Aiuto Biblico

L'amore di Cristo, il controllo di Cristo

Giovanni 18:1-9

Sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica, 13 luglio 2025, – cmd dmp –
Descrizione: Che immensa pace possiamo avere, conoscendo l'amore di Gesù per noi. E che grande pace avremo quando conosciamo come Gesù è pienamente in controllo di ogni dettaglio di ogni prova della vita. Questo brano, nel Evangelo di Giovanni, può darti grande pace.

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Oggi, vogliamo riprendere il nostro studio dell'Evangelo di Giovanni, capitolo 18, perché vogliamo comprendere meglio quello che il nostro Signore, Gesù Cristo, fece per salvarci. Quindi, trovate Giovanni 18.

Ricordiamo il contesto degli avvenimenti di Gesù fino a questo punto. Siamo alla fine dei circa tre anni di ministero di Gesù. Tramite i suoi tanti miracoli, chiamati segni, Gesù aveva mostrato al mondo innumerevoli prove che Egli è il Cristo, perché erano i segni profetizzati che avrebbe fatto il Cristo.

Gesù aveva insegnato al mondo, e molto più in profondità agli apostoli, moltissimo del regno di Dio, e del suo ruolo come Cristo. Aveva spiegato loro in tanti modi della sua divinità, mostrando chiaramente che Egli è Dio.

Quando era arrivato il momento di andare alla croce, la notte prima, Gesù fece quella che chiamiamo l’ultima cena con i suoi discepoli, in cui diede loro gli ultimi insegnamenti. Lavò i loro piedi, usando quello per insegnare che dovevano essere servi.

Poi, avendo finito tutti i suoi discorsi con loro, fece una preghiera molto speciale per loro, e per noi. Fece questa preghiera davanti a loro, in modo che, conoscendo quello per cui Egli pregava per loro ed anche per noi, sarebbe stato un grande incoraggiamento.

Avendo completato tutto, e sapendo che ormai era per Lui il tempo in cui sarebbe iniziato il processo per andare alla croce nella mattina del giorno dopo, Gesù lascia la casa e la città, per andare con i discepoli in un orto fuori della città. Volendo, Gesù avrebbe potuto nascondersi. Ma Gesù aveva un appuntamento con la croce, e perciò, scelse un orto molto conosciuto da Giuda. Durante la cena, Gesù aveva ordinato a Giuda di fare presto quello che doveva fare, e cioè guidare gli uomini che dovevano arrestare Gesù.

Perciò, Gesù scelse di andare in un posto molto conosciuto da Giuda. Da quello che possiamo capire, gli uomini armati, guidati da Giuda, probabilmente andarono prima alla casa dove Gesù aveva cenato con i discepoli. Non trovandolo là, Giuda li guidò all'orto dove Gesù aveva portato i discepoli tante volte.

Gesù scelse quell'orto conosciuto da Giuda, perché aveva un appuntamento con la croce. Gesù era venuto sulla terra per questo. Ora, avvia il suo piano. Va per essere arrestato.

Con questa base, riprendiamo il nostro studio. Leggo Giovanni 18:1,2.

1 Dette queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Kedron, dove c’era un orto nel quale egli entrò con i suoi discepoli. 2 Or Giuda, che lo tradiva, conosceva anch’egli quel luogo, perché molte volte Gesù vi si era ritirato con i suoi discepoli. (Giovanni 18:1,2)

La cosa importante da notare è che Gesù sta guidando tutto secondo il piano di Dio. Non lascia nulla al caso. Vuole essere arrestato nell'orto, quello che spesso chiamiamo il giardino di Getsemani. Se fosse stato arrestato nella casa dove aveva fatto la cena con i suoi discepoli, per loro sarebbe stato difficile scappare. Nel piano di Dio, solo Gesù doveva essere arrestato. I discepoli non erano pronti per una prova così grande. Dopo la risurrezione, dopo che erano ripieni di Spirito Santo il giorno di Pentecoste, sarebbero stati pronti ad affrontare la prova di essere arrestati. Ma, in questo momento, non erano pronti. Quindi, Gesù va nell'orto, fuori dalla città, per essere arrestato là. Gesù è in controllo.

Notate che Gesù stava pensando a tutto. Esce dalla città, ma va in un posto ben conosciuto da Giuda, in modo che sarebbe stato facile per Giuda guidare gli uomini armati, portandoli da Gesù. E, andando avanti, vediamo che succede proprio così. Leggo il versetto 3.

3 Giuda, dunque, preso un gruppo di soldati e le guardie mandate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, venne là con lanterne, torce e armi. (Giovanni 18:3)

Durante la cena, Gesù aveva detto a Giuda di fare presto quello che doveva fare, cioè, andare per tradire Gesù. Leggo Giovanni 13:27.

“Or dopo quel boccone, Satana entrò in lui. Allora Gesù gli disse: "Quel che fai, fallo presto!".” (Giovanni 13:27 LND)

Dicendo questo, Gesù stava ordinando a Giuda di andare subito a prendere gli uomini per farlo arrestare. Gesù era pienamente in controllo di ogni dettaglio. Satana era entrato in Giuda, ma Gesù aveva stabilito quando tutto sarebbe dovuto succedere. Anche oggi, Satana cerca di opporsi a Dio, ma Dio guida tutte le cose per compiere la sua volontà, a suo tempo.

vv.4,5,6

Andando avanti, vediamo che Giovanni non condivide alcuni dettagli che gli altri Evangeli raccontano. Prima di continuare in questo capito, voglio leggere degli avvenimenti dall'Evangelo di Marco, per ricordarci di certi dettagli utili.

Inizio con Marco 14:26, dove vediamo Gesù e i discepoli lasciare il posto dove avevano fatto la cena per andare nell'orto, chiamato Getsemani, che era sul monte degli Ulivi, fuori Gerusalemme. Seguite mentre leggo dal Marco 14:26.

26 E, dopo aver cantato un inno, uscirono, dirigendosi verso il monte degli Ulivi. 27 E Gesù disse loro: «Voi tutti sarete scandalizzati di me questa notte, perché sta scritto: "Percuoterò il Pastore e le pecore saranno disperse". 28 Ma dopo che sarò risuscitato, io vi precederò in Galilea». 29 E Pietro gli disse: «Anche se tutti gli altri si scandalizzassero di te, io non mi scandalizzerò«. 30 E Gesù gli disse: «In verità ti dico che oggi, in questa stessa notte, prima che il gallo canti due volte, mi rinnegherai tre volte». 31 Ma egli con più fermezza diceva: «Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò affatto». Lo stesso dicevano pure tutti gli altri. (Marco 14:26-31)

Che amore per i suoi discepoli. Gesù vuole preparare i suoi discepoli per la caduta che avranno. Però, Pietro lo contraddice fortemente, e poi, anche tutti gli altri. Pietro rifiuta assolutamente di accettare quello che Gesù dichiara, infatti, Pietro si vanta dicendo che farà meglio di tutti gli altri. Con cuore triste, Gesù gli annuncia che in realtà, Pietro rinnegherà Gesù per ben tre volte quella stessa notte. Gli dà come segno che questo accadrà prima che il gallo canti due volte.

Andando avanti in Marco, leggiamo come Gesù pregava, con cuore angosciato, appena arrivato nel giardino. Leggo da Marco 14:32.

32 Poi essi arrivarono ad un luogo chiamato Getsemani; ed egli disse ai suoi discepoli: «Sedete qui, finché io abbia pregato». 33 Quindi prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni, e cominciò ad essere preso da timore e angoscia; 34 e disse loro: «L’anima mia è grandemente rattristata, fino alla morte; rimanete qui e vegliate». 35 E, andato un poco avanti, si gettò a terra e pregava che, se fosse possibile, si allontanasse da lui quell’ora. 36 E disse: «Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi». 37 Quindi, tornato indietro, trovò i discepoli che dormivano e disse a Pietro: «Simone, dormi? Non hai avuto la forza di vegliare una sola ora? 38 Vegliate e pregate per non entrare in tentazione; certo lo spirito è pronto, ma la carne è debole». 39 Se ne andò di nuovo e pregò, dicendo le medesime parole. 40 E ritornato, trovò i discepoli nuovamente addormentati, perché i loro occhi erano appesantiti e non sapevano che cosa rispondergli.

Che dolore nel cuore di Gesù. Gesù non aveva l’appoggio dei suoi discepoli nemmeno in quel momento così pesante, sapendo pienamente quello che Gli era davanti. Gesù conosce ogni nostro dolore.

Poi, notate la preghiera di Gesù. Gesù desiderava profondamente evitare la croce. Però, ancora più grande era il suo desiderio di fare la volontà di Dio.

Quanto è importante comprendere questo. Da una parte, Gesù aveva un forte desiderio di evitare la croce. Sapeva quando sarebbe stato terribile, non solo la morte fisica, ma infinitamente peggio, subire l’ira di Dio. Ma, più forte di questo desiderio era il suo desiderio di fare la volontà di Dio.

Il fatto che abbiamo grandi combattimenti nel cuore è normale. La cosa importante è che combattiamo, e che scegliamo la volontà di Dio, anche quando ci è difficile. Dio ci fortificherà. Dio sarà con noi.

Vado avanti in Marco 14, dal v.41.

41 Infine, ritornò per la terza volta e disse loro: «Dormite pure ora e riposatevi; basta! L’ora è giunta. Ecco, il Figlio dell’uomo è consegnato nelle mani dei peccatori. 42 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino». 43 E in quell’istante, mentre egli parlava ancora, giunse Giuda, uno dei dodici, e con lui una gran turba con spade e bastoni, mandata dai capi dei sacerdoti, dagli scribi e dagli anziani.

Notate la cura perfetta di Dio. Dio ha guidato ogni dettaglio perfettamente, Egli fa così anche con le nostre prove. Notate che Giuda e gli uomini arrivano subito DOPO che Gesù aveva pregato. Dio Padre sapeva che Gesù aveva bisogno di tempo per pregare, e perciò, ha guidato le cose perfettamente per fare arrivare Giuda con gli uomini esattamente al momento giusto.

Quanto ci aiuta quando comprendiamo che Dio gestisce ogni dettaglio della nostra vita per far si che tutto cooperi per il nostro vero, eterno bene.

Continuo nell'Evangelo di Marco 14 dal versetto 44 al 52. Leggo.

44 Or chi lo tradiva aveva dato loro un segnale, dicendo: «Quello che bacerò è lui. Pigliatelo e conducetelo via sotto buona scorta». 45 E, come fu giunto, subito si accostò a lui e disse: «Rabbi, Rabbi»; e lo baciò caldamente! 46 Essi allora gli misero le mani addosso e lo arrestarono. 47 E uno dei presenti trasse la spada, percosse il servo del sommo sacerdote e gli recise un orecchio. 48 Allora Gesù, rispondendo, disse loro: «Siete venuti con spade e bastoni per catturarmi, come se fossi un brigante? 49 Eppure, ogni giorno ero in mezzo a voi nel tempio ad insegnare, e voi non mi avete preso; ma questo è avvenuto perché si adempissero le Scritture!». 50 Allora i discepoli, abbandonatolo, se ne fuggirono tutti. 51 Ed un certo giovane lo seguiva, avvolto in un lenzuolo sul corpo nudo, e i giovani lo afferrarono. 52 Ma egli, lasciato il lenzuolo, se ne fuggì nudo dalle loro mani. (Marco 14:32-52)

Anche in Giovanni leggeremo di come un discepolo, che Giovanni dice essere Pietro, percuote il servo con la spada. Ma solo Marco menziona che un certo giovane seguiva Gesù, nudo ma avvolto in un lenzuolo. Questo è un dettaglio che altrimenti non si sarebbe saputo. Questo è il racconto di un testimone oculare.

Non sappiamo chi era quel giovane, ma ci sono lezioni da imparare. Sappiamo da Atti 12:12 che la casa di Maria e di suo figlio Giovanni, chiamato anche Marco, che è l’autore di questo Evangelo, era un luogo dove i discepoli si trovavano dopo la risurrezione. Quindi, è molto possibile che all’ultima cena di Gesù con i discepoli questo giovane era là.

Il brano dichiara che questo giovane uomo stava seguendo Gesù. Se era Marco, aveva sentito Gesù e i discepoli andare via dopo la cena, e si è alzato di fretta dal letto, coprendosi con il lenzuolo. Poi, nel giardino, i soldati cercavano di prenderlo, e lui scappa.

La cosa importante da notare è che questo giovane, nonostante fosse nudo e coperto solo di un lenzuolo, voleva seguire Gesù. Normalmente uno avrebbe rinunciato a seguire Gesù. Ma questo giovane voleva seguire Gesù a tutti i costi. E poi, nonostante il fatto che gli uomini avevano arrestato Gesù, e che tutti i discepoli erano già scapati, quel giovane è rimasto là. È rimasto là finché i soldati lo afferrarono per arrestarlo. Solo allora è scappato, dovendo lasciare il lenzuolo e scappare nudo.

O che possiamo noi avere un simile desiderio di restare vicini a Gesù, costi quel che costi.

vv.4-5-6

A questo punto, torniamo nell'Evangelo di Giovanni, capitolo 18, per riprendere gli avvenimenti raccontati da Giovanni, che era là personalmente.

Leggendo i versetti da 4 a 6, notiamo dei dettagli importanti, che solo Giovanni racconta in questo Evangelo, cioè, di come Gesù agisce quando Giuda e gli uomini armati arrivano nel giardino. Vediamo Gesù pienamente in controllo della situazione, e vediamo che Egli agiva secondo il suo piano, per potare avanti la sua volontà. Leggo da 4 a 6.

4 Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli stava per accadere, uscì e chiese loro: "Chi cercate?". 5 Gli risposero: "Gesù il Nazareno". Gesù disse loro: "Io sono!". Or Giuda che lo tradiva era anch’egli con loro. 6 Appena egli disse loro: "Io sono", essi indietreggiarono e caddero a terra. (Giovanni 18:4-6)

La prima cosa che noto è che Gesù conosceva tutto quello che Gli stava per accadere. Sapeva della sofferenza che avrebbe subito, del disprezzo, delle false accuse, delle battute, e poi, della terribile sofferenza della croce fino alla morte fisica. Ma molto peggio, Gesù sapeva che il Padre avrebbe versato la sua ira su di Lui.

Noi non conosciamo mai in anticipo tutto quello che ci succederà. Non consociamo mai in anticipo tutte le sofferenze che una prova ci porterà. Io credo che se sapessimo tutto in anticipo, sarebbe un peso troppo terribile da sopportare.

Ma Gesù, essendo sia Dio che uomo, conosceva nel dettaglio tutto quello che Gli sarebbe successo. Tante volte aveva spiegato ai discepoli quello che sarebbe successo. Infatti, subito dopo che i discepoli avevano riconosciuto che Gesù è il Cristo, Gesù ha iniziato a spiegare loro che che sarebbe stato ucciso. Troviamo la prima volta che Gesù spiega a loro questo in Matteo 16. Leggo Matteo 16:21.

“Da quel momento Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che era necessario per lui andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, essere ucciso e risuscitare il terzo giorno.” (Matteo 16:21 LND)

Gesù ha raccontato tante volte ai discepoli delle sofferenze che avrebbe avuto. Essendo Dio e uomo, sapeva perfettamente delle sofferenze che avrebbe subito. Allora qua, nell'orto, Gesù sapeva quello che stava per accadere. Ecco perché quando pregava nel giardino, la sua anima era così terribilmente rattristata. Gesù sentiva la piena agonia di quello che stava per affrontare, perché comprendeva pienamente quello che stava per affrontare.

Pensate a questo. Che cosa ti colpisce, sapendo tutto questo?

Quello che mi colpisce, capendo tutto questo, è che Gesù, pur sapendo nel dettaglio tutto quello che avrebbe subito, Gesù era disposto ad andare avanti a subire tutta la sofferenza, e soprattutto, era disposto a subire l’ira di Dio.

Per capire ancora di più quanto è incredibile che Gesù era disposto ad andare avanti, dobbiamo considerare che Gesù è santo, santissimo. Gesù è il giusto. Gesù non aveva mai peccato in alcun modo, era pienamente puro.

Non possiamo realmente comprendere cosa vuol dire essere assolutamente puro e santo. Ma Gesù è così. E allora, pensare che Gesù Cristo, assolutamente santo e puro, stava per andare alla croce e caricarsi di tutti i peccati di tutte le persone che Dio avrebbe salvato in tutta la storia, è una cosa inconcepibile. Nessun uomo avrebbe accettato di fare questo. Io avrei rifiutato di caricarmi dei peccati di un altro In realtà, nessuno di noi lo avrebbe fatto. Ma Gesù era disposto a farlo. Ma consideriamo ancora questo.

Consideriamo: per CHI ha fatto tutto questo?

Per figli preziosi? Per amici? No. Gesù ha fatto questo per nemici, per ribelli, per figli d’ira che seguivano Satana, il principe dell’aria. Noi eravamo questi nemici, questi ribelli. Eppure, per amore, Gesù si è caricato dei nostri peccati.

Quando considero tutto questo, resto meravigliato. Gesù Cristo è andato alla croce, pur sapendo quanto sarebbe stato terribile subire l’ira di Dio. È andato alla croce, Egli, il Santo, sapendo che si sarebbe caricato di tutti i nostri sporchi peccati, è andato alla croce sapendo tutto questo. È andato alla croce per peccatori ribelli come noi.

Che amore incredibile è questo. Che amore incomprensibile è questo. Un amore che sorpassa l’intelligenza.

Che immensa pace possiamo avere, se pensiamo a questo amore così grande. Che rifugio sicuro possiamo avere in Cristo, se pensiamo al suo amore, un amore così grande che Lo ha spinto ad andare davanti alla croce per peccatori come noi. O che possiamo riflettere sull’amore di Cristo per noi.

Notiamo altri aspetti degli avvenimenti. Leggendo ancora il versetto 4, notiamo che Gesù non aspettava che gli uomini armati lo trovassero. Egli esce per incontrarli. Leggo ancora il versetto 4.

Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli stava per accadere, uscì e chiese loro: "Chi cercate?". (Giovanni 18:4)

Quello che noto qua è che Gesù sta guidando tutto. Gesù sta gestendo tutti gli avvenimenti. Gesù non era una povera vittima delle circostanze, Gesù guidava le circostanze. Gesù aveva mandato Giuda, ordinandogli di fare in fretta. Ora, Gesù non aspetta che gli uomini vadano da Lui, ma esce per incontrarli. Gesù è in controllo.

E se Gesù era in controllo allora, in modo che tutto andava secondo il piano di Dio, quanto di più Cristo, ormai alla destra del Padre, con ogni autorità e potere in cielo e sulla terra, quanto di più Gesù Cristo è pienamente in controllo di tutti i dettagli della nostra vita. Ecco perché tutto, assolutamente tutto, coopera al bene di coloro che Dio salva.

Guardando ancora a questi versetti vediamo che Gesù, non solo esce per incontrare questi uomini, ma prima che possano dire qualsiasi cosa a Lui, Gesù gestisce la situazione, chiedendo a loro, con autorità divina, chi cercavano. Leggo ancora i versetti 4 a 6.

4 Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli stava per accadere, uscì e chiese loro: "Chi cercate?". 5 Gli risposero: "Gesù il Nazareno". Gesù disse loro: "Io sono!". Or Giuda che lo tradiva era anch’egli con loro. 6 Appena egli disse loro: "Io sono", essi indietreggiarono e caddero a terra. (Giovanni 18:4-6)

Loro rispondono a Gesù che cercano Gesù il Nazareno, che era il nome che tanti usavano per identificare Gesù, perché Gesù era cresciuto a Nazaret. anche se era nato a Betlemme.

Il fatto che Gesù chiede, e loro devono rispondere a Lui, mostra che Gesù era in controllo della situazione.

Giovanni menziona che Giuda era con loro, ma non menziona che Giuda Lo baciò per identificarlo. Però, non serviva quel bacio, perché Gesù identifica Se stesso. Gesù non cerca di ingannarli. Non cerca di scappare. Piuttosto, Gesù dichiara, senza esitazione: “Io Sono”.

Ricordiamo che le parole “Io Sono” è il nome di Dio. Quindi, potremmo vedere che in un certo senso, loro capiscono da queste parole la divinità di Gesù, e per questo, hanno grande terrore. Infatti, il brano dichiara:

Appena egli disse loro: "Io sono", essi indietreggiarono e caddero a terra. (Giovanni 18:6)

Pensate a questo, è incredibile. Ci sono tanti uomini armati, soldati romani, guardie del tempio, tanti uomini armati, forse decine e decine. I capi dei Giudei ne avevano mandati tanti, perché volevano essere sicuri di prendere Gesù.

Eppure tutti questi uomini armati, sentendo le parole di Gesù, cadono per terra.

Qualcosa, forse l’autorità e la sovranità della sua voce, ha messo terrore nei loro cuori. Questi uomini, probabilmente decine, uomini forti, uomini armati, questi uomini, appena egli disse loro: "Io sono", indietreggiarono e caddero a terra. Se ci fermiamo a riflettere, questo è assolutamente incredibile.

Da questo, possiamo imparare diverse cose.

--- Prima, possiamo comprendere qualcosa del potere di Gesù. Gesù aveva compiuto grandi miracoli con la sola parola. Gesù avrebbe potuto distruggere quegli uomini solo con la sua parola. Se quegli uomini erano terrorizzati dalla voce di Gesù in quel momento, quanto sarà terribile la voce di Cristo al giudizio?

Come reagiranno tutti gli uomini della terra che non hanno la salvezza in Gesù Cristo, quando Gesù tornerà? Leggo in Apocalisse 6:12-17 del terrore che avranno tutti gli uomini senza Cristo. Leggo.

12 Poi vidi quando egli aperse il sesto sigillo; ed ecco, si fece un grande terremoto, e il sole divenne nero come un sacco di crine, e la luna divenne come sangue; 13 e le stelle del cielo caddero sulla terra, come quando il fico scosso da un gran vento lascia cadere i suoi fichi acerbi. 14 Quindi il cielo si ritirò come una pergamena che si arrotola, ed ogni montagna ed isola fu smossa dal suo luogo. 15 Allora i re della terra e i grandi e i ricchi e i capitani e i potenti e ogni schiavo e ogni uomo libero si nascosero nelle spelonche e fra le rocce dei monti, 16 e dicevano ai monti e alle rocce: "Cadeteci addosso e nascondeteci dalla faccia di colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello, 17 perché è venuto il gran giorno della sua ira; e chi può resistere?". (Apocalisse 6:12-17)

Quando Gesù verrà nella sua gloria, per giudicare il mondo, ci sarà un terrore come mai prima. Ma, non ci sarà alcuno scampo, non ci sarà alcun posto dove nascondersi, nemmeno sotto le montagne. Non ci sarà alcun modo di scappare dall’ira dell’Agnello, che è Gesù Cristo.

Quanto è potente la voce di Gesù, il Figlio di Dio. Con la sua voce autorevole, ha creato il mondo. Con una sola parola, ha risuscitato i morti, e ha calmato la tempesta. Adesso, nel giardino, con una sola parola, questi uomini sono terrorizzati e cadono a terra.

Ma Gesù non voleva che restassero per terra. Gesù aveva un appuntamento con la croce.

Versetti 7 a 9

Perciò, Gesù chiede ancora a loro chi cercano, per spronarli ad arrestarlo. Anche qua, vediamo l’autorità di Gesù, come guida tutto. Leggo i versetti 7-9.

7 Gesù dunque domandò loro di nuovo: "Chi cercate?". Essi dissero: "Gesù il Nazareno". 8 Gesù rispose: "Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me lasciate andare via costoro"; 9 e ciò affinché si adempisse la parola che egli aveva detto: "Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato". (Giovanni 18:7-9)

Gesù è pienamente in controllo. Fa la domanda di nuovo per forzarli a ricordare la loro missione e che devono arrestarlo. Poi, Gesù dichiara, con grande autorità:

8 Gesù rispose: "Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me lasciate andare via costoro"; (Giovanni 18:8)

Questo è incredibile. C’è questo grande gruppo di uomini armati, là per arrestare Gesù. Che cosa fa Gesù? Gesù gli ordina di lasciare andare i suoi discepoli.

Essi ubbidiscono a Gesù. Incredibile. Questa è l’autorità di Gesù.

Perché Gesù comanda loro di lasciare andare i suoi discepoli?

Se ricordate, nella sua preghiera in Giovanni 17:12, Gesù aveva detto al Padre:

“Mentre ero con loro nel mondo io li ho conservati nel tuo nome; io ho custodito coloro che tu mi hai dato, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio della perdizione, affinché si adempisse la Scrittura.” (Giovanni 17:12 LND)

Poi, in Giovanni 6:39, Gesù aveva dichiarato:

“È questa la volontà del Padre che mi ha mandato: che io non perda niente di tutto quello che egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno.” (Giovanni 6:39 LND)

Gesù non ha mai perso un vero credente. Gesù non perderà mai chiunque crede in Lui.

Egli sapeva che i discepoli non erano pronti per una prova grande come l’essere arrestati in quel momento. E perciò, Egli ordina a questi uomini di lasciare andare i suoi discepoli. E loro gli ubbidiscono.

Gesù ha l’incarico dal Padre di non perdere mai uno che crede in Lui. E quella notte, nel giardino, Gesù ha fatto quello che fa tuttora nella vita di ognuno di noi. Gesù controllava la situazione per non permettere una prova che andava oltre le loro forze. E Gesù Cristo, il Signore di tutto, fa la stessa cosa oggi. Così, leggiamo in 1Corinzi 10:13:

Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana; or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate sostenere. (1Corinzi 10:13)

Fratelli e sorelle, se tu appartieni a Gesù Cristo, allora, quello che Gesù ha fatto con i discepoli, Gesù lo fa anche con te. Non permette che ti arrivino le prove sbagliate.

Dopo la risurrezione, ha permesso che alcuni dei suoi discepoli fossero arrestati. Ma non quella notte, perché non era la prova giusta.

Grazie a Dio per il nostro Signore, Gesù Cristo. Nemmeno in un momento così terribile, sapendo tutto quello che stava per soffrire, neanche in quel momento si è dimenticato dei suoi discepoli. Anche in quel momento pensava a loro, li curava, li proteggeva dalla prova sbagliata. Questo è il cuore del Buon Pastore, che cura le sue pecore.

Conclusione

Chiudiamo qua per il momento. Che cosa abbiamo visto in questo brano? Tante cose. Ma forse, le due lezioni più importanti sono: quella di comprendere più dell’amore di Gesù per noi, e poi, quella di comprendere il controllo di Gesù su tutto.

Gesù sapeva pienamente tutto quello che aveva davanti a Lui. Sapeva della sofferenza terribile, e sapeva quanto sarebbe stato terribile subire l’ira di Dio, per i nostri peccati, nonostante Egli era santo e puro. Ma, l’amore di Gesù per noi è così grande che Gesù è stato disposto a subire tutto quello. Nel fatto che Gesù era disposto a soffrire per peccatori come noi, vediamo l’amore infinito di Gesù per noi.

Io prego che possiamo riflettere molto, riflettere giorno per giorno, sull’immensità dell’amore di Dio per noi in Gesù Cristo. Quante volte cerchiamo di vederci bene, cerchiamo di essere visti bene dagli altri. Cerchiamo di nascondere le parti brutte, i nostri peccati ed i nostri fallimenti. Che cosa stiamo cercando? Stiamo cercando di vederci bene, stiamo cercando valore in noi stessi.

Il nostro valore non è in noi stessi. Il nostro valore è nell’amore che Dio ha per noi, anche al nostro peggio, l’amore che Dio ha per noi in Gesù Cristo.

La chiave della vita cristiana è conoscere quanto siamo amati da Dio in Cristo.

Poi, in questo brano, abbiamo visto quanto Gesù Cristo aveva il pieno controllo della situazione. Gesù non era la vittima delle circostanze, Gesù guidava tutto. Guidava tutto, non per quello che era comodo per Lui, guidava tutto per compiere la nostra salvezza, e guidava tutto per curare i suoi discepoli.

Ricordiamo che anche oggi, Gesù guida tutto. Gesù guida ogni nostra situazione, per far si che tutte le cose cooperano per il nostro vero bene, il bene eterno.

TU puoi avere pace, in mezzo alle prove più profonde, se ti ricordi che Gesù Cristo è pienamente in controllo delle tue circostanze. Gesù non permetterà che affronterai le prove sbagliate.

O che possiamo trovare grande gioia e pace, pensando all’amore di Dio per noi in Gesù Cristo, e ricordando che Gesù ha il controllo delle circostanze della nostra vita. Grazie a Dio.