Aiuto Biblico

L'Evangelo è arrivato a noi

Colossesi 1:1-8

Sermone di Leonardo Bevilacqua, www.AiutoBiblico.org per domenica, 23 novembre 2025
Descrizione: Paolo apre l'epistola con i saluti e parlando dei Colossesi, di come stavano camminando bene, nella fede in Cristo e nell'amore verso i santi, a motivo della speranza eterna che avevano ricevuto tramite l'evangelo. Già nei primi versetti ci sono tante verità per noi, per riflettere, ringraziare Dio, e esaminare la nostra vita.
parole chiave: Colossesi, fede, amore, salvezza, speranza, evangelo

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Introduzione

Oggi, con l’aiuto di Dio, inizieremo a studiare Colossesi, l’epistola dell’apostolo Paolo ai credenti di Colosse. È un’epistola molto ricca, piena di verità, di buoni esempi, di spunti per esaminarci e riflettere sulla nostra vita, sul nostro cammino davanti a Dio. Potremo vedere il cammino dei Colossesi, e prendere esempio da loro, così come da Paolo che scrive.

Prego che ciascuno di noi rimanga colpito, incoraggiato e stimolato a perseverare nel cammino, mentre studiamo Colossesi. Che Dio ci guidi!

Voglio leggere il brano che studieremo oggi, e poi lo guarderemo più in dettaglio. Trovate con me Colossesi 1 e seguite mentre leggo i vv 1-8.

“1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timoteo, 2 ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse: grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo. 3 Noi rendiamo grazie a Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, pregando continuamente per voi, 4 perché abbiamo sentito parlare della vostra fede in Cristo Gesù e del vostro amore verso tutti i santi, 5 a motivo della speranza che è riposta per voi nei cieli, di cui avete già sentito nella parola della verità dell’evangelo, 6 che è giunto a voi, come pure in tutto il mondo; e porta frutto e cresce, come avviene anche tra di voi, dal giorno in cui udiste e conosceste la grazia di Dio in verità, 7 come avete imparato da Epafra, nostro caro compagno, il quale è un fedele ministro di Cristo per voi, 8 e che ci ha anche dichiarato il vostro amore nello Spirito.” (Colossesi 1:1-8 LND)

Saluti

Paolo apre l’epistola ai Colossesi con i saluti, spiegando chi era, con quale autorità parlava e rivolgendosi ai credenti a Colosse. Rilego il v1.

“1 Paolo, apostolo di Gesù Cristo per volontà di Dio, e il fratello Timoteo,” (Colossesi 1:1 LND)

Paolo ha scritto questa epistola con l’autorità di apostolo di Gesù Cristo. Paolo era stato stabilito come apostolo da Dio stesso, e lui viveva questo ruolo speciale che Dio gli aveva affidato. Dio ha stabilito Paolo come apostolo, e Paolo ha scritto questa epistola con l’autorità di apostolo. E questa epistola è anche per noi, perché fa parte della Parola di Dio. Quindi, questa epistola è da Dio, per noi. Pensate al cuore di Dio che vuole rivelarsi anche a noi, e vuole parlare anche ai nostri cuori.

Poi notate che Paolo ci dice che non era solo quando ha scritto questa epistola. Con lui c’era Timoteo. Timoteo non era un apostolo, infatti Paolo parla di lui come fratello. Timoteo era un evangelista. E Dio si è servito molto anche di Timoteo per portare avanti la sua opera.

Di solito, quando pensiamo al Nuovo Testamento, alle epistole, a chi pensiamo? A Paolo. Vediamo Paolo come grande uomo, molto importante nell’opera di Dio. Ed è vero. Dio si è servito moltissimo di Lui. Ma anche Paolo, il grande Paolo, per poter compiere tutto quello che ha potuto compiere per Dio, non era solo. Era circondato da tanti altri collaboratori, con cui era unito nell’opera di Dio. E Timoteo era uno di questi, uno dei tanti. Pensate a quante persone Paolo menziona nelle sue epistole, che gli erano vicine, che erano un appoggio, e che collaboravano con lui per l’evangelo.

Fratelli, Dio dà ad alcuni un ruolo più visibile e ad altri un ruolo più nascosto, ma servono entrambi per portare avanti la sua opera. Dio gestisce tutto in modo perfetto.

Pensate all’aeronautica militare. Il pilota è colui che ha il ruolo in prima linea, è colui che compie la missione in prima persona. Ma dietro di lui stanno tantissime altre figure che rendono possibile la missione. C’è chi pianifica la missione, chi prepara gli aerei, chi fa manutenzione, chi cucina, e così via. I piloti sono una piccolissima percentuale di tutto il personale. Anche nel Regno di Dio è simile. Dio dà ad alcuni un ruolo più visibile, e a tanti altri un ruolo più nascosto. La cosa meravigliosa è che ciascuno, nel ruolo che Dio gli dà, può vivere per la gloria di Dio e portare tanto frutto, sia che abbia un ruolo visibile, sia che abbia un ruolo più nascosto. Oh che Dio ci aiuti a vivere per portare tanto frutto per la Sua gloria nel ruolo in cui ci ha messo, che sia grande o piccolo, che sia visibile o nascosto. Oh che possiamo avere un cuore contento vivendo il ruolo che Dio ci ha dato, e che possiamo essere fedeli in quello che Dio ci ha affidato.

Ai santi e fedeli fratelli

Quindi, Paolo si presenta come apostolo, e indirizza questa epistola ai Colossesi. Notate come descrive i Colossesi nel v2.

“2 ai santi e fedeli fratelli in Cristo che sono in Colosse: grazia a voi e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo.” (Colossesi 1:2 LND)

Paolo descrive i credenti di Colosse come santi e fedeli fratelli in Cristo.

Li chiama “santi”. Pensate che loro avessero smesso di peccare? Sicuramente ancora peccavano, come anche noi. Ma Paolo li chiama santi, perché erano stati fatti santi da Dio, per mezzo della salvezza in Cristo. Perciò erano i santi di Dio, non per qualcosa in loro stessi, ma perché quello era il loro stato davanti a Dio per i meriti di Cristo.

Fratelli, questo era vero per loro, ed è vero anche per noi che siamo in Cristo oggi. Se tu sei salvato, se tu hai Cristo, tu sei un santo di Dio. Questa è la tua identità davanti a Dio. Non siamo santi perché non pecchiamo più. Piuttosto, siamo santi perché Dio ci vede così per mezzo di Cristo. Pensate alla grandezza e alla potenza del sacrificio di Cristo! Tramite il sacrificio di Cristo Dio vede noi come santi, noi che eravamo peccatori, coperti di peccati contro Dio, e che ancora cadiamo. Pensate alla potenza del sacrificio di Cristo e a quanta grazia Dio ha avuto verso di noi!

Paolo descrive i Colossesi come “santi” e aggiunge anche “fedeli fratelli in Cristo”. Erano fedeli, cioè rimanevano vicini a Dio, camminavano nelle vie di Dio, nonostante le loro cadute. Cadevano, ma il loro cammino era tale che Paolo, avendo sentito di loro, poteva chiamarli fedeli. Allora ti chiedo: cosa si può dire di te, del tuo cammino? Sei un fedele fratello in Cristo?

E Paolo li chiama “fratelli”, perché erano veramente fratelli in Cristo. Loro, come Paolo, e come anche noi, erano salvati e perciò facevano parte della famiglia di Dio, per mezzo di Cristo. Pensate al privilegio che abbiamo di far parte della famiglia di Dio. Quando chiami gli altri credenti “fratello” o “sorella”, fermati a pensare alla grazia di poterci chiamare così. È un dono da Dio, ed è possibile solo per mezzo del sacrificio di Cristo.

Grazia e pace

Così Paolo si rivolge ai Colossesi con questa epistola, e chiude i saluti aggiungendo una preghiera per loro. Non è una preghiera nuova. Anzi, è la solita preghiera con cui Paolo apre le sue epistole. Paolo chiede per loro grazia e pace da Dio nostro Padre e dal Signore Gesù Cristo.

È una preghiera molto breve, ma molto potente.

Quanto abbiamo bisogno della grazia di Dio, e della sua pace che regni nei nostri cuori! Senza la grazia di Dio, come sarebbe la tua vita? Tu pecchi mai? E se non ci fosse la grazia di Dio, ma Dio dovesse solo darti la giusta punizione per ogni tuo peccato, come sarebbe? Fratelli, senza la grazia di Dio non potremmo vivere. Non avremmo speranza. I nostri peccati ci condannerebbero subito. Quindi, pregare per avere grazia da Dio, la grazia quotidiana che ci serve ogni giorno, non è una preghiera superflua, o di rito. È una preghiera per qualcosa da cui dipendiamo, giorno per giorno. Grazie a Dio, la preghiera non serve per convincere Dio a darci la sua grazia. Quello è già il suo cuore per noi. Ma ci aiuta a riconoscere la grandezza del dono di avere la grazia di Dio nella nostra vita, giorno per giorno.

Paolo chiede a Dio grazia, e chiede anche pace. Quanto abbiamo bisogno della pace di Dio! Per grazia, tramite il sacrificio di Cristo, abbiamo pace con Dio. Siamo riconciliati con Dio. Cristo ha pagato per tutti i nostri peccati, e così ha fatto la pace tra noi e Dio togliendo il muro di peccato che ci separava da Dio e che ci teneva lontani. Quella è la pace CON Dio, che abbiamo per mezzo di Cristo e che nessuno può toglierci. Ma c’è anche un’altra pace, che è la pace che sentiamo nel nostro cuore, e che spesso ci manca. Questa non è la pace nel rapporto con Dio, ma la pace che noi abbiamo nel cuore. Non possiamo perdere la pace con Dio, ma possiamo perdere la pace nel cuore, quando togliamo gli occhi da Dio. Paolo chiede a Dio pace per i Colossesi, perché senza la pace nel cuore, senza la vera pace che solo Dio ci dona, come va la vita? Come stai quando non hai pace dentro di te? Quando non abbiamo pace abbiamo il cuore pieno di ansia e di agitazione. Quando non abbiamo pace abbiamo una vita miserabile. Non c’è Dio nei nostri pensieri. E stiamo male. È terribile. Abbiamo bisogno di pace nel nostro cuore per poter stare veramente bene. E c’è solo uno che può darci vera pace, ed è Dio solo. La pace che viene da Dio, quando guardiamo a Lui e camminiamo nelle sue vie, inonda il nostro cuore e ci dà tranquillità anche in mezzo alle tempeste più grandi della vita.

Abbiamo bisogno di grazia e di pace, e per la grazia di Dio abbiamo una fonte inesauribile di grazia e pace in Dio nostro Padre e nel nostro Signore Gesù Cristo. Grazie a Dio!

Pregando continuamente

Dopo questi saluti, Paolo apre questa epistola con una preghiera per i Colossesi. È una preghiera molto ricca, e un modello per noi, e Dio volendo studieremo questa preghiera nel prossimo sermone. Infatti, Paolo si ferma prima a parlare dell’opera di Dio nei Colossesi, nella loro salvezza. Allora, consideriamo quello che Dio aveva fatto in loro, per vedere la grandezza dell’opera di Dio anche in noi. Seguite mentre leggo dal v3.

“3 Noi rendiamo grazie a Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, pregando continuamente per voi,” (Colossesi 1:3 LND)

Paolo e quelli con lui pregavano continuamente per i Colossesi. Notate l’impegno di Paolo nella preghiera per loro. Era un impegno costante, pregava continuamente per loro. E ringraziava Dio per loro, per il loro cammino, perché i Colossesi stavano camminando bene.

Quello che vediamo qua è che Paolo era un uomo che amava profondamente. E perciò, pregava per coloro che amava. Questa è una parte del vero amore. Il vero amore è desiderare il vero bene eterno di qualcuno, e adoperarsi per ottenere quel bene. Quel vero bene è crescere in Cristo, che richiede l’opera di Dio. Perciò, pregare, pregare le cose giuste, le cose spirituali, è un frutto del vero amore. Paolo amava veramente i Colossesi e perciò pregava continuamente per loro. Perseverava nella preghiera per loro.

È buono che qua ci fermiamo a riflettere su noi stessi, su come noi amiamo. Tu ami profondamente i tuoi fratelli e sorelle? Perseveri nella preghiera per loro? Ringrazi Dio per la Sua opera in loro, e per il loro cammino? Prego che avremo sempre più un cuore come quello di Paolo per i nostri fratelli e sorelle in Cristo.

Il cammino dei Colossesi

Paolo aveva sentito parlare dei Colossesi, di come stavano camminando, e quello che aveva sentito di loro gli dava motivo di ringraziare Dio per loro. Seguite mentre leggo i vv3-4, e notate cosa aveva sentito di loro.

“3 Noi rendiamo grazie a Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, pregando continuamente per voi, 4 perché abbiamo sentito parlare della vostra fede in Cristo Gesù e del vostro amore verso tutti i santi,” (Colossesi 1:3-4 LND)

Paolo ringraziava Dio per loro perché aveva sentito di loro che avevano due cose estremamente importanti: fede in Cristo Gesù, e amore verso tutti i santi, cioè gli altri credenti.

Fede

Avevano fede in Cristo Gesù, una fede visibile e chiara, non conoscenza intellettuale, ma vera fede in Cristo che si manifestava con le opere che facevano. La loro fede era visibile al punto che Paolo ne aveva sentito parlare. Tu hai fede in Cristo Gesù, non perché dici di avere fede, ma perché la tua vita dimostra che hai fede in Cristo? In altre parole, le tue decisioni, il tuo modo di pensare, il tuo modo di agire, tutto nella tua vita dimostra che hai fede in Cristo? Prego che cresceremo sempre più nella fede, e che, di conseguenza, le nostre vite siano sempre più piene di buone opere che la vera fede produce. Prego che gli altri intorno a me, e a te, possano ringraziare Dio per la mia e la tua fede, alla gloria di Dio.

Amore

I Colossesi avevano fede in Cristo e avevano anche vero amore verso tutti i santi. Era un amore visibile. Un sentimento non si vede. Il loro era un amore visibile, non un amore a parole, ma con i fatti. Amavano veramente, con le azioni, e amavano tutti i santi. Non amavano solo quelli che erano facili da amare. Amare solo chi ti è facile non è vero amore. I Colossesi amavano TUTTI i santi, quelli più facili, e quelli più difficili da amare.

Tu hai un amore così? Hai un amore che è visibile agli altri intorno a te, un amore di fatti, che gli altri vedono? E poi, ami tutti, chi ti è facile e anche chi ti è difficile? O ami solo quelli che sono facili per te? Oh che possiamo amare veramente, tutti i santi, come facevano i Colossesi!

La ragione del loro cammino

Ma perché i Colossesi avevano fede e amore? Paolo ce lo spiega nel v5. Leggo ancora il v4 e aggiungo il v5.

“4 perché abbiamo sentito parlare della vostra fede in Cristo Gesù e del vostro amore verso tutti i santi, 5 a motivo della speranza che è riposta per voi nei cieli, di cui avete già sentito nella parola della verità dell’evangelo,” (Colossesi 1:4-5 LND)

Avevano fede e amore a motivo della speranza celeste che avevano. Erano stati salvati per mezzo dell’evangelo di Cristo, e perciò avevano la speranza della vita eterna, riposta per loro nei cieli. Era una speranza che niente e nessuno avrebbe mai potuto togliere loro. Avevano sentito di questa speranza nell’evangelo che era stato proclamato loro, e si erano aggrappati a Cristo per avere questa speranza.

Avere questa certa e viva speranza era uno stimolo per loro ad avere fede, e ad avere vero amore per tutti i santi. Infatti, è solo quando viviamo con gli occhi in avanti, alla nostra viva speranza, che possiamo camminare per fede. Quindi, vivendo guardando a questa speranza del cielo, l’eternità con Dio, avevano come frutto della loro salvezza un cammino nella fede in Cristo e nell’amore verso tutti i santi.

Se tu dici di essere credente, se tu dichiari che Gesù Cristo è il tuo Signore e Salvatore, quali frutti si vedono nella tua vita? Quando uno guarda la tua vita, vede vera fede e amore in te, che sono a motivo della speranza che hai in Cristo? Tieni in mente la tua viva speranza?

Prego che saremo come i Colossesi!

L’Evangelo è giunto a voi

L’evangelo era arrivato ai Colossesi, e ha portato frutto in loro, ma non è arrivato solo a loro. Leggo i vv 5-6.

“5 a motivo della speranza che è riposta per voi nei cieli, di cui avete già sentito nella parola della verità dell’evangelo, 6 che è giunto a voi, come pure in tutto il mondo; ...” (Colossesi 1:5-6a LND)

I Colossesi avevano sentito l’evangelo perché era giunto a loro, cioè, era stato predicato a loro. Ma se tu sei in Cristo, l’evangelo è stato predicato anche a te, in qualche forma. Non sei andato per primo tu in cerca di Dio. Piuttosto, Dio ha fatto arrivare l’evangelo fino a te, e per mezzo dell’evangelo sei stato salvato. Pensa alla grazia di Dio verso di te. Dio ha fatto arrivare anche fino a te l’evangelo, cioè la buona notizia della salvezza per mezzo di Gesù Cristo, l’unica via per la quale potevi essere salvato. Che grazia Dio ha avuto verso di te, e verso di me, facendo arrivare l’evangelo anche a noi!

Infatti, notate che Paolo dichiara che l’evangelo era giunto ai Colossesi, ma anche a tutto il mondo. E qui non sta dicendo che l’evangelo è arrivato fisicamente a ogni persona nel mondo, ma piuttosto che l’evangelo è stato sparso ed è arrivato a popoli di tutto il mondo. E per la grazia di Dio, noi siamo tra quelli a cui l’evangelo è arrivato. Che grazia!

Spargere l’evangelo deve essere l’impegno dei credenti di ogni generazione. Come chiesa, direi che questo è un campo in cui dobbiamo crescere. In Romani 10 leggiamo che chi crede sarà salvato, ma non si può credere senza sentire l’evangelo. Oh che possiamo crescere nel nostro impegno di proclamare attivamente l’Evangelo ad altri, avendo costanza e un grande impegno. Oh che possiamo avere di più un cuore di voler raggiungere altri con la buona notizia della salvezza in Cristo. Cristo ne è degno!

Il frutto dell’evangelo

E qual è il risultato quando l’evangelo arriva e viene creduto? Rileggo il v6.

“[l’evangelo] 6 che è giunto a voi, come pure in tutto il mondo; e porta frutto e cresce, come avviene anche tra di voi, dal giorno in cui udiste e conosceste la grazia di Dio in verità,” (Colossesi 1:6 LND)

Il frutto dell’evangelo, la parola della verità dell’Evangelo, sono persone che vengono salvate, cioè riconciliate con Dio. Questo è il frutto dell’Evangelo. L’Evangelo è lo strumento che Dio usa per portare più persone nel Regno di Dio. E anche oggi, quanto l’Evangelo viene proclamato, porta frutto, e cresce. Questo era avvenuto fra questi credenti a Colosse e, grazie a Dio, questo è avvenuto anche tra di noi qua, in questa chiesa.

L’Evangelo porta il frutto della salvezza, e cresce, cioè raggiunge sempre più persone. Il Regno di Dio cresce. E i credenti vengono conformati più all’immagine di Cristo.

I Colossesi avevano frutto nella loro vita. E tu?

Notate anche quando hanno iniziato ad avere frutto. Era qualcosa che è arrivato con il tempo, man mano, o subito? Notate l’ultima parte del v.6. Rileggo anche il v5.

“5 a motivo della speranza che è riposta per voi nei cieli, di cui avete già sentito nella parola della verità dell’evangelo, 6 che è giunto a voi, come pure in tutto il mondo; e porta frutto e cresce, come avviene anche tra di voi, dal giorno in cui udiste e conosceste la grazia di Dio in verità,” (Colossesi 1:5-6 LND)

Il frutto della salvezza è arrivato a loro dal giorno in cui avevano udito e conosciuto la grazia di Dio in verità. Questa è una descrizione del momento della salvezza. Si sente l’Evangelo, e poi, per opera dello Spirito Santo, si crede di cuore, e si viene perdonati. A quel punto, si conosce la grazia di Dio in verità, non più solo come dottrina, ma nella propria vita.

L’Evangelo ha portato frutto in loro dal giorno in cui avevano udito e creduto, e poi, avevano conosciuto la grazia di Dio in verità. E quello è il momento in cui l’Evangelo ha portato il suo frutto in ognuno di noi che è salvato, con la nostra salvezza.

Paolo parla della salvezza definendola “il giorno in cui udiste e conosceste la grazia di Dio in verità”. Cos’è la salvezza? La salvezza è vedere il proprio peccato, vedere la santità di Dio, e conoscere la grazia di Dio che ha dato il suo Figlio per pagare per i peccati di chiunque si aggrappa a Lui per la salvezza. Conoscere la grazia di Dio in verità non è qualcosa di intellettuale. Non è conoscenza accademica. Piuttosto, è proprio afferrare che il MIO peccato mi separa da Dio, ma aggrappandomi a Cristo, che ha pagato per ME, per i MIEI peccati, Dio mi perdona per tutti i MIEI peccati, e ha GRAZIA verso di me. Che dono meraviglioso è la salvezza! Ed è possibile solo perché Dio ha fatto arrivare l’evangelo anche a noi! Grazie a Dio!

Epafra nostro caro compagno

I Colossesi avevano udito l’Evangelo perché era stato annunciato loro. Ma chi l’aveva annunciato loro? Paolo ce ne parla nei vv 7-8.

“7 come avete imparato da Epafra, nostro caro compagno, il quale è un fedele ministro di Cristo per voi, 8 e che ci ha anche dichiarato il vostro amore nello Spirito.” (Colossesi 1:7-8 LND)

Dio si è servito di Epafra per far arrivare l’evangelo ai Colossesi. Dio si serve di persone per spargere l’Evangelo.

Ma notate come Paolo parla di Epafra. Epafra era un caro compagno di Paolo, e un fedele ministro di Cristo. Era lui che ha raccontato a Paolo dell’amore dei Colossesi. Ecco perché Paolo sapeva del loro amore per tutti i santi, per cui ringraziava Dio continuamente per loro.

Epafra è stato molto usato da Dio nella vita dei Colossesi. Fratelli e sorelle, Dio ha affidato a ciascuno di noi compiti e ruoli diversi. Tu sei uno strumento utile nelle mani di Dio, nel ruolo che lui ti ha dato? Sia che tu sia un marito, o una moglie, un padre, o una madre, un pastore, un collega di lavoro, un fratello in chiesa, o in qualunque altro ruolo che Dio ti ha dato, sei usato da Dio nella vita degli altri intorno a te? Epafra era un fedele ministro di Cristo. Tu sei fedele nei ruoli che Dio ti ha affidato? Prego che ciascuno di noi sia fedele e sia uno strumento utile nelle mani di Dio per l’avanzamento del suo Regno.

Come possiamo essere strumenti utili? Possiamo esserlo solo quando camminiamo umilmente davanti a Dio, in santità, essendo fedeli in quello che Dio ci dà da fare. A volte Dio sceglie di darci incarichi importanti e visibili, come ad Epafra. Altre volte, ci affida compiti semplici, quotidiani, nascosti. Sei fedele in quello che Dio ti ha affidato? Prego che altri potranno dire di noi che siamo cari compagni nell’opera di Cristo, e fedeli ministri di Dio. Vale tutto.

Conclusione

Per oggi ci fermiamo qua, e Dio volendo nel prossimo sermone studieremo la preghiera di Paolo nei prossimi versetti.

In questa prima parte di Colossesi 1 abbiamo visto la grazia di Dio, che ha fatto arrivare l’evangelo anche a noi, e ci ha salvati per grazia.

E abbiamo visto anche vari spunti per riflettere sulla nostra vita, sul nostro cammino davanti a Dio.

Abbiamo il cuore di Paolo, che amava profondamente i Colossesi, e così pregava continuamente per loro?

Abbiamo il cuore dei Colossesi, che tenendo in mente la speranza eterna che avevano ricevuto, vivevano avendo fede in Cristo Gesù e amando tutti i santi?

Siamo colpiti e meravigliati vedendo la grazia di Dio, che ha fatto arrivare l’evangelo fino a noi, e che ci ha salvati, per grazia?

E, infine, abbiamo la reputazione di Epafra, un fedele ministro di Cristo, che è stato molto usato da Dio? Siamo strumenti utili nelle mani di Dio, nei ruoli che Lui ci ha dato?

Oh prego che riflettendo e meditando saremo colpiti dalla grazia di Dio che ci ha salvati, non perché noi fossimo bravi o l’avessimo meritato, ma solo per la sua grazia. E per la sua grazia ci porta avanti, e ci fa crescere conformandoci all’immagine di Cristo. Ringraziamo Dio per la sua opera di grazia in noi!