Aiuto Biblico

Pilato condanna Gesù

Giovanni 19:1-16

Sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica, 16 novembre 2025, – cmd dmp –

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Il nostro Signore, Gesù Cristo, è andato alla croce per noi. È andato alla croce completamente innocente, senza peccato, per pagare la nostra condanna. Gesù Cristo era assolutamente innocente.

I Giudei avevano arrestato Gesù, ma non avendo l’autorità di condannare a morte, lo avevano portato davanti al governatore romano, che era Pilato. Solo Pilato poteva condannarlo a morte. Come abbiamo visto negli ultimi sermoni nell'Evangelo di Giovanni, Pilato aveva interrogato Gesù, e aveva capito che era innocente, e ancora di più, aveva capito in qualche modo, che era un re, non terreno, ma spirituale.

Pilato voleva liberare Gesù. Ma Pilato aveva timore dei Giudei. E perciò, cercando di placare l'ira dei Giudei contro Gesù, prese Gesù e lo fece flagellare. Vogliamo riprendere oggi il nostro studio dell'Evangelo di Giovanni. Siamo arrivati al capitolo 19. Pilato cerca di liberare Gesù, ma la folla chiede che sia liberato un brigante anziché Gesù. E perciò, Pilato cerca di risolvere la situazione facendo flagellare Gesù. Riprendiamo gli avvenimenti leggendo Giovanni 19:1-3.

1 Allora Pilato prese Gesù e lo fece flagellare. 2 E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un manto di porpora, 3 e dicevano: "Salve, o re dei Giudei"; e lo schiaffeggiavano. (Giovanni 19:1-3)

Pilato sapeva che Gesù era innocente, ma lo fece flagellare cercando di placare i Giudei. Non agiva secondo giusti principi, ma per paura degli uomini. Pensate: Pilato temeva di avere problemi con gli uomini, ma non pensava affatto che un domani si sarebbe trovato davanti a Gesù Cristo come giudice. Quando noi focalizziamo sui problemi di questa vita, e non pensiamo all'eternità, sceglieremo sempre male. E Pilato stava scegliendo male. Ma anche qui, vediamo la sovranità di Dio, perché era volontà di Dio per Pilato di far crocifiggere Gesù. Dio non fa mai peccare nessuno, ma si serve dei nostri peccati.

Comunque, Pilato aveva consegnato Gesù ai soldati per farlo flagellare.

Vediamo che i soldati, avendo potere su Gesù, vanno oltre gli ordini ricevuti. Usano il loro potere su Gesù per disprezzare Gesù e schernire Gesù. Visto che Gesù era stato chiamato re, come segno di disprezzo, intrecciarono una corona di spine, e la misero sul capo di Gesù per schernirlo, e per farlo soffrire. E poi gli misero addosso un manto di porpora, un manto lussuoso, come quello che portano i re. Quindi, vestirono Gesù come un re. Lo disprezzavano verbalmente, inginocchiandosi davanti a Lui e chiamandolo re dei Giudei. E poi lo schiaffeggiarono

Gesù è il vero re, il re dei re, ma qui viene disprezzato terribilmente, come se fosse un impostore. Qui, vediamo il cuore malvagio di questi soldati, che stavano usando il loro potere per soddisfare la loro carne.

Prima di condannare questi soldati , sarebbe importante fermarci a considerare come noi usiamo il nostro potere. Spesso nella vita, abbiamo potere su qualcuno. Un marito ha autorità sulla famiglia, i genitori hanno autorità sui figli in casa. Nel lavoro ci sono ruoli di autorità sui dipendenti. Quando tu hai un ruolo di autorità, che uso fai di quell'autorità? La usi solo per fare il bene, oppure dai spazio alla tua carne nel modo in cui usi l'autorità? Dal modo di agire di questi soldati, vediamo quanto usare l’autorità per soddisfare la carne è un peccato. Prego che tutti noi riconosceremo il peccato di usare autorità per soddisfare la carne. Dobbiamo rispondere a Dio per come utilizziamo l’autorità che Dio ci dà.

Quando leggiamo la Bibbia, troviamo esempi, buoni e brutti, che possono farci crescere in Cristo.

Tornando ai soldati con Cristo, pensiamo a quanto Gesù Cristo ha dovuto subire per noi. Qua, vediamo Gesù, il vero Re dei re, che viene disprezzato in modo terribile. Viene schernito come un impostore. Viene schernito, viene schiaffeggiato e dagli altri Evangeli sapiamo che gli sputavano in faccia. Gesù accetta tutto questo, ogni ingiustizia, per poter essere un grande Sommo Sacerdote che ha sofferto tutto per noi. Gesù ha subito tutto questo per noi.

Dopo che Pilato aveva fatto flagellare Gesù, continua a cercare di convincere i Giudei che adesso Gesù poteva essere liberato. Dopo averlo fatto flagellare, lo presenta davanti i Giudei, dichiarando che Gesù è innocente. Ma i Giudei non cercano giustizia. Odiando la luce, ribellandosi contro Dio, vogliono la morte di Gesù.

Leggiamo nei versetti 4 e 5, quando Pilato porta Gesù davanti ai Giudei. Leggo questi versetti.

4 Poi Pilato uscì di nuovo e disse loro: "Ecco, io ve lo conduco fuori affinché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna". 5 Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. E Pilato disse loro: "Ecco l’uomo!". (Giovanni 19:4,5)

Nella provvidenza di Dio, Gesù viene presentato ai Giudei vestito da re. Sulla testa ha la corona di spine, e porta il manto di porpora, che rappresenta il manto di un re. Con questo, Dio sta mostrando in modo ancora più chiaro la colpa dei Giudei, che stanno chiedendo la morte di Colui che è il loro vero Re. Tutto era gestito da Dio, e così si vede ancora di più quanto Gesù è innocente e quanto i Giudei erano colpevoli. Pilato presenta Gesù ai Giudei dichiarando: “Ecco l'uomo”: ecco colui che volete far morire, che io trovo innocente, Egli è il vostro re. Tutto era gestito da Dio per mostrare il loro peccato.

Ma questi Giudei non avevano alcun timore di Dio. E perciò, quando vedono Gesù, gridano chiedendo la sua morte. Pilato cerca ancora di resistere alla loro richiesta. Leggo il versetto 6.

6 Ora, quando lo videro i capi dei sacerdoti e le guardie, si misero a gridare, dicendo: "Crocifiggilo, crocifiggilo". Pilato disse loro: "Prendetelo voi e crocifiggetelo, perché io non trovo in lui colpa alcuna". (Giovanni 19:6)

I capi e le guardie dei Giudei, questi uomini religiosi che in realtà erano lontani da Dio, cominciano a gridare a Pilato, dicendo di crocifiggere Gesù. Questa non è una richiesta ragionevole o giusta, piuttosto è l'odio di questi uomini verso Dio, che li spinge a gridare chiedendo la morte di Gesù, perché vogliono restare nelle tenebre, odiano la luce. Questi Giudei sanno che Gesù è il Cristo, sanno che è da Dio. Ma non vogliono giustizia. Vogliono restare nelle tenebre, e la luce di Gesù mostrava le loro tenebre. E per questo vogliono la sua morte. E continuano ad insistere con Pilato.

Ma Pilato sembra tormentato nella sua anima. Anche a questo punto, non vuole crocifiggere Gesù. Risponde duramente dicendo che dovranno loro crocifiggere Gesù, perché lui non trova alcuna colpa in Gesù. Pilato vuole liberarsi da questa situazione. Non vuole rendersi colpevole della morte di quest'uomo che è da Dio. Ma non ha il coraggio di opporsi al popolo. Le persone sanno che ha timore. E perciò, i Giudei presentano a Pilato un argomento che lo spaventa. Notiamo quello che dicono a Pilato, e come Pilato risponde con paura. Leggo i versetti 7-9.

7 I Giudei gli risposero: "Noi abbiamo una legge e secondo la nostra legge egli deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio". 8 Quando Pilato udì queste parole, ebbe ancor più paura; 9 e, rientrato nel pretorio, disse a Gesù: "Di dove sei tu?". Ma Gesù non gli diede alcuna risposta. (Giovanni 19:7-9)

Pilato vuole salvare la vita di Gesù, sapendo che è innocente. I Giudei insistono che sia messo a morte. Come accusa dichiarano che Gesù deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio. Pilato aveva già capito che Gesù era da Dio, che era un re. Quando sente che si era fatto Figlio di Dio, sapendo che Gesù dice la verità, Pilato ha ancora più paura. È terrorizzato. Ha grande timore, non vuole rischiare decidendo di mettere Gesù a morte. Però, ha anche grande timore degli uomini.

Pilato non accetta la richiesta dei Giudei di far morire Gesù, ma rientra nel pretorio e chiede a Gesù da dove viene.

Gesù rifiuta di rispondere. Resta in silenzio. Prima Gesù aveva spiegato tante cose a Pilato, più che a chiunque altro. Ma ora, non risponde più, perché Gesù sapeva che era ormai arrivato il tempo in cui tutto doveva concludersi, per essere crocefisso. Gesù aveva piena fiducia nel piano di Dio. E perciò non risponde a Pilato.

Pilato è nervoso, ha timore. Cerca di forzare Gesù a rispondergli. Cerca di spaventare Gesù, ma non si può spaventare chi ha fede in Dio. Leggo il versetto 10.

Pilato perciò gli disse: "Non mi parli? Non sai che io ho il potere di crocifiggerti e il potere di liberarti?". (Giovanni 19:10)

Pilato cerca di fare paura a Gesù, spiegando che ha il potere di crocifiggerlo e di liberarlo. Questa è una forma di minaccia. Ma Gesù non è minimamente influenzato dalle minacce. Gesù ha fede in Dio, e perciò, va avanti, per compiere la volontà di Dio, con piena pace. Notate la sua risposta a Pilato. Leggo il versetto 11.

Gesù rispose: "Tu non avresti alcun potere su di me se non ti fosse dato dall’alto; perciò chi mi ha consegnato nelle tue mani ha maggior peccato". (Giovanni 19:11)

Quello che Gesù dice a Pilato è una realtà per tutti. Gesù dichiara che Pilato non ha alcun potere in sé. Piuttosto, ogni potere viene dall'alto, ovvero, viene da Dio. Quanto è importante comprendere questo. L'uomo non ha potere in sé. Dio tiene tutto in vita. Tutto sussiste in Gesù Cristo. Da sé l'uomo non può nemmeno vivere, e quindi, l’uomo non ha alcun potere in sé. Il potere viene da Dio.

Questo ci fa capire che Dio è assolutamente sovrano su tutto e su tutti. È Dio che da potere agli uomini, e Dio può togliere quel potere in qualunque momento. E questo vuol dire che noi siamo sicuri nelle mani di Dio. Nessuno e nulla può farci del male se non è la volontà di Dio. Dio è sovrano su tutti gli uomini, e nessun uomo ha potere se non gli è dato da Dio. Quanto è importante comprendere questo, per avere pace quando gli uomini ci fanno del male.

Gesù sapeva che Pilato non aveva potere se non quello che viene da Dio, e sapeva che il tutto faceva parte del piano di Dio per far crocifiggere Gesù. Pilato aveva colpa, era nel peccato, però, Gesù spiega che i Giudei avevano più peccato di Pilato, perché erano loro che avevano consegnato Gesù a Pilato, e che spingevano Pilato per farlo morire. I Giudei erano più responsabili di quello che facevano. E perciò, avevano maggior peccato.

Dicendo questo, Gesù mostra che anche Pilato aveva peccato, ma che i Giudei ne avevano di più.

Pilato diventa sempre più consapevole che Gesù è innocente e che Gesù veniva da Dio. Con la dichiarazione di Gesù, Pilato comprende che anche lui sta peccando, anche se i Giudei erano più colpevoli. Perciò, Pilato ha grande paura. Non vuole andare avanti. Vuole liberare Gesù. Ma i Giudei fanno una dichiarazione che terrorizza Pilato. Leggo il versetto 12.

Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: "Se liberi costui, tu non sei amico di Cesare; chiunque si fa re, si oppone a Cesare". (Giovanni 19:12)

Pilato aveva cercato in ogni modo di liberare Gesù. Ora, i Giudei usano la minaccia che terrorizza Pilato, dicendo che se libera Gesù, che si dichiara re, non può essere amico di Cesare. Ricordate che Pilato era il governatore, un delegato dell'imperatore romano, Cesare. Nella provvidenza di Dio, Cesare era considerato il più geloso del suo potere e tiranno rispetto a tutti gli altri imperatori romani. Qualsiasi minaccia lo spaventava, ed era pronto a punire severamente, anche con la morte, chi non difendeva assolutamente il suo potere essendo l' Imperatore.

Perciò, Pilato sapeva che se la notizia che lui aveva lasciato in vita uno che si faceva re, fosse arrivata a Roma, Cesare lo avrebbe punito severamente. E perciò, con questa minaccia, Pilato si arrende alla richiesta dei Giudei. Accetta di crocifiggere Gesù nonostante sapeva che Gesù era innocente. Ha avuto timore degli uomini, e perciò si arrende ai Giudei.

A quel punto, Pilato si mette a sedere in tribunale, che è il posto ufficiale da dove dare la sentenza di morte. Leggo i versetti 13,14.

13 Pilato, dunque, udite queste parole, condusse fuori Gesù e si pose a sedere in tribunale nel luogo detto "Lastrico", e in ebraico, "Gabbata"; 14 or era il giorno di preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta; e disse ai Giudei: "Ecco il vostro re". (Giovanni 19:13-14)

Giovanni ci dà qualche dettaglio, che ci aiuta a ricordare che Giovanni era là quel giorno. Giovanni ci spiega come si chiamava il posto in cui si trova il tribunale. Poi, ci dice che giorno era, e menziona che era l’ora sesta.

Un piccolo commento. Giovanni dichiara che era circa l'ora sesta. Non dice che era esattamente l’ora sesta, dice circa. Nell'Evangelo di Marco leggiamo che era la terza ora. Questo è il momento giusto per riconoscere che questi non sono problemi o contraddizioni. Anche se qualcosa non quadra nel nostro modo di vedere le cose, possiamo fidarci di coloro che erano testimoni oculari. In realtà, si contava il tempo in gruppi di tre ore. Quindi la terza ora, e la sesta ora, come anche l’ora nona, erano periodi di tre ore. Loro non parlavano della quarta o della quinta ora. Ma solo della terza e la sesta e poi la nona. Quindi nel nostro modo di parlare, la terza ora era quello che noi indicheremo come un periodo di tre ore. Ed era la stessa cosa per la sesta ora. Quindi parlano da due diversi punti di vista, ma non c'è contraddizione. Tante persone si soffermano su questi dettagli, perdendo così la ricchezza delle verità che troviamo nel brano.

La cosa da capire è che, a questo punto, Pilato sta per fare una dichiarazione ufficiale riguardo a Gesù.

E che cosa dichiara di Gesù ai Giudei in questa dichiarazione ufficiale? Guidato da Dio, senza rendersi conto dell'immensità della sua dichiarazione, afferma: “ecco il vostro re”.

Gesù è il re dei Giudei, ed è il re del mondo. Il fatto che Pilato lo dichiara ufficialmente è solo un altro esempio di come Dio guidava tutto per dare Gloria a Gesù. Inoltre, facendo così, Dio stava mostrando ancora di più la colpa dei Giudei.

Ma questi Giudei non avevano alcun timore di Dio. Dicevano di essere uomini religiosi, ma in realtà, erano lontanissimi da Dio. Quindi, dopo che Pilato ha presentato Gesù come il loro re, notiamo i loro discorso con Pilato nel versetto 15.

15 Ma essi gridarono: "Via, via, crocifiggilo". Pilato disse loro: "Crocifiggerò il vostro re?". I capi dei sacerdoti risposero: "Noi non abbiamo altro re che Cesare". (Giovanni 19:15)

Pilato presentò Gesù come il loro re. E Gesù è il re dei Giudei. Ma questi Giudei, pur presentandosi come uomini religiosi, erano uomini malvagi, e rispondono gridando a Pilato di crocifiggere Gesù. Vogliono Gesù morto, perché odiano la luce.

Ancora Pilato cerca di far cambiare loro idea. Chiede se veramente vogliono crocifiggere il loro re. Vedo in questo il cuore di Dio che continua a spingere i Giudei a fermarsi per valutare quello che stavano facendo. Ma non vogliono fermarsi. Odiano la luce.

E perciò, rispondono con una dichiarazione che ha un significato eterno. Rispondono che non hanno re, se non solo Cesare. In altre parole, non hanno valutato quello che stavano dicendo, dichiarando così, che non si sottomettono a Dio. Dio non è il loro re. Sono pienamente separati da Dio, e accettano solo Cesare come loro re. Senza rendersi conto, dichiarano la verità, che sono totalmente senza Dio.

In Matteo, troviamo un dettaglio molto importante che non troviamo qui in Giovanni. Pilato capiva perfettamente che Gesù era innocente. Non voleva assolutamente crocifiggere Gesù. Ma aveva grande timore degli uomini, e di quello che gli sarebbe potuto succedere se avesse rifiutato di crocifiggerlo. Ma, avendo timore di crocifiggere Gesù, fa una dichiarazione per cercare di togliersi la colpa. Leggo Matteo 27:24,25. Questo è un brano potentissimo.

24 Allora Pilato, vedendo che non otteneva nulla, ma che il tumulto cresceva sempre più, prese dell’acqua e si lavò le mani davanti alla folla, dicendo: "Io sono innocente del sangue di questo giusto; pensateci voi". 25 E tutto il popolo rispondendo disse: "Sia il suo sangue sopra di noi e sopra i nostri figli!". (Matteo 27:24,25).

Pilato dichiara che è innocente del sangue di quel giusto. In altre parole, prima di tutto sta dichiarando che Gesù è giusto, è innocente, è un uomo senza colpa. E perciò, Pilato cerca di togliere la propria colpa. Ma non possiamo noi togliere la nostra colpa. Siamo colpevoli, e noi non possiamo liberarci da noi stessi della colpa. Quindi, anche se i Giudei avevano più peccato di Pilato, anche Pilato aveva colpa nonostante abbia cercato di liberarsene.

Ma mi colpisce moltissimo che questi Giudei dichiarano che il sangue di Gesù Cristo, la colpa per la Sua morte, ricada su di loro e sopra i loro figli. Scaricano la colpa per la Sua morte, non solo addosso a loro stessi, ma anche sui loro figli, la colpa più grande nella storia del mondo.

In che senso hanno preso su di loro e sui loro figli la colpa? Certamente, la Bibbia è chiara e dice che Dio non punisce i figli per i peccati commessi dai genitori. Però, i genitori possono trasmettere i peccati in modo che questi diventano anche i peccati dei figli. Per esempio, questi genitori avrebbero potuto parlare con i loro figli contro Gesù, in modo che i figli avrebbero approvato quello che i genitori avevano fatto. In questo senso, il sangue di Gesù è caduto veramente sia su questi Giudei che sui loro figli.

Credo che sia difficile per noi comprendere quanto il nostro peccato possa renderci colpevoli. Questi Giudei avevano visto i miracoli di Gesù, avevano sentito il suo insegnamento, era totalmente chiaro per loro che Gesù è da Dio. Eppure, visto che Gesù è la luce, e loro vivevano nelle tenebre, odiavano la luce, ed erano pronti a prendere la colpa della morte di Gesù Cristo su di loro ed anche sui loro figli.

Quanto dobbiamo avere un santo timore di Dio, e vedere quanto è grave il peccato. Quanto dobbiamo desiderare di essere liberati dalla nostra colpa, anziché prendere la colpa su di noi.

A questo punto, Pilato capiva che non c'era modo di convincerli a liberare Gesù. Avendo più timore degli uomini che timore di Dio, Pilato si arrende alla loro richiesta. Perciò, Pilato accetta di crocifiggere Gesù. Leggo il versetto 16.

Allora egli lo diede nelle loro mani affinché fosse crocifisso. Ed essi presero Gesù e lo condussero via. (Giovanni 19:16)

Pilato dà Gesù nelle loro mani, che vuol dire che accetta la loro volontà per Gesù, e ordina ai soldati di crocifiggerlo. E perciò, i soldati prendono Gesù e lo portano via per crocifiggerlo.

Pensate, quanto Pilato aveva cercato di salvare la vita di Gesù. Ma alla fine, gli manca il coraggio, ed il suo timore degli uomini gli fa abbandonare il tentativo di salvare Gesù.

Un buon proposito non porta frutto, se non perseveriamo.

In realtà, quello che importa è se perseveriamo nella verità. Pilato voleva fare la cosa giusta, ma non ha perseverato. Certamente, non aveva Dio, e perciò, non aveva la fede che gli avrebbe permesso di perseverare. Nella Bibbia, vediamo che è la fede in Dio che ci dà la forza di perseverare in quello che è giusto.

Pilato non aveva Dio, perciò, non aveva fede. Capiva la verità, capiva che Gesù era da Dio, capiva che Gesù era innocente e quindi, voleva fare la cosa giusta. Non voleva prendersi quella colpa. Ma non avendo fede in Dio, si è arreso alla volontà di questi uomini malvagi, ed ha partecipato con loro nel peccato.

Quanto è importante per noi guardare a Dio per avere la fede per non comprometterci. La vita è piena di prove in cui solo la fede in Dio ci darà la forza di perseverare.

Lezioni per noi

In tutto quello che abbiamo letto, voglio ricordare che Gesù avrebbe potuto liberarsi in qualunque momento. Ricordate che Gesù è Dio, aveva compiuto grandi miracoli. Poteva controllare la natura. Ma Gesù non voleva liberarsi. Gesù era venuto dal cielo proprio per andare alla croce, per comprare la salvezza per noi.

Il brano di oggi ci ricorda che Gesù era pienamente innocente. Pilato aveva esaminato Gesù, e sapeva senza ombra di dubbio che era innocente. Gesù è andato alla croce, Dio incarnato, assolutamente innocente, per morire per noi, peccatori.

NOI abbiamo peccato. Gesù non ha mai peccato. Per morire per i nostri peccati, serviva un sacrificio puro e senza peccato. Gesù è quel sacrificio. Quando leggiamo della crocifissione di Gesù, ricordiamo sempre che Gesù è morto per noi, l’innocente per i colpevoli. Così, in Gesù, abbiamo il perdono e siamo riconciliati con Dio.

Abbiamo visto nell'esempio di Pilato che non basta sapere la cosa giusta, davanti alle tentazioni della vita, bisogna perseverare nel fare la cosa giusta. Però, per perseverare, dobbiamo camminare per fede. Pilato non aveva fede in Dio. Dobbiamo guardare a Dio per avere fede. Solo così faremo le cose giuste. O che possiamo tenere i nostri occhi su Cristo, per avere fede nelle prove della vita.

Grazie a Dio che Gesù Cristo, l’Agnello di Dio senza macchia, è andato alla croce per noi. Siamo perdonati per il suo sacrificio. Grazie a Dio.