Quando la vita sembra troppo difficile, quando il peccato ci tenta, quando siamo presi con tutte le faccende, non stiamo vedendo Cristo.
La chiave della vita cristiana è guardare a Gesù Cristo. Tutto quello che vediamo in Cristo è un incoraggiamento: la sua vita, i suoi miracoli, il suo insegnamento. Ma sopra ogni cosa, è il sacrificio di Gesù sulla croce che ci colpisce. Gesù, il Santo di Dio, il Giusto, è andato alla croce per noi, per pagare la condanna per i nostri peccati.
Tutti i quattro Evangeli parlando dettagliatamente di questo avvenimento, che ha reso possibile la nostra salvezza. Noi stiamo studiando l’Evangelo di Giovanni, che aggiunge tanti dettagli che non troviamo negli altri. Abbiamo visto Gesù davanti a Pilato, e come a Pilato Gesù dichiara di essere un re. Siamo nel Capitolo 19, e siamo arrivati proprio al punto in cui Pilato, dopo tanti tentativi di liberare Gesù, accetta di crocifiggerlo. Leggo i versetti da 14 a 16, come contesto per il nostro brano di oggi.
14 or era il giorno di preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta; e disse ai Giudei: "Ecco il vostro re". 15 Ma essi gridarono: "Via, via, crocifiggilo". Pilato disse loro: "Crocifiggerò il vostro re?". I capi dei sacerdoti risposero: "Noi non abbiamo altro re che Cesare". 16 Allora egli lo diede nelle loro mani affinché fosse crocifisso. Ed essi presero Gesù e lo condussero via. (Giovanni 19:14-16)
La crocifissione
Pensiamo alla situazione di Gesù. Gesù era stato sveglio tutta la notte. Dai Giudei, è stato percosso. Dai soldati Romani, è stato flagellato, percosso, e sputato in faccia, con una corona di spine sulla testa. Ormai Gesù era fisicamente distrutto. Ed a questo punto, i soldati lo costringono a portare la sua pesante croce fino al posto fuori città, dove venivano crocefissi i malfattori. Leggo Giovanni 19:17,18.
17 Ed egli, portando la sua croce, si avviò verso il luogo, detto del Teschio che in ebraico si chiama "Golgota", 18 dove lo crocifissero, e con lui due altri, uno di qua e l’altro di là, e Gesù nel mezzo.
Giovanni non lo menziona, ma da Matteo ed anche da Marco sappiamo che Gesù non aveva la forza di portare la croce per tutta la distanza che c'era fino al Golgota. E perciò, i soldati costrinsero un uomo a portare la croce per Gesù, o forse insieme a Gesù. Leggiamo di questo in Matteo 27:31,32, e anche in Marco 15:21. Leggo quei versetti.
31 E, dopo averlo schernito, lo spogliarono di quel manto e lo rivestirono delle sue vesti; poi lo condussero via per crocifiggerlo. 32 Ora, uscendo, trovarono un uomo di Cirene, di nome Simone, che costrinsero a portare la croce di Gesù. (Matteo 27:31,32).
20 E dopo averlo schernito, lo spogliarono della porpora e lo rivestirono delle sue vesti, poi lo condussero fuori per crocifiggerlo. 21 E costrinsero un passante, un certo Simone di Cirene che tornava dalla campagna, padre di Alessandro e di Rufo, a portare la croce di lui. (Marco 15:20,21).
Pensate a quanto Gesù aveva già sofferto prima di arrivare alla croce. Non aveva la forza di portare la croce. Era già distrutto, prima di essere crocifisso.
Notate che lo portavano in un posto che era fuori dalla città. Già nell'Antico Testamento, leggiamo che il sacrificio per il peccato doveva essere fatto fuori dall'accampamento, e così Gesù adempiva anche queste profezie e simbolismi. Leggiamo di questo in Levitico 16:27.
“Si porterà quindi fuori dell’accampamento il torello del sacrificio per il peccato e il capro del sacrificio per il peccato, il cui sangue è stato portato nel santuario per fare l’espiazione; e bruceranno nel fuoco le loro pelli, la carne e i loro escrementi.” (Levitico 16:27 LND).
Ricordate che nell'Antico Testamento, quasi tutto quello che Dio aveva stabilito era un simbolo per rappresentare quello che Dio avrebbe fatto in Cristo. E qua, Gesù viene portato fuori dalla città, perché doveva essere un sacrificio per il popolo.
Leggo anche Ebrei 13:11,14, che parla di questo.
11 Infatti i corpi degli animali, il cui sangue è portato dal sommo sacerdote nel santuario per il peccato, sono bruciati fuori dell’accampamento. 12 Perciò anche Gesù, per santificare il popolo con il proprio sangue, ha sofferto fuori della porta. 13 Usciamo dunque fuori dell’accampamento e andiamo a lui portando il suo vituperio. (Ebrei 13:11,12).
Quanto è importante riconoscere che tutto quello che Gesù ha fatto, lo ha fatto per provvedere la salvezza per noi!
Nel versetto 18, Giovanni scrive in modo estremamente semplice della crocifissione. Rileggo il versetto 18.
dove lo crocifissero, e con lui due altri, uno di qua e l’altro di là, e Gesù nel mezzo. (Giovanni 19:18).
È incredibile quanto Giovanni parla in modo così semplice della crocifissione. Non scrive una grande storia, non spiega tanti dettagli, semplicemente dichiara che Gesù viene crocefisso, ed è messo fra altri due, che sappiamo dagli altri Evangeli erano malfattori.
Il fatto che Gesù fu crocefisso in mezzo a due uomini malvagi è un altro adempimento di una profezia, che troviamo in Isaia 53:12. Quello è il capitolo famoso, che dichiara che la crocefissione è la morte dell'innocente al posto dei peccatori. E notate quello che dichiara del Cristo nel versetto 12. Leggo Isaia 53:12.
Perciò gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino con i potenti, perché ha versato la sua vita fino a morire ed è stato annoverato fra i trasgressori; egli ha portato il peccato di molti e ha interceduto per i trasgressori. (Isaia 53:12 LND).
Gesù era completamente senza peccato, ma è stato annoverato fra i trasgressori. Si è coperto con i nostri peccati per essere punito al nostro posto, in modo che potevamo noi essere perdonati. Quindi, il fatto che i romani hanno scelto di crocifiggerlo fra due malfattori è un altro adempimento delle profezie che Dio aveva dato.
Di nuovo, voglio ricordare che quando leggiamo questi avvenimenti, è importante ricordare che Gesù Cristo è morto per i nostri peccati! Quello che leggiamo non è un semplice avvenimento storico, quello che stiamo leggendo è quello che Dio ha fatto in Gesù Cristo per salvare noi!
Pilato dichiara Gesù il re dei Giudei
Andando avanti, arriviamo al versetto 19, in cui Giovanni ci dà un dettaglio importante, mostrandoci come Dio glorificava Gesù anche nella morte. Leggo Giovanni 19:19,20.
19 Or Pilato fece anche un’iscrizione e la pose sulla croce; e vi era scritto: "GESU’ IL NAZARENO, IL RE DEI GIUDEI". 20 Così molti dei Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e quella era scritta in ebraico, in greco e in latino. (Giovanni 19:19,20).
Pilato scrive un'iscrizione da mettere sopra la testa di Gesù, dove era scritto: “Gesù il Nazareno, il re dei Giudei!”
Questo testo fu scritto in tre lingue: ebraico, che era la lingua dei Giudei, greco, che era la lingua usata in tutta quella parte del mondo da secoli, e latino, che era la lingua ufficiale dell'impero romano. Perciò, era scritto in modo che più o meno tutti coloro che passavano, potevano leggere che Gesù è il re dei Giudei.
Ricordate che Gesù aveva dichiarato a Pilato di essere il re, ma che il suo regno non è di questo mondo. Perciò, Pilato comprendeva che Gesù è il re, ed ha fatto mettere questa iscrizione sulla croce di Gesù.
Chiaramente, per i capi dei sacerdoti, questo scritto non andava bene. Questi capi sapevano che Gesù è il Cristo, ma non volevano umiliarsi, e perciò, volevano screditare Gesù. Perciò, per loro non andava bene che Pilato aveva scritto che Gesù è il re dei Giudei. Perciò, andarono da Pilato per convincerlo a cambiare quello che aveva fatto scrivere. Leggo i versetti 21,22.
21 Perciò i capi dei sacerdoti dei Giudei dissero a Pilato: "Non scrivere: "Il re dei Giudei", ma che egli ha detto: "Io sono il re dei Giudei". 22 Pilato rispose: "Ciò che ho scritto, ho scritto". (Giovanni 19:21,22).
Come dicevo, questi capi sapevano benissimo che Gesù è il Cristo, e quindi, che è il re dei Giudei. Ma non volevano umiliarsi davanti a Dio. Non volevano che fosse scritta la verità. Quindi, dicono a Pilato di cambiare quello che aveva scritto, di scrivere che solo Gesù lo aveva detto. Ma Pilato è rimasto fermo nel suo proposito. Rifiuta categoricamente di cambiare quello che aveva scritto.
E così, Gesù fu glorificato da Dio, anche in questo. Dio gestisce tutto, Dio controlla tutti gli avvenimenti, per portare avanti il suo piano. Nel suo piano, Gesù fu glorificato come il vero re, anche nella sua morte.
Come Dio aveva il controllo di tutto nella crocifissione di Gesù, Dio ha il controllo anche della nostra vita. O che possiamo ricordare che Dio ha il controllo anche quando ci troviamo in mezzo alle nostre prove.
Adempimento della profezia riguardo i suoi vestiti
A questo punto, Giovanni, che era là presente, ci racconta un altro dettaglio che ci aiuta a capire che tutto quello che succedeva era un adempimento delle profezie che Dio aveva dato. Nel Salmo 22 è scritta una di queste profezie, ed è una descrizione dettagliata di quando Gesù era sulla croce.
Gli altri Evangeli raccontano delle persone sotto la croce, che disprezzavano Gesù e si facevano beffe di lui durante le prime tre ore che era appeso alla croce. Tenendo questo in mente, vi leggo una parte del Salmo 22, ricordando che questo fu scritto circa 1000 anni prima di questi avvenimenti, eppure descrive in modo dettagliato come sarebbero andate le cose per Gesù mentre era sulla croce. Leggo il Salmo 22:6-18, che descrive Gesù mentre era sulla croce.
6 Ma io sono un verme e non un uomo; il vituperio degli uomini e disprezzato dal popolo. 7 Tutti quelli che mi vedono si fanno beffe di me, allungano il labbro e scuotono il capo, 8 dicendo: "Egli si è affidato all’Eterno; lo liberi dunque, lo soccorra, poiché lo gradisce". 9 Certo, tu sei colui che mi hai tratto fuori dal grembo materno; mi hai fatto avere fiducia in te da quando riposavo sulle mammelle di mia madre. 10 Io fui gettato su di te fin dal grembo materno; tu sei il mio Dio fin dal ventre di mia madre. 11 Non allontanarti da me, perché l’angoscia è vicina, e non c’è nessuno che mi aiuti. 12 Grandi tori mi hanno circondato, potenti tori di Bashan mi hanno attorniato; 13 essi aprono la loro gola contro di me come un leone rapace e ruggente. 14 Sono versato come acqua, e tutte le mie ossa sono slogate; il mio cuore è come cera che si scioglie in mezzo alle mie viscere. 15 Il mio vigore si è inaridito come un coccio d’argilla e la mia lingua è attaccata al mio palato; tu mi hai posto nella polvere della morte. 16 Poiché cani mi hanno circondato; uno stuolo di malfattori mi ha attorniato; mi hanno forato le mani e i piedi; 17 posso contare tutte le mie ossa; essi mi guardano e mi osservano. 18 Spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tunica. (Salmo 22:6-18).
Leggendo questo Salmo, e poi i quattro Evangeli, vediamo che questo Salmo è una profezia precisa di quello che Gesù ha subito sulla croce. E notate il dettaglio nel versetto 18. Lo leggo ancora.
"Spartiscono fra loro le mie vesti e tirano a sorte la mia tunica." (Salmo 22:18).
Nella profezia, viene dichiarato che avevano spartito fra di loro le sue vesti, e hanno tirato a sorte la sua tunica. Tenendo questa profezia in mente, adesso leggo Giovanni 19:23,24.
23 Or i soldati, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato, e anche la tunica. Ma la tunica era senza cuciture, tessuta d’un sol pezzo da cima a fondo. 24 Dissero dunque fra di loro: "Non stracciamola, ma tiriamola a sorte per decidere di chi sarà"; e ciò affinché si adempisse la Scrittura, che dice: "Hanno spartito fra di loro le mie vesti, e hanno tirato a sorte la mia tunica". I soldati dunque fecero queste cose. (Giovanni 19:23,24).
Anche qui, vediamo come Dio controlla tutte le cose. Chiaramente, questi soldati Romani, pagani, non conoscevano la Bibbia. Non conoscevano quella profezia. Ma già 1000 anni prima, lo spirito di Cristo aveva guidato Davide a scrivere quelle parole, per descrivere anche i dettagli di come sarebbe stata la crocifissione. Dio è in controllo degli avvenimenti della nostra vita. Possiamo fidarci di Dio. Dio è in controllo di tutto, anche nella nostra vita.
Il cuore di Gesù
A questo punto, Giovanni ci racconta un avvenimento che ci fa comprendere di più il cuore di Gesù. Gesù era figlio di Maria, e non aveva un padre terreno. Poi, dopo la sua nascita, Giuseppe e Maria ebbero un matrimonio normale, e hanno avuto altri figli. Questi erano fratellastri di Gesù. Cresciuti tutti insieme, erano i suoi fratelli. Leggo in Matteo 1:23-25 dopo che l'angelo aveva ordinato a Giuseppe di prendere Maria, nonostante che lei era incinta dallo Spirito Santo. Notiamo che loro ebbero rapporti normali dopo la nascita di Gesù. Nella Bibbia, quando è scritto che un uomo conosce sua moglie, vuol dire che hanno rapporti. Leggo quel brano.
23 "Ecco, la vergine sarà incinta e partorirà un figlio, il quale sarà chiamato Emmanuele che, interpretato, vuol dire: “Dio con noi”. 24 E Giuseppe, destatosi dal sonno, fece come l’angelo del Signore gli aveva comandato e prese con sé sua moglie; 25 ma egli non la conobbe, finché ella ebbe partorito il suo figlio primogenito, e gli pose nome Gesù. (Matteo 1:23-25).
Quindi, dopo la nascita di Gesù, Giuseppe e Maria hanno avuto un matrimonio normale, ed avevano dei figli. Leggo Marco 6:1-3, quando Gesù si trovava a Nazaret, la città in cui era cresciuto. Notate che le persone lo disprezzano, perché lo conoscevano solo come un uomo normale cresciuto fra di loro. Elencano i nomi dei suoi fratelli. Leggo.
1 Poi uscì di là e venne nella sua patria, e i suoi discepoli lo seguirono. 2 E, venuto il sabato, si mise ad insegnare nella sinagoga. E molti, udendolo, stupivano e dicevano: "Da dove vengono a costui queste cose, e che sapienza è mai questa che gli è data? E come mai si compiono tali potenti opere per mano sua? 3 Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Iose, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non sono qui fra noi?". Ed erano scandalizzati a causa di lui. (Marco 6:1-3).
Quindi, Gesù aveva questi fratelli. Ma in Giovanni 7, abbiamo letto che prima della croce, non credevano in Gesù. Leggo Giovanni 7:1-5.
1 Dopo queste cose, Gesù andava in giro per la Galilea, perché non voleva andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. 2 Ora la festa dei Giudei, quella dei Tabernacoli, era vicina. 3 Per cui i suoi fratelli gli dissero: "Parti di qui e va’ in Giudea, affinché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai. 4 Nessuno, infatti, fa alcuna cosa in segreto, quando cerca di essere riconosciuto pubblicamente; se tu fai tali cose, manifestati al mondo". 5 Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui. (Giovanni 7:1-5).
A questo punto, i fratelli di Gesù non credevano in lui.
Tenendo tutto questo in mente, arriviamo a Giovanni 19:25 a 27, vediamo che Gesù, nella sua umanità, si prende cura di sua madre. Come uomo, Gesù aveva una madre, Maria. Però, come Cristo, come Figlio di Dio, Gesù non aveva madre, perché come Cristo Gesù è eterno. Ma umanamente aveva una madre. Come figlio maggiore, Gesù aveva la responsabilità di curare la madre, la quale comprendiamo era ormai vedova. Probabilmente perché i suoi fratelli non erano ancora credenti, Gesù dà a Giovanni la responsabilità di curare Maria come madre al posto di Gesù. Leggo i versetti 25-27.
25 Or presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa e Maria Maddalena. 26 Gesù allora, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: "Donna, ecco tuo figlio!". 27 Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quel momento il discepolo l’accolse in casa sua. (Giovanni 19:25,26).
Che cuore vediamo in Gesù! anche in questo momento di estrema sofferenza, pensa agli altri. Qua, pensa a sua madre, e provvede per lei affinché stia in casa di un credente. E infatti, da quel giorno Giovanni la accolse in casa sua. Gesù non si dimentica mai di noi. Gesù è il buon pastore. La lezione per noi è che Gesù non si dimentica mai dei suoi, e cura perfettamente le sue pecore. Quindi, se tu sei una pecora di Gesù Cristo, puoi essere sicuro che Gesù ha un cuore per te e pensa a tutto!
È compiuto tutto
Nello scrivere questo Evangelo, Giovanni salta dei dettagli che gli altri Evangeli raccontano, per concentrarsi su alcuni dettagli centrali. Negli altri Evangeli, impariamo che Gesù è stato sulla croce per circa tre ore, dalle nove a mezzogiorno, mentre le persone passavano disprezzandolo. Poi, da mezzogiorno fino alle quindici, circa tre ore, il Padre ha riversato su Gesù la sua ira contro il peccato. Sono in quelle ore che Gesù ha pagato il debito per i nostri peccati, e per i peccati di tutti coloro che saranno salvati in tutta la storia.
Quindi, a questo punto nell'Evangelo di Giovanni, Gesù è stato sulla croce per sei ore, ha pagato il prezzo del peccato. Ora, leggiamo la conclusione del sacrificio di Gesù Cristo. Leggo i versetti 28-30.
28 Dopo questo, sapendo Gesù che ogni cosa era ormai compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse: "Ho sete". 29 Or c’era là un vaso pieno d’aceto. Inzuppata, dunque, una spugna nell’aceto e postala in cima ad un ramo d’issopo, gliela accostarono alla bocca. 30 Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: "È compiuto". E, chinato il capo, rese lo spirito. (Giovanni 19:28-30)
Appeso alla croce tutte quelle ore, respirando con difficoltà a causa del modo in cui era appeso il suo corpo, la gola di Gesù era estremamente asciutta. Nel Salmo 22 avevamo letto la dichiarazione: “la mia lingua è attaccata al mio palato”. In quella condizione, era estremamente difficile parlare per Gesù. Ma Gesù doveva fare una dichiarazione potente, e perciò, nella provvidenza di Dio, qualcuno sotto la croce, quasi sicuramente un soldato, diede a Gesù aceto da bere. In quell'epoca, l'aceto era una bevanda normale per i soldati.
Con la gola rinfrescata, Gesù poteva affermare con forza la dichiarazione più importante in tutta la storia del mondo. Qual è questa dichiarazione? “È compiuto!”
Notate che nel versetto 28, leggiamo la stessa parola, compiuto. Là, leggiamo che Gesù sapeva che ogni cosa era ormai compiuta. Poi, nel versetto 30 dichiara che è compiuto.
Questa affermazione è la dichiarazione che ora la salvezza è possibile. Dicendo è compiuto, Gesù sta dichiarando che ha pagato pienamente il debito del peccato. L'opera della salvezza da quel momento è compiuta. Il prezzo è stato pagato. Il debito del peccato è saldato. Ora, è disponibile il pieno perdono a chiunque si ravvede e crede in Gesù Cristo.
E perciò, avendo subito in quelle ore sulla croce, l'ira di Dio per i peccati ora, Gesù dichiara che è compiuto. È completato, è pagato. Questo è il senso di questa dichiarazione di eterna importanza.
Poi, il brano continua e dichiara che: “chinato il capo, rese lo spirito.”
Gesù rende il suo spirito. Gesù dà la sua vita. Nessuno ha preso la vita di Gesù. Dopo che ha compiuto la sua missione, quella di comprare la salvezza con il suo sacrificio, Gesù rende il suo spirito.
Voglio leggere quello che Gesù aveva dichiarato in Giovanni 10:16.18. Leggo.
16 Io ho anche delle altre pecore che non sono di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge e un solo pastore. 17 Per questo mi ama il Padre, perché io depongo la mia vita per prenderla di nuovo. 18 Nessuno me la toglie, ma la depongo da me stesso; io ho il potere di deporla e il potere di prenderla di nuovo; questo comando ho ricevuto dal Padre mio". (Giovanni 10:16-18).
Gesù aveva dichiarato che nessuno avrebbe tolto la sua vita, ma che avrebbe deposto la sua vita da se stesso. E ora, in Giovanni 19, leggiamo che è successo esattamente così. Quando Gesù ha pagato tutto, rese il suo spirito.
In Luca 23:46, troviamo un altro dettaglio. Leggo quel versetto.
E Gesù, gridando con gran voce, disse: "Padre, nelle tue mani rimetto il mio spirito". E, detto questo, rese lo spirito. (Luca 23;46).
Gesù Cristo ha sofferto l'ira di Dio per pagare il nostro debito. E avendo pagato il debito per i nostri peccati, Gesù ritorna al Padre. Aveva pagato tutto.
Aveva pagato tutto per i nostri peccati, e per i peccati di tutti coloro che Dio salverà in tutta la storia del mondo.
Considerazioni
Ci fermiamo qua. Voglio incoraggiarvi a meditare a fondo su questi avvenimenti.
Oggi, seguendo alcuni dettagli della crocifissione di Gesù, abbiamo visto che Dio è pienamente in controllo di tutto. Dio ha guidato Pilato, un pagano, a scrivere che Gesù è il re dei Giudei. Dio gestisce tutto.
Dio ha guidato i soldati a dividersi i vestiti e la tunica di Gesù, esattamente come aveva dichiarato la profezia nel Salmo 22. Infatti, tutto quello che leggiamo in quel Salmo si è adempiuto perfettamente.
Questo ci ricorda che Dio è pienamente in controllo di tutto. Come leggiamo nel Salmo 139, prima della nostra nascita, tutti i giorni stabiliti per noi sono già scritti nel libro di Dio.
Abbiamo visto che anche in questo momento di terribile sofferenza, Gesù ha trovato il tempo di provvedere per Maria. In questo, vediamo il cuore di Gesù per i suoi. E per grazia, anche noi apparteniamo a Gesù. Gesù ha lo stesso cuore per noi.
Gesù è stato crocifisso in mezzo a due malfattori, perché si era caricato di peccato, il nostro peccato. Grazie a Dio.
O che possiamo meditare su queste verità, ed altre. Grazie a Dio per il perdono che c’è in Gesù Cristo.