Aiuto Biblico

Una famiglia benedetta

Colossesi 3:18-21

Sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per domenica, 10 maggio 2026, predicato a Chiesa Logos domenica, 26 aprile 2026, – cmd dmp –
Descrizione: C'è poco più bello che avere una famiglia piena di gioia e pace e amore. C'è poco più pesante di una famiglia NON piena di gioia e pace e amore. Dio, nel suo grande amore per noi, ci ha dato i comandamenti per farci avere famiglie grandemente benedette. Spesso, non comprendiamo come i comandamenti sono legati insieme, per farci essere benedetti. Questo sermone spiega dalla Bibbia quel è il buon piano di Dio per la famiglia.
parole chiave: famiglia, comandamenti di Dio, pace, benedizioni di Dio

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I comandamenti di Dio non sono gravosi. Sono la via per essere benedetti da Dio. Sono la risposta alle benedizioni di Dio. Infatti, nella Bibbia, quando troviamo un elenco di comandamenti, prima dei comandamenti c’è una spiegazione delle benedizioni che riceviamo da Dio. Per esempio, ci parla di Gesù Cristo e la sua opera sulla croce, ci parla della grazia, ci parla del perdono, ci parla delle benedizioni eterne. Solo dopo ci parla dei comandamenti che sono il modo in cui possiamo rispondere a quello che Dio ha fatto per noi.

Infatti, nella maggioranza delle Epistole nel NT, si inizia con una spiegazione della salvezza e dell’opera di Gesù Cristo, e solo dopo, iniziando con un “dunque”, ovvero, alla luce di questo, si inizia con i comandamenti su come dobbiamo vivere alla luce di quello che abbiamo ricevuto da Dio.

Oggi, vogliamo continuare il nostro studio nell’Epistola di Colossesi. Dopo aver parlato nei primi capitoli della nostra salvezza e quello che Cristo ha fatto per noi, nei capitoli 3 e 4 Dio ci dà dei comandamenti, per mostrarci come vivere per essere riccamente benedetti da Dio. Dio ama benedirci grandemente.

Siamo arrivati a Colossesi 3 al versetto 18. Iniziando da qua, Dio ci spiega come vivere i vari ruoli della vita, cominciando con quelli più importanti, quelli che si svolgono in famiglia.

Per essere benedetti nei nostri rapporti, dobbiamo viverli secondo il piano di Dio. È DIO che ha creato uomini e donne. È DIO che ha creato il matrimonio, genitori e figli, e poi anche tutti gli altri rapporti. Quindi, l’unico modo possibile per avere rapporti benedetti è quello di vivere i nostri rapporti secondo il piano di Dio al riguardo.

Oggi, iniziamo questo studio su quello che Dio comanda per il matrimonio, iniziando con il ruolo della moglie. Seguite mentre leggo Colossesi 3:18.

18 Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come si conviene nel Signore. (Colossesi 3:18)

I ruoli nella famiglia sono importanti. Il ruolo del marito e quello della moglie ci aiuta a capire il rapporto fra Cristo e la chiesa.

Prima di considerare questo comandamento alle mogli, consideriamo lo SCOPO dei comandamenti di Dio, poi le applicazioni.

Dio ha creato il matrimonio e la famiglia, come i rapporti più benedetti della vita.

Dio ha creato la famiglia come un luogo di amore, un rifugio, un luogo di pace, un luogo di crescita, un luogo in cui essere sicuri nell’amore. Ha creato la famiglia come rapporto di unità, un luogo dove, insieme, siamo uniti per portare frutti che durano per l’eternità.

Per essere una famiglia così, dobbiamo fidarci del piano di Dio sul modo in cui vivere i ruoli nella famiglia.

Pensate: quando uno inventa una macchina o un attrezzo, viene venduto con un libro di istruzioni, un manuale che spiega come usarlo. Chi l’ha creato è colui il quale può spiegare come usarlo.

Se uno lo usa seguendo le istruzioni, funziona bene. Se uno lo usa in un modo diverso, non funziona, e porta tanti problemi, anziché portare dei benefici.

Consideriamo i ruoli che Dio ha stabilito per l’uomo e la donna che ha creato. Leggo Genesi 2:4-8, poi vv. 15-24.

“4 Queste sono le origini dei cieli e della terra quando furono creati, nel giorno che l’Eterno DIO fece la terra e i cieli. 5 Non vi era ancora sulla terra alcun arbusto della campagna e nessuna erba della campagna era ancora spuntata, perché l’Eterno DIO non aveva fatto piovere sulla terra e non vi era l’uomo che coltivasse il suolo. 6 Ma dalla terra saliva un vapore che irrigava tutta la superficie del suolo, 7 Allora l’Eterno Dio formò l’uomo dalla polvere della terra, gli soffiò nelle narici un alito di vita, e l’uomo divenne un essere vivente. 8 Poi l’Eterno DIO piantò un giardino in Eden, ad oriente, e vi pose l’uomo che aveva formato.” (Genesi 2:4-8 LND)

Leggo poi i versetti 15-24.

“15 L’Eterno DIO prese dunque l’uomo e lo pose nel giardino dell’Eden perché lo lavorasse e lo custodisse. 16 E l’Eterno DIO comandò l’uomo dicendo: "Mangia pure liberamente di ogni albero del giardino; 17 ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare, perché nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai". 18 Poi l’Eterno DIO disse: "Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto conveniente a lui". 19 E l’Eterno DIO formò dalla terra tutti gli animali dei campi e tutti gli uccelli dei cieli e li condusse dall’uomo per vedere come li avrebbe chiamati; e in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ogni essere vivente, quello doveva essere il suo nome. 20 E l’uomo diede dei nomi a tutto il bestiame, agli uccelli del cielo e ad ogni animale dei campi; ma per l’uomo non si trovò alcun aiuto conveniente per lui. 21 Allora l’Eterno DIO fece cadere un profondo sonno sull’uomo, che si addormentò; e prese una delle sue costole, e rinchiuse la carne al suo posto. 22 Poi l’Eterno DIO con la costola che aveva tolta all’uomo ne formò una donna e la condusse all’uomo. 23 E l’uomo disse: "Questa finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Lei sarà chiamata donna perché è stata tratta dall’uomo". 24 Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne.” (Genesi 2:15-24 LND)

Dio, nella sua perfetta saggezza, ha creato la donna per essere un aiuto conveniente per l'uomo. Dio ha dato una missione all’uomo, ed ha creato la donna per essere il perfetto aiuto per lui nell'adempiere la sua missione.

L’uomo non vive per se stesso. È stato creato per vivere per Dio. E la donna per aiutarlo a vivere per Dio, non per se stesso.

Anche 1Corinzi 11: parla del ruolo della donna. Ve lo leggo.

“7 L’uomo invece non deve coprirsi il capo, perché è l’immagine e la gloria di Dio; ma la donna è la gloria dell’uomo, 8 perché l’uomo non è dalla donna, ma la donna dall’uomo, 9 anche perché l’uomo non fu creato per la donna, ma la donna per l’uomo. 10 Perciò la donna deve avere sul capo un segno di autorità, a motivo degli angeli. 11 Nondimeno, né l’uomo è senza la donna, né la donna senza l’uomo, nel Signore, 12 perché come la donna proviene dall’uomo, così anche l’uomo nasce per mezzo della donna, e ogni cosa è da Dio.” (1Corinzi 11:7-12 LND)

Dio ha creato l’uomo e la donna, con ruoli diversi, per vivere per la gloria di Dio.

Quindi, Dio comanda all’uomo di vivere totalmente per la gloria di Dio, e comanda alla moglie di essere sottomessa al marito: nel piano perfetto di Dio, né la moglie né il marito vivono per se stessi. Vivono entrambi per la gloria di Dio, in ruoli diversi.

Allora, tornando al nostro brano di oggi in Colossesi 3, leggo ancora il versetto 18.

18 Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti, come si conviene nel Signore. (Colossesi 3:18).

Il comandamento che Dio dà alla moglie è di essere sottomessa a suo marito.

Questo affinché vadano nella stessa direzione.

Immaginate due buoi sotto un unico giogo. Se uno tira a destra, e l’altro a sinistra, andranno nella direzione di quello più forte. Ma in realtà, faranno poca strada, perché la forza di uno cancellerà la forza dell’altro. Quante coppie vivono così, sprecando la vita.

In quanti matrimoni, ci si stanca molto, perché l’uno vive tirando in una direzione, e l’altra tirando nella direzione opposta. Entrambi si stancano, e alla fine, si conclude poco. Hanno vite sprecate.

Invece, quando tirano insieme, fanno molta strada. Si stancano molto di meno. C’è pace in casa. Non solo pace, ma c’è anche grande unità.

Quanti di voi conoscete la GIOIA di vivere con una grande unità nel vostro matrimonio? Che immensa gioia quando un marito e una moglie sono uniti nel vivere per la gloria di Dio. Allora, la moglie è sottomessa al marito, tirando insieme a lui.

Se la coppia tira in direzioni diverse, crea tanti danni.

Per esempio, nel crescere i figli: se tirano in due direzioni diverse, questo porterà confusione e mancanza di pace per i figli. Creerà grandi problemi e insicurezza nei figli. Grandi danni.

In ogni campo, quando il marito e la moglie tirano in due direzioni diverse, questo crea problemi.

Quindi, Dio vuole benedire il matrimonio. E perciò, chiama la moglie a sottomettersi al marito. Questo conviene nel Signore. Chiaramente, una parte fondamentale di questo è che il marito viva per la gloria di Dio.

È importante riconoscere che questo va contro la carne, e va contro quello che la società insegna. Per la società, la donna ha bisogno della sua vita, delle sue scelte. La società ci insegna a vivere per noi stessi, non per la gloria di Dio. Insegna ad andare contro i principi di Dio.

Ma solo Dio può benedire. E quindi, affinché un matrimonio sia benedetto, la moglie deve dire “no” alla sua carne, deve fidarsi di Dio.

Per una moglie, sottomettersi a suo marito è un passo che dimostra di avere fede in Dio, fede che la sua via è l’unica via che porta benedizione.

Marito:

Chiaramente, il matrimonio non è rappresentato solo da una persona. C’è la moglie, e c’è anche il marito. Per avere un matrimonio veramente benedetto, servono entrambi. Abbiamo letto che la moglie deve essere sottomessa al marito, deve tirare con lui, non secondo quello che vuole lei. Cosa comanda Dio al marito, in modo che il matrimonio sia benedetto? Leggo il versetto 19.

Mariti, amate le mogli e non v’inasprite contro di loro. (Colossesi 3:19)

Questo è un versetto corto ma estremamente profondo.

Ad ogni marito è comandato da Dio di amare la propria moglie. In Efesini 5, impariamo di più cosa vuol dire amare la moglie. È tutt’altro che avere solo un amore sentimentale. Leggo Efesini 5:25-33.

25 Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, 26 per santificarla, avendola purificata col lavacro dell’acqua per mezzo della parola, 27 per farla comparire davanti a sé una chiesa gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa ed irreprensibile. 28 Così i mariti devono amare le loro mogli, come i loro propri corpi; chi ama la propria moglie ama se stesso. 29 Nessuno infatti ebbe mai in odio la sua carne, ma la nutre e la cura teneramente, come anche il Signore fa con la chiesa, 30 poiché noi siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa. 31 “Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno una sola carne.” 32 Questo mistero è grande; or io lo dico in riferimento a Cristo e alla chiesa. 33 Ma, ciascuno di voi individualmente, così ami la propria moglie, come se stesso; e similmente la moglie rispetti il marito. (Efesini 5:25-33)

Dio comanda al marito di amare la propria moglie, nello stesso modo in cui Cristo ama la Chiesa. E questo amore è per santificare la moglie.

In che modo Cristo ama la chiesa? Si impegna a santificarla. Il vero amore, che Dio comanda all’uomo di avere, è quello di vivere per santificare la moglie, per crescere insieme in Cristo, per portare gloria a Dio.

Quindi, la sottomissione della donna non è per soddisfare i desideri della carne dell’uomo, è per essere uniti nel vivere per la gloria di Dio.

Uomini, notate che il comandamento alla moglie di essere sottomessa è scritto alle mogli, non al marito. Il marito non deve cercare di forzare la moglie ad essere sottomessa. Egli si deve concentrare nell'essere il marito che Dio comanda di essere, il marito si deve concentrare nell'amare la moglie, come Cristo ama la chiesa. Egli deve impegnarsi a curare la moglie, a sacrificarsi per il vero bene della moglie, per aiutarla a crescere in Cristo per essere santa e senza macchia. Egli deve guidare in modo che entrambi possono vivere per la gloria di Dio.

Il ruolo del marito è di amare la moglie, come Cristo ama la chiesa. Questo amore non significa comprare belle cose per lei, piuttosto, è vivere per aiutare la moglie a vedere sempre più di Cristo.

L’autorità del marito NON è per poter fare quello che vuole lui. La moglie non è una sua schiava. Piuttosto, il marito deve vedersi come servo di Dio, chiamato a vivere per la gloria di Dio in tutto, e la moglie è un aiuto conveniente per lui, in modo che insieme, portano gloria a Dio.

Questo vuol dire che, quel marito che insiste che la moglie sia sottomessa, ma lui non vive per la gloria di Dio, ma per quello che vuole, è doppiamente colpevole davanti a Dio. È gravemente colpevole perché egli stesso non vive per la gloria di Dio. E poi, è ancora più colpevole perché usa il suo ruolo di autorità, che Dio ha delegato a lui per portare la famiglia più verso Dio, usa quell’autorità per soddisfare la propria carne. Egli spinge la moglie e la famiglia più lontano da Dio. Questo è estremamente grave. Egli scandalizza la famiglia.

Leggiamo le parole di Gesù al riguardo in Matteo 18:6.

“Ma chi avrà scandalizzato uno di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse legata una macina d’asino al collo e che fosse sommerso nel fondo del mare.” (Matteo 18:6 LND)

Se un marito usa la sua autorità male, rischia grandemente di far inciampare sua moglie ed i suoi figli, Questo è un gravissimo peccato, e Gesù ci avverte di questo. La punizione di quell'uomo sarà terribile. Egli ha bisogno di correre OGGI a Cristo, ravvedersi, chiedere perdono, e cambiare strada.

---- non vi inasprite contro di loro ----

Leggo di nuovo il v.19.

Mariti, amate le mogli e non v’inasprite contro di loro. (Colossesi 3:19)

Dio comanda al marito di amare sua moglie, e da Efesini sappiamo che questo amore deve essere come Cristo ama la chiesa. E poi, comanda al marito di non inasprirsi contro la moglie.

Inasprirsi descrive il diventare duro, diventare amaro, avere un cuore negativo nei confronti della propria moglie. Vuol dire provare fastidio, scattare. Effettivamente, inasprirsi vuol dire non essere gentile e paziente.

È un gravissimo peccato per un marito quello di inasprirsi contro sua moglie. In realtà, è un peccato contro chiunque. È il contrario di quello che Dio ci comanda di essere. Ma è particolarmente grave come peccato contro la moglie, visto che il marito è chiamato ad amarla teneramente, come Cristo ama la chiesa.

Quindi, per noi che siamo mariti, prego che possiamo riconoscere quanto è grave questo peccato. Se cadi in questo peccato, bisogna che tu riconosca quanto tutto questo è legato ad un cuore pieno di peccato. Questo è gravissimo. È da ravvedersi profondamente.

Quanto è terribile quando in una famiglia il marito non guida con lo scopo di condurre la famiglia a portare gloria a Dio. Quanto è terribile quando una moglie non vuole sottomettersi alla guida di suo marito.

Al contrario, una coppia che vive seguendo Dio, ognuno vivendo il suo ruolo, sarà una coppia grandemente benedetta da Dio. La presenza di Dio sarà molto visibile in quella casa. La pace di Dio regnerà in quella famiglia. Avranno la gioia di Dio.

Invece, quando uno di loro o entrambi NON vive i ruoli che Dio ha stabilito, quando ognuno vuole prevalere, allora, quella famiglia NON sarà vicina a Dio. Quella famiglia NON avrà la pace di Dio. Quella famiglia NON avrà la gioia di Dio.

Cosa è successo?

Il piano di Dio è perfetto. Che cosa è successo? Perché per natura è difficile per la donna sottomettersi, e per l’uomo è difficile amare la moglie come Cristo ama la chiesa?

Quello che è successo è a causa del peccato. Il peccato ha fatto sì che per natura l’uomo e la donna vivano al contrario rispetto al piano di Dio.

In Genesi 3, quando Dio spiega alla donna e all'uomo quali saranno le conseguenze dei loro peccati, spiega specificamente alla donna quello che Dio farà al matrimonio. Leggo Genesi 3:16.

“Alla donna disse: "Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso il tuo marito, ed egli dominerà su di te".” (Genesi 3:16 LND)

Per capire cosa vuol dire che i desideri della donna si volgeranno a suo marito, leggiamo in Genesi 4:7 quello che Dio dichiara a Caino, quando Caino aveva peccato, portando il sacrificio sbagliato a Dio. Leggo.

“Se fai bene non sarai tu accettato? Ma se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta e i suoi desideri sono volti a te; ma tu lo devi dominare".” (Genesi 4:7 LND)

Dal quel versetto, comprendiamo che quando Dio dice che i desideri della donna si volgeranno verso il suo marito, vuol dire che la moglie vorrà dominare sul marito. Vorrà prevalere, anziché sottomettersi. Ma, a causa del peccato, il marito, anziché amare la moglie come Cristo ama la chiesa, vorrà dominare su di lei. Questo è dove porta il peccato nel matrimonio. Porta a grande conflitto, anziché unità.

Fratelli e sorelle, Dio ha creato il matrimonio come qualcosa di meraviglioso. Quando viviamo il matrimonio come Dio ha stabilito, come Dio ci comanda in questo brano in Colossesi, le nostre case saranno grandemente benedette. Porteremo molto frutto per la gloria di Dio. Le nostre case saranno oasi di gioia, e pace e luce in un mondo di tenebre.

E grazie a Dio, questo è possibile, quando ci umiliamo, e confessiamo i nostri peccati, giorno per giorno, aggrappandoci al perdono in Gesù Cristo, amando e perdonando gli uni gli altri.

Non importa come hai vissuto finora. So che qua, dove ci troviamo, ci sono famiglie che hanno vissuto lontano dal piano di Dio. Ci sono tanti mariti che hanno mancato moltissimo dall’amare la loro moglie come Cristo ama la chiesa. E ci sono tante mogli che non sono state veramente sottomesse di cuore ai loro mariti.

Ma grazie a Dio, per mezzo di Gesù Cristo, quando ci umiliamo e confessiamo i nostri peccati, c’è perdono in Gesù Cristo. E Dio non solo ci perdona, ma ci aiuta a crescere, per camminare nella sua via.

Non importa a che punto siete. Non importa come avete vissuto negli anni. OGGI possiamo tutti umiliarci, ravvederci, confessare i nostri peccati e credere che la via di Dio è l’unica via della benedizione.

Una parola per voi che siete vedove: Non credo che ci siano vedovi qua, quindi, una parola a voi vedove. Chiaramente, i vostri matrimoni sono passati. Ma un principio importante è che, quando riflettiamo su come abbiamo vissuto nel passato, se riconosciamo che non abbiamo seguito il piano di Dio in qualche campo, è giusto anche oggi confessare quel peccato.

Figli e Genitori

Il rapporto più importante nella vita, e più duraturo, è quello fra marito e moglie, che Dio usa per insegnarci del rapporto tra Cristo e la Chiesa.

E poi, c’è il rapporto fra genitori e figli. E anche qua, Dio usa questo rapporto per insegnarci del nostro rapporto come figli di Dio, avendo Dio come Padre. Quindi, leggiamo Colossesi 3:20, che è il comandamento di Dio per i figli.

Figli, ubbidite ai genitori in ogni cosa, poiché questo è accettevole al Signore. ( Colossesi 3:20)

Solitamente, leggendo questo versetto, pensiamo ai figli, e a come devono ubbidire ai loro genitori. Ma per capire correttamente questo comandamento, è importante capire qual è l’autorità che Dio ha delegato ai genitori sui figli. È importante capire come Dio Padre usa la sua autorità sui suoi figli. Solo così possiamo capire correttamente come i figli devono vivere.

Dobbiamo capire quale autorità Dio ha dato ai genitori sui loro figli.

Consideriamo come Dio vede i suoi figli.

Dio non vede i suoi figli come schiavi, e Lui come il grande padrone. Dio è un Padre pieno di amore, e usa la sua autorità per il vero bene dei suoi figli, affinché possano godere la gloria di Dio.

Similmente, i figli non sono schiavi dei loro genitori, i figli non esistono per soddisfare il desiderio dei genitori. L’autorità che Dio dà ai genitori serve per permettere ai genitori di allevare i figli nelle vie di Dio. Quindi, l’autorità dei genitori è uno strumento che Dio dà loro, che li aiuta a poter allevare bene i figli nella via del Signore. Non è mai da utilizzare per soddisfare la carne dei genitori.

Quanto è importante che ogni genitore tenga sempre in mente che deve rispondere a Dio per come cresce i suoi figli, ma vediamo la grazia che Dio dà ai genitori per svolgere questo immenso lavoro. Dà ai genitori autorità e tanti anni, perché l’opera è grande.

Infatti, avete mai pensato al fatto che nessun animale ha bisogno di così tanti anni per la sua crescita come quelli che servono per la crescita dell’uomo? Un cane è già adulto in in 1 o al massimo due anni. Un cavallo circa 18-24 mesi. Un orso diventa adulto, pronto ad essere un genitore, fra i 3 ed i 6 anni.

Invece un uomo diventa maturo molto più tardi, una parziale maturità a 12 anni, la piena maturità a circa 16 – 20 anni.

Come mai i figli degli uomini crescono così lentamente? Perché Dio ha creato l’uomo così?

Perché per gli animali, basta imparare come vivere praticamente. Invece, l’uomo ha bisogno di imparare saggezza e timore di Dio. Ha bisogno di conoscere Dio. Ha bisogno di crescere nel poter valutare bene ogni decisione, secondo i principi di Dio. Questo richiede anni di impegno da parte dei genitori.

L’autorità che Dio dà ai genitori, insieme al tempo, serve per permettere ai genitori di preparare bene i figli per la vita, trasmettendo a loro le verità di Dio.

Notate il comandamento di Dio ai genitori in Efesini 6:4

“E voi, padri, non provocate ad ira i vostri figli, ma allevateli nella disciplina e nell’ammonizione del Signore.” (Efesini 6:4 LND)

Quindi, i genitori hanno la responsabilità di allevare i figli nella disciplina e nell’ammonizione del Signore. L’autorità che Dio dà ai genitori rende questo possibile. E perciò, è importante che i figli ubbidiscano ai genitori.

Quindi, certamente i figli devono ubbidire ai genitori. Ma è importante per voi genitori ricordare che la vostra autorità non deriva da voi, vi viene data da Dio, per allevare bene i vostri figli.

E quindi, l’autorità del genitore non è assoluta, e non dev’essere mai usata per soddisfare la carne del genitore.

Non bisogna mai utilizzare l'autorità per dominare sui figli.

Infatti, se un genitore comanda al figlio o alla figlia di fare qualcosa che è peccato, il figlio non deve ubbidire, perché sarebbe andare contro Dio.

Per esempio, se un padre dicesse alla figlia di offrirsi agli amici del padre, la figlia non deve ubbidire. Se un genitore comanda ad un figlio di rubare, il figlio non deve ubbidire. Se un genitore comanda ad un figlio di guardare un film che contamina il figlio spiritualmente, il figlio non deve ubbidire. Se un genitore comanda ad un figlio di frequentare parenti che hanno una brutta influenza spirituale, il figlio non deve ubbidire. Il genitore non ha quell’autorità da Dio.

Un genitore non ha l’autorità di decidere per il figlio le scelte di vita che durano per tutta la vita. Non spetta al genitore dire che un figlio deve studiare per avere un lavoro che il genitore crede migliore, quando il figlio non vuole quel lavoro.

Dico tutto questo perché il genitore ha una grandissima autorità sul figlio, ma non gli è stata data per far vivere il figlio come vuole il genitore, non è per soddisfare i desideri del genitore. L’autorità del genitore è per proteggere il figlio dal male e per crescere il figlio nelle vie del Signore. Non è per adempiere le preferenze del genitore ed i sogni del genitore.

Quindi, il genitore guida il figlio. Certamente, l’autorità di un genitore diminuisce man mano che un figlio cresce. Il genitore decide tutto per un figlio di 3 anni ma, man mano che il figlio cresce, anziché comandare, il genitore aiuta il figlio ad imparare a valutare con saggezza le decisioni, in modo che il figlio diventi sempre più capace di prendere decisioni con saggezza.

Quindi, ad ogni genitore dico: non devi mai vedere la tua autorità come assoluta, né come qualcosa da usare come vuoi tu. Tu sei incaricato da Dio a crescere i figli che Dio ti ha affidato. L’autorità è uno strumento per fare questo. Ricordati che dovrai rispondere a Dio per come la usi.

Insegna ai tuoi figli ad ubbidire a te, con lo stesso cuore e ubbidienza che vedono in te nei confronti di Dio. Dio comanda ai genitori di non provocare ad ira i figli. Se tu pretendi ubbidienza dai tuoi figli, ma tu non sei sottomesso a Dio, i figli lo vedranno e questo, giustamente, provoca ad ira.

Quindi, genitori, insegnate ai vostri figli ad ubbidire, essendo VOI un esempio di ubbidienza a Dio.

Infatti, quando leggiamo il v.21, notiamo che comanda proprio questo, cioè, di non provocare ad ira i vostri figli. Lo leggo.

21 Padri, non provocate ad ira i vostri figli, affinché non si scoraggino.

Non c’è nulla che provoca ad ira di più che utilizzare un doppio metro, secondo il quale un genitore pretende dal figlio quello che il genitore non fa.

Vi faccio un semplice esempio. Tante mamme, scegliendo quali cibi preparare per la famiglia, evitano cibi che a loro stesse non piacciono. Per esempio, una donna non sopporta una certa verdura, e allora, non compra mai quella verdura. E se al marito non piace un cibo, non compra quel cibo.

Però, poi, ai loro figli dicono che devono mangiare tutto. Dicono che i figli devono ubbidire. Questo è provocare ad ira, perché è un doppio metro.

Se un genitore usa la sua autorità per soddisfare la carne, anziché per crescere il figlio nelle vie del Signore, questo provoca ad ira.

Un genitore deve stare molto, molto attento a non provocare ad ira.

Conclusione

Prego che oggi, abbiamo compreso meglio questo brano importante. I rapporti umani più importanti nella vita sono i rapporti tra marito e moglie, e poi quelli tra genitori e figli.

Nel piano perfetto di Dio, questi rapporti servono per farci crescere in Cristo, per aiutarci a portare frutto che dura per l’eternità, per farci essere veramente uniti, di un cuore e di una mente.

I comandamenti di Dio, quello che la moglie dev’essere sottomessa al marito, che il marito deve amare la moglie, come Cristo ama la chiesa, che i figli devono ubbidire ai loro genitori, e che i genitori devono crescere i figli nelle vie di Dio e non provocarli ad ira, tutti questi comandamenti portano grandi benedizioni quando confidiamo in Dio e seguiamo i suoi comandamenti.

O che possiamo conoscere sempre di più il cuore di Dio. O che possiamo avere sempre più fede in Dio. O che possiamo camminare nella via del Signore, per godere le benedizioni di Dio. Dio ama benedire. Camminiamo per fede, seguiamo i suoi comandamenti, e conosceremo la gioia e la pace di Dio nelle nostre case.