La vita cristiana è una vita per fede. E vivere per fede vuol dire che fissiamo il nostro sguardo, non sulle cose che vediamo, non su noi stessi e le nostre cadute, non alle difficoltà ed alla nostra debolezza, ma piuttosto che fissiamo il nostro sguardo su Gesù Cristo, l'autore e principe della nostra fede.
L'unico modo di vivere bene la vita cristiana è di fissare il nostro sguardo su Gesù Cristo. Questo vuol dire pensare a Gesù Cristo, riflettere sulla sua vita, sul suo sacrificio, sulla sua potenza, sul suo cuore, sulle sue verità. Per aiutarci a fare questo, Dio ci ha dato i quattro Evangeli: Matteo, Marco, Luca e Giovanni. Da tempo stiamo studiando l'Evangelo di Giovanni, per conoscere di più il nostro Signore, Gesù Cristo! Ormai siamo arrivati al capitolo 18. Nel capitolo 17, abbiamo letto la meravigliosa preghiera che Gesù ha fatto per i suoi discepoli ed anche per noi. In quella preghiera, vediamo quello per cui Gesù prega per noi. Se teniamo in mente quello per cui Gesù prega, ci darà una grande e profonda pace.
Poi, nell'ultimo sermone abbiamo iniziato a considerare il capitolo 18. Abbiamo visto Gesù portare i suoi discepoli nel giardino chiamato Getsemani. Abbiamo visto che Gesù gestiva tutto in modo perfetto, per far sì che fosse arrestato al momento giusto, dopo che aveva preparato i suoi discepoli, e dopo aver pregato. Abbiamo visto da questo che Gesù Cristo è pienamente in controllo di ogni dettaglio.
Abbiamo visto come Gesù ha avvertito i discepoli che lo avrebbero tutti abbandonato, ma tutti i discepoli, ed in modo particolare Pietro, dichiarano che non lo avrebbero abbandonato. Pietro si era innalzato al di sopra di tutti gli altri discepoli, come se fosse il migliore di tutti.
Poi, abbiamo visto che quando arriva Giuda con gli uomini armati per arrestare Gesù, Gesù rimane pienamente in controllo. Addirittura, quando Gesù si è presentato a loro, tutti quegli uomini armati caddero a terra. Quindi anche in questo, come in ogni altro dettaglio, vediamo che Gesù era pienamente in controllo. Gesù avrebbe potuto evitare tutto questo, ma Gesù aveva un appuntamento con la croce, per salvarci.
Quanto è importante che mentre leggiamo questo, riconosciamo che non stiamo leggendo una storia, stiamo leggendo quello che ha fatto il nostro Signore e Salvatore, per poter salvare noi ed altri dalla condanna eterna!
Un altro fatto importante che abbiamo visto è che dopo che questi uomini armati si erano alzati in piedi, Gesù di nuovo chiede a loro chi cercano. Di nuovo, rispondono che cercano Gesù il Nazareno. Poi, con grande autorità, Gesù si identifica di nuovo e comanda a questi uomini armati di lasciar andare i suoi discepoli. Quanto immensa e assoluta è l'autorità di Gesù Cristo. Eppure, non usava la sua autorità e il suo potere per salvare se stesso, ma per salvare i suoi discepoli da una prova che non era ancora alla loro portata. In questo, abbiamo ricordato la verità che Dio non permetterà che siamo provati oltre alle nostre forze. Dio gestisce ogni prova che arriva nella nostra vita. E Dio non ci permette mai una prova sbagliata o al di fuori del momento perfetto.
Perciò, siamo arrivati al momento in cui Gesù aveva comandato a questi uomini armati là insieme a Giuda, di lasciare andare i suoi discepoli. Quindi, stavano per arrestare Gesù proprio in quel momento. Immagino che sono andati verso di Lui.
In quel momento, vediamo la reazione impulsiva di Pietro. Agire impulsivamente non è seguire la guida di Dio. Notiamo che questa è una reazione carnale di Pietro. Quando reagiamo nella carne, non porta benedizione. Leggo quello che succede in Giovanni 18:10,11.
10 Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la sfoderò, percosse il servo del sommo sacerdote e gli recise l’orecchio destro; or quel servo si chiamava Malco. 11 Ma Gesù disse a Pietro: "Riponi la tua spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato?". (Giovanni 18:10,11)
Se ricordate, Gesù aveva prima spiegato ai discepoli, quella stessa sera, che doveva essere arrestato per andare alla croce. Perciò, la reazione di Pietro era puramente impulsiva. Pietro non stava valutando, non stava considerando quello che Gesù aveva loro insegnato. Stava solo reagendo nella carne. E quando reagiamo nella carne, non porta bene.
Gesù non loda Pietro per questa azione, piuttosto, lo riprende.
Gesù aveva parlato tante volte con i suoi discepoli dicendo che per Lui era necessario andare alla croce. Gesù ha iniziato a spiegare chiaramente questo ai discepoli, subito dopo che loro Lo avevano riconosciuto come il Cristo. Troviamo quell'avvenimento in Matteo 16. Gesù aveva chiesto ai discepoli chi fosse, e Pietro, parlando per tutti, aveva dichiarato che Egli è il Cristo, il Figlio del Dio vivente. Gesù aveva risposto che questa è stata una rivelazione di Dio Padre a Pietro. Riconoscere veramente Gesù come il Cristo è un'opera di Dio. Perciò, da quel momento Gesù inizia a spiegare ai discepoli che doveva andare alla croce. Leggo di quella prima dichiarazione di Gesù in Matteo 16:21.
21 Da quel momento Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che era necessario per lui andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, essere ucciso e risuscitare il terzo giorno. (Matteo 16:21)
Gesù lo aveva spiegato in modo chiaro, tante volte. Per esempio, in Luca 17, mentre Gesù parla ai suoi discepoli del suo ritorno per giudicare il mondo, aggiunge quanto segue:
4 Perché come il lampo che, guizzando da una estremità all’altra del cielo, illumina ogni cosa, così sarà anche il Figlio dell’uomo nel suo giorno. 25 Ma prima è necessario che egli soffra molte cose e sia rigettato da questa generazione. (Luca 17:24,25).
Poi, in Luca 24, vediamo Gesù, ormai risuscitato, camminare con due discepoli sulla via per Emmaus e spiegare di Sé dalle Scritture, dimostrando che le profezie dicevano che era necessario per Lui andare alla croce. Leggo le parole di Gesù in Luca 24:45-47.
25 Allora egli disse loro: "O insensati e tardi di cuore a credere a tutte le cose che i profeti hanno detto! 26 Non doveva il Cristo soffrire tali cose, e così entrare nella sua gloria?". 27 E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture le cose che lo riguardavano. (Luca 24:45-47).
Poi, ci sono tantissime profezie dall’Antico Testamento che dichiaravano che il Cristo avrebbe dato la sua vita come sacrificio. Per esempio, leggo vari versetti da Isaia 53.
3 Disprezzato e rigettato dagli uomini, uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza, simile a uno davanti al quale ci si nasconde la faccia, era disprezzato, e noi non ne facemmo stima alcuna. 4 Eppure egli portava le nostre malattie e si era caricato dei nostri dolori; noi però lo ritenevamo colpito, percosso da DIO ed umiliato. 5 Ma egli è stato trafitto per le nostre trasgressioni, schiacciato per le nostre iniquità; il castigo per cui abbiamo la pace è caduto su di lui, e per le sue lividure noi siamo stati guariti. 6 Noi tutti come pecore eravamo erranti, ognuno di noi seguiva la propria via, e l’Eterno ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. 7 Maltrattato e umiliato, non aperse bocca. Come un agnello condotto al macello, come pecora muta davanti ai suoi tosatori, egli non aperse bocca. 8 Fu portato via dall’oppressione e dal giudizio; e della sua generazione chi rifletté che era stato strappato dalla terra dei viventi e colpito per le trasgressioni del mio popolo? 9 Gli avevano assegnato la sepoltura con gli empi, ma alla sua morte fu posto col ricco, perché non aveva commesso alcuna violenza e non c’era stato alcun inganno nella sua bocca. 10 Ma piacque all’Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e la volontà dell’Eterno prospererà nelle sue mani. 11 Egli vedrà il frutto del travaglio della sua anima e ne sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il giusto, il mio servo renderà giusti molti, perché si caricherà delle loro iniquità. 12 Perciò gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino con i potenti, perché ha versato la sua vita fino a morire ed è stato annoverato fra i trasgressori; egli ha portato il peccato di molti e ha interceduto per i trasgressori.” (Isaia 53:3-12 LND).
Quanto è chiaro, in questa profezia, che il Cristo avrebbe subito la morte, ingiustamente, per pagare la condanna di coloro che Dio avrebbe giustificato.
Le profezie dichiaravano che il Cristo avrebbe dovuto soffrire, e dare la sua vita per la salvezza di peccatori. Dopo che i discepoli avevano compreso che Gesù è il Cristo, Gesù aveva spiegato a loro in modo chiaro che sarebbe stato ucciso dai Giudei. Quella stessa notte Gesù aveva parlato con loro della sua morte imminente. Perciò, il fatto che Pietro cerca di difendere Gesù da questi uomini era un atto impulsivo. Non lo aveva valutato, non lo aveva ponderato. Pietro aveva il peccato di essere impulsivo, e lo stava manifestando in quel momento.
E perciò, Gesù lo riprende. Lo riprende dicendogli:
riponi la tua spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato? (Giovanni 18:11).
Ricordate che Gesù aveva appena pregato, dicendo al Padre che era pronto a prendere quel calice. Quindi, questo atto impulsivo di Pietro era uno strumento di Satana che voleva ostacolare Gesù dall'andare alla croce.
Non dobbiamo mai andare in cerca di prove, ma quando Dio ci dà una prova, possiamo andare avanti fidandoci di Dio.
Consideriamo tutto questo riferendolo a noi. Ma prima, qualche parola su questo Malco. Il nostro brano dichiara che Pietro ha preso la sua spada e ha reciso l’orecchio destro del servo del sommo sacerdote, che si chiamava Malco.
Vediamo qua la mano di un testimone oculare, che notava questi piccoli dettagli. È interessante che qua, scritto quasi sessant'anni dopo i fatti, Giovanni ci dà il nome di questo servo. Invece, gli altri Evangeli parlano di questo servo senza darci il suo nome. Però, gli altri Evangeli ci danno altri dettagli utili che Giovanni non ci dà. Leggo Matteo 26:51-54:
51 Ed ecco, uno di quelli che erano con Gesù, stesa la mano, trasse fuori la sua spada e percosse il servo del sommo sacerdote, recidendogli un orecchio. 52 Allora Gesù gli disse: "Riponi la tua spada al suo posto, perché tutti quelli che mettono mano alla spada, periranno di spada. 53 Pensi forse che io non potrei adesso pregare il Padre mio, perché mi mandi più di dodici legioni di angeli? 54 Come dunque si adempirebbero le Scritture, le quali dicono che deve avvenire cosi?". (Matteo 26:51-54)
Qua, Gesù spiega a Pietro ed gli altri discepoli che avrebbe potuto fermare subito questi uomini. Gesù ha ogni potestà. Avrebbe subito potuto avere un grande esercito di angeli là per difenderlo. Ma Gesù è venuto per adempiere le Scritture, quindi, per morire e per salvare i peccatori.
Poi, in Luca 22:50,51 impariamo un altro dettaglio utile. Leggo di questo stesso avvenimento da Luca 22.
“50 E uno di loro colpì il servo del sommo sacerdote e gli recise l’orecchio destro. 51 Ma Gesù, rispondendo, disse: "Lasciate, basta così". E, toccato l’orecchio di quell’uomo, lo guarì.” (Luca 22:50-51 LND).
Luca aggiunge questo dettaglio che ci mostra molto del cuore di Gesù. Questi uomini sono venuti per arrestare Gesù, per portarlo ad essere condannato a morte. Quindi, da qualsiasi considerazione umana, questi uomini erano nemici di Gesù. Pietro recise l'orecchio destro di uno di loro. Che cosa fa Gesù? Che cosa fa Gesù a quel nemico che lo stava arrestando per portarlo alla morte? Gesù guarisce miracolosamente l'orecchio di quell'uomo. Questo è un grandissimo miracolo. Pietro aveva reciso l'orecchio. Cioè, aveva tolto via l'orecchio. Mirava alla testa, e la sua spada ha tolto via l'orecchio dalla testa di Malco. E Gesù, col suo tocco, guarisce l'uomo completamente.
Che cuore! Questo è incredibile, se ci fermiamo a pensarci. In Matteo 5:44, Gesù aveva insegnato:
“Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano,” (Matteo 5:44 LND).
Qua, vediamo Gesù fare proprio questo. Gesù fa del bene a colui che lo odiava, a colui che lo maltrattava. Che esempio per noi.
Quando consideriamo quanto noi abbiamo peccato contro Dio, contro Gesù Cristo, riconoscere il cuore di Dio che vediamo qua in Cristo è un immenso conforto e consolazione. Se Gesù ha fatto questo per quel nemico, quanto di più curerà noi.
Menziono due cose per quanto riguarda questo Malco. Prima di tutto, quando Gesù arriva nella casa del suocero del sommo sacerdote, Pietro e un altro discepolo entrano nel cortile per stare vicino a Gesù. Giovanni menziona che quel discepolo era noto al sommo sacerdote. Come vedremo, tanti credono che Giovanni sia l'altro discepolo. Più volte in questo Evangelo, Giovanni parla di se stesso descrivendosi come l'altro discepolo. In vari brani, vedendo lo stesso racconto in altri Evangeli, parla di Pietro e Giovanni, mentre qua parla di Pietro e un altro discepolo. Perciò, è molto probabile che si tratta di Giovanni. In ogni caso, è molto probabile che, chi era noto nella casa del sommo sacerdote, avrebbe potuto conoscere il nome di questo servo. Ecco perché Giovanni potrebbe aver conosciuto il suo nome.
Inoltre, forse Giovanni menziona il suo nome, perché questo Malco, colpito dal fatto che Gesù lo guarisce, sia per la grandezza del miracolo, sia per il cuore di Gesù, potrebbe essere poi diventato un credente in Gesù Cristo. E per quello, sarebbe stato conosciuto dalla Chiesa, ed è per questo che Giovanni menziona il suo nome. Non lo sappiamo, ma è interessante notare che Giovanni menziona specificamente il suo nome.
Quello che dovrebbe colpirci è il cuore di Gesù Cristo, che anche in questo momento così terribile Gesù aveva un cuore per quest'uomo che era venuto per arrestarlo. Prego che saremo colpiti dal cuore di Gesù Cristo. Questo è il cuore del nostro Signore e Salvatore.
Pensando poi a tutto quello che sta succedendo in questo brano, ricordiamo che Gesù Cristo era venuto dal cielo specificamente per andare alla croce, come era profetizzato per Lui da secoli, per compiere la redenzione del popolo di Dio, la nostra redenzione. Più volte i Giudei avevano cercato di prendere Gesù per farlo morire, ma Dio non lo aveva mai permesso, perché non era ancora il momento giusto. Adesso, era arrivato il momento stabilito da Dio, perfettamente gestito da Gesù Cristo, e Pietro nella sua impulsività stava cercando di ostacolare la volontà di Dio. Quanto è importante non essere impulsivi.
Ricordate che abbiamo visto che per Gesù era necessario andare alla croce. Le prove che Dio stabilisce per noi sono necessarie.
Notiamo quello che leggiamo in 1Pietro 1:6,7, della necessità delle nostre prove. Ve lo leggo.
6 A motivo di questo voi gioite anche se al presente, per un po’ di tempo, se questo è necessario, dovete essere afflitti da varie prove, 7 affinché la prova della vostra fede, che è molto più preziosa dell’oro che perisce anche se vien provato col fuoco, risulti a lode, onore e gloria nella rivelazione di Gesù Cristo, (1Pietro 1:6,7).
La parola "necessario" in 1Pietro 1:6, è la stessa parola che Gesù utilizzava con i suoi discepoli dicendo che era per Lui necessario andare alla croce.
Era necessario per Gesù andare alla croce, ed è per noi necessario passare le prove che Dio ha preparato per noi. Sono gli strumenti che Dio usa per purificarci e conformarci all'immagine di Dio.
Gesù aveva piena pace in questo momento terribile, proprio mentre lo stavano arrestando per farlo arrivare alla croce. Gesù aveva pace perché sapeva che tutto quello che stava succedendo era necessario per adempiere il piano perfetto di Dio. Quando ricordiamo che le nostre prove, anche le prove più terribili, fanno parte della benedizione di essere al centro della volontà di Dio, possiamo avere pace. Non c'è posto più sicuro nell'universo che essere al centro della volontà di Dio. Prego che possiamo noi avere fede in Dio, che le prove che Dio ci manda sono necessarie. Le prove giuste comprendono sofferenze e ingiustizie, ma sono gestite perfettamente da Dio per il nostro eterno bene. Siamo sicuri del controllo sovrano di Dio.
Arresto di Gesù, condotto davanti ad Anna
Andiamo avanti, per capire i prossimi passi di questo avvenimento, in cui tutto è gestito perfettamente per far arrivare Gesù alla croce la mattina dopo, per la propiziazione per i nostri peccati.
Dopo che Gesù aveva ordinato agli uomini armati di lasciare andare i suoi discepoli, e dopo quanto accaduto con Pietro, Gesù si lascia arrestare e legare. Questi uomini, seguendo gli ordini, lo portano legato a casa di Anna, che era il suocero di Caifa, il sommo sacerdote in quell’anno. Seguite mentre leggo Giovanni 18:12-14.
12 Allora il gruppo di soldati, il capitano e le guardie dei Giudei presero Gesù e lo legarono. 13 E lo condussero prima da Anna, perché era suocero di Caiafa, che era sommo sacerdote in quell’anno. 14 Caiafa era colui che aveva consigliato ai Giudei che era conveniente che un sol uomo morisse per il popolo. 15 Or Simon Pietro e un altro discepolo seguivano Gesù. E quel discepolo era noto al sommo sacerdote, ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote.
Mi colpisce che questi soldati legarono Gesù. Sicuramente, stavano eseguendo gli ordini ricevuti. Ma non serviva a nulla legare Gesù. Se Gesù avesse voluto, avrebbe potuto distruggere tutti loro in un attimo. Ma non lo fece perché Gesù aveva scelto di andare alla croce. Perciò, non serviva che fosse legato. Non serviva a nulla. Faceva sembrare che quegli uomini avevano potere su di lui. In realtà, Gesù aveva tutto il potere.
Lo portarono legato a casa di Anna, il suocero di Caifa. Anna era stato il sommo sacerdote, e poi, tutti i suoi cinque figli erano stati sommo sacerdote dopo di lui, e adesso suo genero, Caifa, era sommo sacerdote. I Romani toglievano e mettevano i sommi sacerdoti come volevano. Però, Anna rimaneva una grande potenza dietro le quinte. E perciò, portarono Gesù prima da lui. Là, cominciarono ad accusare Gesù, con lo scopo di portarlo davanti a Pilato, con false accuse, e chiedere che fosse crocifisso.
Tutto quello che successe quella notte, quando Gesù fu portato davanti ai Giudei, ed anche nella mattina del giorno dopo davanti a Pilato, era ingiusto. Gesù non era colpevole di nulla. Non aveva commesso alcun reato, di nessun tipo. Era pienamente innocente. Ma questo faceva parte del piano di Dio. È solo perché Gesù era assolutamente innocente che poteva morire al posto di noi peccatori. Se avesse avuto qualche peccato, non avrebbe potuto portare la nostra condanna. Ma il fatto che era completamente innocente, faceva sì che poteva morire al posto nostro.
Mentre leggiamo di questi avvenimenti, ricordiamo costantemente che non stiamo leggendo una storia, piuttosto stiamo leggendo quello che ha fatto il nostro Signore per salvarci! Tutto quello che Gesù Cristo ha subito, lo ha subito per poterci salvare. Prego che non dimenticheremo mai questo. Prego che non leggeremo mai questi avvenimenti senza ricordare che stiamo leggendo del nostro Signore, e di quello che ha fatto per noi.
Andando avanti, nel versetto 14, Giovanni menziona che Caifa era colui che aveva consigliato ai Giudei che era conveniente che un solo uomo morisse per il popolo. Ascoltate mentre rileggo di questo, in Giovanni 11:49,50. I Giudei avevano deciso di uccidere Gesù da tempo. Guardiamo come Dio guidava anche quello che Caifa aveva detto.
47 Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinedrio e dicevano: "Che facciamo? Quest’uomo fa molti segni. 48 Se lo lasciamo fare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro luogo e la nostra nazione". 49 Ma uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote in quell’anno, disse loro: "Voi non capite nulla; 50 e non considerate che conviene per noi che un sol uomo muoia per il popolo e non perisca tutta la nazione". 51 Or egli non disse questo da se stesso; ma, essendo sommo sacerdote in quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione, 52 e non solo per la nazione, ma anche per raccogliere in uno i figli di Dio dispersi. 53 Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire. (Giovanni 11:47-53).
Qua, vediamo il sovrano controllo di Dio. Dio è in controllo di tutto, anche di quello che fanno i malvagi. Qua c’è un uomo malvagio, che odiava Gesù e voleva convincere gli altri per farlo morire. Ma essendo sommo sacerdote, lo Spirito di Dio lo ha guidato a fare una profezia per dichiarare l'opera di Gesù Cristo sulla croce. Lui non si rendeva minimamente conto di quello che stava dicendo. Lui pensava solo in termini malvagi, cercando di convincere gli altri ad uccidere Gesù. Ma guidato dallo Spirito di Dio, la giustificazione che dava per convincere gli altri a far morire Gesù, era una profezia, quella che Gesù Cristo sarebbe morto per salvare altri.
In questo, come in tanti altri esempi, vediamo che Dio, il nostro Dio, il nostro Padre celeste, è sovranamente in controllo di tutto, anche tutto quello che gli uomini malvagi fanno a noi. Certamente, noi, essendo così piccoli, non siamo in grado di comprendere tutto. Non comprendiamo quello che Dio sta facendo. Ma Dio è in controllo. I giudizi di Dio, ovvero quello che Dio sceglie di fare, sono imperscrutabili. È impossibile per noi comprendere tutto a fondo, ma possiamo avere piena pace sapendo che il nostro Dio è pienamente in controllo di tutto, e gestisce tutto per portare avanti la sua buona opera per la nostra salvezza.
Qua, vediamo che i Giudei agivano malvagiamente e con odio verso Cristo. Tutto questo faceva parte del piano di Dio, prima, in modo che il nostro Signore fosse tentato in ogni cosa, ma senza peccare, poi, serviva perché Gesù doveva andare alla croce, ingiustamente, per pagare la condanna dei nostri peccati.
Gesù, il giusto, è stato trattato ingiustamente, condannato anche se era innocente. Poi il Padre Lo ha punito mentre era sulla croce, non per i suoi peccati, perché non aveva mai peccato, ma per i nostri peccati.
Dio volendo, andremo avanti in questo brano nei prossimi sermoni. Ma mentre andiamo avanti, prego che avremo occhi per vedere sempre di più che tutto quello che stiamo leggendo riguarda la nostra salvezza. Gesù ha fatto tutto questo per noi.
Quando ti capita di subire qualche ingiustizia, e in questo mondo di peccato, ci sono tante ingiustizie, e anche noi ci comportiamo ingiustamente contro gli altri, quando subiamo un’ingiustizia, non dobbiamo agitarci. Prima di tutto, a differenza di Gesù Cristo, possiamo ricordare che anche NOI abbiamo commesso tante ingiustizie, poi, possiamo anche ricordare che DIO è pienamente in controllo, come era in controllo quella notte nel giardino con Gesù.
Ripasso
In questo brano, abbiamo visto l’impulsività di Pietro. Pietro e gli altri avevano appena visto la potenza di Gesù, quando tutti gli uomini armati caddero a terra. Però, Gesù non era scappato, si è presentato a loro come la persona che cercavano. Gesù aveva spiegato ai discepoli alla cena che doveva essere ucciso. Gesù aveva spiegato tante volte che per Lui era necessario andare alla croce. Ma Pietro non teneva conto di nulla di tutto questo. Cercava lui di risolvere il problema, a suo modo. Ma non era da Dio. In realtà, la sua impulsività era un’ulteriore tentativo di Satana di sviare Gesù dall’andare alla croce.
O che possiamo combattere il nostro peccato dell’impulsività, dove reagiamo nella carne. O che possiamo crescere nel valutare tutto alla luce delle verità di Dio, e non di quello che sentiamo. Pietro aveva la Parola di Dio, sia nelle profezie, sia nelle parole di Gesù. Egli non valutava tutto secondo la verità, ma secondo quello che sentiva nel cuore. Valutiamo tutto secondo le verità di Dio.
Poi, ricordiamo quello che ha fatto Gesù al servo del sommo sacerdote, Malco. Pietro gli aveva reciso l’orecchio. Ma Gesù, proprio mentre stavano per legarlo, si ferma a toccare l’orecchio di quell'uomo, guarendolo totalmente. Che cuore! Questo è il cuore di Gesù. O che possiamo conoscere di più il cuore di Gesù Cristo.
O che possiamo leggere la Bibbia, non per diventare grandi studiosi, ma per conoscere sempre di più il nostro Signore e Salvatore. O che possiamo ricordare che Dio ha il pieno controllo di tutto, e fa cooperare tutte le cose per il nostro vero ed eterno bene. O che possiamo ricordare che tutto quello che Gesù faceva, lo faceva per compiere la salvezza per noi. Leggendo questo Evangelo, stiamo leggendo del nostro Signore e Salvatore, e la sua opera per noi.
Grazie a Dio per un Salvatore così.