Aiuto Biblico

La fede è una scelta, un comandamento

Giovanni 20:24-31

Sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica, 5 aprile 2026, – cmd dmp –
Descrizione: Gesù comanda a Tommaso di credere. L'Evangelo è un comandamento di ravvedersi e credere. Spesso, si cerca più prove, quando serve semplicemente credere in quello che Dio ha già detto e rivelato. Questo sermone ci aiuta a capire la benedizione di credere a quello che Dio ci ha già rivelato.
parole chiavi: credere, fede, Tommaso

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Incredulità di Tommaso

Nella Bibbia, dall’inizio alla fine è molto chiaro che quello che Dio vuole dagli uomini è la fede! Come troviamo scritto più volte: il giusto vivrà per fede. È la fede nell'opera di Gesù Cristo che porta un uomo ad essere giustificato. È la fede che ci dà pace nelle prove. È la fede che ci dà il coraggio di vivere per Dio. La fede è fondamentale. Ma sappiamo che spesso, manchiamo la fede. Ma grazie a Dio, possiamo scegliere di avere fede. Dio ci ha già dato abbondanti prove che ci permettono di avere una fortissima fede. Partendo da questa base, possiamo scegliere di avere fede. Beato chi sceglie di avere fede in Gesù Cristo!

Oggi, vogliamo riprendere il nostro studio dell'Evangelo di Giovanni. Ormai, Gesù è andato alla croce per compiere la nostra salvezza. E poi, miracolo dei miracoli, Gesù è risuscitato dai morti, per la nostra giustificazione. La risurrezione è la prova che Dio aveva accettato pienamente il suo sacrificio. La mattina presto è apparso alle donne che erano andate alla tomba. E poi, nell'ultimo sermone, in Giovanni 20, abbiamo letto di come Gesù è apparso in mezzo ai discepoli, nonostante le porte fossero serrate. Ha dato loro la Sua pace, mostrando che era veramente Lui. E poi, donando di nuovo la pace, ha affidato loro la missione, che è anche la nostra missione, cioè quella di essere luce nel mondo.

Nella provvidenza di Dio, l'apostolo Tommaso non era presente quella domenica sera quando Gesù è apparso. Gli altri apostoli raccontarono a Tommaso che avevano visto Gesù, il Cristo, risuscitato. Ma Tommaso non ci credeva. Basandosi sulla sua logica, non poteva credere che Gesù era risuscitato dalla morte. Riprendiamo da questo punto. Seguite mentre leggo Giovanni 20:24,25.

24 Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli altri discepoli dunque gli dissero: "Abbiamo visto il Signore". Ma egli disse loro: "Se io non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi e la mia mano nel suo costato, io non crederò". (Giovanni 20:24,25)

Ad una prima lettura, potremmo vedere Tommaso sotto una brutta luce perché non credeva. Quanto abbiamo la tendenza ad avere uno spirito critico! Ricordate che anche gli altri apostoli avevano dubitato della testimonianza che le donne avevano reso loro la domenica mattina. E poi, quando Gesù era apparso in mezzo a loro, non hanno creduto subito che era veramente Lui. Gesù ha dovuto mostrare il suo costato e le sue mani per essere creduto. Quindi, non dobbiamo subito criticare Tommaso e vederlo male. Infatti, quel modo di pensare rivela uno spirito critico in noi. Voglio chiedere a ciascuno di voi: quando vedi una situazione, tendi subito a criticare, o ad avere grazia nel modo di vedere la persona? Quanto è brutto il peccato di avere uno spirito critico.

Comunque, per credere ad una cosa così immensa, una cosa logicamente impossibile, Tommaso voleva prove. Voleva prove chiare, delle quali non si poteva dubitare. Anche gli altri hanno voluto prove: la prova di vedere Gesù, quella di vedere le ferite e vedere Gesù mangiare davanti a loro. Invece per Maria Maddalena, è bastato che Gesù si presentasse a lei, e lei ha creduto. che era Gesù.

Comunque, Tommaso dichiara che non avrebbe creduto senza una prova evidente, come quella di vedere e toccare personalmente i segni dei chiodi. Andiamo avanti, e vediamo quello che succede. Leggo il versetto 26.

E otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte serrate, si presentò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". (Giovanni 20:26)

Otto giorni dopo, i discepoli si trovano di nuovo insieme. Questa volta c'è anche Tommaso. Di nuovo, Gesù si presenta in mezzo a loro. Evidentemente, questa è la prima volta che Gesù si presenta in mezzo a loro dalla domenica precedente. È importante notare che Gesù è apparso varie volte ai discepoli dopo la risurrezione, però non ha mai vissuto con loro. È apparso per mostrare che era veramente risuscitato. Ma la sua vita e il suo ministero sulla terra erano già stati completati.

Notate che Giovanni menziona specificamente che Gesù venne a porte serrate. Questa è una chiara indicazione che Gesù è entrato senza passare per la porta. Se la porta è serrata e uno bussa, tu apri la porta , non dici che entra a porte serrate. Non avrebbe senso dire così. Invece qua, come aveva detto nella prima apparizione di Gesù, Giovanni menziona specificamente, che Gesù venne a porte serrate. Non comprendiamo ì dettagli, ma sappiamo che Gesù è risuscitato con un corpo trasformato. Si poteva vedere e toccare. Egli poteva mangiare, ma il suo corpo era trasformato. E sappiamo da 1Corinzi 15 che anche noi avremo un corpo trasformato. Ma per ora, lasciamo queste cose meravigliose, e consideriamo quello che Gesù dichiara loro, quello che aveva dichiarato la domenica precedente. Dichiara: pace a voi!.

Abbiamo visto a fondo nell'ultimo sermone che Gesù ci dà la sua pace, e la sua pace è fondata sulla presenza stessa di Gesù Cristo. Gesù è la nostra pace. Abbiamo visto, nell'ultimo sermone, la dichiarazione di Gesù in Giovanni 14:1,27. Leggo ancora quei due versetti.

"Il vostro cuore non sia turbato; credete in Dio e credete anche in me. (Giovanni 14:1)
Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo; il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi. (Giovanni 14:27)

Più di qualsiasi cosa, abbiamo bisogno di pace, e la nostra pace viene dal fatto che Gesù Cristo stesso è con noi. Ricordiamo le parole di Gesù mentre stava per salire in cielo che troviamo in Matteo 28:18-20.

18 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro, dicendo: "Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate, dunque, e fate discepoli di tutte le nazioni, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo. Amen". (Matteo 28:18-20).

Grazie a Dio, per noi che siamo salvati, Gesù Cristo è con noi. Egli sarà sempre con noi finché siamo in questo mondo. Poi, noi saremo con lui. Troviamo questa dichiarazione anche in Ebrei 13:5,6.

5 Nel vostro comportamento non siate amanti del denaro e accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: "Io non ti lascerò e non ti abbandonerò". 6 Così possiamo dire con fiducia: "Il Signore è il mio aiuto, e io non temerò. Che cosa mi potrà fare l’uomo?". (Ebrei 13:5,6).

Gesù Cristo, che è Dio incarnato, è con noi. Non dobbiamo temere. Non dobbiamo avere un cuore turbato, perché Gesù Cristo è con noi. E nel nostro brano, Gesù Cristo, apparendo di nuovo ai suoi discepoli, inizia subito donando loro la sua pace. Quanto è importante per noi cercare la nostra pace in Gesù Cristo, e non nelle circostanze.

Gesù parla con Tommaso

Dopo aver parlato con tutti loro, dando loro la sua pace, Gesù parla direttamente con Tommaso. Ricordate che Tommaso era uno dei 12 apostoli. Ormai Giuda era morto, essendosi suicidato. In Atti 1, troviamo che gli apostoli, che erano 11, scelsero uno che era con Gesù dall'inizio fino alla risurrezione, per prendere il posto di Giuda. Era importante che ci fossero 12 testimoni oculari che potevano dichiarare che Gesù era veramente risuscitato. E quindi, era importante, era essenziale, che Tommaso fosse convinto che Gesù era veramente risorto. Perciò, avendo Tommaso questo ruolo ufficiale da Dio, quello di essere testimone di Gesù, Gesù gli dà le prove che lui aveva chiesto. Leggo il versetto 27.

27 Poi disse a Tommaso: "Metti qua il dito e guarda le mie mani, stendi anche la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente". (Giovanni 20:27)

Visto che Tommaso aveva dichiarato che non avrebbe creduto senza vedere e toccare le ferite di Gesù, Gesù comanda a Tommaso di guardarlo e di toccare le sue ferite. Poi, Gesù gli comanda di non essere incredulo, ma credente.

La vita cristiana è una vita di fede. Come abbiamo detto all'inizio, il giusto vivrà per fede. È la fede che ci permette di seguire Dio, di avere la pace di Dio, di servire Dio. Perciò, Gesù comanda a Tommaso di credere anziché dubitare.

Mi colpisce il fatto che Gesù comanda a Tommaso di credere. Nella frase: “non essere incredulo, ma credente”, il verbo essere è un imperativo. Gesù comanda a Tommaso di credere. Spesso, credere è una scelta. Possiamo scegliere di credere o di non credere all'evidenza. Tommaso aveva rifiutato di credere all'evidenza della testimonianza di tutti gli altri. Qua, Gesù dà ancora più evidenza, e comanda a Tommaso di credere. Questa è una importante lezione per noi. Dio ci ha dato tutte le evidenze che ci servono, tocca a noi credere a quelle evidenze. Infatti, l’Evangelo è un comandamento, “Ravvedetevi e credete”.

Tu, credi in Dio, oppure, cerchi tante scuse per dubitare? Stai cercando sempre più prove? Oppure, basta quello che Dio ti ha già dato? Fra un attimo, vedremo quello che Gesù dice di coloro che scelgono di credere. Ma per ora, voglio notare come Tommaso risponde quando riconosce che è veramente Gesù! Tommaso risponde con l'unica risposta giusta che si può dare quando si riconosce Gesù Cristo. Leggo il versetto 28.

28 Allora Tommaso rispose e gli disse: "Signor mio e Dio mio!". (Giovanni 20:28)

Quando Tommaso riconosce che Gesù è il Cristo, risorto dalla morte, risponde nell'unico modo possibile. Adora Gesù Cristo come Dio, il suo Dio, e il suo Signore.

Ricordate che Tommaso era un giudeo. Sapeva benissimo che c'è un unico Dio. Eppure, non ha problemi a dichiarare che Gesù è Dio, il SUO Dio, e il suo Signore. Questo non toglie che c'è un unico Dio. Gesù è il Figlio di Dio, ma è pienamente Dio. Tommaso riconosce questo.

Come faceva Tommaso, dobbiamo fare noi. Dobbiamo riconoscere Gesù come il nostro Dio e il nostro Signore.

L'unico modo di rispondere quando riconosciamo chi è Cristo è l'adorazione, vederlo come il nostro Dio, e il nostro Signore, ovvero, il nostro sovrano. Gesù non è un semplice amico, per aiutarci. Gesù è il nostro Signore, il nostro sovrano. Accogliere Gesù come il nostro Dio e il nostro Signore vuol dire ubbidire a quello che dice. Questa è la vera fede in Gesù come Dio e Signore.

In Luca 6:46 Gesù dichiara:

“Ora, perché mi chiamate, Signore, Signore, e non fate quello che dico?” (Luca 6:46 LND).

Riconoscere Gesù Cristo come il nostro Signore vuol dire vivere per fede, ubbidendoGli in ogni campo della vita. Le vere pecore di Gesù Cristo ascoltano la sua voce e lo seguono. Chi dice di conoscere Gesù e non osserva i suoi comandamenti è bugiardo, e la verità non è in lui.

la fede che Dio vuole da noi

A questo punto, Gesù fa una dichiarazione estremamente importante che ci aiuta a comprendere qual è la fede che Dio desidera vedere in noi. Grazie a Dio che Tommaso ha creduto, perché essendo uno dei 12 apostoli, serviva la sua testimonianza. Però, Gesù fa una dichiarazione importante che riguarda noi che non possiamo vedere Gesù fisicamente. Seguite attentamente mentre leggo il versetto 29.

Gesù gli disse: "Perché mi hai visto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto". (Giovanni 20:29)

In un certo senso, Gesù sta riprendendo Tommaso dolcemente. Essendo Tommaso un apostolo, era necessario che lui credesse nella risurrezione. Ma avrebbe dovuto già credere dalla testimonianza degli altri.

Ma quello che Gesù dichiara qua è principalmente un immenso incoraggiamento per noi che abbiamo creduto in Gesù Cristo. Tommaso, e gli altri apostoli, avevano visto con i loro occhi Gesù risorto. Ed era importante questo, perché avere 12 testimoni era una testimonianza sicura. Infatti, visto che Giuda, che aveva tradito Gesù, era morto, Dio ha provveduto un altro discepolo per prendere il suo posto, per avere 12 testimoni. Leggiamo di questo in Atti 1:20-26, dove Pietro dichiara che è necessario sostituire Giuda. Leggo da Atti 1:20-26.

20 È scritto infatti nel libro dei Salmi: "Divenga la sua abitazione deserta e non vi sia chi abiti in essa", e: "Un altro prenda il suo ufficio". 21 Bisogna, dunque, che tra gli uomini che sono stati in nostra compagnia per tutto il tempo in cui il Signor Gesù è andato e venuto tra noi, 22 cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui egli, tolto da noi, fu accolto in cielo, uno di questi diventi testimone con noi della sua risurrezione". 23 Or ne furono presentati due: Giuseppe, detto Barsaba, che era soprannominato Giusto, e Mattia. 24 E pregando, dissero: "Tu, Signore, che conosci i cuori di tutti, mostra quale di questi due hai scelto, 25 per ricevere la sorte di questo ministero e apostolato, dal quale Giuda si è sviato per andare al suo luogo". 26 Così tirarono a sorte, e la sorte cadde su Mattia; ed egli fu aggiunto agli undici apostoli. (Atti 1:20-26).

Quindi, servivano 12 apostoli come testimoni della risurrezione di Gesù. Vediamo poi più volte che loro stanno insieme come testimoni della risurrezione.

Per esempio, in Atti 2, il giorno di Pentecoste i 12 apostoli stavano in piedi davanti alla folla, mentre Pietro predicava l'Evangelo. Vi leggo Atti 2:32. Notate che Pietro dichiara che erano tutti testimoni della risurrezione di Gesù.

Questo Gesù, Dio l’ha risuscitato; e di questo noi tutti siamo testimoni. (Atti 2:32).

Servivano i 12 come testimonianza ufficiale. Troveremo questo anche in altri brani, sempre in Atti. Leggo Atti 3:15, Atti 4:33, Atti 5:31,32 e Atti 10:39-41. Notate che viene detto in ogni brano che loro, i 12, erano testimoni della risurrezione. In Atti 3, Pietro parla con i Giudei a Gerusalemme.

14 Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto, e chiedeste che vi fosse dato un assassino, 15 e uccideste il principe della vita, che Dio ha risuscitato dai morti e del quale noi siamo testimoni! (Atti 3:14,15).

Poi, in Atti 4, un po’ di tempo dopo. Atti 4:33.

33 E gli apostoli con grande potenza rendevano testimonianza della risurrezione del Signore Gesù; e grande grazia era sopra tutti loro. (Atti 4:33).

Ancora a Gerusalemme, in un altro momento. Atti 5:31,32.

31 Dio lo ha esaltato con la sua destra e l’ha fatto Principe e Salvatore, per dare ad Israele ravvedimento e perdono dei peccati. 32 E di queste cose noi gli siamo testimoni, come pure lo Spirito Santo, che Dio ha dato a coloro che gli ubbidiscono". (Atti 5:31,32).

E poi, in Atti 10, Pietro sta parlando con Cornelio, e con quelli a casa sua.

39 E noi siamo testimoni di tutte le cose che egli ha fatto nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; e come essi lo uccisero, appendendolo a un legno. 40 Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e ha fatto sì che si manifestasse, 41 non già a tutto il popolo, ma ai testimoni preordinati da Dio, a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui, dopo che è risuscitato dai morti. (Atti 10:39-41).

Leggo tutti questi brani per capire che era assolutamente fondamentale che Tommaso fosse un testimone della risurrezione di Gesù Cristo.

Certamente oggi, non esistono più testimoni oculari di Gesù risorto. Noi abbiamo la testimonianza della Bibbia, che è fondata sulla testimonianza di questi 12 uomini. Allora, quando Gesù dichiara “beati quelli che non hanno visto e hanno creduto”, sta parlando di noi, noi che crediamo tramite la testimonianza della Bibbia. Noi abbiamo letto la Parola di Dio, o ci è stata annunciata, e per l'opera dello Spirito Santo in noi, abbiamo creduto, e per questo, siamo beati.

Siamo beati, beati in questa vita, e beati per l'eternità, perché Dio è con noi adesso, e sarà con noi per l'eternità. Siamo beati perché tutte le promesse di Dio sono per noi. Siamo beati perché Dio controlla tutto in modo che tutte le cose che ci succedono, cooperino per il nostro bene eterno. Siamo beati perché, credendo in Gesù Cristo, abbiamo il perdono per tutti i nostri peccati. Siamo beati perché possiamo camminare con Dio in questa vita, e saremo con Dio per l’eternità.

Credendo alle verità di Dio nella Bibbia, pur non avendo visto Gesù fisicamente con i nostri occhi, siamo beati, ora e per tutta l'eternità!

Beato chi ha fede in quello che è scritto nella Bibbia.

O che possiamo essere un popolo che crede.

Lo Scopo per cui Giovanni scrisse l’Evangelo

A questo punto, Giovanni interrompe il suo racconto degli avvenimenti di Gesù risorto, per spiegarci il motivo per cui ha scritto questo Evangelo, e questo è anche lo scopo di tutta la Bibbia, perché dietro gli autori c’era Dio, che li guidava. Tutta la scrittura è ispirata da Dio. Qual è lo scopo per cui Dio ha guidato Giovanni a scrivere questo Evangelo, che è anche lo scopo del resto della Bibbia?

Prima di rispondere, consideriamo come la Bibbia viene vista. Tanti vedono la Bibbia principalmente come un manuale su come vivere. E certamente, ci spiega come vivere, ci dà i comandamenti di Dio. Ma quello non è lo scopo principale per cui è stata scritta.

Altri credono che la Bibbia sia stata scritta per darci buoni esempi da seguire, soprattutto Gesù Cristo. E certamente, Gesù Cristo è l'esempio perfetto da seguire. Ma non è quello lo scopo per cui fu scritta. Lasciamo a Giovanni stesso spiegarci il motivo per cui ha scritto quello che ha scritto in questo Evangelo. Seguite mentre leggo i versetti 30,31. I segni sono i miracoli che Gesù ha fatto. Leggo.

30 Or Gesù fece ancora molti altri segni in presenza dei suoi discepoli, che non sono scritti in questo libro. 31 Ma queste cose sono state scritte, affinché voi crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome. (Giovanni 20:30,31)

Giovanni ha scritto solo una piccola parte dei miracoli che Gesù aveva fatto. Guidato da Dio, Giovanni ha scritto questo Evangelo per farci conoscere veramente, e perciò credere, che l’uomo Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio. Credendo questo di cuore, questa fede ci fa avere la vera vita, la vita nel suo nome.

Lo scopo per cui la Bibbia fu scritta, lo scopo principale che noi dovremmo avere leggendo la Bibbia, è quello di conoscere veramente Gesù Cristo, come Cristo e il Figlio di Dio. Lo scopo della Bibbia è di farci conoscere veramente Dio e Gesù Cristo per farci credere in lui, perché è per mezzo della fede in Gesù Cristo che riceviamo la vera vita.

Che cosa vuol dire, credere che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio?

Prima, abbiamo creduto in Gesù, l'uomo, come essere umano.

Poi, crediamo che è il Cristo, il Messia promesso già da Dio nel giardino di Eden ed in tutto l’Antico Testamento. Il Cristo è il sacerdote, è il re, è il vero profeta. Egli è il sacerdote ed è anche il sacrificio.

Credere che Gesù è il Figlio di Dio vuol dire credere che è pienamente divino! Vuol dire credere che Egli fa le opere che solo Dio può fare! Vuol dire credere che Egli è il giudice del mondo. Leggo Giovanni 5:20-27. Questo è Gesù che parla.

20 Poiché il Padre ama il Figlio e gli mostra tutte le cose che egli fa; e gli mostrerà opere più grandi di queste, affinché voi ne siate meravigliati. 21 Infatti, come il Padre risuscita i morti e dà loro la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole. 22 Poiché il Padre non giudica nessuno, ma ha dato tutto il giudizio al Figlio, 23 affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre; chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. 24 In verità, in verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato, ha vita eterna, e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita. 25 In verità, in verità vi dico: l’ora viene, anzi è venuta, che i morti udranno la voce del Figlio di Dio, e coloro che l’avranno udita vivranno. 26 Poiché, come il Padre ha vita in se stesso, così ha dato anche al Figlio di avere vita in se stesso; 27 e gli ha anche dato l’autorità di compiere il giudizio, perché è il Figlio d’uomo. (Giovanni 5:20-27).

Gesù è il Figlio, e bisogna dare a Lui tutto l'onore che si dà al Padre. Ma è chiarissimo nella Bibbia che Dio è geloso della sua gloria, e non permette che nessuno sia onorato come Lui. Eppure, è Dio Padre che vuole che tutti onorino il Figlio allo steso modo in cui onorano Lui. Questo in sé è già una chiarissima dichiarazione della divinità di Gesù Cristo. E bisogna credere che Gesù è il Figlio di Dio per essere salvati.

Questo significa anche credere che Gesù è eterno, e che Gesù è il giudice del mondo.

Chi crede veramente in Gesù come il suo Cristo, il suo salvatore e signore, quella persona per mezzo di Gesù Cristo avrà vita nel suo nome.

Questa vita di cui Gesù parla è la vita eterna. La Bibbia insegna che senza Cristo, siamo morti nei nostri peccati. Credendo veramente in Gesù come il Cristo, il Figlio di Dio, abbiamo vita nel suo nome, vita eterna.

Che cos’è la vita eterna? Gesù stesso ha spiegato che cos'è la vita eterna nella sua preghiera al Padre in Giovanni 17:1-3. Lo leggo.

“1 Queste cose disse Gesù, poi alzò gli occhi al cielo e disse: "Padre, l’ora è venuta; glorifica il tuo Figlio, affinché anche il tuo Figlio glorifichi te, 2 poiché tu gli hai dato potere sopra ogni carne, affinché egli dia vita eterna a tutti coloro che tu gli hai dato. 3 Or questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato. (Giovanni 17:1-3).

Questa è la vera vita. Conoscere, personalmente ed eternamente, Dio Padre, e anche Gesù Cristo, il Figlio. Nella Bibbia, conoscere una persona significa avere un vero rapporto con quella persona.

Credere in Gesù come il tuo Cristo, il tuo Dio, il Figlio di Dio, ti fa avere la vita eterna, il perdono dei tuoi peccati per essere in un rapporto diretto e personale con Dio ora e per l’eternità.

Conclusione

E così, arriviamo alla fine di questo capitolo. Ci sono state importanti lezioni per noi in questo brano. Vedendo Tommaso che non credeva, è facile per noi vederlo male. Abbiamo visto quanto è facile avere uno spirito critico verso gli altri. Ma quello spirito è dovuto ad orgoglio spirituale. Certamente è giusto riconoscere un falso insegnamento ed un chiaro peccato. Ma molto spesso, abbiamo la tendenza a criticare per sentirci superiori. O che possiamo riconoscere e confessare questo terribile peccato.

Abbiamo visto che Dio ha provveduto 12 testimoni oculari, per rendere certa la risurrezione di Gesù. Dio ci dà tutto quello che è necessario per permetterci di avere una fede solida.

Abbiamo visto che la fede è un comandamento, è una scelta. Dio ci ha dato una solida base. Possiamo scegliere di credere. La fede è la base della vita cristiana. Scegliamo di credere. La fede è fondamentale per vivere con gioia, pace e vittoria sul peccato.

Spesso, ci inganniamo, dicendo che ci servono più prove prima di credere. Ma in realtà, molto spesso, abbiamo già abbastanza prove. Dobbiamo solo scegliere di credere. Beato chi sceglie di credere.

Ed infine, abbiamo visto che Dio ci ha dato la Bibbia per farci credere in Gesù come il Cristo, il Figlio di Dio, per avere la vera vita in Lui. In Cristo c’è perdono, in Cristo diventiamo figli di Dio. In Cristo c’è la vera vita. Quindi, leggiamo la Bibbia per conoscere Dio e per credere.

Grazie a Dio che Gesù Cristo, il Figlio di Dio, ha lasciato il cielo, è venuto sulla terra, ha compiuto la salvezza, è risuscitato, è tornato in cielo, regna e ritornerà.

Camminiamo per fede, aspettando il nostro Signore e il nostro Dio, Gesù Cristo.