La vita è piena di situazioni che sono più grandi di noi. La vita è piena di problemi che non riusciamo a risolvere da soli. La vita è piena di ingiustizie per le quali le nostre capacità sono troppo limitate per metterle a posto. Però, se noi siamo salvati, allora, Dio stesso è con noi, Dio stesso ci cura e gestisce tutto per il nostro vero bene.
Chi è in Gesù Cristo ha libero accesso a Dio Padre per mezzo di Gesù Cristo, ed è amato da Dio Padre, ed è curato perfettamente da Dio Padre.
Oggi, vogliamo andare avanti nel nostro studio dell'Evangelo di Giovanni. Se ricordate, siamo in Giovanni 16, e ci troviamo nell'ultima serata di Gesù, prima della croce. Gesù sta concludendo il suo ultimo discorso con i suoi discepoli prima di essere arrestato e poi crocefisso nella mattina del giorno dopo. Perciò, Gesù sta preparando i suoi discepoli per quello che sta per succedere. Anche in queste ore prima della croce, vediamo il cuore di Gesù come il Buon Pastore che sta curando le sue pecore, e tramite questo Evangelo, sta curando anche noi. Grazie a Dio, Gesù Cristo è il nostro Buon Pastore, e possiamo confidare pienamente in Lui in ogni situazione.
Se ricordate, Gesù aveva dichiarato ai discepoli quello che Gli stava per succedere. Lo aveva detto in modo simbolico, e loro non capivano quello che stava dicendo. Leggo i versetti 16-18, che abbiamo considerato l’ultima volta. Notate la confusione dei discepoli. Notate anche che stavano parlando fra di loro, non parlano con Gesù. Seguite mentre vi leggo questi versetti.
16 Fra poco non mi vedrete più; e un altro poco e mi vedrete, perché me ne vado al Padre". 17 Allora alcuni dei suoi discepoli dissero fra di loro: "Che cosa è questo che egli ci dice: "Fra poco non mi vedrete più" e: "Un altro poco e mi vedrete" e: "Perché io me ne vado al Padre"?". 18 Dicevano dunque: "Che cosa è questo “fra poco”, di cui parla? Noi non sappiamo quello che egli voglia dire". (Giovanni 16:16-18).
I discepoli non capivano Gesù, ma non gli chiedevano una spiegazione. Piuttosto, parlavano fra di loro. Questo è il contesto di cui parleremo oggi. Riprendiamo questo brano, iniziando con il versetto 25, in cui Gesù, sapendo che erano confusi, spiega in modo chiaro quello che sta per succedere. Leggo dal versetto 23, per avere il contesto. In questi versetti, vediamo delle verità meravigliose che si applicano pienamente a noi. Seguite mentre leggo Giovanni 16:23-33.
23 E in quel giorno non mi farete più alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che tutto ciò che domanderete al Padre nel mio nome, egli ve lo darà. 24 Finora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa. 25 Vi ho detto queste cose in similitudini, ma l’ora viene in cui non vi parlerò più in similitudini, ma vi parlerò del Padre apertamente. 26 In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi; 27 il Padre stesso infatti vi ama, poiché voi mi avete amato e avete creduto che io sono proceduto da Dio. 28 Io sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; di nuovo lascio il mondo e torno al Padre". 29 I suoi discepoli gli dissero: "Ecco, adesso tu parli apertamente e non usi alcuna similitudine. 30 Ora sappiamo che sai ogni cosa e non hai bisogno che qualcuno ti interroghi; per questo crediamo che sei proceduto da Dio". 31 Gesù rispose loro: "Credete ora? 32 Ecco l’ora viene, anzi è già venuta, in cui sarete dispersi, ciascuno per conto suo, e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. 33 Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me; nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi animo, io ho vinto il mondo". (Giovanni 16:23-33)
Notate nei versetti 23-24, che abbiamo visto nell’ultimo sermone su questo brano, Gesù ci ha dato la promessa meravigliosa che quello che chiediamo a Dio Padre nel nome di Gesù, Dio lo farà. Ricordate che abbiamo visto che chiedere nel nome di Gesù vuol dire chiedere secondo la sua volontà, e per merito suo. Quando la nostra volontà si allinea alla volontà di Dio, Dio esaudirà le nostre preghiere.
Poi, iniziando con il versetto 25, Gesù sta concludendo i suoi discorsi con i discepoli. Gesù sa quello che stanno pensando, sa che non hanno capito quello che aveva detto. Però, adesso, concludendo, parla in modo chiaro, e dichiara che da ora in avanti, sarà diverso, che Egli parlerà apertamente con loro. Leggo di nuovo il versetto 25.
25 Vi ho detto queste cose in similitudini, ma l’ora viene in cui non vi parlerò più in similitudini, ma vi parlerò del Padre apertamente. (Giovanni 16:25)
Ricordate che Gesù aveva parlato spesso in similitudini. Per esempio, vi leggo Matteo 11:25, che spiega che Dio aveva nascosto delle verità al mondo, ma le aveva rivelate ai credenti.
25 In quel tempo Gesù prese a dire: "Io ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli. 26 Sì, o Padre, perché così ti è piaciuto. (Matteo 11:25,26).
Leggo anche Matteo 13:34,35.
34 Gesù disse alle folle tutte queste cose in parabole; e non parlava loro senza parabole, 35 affinché si adempisse ciò che fu detto dal profeta: "Io aprirò la mia bocca in parabole e rivelerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo". (Matteo 13:34,35).
Dio chiama tutti al ravvedimento. Ma Dio, non a tutti spiega tutte le verità. Dio si limita a spiegare certe cose solamente a coloro che Dio salva. E perciò, spesso Gesù aveva parlato in similitudini. Qua, Gesù dichiara che con loro sta per parlare del Padre apertamente. Gesù stava finendo il suo tempo sulla terra, avrebbe mandato lo Spirito Santo per spiegare ai discepoli tutte quelle cose che non avevano capito, e tante altre cose che Gesù non aveva ancora detto a loro.
Noi oggi che siamo in Cristo, abbiamo lo Spirito Santo, abbiamo la Bibbia che ci spiega tutto quello che ci serve per conoscere Dio. Noi abbiamo le ricchezze dei tesori delle verità di Dio in Gesù Cristo.
Quando Gesù dice nel versetto 25 “l'ora viene”, sta parlando del tempo dopo la croce e della risurrezione. Dopo la croce e la risurrezione, Gesù sarebbe tornato in cielo e da quel punto avrebbe parlato tramite lo Spirito Santo, che ha ispirato gli uomini che hanno scritto il Nuovo Testamento. Così, Gesù ci spiega tutto quello che ci serve.
Nei versetti 26 e 27, Gesù ci dichiara una verità meravigliosa, che dovrebbe darci grandissima gioia. Parla di quello che farà in quel giorno, ovvero, dopo che sarà tornato in cielo. Leggo questi versetti, e ricordate che noi viviamo nel tempo di cui Gesù parla. Perciò, questa dichiarazione è per noi! Vi leggo i versetti 26,27.
26 In quel giorno chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi; 27 il Padre stesso infatti vi ama, poiché voi mi avete amato e avete creduto che io sono proceduto da Dio. (Giovanni 16:26,27)
Gesù Cristo è il nostro sommo sacerdote, come leggiamo in Ebrei 4:14-16. In Cristo abbiamo libero accesso al trono di grazia per essere esauditi da Dio. Quindi, in Cristo abbiamo accesso diretto a Dio Padre. Quando Gesù dichiara: “non dico che io pregherò il Padre per voi”, vuol dire che la porta è aperta a noi! Non siamo esclusi da Dio, da non poter pregare per conto nostro. Ora, per mezzo di Cristo abbiamo libero accesso al Padre. Che immenso e meraviglioso privilegio!
Nell'Antico Testamento, le persone semplici erano escluse da entrare nel tabernacolo. Nel luogo santissimo, solamente il sommo sacerdote poteva entrare, e questo accadeva solo una volta all'anno. Invece, ora abbiamo libero accesso al Padre. Nel versetto 27, Gesù ci dichiara una verità che dovrebbe darci immensa gioia. Leggo di nuovo il versetto 27.
il Padre stesso infatti vi ama, poiché voi mi avete amato e avete creduto che io sono proceduto da Dio. (Giovanni 16:27).
Dio Padre ci ama! Siamo amati da Dio. Nulla in tutto il mondo vale quanto questo. Dio ci ama perché siamo diventati i suoi figli. Siamo diventati figli di Dio perché amiamo Gesù Cristo, il Figlio di Dio, perché Egli ci ha salvato. Siamo preziosi a Dio perché abbiamo creduto che Gesù è proceduto da Dio, ovvero, abbiamo creduto che Gesù è pienamente divino, il Figlio di Dio, venuto sulla terra per salvarci. Per questo, siamo amati dal Padre.
Pensate insieme a me. Che importa come le altre persone ci vedono, visto che Dio ci ama? Che importa quello che abbiamo delle cose del mondo, visto che Gesù Cristo ci ama? Nessuna benedizione terrena è minimamente paragonabile alla benedizione di essere amati da Dio Padre.
Dio ci ama, perché per mezzo dell'opera di Dio nei nostri cuori, noi crediamo veramente che Gesù Cristo è proceduto da Dio, ovvero che è venuto dal cielo, per compiere la nostra salvezza, e per questo Lo amiamo. Noi siamo amati da Dio Padre!
Nel versetto 28, Gesù dichiara di nuovo che è proceduto dal Padre. Abbiamo visto tante volte in questo Evangelo che Gesù dichiara che è venuto dal cielo. Qui dice che è proceduto dal Padre, ovvero, dichiara che è pienamente divino. È venuto dal Padre, è venuto nel mondo, per compiere la salvezza, e poi, è tornato al Padre. Leggo il versetto 28.
Io sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; di nuovo lascio il mondo e torno al Padre". (Giovanni 16:28)
Il fatto che Gesù dichiara che è proceduto dal Padre è una ulteriore dichiarazione della sua divinità. È venuto nel mondo, non è solo nato come un uomo, ma è venuto dal cielo nel mondo. È venuto dal cielo nel mondo per morire sulla croce per comprarci il perdono per i nostri peccati.
Poi dichiara che di nuovo lascia il mondo e torna al Padre. Avendo compiuto la sua missione, essendo morto per noi sulla croce, Gesù ha lasciato il mondo ed è tornato in cielo accanto al Padre. È tornato ad essere pieno di gloria, la gloria che aveva lasciato per umiliarsi, per compiere la salvezza.
Cari fratelli e sorelle, pensiamo al cuore di Gesù. Gesù Cristo, il Figlio di Dio, era con il Padre in cielo, pieno di gloria, godendo una comunione perfetta con il Padre. Ha lasciato tutto quello, non per venire sulla terra come imperatore o re, ma per venire sulla terra come uomo umile, per essere odiato, e poi, per subire l'ira di Dio Padre come prezzo per riscattare i peccatori dalla condanna.
Che amore indescrivibile. Che amore immenso. Questo ha fatto Gesù Cristo per noi.
Avvertimento di non fidarsi di sé
A questo punto, i discepoli capiscono quello che Gesù dichiara. Fanno un'affermazione che sembra essere bella, ma forse c’è dell’orgoglio. Infatti, vedremo che Gesù li riprenderà. Seguite mentre leggo prima i versetti 29,30. Sono i discepoli che parlano.
29 I suoi discepoli gli dissero: "Ecco, adesso tu parli apertamente e non usi alcuna similitudine. 30 Ora sappiamo che sai ogni cosa e non hai bisogno che qualcuno ti interroghi; per questo crediamo che sei proceduto da Dio". (Giovanni 16:29,30)
Gesù aveva parlato tante volte del fatto che era venuto dal cielo, e che sarebbe tornato. Ma non avevano capito. Adesso, finalmente, capiscono quello che Gesù dichiara. Secondo loro, il motivo per cui adesso capiscono è perché Gesù finalmente parla apertamente. Non riconoscono che prima avevano avuto cuori duri.
Per capire il versetto 30, ricordate che in Giovanni 16:19, Gesù aveva fatto una dichiarazione che loro non capivano. Ma loro non avevano detto a Gesù che non capivano. Seguite mentre leggo di nuovo i versetti 16-19.
16 Fra poco non mi vedrete più; e un altro poco e mi vedrete, perché me ne vado al Padre". 17 Allora alcuni dei suoi discepoli dissero fra di loro: "Che cosa è questo che egli ci dice: "Fra poco non mi vedrete più" e: "Un altro poco e mi vedrete" e: "Perché io me ne vado al Padre"?". 18 Dicevano dunque: "Che cosa è questo “fra poco”, di cui parla? Noi non sappiamo quello che egli voglia dire". 19 Gesù dunque comprese che lo volevano interrogare e disse loro: "Vi domandate l’un l’altro perché ho detto: "Fra poco non mi vedrete più" e: "Un altro poco e mi vedrete"? (Giovanni 16:16-19).
Notate che loro non avevano detto a Gesù della loro perplessità, ma Gesù sapeva quello che pensavano, perché Gesù è Dio.
Adesso, nel versetto 30, loro stanno riconoscendo la divinità di Gesù quando dicono: “ora sappiamo che sai ogni cosa e non hai bisogno che qualcuno ti interroghi”. Stanno riconoscendo la sua divinità, in quanto essendo Dio, conosceva i pensieri dei loro cuori. Ricordate che il Salmo 139 dice che Dio conosce anche i nostri pensieri. E perciò, i discepoli stanno dicendo che riconoscono la divinità di Gesù, dichiarando che sanno che Egli conosce ogni cosa.
La bella notizia per noi è che questo è vero, Gesù sa ogni cosa. Gesù sa ogni cosa di noi. Gesù sa ogni piccolo dettaglio di ogni situazione che affrontiamo. Gesù conosce tutte le nostre prove, tutti i nostri pensieri, tutto quello che succede a noi. Gesù sa tutto di tutto. E perciò, Gesù può curarci perfettamente. Nulla di noi sfugge alla sua conoscenza. Gesù Cristo, Dio incarnato, conosce tutto, e ci cura perfettamente. Lodiamo Dio per la sua conoscenza e per la sua cura!
In realtà, è buono che i discepoli avevano capito di più di Gesù, ma in realtà, vediamo anche una certa superbia in loro. Loro che per tanto tempo non avevano capito, adesso, si vedono bene perché capiscono. E perciò, Gesù li avverte di stare in guardia. Nei versetti 31,32, Gesù fa capire che in realtà, la loro fede non era così stabile come pensavano. Seguite mentre leggo l’avvertimento di Gesù rivolto a loro in questi versetti.
31 Gesù rispose loro: "Credete ora? 32 Ecco l’ora viene, anzi è già venuta, in cui sarete dispersi, ciascuno per conto suo, e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. (Giovanni 16:31,32)
Gesù sta dicendo: voi pensate di avere una fede forte. Ma in realtà, fra poco, e dicendo “l’ora viene” indicava che in quella stessa notte, si sarebbero dispersi, e avrebbero abbandonato Gesù per timore.
Cioè, loro si vedevano bene, visto che ora avendo compreso, avevano creduto. Ma qui Gesù dichiara che in realtà la loro fede non era così forte, e non dovevano vedersi bene, ma piuttosto dovevano restare attaccati a Gesù Cristo. Stavano per cadere.
Loro si vedevano con una fede forte. Ma fra poco avrebbero avuto timore, ed avrebbero abbandonato Gesù. Quanto è importante non innalzarci vedendoci forti in noi stessi, ma piuttosto continuare a fidarci di Dio.
In 1Corinzi 10:12, leggiamo un avvertimento che si applica ai discepoli in questo brano, e si applica a noi oggi. Leggo quel versetto.
Perciò, chi pensa di stare in piedi, guardi di non cadere. (1Corinzi 10:12).
I discepoli pensavano di stare in piedi. Credevano di essere messi bene. Guardavano a loro stessi. E fra poche ore, sarebbero caduti. Il brano in 1 Corinzi 12 ci avverte di stare in guardia per non cadere a causa della superbia.
Prego che possiamo accogliere pienamente questo avvertimento da Gesù, e non confidare in noi stessi, e non appoggiarci sulla nostra fede, ma che possiamo appoggiarci sempre su Gesù Cristo, aggrappandoci a Lui.
Voglio notare di nuovo l'ultima parte del versetto 32. Lo leggo ancora.
Ecco l’ora viene, anzi è già venuta, in cui sarete dispersi, ciascuno per conto suo, e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è con me. (Giovanni 16:32).
I discepoli stavano per lasciare Gesù solo. Ma Gesù dichiara che non sarebbe solo, perché il Padre era con lui. Gesù stava facendo la volontà del Padre, e perciò, Dio era con lui. Quando noi camminiamo per fede, Dio sarà sempre con noi. Il Padre era con Gesù.
Certamente, come prezzo per la nostra salvezza, per quelle ore sulla croce, Dio Padre avrebbe abbandonato Gesù. Ma Dio non ci abbandona mai. Vogliamo trovare grande gioia e pace nel fatto che Dio non ci lascerà e non ci abbandonerà, e sarà sempre con noi. Così, possiamo affrontare anche le prove più difficili confidando in Dio.
In questo versetto, ci sono due principi da ricordare. Il primo è che non dobbiamo vederci forti in noi stessi. Dobbiamo vederci sempre bisognosi di Dio, ed aggrapparci umilmente a Gesù Cristo. Altrimenti possiamo cadere. Camminiamo umilmente dipendendo da Dio.
Secondo, ricordiamo la meravigliosa verità che Dio è con noi. Anche se tutti gli altri ci abbandonano, Dio non ci abbandonerà mai. Troviamo la nostra pace in questa meravigliosa realtà.
Trovare la Pace in Cristo
Gesù conclude questo insegnamento, e con questo conclude i suoi discorsi con i suoi discepoli prima di essere arrestato per poi essere portato alla croce, con una dichiarazione importante, che riguarda non solo loro, ma grazie a Dio, riguarda anche noi. In questa dichiarazione, vediamo il cuore di Gesù Cristo per noi, le sue pecore. Con questa ultima sua dichiarazione, Gesù ci prepara per la vita che avremo finché non arriveremo dalla presenza di Dio per mezzo di Gesù Cristo. Seguite attentamente mentre leggo il versetto 33.
33 Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me; nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi animo, io ho vinto il mondo". (Giovanni 16:33).
Gesù ci dice che ci ha dichiarato tutte queste cose, tutte le verità che riguardano la sua morte e la sua risurrezione e il fatto che sarebbe tornato in cielo e ci avrebbe mandato lo Spirito Santo, che il Padre ascolterebbe le nostre preghiere, ci ha dichiarato tutto questo affinché abbiamo pace, vera pace, in Lui.
Ricordate anche quello che Gesù ci aveva dichiarato in Giovanni 14:27.
Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo; il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi. (Giovanni 14:27).
Possiamo avere pace in Gesù Cristo. Ma per rendere ancora più potente questa dichiarazione, Gesù ci ricorda che nel mondo avremo tribolazioni. Ma non dobbiamo scoraggiarci. Anzi, la parola che Gesù usa, che viene tradotta come “fatevi animo”, vuol dire non avere paura, ma piuttosto avere coraggio, ed essere di buon animo. Gesù sta dichiarando come dobbiamo e possiamo affrontare la tribolazione che fa parte della vita. Anziché scoraggiarci, anziché avere paura, anziché essere bloccati, possiamo avere coraggio, possiamo avere pace, possiamo essere di buon animo.
Ma come è possibile essere così, quando ci troviamo in mezzo alle tribolazioni? Noi viviamo nel mondo, il mondo è più grande di noi. Come possiamo avere pace e non avere paura?
La risposta sta nella verità che Gesù ha vinto il mondo. Gesù ha vinto le forze delle tenebre. Gesù ha vinto il peccato. Gesù ci ha riconciliati con Dio. Perciò, in Gesù c'è la vittoria!
Seguite mentre leggo in Colossesi 2:13-15 quello che Gesù ha fatto sulla croce. Lodo e ringrazio Dio per questa verità!
“13 E con lui Dio ha vivificato voi, che eravate morti nei peccati e nell’incirconcisione della carne, perdonandovi tutti i peccati. 14 Egli ha annientato il documento fatto di ordinamenti, che era contro di noi e che ci era nemico, e l’ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; 15 avendo quindi spogliato le potestà e i principati, ne ha fatto un pubblico spettacolo, trionfando su di loro in lui.” (Colossesi 2:13-15 LND).
Gesù Cristo ha spogliato le potestà e i principati, tutte le forze del male che combattevano contro di noi. Gesù le ha vinte tutte. Noi abbiamo la vittoria in Gesù Cristo! E perciò, non dobbiamo temere, non dobbiamo spaventarci. Non dobbiamo scoraggiarci. Possiamo farci animo, possiamo avere coraggio, possiamo gioire, possiamo avere pace, perché il nostro Signore, Gesù Cristo, il Figlio di Dio che è alla destra di Dio per noi, colui che ci dà libero accesso al Padre, colui per cui abbiamo la libertà di pregare per essere ascoltati da Dio, Gesù Cristo, il nostro Signore, ha vinto il male. Egli è vittorioso, e noi siamo vittoriosi in Lui. Alleluia.
Vogliamo vivere oggi, ed ogni giorno, gioendo in chi è Gesù Cristo per noi, e quello che abbiamo in Lui. In Cristo abbiamo libero accesso al Padre. Dio risponde alle nostre preghiere. Rallegriamoci in Cristo.