Aiuto Biblico

Il cuore di Paolo: un esempio per noi

Colossesi 2:1-3

Sermone di Leonardo Bevilacqua, www.AiutoBiblico.org per domenica, 18 gennaio 2026
Descrizione: Paolo combatteva per i credenti che Dio gli aveva dato da curare. Aveva profondamente a cuore il Regno di Dio e la sua gloria. E si dedicava a compiere quello che Dio gli aveva affidato. Che esempio per noi!
parole chiave: sofferenze, Regno di Dio, Paolo, mistero, sapienza, saggezza, amore

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Introduzione

Oggi, con l’aiuto di Dio vogliamo riprendere il nostro studio dell’epistola di Paolo ai Colossesi. Siamo arrivati al capitolo 2, ma prima di iniziare a guardare il brano di oggi, dobbiamo riprendere il filo di quello che Paolo sta scrivendo per rimetterci dentro al brano.

Se vi ricordate, alla fine del capitolo 1 Paolo ha parlato delle sue sofferenze per i credenti. Paolo parla delle sue sofferenze non per farsi vedere, o facendo la povera vittima. Infatti, da quello che racconta capiamo com’era il suo cuore verso questi credenti, e indirettamente, verso di noi. Paolo voleva il vero bene dei credenti, e voleva essere un fedele ministro di Cristo. In Paolo vediamo un cuore che rispecchiava il cuore che Cristo ha per la sua chiesa. Allora, riprendiamo il brano da Colossesi 1:24. Seguite mentre rileggo da Colossesi 1:24.

Sofferenze di Paolo per l’Evangelo

“24 Ora mi rallegro nelle mie sofferenze per voi, e compio nella mia carne ciò che manca alle afflizioni di Cristo per il suo corpo, che è la chiesa, 25 di cui sono stato fatto ministro, secondo l’incarico che Dio mi ha dato per voi, per presentare pienamente la parola di Dio, 26 il mistero che fu tenuto nascosto da secoli e generazioni, ma che ora è stato manifestato ai suoi santi, 27 ai quali Dio ha voluto far conoscere quali siano le ricchezze della gloria di questo mistero fra i gentili, che è Cristo in voi, speranza di gloria, 28 il quale noi annunziamo, ammonendo e ammaestrando ogni uomo in ogni sapienza, per presentare ogni uomo perfetto in Cristo Gesù; 29 e per questo mi affatico combattendo con la sua forza che opera in me con potenza.” (Colossesi 1:24-29 LND)

Paolo soffriva, si affaticava, combatteva, per adempiere l’incarico che Dio gli aveva affidato. Paolo aveva ricevuto da Dio l’incarico di presentare pienamente la parola di Dio, il mistero di Dio, che è la verità meravigliosa che Cristo è in noi, anche in noi gentili. E Paolo ha adempiuto quell’incarico che Dio gli aveva affidato. Non era un incarico facile. Anzi, era un incarico estremamente difficile, che gli ha procurato tanta sofferenza, tante afflizioni, un duro combattimento, insieme anche a tanta gioia e tanto frutto alla gloria di Dio. Paolo, per amore di Dio e per amore dei credenti, si è dedicato fedelmente ad adempire il suo incarico. E anche noi, che siamo qua oggi, siamo beneficiari del suo impegno e costanza.

Nei vv28-29 leggiamo qual era il traguardo di Paolo e dei suoi collaboratori, infatti, parlando di Cristo dichiara:

“28 [Cristo] il quale noi annunziamo, ammonendo e ammaestrando ogni uomo in ogni sapienza, per presentare ogni uomo perfetto in Cristo Gesù; 29 e per questo mi affatico combattendo con la sua forza che opera in me con potenza.” (Colossesi 1:28-29 LND)

Il traguardo per cui Paolo e gli altri si affaticavano era di presentare ogni uomo perfetto, completo, in Cristo Gesù. Il traguardo di Paolo era di preparare ogni uomo in Cristo, per poter presentare ciascuno a Cristo come uomo perfetto, completo. E per questo si affaticava, combatteva, soffriva, ed era afflitto. Si dedicava fedelmente ad annunziare Cristo, ad ammonire, ad ammaestrare, avendo in mente il traguardo di edificare ciascuno per renderlo perfetto in Cristo. Che esempio per noi! Oh che possiamo anche noi avere il cuore di Paolo, e la sua costanza, in quello che Dio ha affidato a noi! E che grazia per noi, da Dio, perché anche noi siamo fra quegli uomini che Paolo avrebbe presentato perfetti in Cristo Gesù. Anche tutti noi qua, che siamo in Cristo, siamo stati edificati tramite il ministero di Paolo, e ancora veniamo edificati.

Paolo aveva a cuore il Regno di Dio. Tu hai a cuore il Regno di Dio, al punto che non ti importa quali sofferenze ti porta, perché tu vuoi vivere per il Regno di Dio? Prego che avremo questo cuore. Quanta gioia possiamo avere quando viviamo così!

E che possiamo avere noi un desiderio sempre più profondo di essere perfetti, completi, in Cristo, pronti per stare nella Sua presenza.

Il cuore di Paolo nel combattimento

Allora, tenendo in mente il cuore di Paolo, adesso riprendiamo il brano da Colossesi 2:1. Qua Paolo parla ancora del combattimento che sosteneva, e qui vediamo ancora il suo cuore per i credenti. Questo è l’esempio di un uomo imperfetto, ma con un grande cuore per i credenti. Questo ci mostra più del cuore di Dio per noi. Seguite mentre leggo Colossesi 2:1.

“1 Voglio infatti che sappiate quanto grande sia il combattimento che sostengo per voi, per quelli che sono a Laodicea e per tutti quelli che non hanno visto la mia faccia di persona,” (Colossesi 2:1 LND)

Notate una cosa importante. Paolo non aveva “qualche” difficoltà. La vita di Paolo era piena di difficoltà. Paolo combatteva attivamente per i credenti. Nei versetti precedenti aveva parlato di sofferenze e afflizioni. Paolo combatteva per il vero bene eterno dei credenti che curava. E notate che alcuni di questi non li aveva nemmeno mai conosciuti di persona.

Paolo sosteneva un grande combattimento, un combattimento costante, per portare a termine il compito che Dio gli aveva affidato.

Allora, fermiamoci un attimo a notare il cuore di Paolo. Paolo amava veramente. Il vero amore è un amore sacrificale. Amare veramente vuol dire essere pronti a sacrificarsi per il vero bene della persona che amiamo. Chi ama è pronto a sacrificarsi per quelli che ama. Paolo ha sacrificato il proprio benessere, una vita tranquilla e stabile, l’approvazione degli uomini, e molto di più, per essere un servo fedele di Dio e per edificare la chiesa di Cristo. E non l’ha fatto controvoglia, o per costrizione, ma di cuore, perché era il suo desiderio di cuore. Paolo voleva dare gloria a Dio e voleva il vero bene eterno di quelli che curava. In 2Corinzi 11 leggiamo delle sofferenze di Paolo, di come aveva sofferto persecuzione, era stato lapidato, conosceva la fame, il freddo, hanno cercato di ucciderlo, è stato battuto, e molto di più. Ma nonostante questo, Paolo combatteva sempre per portare le verità di Dio.

In Paolo, seppure in forma limitata, vediamo un esempio del cuore del nostro Padre celeste e di Cristo verso di noi. Vediamo il cuore di Dio per noi, che vuole profondamente il nostro vero, eterno, bene, e si adopera per il nostro bene. E vediamo anche il cuore di Cristo per noi, che era pronto a sacrificare sé stesso, sulla croce, per noi, per amore nostro.

Voglio che sappiate

E qui, in Colossesi 2:1 vediamo che Paolo voleva che i Colossesi sapessero delle sue sofferenze. Perché? Perché voleva che sapessero del combattimento che sosteneva per loro? Voleva vantarsi? No, assolutamente. Piuttosto, era per consolare i loro cuori.

Se tu stai male, o sei scoraggiato, o è un periodo difficile, o anche solo nella vita quotidiana, cosa ti fa se sai che c’è qualcuno che vuole il tuo vero bene, e si affatica e combatte per te, per quel bene? Cosa ti fa se sai che c’è qualcuno che ti ama veramente, e vuole che tu stia bene, e che tu abbia più di Cristo? Ti darebbe gioia? Ti darebbe coraggio? Ti consolerebbe? Ti aiuterebbe a perseverare nel cammino? Certo! Ti incoraggerebbe grandemente.

Vogliamo sentirci amati. Fa parte di noi. E ciascuno di noi che è in Cristo è amato da Dio, sempre, profondamente, con un amore puro e perfetto. Ma Dio ci ha anche creati con un desiderio di sentirci amati anche dalle persone che ci circondano. Ed è giusto. Questo è come Dio ha creato i rapporti. Che grande incoraggiamento, gioia e consolazione possiamo avere quando sappiamo e vediamo che altri ci amano veramente. È una grande consolazione.

Una consolazione

Paolo voleva che sapessero quanto grande era il combattimento che lui sosteneva per loro affinché fossero consolati. Infatti, lui stesso lo dichiara nel v2.

Seguite mentre leggo i vv1-2.

“1 Voglio infatti che sappiate quanto grande sia il combattimento che sostengo per voi, per quelli che sono a Laodicea e per tutti quelli che non hanno visto la mia faccia di persona, 2 affinché i loro cuori siano consolati, essendo essi uniti insieme nell’amore, ...” (Colossesi 2:2a LND)

Paolo condivideva del suo combattimento affinché i loro cuori fossero consolati. Ciascuno di noi vuole avere un cuore consolato, quando ci troviamo in mezzo a difficoltà, o dolori, o sofferenza. Ricordate Gesù, quando pregava nel giardino, prima di andare alla croce? Aveva preso con sé alcuni dei suoi discepoli affinché stessero con Lui. Cosa potevano fare i suoi discepoli? Potevano togliergli la sua angoscia di cuore? Potevano togliere quello che gli stava davanti? Non potevano risolvere i problemi di Gesù. Ma potevano stare con Lui, vegliare con Lui. E quello è già tanto. C’è un tempo per incoraggiare con le parole, e c’è un tempo per solo stare accanto a chi soffre. Anche solo la vicinanza ha un grandissimo valore quando c’è dolore e sofferenza.

Paolo era lontano da questi credenti. Non poteva stare con loro. Ma voleva che sapessero che lui si stava affaticando per loro, e stava combattendo per loro, affinché loro potessero conoscere Dio e Cristo, e conoscere la verità. E così, i loro cuori potevano essere consolati.

Uniti nell’amore

Ma notate che, alla fine del v2, Paolo spiega come potevano essere consolati. Un modo in cui questi credenti potevano essere consolati, e anche noi, è essendo uniti nell’amore.

Essere uniti, veramente uniti, nell’amore, con qualcuno, è una grandissima consolazione. Tu puoi trovarti in mezzo all’angoscia più profonda, ma se sai che sei amato, e hai qualcuno che ti ama accanto a te, e sei unito con quella persona, è una grandissima consolazione. Ciascuno di noi l’ha provato, più volte, in situazioni diverse.

Essere veramente uniti, di cuore, nell’amore, con quelli che sono intorno a noi è una benedizione immensa.

Ma di natura non è così. Di natura NON siamo uniti nell’amore. Di natura pecchiamo, e il nostro peccato distrugge i rapporti, e crea divisione invece che unità. Non possiamo essere uniti insieme nell’amore quando abbiamo orgoglio, quando viviamo per quello che vogliamo noi, quando siamo permalosi, quando abbiamo scatti d’ira, o quando siamo egoisti. Anche avere uno spirito critico rende impossibile l’essere uniti nell’amore, e perciò, ci ostacola dall’essere consolati.

Invece, cresciamo nell’essere uniti nell’amore quando abbiamo un unico traguardo insieme, e quel traguardo è di portare gloria a Dio. Siamo uniti nell’amore quando abbiamo vero timore di Dio, che ci spinge a camminare in santità davanti a Dio, e quando abbiamo la viva speranza di stare con Cristo per l’eternità.

La vita più bella sulla terra è quando siamo uniti nell’amore. Oh che anche noi possiamo camminare confessando i nostri peccati, in modo che possiamo essere uniti nell’amore, per aver la consolazione che ci serve.

Camminiamo avendo un cuore umile, confessando i nostri peccati, e amandoci gli uni gli altri. Che grande consolazione possiamo avere quando viviamo così!

Ottengano la conoscenza del mistero di Dio

Paolo si dedicava, in quello che faceva, affinché questi credenti potessero essere consolati, essendo uniti nell’amore. E Paolo si dedicava a predicare la verità di Dio affinché potessero conoscere Dio sempre di più. Leggiamo di questo nel resto del v2. Rileggo il v2.

“2 affinché i loro cuori siano consolati, essendo essi uniti insieme nell’amore, ed ottengano tutte le ricchezze della piena certezza d’intelligenza per la conoscenza del mistero di Dio e Padre, e di Cristo,” (Colossesi 2:2 LND)

Paolo voleva che i credenti ottenessero tutte le ricchezze della piena certezza di intelligenza per la conoscenza del mistero di Dio e di Cristo. Paolo si affaticava per questo.

Se ricordate, in Colossesi 1:24-27 Paolo spiega che il suo incarico affidatogli da Dio, come ministro di Dio, era di presentare pienamente la parola di Dio. E parlando di quello che lui annunziava, nel v26 lo chiama

“26 il mistero che fu tenuto nascosto da secoli e generazioni, ma che ora è stato manifestato ai suoi santi,” (Colossesi 1:26)

Parla di questo mistero, e poi nel versetto successivo spiega che cos’è quel mistero:

“27 ai quali Dio ha voluto far conoscere quali siano le ricchezze della gloria di questo mistero fra i gentili, che è Cristo in voi, speranza di gloria,” (Colossesi 1:27 LND)

Il mistero è che la salvezza ha raggiunto anche noi, che siamo gentili. E così, Cristo è in noi, che non siamo giudei, e perciò non facevamo parte del popolo di Dio. E in Cristo abbiamo la speranza di gloria, cioè la certezza che, sulla base dei meriti di Cristo, noi staremo alla presenza di Dio, in gloria, per tutta l’eternità. Questo è il mistero che Paolo annunziava.

Perciò, alla luce di questo voglio rileggere la seconda parte di Colossesi 2:2.

“… ed ottengano tutte le ricchezze della piena certezza d’intelligenza per la conoscenza del mistero di Dio e Padre, e di Cristo,” (Colossesi 2:2b LND)

Paolo voleva che potessero ottenere tutte le ricchezze della piena certezza di intelligenza per conoscere più in profondità il mistero di Dio e Padre, e di Cristo, che è Cristo in noi.

Conoscere, non intellettualmente, non a livello accademico, ma nel cuore, conoscere a fondo il mistero di Dio in Cristo, che è Cristo in noi, per grazia, consola profondamente i nostri cuori e cambia come viviamo.

Cosa cambia quando conosciamo, veramente, di cuore, la verità che Cristo è in noi? Cambia tutto. Quando vediamo tutto nella vita tramite il filtro della verità che Cristo è in noi, cambia tutto.

Pensate a chi è Cristo. Cristo è colui che ha ogni potestà nel cielo e sulla terra. Tutto gli è sottoposto. Gesù Cristo è colui che prega per noi, costantemente, e sempre la cosa perfetta. Gesù Cristo è Dio, conosce tutto, conosce ogni nostro bisogno e conosce sempre qual è la cosa perfetta per noi.

Cristo, il nostro Cristo, è IN NOI. E noi siamo in Lui. E il Suo cuore è per noi, perché siamo preziosi per Lui. Che verità meravigliose!

Se tu tieni in mente queste verità, e le vivi, giorno per giorno, cosa cambia? Cambierebbe la tua vita? Quanta gioia e pace possiamo avere se non solo conosciamo ma anche viviamo queste verità. Quanta gioia e pace perdiamo, perché NON ricordiamo queste verità, e spesso viviamo la vita come se Cristo non ci fosse.

Paolo desiderava per i Colossesi che fossero ripieni della conoscenza di questa verità profonda e meravigliosa. E notate che desiderava che ottenessero TUTTE le ricchezze della PIENA certezza di intelligenza. Desiderava che avessero la piena conoscenza di questa verità. Questa non è una conoscenza alla buona, superficiale, come qualche verità sterile che hai nella mente in senso generico. Piuttosto, questa è una conoscenza profonda, di cuore, che cambia il modo in cui vivi. Quando conosciamo a fondo il mistero di Dio, che Cristo è in noi, cambia tutto. Ci colpisce nel profondo, ci dà pace nelle prove, cambia la nostra vita.

Prego che abbonderemo sempre più nelle ricchezze di questa conoscenza, e che il mistero che Cristo è in noi riempia le nostre menti e i nostri cuori, giorno per giorno.

Tutti i tesori della sapienza e conoscenza

Conoscere e tenere in mente che Cristo è in noi vale tutto. Nel v3 Paolo ci spiega di più di Cristo e aggiunge:

“3 in cui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza.” (Colossesi 2:3 LND)

In Cristo, e solo in Cristo, sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza. Tutta la sapienza e la conoscenza stanno in Cristo.

Di natura, non abbiamo sapienza. Ogni bambino che nasce, nasce senza sapienza. Ma ci serve la sapienza per poter vivere bene. È fondamentale.

Si può avere intelligenza. Tanti nel mondo, nella società, hanno intelligenza. Ma l’intelligenza e la vera sapienza sono cose ben diverse. Tanti scienziati sono molto intelligenti, ma non hanno vera sapienza. Pensate, per esempio, a come tanti scienziati capiscono mille cose di come funziona il mondo, la vita, l’universo, eppure rifiutano di riconoscere che c’è un Creatore, che è Dio. Sono intelligenti, molto intelligenti, ma mancano terribilmente di sapienza.

La sapienza, la vera sapienza, viene solo da Dio. In Cristo sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza.

Ricordate quello che leggiamo chiaramente in Proverbi 9:10?

“Il timore dell’Eterno è il principio della sapienza, e la conoscenza del Santo è l’intelligenza.” (Proverbi 9:10 LND)

Da dove viene la sapienza? Il timore dell’Eterno è il principio della sapienza. Senza il timore di Dio non è possibile avere sapienza.

Uno che è intelligente, se non ha vero timore di Dio, non ha vera sapienza.

Quindi, tutti i grandi studiosi del mondo, tutti gli uomini famosi nella storia del mondo, famosi per la loro grande conoscenza, se non avevano vero timore di Dio, non avevano vera sapienza. In realtà, nonostante avessero una certa conoscenza, erano uomini stolti. È solo nell’avere vero timore di Dio che c’è vera sapienza e intelligenza.

E la sapienza è fondamentale per avere una vita benedetta, e un’eternità benedetta.

Pensate alla vita quotidiana. Quante decisioni prendiamo ogni giorno? Pensate a tutte le decisioni che prendiamo, sia le grandi decisioni, sia le piccole decisioni. Prendiamo molte più decisioni piccole che decisioni grandi. Le decisioni che prendiamo ogni giorno impattano e cambiano il corso della nostra vita, in bene o in male. Pensaci. Il modo in cui prendi le tue decisioni, e quello che decidi, determina come vivi a livello pratico, come vivi i tuoi rapporti, come pensi, come stai spiritualmente. Quanto è importante che abbiamo vera sapienza, vera saggezza, che si trova solo in Cristo, per poter prendere buone decisioni, che portano buoni frutti nella nostra vita. Se tu vuoi avere una vita benedetta, piena di gioia, con tanto di Cristo, hai bisogno di sapienza. Quando non dimoriamo in Cristo non possiamo avere sapienza, e così decidiamo male, giorno per giorno, e la vita diventa brutta, pesante, e difficile, e subiamo le conseguenze delle nostre brutte scelte.

Ma grazie a Dio abbiamo una fonte inesauribile di vera sapienza. Abbiamo letto qua, nel v3, che in CRISTO sono nascosti tutti i tesori della sapienza. Solo in Cristo. Tutta la vera sapienza e conoscenza è in Cristo. È in LUI che dobbiamo cercare tutto. È in LUI che dobbiamo riposare. È solo in Cristo che conosciamo Dio. Quindi, cerchiamo tutto in Cristo!

Ma come possiamo avere più di questa sapienza e conoscenza? Come possiamo attingere a Cristo che è la fonte inesauribile?

L’unico modo per attingere a Cristo è di dimorare in Cristo, giorno per giorno. E come possiamo dimorare in Cristo, giorno per giorno? Grazie a Dio è semplice. Serve umiltà, profonda umiltà di cuore. Serve riconoscere quanto abbiamo bisogno di Cristo, e quanto dipendiamo da Cristo. E serve essere pronti a riconoscere e confessare i nostri peccati, per restare stretti a Cristo.

L’orgoglio è il nostro grande nemico, che ci ostacola dall’essere vicini a Cristo, e quindi ci ostacola anche dall’avere tutti i benefici di dimorare in Cristo. Quando ci induriamo nell’orgoglio e non vogliamo umiliarci, siamo stolti, profondamente stolti. Il nostro orgoglio ci promette che staremo bene, ma in realtà ci toglie l’unica cosa che ci fa veramente stare bene, che è essere vicini a Cristo.

Se ho un peccato che non voglio vedere, o che non voglio abbandonare, non posso dimorare in Cristo, e quindi non avrò vera sapienza. Ma avere la vera sapienza è fondamentale.

La vera vita cristiana è di camminare umilmente, seguendo Gesù Cristo, vedendo Cristo come la nostra vita, vedendo in Cristo la nostra giustizia, vedendo in Cristo la nostra gioia e la nostra pace.

Vivere bene vuol dire vivere con sapienza. E tutte le ricchezze della sapienza e della conoscenza sono in Cristo.

Conclusione

Prego che saremo rimasti colpiti dall’esempio di Paolo qua. Prego che ciascuno di noi qua, che è credente, avrà il cuore di impegnarsi per il bene degli altri, per il Regno di Dio. Oh che possiamo non considerare noi stessi, la nostra vita, il nostro comfort, come faceva Paolo. Ma, piuttosto, prego che siamo pronti a sacrificare tutto per vivere per Dio, compiendo fedelmente quello che Lui ci ha affidato. Questa è la vita benedetta!

Abbiamo considerato l’importanza dell’essere uniti insieme nell’amore. Di natura, ciascuno vive per se stesso. Di natura cerchiamo quello che porta beneficio a noi stessi e alla nostra famiglia. Dio ci insegna ad essere uniti nell’amore, uniti con un forte legame di amore. Questa è la vita che conta, questa è la vita che porta vera gioia e vera pace e che porta vero frutto per l’eternità. Quanta consolazione possiamo avere quando siamo uniti insieme nell’amore.

E poi, prego che terremo in mente il mistero di Dio che ci è stato rivelato. Cristo è in noi, anche in noi che siamo gentili, per grazia. E prego che meditando su questa verità sonderemo sempre di più le profondità di questa verità. E prego che, vivendo tenendo in mente che Cristo è in noi, le nostre vite saranno trasformate. Prego che avremo gioia ricordando CHI è il nostro Signore, colui che è in noi.

E prego che avremo un profondo desiderio di voler restare vicini a Cristo, dimorando in Cristo, per abbondare nella sapienza che possiamo trovare solo in Lui. Abbiamo bisogno di vera sapienza, ma grazie a Dio abbiamo una fonte inesauribile di ogni sapienza e conoscenza, in Cristo.

Camminiamo guardando a Dio, vicini al nostro Signore, e avremo una vita ricca, piena di frutto, e piena di gioia.