Introduzione
Ciascuno di noi qua, che ha Cristo, è un trofeo della grazia di Dio. Il fatto che siamo salvati è un miracolo, è un’opera che solo Dio poteva fare. E la vita cristiana che adesso viviamo, se teniamo in mente quello che Dio ha fatto in noi, non è un cammino pesante, piuttosto, è una vita piena di gioia, di meraviglia e di gratitudine per la Sua opera di salvezza in noi. Poter vivere la vita cristiana come figli di Dio è un privilegio immenso. Se non stai vedendo così la vita cristiana, c’è qualche problema.
Nell’ultimo sermone abbiamo iniziato a studiare Colossesi 3 che è un capitolo molto ricco e potente. Qui Paolo ci parla di come dobbiamo vivere la vita cristiana, ma non come una serie di regole. Piuttosto, Paolo ci ricorda l’opera potente e meravigliosa che Dio ha fatto in noi salvandoci, e su quella base ci spiega come vivere.
Voglio rileggere Colossesi 3:1-4 per ripassare le verità principali che abbiamo visto nell’ultimo sermone e riprendere il filo di quello che Paolo ci sta dicendo.
“1 Se dunque siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 2 Abbiate in mente le cose di lassù, non quelle che sono sulla terra, 3 perché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. 4 Quando Cristo che è la nostra vita apparirà, allora anche voi apparirete con lui in gloria.” (Colossesi 3:1-4 LND)
La base su cui Paolo fonda il suo discorso è la verità meravigliosa che noi che siamo in Cristo siamo morti e risuscitati con Cristo. Noi non siamo più il vecchio uomo di peccato. Siamo stati spogliati del corpo dei peccati della carne. Eravamo morti nei nostri peccati, ma siamo stati vivificati in Cristo. E Dio ci ha perdonati per tutti i nostri peccati. Gloria a Dio!
Alla luce di questa verità meravigliosa, che per mezzo di Cristo siamo nuove creature, abbiamo visto come dobbiamo vivere come nuove creature. Infatti, Dio qua ci comanda di vivere cercando le cose di lassù, avendo in mente le cose di lassù. Ma non è un comandamento pesante. Piuttosto, è un comandamento per la nostra gioia. Dio vuole che abbiamo profonda gioia e pace, e ci mostra la via in cui camminare per avere una vita che abbonda in gioia e pace. E quella via è la via di cercare le cose di lassù, non quelle che sono sulla terra.
Non solo, ma nel v3 Paolo ci ricorda per quale motivo dobbiamo, e possiamo, vivere così. Infatti possiamo vivere cercando e avendo in mente le cose di lassù, proprio perché noi siamo morti e la nostra vita è nascosta con Cristo. Per grazia siamo stati salvati, per grazia abbiamo vita spirituale in Cristo, quando prima eravamo spiritualmente morti. Ecco perché possiamo vivere così! Non è un comandamento gravoso, è un privilegio, un dono di Dio!
E poi, nel v4 Paolo ci esorta ricordandoci una verità fondamentale che dobbiamo tenere in mente, giorno per giorno, per non stancarci. Ci ricorda che Cristo, che è la nostra vita, in cui abbiamo vita spirituale, con cui siamo morti e risuscitati, Cristo sta per ritornare. E allora, quando ritornerà, anche noi appariremo con Lui in gloria per stare nella sua presenza per tutta l’eternità. Che verità meravigliosa e potente! Che consolazione in mezzo alle prove e alle difficoltà di questa vita. Tutte le cose di questa vita passeranno, tutti i problemi, tutte le difficoltà, tutte le cose belle, tutto passerà presto. E noi staremo nella presenza di Dio per tutta l’eternità. Saremo accolti nella presenza di Dio, anziché rigettati a causa dei nostri peccati. Fratelli, questa è solo grazia, ed è solo per merito di Cristo. Viviamo pensando a queste cose.
Il combattimento quotidiano
Quindi, i vv1-4 ci ricordano la meravigliosa verità di chi siamo e come dobbiamo vivere in base a questo. Ma la realtà è che la nostra carne, il peccato che è in noi, combatte duramente contro lo spirito. La nostra carne non vuole camminare cercando le cose di lassù, non vuole avere in mente le cose di lassù, non vuole camminare in santità davanti a Dio aspettando il ritorno di Cristo. La nostra carne vuole le cose della terra. Quindi, dobbiamo combattere, dobbiamo far morire la nostra carne. La vita cristiana è un combattimento quotidiano. La vittoria non è automatica, serve combattere. La vita cristiana è un duro combattimento, giorno per giorno.
Qui in Colossesi 3 Paolo ci parla della vita cristiana sulla base del fatto che siamo morti e risuscitati con Cristo, e ci mostra quello che dobbiamo togliere dalla nostra vita e quello che dobbiamo mettere al suo posto.
Siamo arrivati al v5, e oggi proseguiamo da qui considerando quello che dobbiamo togliere. Dio volendo, nel prossimo sermone vedremo cosa dobbiamo mettere al suo posto.
Anche nel v5 Paolo inizia con un “dunque”. Paolo lega quello che sta per dire a quello che ha appena detto. Quello che sta per dire si fonda su quello che ha appena detto.
Allora, cos’ha appena detto nei versetti precedenti?
Ha dichiarato che noi che siamo in Cristo siamo morti e la nostra vita è nascosta con Cristo, in Dio. Ci ha anche ricordato di Cristo, che è la nostra vita, e che ritornerà, e che quando Cristo ritornerà ci porterà con sé nella gloria. Questa è la base di quello che Paolo sta per dire nel v5. Allora, seguite mentre leggo i vv 5-7.
“5 Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e avidità, che è idolatria; 6 per queste cose l’ira di Dio viene sui figli della disubbidienza, 7 fra cui un tempo camminaste anche voi, quando vivevate in esse.” (Colossesi 3:5-7 LND)
Fate dunque morire
La prima cosa che voglio notare qua è il comandamento che Dio ci dà all’inizio del v5: “fate dunque morire”.
È molto forte. Descrive un combattimento durissimo, un combattimento fino al sangue, per far morire. In Ebrei 12:4 leggiamo del combattimento contro il peccato, e notate come viene descritto:
“4 Voi non avete ancora resistito fino al sangue, combattendo contro il peccato,” (Ebrei 12:4 LND)
Il combattimento contro il nostro peccato &e grave; una guerra durissima. È un combattimento fino al sangue. È una lotta per uccidere. Troppo spesso lo prendiamo alla leggera, e così zoppichiamo nella vita cristiana e abbiamo poco di Cristo. Qui in Colossesi 3:5 leggiamo che lo scopo di questo combattimento è di far morire, è di uccidere. Ma cosa dobbiamo far morire?
“5 Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra…” (Colossesi 3:5 LND)
Quello che dobbiamo far morire sono le NOSTRE MEMBRA. Paolo parla del peccato come nostre membra. Ci sta parlando di combattere duramente, fino al sangue, con lo scopo di far morire, le nostre membra, parti di noi stessi. Le nostre membra che sono sulla terra sono tutto quello che in noi è peccaminoso e carnale, tutto quello che fa parte di noi ma non è conforme a Cristo. Il fatto che Dio ci dà questo comandamento implica che abbiamo ancora peccato in noi, e che dobbiamo combattere duramente questo peccato. Dobbiamo far morire quello che si trova dentro di noi ma è ancora terreno e carnale. Dobbiamo far morire le nostre membra che che sono sulla terra. Dio ci comanda di fare guerra a noi stessi. Ci comanda di far morire, di uccidere, parti di noi stessi.
Fratelli, se ci pensiamo, è durissimo, è doloroso, è difficile! La carne non vuole questo combattimento. La carne non vuole morire. Questo è il combattimento più grande di ogni vero credente.
Ma, questa è solo una parte della verità. Infatti, tenete in mente a chi sta parlando Paolo. Sta parlando a credenti, sta parlando a noi che siamo in Cristo, risuscitati in Cristo. Abbiamo Cristo in questo combattimento! Abbiamo Cristo IN NOI! Dobbiamo combattere il nostro peccato, ma non dobbiamo combattere con la nostra forza. Non sarebbe mai sufficiente. Abbiamo la forza che viene da Dio, quando guardiamo a Lui. Non siamo soli nel combattimento!
Dio ci comanda di far morire le nostre membra che sono sulla terra, e il combattimento è duro, ma questo comandamento è come il comandamento di cercare le cose di lassù. È un comandamento, ma è per il nostro bene. Dio vuole il nostro bene. Che cuore! Dio ci dà i suoi comandamenti affinché camminiamo sulla via benedetta, avendo gioia e pace, avendo comunione con Lui. Non fermiamoci a guardare il comandamento, guardiamo piuttosto al cuore di Dio e al risultato che porta.
Ciascuno di noi conosce bene i momenti in cui pecchiamo e diamo spazio alla nostra carne invece di combatterla. Cosa ci dà, veramente? All’inizio può dare una forma di soddisfazione, ma poi? Ci porta solo del male. Ci allontana da Dio, ci ruba le benedizioni che Dio ci dà, perdiamo la gioia e la pace, rovina i nostri rapporti. Che inganno quando crediamo che la carne possa soddisfarci! Non ci soddisfa mai veramente. Ciascuno di noi ha vissuto direttamente.
Avere le aspettative giuste
Dobbiamo combattere le nostre membra che sono sulla terra, ma nel combattimento è fondamentale che abbiamo le aspettative giuste. Avere aspettative sbagliate ci rovina, ci porta ad essere scoraggiati e abbattuti, quando invece potremmo avere gioia e speranza.
Che aspettative hai nella vita cristiana? Ti aspetti che sia facile crescere? Ti aspetti che sia veloce, immediata, come premere un interruttore? Ti aspetti che la crescita venga senza combattimenti e senza dolori? Se hai queste aspettative, anche in modo subdolo, sarai deluso. Dio ci avverte, anche in questo brano, che la vita cristiana è un combattimento duro. Ma se combattiamo, nella forza che Dio ci dà, guardando a Dio, avremo vittoria. E il frutto di quella vittoria è meraviglioso!
I peccati da togliere
Nel v5 Paolo ci dà un elenco di tante diverse membra terrene, peccati, che ancora abbiamo ma che dobbiamo far morire. Questo elenco non è completo, è rappresentativo di tanti peccati che possiamo avere. Rileggo il v5.
“5 Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e avidità, che è idolatria;” (Colossesi 3:5 LND)
Consideriamo questi peccati da far morire.
Fornicazione
La fornicazione è ogni rapporto sessuale che non è da Dio, cioè al di fuori del matrimonio. In Matteo 5:27-28 Gesù dichiara che questo tipo di peccato non è solo con le azioni, ma anche con i pensieri. Ogni vero credente deve abbandonare qualunque forma di fornicazione, che è un terribile peccato, sia nelle azioni sia nei pensieri. È un peccato naturale, e nel mondo di oggi è fortemente incoraggiato. Ma Dio ha riservato il lato sessuale al matrimonio, tutto quello che va al di fuori di questo è un’offesa a Dio, è grave ribellione, è andare contro il piano perfetto di Dio.
Hai qualunque forma di questo peccato nella tua vita?
Impurità
L’impurità riguarda tutto quello che non è puro, non è pulito. In altre parole, riguarda tutto quello che è macchiato di peccato, sia che siano azioni, pensieri o parole. L’impurità può essere in senso sessuale, ma non solo. Tutto quello che non è puro davanti a Dio è impuro. L’impurità è anche una vita data a soddisfare la carne.
Passioni
La parola “passioni” descrive un forte desiderio. A volte viene usata in senso buono, quando c’è un forte desiderio per qualcosa di buono. Ma in questo contesto viene usata per parlare di cose peccaminose. Questo tipo di passione è quando siamo fissati su qualcosa, al punto che pensiamo molto a quella cosa. Quando abbiamo queste passioni, Cristo non è il nostro tesoro. Ed è un grave peccato davanti a Dio, perché è un disprezzo al valore di Cristo.
Desideri cattivi
I desideri cattivi sono desideri per cose malvagie, cose peccaminose. Questo riguarda i desideri del nostro cuore, che spesso sono solo nei pensieri. Quando desideriamo qualcosa di malvagio, che non è da Dio, abbiamo desideri cattivi. Possiamo avere il desiderio di fare il male, desideri per cose peccaminose. Per esempio, il desiderio di dominare sugli altri, il desiderio di usare gli altri come oggetti per ottenere quello che vogliamo noi. Sono desideri per il male e non per il bene.
Quali sono i tuoi desideri? Sono puri o sono desideri cattivi?
Avidità, che è idolatria
L’avidità è il desiderio peccaminoso di avere più soldi, o più cose materiali. È idolatria. È desiderare i soldi, o le cose materiali, più di quanto desideri Dio. È un gravissimo peccato. Tenete in mente che l’avidità non c’entra con quanto uno possiede. Chiunque può avere questo peccato. Uno può essere povero ma comunque avido, perché il suo cuore è lì, i suoi desideri sono lì. L’avidità riguarda il desiderio del cuore, non quello che uno riesce ad ottenere. Pensiamo al comandamento di non servire Mammona. In Matteo 6:24 Gesù dichiara:
“24 Nessuno può servire a due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro; oppure sarà fedele all’uno e disprezzerà l’altro; voi non potete servire a Dio e a mammona.” (Matteo 6:24 LND)
“Mammona” indica le ricchezze. Gesù dichiara in modo molto categorico che nessuno può amare le ricchezze e anche amare Dio. Chi ama le ricchezze odia Dio. L’avidità è amare le ricchezze ed è un gravissimo peccato.
Per queste cose…
Alla fine di questo elenco, nel v6 Paolo aggiunge una verità potente che deve farci pensare. A cosa portano tutti questi peccati di cui ha parlato? Quale sarà la conseguenza di chi cammina in questi peccati? Seguite mentre rileggo i vv6-7.
“6 per queste cose l’ira di Dio viene sui figli della disubbidienza, 7 fra cui un tempo camminaste anche voi, quando vivevate in esse.” (Colossesi 3:6-7 LND)
Per tutti questi peccati viene l’ira di Dio su chi non è un figlio di Dio. Pensateci. Questo elenco di peccati è rappresentativo. Ogni peccato, ciascuno di questi peccati, è estremamente grave davanti a Dio. Sono una gravissima offesa a Dio. Peccare in queste cose, come anche in tutti gli altri peccati, è proprio andare contro Dio stesso, contro la sua natura, contro chi è Dio. Dio è puro, Dio è santo, e Lui stesso è l’unico che può soddisfare il nostro cuore, l’unico che dobbiamo adorare. Quando pecchiamo cerchiamo la soddisfazione al di fuori di Dio, andiamo contro Dio, contro la sua volontà e contro il suo disegno perfetto.
E nel v6 Paolo ci dichiara qual è la conseguenza tremenda per chi cammina in questi peccati. Per questi peccati Dio riverserà la sua ira sui figli della disubbidienza, cioè su chi non ha Cristo. Fratelli e sorelle, troppo spesso prendiamo il peccato alla leggera. Capiamo che è brutto, ma non afferriamo a fondo quanto è grave, perché capiamo poco della santità di Dio.
Fratelli, le persone del mondo, che ci circondano, non hanno Dio. Sono figli della disubbidienza. Camminano lontani da Dio. Peccano, perché la loro vita è nel peccato. Sono schiavi del loro peccato.
Ma per noi che abbiamo Cristo non è così! Noi siamo stati riscattati dalla schiavitù del peccato. Eravamo immersi nei nostri peccati come loro, eravamo ribelli a Dio come loro, eravamo lontani da Dio come loro, ma Dio ha scelto di salvarci. Dio ha dato il suo Unigenito Figlio per vivificarci, perché eravamo morti nei nostri peccati. E ci ha fatti diventare suoi figli amati.
Quanta grazia Dio ha avuto verso di noi! Quanto amore ha riversato su di noi! Quale prezzo ha pagato per riscattarci dai nostri peccati! Quanto è grave quando scegliamo di peccare ancora, quanto è grave quando scegliamo di tornare nel fango dei nostri peccati dopo essere stati lavati con il sangue di Cristo! Che terribile offesa a Dio! Che disprezzo al sacrificio di Cristo che ha preso su di sé l’ira di Dio che spettava a noi per quei peccati!
Non disprezziamo il sacrificio di Cristo, non torniamo al peccato!
Ogni vero credente vive combattendo e mettendo a morte le proprie membra, ogni aspetto peccaminoso che ha ancora nel suo cuore. Questa è la vita cristiana. Se tu ti chiami credente, ma non vivi così, su quale base dici di essere un figlio di Dio? Su quale base dici di aggrapparti a Cristo per il perdono dei peccati, quando vuoi rimanere nel peccato?
Piuttosto, per non cadere nel peccato dell’orgoglio, ricordiamoci che anche noi eravamo figli della disubbidienza, anche noi eravamo peccatori, eravamo ribelli contro Dio, eravamo lontani da Dio. Era la nostra vita, VIVEVAMO in questi peccati, e in tanti altri. E non era qualche caduta ogni tanto. Era la nostra vita.
Ma Dio ha avuto immensa grazia verso di noi, nonostante quanto abbiamo peccato contro di Lui. Ha riversato su Cristo l’ira che meritavamo noi per quei peccati. Così non dobbiamo più subire noi quell’ira. Lode a Dio!
Allora, alla luce di questo, alla luce della grazia che Dio ha avuto verso di noi, non torniamo al peccato, piuttosto, combattiamo per mettere a morte ogni nostra membra che è terrena, carnale e peccaminosa.
Quanto è terribile quando, nonostante quanta grazia abbiamo ricevuto da Dio, andiamo avanti nel peccato. È disprezzare l’opera di Dio in noi e il sacrificio di Cristo. Non viviamo così! Non torniamo ai nostri vecchi peccati in cui camminavamo.
Deponete queste cose
Paolo va avanti nei vv8-10 e ci parla di altri peccati che dobbiamo deporre se siamo in Cristo. Seguite mentre leggo i vv8-10.
“8 Ma ora deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, cattiveria; e non esca dalla vostra bocca maldicenza e alcun parlare osceno. 9 Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell’uomo vecchio con i suoi atti, 10 e vi siete rivestiti dell’uomo nuovo, che si va rinnovando nella conoscenza ad immagine di colui che l’ha creato.” (Colossesi 3:8-10 LND)
Notate il verbo che Paolo usa all’inizio del v8: “Deponete”. Deporre significa mettere giù, lasciare per non riprendere più. Oltre ai peccati di cui abbiamo letto nel v5, Paolo ci elenca altri peccati che ogni vero credente deve abbandonare.Consideriamo questo elenco.
Ira e collera
Il primo peccato che menziona è l’ira, o rabbia. La parola usata qua per “ira” è la stessa parola usata per parlare dell’ira di Dio, ma con una differenza estremamente importante. L’ira di Dio è sempre pura, santa e giusta. L’ira di Dio non è mai macchiata dal peccato, perché Dio non pecca mai. Noi, al contrario, spesso abbiamo un’ira impura, macchiata di peccato, spinta dal peccato. È possibile avere un’ira santa, ma la stragrande maggioranza delle volte, quando abbiamo ira nel cuore è un’ira peccaminosa.
Gesù aveva un’ira santa in varie occasioni, per esempio quando ha cacciato i mercanti fuori dal tempio, perché usavano il tempio di Dio come un luogo di mercato. Gesù aveva un’ira santa contro chi sviava il popolo da Dio. Era un’ira santa e giusta. Non c’era peccato in quell’ira. Era per proteggere la gloria di Dio.
Invece, ogni volta che l’ira nasce da una forma di peccato, è peccaminosa e malvagia. Per esempio, quando l’ira nasce dal fastidio, o dall’odio, o dall’idolatria, perché qualcuno ti ha ostacolato dall’ottenere il tuo idolo, quello in cui cercavi la soddisfazione. Questa ira è peccato, ed è un peccato che dobbiamo deporre.
Paolo parla anche della collera, che è simile all’ira, è una sua variazione.
Cattiveria
Il terzo peccato nell’elenco è la cattiveria, cioè la malvagità, trattare male gli altri. Possiamo peccare in questo con le azioni, con le parole, o anche solo con i pensieri. Dio ci comanda di amare il nostro prossimo, è il secondo più grande comandamento. Avere cattiveria è l’opposto di amare il prossimo.
Non esca dalla vostra bocca maldicenza
Poi Paolo menziona due peccati che hanno a che fare con come usiamo la nostra bocca, cioè quello che diciamo. Il primo è la maldicenza, cioè parlare male degli altri, sparlare. La maldicenza può essere anche dire cose vere di un’altra persona, ma con un cuore malvagio, per sparlare.
Perché dici quello che dici? È molto importante che valutiamo bene il nostro cuore prima di dire qualcosa. Per esempio, quando racconti del peccato di qualcun altro, perché lo fai? Con quale scopo lo racconti? Perché racconti qualcosa di male che un’altra persona ha fatto? Lo racconti per cercare consiglio da credenti maturi per come aiutare quella persona? O racconti per mettere in brutta luce quella persona, per innalzare te stesso?
Quanto è brutto il peccato di maldicenza! Spesso questo peccato è solo un peccato superficiale, che nasconde una radice molto profonda. Spesso la maldicenza viene da un cuore pieno di orgoglio, un cuore che vuole innalzare sé stesso abbassando gli altri. Spesso vogliamo essere visti bene, e perciò sparliamo degli altri, per innalzare noi stessi. Se tu hai questo peccato, deponilo! È un gravissimo peccato davanti a Dio!
E alcun parlare osceno
Il secondo peccato che riguarda quello che diciamo è avere un parlare osceno. Un parlare osceno è un parlare volgare, che, tristemente, è molto comune e accettato nella società, ma è abominevole agli occhi di Dio. Non solo il nostro parlare non dovrebbe essere osceno, ma dovrebbe piuttosto essere puro, pieno di grazia, per l’edificazione.
In Efesini 4:29 leggiamo:
“29 Nessuna parola malvagia esca dalla vostra bocca, ma se ne avete una buona per l’edificazione, secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a quelli che ascoltano.” (Efesini 4:29 LND)
Dobbiamo deporre il peccato di maldicenza e di avere un parlare osceno, e piuttosto avere un parlare che edifica gli altri e onora Dio.
Non mentite
L’ultimo peccato che Paolo menziona è il peccato di mentire. Mentire è un bruttissimo peccato. Dio è verità. Satana è il padre della menzogna. Mentire è proprio andare contro la persona di Dio e seguire Satana. È terribile! Chi mente è lontano da Dio.
Possiamo mentire in tanti modi. Possiamo mentire con le nostre parole, dicendo qualcosa di falso. Ma possiamo anche mentire dicendo mezze verità, per far credere qualcosa di falso. Questo è proprio il modo in cui Satana spesso ci attacca nei pensieri, usando mezze verità che, non essendo tutta la verità, lasciano ad intendere qualcosa di falso.
Tu menti? Dici le cosiddette “bugie bianche”? Dici mezze verità per far credere agli altri qualcosa di falso, magari per non avere problemi, o per nascondere i tuoi peccati? Se tu menti stai facendo come fa Satana, il padre della menzogna. Ed è gravissimo.
Fratelli, il peccato di mentire è gravissimo contro Dio, perché Dio è verità. La menzogna distrugge anche i rapporti, perché dove c’è la menzogna non può esserci fiducia, e di conseguenza non può esserci un buon rapporto.
Se tu riconosci che hai questo peccato, in qualche forma, riconosci che sei lontano da Dio, ravvediti finché c’è tempo, e comincia a camminare nella verità.
Perché vi siete spogliati….
Se vi ricordate, nel v3, dopo aver spiegato come dobbiamo vivere, Paolo ci ha ricordato perché dobbiamo e possiamo vivere così. E anche qua, nei vv 9-10, Paolo ci ricorda ancora il motivo per cui dobbiamo combattere e deporre tutti questi peccati. Rileggo i vv9-10.
“9 Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell’uomo vecchio con i suoi atti, 10 e vi siete rivestiti dell’uomo nuovo, che si va rinnovando nella conoscenza ad immagine di colui che l’ha creato.” (Colossesi 3:9-10 LND)
Fratelli, questo è meraviglioso! Questa è l’opera che Dio ha compiuto in noi, per GRAZIA! Pensiamo a queste verità. Ma questo è solo un inizio, prego che ciascuno di noi andrà a casa e continuerà a meditare su queste verità. Esaminiamo la nostra vita per vedere quali peccati abbiamo che sono da abbandonare, ma soprattutto, meditiamo sulla grandezza dell’opera di Dio in noi. Pensiamo a quello che Dio ha fatto in noi. Pensiamo a chi siamo in Cristo. Meditiamo su questo! Meditiamo sulla grazia che abbiamo ricevuto, e continuiamo a ricevere, in Cristo. Non meditiamo su noi stessi, sulle nostre cadute, sui nostri peccati. Meditiamo piuttosto sull’opera di Dio in noi!
Spogliati dell’uomo vecchio
Paolo qua dichiara una verità incredibile. Se tu sei in Cristo, tu ti sei spogliato dell’uomo vecchio con i suoi atti. L’uomo vecchio è l’uomo di peccato, con i suoi atti che erano atti di peccato. Se tu sei in Cristo, tu sei stato spogliato dell’uomo vecchio. Non sei più l’uomo vecchio. Non fa più parte di te. Non sei più coperto con il corpo dei peccati della carne. Tu sei stato spogliato dell’uomo vecchio. Questa è l’opera che Dio ha compiuto in te e in me, in ciascuno di noi che è in Cristo. Fratelli, questo è un miracolo! Pensate a chi eravamo! Eravamo ribelli peccatori, morti nei nostri peccati. Non avevamo niente da offrire a Dio. Eppure Dio ha avuto grazia verso di noi e ci ha dato vita spirituale in Cristo. Ci ha presi, e ci ha spogliati dell’uomo di peccato, che eravamo noi, con tutte le nostre azioni, le nostre parole e i nostri pensieri di peccato. Eravamo completamente macchiati di peccato. Ma Dio, in Cristo ci ha spogliati del vecchio uomo. Non siamo più il vecchio uomo con i suoi atti peccaminosi. Pensate a che opera immensa Dio ha fatto in noi!
Rivestiti dell’uomo nuovo
Ma non solo. Non siamo stati solo spogliati dell’uomo vecchio, ma nel v10 leggiamo che ci siamo anche rivestiti dell’uomo nuovo. L’uomo vecchio era l’uomo di peccato, con i suoi atti peccaminosi, l’uomo nuovo è l’uomo lavato dai peccati, purificato per mezzo di Cristo, e che va rinnovandosi nella conoscenza, ad immagine di Dio. Per grazia, solo per grazia, ora siamo rivestiti dell’uomo nuovo, ma non siamo ancora perfetti. Non siamo completi. Abbiamo ancora membra carnali, come abbiamo visto in questo brano. Abbiamo ancora membra che dobbiamo far morire. Per questo il nuovo uomo si va rinnovando, ad immagine di Dio. Anche qua, pensate alla grazia di Dio verso di noi! Ci ha salvati, ci ha spogliati dell’uomo vecchio, ci ha rivestiti dell’uomo nuovo, e ha pazienza con noi, giorno per giorno, mentre combattiamo i nostri peccati nella sua forza. Che cuore, che grazia, che pazienza Dio ha verso di noi!
Fratelli, noi che siamo in Cristo siamo nuove creature, il vecchio uomo è morto con Cristo, e siamo risuscitati con Lui in novità di vita. E il cammino cristiano è un cammino in cui siamo rinnovati, giorno per giorno, all’immagine di Cristo. Ogni vero credente cresce, abbandonando tutto quello che in lui è ancora carnale, e assomigliando così sempre di più a Cristo.
Perciò, alla luce di chi siamo in Cristo, alla luce di quello che abbiamo ricevuto, per grazia, da Dio, abbandonare i nostri peccati, far morire le nostre membra che sono sulla terra, non è un peso, anzi. Abbandonare il peccato che ancora abbiamo dentro di noi è una gioia, è un privilegio, perché così possiamo avere più di Cristo. Lo stai vedendo così? Stai vedendo la santificazione come un privilegio da Dio? È un privilegio, ma a volte siamo così accecati che crediamo che abbandonare qualche peccato sia una perdita. Che stolti! Non è mai una perdita! Crescere nella santificazione per essere sempre più come Cristo è sempre un guadagno. Quando cresciamo così possiamo avere più di Cristo, possiamo avere più gioia, possiamo avere un cuore soddisfatto, e possiamo avere una vita che porta più frutto per il nostro Signore!
Camminiamo in questa via, che il nostro Signore ci ha mostrato oggi, e saremo benedetti avendo più di Lui. Cosa vale di più di avere più di Cristo?
Conclusione
Prego che continueremo a pensare a queste verità nei prossimi giorni. Prego che esamineremo le nostre vite per vedere in quali campi della vita stiamo lasciando spazio al peccato. Prego che avremo un cuore tenero e sensibile, pronto ad ascoltare quando lo Spirito Santo ci parla mostrandoci i nostri peccati. Grazie a Dio, in Cristo abbiamo il perdono e la purificazione per ogni nostro peccato quando lo confessiamo.
Ma, soprattutto, prego che saremo presi e colpiti con quello che Dio ha fatto in noi. Non siamo più il vecchio uomo di peccato. Ci siamo spogliati del vecchio uomo e ci siamo rivestiti dell’uomo nuovo. Questa è l’opera di Dio in noi nella salvezza, solo per grazia. Prego che vedremo di più la grandezza di quello che Dio ha fatto per noi, e di conseguenza vedremo la santificazione non come un peso, ma come parte del privilegio meraviglioso e immenso di essere di Cristo. Abbandoniamo ogni peccato, per avere più del nostro Signore Gesù Cristo e assomigliare a Lui sempre di più.
Viviamo pensando a queste verità e camminando in questa via!