Introduzione
Negli ultimi sermoni in Colossesi abbiamo visto delle verità meravigliose, che voglio riprendere prima di andare avanti con il brano di oggi.
Abbiamo visto la verità meravigliosa che, noi che siamo in Cristo siamo morti con Cristo e risuscitati con Lui. Ora siamo nuove creature, e Cristo è in noi. Se consideriamo chi eravamo di natura, peccatori ribelli a Dio, è una grazia immensa che Dio ci ha fatti diventare nuove creature, essendo perdonati e riconciliati con Lui per mezzo di Cristo.
In Colossesi 3 abbiamo iniziato a vedere come dobbiamo vivere ora che siamo morti e risuscitati con Cristo. Abbiamo visto il comandamento di cercare le cose di lassù, di avere in mente le cose di lassù. Quanto è importante che viviamo così la vita cristiana, anziché essere presi con le cose di questa vita, o del mondo. E abbiamo visto anche cosa vuol dire, in pratica, cercare le cose di lassù.
Se vi ricordate, in Colossesi 3:4 abbiamo visto la verità meravigliosa che dobbiamo tenere in mente per avere la prospettiva giusta sulla vita. Cristo sta per ritornare, Lui che è la nostra vita sta per apparire, e allora anche noi appariremo con Lui in gloria. Se teniamo in mente questa verità abbiamo la prospettiva giusta sulla vita, e se viviamo in base a questa verità, allora avremo una vita benedetta anziché una vita sprecata.
Poi, Paolo, dopo averci spiegato la verità meravigliosa che siamo nuove creature in Cristo, essendo morti e risuscitati con Lui, ci spiega come dobbiamo vivere come nuove creature. Ci spiega cosa dobbiamo togliere dalla nostra vita, cioè le nostre membra terrene, che sono carnali e peccaminose. Paolo ci dà un elenco di vari peccati da togliere dalla nostra vita, che abbiamo studiato nell’ultimo sermone. E poi chiude nei vv9-10 parlando di un’altra verità meravigliosa. Se siamo in Cristo ci siamo spogliati dell’uomo vecchio, con i suoi atti peccaminosi, e ci siamo rivestiti dell’uomo nuovo.
Nel brano che vogliamo considerare oggi, dopo averci parlato di quello che dobbiamo togliere dalla nostra vita, Paolo ci parla di cosa dobbiamo mettere al posto di quello che è da togliere. Non basta togliere il male, bisogna anche riempire quel vuoto che rimane con il bene. La Bibbia ci insegna sempre qual è il bene che dobbiamo mettere al posto del male che dobbiamo togliere.
Oggi vogliamo continuare a studiare Colossesi 3 dal v11. Ma per avere più in mente il contesto voglio rileggere Colossesi 3:1-10. Seguite mentre leggo.
“1 Se dunque siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 2 Abbiate in mente le cose di lassù, non quelle che sono sulla terra, 3 perché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. 4 Quando Cristo che è la nostra vita apparirà, allora anche voi apparirete con lui in gloria. 5 Fate dunque morire le vostre membra che sono sulla terra: fornicazione, impurità, passioni, desideri cattivi e avidità, che è idolatria; 6 per queste cose l’ira di Dio viene sui figli della disubbidienza, 7 fra cui un tempo camminaste anche voi, quando vivevate in esse. 8 Ma ora deponete anche voi tutte queste cose: ira, collera, cattiveria; e non esca dalla vostra bocca maldicenza e alcun parlare osceno. 9 Non mentite gli uni agli altri, perché vi siete spogliati dell’uomo vecchio con i suoi atti, 10 e vi siete rivestiti dell’uomo nuovo, che si va rinnovando nella conoscenza ad immagine di colui che l’ha creato.” (Colossesi 3:1-10 LND)
Cristo è tutto e in tutti
Nell’ultimo sermone siamo arrivati fino a qua. Adesso, nel v11, Paolo ci ricorda una verità importante e meravigliosa. Spesso prendiamo per scontato il fatto che possiamo far parte del popolo di Dio. Prendiamo per scontato che noi, che siamo gentili, cioè non Giudei, possiamo anche noi far parte del popolo di Dio. Ma non è scontato. Fa parte anche questo di un’opera meravigliosa di Dio. Seguite mentre leggo il v11.
“11 Qui non c’è più Greco e Giudeo, circonciso e incirconciso, barbaro e Scita, servo e libero, ma Cristo è tutto e in tutti.” (Colossesi 3:11 LND)
Che verità potente! Consideriamo quello che Dio ci dichiara qua.
Prima della venuta di Cristo nel mondo, solo i Giudei erano il popolo di Dio. La salvezza era solo per loro. Solo loro avevano comunione con Dio. Se vi ricordate, la circoncisione, che Dio aveva stabilito per i maschi giudei, simboleggiava l’appartenenza al popolo di Dio. Solo chi diventava Giudeo poteva far parte del popolo di Dio.
Adesso, però, secondo il piano perfetto di Dio, non è più così. Adesso che Cristo è venuto, Egli ha aperto la porta della salvezza a chiunque. Chiunque si umilia davanti a Dio e si aggrappa a Cristo per aver il perdono può essere salvato. Che buona notizia! Questa è la buona notizia dell’Evangelo.
Non ci sono più distinzioni fra chi può e chi non può far parte del popolo di Dio. Per mezzo di Gesù Cristo, chiunque può far parte del popolo di Dio. Non è più solo per i Giudei, non è più solo per una certa nazione, o un certo popolo. Chiunque può essere salvato! Chiunque può ricevere il perdono per i propri peccati ed essere riconciliato con Dio, e così diventare parte del popolo di Dio. È tutto e solamente tramite Gesù Cristo. Che grazia da Dio!
Perciò, fratelli, fra credenti non c’è distinzione di popolo di appartenenza, di condizione sociale, o di circoncisione o incirconcisione, perché è Cristo che è tutto e in tutti i salvati. Cristo è il centro della salvezza.
Pensiamo a questo aspetto così importante. Cristo è tutto. Lui è la nostra salvezza. Lui è la nostra unica, eterna, speranza. La nostra speranza non sta nell’appartenere alla nazione giusta, o nell’essere servi o liberi, o nella pratica di una certa religione. Cristo è il nostro Salvatore. Lui è la nostra unica speranza.
Poi notate la fine del v11, quando dice: “ma Cristo è tutto e in tutti”. Se vi ricordate, in Colossesi 3:4 abbiamo letto che Cristo è la nostra vita. In Colossesi 2, che Cristo è IN noi. E qua leggiamo che Cristo è tutto e in tutti. Fratelli e sorelle, il centro della salvezza e della vita cristiana è Cristo. Cristo è tutto. Siamo salvati per mezzo di Cristo. Siamo figli di Dio per mezzo di Cristo. Entreremo nell’eternità con Dio per mezzo di Cristo. Il senso della vita è di vivere per Cristo. Cristo è il centro della vita e dell’eternità. Cristo è al centro di tutto.
Questo deve portarci a fermarci e a chiederci: Gesù Cristo è al centro della mia vita, oggi? Cristo è al centro della tua vita, e dei tuoi pensieri, oggi? Stai vivendo per Lui oggi?
A volte vediamo come pesante avere Cristo al centro della vita. Ci concentriamo su quello che, apparentemente, perdiamo, avendo Cristo al centro della vita. Perdiamo di essere noi al centro della nostra vita, con i nostri desideri egoisti e carnali. Perdiamo di vivere per noi stessi, per i nostri sogni, per i nostri idoli. Questo lo perdiamo, sì. Ma quanto vale, veramente? Piuttosto, quanta gioia, e che cuore soddisfatto e pieno di pace ci dà quando viviamo per Cristo, aggrappandoci a Lui e avendo Lui al centro della nostra vita e dei nostri pensieri, giorno per giorno. Non è una perdita. Quanto siamo stolti quando lo vediamo come pesante e gravoso! È una gioia! È un privilegio, che possiamo vivere per qualcosa di vero valore, che va oltre questa vita, e dura per l’eternità!
Cristo è tutto e in tutti i veri credenti. Prego che sia tutto per ciascuno di noi qua. E se tu vedi che Cristo non è al centro della tua vita oggi, grazie a Dio, c’è perdono anche per questo peccato se ti umili e corri a Cristo per essere perdonato.
Rivestitevi: cosa mettere
Nella prima parte di Colossesi 3, Paolo ci ha parlato di quali sono i peccati che dobbiamo togliere dalla nostra vita visto che siamo nuove creature in Cristo. Adesso, invece, ci parla di cosa dobbiamo mettere al posto dei peccati che sono da togliere. Paolo ci dà un elenco di aspetti della vita, del cuore e del carattere di ogni vero credente. Quello che stiamo per leggere descrive il cammino di ogni vero credente. Però, prima di parlarci di come vivere, Paolo ci ricorda chi siamo per Dio. Seguite mentre leggo i vv12-13.
“12 Rivestitevi dunque come eletti di Dio, santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, 13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro; e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi.” (Colossesi 3:12-13 LND)
Prima di parlarci delle nostre responsabilità, di quello che dobbiamo fare, Paolo parla di chi siamo per Dio. Quanto è importante che consideriamo sempre i doveri e i comandamenti della vita cristiana sempre alla luce delle verità di chi siamo per Dio, e della sua opera in noi. Cambia tutto!
Eletti di Dio
Quindi, voglio che notiamo questa verità meravigliosa qua: chi siamo per Dio? Paolo ci dichiara che noi siamo gli eletti di Dio. Pensiamo a cosa vuol dire. Se tu sei in Cristo tu sei stato eletto, che vuol dire, sei stato scelto da Dio. In Efesini 1 leggiamo di questo. Vi leggo Efesini 1:3-5. Notate che parla proprio di quando Dio ci ha eletti.
“3 Benedetto sia Dio, e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei luoghi celesti in Cristo, 4 allorché in lui ci ha eletti prima della fondazione del mondo, affinché fossimo santi e irreprensibili davanti a lui nell’amore, 5 avendoci predestinati all’adozione di figli per mezzo di Gesù Cristo a se stesso, secondo il beneplacito della sua volontà,” (Efesini 1:3-5 LND)
Dio ci ha scelti, fra tutti gli uomini, prima della fondazione del mondo, affinché diventassimo suoi figli. Visto che ci ha eletti prima della fondazione del mondo, quando non eravamo neanche nati, è chiaro che questa elezione è solo per grazia. Il fatto che Dio ci ha eletti non si basa su qualcosa in noi. Non era un elezione politica del candidato migliore. Dio ci ha eletti fra tutti gli uomini peccatori, affinché facessimo parte del suo popolo. Fratelli, pensiamo alla grandezza di questa verità! Dio ha scelto noi, piuttosto che qualcun altro, non per alcun merito in noi, ma solo per la sua grazia verso di noi.
In Efesini 2:4-9 leggiamo chiaramente che siamo salvati per grazia, non per opere. E non viene da noi, è il dono di grazia di Dio. Ve lo leggo.
“4 Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, 7 per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia, con benignità verso di noi in Cristo Gesù. 8 Voi infatti siete salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori.” (Efesini 2:4-9 LND)
Siamo salvati solo per grazia, non per meriti nostri. Siamo gli eletti di Dio solo per grazia. Dio ci ha scelti, fra tutti gli uomini. Che dono! Che grazia!
Santi e diletti
Allora, essendo stati scelti da Dio, chi siamo per Dio? Paolo ce ne parla subito dopo. Rileggo il v12.
“12 Rivestitevi dunque come eletti di Dio, santi e diletti…” (Colossesi 3:12a LND)
Per Dio noi siamo santi e diletti. Consideriamo questi due aspetti incredibili.
Cosa vuol dire che siamo i santi di Dio? Vuol dire che la nostra posizione davanti a Dio è che siamo santi, in Cristo. Siamo stati giustificati in Cristo, cioè siamo stati ricoperti con la giustizia di Cristo. Dio quando guarda noi vede la giustizia di Cristo e non più la nostra colpa. E poi, per mezzo dello Spirito Santo e dell’opera della santificazione, Dio ci sta facendo crescere in santità. Questo è il processo che chiamiamo “santificazione”. Dio ci vede come santi, in Cristo, nonostante i nostri peccati. Fratelli, pensate alla grandezza del sacrificio di Cristo che ha pagato per tutti i nostri peccati! Quanti peccati avevamo sul nostro conto! Ma in Cristo sono stati tutti pagati. Adesso siamo i santi di Dio. Gloria a Dio!
Non solo siamo i santi di Dio, ma siamo anche diletti per Dio. La parola “diletti” vuol dire letteralmente “amati”. Siamo grandemente amati da Dio. Siamo preziosi per Dio. Il santissimo e glorioso Dio, contro cui abbiamo peccato così tanto, ci vede come diletti, come grandemente amati. Questo è il cuore di Dio verso di noi. Nonostante quanto abbiamo peccato contro Dio, nonostante che non abbiamo noi cercato Dio, ma Lui ha cercato noi, nonostante che ancora cadiamo, nonostante questo, siamo diletti per Dio.
Che immenso privilegio! Ecco chi siamo per Dio. Questo è il suo cuore verso di noi. Che Dio ci apra gli occhi e il cuore per afferrare di più la grandezza del suo cuore per noi, e la grandezza dell’opera di Cristo che ha reso questo possibile.
Rivestitevi
Tenendo in mente chi siamo per Dio, per grazia, essendo i suoi figli, consideriamo come dobbiamo vivere come figli di Dio.
Con la salvezza siamo stati spogliati dell’uomo vecchio e rivestiti dell’uomo nuovo. E l’uomo nuovo non rimane statico, piuttosto, va rinnovandosi. In questo brano Dio ci comanda di rivestirci, che implica che non è qualcosa di automatico che accade alla salvezza, ma piuttosto qualcosa che noi dobbiamo fare, giorno per giorno. Dobbiamo impegnarci a rivestirci con queste nuove qualità, giorno per giorno.
Paolo usa questa immagine di spogliarsi e rivestirci per dare proprio l’idea di togliere completamente e mettere al suo posto. Come un vestito, dobbiamo spogliarci del vecchio, del peccato che è ancora in noi, e rivestirci delle buone qualità che Paolo ci mostrerà adesso. Come si fa, in pratica? Confessando e abbandonando il peccato, e poi camminando secondo quello che Dio ci insegna anche in questo brano.
Paolo ci dà una lista tipo di aspetti del carattere e della vita di ogni vero credente. Consideriamo questa lista punto per punto.
Viscere di misericordia
“12 Rivestitevi dunque come eletti di Dio, santi e diletti, di viscere di misericordia …” (Colossesi 3:12a LND)
La prima cosa che Paolo menziona è di rivestirci di viscere di misericordia.
L’espressione usata qua vuol dire proprio “intestino di compassione, o misericordia”. Il senso è di avere un cuore di profonda compassione verso gli altri. E un cuore che è così legato agli altri che quando gli altri soffrono, quando stanno male, senti il loro dolore, stai male per loro. E le viscere, l’intestino, è commosso, è pieno di misericordia. Questo descrive un cuore che ama veramente e profondamente, anche chi pecca contro di Lui. Avere viscere di misericordia vuol dire volere il vero bene dell’altra persona, al punto che “senti” il suo dolore, e non puoi rimanere indifferente.
Fratelli, notate una cosa. L’uomo vecchio, l’uomo di peccato, non ama veramente gli altri. Piuttosto, ama sé stesso. Noi, invece, essendoci rivestiti dell’uomo nuovo, essendo amati così in Cristo, con questo amore, dobbiamo anche noi amare gli altri.
Allora, pensiamo ad alcuni esempi pratici di cosa vuol dire avere viscere di misericordia. Per esempio, se hai viscere di misericordia, non ti pesa il peccato degli altri, piuttosto, hai compassione per loro, per il danno che porta a loro. Chi ha viscere di misericordia piange con chi piange e gioisce con chi gioisce. Chi ha viscere di misericordia ha vera e profonda empatia verso gli altri intorno a sé. Non solo quelli stretti a lui, ma è proprio il cuore che ha verso il suo prossimo.
Benignità
Poi siamo chiamati a rivestirci di benignità. Un’altra parola per “benignità” è “bontà”. Siamo chiamati ad avere un cuore buono, che vuole il bene degli altri, e che si applica per ottenere quel bene. Chi ha questo cuore pensa agli altri, vive per gli altri, per il loro vero bene.
L’uomo vecchio di peccato pensa a sé stesso, è egoista, cerca il suo proprio bene. L’uomo nuovo, invece, si riveste di benignità nel modo in cui agisce, nel modo in cui parla, e nei suoi pensieri.
Umiltà
Poi dobbiamo rivestirci di umiltà. L’umiltà è fondamentale nella vita cristiana. Se uno non è umile, non può crescere. L’umiltà è il contrario dell’orgoglio. Sappiamo, perché è chiaro nella Parola di Dio, che solo chi è umile può stare vicino a Dio.
Come puoi riconoscere se sei umile oppure no? Per esempio, da come reagisci quando qualcuno ti parla di peccato. Ti agiti? Ti arrabbi? Te la prendi con quella persona, perché il tuo orgoglio viene ferito? Oppure accogli con gratitudine, perché vuoi vedere il tuo peccato, per avere più di Cristo?
Un altro modo per capire se sei veramente umile è di vedere come reagisci quando qualcuno non è d’accordo con te, o con il tuo modo di vedere qualcosa. Come reagisci? Cerchi di imporre il tuo modo di vedere? Pensi di avere sempre ragione? Oppure sei pronto a mettere in discussione il tuo punto di vista?
Un altro esempio: come ti senti quando Dio ti mette davanti un compito grande, o importante? Ti senti di farcela? Oppure vedi il tuo grande bisogno di Dio, e perciò corri a Dio chiedendo aiuto, guida, e protezione per non insuperbirti?
Oh prego che ciascuno di noi sia sempre più rivestito di umiltà, perché è la via per avere una vita benedetta, ed è l’unica via per stare vicini a Dio. L’orgoglio solo rovina, distrugge, e ci allontana da Dio. L’umiltà, al contrario, porta grandi benedizioni. Rivestiamoci di umiltà!
Mansuetudine
Poi, dobbiamo rivestirci di mansuetudine. La mansuetudine è avere pace accogliendo qualunque cosa che Dio manda nella tua vita, con gioia. Chi è mansueto non si agita anche se gli arrivano ingiustizie, o se viene trattato male, o se Dio permette prove e difficoltà nella sua vita, che nella carne non gli piacciono. Non si agita, perché si fida di Dio.
Come reagisci quando succedono cose nella tua vita che non ti piacciono? Come reagisci quando subisci ingiustizie, quanto ti arrivano problemi, o dolori? Hai pace, sapendo che Dio è in controllo? Ti aggrappi alle verità di chi è Dio, e al suo cuore per te? Oppure ti agiti, ti lamenti, hai il muso, o ti scoraggi?
La mancanza di mansuetudine è un brutto peccato, che spesso ci indica che ci sono altri peccati nascosti nel cuore. Avere mansuetudine è strettamente legato ad essere umile e ad avere fede in Dio. Non puoi avere mansuetudine se non ti fidi di Dio umilmente. Perciò, spesso, la mancanza di mansuetudine, in realtà, rivela che nel cuore c’è dell’orgoglio, e anche una mancanza di fede.
Ma, come tutti i comandamenti, anche il comandamento di rivestirci di mansuetudine non è gravoso, anzi. Quanta gioia e quanta pace abbiamo quando siamo mansueti! Dio vuole che abbiamo gioia e pace fidandoci di Lui!
Pazienza
Poi, dobbiamo rivestirci di pazienza. Questa parola descrive il restare calmi e avendo pace nei nostri cuori in mezzo a situazioni difficili e dolorose, soprattutto quando durano per molto tempo. Quanto è importante che abbiamo pazienza, gli uni con gli altri, e nelle difficoltà e prove che Dio permette nella nostra vita. Questa vita è piena di prove. Dobbiamo rivestirci di pazienza, avendo la pace che arriva quando guardiamo a Dio.
La pazienza di cui parla Paolo qua descrive proprio quel cuore che non si agita e non si scoraggia quando le prove vanno avanti, e durano tanto. Guardando a Cristo possiamo avere pace nelle prove, e andare avanti con pazienza, fino al momento giusto in cui Dio toglierà la prova.
Sopportandovi e perdonandovi
Adesso Paolo ci parla di come dobbiamo agire gli uni con gli altri quando pecchiamo gli uni contro gli altri. Il v13 è estremamente potente. Seguite mentre lo leggo.
“13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro; e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi.” (Colossesi 3:13 LND)
Dio ci ha salvati, ha cambiato il nostro cuore, ci ha coperti con la giustizia di Cristo. Ma ciascuno di noi sa bene che ancora pecchiamo. Pecchiamo contro Dio e anche contro gli altri. Per questo, abbiamo bisogno di perdono. Ci sono lamentele nei rapporti, che indicano peccati che uno commette contro un altro, e perciò c’è un ostacolo in quel rapporto. Qua sta parlando specificamente di peccati gli uni contro gli altri.
Come dobbiamo comportarci quando c’è peccato nei rapporti? Paolo qua parla di sopportarci e perdonarci. La parola “sopportare” vuol dire portare il peso senza agitarsi. Allora, quando uno pecca contro di te, peccando contro di te ti dà un peso. Sopportare vuol dire portare quel peso, senza agitarti o frustrarti. Se sopporti chi pecca contro di te, non ti indurisci contro quella persona e non ti stanchi di lui. Sopportare è il contrario di avere fastidio, di arrabbiarsi, di indurirsi e di chiudersi in sé stessi. Pensate, fratelli: per immensa grazia, Dio sopporta noi. Avrebbe ogni motivo di scartarci dalla sua presenza, visto quanto pecchiamo contro di Lui. Ma invece, ci sopporta con amore. Così, Dio chiama anche noi a sopportarci gli uni gli altri.
Dio ci chiama a sopportarci, e anche a perdonarci. Il perdono è fondamentale nei rapporti, il vero perdono, che è perdono completo. Infatti, Paolo ci spiega qual è l’esempio che dobbiamo seguire nel perdonare, ed è Cristo stesso nel perdono che ha dato a noi.
Paolo dichiara: “Come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi”. Allora, per poter seguire l’esempio di Cristo, dobbiamo capire: come ci ha perdonato Cristo?
Prima di tutto, Cristo ci ha perdonato totalmente. Il perdono di Cristo è totale. Non ci ha perdonato per una parte dei nostri peccati, e una parte no. Il perdono che ci ha comprato è completo. Poi, Cristo ci ha perdonato gratuitamente. Non dovevamo fare niente noi. Non dovevamo meritare quel perdono. Era completamente gratuito per noi, perché Cristo ha pagato l’intero prezzo per noi. E quindi, il perdono di Cristo per noi era solo per grazia, non per merito. Nessuno di noi ha meritato il perdono. Anzi, piuttosto, abbiamo meritato di NON essere perdonati. Cristo ci ha perdonati mentre eravamo ancora peccatori. Quale merito c’era in noi?
Non solo, ma anche, quando ci perdona, Cristo non ci rinfaccia più quel peccato. Ogni peccato che è stato perdonato l’ha gettato nel fondo del mare.
Allora, considerando come Cristo ha perdonato noi, così dobbiamo noi perdonarci gli uni gli altri. Dobbiamo perdonare totalmente, gratuitamente, non aspettando qualcosa in cambio. Ogni peccato che perdoniamo dobbiamo gettarlo nel fondo del mare, non rinfacciarlo come se non fosse stato perdonato. E dobbiamo perdonare avendo grazia gli uni verso gli altri, perché noi stessi abbiamo ricevuto solo grazia da Dio. Come Cristo ha perdonato noi, così dobbiamo perdonarci gli uni gli altri.
Incoraggio ciascuno a meditare sul perdono di Cristo per noi, per poi imitare l’esempio di Cristo gli uni con gli altri. Questo è solo un inizio. Oh prego che saremo sempre più simili al nostro Signore in questo aspetto fondamentale della vita e dei rapporti.
In realtà, Dio ci spiega molto chiaramente nella Bibbia che chi non perdona veramente gli altri, di cuore, anche lui non sarà perdonato. Chi non perdona, o fa fatica a perdonare, non ha capito la gravità del proprio peccato e la grandezza del perdono di Cristo.
Rivestitevi dell’amore
Poi Paolo ci parla di un altro aspetto della vita cristiana che, in realtà, è il più grande e più importante di tutto quello che ha menzionato finora. Senza questo, tutto il resto non importa. Seguite mentre leggo il v14.
“14 E sopra tutte queste cose, rivestitevi dell’amore, che è il vincolo della perfezione.” (Colossesi 3:14 LND)
Sopra tutte queste cose che Paolo ha menzionato, che sono molto importanti, sopra tutte queste cose dobbiamo rivestirci dell’amore. Avere vero amore è fondamentale per ogni vero credente.
Il vero amore NON è un sentimento, non è un emozione. Non dipende da come ci sentiamo. Non dipende da quanto una persona ci sta simpatica. Il vero amore è un profondo desiderio per il bene di una persona, che ci spinge ad impegnarci, al punto di sacrificarci, per promuovere quel bene.
L’amore è la forza più grande che esista sulla terra.
Dio ci comanda, di rivestirci dell’amore. Questo vuol dire rivestirci completamente, così che tutto quello che pensiamo, diciamo e facciamo è coperto di amore. E poi ci spiega che l’amore è il vincolo della perfezione, o “completezza”. Avere vero amore è fondamentale, perché non puoi essere completo, santificato, se non hai vero amore per gli altri.
In Giovanni 13:35 Gesù dichiara:
“35 Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri.” (Giovanni 13:35 LND)
È una caratteristica fondamentale di ogni vero credente, che è un discepolo di Gesù Cristo, avere vero amore gli uni per gli altri.
Cristo è l’esempio perfetto di vero amore. E noi dobbiamo imitare il suo esempio perfetto. C’è moltissimo che si può dire sull’amore di Cristo. Un sermone intero non basta. Più sermoni non bastano. Ma più conosciamo l’amore di Cristo per noi, e più possiamo imitare il suo amore.
Quando viviamo avendo vero amore gli uni verso gli altri, anziché vivere da egoisti, per noi stessi, allora abbiamo una vita benedetta.
Il secondo più grande comandamento è di amare il nostro prossimo come noi stessi. Che Dio ci aiuti a crescere molto nell’amore!
Conclusione
Per oggi ci fermiamo qua. Questo brano è molto pratico perché ci spiega in modo molto chiaro con cosa dobbiamo riempire la nostra vita e il nostro cuore. Ci spiega quali sono le qualità che ogni vero credente deve avere. Prego che saremo sempre più completamente rivestiti di queste qualità!
Allo stesso tempo, però, teniamo in mente chi siamo per Dio, che è il motivo per cui possiamo rivestirci di queste qualità. Siamo gli eletti di Dio, santi e diletti. Ecco perché abbiamo il privilegio di poterci spogliare dei nostri peccati e rivestirci di queste qualità. Teniamo questo in mente.
Teniamo in mente il cuore di Dio per noi nell’averci salvati, e perseveriamo nel cammino, giorno per giorno, guardando a Cristo e rivestendoci delle buone cose.