Introduzione
Tu hai bisogno di essere esortato, incoraggiato, stimolato? O sai già tutto e vivi tutto quello che sai?
Finché siamo in vita abbiamo bisogno di essere esortati, incoraggiati, stimolati, e che ci vengano ricordate le stesse cose, ancora e ancora. Fa parte della vita cristiana. E Dio, nel suo grande amore per noi, ci ha dato la sua Parola, che fa proprio questo.
Oggi vogliamo riprendere a studiare Colossesi 2, che è un capitolo ricchissimo e profondo. Prego che ciascuno di noi ne tragga grande beneficio.
Il cuore di Paolo per i credenti
Prima di riprendere il brano dove l’abbiamo lasciato voglio rileggere il brano che abbiamo studiato nell’ultimo sermone, per ricordare quello che abbiamo visto. Seguite allora mentre leggo da Colossesi 2:1.
“1 Voglio infatti che sappiate quanto grande sia il combattimento che sostengo per voi, per quelli che sono a Laodicea e per tutti quelli che non hanno visto la mia faccia di persona, 2 affinché i loro cuori siano consolati, essendo essi uniti insieme nell’amore, ed ottengano tutte le ricchezze della piena certezza d’intelligenza per la conoscenza del mistero di Dio e Padre, e di Cristo, 3 in cui sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza.” (Colossesi 2:3 LND)
Nell’ultimo sermone abbiamo considerato il cuore di Paolo, che è un grande esempio per noi. Paolo amava veramente e profondamente i credenti che Dio gli aveva dato da curare. Si impegnava, a grande costo, sacrificandosi, per il loro bene. Voleva il loro bene eterno. Che cuore! Paolo rispecchiava il cuore che Cristo ha verso di noi. Oh che possiamo noi essere imitatori di Paolo, come Lui era imitatore di Cristo!
Paolo combatteva per i credenti, e voleva che i credenti sapessero del combattimento che sosteneva per loro. E lo faceva non per vantarsi davanti a loro, ma per il loro bene, affinché fossero consolati.
Quando ci troviamo in mezzo ad afflizioni e difficoltà desideriamo essere consolati. E anche in questo in Paolo vediamo un cuore che rispecchia il cuore di Dio per noi. Dio vuole che siamo consolati. Lui è il Dio di ogni consolazione, come leggiamo in 2Corinzi 1.
Se vi ricordate, abbiamo considerato quanto è una grande consolazione quando i credenti sono uniti insieme nell’amore. Di natura non siamo uniti nell’amore. Di natura siamo divisi, a causa del nostro peccato. Soprattutto il nostro orgoglio, che si manifesta in varie forme, distrugge i rapporti e divide invece di unire. Quanta gioia, quanta pace, quanta consolazione possiamo invece avere quando camminiamo in santità, in umiltà, e siamo uniti insieme nell’amore. Ma è possibile solo quando dimoriamo in Cristo.
Paolo aveva a cuore il vero bene eterno dei Colossesi, e per questo non solo voleva che fossero consolati, ma voleva anche che potessero ottenere tutte le ricchezze della piena certezza di intelligenza, per la conoscenza del mistero di Dio. Se vi ricordate, il mistero di Dio, che Paolo predicava, è che Cristo è in noi, anche in noi gentili, ed Egli è la nostra speranza di gloria. Paolo desiderava che loro, e anche noi, potessimo essere ripieni delle ricchezze della conoscenza di questa verità, che Cristo è in noi. Desiderava che potessimo avere una conoscenza sempre più profonda di questa verità meravigliosa. Non conoscenza intellettuale, che rimane nella mente. Piuttosto, una vera conoscenza di cuore, che cambia il modo in cui viviamo, giorno per giorno. Se tu sei in Cristo, la verità che Cristo è IN te, deve cambiare il modo in cui vivi. Non possiamo rimanere impassibili, o indifferenti, davanti ad una verità così grande e meravigliosa. Ogni volta che ti agiti, ogni volta che ti disperi, ogni volta che sei abbattuto o senza speranza, o che ti arrabbi, o ti lamenti, non stai ricordando chi è Cristo e che LUI è IN te. Quando viviamo tenendo questa verità viva nella nostra mente, e vediamo la vita tramite la verità che Cristo è in noi, cambia totalmente come viviamo e pensiamo. Oh che Dio ci apra gli occhi, e il cuore, per afferrare più a fondo le ricchezze della verità che Cristo è in noi.
Sui falsi insegnanti
Nell’ultimo sermone ci siamo fermati a Colossesi 2:3, e oggi, con l’aiuto di Dio vogliamo riprendere il brano dal v4. Paolo adesso cambia discorso, si rivolge ai Colossesi in modo diverso, e li esorta, perché c’era un grande pericolo spirituale che minacciava di farli cadere terribilmente.
E con questo Dio mette in guardia noi, perché anche noi corriamo lo stesso pericolo spirituale che correvano loro. Paolo esorta i Colossesi, dal v4, dicendo:
“4 Or questo dico, affinché nessuno vi inganni con parole suadenti, ...” (Colossesi 2:4 LND)
Quello che Paolo sta per dire, lo dirà perché c’era un grande pericolo spirituale intorno a loro. E voleva proteggere i credenti che amava, affinché nessuno li ingannasse con parole suadenti.
Paolo qua mette in guardia i Colossesi dai falsi insegnanti che c’erano intorno a loro, affinché non cadessero nei loro inganni. Era un grandissimo pericolo spirituale. Potevano essere sviati dalla verità se avessero creduto agli inganni di questi falsi insegnanti.
Ma questo non riguardava solo i Colossesi. Questo riguarda anche noi, oggi. Anche oggi ci sono tanti falsi insegnanti che insegnano false dottrine, e così sviano molte persone. Mai come oggi i falsi insegnanti hanno a loro disposizione tanti mezzi per raggiungere tantissime persone con le loro false dottrine. Pensate a quanto è facile viaggiare oggi, pensate ai libri, e soprattutto, pensate a quanto si può trovare su internet.
Nel v4 leggiamo che questi falsi insegnanti ingannano con parole suadenti.
Cosa sono le “parole suadenti”? Sono parole che persuadono, sono parole che sono dolci e lusinghevoli. Quello che insegnano i falsi insegnanti suona molto bene, è molto dolce, spesso è un messaggio attraente, ma è falso, è un inganno, e non viene da Dio. Più avanti nel capitolo 2, nel v18, Paolo dichiara che questi falsi insegnanti sono uomini gonfi, pieni di orgoglio, e carnali. Non sono uomini di Dio. Non si adoperano per l’edificazione della chiesa. Sono uomini malvagi e pericolosi. Insegnano ragionamenti che, in sé, filano molto bene, sono logici, sembrano discorsi sensati e veri. Ma, in realtà, quando vengono confrontati con la verità di Dio, viene rivelato che sono ragionamenti storti e dottrine false.
Per questo dobbiamo stare in guardia da questi uomini, e qui Dio ci avverte, tramite Paolo.
Paolo parlerà molto più in dettaglio di questo discorso in questo capitolo. E Dio volendo studieremo più a fondo questo discorso nei prossimi sermoni. Ma quello che vediamo qua è una spiegazione dettagliata della verità che troviamo in 1Pietro 5:8-9. Ve lo leggo.
“8 Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. 9 Resistetegli, stando fermi nella fede, …” (1Pietro 5:8-9a LND)
Satana va attorno come un leone ruggente, e cerca chi possa sbranare e distruggere. Satana si serve anche dei falsi insegnanti per cercare di danneggiare il Regno di Dio, e sviare i credenti. Grazie a Dio non siamo soli. Dio è con noi. Non dobbiamo cercare di difenderci noi, con le nostre forze. Ma il modo di resistere agli attacchi di Satana è di stare fermi nella fede. E Paolo ci parla proprio di questo nei prossimi versetti. Esortando i Colossesi, Paolo esorta anche noi.
Ascoltiamo con cuori attenti, perché il pericolo è grandissimo, e ci riguarda da vicino.
La gioia di Paolo
Paolo aveva sentito buone cose dei Colossesi, e aveva gioia per loro. Aveva sentito che stavano camminando bene davanti a Dio. Se vi ricordate, in Colossesi 1:4, all’inizio dell’epistola, Paolo dichiara che avevano sentito parlare della loro fede in Cristo Gesù e del loro amore verso tutti i santi. Avevano una fede vera in Cristo, che era molto visibile. Non era una fede a parole, ma una fede autentica, che si manifestava con i fatti. E avevano vero amore verso tutti i santi, non solo verso chi era piacevole da amare. Qui, nel v5, vediamo che Paolo gioiva per il cammino dei Colossesi. Seguite mentre leggo i vv4-5.
““4 Or questo dico, affinché nessuno vi inganni con parole suadenti, 5 perché, quantunque sia assente da voi col corpo, pure sono con voi con lo spirito, e mi rallegro vedendo il vostro ordine e la fermezza della vostra fede in Cristo.” (Colossesi 2:5 LND)
Notate il cuore di Paolo qua. Notate che dichiara che, nonostante fosse fisicamente lontano da loro, comunque era con loro con lo spirito. Paolo li amava profondamente, al punto che, anche se era fisicamente lontano da loro, era con loro con lo spirito. Aveva veramente a cuore questi credenti, pensava a loro, ringraziava Dio per loro, si affaticava e combatteva per loro. Paolo li amava veramente.
Tu hai questo amore verso le persone che Dio ha messo nella tua vita, soprattutto quelli più vicini a te? Hai questo cuore verso quelli di casa tua? Paolo aveva persone che curava a distanza, ma non serve avere persone da curare a distanza per avere un cuore come Paolo. Paolo in questo rispecchiava il cuore di Cristo per la sua chiesa. Ciascuno di noi può rispecchiare il cuore di Cristo con quelli intorno a noi. Oh prego che avremo sempre più un vero amore per gli altri intorno a noi. Prego che ciascuno di noi vivrà non pensando a sé stesso, ai suoi problemi, al suo cammino, alle sue cadute, ma che vivremo veramente per gli altri, amando profondamente e dedicandoci per il vero bene eterno degli altri.
Paolo aveva veramente a cuore il Regno di Dio. Voleva il vero bene eterno dei credenti. Si dedicava, sacrificandosi per questo. Gioiva per la crescita e il cammino dei credenti. Che amore autentico! Tu hai gioia per la crescita dei tuoi fratelli e sorelle? Se no, rivela che non hai a cuore il Regno di Dio. Hai gioia se TU cresci, ma non per la crescita negli altri? Quello rivela che non ami veramente gli altri.
Pensate al Padre Nostro, la preghiera che Gesù ci ha dato come modello. La prima richiesta è che il nome di Dio sia santificato. Quando questo è il nostro desiderio, allora la crescita degli altri ci darà grande gioia. Oh prego che avremo quel cuore, sempre di più!
Paolo amava veramente, e per questo gioiva vedendo il cammino dei Colossesi. Gli dava gioia vedere che stavano camminando bene. E menziona specificamente due aspetti del loro cammino, che vogliamo considerare qua.
Il vostro ordine
Il primo aspetto che Paolo menziona è il loro ordine. Paolo gioiva vedendo che avevano una vita ordinata.
Dio è un Dio di ordine. E Dio intende che ciascuno di noi abbia una vita ordinata. Non stiamo parlando di avere ordine in casa, o in ufficio, per quanto può essere importante. Piuttosto, stiamo parlando di avere ordine nel modo in cui viviamo la vita spiritualmente. Dio è un Dio di ordine, e ha stabilito un ordine nella vita. Dio ha stabilito come dobbiamo vivere, ha stabilito i ruoli che ciascuno di noi ha, ha stabilito i compiti che ciascuno di noi ha. E Dio intende che viviamo secondo l’ordine che Lui ha stabilito. Avere una vita ordinata significa vivere secondo l’ordine che Dio ha stabilito, non dando spazio alla carne in alcun campo della vita.
Per esempio, Dio insegna a noi mariti di amare, onorare, curare e proteggere le nostre mogli. Un marito che ha una vita ordinata vive il matrimonio così, amando, onorando, curando e proteggendo sua moglie. Vuol dire che non cade mai? No! Ma se cade, un marito ordinato confessa di cuore il suo peccato, guarda a Cristo per il perdono, e riprende il cammino.
Un altro esempio: pensate ad una donna di casa. Dio ha stabilito che la donna sia la guardiana della casa, implicando che governi bene la casa che Dio gli ha affidato. Questo comprende sia l’aspetto pratico, le cose da fare, sia l’aspetto spirituale, quale atmosfera c’è in casa, quanto c’è di Cristo in casa, quanto Dio è al centro. Se ci sono figli, comprende investire nei figli affinché crescano bene, conoscendo Dio. Una donna ordinata vive così il suo ruolo di guardiana della casa. E perciò non è presa con l’apparenza, e non cerca di fare il minimo in casa per poi uscire con le amiche. Piuttosto, si dedica fedelmente al compito che Dio le ha affidato.
Un lavoratore è chiamato a lavorare fedelmente per il suo titolare, con integrità, dandosi da fare, non solo quando il titolare lo vede, ma sempre, per il bene del suo titolare. Un uomo ordinato lavora così, non quando se la sente, non se ha voglia, ma come stile di vita, anche quando non se la sente, o è stanco.
Un uomo, o donna, che hanno una vita ordinata, non lasciano peccati non confessati nella loro vita. Piuttosto, appena riconoscono un peccato, corrono a confessarlo, a Dio e alle persone coinvolte. Chi è ordinato di cuore, non sta bene finché non ha sistemato ogni peccato nella sua vita, confessandolo e accogliendo il perdono.
Potremo andare avanti con una lunga lista di esempi. Ma prego che il punto sia chiaro. Avere una vita ordinata vuol dire camminare secondo il piano di Dio in ogni campo della vita, essendo pronti a confessare il peccato e a cambiare direzione ogni volta che non camminiamo secondo il piano di Dio.
Allora, ti chiedo: tu hai una vita ordinata? Guardando la tua vita, cosa si vede? Hai un cammino ordinato davanti a Dio, vivendo bene i ruoli che Lui ti ha dato? Adempi fedelmente i compiti che Dio ti ha dato? E quando pecchi, sei veloce a riconoscere e confessare ogni peccato, perché vuoi vivere in santità davanti a Dio, avendo timore di Dio?
Oh prego che per ciascuno di noi, quando qualcuno osserva la nostra vita, possa dire: “Lui, lei, è un uomo, o donna, ordinato”.
Se tu sei sposato, il tuo coniuge osserva la tua vita. Cosa può dire di te? Se tu hai figli, i tuoi figli osservano la tua vita. Cosa vedono in te? Prego che vedranno in te un buon esempio di una vita ordinata.
La fermezza della loro fede
Il secondo aspetto che Paolo menziona del cammino dei Colossesi, e per cui gioiva, è la fermezza della loro fede. I Colossesi avevano vera fede in Cristo, ed erano fermi nella fede, senza vacillare.
Una fede ferma è una fede che rimane stabile indipendentemente da come ti senti, o dalle circostanze in cui ti trovi. Se tu hai una fede ferma in Cristo, guardi a Dio e ti fidi di Lui, indipendentemente da quello che ti succede.
Per esempio, quando ci sono momenti di stress, non ti agiti, non vai fuori di testa, ma piuttosto ti fidi di Dio, guardi a Lui, ti aggrappi alla verità che anche quella situazione di stress è gestita perfettamente da Lui per il tuo bene eterno, anche se non capisci tutti i dettagli. Se hai una fede ferma, quando affronti difficoltà non ti disperi, non ti agiti, non ti lasci cadere in un vortice di pensieri negativi come se non ci fosse speranza. Se hai una fede ferma, non ti lamenti. Piuttosto, guardi a Dio, ti fidi di Lui, ti fidi del suo cuore per te, che Lui ti ama, anche in quel momento. Una fede ferma non si agita quando subisce ingiustizie.
La fede si manifesta, forse più di qualunque altro modo, nel modo in cui affrontiamo le situazioni che nella carne non ci piacciono.
Stare fermi nella fede è estremamente importante nella vita cristiana, ed è il modo in cui possiamo resistere alle insidie di Satana, che vuole farci cadere. Lo abbiamo letto prima, ma vi rileggo 1Pietro 5:8-9.
“8 Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. 9 Resistetegli, stando fermi nella fede, ...” (1Pietro 5:8-9a LND)
Quanto è importante che stiamo fermi nella fede! È fondamentale per non cadere terribilmente nella vita.
Ma cosa serve per stare fermi nella fede, senza vacillare?
Grazie a Dio è semplice, non è complicato. Serve un cuore umile, serve guardare a Cristo, serve aggrapparti alle verità e alle promesse di Dio, non perché te la senti o perché capisci ogni dettaglio di come Dio opererà, ma piuttosto, ti aggrappi a quello che Dio dichiara perché Dio è verace, e quello che dichiara lo fa.
Oh prego che ciascuno di noi avrà una fede ferma, che non vacilla. Una fede IN CRISTO, perché Egli è l’unico di cui possiamo fidarci senza essere mai delusi.
Cristo è il fondamento
Poi, Paolo va avanti ed esorta i Colossesi, e con loro esorta anche noi. La vita cristiana è un cammino costante, giorno per giorno, con Cristo. Seguite mentre leggo l’esortazione nel v6.
“6 Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui,” (Colossesi 2:6 LND)
I Colossesi camminavano bene, ma comunque Paolo li esorta a camminare in Cristo. Fratelli e sorelle, abbiamo bisogno di essere esortati e spronati, ancora e ancora, anche quando stiamo camminando bene. Finché siamo in questa vita abbiamo sempre bisogno di essere incoraggiati e spronati.
Notate quello che Paolo dichiara all’inizio del v6. Dichiara che loro avevano RICEVUTO Cristo. Che verità preziosa, che è vera per ogni vero credente!
Se tu sei salvato, tu hai ricevuto Cristo. Vuol dire che hai visto in Cristo la tua giustizia. Hai visto in Cristo la tua unica speranza. Hai visto che SOLO in Cristo trovi perdono e salvezza. Hai visto che la tua vita è in Cristo. E se tu hai visto questo è solo perché Dio ha operato potentemente e ti ha aperto gli occhi per vedere e credere. Gloria a Dio!
Per noi che siamo figli di Dio, Cristo è IN noi. Se tu sei un figlio di Dio, Cristo è IN TE. Pensa alla grandezza di questa verità! Cristo, il Creatore di ogni cosa, il Signore sovrano sopra tutto, Colui che prega per te, colui che dirige ogni cosa, l’unico mediatore fra Dio e gli uomini, colui davanti al quale ogni ginocchio si piegherà, e che tornerà per giudicare ogni uomo mai vissuto, Cristo dimora in TE.
E se abbiamo ricevuto Cristo, ed Egli abita in noi, non possiamo più camminare come prima, camminando nel peccato. Piuttosto, visto che abbiamo ricevuto Cristo, così camminiamo in Lui. Ogni vero credente cammina in Cristo, ogni vero credente dimora in Cristo. Ogni vero credente vede in Cristo la sua giustizia per la salvezza, e poi continua a vedere la sua giustizia in Cristo, e vede il suo valore in Cristo.
In Luca 6:46 Gesù Cristo dichiara:
“46 Ora, perché mi chiamate, “Signore, Signore”, e non fate quello che dico?” (Luca 6:46 LND)
Ogni vero credente cammina in Cristo, che vuol dire: rimane attaccato a Cristo, con una fede ferma in Cristo, e fa quello che Cristo dice. Non vive la “sua” vita. Se dice che Cristo è il suo Signore, la sua vita deve rispecchiare quello.
Tu stai camminando in Cristo? Cosa si vede dalla tua vita? Dipendi da Cristo? Riposi in Cristo?
Camminare in Cristo
Paolo ci spiega di più di cosa vuol dire camminare in Cristo. Seguite mentre leggo i vv6-7.
“6 Come dunque avete ricevuto Cristo Gesù, il Signore, così camminate in lui, 7 essendo radicati ed edificati in lui, e confermati nella fede come vi è stato insegnato, abbondando in essa con ringraziamento.” (Colossesi 2:6-7 LND)
Paolo qua parla di 5 aspetti che fanno parte di camminare in Cristo.
Radicati in Cristo
Il primo aspetto è di essere RADICATI in Cristo. Ogni vero credente è radicato in Cristo. Il fondamento di ogni vero credente è solo Cristo. La salvezza è fondata solo in Cristo, nel suo sacrificio, e nella sua opera di grazia nei nostri cuori. Pensate ad un edificio, una casa, che per reggersi in piedi ha bisogno di un fondamento solido sopra il quale tutto è costruito. Senza il fondamento, la casa crolla, non può esistere, non può funzionare.
La nostra vita ed eternità si reggono su un fondamento. Tu sei radicato in qualcosa. Qual è il tuo fondamento? In che cosa sei radicato?
Ogni vero credente è radicato in Cristo. Questo vuol dire che non ti fidi di te stesso, ma al contrario, poni tutta la tua fede e tutta la tua speranza in Cristo. Questo è essere radicati in Cristo.
Edificati in Lui
Poi Paolo aggiunge che dobbiamo essere EDIFICATI in Cristo.
Affinché un edificio esista, non basta il fondamento, serve anche la costruzione sopra il fondamento. Ogni vero credente ha ricevuto la salvezza in Cristo, e poi cresce in Cristo. È edificato in Cristo. Un vero credente non può non crescere. Se ha vera vita spirituale, crescerà. E cresciamo in Cristo.
Che cos’è crescere in Cristo, l’essere edificati in Lui? La crescita spirituale è assomigliare a Cristo sempre di più. Siamo salvati solamente sulla base del sacrificio di Cristo. E poi, essendo fondati su quel fondamento, cresciamo in Cristo.
Confermati nella fede
Siamo radicati in Cristo, edificati in Lui, e poi Paolo aggiunge: confermati nella fede.
Ogni vero credente è confermato, è stabilito, è reso saldo, nella fede. Ogni credente cammina per fede, giorno per giorno. Più uno cresce e più è saldo e fermo nella fede.
Essere confermato nella fede vuol dire essere sempre più attaccato alle verità di Cristo, a chi siamo in Lui, al fatto che siamo sigillati e sicuri, al fatto che Dio completerà la sua opera in noi, e molto di più. Essere confermati nella fede vuol dire vivere con gli occhi fissati su Cristo nelle prove più profonde.
In Ebrei 11:6 leggiamo:
“6 Ora senza fede è impossibile piacergli, perché chi si accosta a Dio deve credere che egli è, e che egli è il rimuneratore di quelli che lo cercano.” (Ebrei 11:6 LND)
Senza fede è impossibile piacere a Dio. Dio vuole che abbiamo fede in Lui.
Notate che Paolo parla di “essere confermati”. È un verbo passivo. Ogni vero credente è confermato nella fede. Ogni vero credente cresce nella fede in Cristo. Ma non è qualcosa che lui fa, è qualcosa che Dio compie in ogni vero credente.
Abbondando nella fede
Il quarto punto che Paolo aggiunge è che ABBONDIAMO nella fede.
Quanto cambia la nostra vita quando abbondiamo nella fede! Quando viviamo fidandoci del nostro Signore possiamo avere pace profonda e gioia profonda, giorno per giorno. Questo vale per la salvezza, ma vale anche giorno per giorno, nella vita quotidiana.
Abbondiamo nella fede quando la fede cresce sempre di più. E che cosa fa crescere la fede? Quando viene usata, esercitata. La fede è come un muscolo che diventa più forte quando viene usato. Similmente, la nostra fede abbonda quando viviamo per fede giorno per giorno.
Ringraziamento
Per ultimo Paolo parla di un aspetto che spesso dimentichiamo, ma che è vitale nella vita cristiana. Questo è importante come sarebbe importante avere acqua in un cammino attraverso il deserto. Il ringraziamento.
Il ringraziamento è come una medicina potentissima, che cura e previene tantissimi mali spirituali. Quando stai male, quando sei giù, quando sei scoraggiato, o arrabbiato, o ferito, fermati e chiediti: sto ringraziando Dio? Sto abbondando nel ringraziamento? Vedrai che, se stai male, spesso la causa del tuo stare male è che non stai ringraziando Dio di cuore.
Se tu abbondi nel ringraziamento, soprattutto per la salvezza, per Cristo e per le benedizioni spirituali che hai in Cristo, trasforma la tua vita. È buono ringraziare anche per le benedizioni materiali che Dio ci dà, ma soprattutto, vogliamo ringraziare per le benedizioni spirituali, che non possiamo mai perdere. Abbiamo abbondanza di ricchezze in Cristo, abbondanza di verità che sono nostre, abbondanza di promesse che sono sicure. Siamo amati e preziosi per Dio, e curati perfettamente. Abbiamo ogni motivo per abbondare nel ringraziamento. E quanto cambia la nostra vita quando abbondiamo nel ringraziamento!
Pensate con me: com’è la vita quando uno è pieno di ringraziamento? Se uno abbonda nel ringraziamento ha gioia, anche se tutto gli va male, perché ci sono sempre cose per cui possiamo essere grati. E quindi, certamente, non si lamenta. Come sta uno che si lamenta spesso, che vuol dire, uno ingrato? Sta malissimo.
Se uno abbonda nel ringraziamento ha pace anche se subisce ingiustizie, perché riconosce che tutto quello che Dio gli dà è grazia.
Se uno abbonda nel ringraziamento è tranquillo anche se la vita è incerta e ci sono problemi, anche grandi, perché si ricorda e ringrazia Dio per la sua cura nel passato.
Se abbondiamo nel ringraziamento abbiamo gioia, riflettiamo la gioia di Dio, e siamo anche un incoraggiamento per gli altri intorno a noi. Prego che possiamo crescere nel ringraziamento. Prego che non sia un dovere, ma uno stile di vita. Il ringraziamento fa parte di camminare in Cristo.
Conclusione
Per oggi ci fermiamo qua, ma in questi pochi versetti c’è già tanto su cui possiamo meditare. Paolo in questo capitolo mette in guardia i Colossesi, e anche noi, affinché non cadiamo nell’inganno dei falsi insegnanti. E Dio volendo vedremo questo molto più in dettaglio nei prossimi sermoni.
Ma qua abbiamo visto il cuore di Paolo, che gioiva per il cammino dei Colossesi. Quale cuore hai tu? Hai a cuore il Regno di Dio? Gioisci quando gli altri camminano bene? O sei geloso?
E abbiamo visto che, nonostante che camminassero bene, comunque Paolo li esorta ancora a camminare in Cristo. Abbiamo bisogno di queste esortazioni. E oggi, tramite questo brano, Dio ha esortato noi. Come abbiamo ricevuto Cristo, così camminiamo in Lui. Prego che faremo nostra questa esortazione. Incoraggiamoci e stimoliamoci a vicenda a perseverare nel cammino, senza stancarci, e guardando a Cristo.