Aiuto Biblico

Imitare Dio come figli amati

Efesini 5:1-2

Sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org per domenica, 23 novembre 2014 --- cmd na --
Parole chiave: amore di Dio per noi, figli di Dio, essere santi, amore di Cristo, imitare Dio.

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Qual è uno dei privilegi più grandi della vita? Senza dubbio, uno dei più grandi privilegi consiste nel poter ubbidire di cuore ai comandamenti di Dio. Dico questo perché, di natura, è impossibile ubbidire di cuore ai comandamenti di Dio! Solo chi ha ricevuto il perdono e la salvezza ha un cuore nuovo, un cuore che vuole ubbidire a Dio.

Per i veri figli di Dio i Suoi comandamenti non sono gravosi, anzi sono la via attraverso la quale troviamo la vera gioia in Cristo! Nessun'altra via può soddisfare il cuore al di fuori di questa.

In Efesini 4 abbiamo letto il comandamento di spogliarci del vecchio uomo e di rivestirci dell'uomo nuovo. Che immenso privilegio è quello di essere stati liberati dal peccato in modo da poter fare questo! Nei versetti successivi a quel comandamento, ci sono varie applicazioni specifiche su come realizzare concretamente ciò.

Ora, in Efesini 5 iniziamo di nuovo con un comandamento grande, quello di imitare Dio e di camminare nell'amore e dopo, dal versetto 3 in poi, troveremo delle applicazioni specifiche su come possiamo vivere così.

Oggi vogliamo concentrare la nostra attenzione su Efesini 5:1,2, versetti questi che ci comandano di imitare Dio e di camminare nell'amore ma, in più, ci spiegano le benedizioni che abbiamo e che ci permettono di ubbidire di cuore e con gioia a questi comandamenti. Leggiamo insieme Efesini 5:1,2 e poi consideriamo sia il comandamento, sia le benedizioni:

“1 Siate dunque imitatori di Dio, come figli carissimi, 2 e camminate nell’Amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi, in offerta e sacrificio a Dio come un profumo di odore soave.” (Efesini 5:1-2 LND)

In questi due versi vediamo due comandamenti, vale a dire quello di imitare Dio e quello di camminare nell'amore; poi, legata a ciascuno di questi comandamenti, troviamo una benedizione immensa, la prima delle quali è quella di essere figli amati da Dio, mentre la seconda è rappresentata dalla benedizione che Cristo ci ha amati e ha dato Se stesso per noi!

Siate dunque imitatori di Dio,

Iniziamo considerando il comandamento di imitare Dio, così come è scritto:

“Siate dunque imitatore di Dio...”. Notate che il versetto inizia con la parola “dunque” e pertanto troviamo un riferimento a quello che è stato detto prima, probabilmente nel verso 4:31, in cui riconosciamo che Dio è benigno e che ci perdona.

Ogni comandamento è fondato sulle benedizioni che abbiamo ricevuto da Dio. Noi dobbiamo imitare Dio perché siamo figli amati da Lui. Consideriamo questa immensa benedizione di essere figli carissimi, ovvero, di essere figli amati da Dio!

come figli carissimi (amati)

Il nostro versetto dichiara:

“Siate dunque imitatori di Dio, come figli carissimi,” (Efesini 5:1 LND)

La ragione per la quale dobbiamo essere imitatori di Dio è perché siamo figli carissimi. In altre parole, è in quanto siamo figli di Dio, carissimi a Lui, che dobbiamo imitare Dio, nostro Padre in cielo!

Le religioni iniziano con i doveri, Dio inizia invece con i privilegi! Non esiste privilegio più grande in tutto il mondo di quello di essere figli di Dio, amati da Lui.

Quando il brano usa il termine figli, esso vuol dire figli di Dio. Tramite la nuova nascita, che qui in Efesini è descritta come essere vivificati, passiamo dall'essere figli d'ira a figli di Dio.

Prima eravamo figli d'ira, cioè ci trovavamo sotto l'ira di Dio. In altre parole, l'ira di Dio riposava su di noi ed avevamo davanti a noi un'eternità di dolore. Di natura siamo colpevoli e siamo senza alcuna vera speranza.

In quella condizione terribile, è giunto a noi propizio l'amore di Dio e la Sua misericordia. Dio ha tanto amato il mondo che ha mandato il Suo unigenito figlio, Gesù Cristo, per subire l'ira di Dio al posto di uomini peccatori. Nulla meno del sacrificio di Gesù Cristo poteva salvarci, a causa di quanto è grave il nostro peccato agli occhi di Dio che è interamente santo in tutto il Suo essere.

Ora, essendo perdonati ed essendo diventati figli di Dio, possiamo avere libero accesso a Dio stesso per mezzo di Gesù Cristo. Essere figlio vuol dire avere l'eternità con Dio. Essere figlio vuol dire avere il perdono dei nostri peccati.

Figli carissimi, ovvero, amati

Notate che il brano dice: “come figli carissimi”.

La parola qui tradotta come “carissimi” andrebbe meglio tradotta come “amati”. Siamo figli amati da Dio. Dio non solo ci vuole bene, ma, ancor di più, ci ama, ci ama con quell'amore divino che appartiene a Lui solo!

Le parole umane non bastano per descrivere l'amore di Dio per noi. Abbiamo già visto questo in Efesini 3:16-19, brano che fa parte di una preghiera che Paolo elevò per i credenti e che vale anche per noi oggi. Vi leggo quello che egli chiede al Padre:

“16 perché vi dia, secondo le ricchezze della sua gloria, di essere fortificati con potenza per mezzo del suo Spirito nell’uomo interiore, 17 perché Cristo abiti nei vostri cuori per mezzo della fede, 18 affinché, radicati e fondati nell’amore, possiate comprendere con tutti i santi quale sia la larghezza, la lunghezza, la profondità e l’altezza, 19 e conoscere l’amore di Cristo che sopravanza ogni conoscenza, affinché siate ripieni di tutta la pienezza di Dio.” (Efesini 3:16-19 LND)

L'amore di Dio per noi, qui chiamato l'amore di Cristo, sopravanza ogni conoscenza! In altre parole, è così profondo, ricco e meraviglioso che le parole umane non sono adeguate per descriverlo!

Siamo figli amati da Dio stesso, non con un amore umano che vacilla o può cambiare, ma piuttosto con l'amore divino di Dio, un amore perfetto, un amore che non cambierà mai.

Tanto è grande l'amore di Dio per noi in Cristo Gesù che nulla può separarci da esso. Questa è la verità principale che troviamo scritta in Romani 8:31-39:

“31 Che diremo dunque circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 32 Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? 33 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica. 34 Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi. 35 Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Sarà l’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? 36 Come sta scritto: "Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello". 37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. 38 Infatti io sono persuaso che né morte né vita né angeli né principati né potenze né cose presenti né cose future, 39 né altezze né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore.” (Romani 8:31-39 LND)

Quanto è grande l'amore divino che Dio ha verso ogni Suo figliolo!

Essere amati da Dio vale più di qualunque altra cosa nella vita! Non esiste benedizione terrena, né privilegio o piacere del mondo che è minimamente paragonabile ad essere amati da Dio!

E tutti noi che stiamo in Cristo Gesù, ovvero tutti noi che abbiamo riconosciuto i nostri peccati e ci siamo veramente ravveduti ed aggrappati a Cristo come Salvatore, per grazia siamo figli di Dio da Lui grandemente amati!

Questa è la base sulla quale è fondato il comandamento di imitare Dio. Non dobbiamo imitare un Dio lontano da noi, un Dio estraneo a noi, piuttosto dobbiamo imitare Colui che è il nostro Padre celeste, Colui che ci ama con un amore infinito.

Siate imitatori di Dio

Ora torniamo alla prima parte di questo versetto e consideriamo il comandamento di imitare Dio. Leggo ancora il versetto 1:

“Siate dunque imitatori di Dio, come figli carissimi,” (Efesini 5:1 LND)

Il metro di come dobbiamo vivere non è un elenco di regole e comandamenti. Piuttosto Dio stesso è il metro di come dobbiamo essere e vivere, mentre aspettiamo di stare nella Sua presenza.

Imitare Dio non è seguire regole o comandamenti, piuttosto vuol dire avere il proprio cuore fissato su di Lui e voler essere come Lui. Il desiderio di imitare qualcuno parte dal cuore. Infatti, se ci pensate, è giusto e naturale che i figli imitino un buon padre. Imitare qualcuno è la reazione naturale che si ha quando si ama e si stima quella persona.

Basta pensare a come un piccolo bambino, quando è inondato dall'amore del padre, vuole imitarlo.

Anzi, in una buona famiglia dove il padre sa veramente amare i suoi figli, questi ultimi vorranno diventare come il papà!

Se questo è vero per quanto riguarda un padre umano, quanto di più dovrebbe esserlo per noi credenti considerando che abbiamo Dio stesso come Padre. Avendo l'amore infinito di Dio nella propria vita, ogni vero credente dovrebbe voler imitare Dio.

Questo comandamento di imitare Dio non è nuovo; per esempio, Gesù insegna la stessa cosa in Matteo 5:44,45, dicendo che un vero figlio di Dio imita Dio. Ve lo leggo:

“44 Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi maltrattano e vi perseguitano, 45 affinché siate figli del Padre vostro, che è nei cieli, poiché egli fa sorgere il suo sole sopra i buoni e sopra i malvagi e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti.” (Matteo 5:44-45 LND)

Quindi, un aspetto dell'essere veri figli di Dio consiste nell'imitare Dio!

Considerate il fatto che quando l'amore di Dio per noi, vale a dire quell'amore espresso nel Suo perdono dei nostri peccati, nella Sua bontà e nella Sua misericordia, quando quell'amore è l'oggetto dei nostri pensieri, questo produrrà in noi un cuore pronto a camminare nella stessa via e ci spingerà a voler essere come Dio.

Perciò, quando NON abbiamo queste qualità, quando NON stiamo imitando il carattere di Dio, vuol dire che non stiamo riconoscendo la grazia di Dio verso di noi.

Invece, quando i nostri cuori sono fissati su Dio, quando siamo presi dal Suo amore per noi, quando siamo colpiti dalla Sua gloria e dalla Sua grazia nei nostri confronti, sarà naturale imitarLo.

Questo ci aiuta a capire che quando tu non hai voglia di imitare Dio, non stai guardando a Dio, non stai riconoscendo la gravità del peccato e la grandezza del perdono.

Quando invece consideriamo l'immensità della nostra salvezza, alla luce della compassione di Dio per noi, questo ci spinge a voler vivere tutto per la gloria di Dio.

Notate la verità contenuta in Romani 12:1, dove Paolo fa riferimento alla compassione di Dio nell'averci salvati per grazia. Leggo Romani 12:1:

“Vi esorto dunque, fratelli, per le compassioni di Dio, a presentare i vostri corpi, il che è il vostro ragionevole servizio, quale sacrificio vivente, santo e accettevole a Dio.” (Romani 12:1 LND)

Quando consideriamo le compassioni di Dio, l'unica risposta giusta è di presentarci a Lui come sacrifici viventi. Il modo di fare concretamente questo è di imitarLo.

Come possiamo imitare Dio

Finora abbiamo parlato dell'importanza di imitare Dio. Ora vogliamo parlare di cosa vuol dire imitare Dio e poi di come possiamo imitarLo.

Cosa vuol dire imitare Dio

Per capire bene cosa significhi imitare Dio, consideriamo il contesto di questo brano. In Efesini 4:31 abbiamo letto di come Dio ci perdona. Prima abbiamo letto Matteo 5:44,45, brano in cui Gesù parla di come Dio fa del bene anche ai malvagi e di come noi dovremmo fare altrettanto. Subito dopo il nostro versetto di Efesini 5, leggiamo di come vivere una vita di santità, camminando nella luce, in mezzo ad un mondo di tenebre.

Quindi, quando la Bibbia ci comanda di imitare Dio, Essa ci vuol dire specificamente di camminare in santità di vita, rispecchiamo il cuore e la santità di Dio. Vediamo questo chiaramente in 1Pietro 1:14-16:

“14 Come figli ubbidienti, non conformatevi alle concupiscenze del tempo passato, quando eravate nell’ignoranza, 15 ma come colui che vi ha chiamati è santo, voi pure siate santi in tutta la vostra condotta, 16 poiché sta scritto: "Siate santi, perché io sono santo".” (1Pietro 1:14-16 LND)

Quindi, il comandamento di imitare Dio vuol dire, soprattutto, di imitare la santità di Dio. Vuol dire camminare nella luce, perché Dio è luce!

Andando avanti in questo capitolo di Efesini, vedremo molto di più a livello pratico di cosa vuol dire camminare in santità. Per ora tenete in mente che imitare Dio vuol dire camminare in santità e avere un cuore ricco di bontà verso gli altri.

Come possiamo imitare Dio

Chiaramente, per poter imitare Dio dobbiamo conoscerLo sempre di più. Dobbiamo leggere la Bibbia considerando il carattere di Dio e come Egli vede il peccato.

Poi, per poter imitare Dio dobbiamo dare ascolto agli insegnamenti di Dio, proprio come quelli contenuti in questo capitolo 5 di Efesini e che ci spiegano come camminare nella luce, in una vita di santità.

Visto che di natura siamo peccatori e anche dopo la salvezza continuiamo a cadere nel peccato, per poter camminare in santità dobbiamo riconoscere e confessare i nostri peccati.

Infatti, in 1Giovanni 1, impariamo che è quando confessiamo il nostro peccato che Dio ci perdona e ci purifica. Quindi è necessario veramente e umilmente confessare i nostri peccati per ricevere il perdono da Dio.

Alla luce di questo, ti chiedo: stai riconoscendo veramente i tuoi peccati? Li stai confessando in modo specifico a Dio? Confessare i peccati vuol dire elencarli specificamente. Quando essi sono contro altre persone, vuol dire chiedere perdono anche a quelle persone.

Facendo così, cresciamo nell'imitare Dio!

camminate nell’Amore,

Imitare Dio è il primo comandamento contenuto in questi versetti.

Poi, nel v.2, arriviamo ad un secondo comandamento, quello di camminare nell'amore, cioè in modo tale da rispecchiare il modo in cui Cristo ha amato noi. In altre parole, questo è un comandamento che ci esorta ad imitare l'amore di Gesù Cristo. Leggo i vv.1,2:

“1 Siate dunque imitatori di Dio, come figli carissimi, 2 e camminate nell’Amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi, in offerta e sacrificio a Dio come un profumo di odore soave.” (Efesini 5:1-2 LND)

Noi dobbiamo amare perché siamo stati amati da Dio in Cristo Gesù!

Se ricordate, il più grande comandamento è di amare Dio e poi di amare il nostro prossimo come noi stessi. Leggo da Marco 12:28-33:

“28 Allora uno degli scribi che aveva udita la loro discussione, riconoscendo che egli aveva loro risposto bene, si accostò e gli domandò: "Qual è il primo comandamento di tutti?". 29 E Gesù gli rispose: "Il primo comandamento di tutti è: "ascolta, Israele: Il Signore Dio nostro è l’unico Signore," 30 e: "ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Questo è il primo comandamento. 31 E il secondo è simile a questo: "ama il tuo prossimo come te stesso". Non vi è alcun altro comandamento maggiore di questi".” (Marco 12:28-31 LND)

Il più grande comandamento è di amare Dio e ad esso segue il comandamento di amare il proprio prossimo. Tutta la legge è riassunta nell'amore. La vera vita cristiana è una vita che si fonda sull'amare veramente gli altri, iniziando con quelli di casa, continuando con quelli in chiesa e infine raggiungendo anche tutti gli altri.

Tutto il nostro impegno per Dio non vale nulla se non amiamo veramente come Cristo ha amato noi. Certo, è importante impegnarci, è importante spenderci per il regno di Dio e per il bene degli altri. Però, se non abbiamo vero amore, tutto il nostro impegno non ci giova a nulla. Ricordate le parole di 1Corinzi 13:1-3:

“1 Quand’anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non ho amore, divento un bronzo risonante o uno squillante cembalo. 2 E se anche avessi il dono di profezia, intendessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede da trasportare i monti, ma non ho amore, non sono nulla. 3 E se spendessi tutte le mie facoltà per nutrire i poveri e dessi il mio corpo per essere arso, ma non ho amore, tutto questo niente mi giova.” (1Corinzi 13:1-3 LND)

Camminare nell'amore è fondamentale, diversamente tutti i nostri impegni non hanno valore alcuno.

Un brano che ci aiuta a capire cosa vuol dire camminare nell'amore è Filippesi 2:1-4. Ve lo leggo:

“1 Se dunque vi è qualche consolazione in Cristo, qualche conforto d’amore, qualche comunione di Spirito, qualche tenerezza e compassione, 2 rendete perfetta la mia gioia, avendo uno stesso modo di pensare, uno stesso amore, un solo accordo e una sola mente 3 non facendo nulla per rivalità o vanagloria, ma con umiltà, ciascuno di voi stimando gli altri più di se stesso. 4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri.” (Filippesi 2:1-4 LND)

Questa non è una descrizione di qualcosa da fare, ma piuttosto rappresenta il cuore da avere, vale a dire un cuore come quello di Cristo. Infatti il brano continua e descrive l'amore di Cristo per noi:

“4 Non cerchi ciascuno unicamente il proprio interesse, ma anche quello degli altri. 5 Abbiate in voi lo stesso sentimento che già è stato in Cristo Gesù, 6 il quale, essendo in forma di Dio, non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l’essere uguale a Dio, 7 ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini; 8 e, trovato nell’esteriore simile ad un uomo, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce.” (Filippesi 2:4-8 LND)

Se siamo veri figli di Dio, allora dobbiamo amarci gli uni gli altri, proprio come Cristo ci ha amati. Per aiutarci a capire meglio cosa vuol dire amare così, consideriamo l'amore di Cristo per noi.

Come anche Cristo ci ha amati

Il nostro brano parla del fatto che Cristo ci ha amati. Leggo ancora Efesini 5:2:

“e camminate nell’Amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi, in offerta e sacrificio a Dio come un profumo di odore soave.” (Efesini 5:2 LND)

Noi dobbiamo amare o, per meglio dire, possiamo amare, perché Dio ci ha amati per primo in Cristo Gesù.

A tal proposito, leggo 1Giovanni 4:19:

“Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo.” (1Giovanni 4:19 LND)

Dio ci ha amati dando Gesù Cristo per pagare la condanna per i nostri peccati, per poterci salvare dalla Sua ira.

Cristo Gesù ci ha amati andando alla croce per noi, sacrificando ogni Suo diritto e ogni Suo bene per procurarci una redenzione eterna al posto dell'eterna condanna e e della separazione da Dio che meritavamo in virtù dei nostri peccati.

Noi dobbiamo camminare nell'amore, ovvero dobbiamo amarci gli uni gli altri, perché Cristo ha amato noi, dando la Sua vita per salvarci. Notate il comandamento di Gesù in Giovanni 15:

“12 Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho amato voi. 13 Nessuno ha amore più grande di questo: dare la propria vita per i suoi amici.” (Giovanni 15:12-13 LND)

L'amore di Cristo per noi è manifestato nel Suo sacrificio per noi. Gesù Cristo è andato alla croce per subire al nostro posto la punizione di Dio contro i nostri peccati. Il Suo sacrificio rappresenta la misura del Suo amore per noi. Amare veramente e pienamente qualcuno vuol dire sacrificarsi per quella persona.

Un altro brano che descrive l'amore di Cristo è Galati 2:10, in cui Paolo descrive ciò che Cristo ha fatto per lui e per ogni vero credente, sempre per amore. Ve lo leggo:

“Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.” (Galati 2:20 LND)

In altri termini, Paolo in questo verso dichiara: “Cristo mi ha amato e ha dato se stesso per me!” Questo è l'amore, darsi per un altro. Questo è ciò che Dio intende quando ci comanda di camminare nell'amore. Vediamo questo in 1Giovanni 3:16:

“Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi; anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.” (1Giovanni 3:16 LND)

Camminare nell'amore vuol dire, perciò, seguire l'esempio di Gesù e perciò significa dare la nostra vita per gli altri, nel senso di farlo giorno per giorno nel modo in cui viviamo. Questo non è un semplice sentimento, ma rappresenta un sacrificio.

L'amore di Gesù Cristo per noi non è consistito in un semplice sentimento, ma piuttosto si è manifestato in un sacrificio, il sacrificio più grande possibile. Gesù si è sacrificato totalmente per comprarci il perdono dei nostri peccati.

e ha dato se stesso per noi,

Infatti, il brano che stiamo esaminando, Efesini 5:2, dichiara:

“e camminate nell’Amore, come anche Cristo ci ha amati e ha dato se stesso per noi, in offerta e sacrificio a Dio come un profumo di odore soave.” (Efesini 5:2 LND)

Gesù Cristo ha dato se stesso, non solo sacrificandosi sulla croce, ma anche, come descrive Filippesi 2:5-11, spogliandosi della Sua gloria. Molto più del solo offrire un dono, Gesù ha dato Se stesso!

Quando dai qualcosa, ti rimane quello che non hai dato. Cristo invece ha dato tutto, ha dato Se stesso!

In sé, questa cosa è già incredibile, però il versetto continua e dichiara che Cristo ha dato Se stesso per noi!

Che parole meravigliose le parole “per noi”! Gesù Cristo ha dato Se stesso per noi! Gesù si è sacrificato specificamente per salvare tutti coloro che avrebbe salvato nei secoli.

Egli dichiara questo in Matteo 20:28:

“Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti".” (Matteo 20:28 LND)

In Galati 2:20 Paolo dichiara che Gesù è morto per lui, specificamente per lui. Qua, leggiamo che Gesù ha dato la sua vita per molti. Non è morto in senso generico per tutti nel mondo, Gesù è morto specificamente per tutti coloro che avrebbe salvato. Perciò, se tu sei salvato, Gesù è morto specificamente per te!

Gesù è morto specificamente per noi, per il Suo popolo, un popolo eletto, un popolo amato, un popolo scelto. Leggo come siamo descritti in 1Pietro 2:9:

“Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio, una gente santa, un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di colui che vi ha chiamato dalle tenebre alla sua mirabile luce;” (1Pietro 2:9 LND)

Gesù Cristo ha dato se stesso per noi, per noi che siamo una stirpe eletta. O che possiamo essere colpiti dalla grandezza di questa verità incredibile! Colui che ha creato il mondo, Colui che sostiene ogni cosa, Colui davanti al quale ogni ginocchio si piegherà, EGLI ha dato la Sua vita per salvarci dai nostri peccati. Che immenso, infinito e meraviglioso atto di amore per noi! O credente, quando tu vuoi capire quanto sei amato, considera l'immensità dell'amore di Cristo per te!

in offerta e sacrificio a Dio

Efesini 5.2 continua e dichiara che Cristo ha dato Se stesso per noi “in offerta e sacrificio a Dio” come un profumo di odore soave.

Cristo ha dato Se stesso come un sacrificio A DIO. Il nostro peccato è contro Dio e Cristo Gesù, come Salvatore, si è offerto a Dio Padre come sacrificio, per pagare la nostra condanna.

Il Padre ha accettato la Sua offerta, giacchè, essendo Gesù Cristo assolutamente santo e senza peccato, il Suo sacrificio era gradito a Dio perché era un sacrificio perfetto, un sacrificio senza macchia alcuna. Perciò esso era come un profumo di odore soave per il Padre.

Dio è santo e non gradisce un sacrificio che non è puro, piuttosto accetta solamente quello che risponde a tale requisito. Perciò il sacrificio di Gesù Cristo era un profumo di odore soave a Dio perché era assolutamente puro.

Il fatto che fosse un sacrificio gradito a Dio vuol dire che Dio ha pienamente accettato il sacrificio di Cristo come pagamento per i nostri peccati.

Perciò la nostra salvezza è sicura, perché è fondata sul sacrificio di Gesù Cristo e quel sacrificio è sicuro, pienamente accettato da Dio.

Perciò

Perciò, alla luce di queste meravigliose e preziose verità, cosa possiamo dire?

In questi versetti abbiamo il comandamento di imitare Dio. Soprattutto, dobbiamo imitare la santità di Dio! Dio ci chiama ad essere santi, perché, più di ogni altra qualità, Dio è santo!

Andando avanti in questo capito vedremo più specificamente diversi aspetti di una vita di santità.

Però, prima di darci questi comandamenti specifici, Dio ha guidato Paolo a spiegarci che siamo figli amati di Dio. Noi, che eravamo figli dell'ira di Dio, ora siamo figli di Dio, grandemente amati da Dio.

Quanto è importante meditare spesso sul fatto di essere figli amati da Dio! Nulla nel mondo è più grande di questa benedizione! Essendo amati eternamente da Dio stesso, possiamo gioire sempre, in ogni circostanza! Le circostanze passeranno, l'amore di Dio rimane.

Quindi, il motivo per cui dobbiamo imitare Dio è perché siamo figli amati da Lui.

Inoltre Dio ci comanda di camminare nell'amore e, anche in questo caso, vuol dire che questo amore deve imitare Cristo Gesù, il quale ci ha amati al punto da dare la Sua vita per noi come sacrificio gradito da Dio.

In Gesù vediamo il vero metro dell'amore! Il Suo amore, un amore totale, era per NOI. Egli ha dato Se stesso per noi come figli cari del Padre. Quando ti sembra difficile amare qualcuno, ricordati dell'amore di Cristo per te, amore che non ha limite, amore che ha spinto Cristo a darsi totalmente come sacrificio per salvarti eternamente.

Quando pensi al sacrificio di Cristo, ricordati che è stato pienamente accettato da Dio Padre. La risurrezione è la garanzia che Dio ha accettato il sacrificio di Cristo. Perciò, chi si ravvede e veramente crede in Cristo sarà salvato in base al valore del sacrificio perfetto di Gesù Cristo!

O che possiamo riflettere sulle verità contenute in questi versetti e trovare grande gioia nel fatto di essere figli amati da Dio dal momento che Cristo Gesù si è sacrificato per noi! O che questa verità possa stimolarci ad imitare Dio e a camminare sempre nell'amore!