Aiuto Biblico

La cura di Cristo per i Suoi

Giovanni 21:1-14

Sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica, 19 aprile 2026, – cmd dmp –
Descrizione: Dopo la risurrezione, Gesù è apparso ad alcuni dei discepoli al lago di Tiberiade. Là, Gesù mostrava a loro il loro bisogno, però, con grande grazia, invitava loro di partecipare nella sua opera. E anche a noi Cristo dà il privilegio di partecipare nella sua opera per l’eternità.
parole chiavi: opera, opera di Dio, missione, pescatori, discepoli, risurrezione, Gesù provvede per noi

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Vogliamo riprendere gli avvenimenti dopo la risurrezione di Gesù Cristo. Il nostro Signore è morto per pagare la condanna dei nostri peccati, ma, come prova che Dio aveva accettato la sua morte, risuscitò.

Nel nostro studio dell'Evangelo di Giovanni, abbiamo visto che Gesù è apparso prima a Maria Maddalena la domenica mattina presto. Poi, quella stessa sera, è apparso ai discepoli, ma Tommaso non era presente. Gesù ha mandato i suoi discepoli nel mondo, e ha dato loro la Sua pace. Gesù dà la sua pace anche a noi.

Otto giorni più tardi, è apparso ancora ai discepoli, questa volta con Tommaso presente. In quell’occasione, Gesù dichiara beato chi crede senza averLo visto.

È importante ricordare che Gesù non è rimasto sempre con i discepoli. È apparso poche volte, quanto bastava affinché potessero essere certi che Gesù era veramente risorto. Così, Gesù fortificava la loro fede per le missioni che Gesù ha affidato loro.

Oggi, vogliamo andare avanti iniziando a considerare Giovanni 21. Qua, troviamo una terza occasione nella quale Gesù appare ad alcuni dei suoi discepoli. Trovate con me Giovanni 21, e seguite mentre leggo il versetto 1.

1 Dopo queste cose, Gesù si fece vedere di nuovo dai discepoli presso il mare di Tiberiade; e si fece vedere in questa maniera. (Giovanni 21:2,3)

In questo versetto, Giovanni ci prepara per quello che ci racconterà adesso. Parla di un avvenimento che succede presso la riva del mare di Tiberiade, che chiamiamo anche il Lago di Galilea. Quindi, alcuni discepoli erano tornati in Galilea.

Mentre leggiamo, ricordiamo che Giovanni e suo fratello Giacomo erano i figli di Zebedeo. Perciò, Giovanni era presente agli avvenimenti che troviamo in questo capitolo. Racconta come testimone oculare. Seguite mentre leggo i versetti 2,3.

2 Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele da Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e due altri dei suoi discepoli erano insieme. 3 Simon Pietro disse loro: "Io vado a pescare". Essi gli dissero: "Veniamo anche noi con te". Così uscirono e salirono subito sulla barca; ma quella notte non presero nulla. (Giovanni 21:2,3)

Sette dei discepoli si trovano insieme in Galilea. Ricordiamo che alcuni di loro erano pescatori prima che Gesù li avesse chiamati come apostoli. Un po' di tempo è passato da quando Gesù era apparso loro a Gerusalemme, perché ora, si trovano di nuovo in Galilea, presso il mare di Tiberiade. Vediamo anche qui il carattere di Pietro che, tra i discepoli, era quello più impulsivo. Abbiamo visto quando Pietro e Giovanni sono andati alla tomba, Giovanni era rimasto fuori a guardare e Pietro invece, era entrato subito. Quando Gesù camminava sull'acqua, Pietro, avendo capito che era Gesù, ha chiesto a Gesù di poter camminare sull'acqua.

Pietro decide di andare a pescare, e gli altri lo seguono. Molto probabilmente, avevano bisogno di soldi per mantenersi.

Era normale in quel tempo pescare di notte. Pescare era un lavoro molto faticoso. Aveva delle grandi reti che gettavano in mare, le lasciavano andare giù, e poi le tiravano su sperando di trovarci dentro dei pesci. La rete pesava moltissimo perché bagnata, e quindi era un lavoro molto faticoso. Poi, dovevano ripetere questa operazione diverse volte finché non avevano preso abbastanza pesci. Ma quella notte, hanno lavorato duramente per tutta la notte, ma non hanno preso nulla. Tanta fatica, nessun risultato.

Posso immaginare che erano molto scoraggiati. Noi tutti conosciamo lo scoraggiamento che arriva quando ci impegniamo tantissimo, anche con fatica, ma poi, non arrivano i risultati. Proprio per questo, è più facile riconoscere che non possiamo ottenere risultati da noi stessi. Vediamo che per quanto ci possiamo affaticare, i veri risultati non dipendono da noi.

A questo punto, succede qualcosa di grande. Ricordiamo che Giovanni, l'autore, era là presente. Sta raccontando quello che aveva vissuto insieme agli altri. Leggo i versetti 4,5.

4 Ma al mattino presto, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli tuttavia non sapevano che era Gesù. 5 E Gesù disse loro: "Figlioli, avete del pesce da mangiare?". Essi gli risposero: "No!". (Giovanni 21:4,5)

Era mattino presto e probabilmente vuol dire che c'era ancora poca luce. Dal versetto 8 sappiamo che erano a circa 200 cubiti di distanza dalla riva, che corrisponde a circa 100 m. A quella distanza, con ancora poca luce, non è facile riconoscere una persona. Gesù si presentò sulla riva, ma a quella distanza non lo hanno riconosciuto. Gesù parlava con loro. Facilmente si può sentire una voce a 100 m di distanza dalla riva. Gesù, da loro non riconosciuto, usa un termine affettuoso, chiamandoli figlioli. Chiede se avevano dei pesci da mangiare. Essendo Gesù Dio, Egli già sapeva tutto. Il suo chiedere non era per informarsi, piuttosto era per rendere chiaro il loro bisogno, la loro incapacità di provvedere per loro stessi. Dopo una notte lunga e dura di lavoro, avevano fame. Ma non avevano preso nulla, e perciò, non avevano da mangiare. La domanda che viene rivolta da questa persona a loro ignota, metteva in luce la loro condizione. Finché crediamo di essere capaci da noi stessi, tendiamo a non accettare aiuto e guida.

A questo punto, quell'uomo, utilizzando con loro un termine affettuoso, mostrando il loro bisogno, dice quello che devono fare. Leggo il versetto 6.

Ed egli disse loro: "Gettate la rete dal lato destro della barca e ne troverete". Essi dunque la gettarono e non potevano più tirarla su per la quantità di pesci. (Giovanni 21:6)

Quell'ordine non aveva un senso logico. Questi erano pescatori professionisti. Avevano pescato tutta la notte. Ormai, erano vicini alla riva. Eppure, quest'uomo ordina loro di gettare la rete dal lato destro della barca, dichiarando che avrebbero trovato i pesci.

Non aveva senso, e poi, come poteva quell'uomo dalla riva sapere che avrebbero trovato i pesci. Questo non aveva alcun senso logico.

Però, questi uomini ubbidiscono, ubbidiscono per fede. Non è che hanno fatto i loro calcoli prima, perché i loro calcoli avrebbero dimostrato che non aveva senso gettare la rete alla destra della barca. Loro fanno quello che quest'uomo dice, per fede.

E quella fede, immagino con poca speranza, perché non era una cosa logica, ha portato un'immensa benedizione. La rete si è riempita con così tanti pesci che per loro era impossibile tirarla su. Questo era un miracolo. Questo era un evidente miracolo. Una tale quantità di pesce era inconcepibile. Eppure, sentivano che la rete era piena di pesci. Hanno capito che questo era un miracolo. E poi, come avrebbe potuto un uomo normale sapere che c’erano i pesci alla destra della barca? I discepoli hanno capito che quello non era un uomo normale. Hanno capito che quello che era appena successo era un miracolo.

Hanno anche capito che il miracolo veniva da quell’uomo che aveva ordinato loro di gettare la rete alla destra della barca.

A questo punto, Giovanni comprende che quell'uomo era Gesù. Solo Gesù poteva fare un miracolo così. Leggo la prima parte del versetto 7.

7 Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: " È il Signore". (Giovanni 21:7a)

Ricordate che ben sei volte in questo Evangelo Giovanni descrive se stesso come il discepolo che Gesù amava. In qualche modo, Gesù aveva un rapporto più stretto con Giovanni che con gli altri. Vediamo un esempio di questo quando durante l'ultima cena Gesù dichiara che uno lo tradirà, e Pietro dice a Giovanni di chiedere a Gesù chi lo avrebbe tradito.

Quindi, l’autore Giovanni qua parla di se stesso, quando dice che il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: è il Signore.

Giovanni e Pietro avevano uno stretto rapporto. Li troviamo spesso insieme, come quando corsero tutti e due alla tomba la domenica mattina. Quindi, là sulla barca, appena Giovanni comprende che era Gesù, lo dice a Pietro.

Vedo una lezione importante per noi in questo. Quando riconosciamo più di Dio, quando conosciamo Dio di più, è importante che dichiariamo Dio agli altri. Dio ci ha messi nel mondo come luce. Perciò, è importante che proclamiamo agli altri quello che vediamo di Dio.

Andando avanti, vediamo ancora il carattere di Pietro. Appena Pietro sente che è Gesù, agisce subito. Come aveva corso alla tomba quella domenica mattina, come aveva chiesto a Gesù di farlo arrivare fino a Gesù camminando sull’acqua, qua, appena Simon Pietro sente che è il Signore, si getta in mare per arrivare da Gesù. Leggo la seconda parte del versetto 7.

E Simon Pietro, udito che era il Signore, si cinse con la veste (perché era nudo) e si gettò in mare. (Giovanni 21:7b)

Giovanni aveva capito per primo che era Gesù. Pietro, appena ha saputo da Giovanni che era Gesù, vuole subito arrivare da Gesù. Forse Giovanni aveva più fede, ma Pietro aveva più zelo.

Quando il brano dice che Pietro era nudo, la stessa parola greca viene usata altrove per dire che aveva solo il vestito che si portava sotto quello che era visibile esteriormente. Altre volte, vuol dire nudo. In realtà, non importa. Erano uomini, che pescavano di notte. La cosa da notare è che Pietro ha messo il suo vestito e si è gettato in mare per arrivare al più presto da Gesù. Il punto da tenere in mente è il cuore di Pietro, che voleva subito stare vicino al Signore Gesù.

E questo ci porta a valutare noi stessi. Tu hai un grande desiderio di stare vicino a Gesù? Tu hai uno zelo così? Tu vuoi arrivare vicino a Gesù a tutti i costi? A te, come Pietro qua, non interessa degli altri, vuoi solo più di Gesù? Prego che possiamo avere tutti un cuore più simile a quello di Pietro. Prego che possiamo vedere Gesù come così prezioso che desideriamo profondamente avere più comunione con lui.

Anche gli altri apostoli volevano vedere Gesù, ma avevano la responsabilità della barca e dei pesci. E perciò, hanno portato la barca a riva, trascinando dietro la rete piena di pesci. Leggo il versetto 8.

8 Gli altri discepoli invece andarono con la barca (non erano infatti molto lontani da terra, solo circa duecento cubiti), trascinando la rete piena di pesci. (Giovanni 21:8).

Immaginate la scena. I sei discepoli rimasti nella barca remano con fatica per trascinare quella rete pesantissima, piena di pesci. Capivano che quella quantità di pesci, presi in ubbidienza alla parola di Gesù, era un miracolo. Solo Gesù poteva compiere miracoli così. Arrivano quindi a terra anche loro, desiderosi di vedere Gesù. Quando arrivano, scoprono che Gesù si era già preso cura di loro. Leggo il versetto 9.

9 Come dunque furono scesi a terra, videro della brace con sopra del pesce e del pane. (Giovanni 21:9).

Appena arrivano a terra, vanno da Gesù, e vedono della brace con sopra del pesce e del pane. Gesù aveva preparato per loro da mangiare. Da quello che possiamo capire, dal fatto che Gesù aveva già pesci e pane sulla brace, possiamo riconoscere anche qui un miracolo. Loro erano pescatori, Gesù prepara per loro dei pesci.

È sempre Gesù che provvede. Gesù li aveva guidati a prendere un gran numero di pesci. Qui, Gesù provvede per loro dei pesci e del pane da mangiare. Gesù provvede anche per noi.

Ricordate che i discepoli non avevano da mangiare. Gesù aveva già chiesto loro se avevano pesci da mangiare, e la loro risposta era stata negativa. Quindi, avevano fame, ma non avevano da mangiare. Ma Gesù, senza mezzi umani, senza una barca, senza una rete, aveva già sulla brace del pesce e del pane. Pesci e pani caldi pronti da mangiare. Quanto è importante per noi riconoscere che tutto quello che abbiamo viene da Dio. Anche quando lavoriamo e guadagniamo, è sempre perché Dio ci ha dato la forza di lavorare.

Tutto quello che abbiamo viene da Dio. Se avessero preso pesci tutta la notte, comunque, sarebbe stata la provvisione da Dio. La raccolta miracolosa che avevano appena fatto, era la provvisione da Dio. E questi pesci e pani sopra la brace erano sempre da Dio, nella persona di Gesù Cristo. Quanto è importante riconoscere che è sempre Dio che provvede per noi, sia con mezzi normali, sia con mezzi miracolosi. Ma tutto quello che abbiamo viene da Dio.

Questa è per noi la lezione da ricordare. Ecco perché in Romani 1 gli uomini sono inescusabili perché non ringraziano Dio. Quanto è importante riconoscere che tutto quello che abbiamo, compreso la nostra forza e le nostre capacità, vengono da Dio.

Gesù invita loro a partecipare

Andando avanti, vediamo qualcosa del cuore che Cristo ha per noi. Seguite mentre leggo il versetto 10.

10 Gesù disse loro: "Portate qua dei pesci che avete presi ora". (Giovanni 21:10)

Qua, vediamo molto del cuore di Gesù Cristo. Anche se era Gesù che aveva provveduto la pesca miracolosa, anche se era Gesù che aveva provveduto i pesci ed il pane che erano sopra la brace, anche se Gesù non aveva alcun bisogno degli altri, invita i discepoli a portare i loro pesci. Anche i pesci che dovevano portare, in realtà erano da Gesù.

Vediamo il cuore di Gesù che dà ai suoi seguaci il privilegio di partecipare nelle sue opere, anche se non ne ha alcun bisogno. Per esempio, quando Gesù ha moltiplicato il pane per i 5000 uomini, prima aveva detto ai suoi discepoli: Date voi loro da mangiare. Chiaramente, era impossibile per loro dare da mangiare alla folla. Ma Gesù ha provveduto miracolosamente in modo che i discepoli avevano del cibo da dare alla folla. Quindi, anche qui vediamo il cuore di Gesù. Egli permette ai suoi seguaci, noi compresi, di partecipare nelle opere di Dio, anche se non ha alcun bisogno di noi. Che immensa benedizione e privilegio abbiamo.

Fermiamoci a considerare l'immensità del privilegio di partecipare all'opera di Dio, l'unica cosa che l'uomo può fare e che vale per l'eternità. Per merito nostro, non possiamo fare nulla che abbia vero valore che dura. Tutte le opere degli uomini saranno perse e dimenticate per sempre. Ma in Gesù Cristo, possiamo compiere opere che hanno un valore eterno. Questo dà vero valore alla vita.

Così, avendo ricevuto da Gesù l'ordine di portare dei loro pesci, Simon Pietro torna alla barca che era lì a riva e tira a terra la rete, che Giovanni riporta essere piena di 153 grossi pesci. Leggo il versetto 11.

11 Simon Pietro risalì in barca e tirò a terra le rete, piena di centocinquantatré grossi pesci; e, benché ve ne fossero tanti, la rete non si strappò. (Giovanni 21:11)

Giovanni, che era stato un pescatore di professione, menziona specificamente che c'erano 153 grossi pesci. Quindi, è chiaro che hanno contato i pesci. Inoltre, Giovanni menziona specificamente che nonostante ce ne fossero così tanti, la rete non si strappò. Il fatto che Giovanni menziona questo, mostra che per questi pescatori, era incredibile che la rete non si sia strappata Anche qua, Giovanni riconosce l'opera miracolosa di Dio in quello che stava succedendo. Gesù stava gestendo tutto per mostrare ai discepoli la sua cura perfetta per loro.

Tutte queste cose, questi miracoli, hanno reso chiaro ai discepoli che era veramente Gesù Cristo, risorto dalla morte.

Andando avanti, vediamo ancora più del cuore di Gesù. Leggo i versetti 12 e 13.

12 Gesù disse loro: "Venite a far colazione". Or nessuno dei discepoli ardiva chiedergli: "Chi sei?", sapendo che era il Signore. 13 Allora Gesù venne, prese del pane e ne diede loro; e così pure del pesce. (Giovanni 21:12).

Anche qua, vediamo il cuore di Gesù. Questo atto pratico rappresentava la cura spirituale che Gesù continua a dare a ciascuno di noi oggi.

Ricordiamo la situazione. Dopo una lunga notte di fatica, questi uomini erano stanchi e avevano fame. Gesù aveva preparato una colazione per loro, e ora, li invita a mangiare. Mentre erano nella barca, Giovanni aveva riconosciuto Gesù. Ora tutti, vedendo i miracoli, vedendo Gesù da vicino, riconoscono che Egli è veramente il Signore. Ma nessuno ardiva chiedere. Era chiaro. In quel momento di scoraggiamento, dopo una lunga notte, Gesù appare, provvede per loro una grande quantità di pesce, e poi, offre loro una colazione pronta. Il tutto mostrava la sua perfetta cura per loro.

Era Gesù stesso che li serviva. Avrebbero loro stessi potuto prendere il cibo. Ma Gesù stava mostrando la sua cura perfetta, che era LUI che li curava.

Gesù li curava in questa occasione, per aiutarli a capire che è Gesù che avrebbe continuato a curarli per tutta la vita. Quando Gesù era apparso a loro subito dopo la risurrezione, aveva dato il mandato di andare per il mondo. Dopo, ha ripetuto quel mandato. In questo avvenimento accanto al lago, Gesù sta mostrando la sua cura per loro. Gesù è potente da controllare ogni situazione. Poteva provvedere tantissimi pesci per loro. Poteva provvedere una colazione pronta. Tutto questo quando non era possibile naturalmente. Cristo non è limitato dalle circostanze e da quello che è possibile. Egli può fare tutto.

Similmente, ma molto di più, Cristo è capace di fare tutto anche nel campo spirituale. Può cambiare cuori chiusi. Può fare tutto in chiunque. In Proverbi 21:1 leggiamo:

“Il cuore del re in mano all’Eterno è come i corsi d’acqua; lo dirige dovunque egli vuole.” (Proverbi 21:1)

Dio, e Gesù Cristo è Dio, è sovrano. Poteva dirigere tanti pesci ad andare a destra della barca. Può provvedere pesci e pane dal nulla. Può dirigere il cuore del re ovunque Egli vuole. Dio gestisce tutto per il nostro vero bene e per portare a compimento il suo piano per noi ed il suo piano per il mondo.

Giovanni fa un altro commento per aiutarci a comprendere meglio questa situazione. Leggo il versetto 14.

14 Ora questa fu già la terza volta che Gesù si fece vedere dai suoi discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.

Ci è utile ricordare che Gesù è apparso ai discepoli solo poche volte dopo la risurrezione. Lo scopo era, prima di tutto per dare a loro chiare prove che Egli era veramente risuscitato e poi, è apparso loro per mandarli nel mondo, per predicare l’Evangelo nel suo nome. Ha dato loro i suoi ultimi comandamenti.

Ma Gesù non viveva con loro. Quindi, Giovanni menziona che questa era già la terza volta che Gesù si faceva vedere, per aiutarci a comprendere quanto era importante un’altra conferma della realtà della risurrezione.

Questa era la terza volta che Gesù era apparso ai discepoli. Come avevo menzionato all’inizio, la prima volta era la domenica della risurrezione, e poi, la seconda volta, otto giorni più tardi. E poi, quest'altra volta. Ce ne sarà qualche altra ancora. Ma Gesù non viveva con loro. Il loro era un cammino per fede. E anche noi dobbiamo camminare per fede. La vita cristiana è un cammino per fede.

Vedere e riflettere sul cuore di Gesù in questo brano, può aiutarci ad avere più fede. Abbiamo visto qualcosa del potere di Gesù. In qualche modo, Gesù ha fatto sì che, quando hanno ubbidito per fede al suo comandamento, gettando la rete alla destra della barca, prendessero una quantità miracolosa di pesci.

Abbiamo visto la tenerezza di Gesù, che li ha chiamati figlioli. Gesù ci tratta con grande tenerezza. Dio ci ama, come figli a Lui preziosi.

Abbiamo visto come Gesù permetteva agli apostoli di partecipare alla sua opera, anche se non aveva bisogno di loro. Che privilegio, partecipare alle opere eterne di Dio.

E abbiamo visto che Gesù provvedeva a tutto per loro, aveva una cura perfetta. E Gesù ha quella cura anche per noi oggi.

Grazie a Dio. Ricordiamo questo. Camminiamo per fede.