Introduzione
Stiamo studiando Colossesi, che è un’epistola molto potente. È un misto di tante verità profonde che riguardano la salvezza, il cuore di Dio, la sua opera in noi, ma troviamo anche indicazioni pratiche di come vivere la vita cristiana. Oggi andremo avanti in Colossesi 3, ma prima di guardare il brano di oggi dobbiamo rimetterci nel contesto di quello che Paolo sta dicendo. Allora, voglio ricordare quello che abbiamo visto finora negli ultimi sermoni in Colossesi.
Ricordate che, nella Parola di Dio, i comandamenti, quello che dobbiamo fare, è sempre contornato dalle verità di chi è Dio, com’è il suo cuore per noi, e quali sono le sue opere in noi. La vita cristiana non è una vita pesante, piena di comandamenti e regole da seguire. La vita cristiana è prima di tutto conoscere Dio, avere un rapporto personale con Lui, e i comandamenti sono solo la via che Dio ci mostra affinché, camminando in quella via, possiamo avere più di Lui e una vita veramente benedetta.
Oggi studieremo altri comandamenti che Dio ci dà, ma dobbiamo tenere in mente il contorno di questi comandamenti, che è proprio l’opera di grazia che Dio ha compiuto in noi, e il suo cuore di amore che ha verso di noi che siamo suoi figli.
Fratelli, pensate. Negli ultimi sermoni abbiamo visto la verità potente e meravigliosa che ciascuno di noi che è in Cristo è morto in Cristo e risuscitato con Cristo. Di natura eravamo morti nei nostri peccati, ma ora, siamo risuscitati con Cristo, come nuove creature. Il vecchio uomo pieno di peccato è morto, ora siamo risuscitati come nuove creature, in Cristo. Ci siamo spogliati dell’uomo vecchio con i suoi atti peccaminosi, e ci siamo rivestiti dell’uomo nuovo, in cui abita Cristo. Cristo è IN noi, in ciascuno di noi che è un figlio di Dio. Che verità preziosa!
Se ricordate, nell’ultimo sermone abbiamo meditato su alcune verità preziose di chi siamo per Dio, e come Dio ci vede. Siamo gli eletti di Dio, cioè siamo stati scelti per grazia fra tutti gli uomini peccatori, non sulla base di qualche merito nostro, perché non c’era alcun merito in noi. Dio ci ha scelti solo per grazia. E ora siamo i santi di Dio. Dio ci vede come santi, non perché non c’è più peccato in noi, ma perché siamo stati coperti con la giustizia di Cristo e Dio stesso ci sta santificando per prepararci per la sua presenza. E infine abbiamo visto che siamo diletti per Dio, cioè siamo grandemente amati. L’amore di Dio ci ricopre e riempie le nostre vite. Se pensiamo a chi è Dio, alla sua santità, e se pensiamo a chi siamo noi, a quanto abbiamo peccato contro Dio, come è possibile che Dio ci ami? Cosa abbiamo fatto noi per meritare l’amore di Dio? E la risposta è che non abbiamo fatto niente per meritare l’amore di Dio. Abbiamo solo fatto tanto per NON meritare l’amore di Dio. Il fatto che Dio ci considera suoi diletti è solo un’altra manifestazione del cuore di Dio verso di noi. Oh prego che ne saremo sempre più meravigliati.
Allora, sulla base di queste verità, sulla base di chi siamo per Dio, sulla base di quello che Lui ha fatto in noi, per grazia, Paolo ci spiega come dobbiamo vivere. Noi che siamo in Cristo siamo nuove creature, ci siamo spogliati dell’uomo vecchio e ci siamo rivestiti dell’uomo nuovo. E l’uomo nuovo non è statico, va rinnovandosi, cresce. Per questo Dio, tramite Paolo, ci comanda di rivestirci di quelle qualità che ogni vero credente deve avere. Rileggo Colossesi 3:11-14. Questo è il contesto del brano che studieremo oggi.
“11 Qui non c’è più Greco e Giudeo, circonciso e incirconciso, barbaro e Scita, servo e libero, ma Cristo è tutto e in tutti. 12 Rivestitevi dunque come eletti di Dio, santi e diletti, di viscere di misericordia, di benignità, di umiltà, di mansuetudine e di pazienza, 13 sopportandovi gli uni gli altri e perdonandovi, se uno ha qualche lamentela contro un altro; e come Cristo vi ha perdonato, così fate pure voi. 14 E sopra tutte queste cose, rivestitevi dell’amore, che è il vincolo della perfezione.” (Colossesi 3:11-14 LND)
Dio ci comanda di rivestirci di tutte queste qualità. Ma non è un comandamento gravoso. Infatti, se teniamo in mente chi siamo per Dio, e quello che Lui ha fatto in noi, per grazia, è chiaro che è un privilegio che possiamo rivestirci di queste qualità.
Nel brano che studieremo oggi Paolo ci spiega come vivere in altri quattro aspetti della vita cristiana. Dio vuole la nostra gioia e pace, e per questo ci dà questi comandamenti, affinché seguendoli e camminando nelle Sue vie possiamo avere un cuore pieno di gioia e pace, un cuore soddisfatto, e una vita benedetta, piena di frutto alla gloria di Dio.
Allora, trovate con me Colossesi 3, e seguite mentre leggo Colossesi 3:15-17 per avere il quadro generale di quello che poi guarderemo in dettaglio.
“15 E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti. 16 La parola di Cristo abiti in voi copiosamente, in ogni sapienza, istruendovi ed esortandovi gli uni gli altri con salmi, inni e cantici spirituali, cantando con grazia nei vostri cuori al Signore. 17 E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio e Padre per mezzo di lui.” (Colossesi 3:15-17 LND)
Paolo ci spiega come vivere in quattro campi, o aspetti, della vita cristiana. Consideriamo ciascuno di questi. Che Dio ci guidi mentre studiamo la sua Parola.
La pace di Dio regni
Cos’è che ogni persona nel mondo, credente o non credente, desidera nel profondo del suo cuore? Credenti e non credenti, tutti vogliamo la stessa cosa. Cosa? Vogliamo avere pace e gioia nel cuore. Spesso non la mettiamo in questi termini, ma Dio, che è il nostro Creatore, la mette in questi termini. Vogliamo pace nel cuore. E, spesso, NON abbiamo vera pace.
Chi non ha Cristo non può avere vera pace, perché la vera pace si trova solo in Cristo. Ma, se siamo onesti, dobbiamo dire che spesso anche noi che abbiamo Cristo non abbiamo pace, perché cerchiamo la pace nel posto sbagliato, dove non possiamo trovarla. Dio, tramite Paolo, nel v15 ci parla della pace. Rileggo il v15.
“15 E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.” (Colossesi 3:15 LND)
Più di qualunque altra cosa vogliamo avere pace e gioia nel cuore. Paolo qua parla della pace, ma prima di tutto notate di quale pace sta parlando. Parla della “pace di Dio”. Questa pace è l’unica vera pace. È la pace che non dipende dalle circostanze, e non viene scossa dalle circostanze. Questa pace è la pace che sorpassa ogni intelligenza, perché va al di là della ragione. È una pace divina, che è disponibile per ciascuno che ha Cristo. Questa pace viene da Dio, e Dio vuole che ciascuno dei suoi figli abbia questa pace.
Dio vuole che abbiamo vera e profonda, pace, una che dura. Nel Nuovo Testamento vediamo più e più volte che Paolo prega per grazia e pace per i credenti. Gesù Cristo stesso parla della pace, per esempio, in Giovanni 14. Vi leggo due versetti che conosciamo bene, in Giovanni 14:1, 27.
“1 "Il vostro cuore non sia turbato; credete in Dio e credete anche in me.” (Giovanni 14:1 LND)
Avere un cuore non turbato vuol dire avere pace nel cuore. E poi, nel v27 dichiara:
“27 Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo; il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi.” (Giovanni 14:27 LND)
Dio vuole che abbiamo la sua pace. Gesù Cristo stesso ci dà la sua pace, la vera pace, che non viene scossa dalle circostanze.
La pace con Dio e la pace nel cuore
Allora, ci sono due tipi di pace che un credente ha. C’è la pace che abbiamo nel nostro rapporto con Dio, che è per mezzo del sacrificio di Cristo. Ciascuno che è un vero credente ha questa pace. In Romani 5:1 leggiamo:
“1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore,” (Romani 5:1 LND)
Ognuno di noi che ha Cristo ha pace con Dio per mezzo del sacrificio di Cristo, cioè, non è più nemico di Dio. Mentre prima c’era inimicizia fra noi e Dio, con la salvezza, per mezzo di Cristo, adesso c’è pace fra noi e Dio. Ogni vero credente ha questo tipo di pace, e non possiamo mai perdere questa pace.
Ma c’è un’altra pace, che è la pace di cui sta parlando Paolo qui in Colossesi 3, ed è la pace che sentiamo nel cuore. Questo tipo di pace non è come la pace che abbiamo nel nostro rapporto con Dio, infatti, questa pace di cui Paolo parla possiamo perderla. È di questa pace che Dio ci sta parlando qua.
La pace regni
Infatti, qua in Colossesi vediamo che Dio ci dà questo comandamento: che la pace di Dio REGNI nei nostri cuori. Dio ci comanda di far regnare la Sua pace nei nostri cuori. Pensiamo a cosa vuol dire che la pace regna. Quando un sovrano regna su una nazione, la controlla, dirige quello che viene fatto, la guida, per ottenere il bene della nazione. Quando la pace di Dio regna nei nostri cuori ci controlla, ha autorità su di noi, guida i nostri pensieri. Se la pace di Dio regna nel tuo cuore non ti agiti quando le circostanze cambiano in peggio, non ti disperi quando umanamente non vedi soluzioni, non stai male quando subisci ingiustizie, o quando una prova va solo avanti e sembra non finire mai. È meraviglioso quando la pace di Dio regna nel nostro cuore.
Qua leggiamo che siamo stati chiamati alla pace di Dio. La pace di Dio dovrebbe regnare in noi. È a questo che siamo stati chiamati. Chi non è in Cristo non è stato chiamato, perciò non ha e non può avere la pace di Dio che regna nel proprio cuore. Ma noi sì. Noi abbiamo Cristo e perciò siamo stati chiamati alla pace di Dio.
Qua Dio, tramite Paolo, ci dà il chiaro comandamento che la pace di Dio regni nei nostri cuori. Il fatto che sia un chiaro comandamento ci fa capire che è questa è una scelta. Possiamo scegliere di avere la pace di Dio che regna nei nostri cuori. Possiamo SCEGLIERE dove cercare la nostra pace. Possiamo scegliere se cercare la pace in Dio, che è l’unico posto in cui possiamo trovarla, oppure sse cercare la pace al di fuori di Dio, dove non la troveremo mai. Possiamo scegliere se confidare in Dio oppure no. È una scelta che abbiamo, giorno per giorno. Tristemente, spesso non cerchiamo la pace in Dio. Ed è per questo che poi siamo agitati, turbati, ansiosi...
Allora ti chiedo: cosa regna nel tuo cuore? Regna la pace di Dio nel tuo cuore? Oppure regna l’ansia, la preoccupazione, l’agitazione? Grazie a Dio non è complicato capire cosa regna nel tuo cuore, e le persone intorno a te possono aiutarti a capirlo. Se la pace di Dio regna nel tuo cuore non puoi nasconderlo. Avere la pace di Dio che regna nei nostri cuori è un chiaro comandamento, che vuol dire, è possibile avere la pace di Dio che regna. E quanto è meraviglioso quando regna in noi!
Come avere la pace che regna
Come possiamo avere la pace di Dio che regna nei nostri cuori? Confidando in Dio, avendo fede in Lui, aggrappandoci al suo cuore per noi, e alle sue promesse che Lui mantiene sempre.
Per esempio, come posso avere la pace di Dio che regna nel mio cuore in mezzo ad una prova pesante? Posso avere la pace di Dio se mi ricordo, e tengo in mente, che Dio è sovrano sopra ogni cosa, che Lui è in controllo di tutto quello che succede nella mia vita, e ogni cosa che Lui permette nella mia vita è per il mio vero bene, il mio bene eterno. Posso avere pace se scelgo di meditare su chi è il mio Dio, sulla sua saggezza e potenza, e sul suo cuore per me, anche ricordando esempi di prove del passato in cui ho visto il suo cuore per me e la sua fedeltà. Posso avere pace se mi aggrappo alla promessa che con la tentazione, con la prova, il mio Dio mi darà anche la via di uscita. Come vedete, è una scelta. Ma che meravigliosi frutti possiamo godere quando scegliamo bene.
Pensiamo ad un altro esempio. Come posso avere pace quando mi arrivano delle ingiustizie? Posso avere pace se mi aggrappo alla verità che Dio è con me, che Cristo è stato provato in ogni cosa e perciò mi capisce veramente. Posso avere la pace di Dio che regna nel mio cuore se ricordo cosa merito io di buono da Dio, e quindi, se mi ricordo che TUTTO quello che mi arriva è SOLO grazia, anche le ingiustizie, perché io merito solo ira e tormento a causa dei miei peccati. Posso avere pace quando mi ricordo quanto io ho peccato contro gli altri, e quanto io ho trattato ingiustamente gli altri con i miei peccati, sia con quello che ho fatto di male, sia quello che NON ho fatto di bene, che avrei dovuto fare. Se scelgo di pensare a queste cose, anziché alle ingiustizie che subisco, avrò la pace di Dio che regna nel mio cuore, perché sto confidando in Dio.
Grazie a Dio, possiamo avere la pace di Dio che regna nel nostro cuore, costantemente, se guardiamo a Dio e ci aggrappiamo alle sue verità e alle sue promesse.
In un sol corpo
Però, voglio notare anche un altro aspetto nel v15. Paolo dichiara che siamo stati chiamati alla pace di Dio “in un sol corpo”. Lasciare regnare la pace di Dio nei nostri cuori è legato all’essere chiamati in un solo corpo. La vita cristiana non è una vita in cui ognuno vive per conto suo. L’unico modo di vivere veramente la vita cristiana è quando siamo uniti insieme.
Grazie a Dio, abbiamo pace nel nostro rapporto con Dio, per mezzo di Cristo. E grazie a Dio possiamo anche avere vera e piena pace nel nostro cuore, giorno per giorno, se lasciamo che la pace di Dio regni nei nostri cuori. Non è complicato, non è difficile, non è solo per pochi. È alla portata di chiunque. Basta avere fede in Dio, e guardare a Lui.
Siate riconoscenti
Alla fine del v15 Paolo menziona brevemente un aspetto della vita cristiana che è estremamente importante, ma spesso manca nelle nostre vite. In realtà è spesso la causa di tanti nostri problemi. Rileggo il v15.
“15 E la pace di Dio, alla quale siete stati chiamati in un sol corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti.” (Colossesi 3:15 LND)
Essere riconoscenti è estremamente importante. È una chiave della vita cristiana. Il ringraziamento è fondamentale e la Bibbia ne parla parecchio. Uno dei motivi per cui spesso non abbiamo la pace di Dio che regna nei nostri cuori è proprio perché non abbondiamo nel ringraziamento. Quando non stai bene di cuore è buono fermarti e chiederti: “Sto ringraziando?”.
Però, voglio notare una cosa qua. Notate che il comandamento qua non è di ringraziare, ma di “essere riconoscenti”. Non riguarda tanto quello che fai, ma quello che sei. Paolo qua ci sta parlando del cuore che dobbiamo avere. Dobbiamo avere un cuore riconoscente.
Per essere riconoscenti serve riconoscere quello che meritiamo da Dio, e dagli altri. Cosa meriti veramente? Pensa a tutti i tuoi peccati, in ciascun campo della vita. Sulla base di quanto hai peccato contro Dio, cosa meriti di buono da Dio? Tutto quello che riceviamo da Dio è solo grazia, e possiamo solo esserne grati.
Poi, per essere riconoscenti serve riconoscere quello che abbiamo. Quanto abbiamo ricevuto da Dio! E quanto continuiamo a ricevere! Quante benedizioni, quante promesse, quanto amore! Certamente in senso pratico, e quanto di più in senso spirituale.
Quanto trasforma la vita quando siamo riconoscenti, quando abbiamo quel cuore che riconosce le tantissime benedizioni che ha ricevuto da Dio, e ringrazia Dio per tutte queste benedizioni. Abbiamo ricevuto tantissime benedizioni materiali, e soprattutto, ciascuno di noi che è in Cristo ha ricevuto OGNI benedizione spirituale, in Cristo. Allora, abbondiamo nel ringraziamento! Questo dovrebbe essere il nostro stile di vita. Non un compito che metti sulla tua lista delle cose da fare, ma è proprio come vivi giorno per giorno.
Se tu sei veramente riconoscente, di cuore, come Dio intende, tu non pensi a te stesso, tu sei preso con Dio, con il suo cuore per te, con la sua grazia verso di te. E non solo verso di te, ma anche verso gli altri. E così pensi anche agli altri. Che vita benedetta quando siamo riconoscenti!
La Parola di Cristo abiti in voi
Poi Paolo passa ad un altro discorso, nel v16, che riguarda come vivere gli uni con gli altri come fratelli in Cristo. Seguite mentre leggo il v16.
“16 La parola di Cristo abiti in voi copiosamente, in ogni sapienza, istruendovi ed esortandovi gli uni gli altri con salmi, inni e cantici spirituali, cantando con grazia nei vostri cuori al Signore.” (Colossesi 3:16 LND)
Dio ci ha dato la sua Parola, e tramite la Parola di Dio possiamo conoscere Dio. Qua Dio ci comanda che la Parola di Cristo abiti in noi. La Parola di Cristo deve dimorare in noi, deve stare dentro di noi, deve abitare stabilmente in noi. E Paolo ci dice anche in quale misura deve abitare in noi: copiosamente, cioè abbondantemente. Dovremmo essere ripieni della Parola di Dio.
Quando la Parola di Cristo abita in noi copiosamente, e quindi siamo ripieni della Parola di Cristo, allora possiamo essere usati nella vita gli uni degli altri per istruirci ed esortarci a vicenda. Qui vediamo specificamente questi due aspetti: istruire ed esortare.
Istruire significa proprio insegnare. Abbiamo bisogno di insegnarci a vicenda le verità di Dio. Qui non sta parlando dell’insegnamento ufficiale in chiesa, ma di quella forma di insegnamento che facciamo, gli uni con gli altri, quando ci ricordiamo le verità di Dio a vicenda. Per esempio, questo succede quando uno ha pensieri falsi e un fratello lo aiuta a riconoscere i suoi pensieri e a combatterli con le verità di Dio. Istruirci a vicenda è fondamentale per la crescita della chiesa.
Ma non basta istruirci a vicenda, infatti, serve anche esortarci. La parola che è stata tradotta come “esortarci” è spesso tradotta come “ammonirci”. Il senso qua è che, essendo ripieni della Parola di Dio, possiamo ammonirci gli uni gli altri quando cadiamo nel peccato.
Per istruirci e ammonirci secondo le verità di Dio è fondamentale che la Parola di Cristo abiti in noi copiosamente, in modo da controllare tutto quello che pensiamo e diciamo. Altrimenti, se istruiamo ed ammoniamo gli uni gli altri ma non essendo ripieni della Parola di Dio, invece di edificare gli uni gli altri, siamo un inciampo gli uni per gli altri. E questo è un grave peccato.
Questo istruirci ed esortarci gli uni gli altri presuppone un grandissimo impegno nella vita gli uni degli altri. E questo è il piano di Dio per la crescita di ciascuno. Fratelli, come credenti non siamo unità indipendenti. Siamo un corpo. Siamo il corpo di Cristo. Perciò, essendo ciascuno ripieno della Parola di Dio, e poi, essendo coinvolti nella vita gli uni degli altri, possiamo essere usati per l’edificazione del corpo di Cristo, e possiamo crescere insieme.
Con salmi, inni e cantici spirituali
Poi, è molto interessante notare che qua Dio ci spiega anche, in senso pratico, come possiamo istruirci e ammonirci gli uni gli altri. Infatti, parla specificamente di alcuni mezzi da usare: salmi, inni e cantici spirituali, cantando con grazia nei vostri cuori al Signore.
Noi viviamo in un’epoca in cui abbiamo libero accesso alla Parola di Dio in varie forme. Ma storicamente non è stato sempre così, anzi. Tuttora in tante parti del mondo non è possibile avere una copia personale della Bibbia. E nella storia, prima dell’invenzione della stampa, e prima che i libri diventassero di grande distribuzione, non era possibile. I libri erano molto costosi, ed era impensabile per un normale credente poter avere una copia della Bibbia. Forse c’era una sola copia in tutta la chiesa. Allora, come potevano istruirsi ed esortarsi a vicenda? Come possiamo NOI riempirci della Parola di Dio per tirare fuori quelle verità anche quando non abbiamo la nostra Bibbia a disposizione?
Dio qua ci parla di salmi, inni e cantici spirituali. Parla di cantare nei nostri cuori al Signore. Dio ha creato la musica, e la musica unita a sane parole bibliche, diventa uno strumento potente per riempirci della Parola di Dio in un modo che poi è anche facile ricordare le verità. Quanto è importante cantare al Signore, buoni canti, ricchi, con buone verità! Spesso nella prova, nel dolore, nelle difficoltà, è facile pensare ad un canto che abbiamo imparato in un altro momento, e cantarlo ancora, e quello diventa un grande incoraggiamento.
I salmi, inni e cantici spirituali sono uno strumento che qualunque credente, in qualunque momento della storia, in qualunque parte del mondo, può usare per avere la Parola di Cristo che abita in lui copiosamente. Il canto è un dono da Dio, che non dipende da qualche tecnologia particolare, non costa niente, ed è sempre disponibile. Fratelli, pensate al cuore di Dio qua! Lui ha provveduto tutto il necessario per ogni suo figlio. Questo è il cuore del nostro Buon Padre celeste!
Allora, ti chiedo: la Parola di Cristo abita in te copiosamente? Sei ripieno della Parola di Dio?
Quello che esce dalla nostra bocca, rivela quello che c’è nel cuore. Cosa esce dalla tua bocca? Esce Parola di Dio, escono principi e verità di Dio, perché abitano in te copiosamente?
Hai verità di Dio nascoste nel tuo cuore sotto forma di inni, salmi e cantici spirituali? Tu canti con grazia nel tuo cuore al Signore? È interessante che Dio ci parla specificamente del canto. Non è un’idea. È proprio il modo in cui Dio ha previsto di curare la sua chiesa. Allora, seguiamo quello che il nostro Dio ci insegna.
Prego che la Parola di Cristo abiti in noi copiosamente, sempre di più, istruendoci ed ammonendoci a vicenda.
Fate ogni cosa nel nome di Cristo
Abbiamo visto il comandamento che la pace di Dio regni nei nostri cuori, di essere riconoscenti, che la Parola di Cristo abiti in noi copiosamente, e adesso Paolo ci parla di un altro aspetto fondamentale della vita cristiana, che riguarda ogni campo della vita. Questo riguarda tutto quello che facciamo. Seguite mentre leggo il v17.
“17 E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio e Padre per mezzo di lui.” (Colossesi 3:17 LND)
Questo comandamento riguarda ogni campo della vita. Notate che Paolo dice proprio: “ qualunque cosa facciate”. Qualunque. Ogni cosa. Qualunque cosa facciate, in parola o in opera. Questo comprende TUTTO quello che diciamo e facciamo. Ma, fratelli, come non dovrebbe essere così? Siamo stati comprati a caro prezzo, non apparteniamo più a noi stessi. Noi apparteniamo a Dio, perciò, certo che dobbiamo fare ogni cosa nel nome del Signore Gesù. Anche questo, non è un comandamento gravoso, piuttosto, è un privilegio che abbiamo perché siamo figli di Dio.
Dobbiamo fare tutto nel nome del Signore Gesù, cioè dobbiamo fare tutto per la gloria di Dio. Questo vuol dire fare tutto, quello che diciamo e quello che facciamo, tutto secondo la volontà di Dio e per la gloria di Dio. Se tu hai Cristo, Cristo è il tuo Signore. Governa Lui la tua vita, non tu. E perciò non vivi più per te stesso, grazie a Dio! Se tu sei in Cristo, tu vivi per Cristo. Quindi, il fare ogni cosa nel nome del Signore è un frutto di chi è veramente in Cristo.
Allo stesso tempo, però, Dio ci dà questo chiaro comandamento perché non è automatico che viviamo così. Ancora abbiamo una tendenza carnale a voler vivere per noi stessi e a voler essere noi signori della nostra vita. Ma, grazie a Dio, anche quando cadiamo in questo grave peccato possiamo ravvederci e correre a Cristo per essere perdonati. E in Cristo abbiamo vero e pieno perdono. Grazie a Dio!
Rendendo grazie a Dio
Poi, alla fine del v17 Paolo ripete quello che abbiamo già visto nel v15, parlando ancora del ringraziamento. Rileggo il v17.
“17 E qualunque cosa facciate, in parola o in opera, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie a Dio e Padre per mezzo di lui.” (Colossesi 3:17 LND)
“Rendendo grazie a Dio”, questo è il verbo del sostantivo “riconoscenti” nel v15. Effettivamente, Paolo sta dicendo la stessa cosa. Abbondare nel ringraziamento è un chiave della vita cristiana, e possiamo abbondare nel ringraziamento per mezzo di Cristo, perché per mezzo di Cristo abbiamo libero accesso al Padre.
Il ringraziamento deve essere una costante nella vita di ogni credente. Quando abbondiamo nel ringraziamento vediamo più del cuore di Dio e vediamo più di quanto siamo benedetti. Il ringraziamento è l’antidoto per il grave peccato di lamentarsi. Quando abbondiamo nel ringraziamento, trasforma la nostra vita. Chi abbonda nel ringraziamento, di cuore, ha gioia nel cuore. Vuoi avere gioia? Abbonda nel ringraziamento!
Oh prego che ciascuno di noi cresca nel ringraziamento! Oh prego che saremo, ciascuno, sempre pieni di ringraziamento a Dio. Tanti dei nostri problemi si risolverebbero molto facilmente se abbondassimo nel ringraziamento.
Conclusione
Allora, cosa abbiamo visto in questi pochi versetti?
Abbiamo visto ancora una volta il cuore di Dio che vuole che abbiamo gioia e pace, che abbiamo una vita benedetta e più di Lui. E per questo Dio ci dà questi comandamenti, non per rendere la nostra vita pesante, ma piuttosto, affinché abbiamo una vita benedetta e un cuore veramente soddisfatto in Lui, vivendo per Lui, per la sua gloria.
Camminiamo nelle vie di Dio, con la pace di Dio che regna nel nostro cuore, abbondando nel ringraziamento, essendo ripieni della Parola di Cristo, e facendo ogni cosa per la gloria di Dio. Questa è la vita benedetta.