" e: "Perché io me ne vado al Padre"?". 18 Dicevano dunque: "Che cosa è questo “fra poco”, di cui parla? Noi non sappiamo quello che egli voglia dire". 19 Gesù dunque comprese che lo volevano interrogare e disse loro: "Vi domandate l’un l’altro perché ho detto: "Fra poco non mi vedrete più" e: "Un altro poco e mi vedrete"? 20 In verità, in verità vi dico: voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà, e voi sarete afflitti; ma la vostra tristezza sarà mutata in gioia. 21 La donna quando partorisce sente dolore, perché è giunta la sua ora; ma appena ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’angoscia per la gioia che è venuto al mondo un essere umano. 22 Così anche voi ora siete nel dolore, ma io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi toglierà la vostra gioia. (Giovanni 16:16-22)
Gesù inizia dichiarando: fra poco. Fra poco sta per iniziare per loro una prova terribile. Però, sarebbe anche stata presto trasformata.
Quando ci troviamo in una prova, spesso ci sembra che non finirà mai. E nella sua perfetta saggezza, a volte Dio ci dà certe prove che durano a lungo. Però le prove non durano mai più di quello che è il tempo giusto. E i discepoli stavano per affrontare una grande prova, e quella prova stava per iniziare quasi subito, infatti, tra poche ore Gesù sarebbe stato arrestato, e la mattina dopo crocefisso. Quindi, Gesù, sapendo ogni cosa, dichiara che fra poco non lo avrebbero visto più. Però, Gesù poi dichiara che, dopo un altro poco, lo avrebbero visto di nuovo, perché egli andava al Padre.
Certamente, adesso, noi sappiamo che Gesù parlava del fatto che il giorno dopo sarebbe stato crocefisso, e poi il terzo giorno risuscitato, che si sarebbe presentato ai discepoli, e che poi sarebbe tornato al Padre. Lo avrebbero visto di nuovo perché sarebbe risuscitato, in modo da poter tornare al Padre.
Gesù li sta preparando per la prova che stava per arrivare. Gesù è il Buon Pastore, e ci dà le sue promesse, in modo che nelle prove, possiamo avere fede in Lui.
I discepoli non capiscono i discorsi di Gesù
Più volte abbiamo visto Gesù parlare con i suoi discepoli della sua morte e risurrezione. Aveva già spiegato questo più volte in modo chiaro e diretto. Ma ancora, per loro non era facile comprendere. E perciò, Gesù lo ripete ancora qui. Nonostante Gesù avesse già parlato di questo altre volte, i discepoli non lo capivano. Infatti, leggo di nuovo i versetti 17, 18, in cui vediamo la loro confusione.
17 Allora alcuni dei suoi discepoli dissero fra di loro: "Che cosa è questo che egli ci dice: "Fra poco non mi vedrete più" e: "Un altro poco e mi vedrete" e: "Perché io me ne vado al Padre"?". 18 Dicevano dunque: "Che cosa è questo “fra poco”, di cui parla? Noi non sappiamo quello che egli voglia dire". (Giovanni 16:17-18).
Se ci pensiamo, Gesù aveva parlato più volte con i discepoli del fatto che sarebbe stato crocefisso, e poi sarebbe risuscitato e tornato in cielo. Eppure, ancora non capivano quello che diceva. Quante volte anche i nostri cuori sono lenti a capire. Quante volte abbiamo le promesse di Dio e poi quando arriva una nuova prova, rispondiamo alla prova come se non avessimo alcuna promessa.
Dio ha promesso di non abbandonarci, e volta dopo volta si è mostrato fedele. Ma, arriva una prova e dubitiamo della sua presenza e della sua cura. Quindi, vedendo come i discepoli non capivano quello che Gesù diceva, possiamo riconoscere che anche noi cadiamo allo stesso modo e dubitiamo di Dio.
In realtà, non era solo una questione di mancata comprensione, ma era anche una questione di non volere accettare. I discepoli a quel punto volevano un Cristo vittorioso, avevano parlato fra di loro più volte di chi sarebbe il più grande. Per loro era inconcepibile che Gesù sarebbe andato via. Perciò, il motivo per cui da una parte non capivano è che quello che Gesù annunciava loro era diverso da quello che pensavano. Quando abbiamo i nostri pensieri, spesso non comprendiamo quello che ci viene detto e che va contro quello che già pensiamo.
Vediamo di nuovo il cuore di Gesù nel fatto che anche se i discepoli avevano parlato fra di loro, senza dire niente a Gesù, Gesù capiva la loro confusione, e così li aiutava a capire. Vediamo quello che dice nei versetti 19-20.
19 Gesù dunque comprese che lo volevano interrogare e disse loro: "Vi domandate l’un l’altro perché ho detto: "Fra poco non mi vedrete più" e: "Un altro poco e mi vedrete"? 20 In verità, in verità vi dico: voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà, e voi sarete afflitti; ma la vostra tristezza sarà mutata in gioia. (Giovanni 16:19,20)
Gesù spiega che piangeranno e faranno cordoglio. Si fa cordoglio per la morte di qualcuno prezioso. Gesù sta ricordando loro che egli sta per morire. Gesù lo annuncia in anticipo per proteggere la loro fede, in modo che non vengono scossi quando arriverà la sua morte. Spiega che quando morirà, il mondo avrà gioia. Ricordiamo che Gesù ci ha insegnato che il mondo odia la luce, e Gesù è la luce del mondo. Perciò, sta annunciando a loro che quando il mondo vedrà Gesù morto, il mondo avrà grande gioia. Ma i discepoli saranno afflitti per la sua morte. Ma poi, la loro tristezza sarà mutata in gioia. Con questo, Gesù spiega che avranno grande gioia quando egli risusciterà e lo vedranno.
Quante volte Dio ci fa attraversare prove profonde, ma poi, queste prove portano frutto, fortificano la nostra fede, ci fanno conoscere Dio di più, e perciò, la nostra tristezza viene mutata in gioia.
Ci sono prove in cui Dio ci fa sentire la nostra debolezza, per poi farci conoscere di più la sua potenza. Quello che Gesù dichiara ai discepoli è la realtà che anche noi viviamo volta per volta. Confidiamo in Dio. Egli è con noi, anche quando attraversiamo acque profonde.
Attraverso l'esempio di quello che Dio ha stabilito quando una donna partorisce, Gesù ci aiuta a capire meglio questo principio. Leggo i versetti 21-22.
21 La donna quando partorisce sente dolore, perché è giunta la sua ora; ma appena ha dato alla luce il bambino, non si ricorda più dell’angoscia per la gioia che è venuto al mondo un essere umano. 22 Così anche voi ora siete nel dolore, ma io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà, e nessuno vi toglierà la vostra gioia. (Giovanni 16:16-22)
Lodo Dio per come ha stabilito tutto per aiutarci a comprendere la verità spirituale della nostra vita in Cristo. Spesso, i dolori del parto di una donna sono i dolori più profondi della sua vita. Eppure, producono una gioia immensa, fra le più grandi gioie della vita. Che immensa gioia per una donna portare alla luce un essere umano. Sì, il dolore è terribile, ma la gioia è così grande che fa dimenticare quel dolore. Similmente, la morte di Gesù sulla croce sarebbe un dolore terribile per gli apostoli, più terribile di qualunque altro dolore che avevano mai provato. Però, quella grande tristezza sarebbe dimenticata nella gioia di vedere il loro Signore risuscitato!
Infatti, Gesù spiega loro che la gioia sarebbe stata così grande che nessuno avrebbe potuto togliere la loro gioia. Fratelli e sorelle, se noi cerchiamo la nostra gioia in Gesù Cristo, anziché nelle circostanze, anziché nell’approvazione degli uomini, ma solo in Gesù Cristo, allora, nessuno potrà togliere la nostra gioia.
La gioia di appartenere a Gesù Cristo, il Signore morto per i nostri peccati ma poi risorto in vittoria, è più grande di qualsiasi gioia che questo mondo potrebbe mai dare. E visto che non dipende dalle circostanze, nessuno può togliere la gioia di essere in Cristo.
Vediamo come il dolore non toglie la prova in Atti 5. Dopo che Gesù fu risorto e poi tornò in cielo, i discepoli iniziarono a proclamare Gesù al mondo. Giovanni e Pietro furono arrestati e battuti. Ma la sofferenza di essere battuti fu sommersa dalla gioia di appartenere a Cristo. Leggiamo di questo in Atti 5:41,42.
40 Ed essi gli diedero ascolto. E, chiamati gli apostoli, li batterono e comandarono loro di non parlare nel nome di Gesù; poi li lasciarono andare. 41 Così essi si allontanarono dal sinedrio, rallegrandosi di essere stati ritenuti degni di essere vituperati per il nome di Gesù. 42 E ogni giorno, nel tempio e per le case, non cessavano di insegnare e di annunciare Gesù Cristo.” (Atti 5:40-42 LND)
Pietro e Giovanni capivano l'immensità del privilegio di appartenere a Gesù Cristo, e perciò, per loro era un privilegio soffrire nel suo nome. Ed è un privilegio anche per noi. Quanto è per noi un aiuto ricordare che le sofferenze passeranno, ma il privilegio di appartenere a Gesù Cristo non passerà mai. Questo è motivo di grande gioia.
Dio risponde alle nostre preghiere
Andando avanti, nei versetti 23 e 24, Gesù ci dichiara una verità meravigliosa, che dovrebbe darci grande gioia. Gesù ci dichiara che da quando egli sarebbe tornato in cielo, possiamo pregare al Padre nel suo nome, e Dio risponderà. Dio risponderà in modo che la nostra gioia possa essere completa. Leggo i versetti 23 e 24, e consideriamo questa meravigliosa verità.
23 E in quel giorno non mi farete più alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che tutto ciò che domanderete al Padre nel mio nome, egli ve lo darà. 24 Finora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa. (Giovanni 16:23,24)
Gesù sta parlando del suo ritorno in cielo, quando sarà venuto lo Spirito Santo. Questo è il significato della frase “in quel giorno”. Ora che Gesù Cristo è in cielo, e abbiamo lo Spirito Santo, non si fanno più domande direttamente a Lui. I discepoli facevano le loro domande e richieste a Gesù direttamente quando era sulla terra. Infatti, loro chiedevano a Gesù quello che normalmente si chiederebbe a Dio Padre. Ma Gesù, che è Dio, era con loro. Ora che Gesù è in cielo, non si fanno più le richieste direttamente a Lui. Piuttosto, si chiede al Padre.
La parola che viene tradotta "domanda" è una parola che può significare una domanda per ricevere una spiegazione, oppure, può essere una richiesta. Gesù aveva appena spiegato che lo Spirito Santo avrebbe annunziato tutto a loro. Quindi, in quel senso, comprendiamo che non avrebbero più fatto domande direttamente a Gesù. Però, vedendo che nella seconda parte del versetto, quando Gesù dichiara che tutto ciò che domanderete al Padre nel nome di Cristo, Dio ve lo darà, in questo caso, la parola “domanderete” è una parola che vuol dire richiesta, come chiedere a Dio qualcosa nella preghiera. Quindi, qua è chiaro che Gesù sta parlando delle nostre richieste a Dio.
La verità meravigliosa in questo brano è che Gesù ci dichiara che tutto quello che chiediamo al Padre nel suo nome, Dio ce lo darà.
Abbiamo già visto, in Giovanni 14:13, che chiedere nel nome di Gesù Cristo vuol dire chiedere per il merito di Cristo, e chiedere secondo la sua volontà.
Cosa vuol dire in pratica? Se noi chiediamo qualcosa che non è la volontà di Dio, non possiamo chiederla nel nome di Gesù Cristo. Cioè, pregare nel nome di Gesù non è semplicemente una formula magica, che basta dire quella frase e Dio farà quel che vogliamo. Quello NON è il senso di chiedere nel nome di Gesù.
Chiedere nel nome di Gesù vuol dire secondo la volontà di Dio, e secondo il merito di Gesù Cristo.
Vediamo un esempio di questo nella preghiera di Gesù nel giardino, prima della croce, dove chiede quello che aveva nel suo cuore, ma poi, ha detto che sia fatta non la sua volontà ma quella del Padre.
E perciò, pregare nel nome di Gesù Cristo vuol dire sottomettere sempre la nostra volontà alla volontà del Padre. Perciò, se chiedo a Dio di togliermi una prova, pregare nel nome di Gesù vuol dire che chiedo a Dio di togliere quella prova SE è la volontà di Dio di toglierla, altrimenti di lasciare la prova.
Se prego chiedendo a Dio di guarirmi o guarire qualcuno che amo da una malattia, pregare nel nome di Gesù vuol dire che desidero la guarigione se è la volontà di Dio, se no, che desidero che Dio faccia la sua volontà.
Perciò, è importantissimo ricordare il senso di pregare nel nome di Gesù. Vuol dire avere fede che Dio risponde per mezzo e per merito di Gesù Cristo, e poi, vuol dire sottomettere la nostra richiesta a quella che è la volontà di Dio.
Comunque, la cosa meravigliosa è che quando noi chiediamo a Dio nel nome di Gesù Cristo, Dio risponderà sempre a quella preghiera. Quando il nostro desiderio è che la volontà di Dio sia fatta nella nostra vita, chiederemo nel nome di Gesù Cristo, e Dio risponderà a quella preghiera.
Quando desideriamo la volontà di Dio, come pregheremo?
Pensate alla preghiera il Padre nostro. In questa preghiera, Gesù ci insegna non solo per che cosa pregare, ma ci mostra quello che dovrebbe essere il nostro desiderio. Cioè, quando riconosciamo che siamo “in Cristo”, e questo è quello che siamo, allora, il nostro desiderio non sarà più per le cose terrene, sarà che il nostro Dio sia glorificato, e che più persone conoscano il suo nome. E perciò, quando abbiamo il cuore sulle cose eterne, e comprendiamo quello che veramente vale, allora, il nostro cuore sarà allineato con il cuore di Dio, e noi pregheremo nel nome di Gesù Cristo. E Dio risponderà alle nostre preghiere, e allora, la nostra gioia sarà completa.
Ricordate che in Giovanni 15 Gesù ci ha spiegato che per portare frutto, dobbiamo dimorare in Lui. E anche là, parlava del fatto che chiedendo al Padre, Dio avrebbe risposto alle nostre preghiere, avremmo portato molto frutto, e così, la nostra gioia sarebbe stata completa. La gioia è completa quando portiamo frutto, e perciò, preghiamo di portare frutto. Preghiamo per quello che è nella volontà di Gesù, preghiamo nel nome di Cristo.
Il punto importantissimo da comprendere qua è che quando il nostro cuore desidera la gloria di Dio, allora, vivremo per la gloria di Dio, chiederemo a Dio di operare in noi in modo da portare frutto per la gloria di Dio, Dio risponderà alle nostre preghiere, e allora, la nostra gioia sarà completa.
Applichiamo tutto
Pensiamo a quello che abbiamo visto in questo brano. Gesù stava per andare alla croce. Vediamo il suo cuore come Buon Pastore nel fatto che egli prepara i discepoli per la prova che stava per arrivare.
La loro situazione è simile alla nostra situazione. Ci sono i dolori, ci sono le prove che portano grande tristezza. Ci sono i periodi in cui tutto sembra buio, non vediamo la luce.
Ma, al momento stabilito da Dio, ogni prova finirà. Ogni difficoltà passerà. Ogni ingiustizia sarà giudicata.
Al momento stabilito da Dio, sia nelle piccole cose durante questa vita, che poi, totalmente, al giudizio finale, la tristezza sarà trasformata in gioia.
Viviamo guardando in avanti, confidando in Dio.
Poi, ricordiamo la grande promessa che ad ogni preghiera che facciamo nel nome di Gesù, Dio risponderà. Quando preghiamo secondo la volontà di Dio, Dio risponderà a quella preghiera. E così, la nostra gioia sarà completa.
Perciò, quanto è importante confidare in Dio. Confidiamo che la sua volontà è giusta e perfetta, anche quando è diversa da quello che vorremmo noi. Confidiamo in Dio, e così, possiamo pregare per tutto nel nome di Gesù, chiedendo che la volontà di Dio sia fatta, e così Dio risponderà, e la nostra gioia sarà completa.
Grazie a Dio per il nostro Buon Pastore, che ci prepara per le prove. Grazie a Dio che abbiamo la certezza in Cristo che le prove passeranno, e staremo con Dio per sempre in cielo. Viviamo guardando in avanti.