Introduzione
Negli ultimi sermoni abbiamo studiato Colossesi 3, che è un capitolo ricchissimo, come tutta l’epistola. Nell’ultima parte del capitolo 3, Dio ci insegna come vivere i ruoli in famiglia, e i ruoli al lavoro. Abbiamo visto quello che Dio ci insegna su come vivere i ruoli di mogli, mariti, figli e padri. Nell’ultimo sermone abbiamo studiato anche quello che Dio ci insegna sul ruolo di servi e padroni. In termini di oggi potremmo dire che Dio ci insegna come vivere il ruolo di dipendente e datore di lavoro. Ma abbiamo anche visto come gli stessi principi che riguardano questi ruoli, in realtà, si applicano anche ad altri ruoli che abbiamo.
Oggi, con l’aiuto di Dio, vogliamo andare avanti a studiare Colossesi 4, perché qua Dio, tramite Paolo, ci dà altre istruzioni su come vivere in vari campi della vita cristiana.
Anche in questo brano, come nel resto dell’epistola, si vede il cuore di Dio per noi. Dio non ci lascia ad indovinare come dovremmo vivere la vita cristiana. Piuttosto, Dio ci spiega dettagliatamente come vivere nei vari campi della vita. Questo è il cuore di Dio per noi! Vuole che abbiamo più di Lui, vuole che abbiamo una vita benedetta, che vuol dire, vuole che abbiamo una vita ben spesa, portando tanto frutto per la gloria di Dio. Per questo ci spiega come dobbiamo vivere, non per schiacciarci con pesi difficili da portare, piuttosto, Dio vuole che, essendo stati liberati dalla schiavitù del peccato, camminiamo come servi di Cristo, avendo profonda gioia e pace e un cuore soddisfatto. Ma possiamo avere un cuore veramente soddisfatto solo quando viviamo per Dio, come Lui ci insegna.
Quindi, anche oggi, mentre studiamo i prossimi versetti in Colossesi 4, ascoltiamo attentamente mentre Dio ci parla e ci insegna come dobbiamo vivere in vari campi della vita. Ma teniamo in mente qual è il cuore di Dio verso di noi dietro i comandamenti che troveremo in questo brano. Dio vuole la nostra gioia.
Allora, trovate con me Colossesi 4, e consideriamo le verità di questo brano.
Perseverate nella preghiera
Nell’ultimo sermone abbiamo studiato fino al v1. Oggi vogliamo riprendere dal v2. Qua Paolo ci parla di un aspetto molto importante della vita cristiana. È un aspetto estremamente importante: la preghiera. La preghiera deve far parte della vita di ogni credente. Da un lato, Dio ce lo comanda. Ma, molto più che solo un comandamento, la preghiera è un immenso privilegio e un dono che abbiamo per mezzo di Cristo.
In Cristo abbiamo il privilegio di poter andare liberamente a Dio in preghiera. Pensate, fratelli. Noi, che eravamo di natura peccatori, coperti con i nostri peccati, che abbiamo peccato tantissimo contro il nostro Dio santissimo. Noi possiamo presentarci a Dio in preghiera, alla presenza del Dio santissimo, che odia ogni peccato. E in preghiera possiamo portare a Lui non solo le nostre lodi e ringraziamenti, ma anche le nostre richieste. E Lui ci ha promesso che ci ascolta e fa quello che gli chiediamo, quando le nostre richieste sono allineate alla sua volontà. Fratelli, chi siamo noi per avere un privilegio così grande? Chi siamo noi che possiamo entrare nella presenza del Dio tre volte santo, che ci ascolta, nonostante quanto lo abbiamo offeso con tutti i nostri peccati! Se ci fermiamo a pensare, è incredibile! Certamente, Dio non ci ascolta se andiamo a Lui avendo peccato che non vogliamo confessare. Ma, se ci umiliamo di cuore, e confessiamo i nostri peccati, possiamo avere libero accesso a Dio.
Allora, tenendo in mente quale immenso privilegio è il fatto che possiamo pregare a Dio, consideriamo quello che Dio ci insegna qua su come dobbiamo pregare. Seguite mentre leggo il v2.
“2 Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con ringraziamento.” (Colossesi 4:2 LND)
La preghiera è fondamentale nella vita cristiana.
Però, è buono fermarci per chiederci: a che cosa serve la preghiera? Può far cambiare idea a Dio? No, non fa cambiare idea a Dio.
La preghiera non serve per convincere Dio in modo che faccia quello che vogliamo noi. Piuttosto, la preghiera ci ricorda quanto dipendiamo da Dio. Infatti, il motivo per cui andiamo a Dio in preghiera è proprio perché abbiamo bisogno di Dio. Non solo, ma la preghiera anche ci predispone a riconoscere le opere di Dio quando risponde alle preghiere. Quando preghiamo per qualcosa, o qualcuno, ci predispone ad avere gli occhi aperti per vedere quando Dio risponderà a quella preghiera. E poi, la preghiera dà gloria a Dio, perché è riconoscere che dipendiamo totalmente da Dio! Non preghiamo ad un uomo, preghiamo a Dio, perché riconosciamo che dipendiamo da Lui e abbiamo bisogno di Lui.
La preghiera è estremamente importante per ogni credente, e per questo Dio qui nel v2 ci dà questo comandamento e ci spiega in che modo dobbiamo pregare. In che modo dobbiamo pregare? Dobbiamo perseverare nella preghiera.
Dio non solo ci comanda di pregare, ma specifica proprio di perseverare nella preghiera. Cosa vuol dire “perseverare”? Perseverare vuol dire continuare, andare avanti, essere fedeli in qualcosa, senza stancarsi. Dio ci chiama ad essere fedeli nella preghiera, pregando senza stancarci, andando avanti a pregare anche quando nella carne non abbiamo voglia, o non ce la sentiamo.
Fratelli, nella carne, ci stanchiamo di pregare. Nella carne, a volte, non abbiamo voglia di pregare. Non perseveriamo nella preghiera, e a volte, proprio smettiamo di pregare. Questo per vari motivi. A volte perché diamo spazio alla nostra carne. A volte perché non vediamo una risposta, e così ci stanchiamo, o ci scoraggiamo. Quanto è importante che ci ricordiamo che i tempi di Dio non sono i nostri tempi. A volte Dio vuole insegnarci proprio a perseverare con pazienza, e vuole fare crescere la nostra fede, e così non risponde subito alle preghiere, perché vuole fortificare la nostra fede. Quanto ci ama! Altre volte smettiamo di pregare, o non siamo costanti, perché preghiamo per dovere, ma non ne vediamo l’importanza, o quanto ne abbiamo bisogno.
Dio ci comanda di perseverare nella preghiera, che vuol dire, andare avanti fedelmente a pregare, giorno per giorno, senza stancarci. E quanto abbiamo bisogno di questo comandamento!
Ma c’è anche un altro aspetto da tenere in mente. In Giacomo 4:2-3 leggiamo:
“2 Voi desiderate e non avete, voi uccidete e portate invidia, e non riuscite ad ottenere; voi litigate e combattete, e non avete, perché non domandate. 3 Voi domandate e non ricevete, perché domandate male per spendere nei vostri piaceri.” (Giacomo 4:2-3 LND)
Dio vuole che preghiamo. Ma la preghiera non serve per convincere Dio a fare quello che vogliamo noi. Infatti, qua capiamo che Dio vuole che gli chiediamo quello di cui abbiamo bisogno. Ed è pronto a rispondere alle nostre preghiere. Ma appena dopo, nel v3, parla di come domandiamo e non riceviamo perché domandiamo male, le cose sbagliate, con il cuore e i desideri sbagliati.
Quindi, è chiaro che Dio vuole che perseveriamo nella preghiera, e che gli chiediamo quello di cui abbiamo bisogno. Ma è anche altrettanto chiaro che Dio non risponde a tutte le preghiere. Dio risponde alle preghiere che sono secondo la sua volontà, che sono allineate al suo piano per noi. La preghiera non serve per cercare di convincere Dio a fare quello che vogliamo noi.
Fratelli, quanto è importante che perseveriamo nella preghiera! È fondamentale! E, allo stesso tempo, è fondamentale che preghiamo quello che Dio ci insegna, come impariamo, per esempio, dalle tante preghiere che troviamo nella Bibbia.
Vegliando in essa
Qui in Colossesi 4:2 Paolo, per descrivere come dobbiamo perseverare nella preghiera, usa il verbo “vegliare”. Dio ci insegna a pregare continuamente, senza stancarci. Certamente, non vuol dire che non possiamo mai dormire. Possiamo dormire. Possiamo riposarci, perché grazie a Dio, Dio è in controllo di ogni cosa. Ma il senso qua è che dobbiamo pregare con costanza, senza stancarci, senza “dormire” in senso spirituale. Quanto è importante che perseveriamo nella preghiera, e quanti benefici abbiamo quando perseveriamo nella preghiera! Quando perseveriamo nella preghiera, ci dà gioia vedere Dio operare e rispondere.
Con ringraziamento
Notate, però, che Paolo menziona una componente specifica che deve far parte delle nostre preghiere. Attraverso le varie preghiere della Bibbia, Dio ci spiega come dobbiamo pregare. Gesù stesso, nel Padre Nostro, ci ha dato un modello da seguire per le nostre preghiere. Dio intende che le nostre preghiere abbiano varie componenti. Ma qui, in Colossesi 4, Paolo menziona specificamente una componente, che spesso manca nelle nostre preghiere. Rileggo il v2.
“2 Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con ringraziamento.” (Colossesi 4:2 LND)
Per la terza volta, Paolo ci parla del ringraziamento. Quanto è fondamentale che abbondiamo nel ringraziamento! Non possiamo esagerare nel ringraziare Dio troppo!
Fratelli, siamo bravissimi a riempire le nostre preghiere con tante richieste, ma le richieste dovrebbero essere solo una parte delle nostre preghiere. Il ringraziamento dovrebbe essere una parte sostanziale delle nostre preghiere, insieme all’adorazione. Dovremmo abbondare nel ringraziamento a Dio. Anzi, quando perseveriamo nella preghiera vedremo più delle opere di Dio, e avremo ancora più motivi per ringraziare Dio.
Essere ripieni di ringraziamento arriva in automatico? No! Serve un impegno. Spesso il nostro cuore è freddo e non vediamo tanto delle opere di Dio, o non pensiamo a Dio, alle sue verità e alle sue promesse. Perciò, quando il nostro cuore è così, dobbiamo sforzarci di pensare a motivi per cui ringraziare Dio. E quando viviamo così, man mano, il nostro cuore si riscalderà.
A questo punto è importante che ci fermiamo per riflettere sulle nostre preghiere. Come sono le tue preghiere? Sono fatte per la maggioranza di adorazione, lode a Dio, e ringraziamento? O sono più o meno una lunga lista di richieste, con qualche ringraziamento, o qualche lode?
Fratelli, pensiamo: perché il ringraziamento è così importante? Cosa ci fa quando siamo veramente riconoscenti a Dio e lo ringraziamo?
Ci dà tanti benefici. Prima di tutto, ringraziare Dio dà gloria a Dio. E Dio è degno di tutta la gloria. Poi, per esempio, il ringraziamento ci aiuta a vedere e ricordare le altre opere di Dio, nel presente e nel passato. E così possiamo ricordare il cuore di Dio e la sua fedeltà nella nostra vita, e nella vita degli altri intorno a noi.
Abbondare nel ringraziamento ci aiuta ad avere fede in Dio. Infatti, per poter ringraziare dobbiamo riconoscere le opere di Dio, dobbiamo renderci conto di quello che Dio sta facendo, delle benedizioni che ci dà, delle promesse che mantiene, sia adesso che nel passato. E questo esercizio fortifica la nostra fede per il futuro.
Quando abbondiamo nel ringraziamento diamo gloria a Dio, perché stiamo innalzando Lui per tutto quello che ci dà e che fa. Stiamo riconoscendo che tutto quello che abbiamo viene da Lui, ed è una grazia.
Il ringraziamento è fondamentale. E Dio in questo brano ci comanda di vegliare nella preghiera con ringraziamento. Ma prego che nessuno di noi veda il ringraziamento come un dovere, o come qualcosa che devo ricordarmi di aggiungere alle mie preghiere. Prego che non sia così. Prego che, piuttosto, pensiamo così tanto alle benedizioni di Dio, soprattutto quelle spirituali, e alle sue opere, e al suo cuore per noi, come stile di vita, che come conseguenza di quanto pensiamo a Dio, le nostre preghiere saranno piene di ringraziamento. Prego che avremo le menti così piene di tutte queste cose che non potremmo NON abbondare nel ringraziamento.
Che vita benedetta avremo se perseveriamo nella preghiera, vegliando nella preghiera, e se il ringraziamento è una parte sostanziale delle nostre preghiere!
Pregando per noi
Nel v3 Paolo chiede preghiera ai Colossesi. Ricordate che Paolo scriveva dalla prigione. Tu cosa pregheresti se ti trovassi in prigione ingiustamente? Notiamo cosa chiede Paolo. Notiamo il cuore di Paolo, che è un esempio per noi. Seguite mentre leggo i vv. 3-4.
“3 Pregando nel medesimo tempo anche per noi, affinché Dio apra a noi la porta della parola, per annunziare il mistero di Cristo, a motivo del quale sono anche prigioniero, 4 in modo che lo faccia conoscere, parlandone come devo.” (Colossesi 4:3-4 LND)
Notate la richiesta di Paolo: voleva che pregassero affinché Dio aprisse loro la porta della Parola, per annunziare Cristo. Paolo aveva a cuore il Regno di Dio. Voleva che pregassero Dio di dare loro l’opportunità di parlare di Cristo. Che cuore per il Regno di Dio!
Tu hai a cuore il Regno di Dio? Vuoi che più persone possano sentire l’Evangelo? Hai questo cuore, non solo quando tu hai qualche porta aperta, ma anche per gli altri?
Notiamo il cuore di Paolo qua. Paolo era prigioniero a causa dell’Evangelo. Ma comunque, voleva che pregassero per loro per poter evangelizzare ancora. A Paolo non importava quello che poteva succedere a lui. Gli importava il Regno di Dio, gli importava che altri sentissero di Cristo. Fratelli, nessuno di noi si trova nelle condizioni in cui si trovava Paolo, anche se potrebbe arrivare anche a noi. Ma abbiamo lo stesso cuore che aveva Paolo? Hai questo zelo di voler proclamare Cristo, per raggiungere altri con l’Evangelo, in modo che Dio sia glorificato, al punto che non ti importa il costo, non ti importa se ti causa sofferenza?
Oh prego che avremo questo cuore!
Parlandone come devo
Paolo voleva che pregassero per lui perché voleva predicare l’evangelo e specifica proprio: “parlandone come devo”. Notiamo qua il suo cuore umile. Nonostante fosse un apostolo, Paolo non si fidava di se stesso e delle sue capacità. Nonostante fosse un apostolo voleva sempre l’aiuto di Dio, perché capiva quanto è immensa la responsabilità di parlare delle cose di Dio.
Fratelli, abbiamo bisogno di Dio, sempre. Quando pensi di farcela, quando ti senti sicuro di te stesso, è l’inizio della rovina. Invece, se tu vedi la tua debolezza, se vedi quanto sei incapace con le tue forze, e se vedi quanto hai bisogno di Cristo e quanto dipendi da Lui, quello è un ottimo posto in cui stare. Questa è la realtà della nostra condizione: noi dipendiamo totalmente da Dio, in tutto. Abbiamo bisogno di Dio in tutto quello che facciamo. Paolo ne era cosciente. Per questo chiedeva di pregare per lui. Allora, se Paolo aveva bisogno dell’aiuto di Dio, quanto di più noi abbiamo bisogno dell’aiuto di Dio! Allora, invece di credere di farcela, chiediamo preghiera, come faceva Paolo. Seguiamo il suo esempio.
Procedete con sapienza, riscattando il tempo
Dio vuole che abbiamo un cuore che desidera la Sua gloria, e vuole che abbiamo anche un cuore di amore verso chi non ha Cristo. Ma nel v5 troviamo un principio molto importante che riguarda come usare il nostro tempo con i non credenti. Il nostro tempo è uno dei doni più preziosi che abbiamo, ed è limitato. Come dobbiamo usare il nostro tempo? Leggo il v5.
“5 Procedete con sapienza verso quelli di fuori, riscattando il tempo.” (Colossesi 4:5 LND)
Quando Paolo parla di “quelli di fuori”, sta parlando dei non credenti.
Allora, Dio ci comanda di essere la luce del mondo. Pensiamo a quanto abbiamo ricevuto noi, per grazia, tramite altri che ci hanno parlato di Cristo. Per grazia conosciamo Cristo. Per grazia conosciamo la verità. Per grazia abbiamo la vita eterna. È tutto per grazia, solo perché Dio ha fatto arrivare l’Evangelo fino a noi, e ha toccato il nostro cuore affinché credessimo. Dio ci ha dato la vita eterna con Lui, che è il dono più grande che potessimo mai ricevere. Se consideriamo quanto Dio ci ha dato, solo per grazia, certamente dobbiamo parlare di Cristo a quelli di fuori, che non hanno Cristo. Dio ci comanda di evangelizzare, ma prego che avremo un cuore che vuole evangelizzare, essendo meravigliati dall’opera di grazia di Dio nei nostri cuori.
È estremamente importante che ci dedichiamo a raggiungere altri con l’Evangelo. Ma qua, in questo versetto, vediamo un principio molto importante che deve guidarci nel scegliere quanto tempo dedicare a queste persone. Qua troviamo il chiaro principio di procedere con sapienza, riscattando il tempo.
Dobbiamo procedere con sapienza per capire in chi investire. Abbiamo bisogno di sapienza da Dio per capire chi è aperto, e perciò è importante continuare ad investire in quella persona. E ci serve sapienza per capire chi invece non è aperto, e perciò continuare ad investire in quella persona è uno spreco di tempo. A volte ci affezioniamo a qualcuno. Oppure ci sentiamo in obbligo di mantenere i contatti con qualcuno. Ma nonsempre è da Dio cercare una persona, o mantenere il contatto. È fondamentale che amiamo profondamente le persone intorno a noi, di cuore. È fondamentale che vogliamo che conoscano Cristo. Ma dobbiamo anche avere saggezza per capire chi è aperto e chi non è veramente aperto all’Evangelo.
Dobbiamo procedere con sapienza, ma spesso non abbiamo sapienza. Allora, è un grande incoraggiamento ricordare quello che leggiamo in Giacomo 1:5.
“5 Ma se qualcuno di voi manca di sapienza, la chieda a Dio che dona a tutti liberamente senza rimproverare, e gli sarà data.” (Giacomo 1:5 LND)
Che consolazione sapere che quando manchiamo di sapienza possiamo chiederla a Dio, che dona a tutti liberamente, e così, con la sapienza e la guida di Dio, possiamo procedere con sapienza verso quelli di fuori. In che modo Dio ci dà sapienza? Spesso, il mezzo che Dio usa per darci sapienza sono altre persone che hanno più esperienza e più di Cristo di noi. Prego che avremo l’umiltà di chiedere consiglio a chi ha più esperienza.
Dobbiamo procedere con sapienza verso quelli di fuori, e Paolo aggiunge anche: “riscattando il tempo”. Fratelli, il nostro tempo è molto limitato.
In Efesini 5:15-16 leggiamo una forte esortazione:
“15 Badate dunque di camminare con diligenza non da stolti, ma come saggi, 16 riscattando il tempo, perché i giorni sono malvagi.” (Efesini 5:15-16 LND)
Il nostro tempo è molto limitato, e possiamo solo fare un certo numero di cose. Questo è come Dio ha stabilito il mondo. Il tempo che abbiamo è un dono da Dio, che dobbiamo usare per Lui, e dobbiamo rendere conto a Dio per come usiamo il nostro tempo.
Perciò, mettendo insieme quello che leggiamo qui, in Colossesi 4:5, è chiaro che Dio ci comanda di evangelizzare, cioè di raggiungere quelli di fuori con l’Evangelo, ma è anche chiaro che dobbiamo agire con saggezza, non sprecando tempo con chi non è aperto.
Fratelli, tristemente, ci sono tanti che non sono aperti. Molti non vogliono proprio sentire di Cristo. E lì è chiaro. Altri vogliono discutere o dibattere tante dottrine o verità. Ma, in realtà, non sono aperti a sentire di Cristo. Amano discutere, ma non vogliono ravvedersi dai propri peccati. Altri apprezzano e desiderano un’amicizia, ma non vogliono avere Cristo al centro di quell’amicizia. Dobbiamo agire con saggezza, riscattando quel tempo per investirlo in quello che veramente porta frutto per Dio.
Allo stesso tempo, però, prego che saremo meravigliati dalla grazia di Dio che ha aperto i NOSTRI cuori a ricevere la verità. Noi non eravamo meglio di tutti quelli che ci circondano, anzi. È solo grazia da Dio se abbiamo accolto l’Evangelo! È solo perché Lui ha aperto i nostri occhi e i nostri cuori. Non vantiamoci, non sentiamoci superiori, piuttosto, ringraziamo Dio di cuore per la sua grazia verso di noi.
Quindi, amiamo profondamente le persone che ci circondano, proclamiamo l’Evangelo, ma procediamo con sapienza.
Allo stesso tempo, però, voglio che notiamo un’altro aspetto. Procedere con sapienza riscattando il tempo non riguarda solo il tempo che spendiamo con i non credenti. Questo riguarda ogni campo della vita. In ogni campo della vita dobbiamo usare bene il tempo che abbiamo, spendendolo in quello che porta frutto per Dio. Quindi, esaminiamo le nostre vite per vedere se stiamo usando la nostra vita al massimo per portare gloria a Dio, riscattando il tempo, o se stiamo sprecando il tempo che Dio ci dà, e la nostra vita, spendendo tempo in quello che non porta frutto per Dio. Noi dovremo rispondere a Dio per come usiamo il tempo che Lui ci ha affidato. Viviamo in modo da non doverci vergognare davanti a Dio.
Il parlare
Fra i tantissimi doni che Dio ci ha dato c’è anche il dono di poter comunicare con le parole. È un dono da Dio! Ed è uno strumento potente, che possiamo usare per fare tanto bene, o anche tanto male. Paolo adesso ci parla di come deve essere il nostro parlare. Seguite mentre leggo il v6.
“6 Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come vi conviene rispondere a ciascuno.” (Colossesi 4:6 LND)
Sia sempre
Prima di tutto voglio notare quanto del nostro parlare riguardano questi principi. Paolo dice proprio: “Il vostro parlare sia SEMPRE…” e poi ci spiega come deve essere. Il nostro parlare deve essere SEMPRE così. Non ci sono eccezioni. Non ci sono momenti in cui serve che il nostro parlare sia in un certo modo, e altri momenti in cui non serve, o non importa. Il nostro parlare deve essere SEMPRE come Dio ci comanda in questo versetto. E quindi, è chiaro che il modo in cui parliamo non dipende da come ci trattano gli altri, o da come si comportano, o da se loro parlano così oppure no.
Il modo in cui parliamo rivela quello che noi abbiamo nel cuore. E se pecchiamo nel modo in cui parliamo, o in quello che diciamo, non è mai per colpa degli altri. Il peccato viene dal nostro cuore.
Allora, come deve essere sempre il nostro parlare?
Con grazia
Paolo elenca due aspetti di come deve essere il nostro parlare. Il primo aspetto è che deve essere sempre con grazia. Cosa vuol dire? Pensiamo a cos’è il contrario di parlare con grazia. Il contrario è parlare con durezza, con cattiveria, in modo brusco. Dio vuole che non parliamo così, ma piuttosto con grazia, avendo grazia con gli altri, come noi abbiamo bisogno di grazia da Dio. E così, parleremo con amore, con tenerezza, a volte in modo molto schietto e diretto, ma mai con cattiveria, e mai con una durezza peccaminosa.
Non solo il nostro parlare deve essere sempre con grazia, ma anche condito con sale. A cosa serve il sale? Serve a dare sapore. Il nostro parlare dovrebbe avere sempre sapore. Non dovrebbe essere mai senza sapore, mai vuoto, mai senza vero contenuto. Tante persone parlano per parlare, ma quello che dicono non ha vero contenuto, non ha vero sapore, o ha un cattivo sapore. Quale sapore ha il tuo parlare? Tutto quello che dici ha il sapore delle verità di Cristo?
Questo è come Dio vuole che parliamo. È Lui che ci ha dato il privilegio di poter comunicare con le parole, e Lui ci insegna anche come dobbiamo usare questo dono. Tutto quello che diciamo deve essere con grazia e con il sapore delle verità di Cristo.
Per sapere come vi conviene rispondere
Poi, alla fine del v6 Paolo ci spiega con quale scopo dobbiamo parlare così. Rileggo il v6.
“6 Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come vi conviene rispondere a ciascuno.” (Colossesi 4:6 LND)
Quanto è importante che non solo parliamo, ma che ci fermiamo prima a valutare come ci conviene rispondere a ciascuno. Dovremmo essere lenti a parlare. Leggiamo di questo in Giacomo 1:19. Ve lo leggo.
“19 Perciò, fratelli miei carissimi, sia ogni uomo pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira,” (Giacomo 1:19 LND)
Dovremmo avere sempre un santo timore di Dio che ci frena dal rispondere impulsivamente. Non dovremmo solo rispondere. Dovremmo prima essere sicuri di come conviene rispondere, in ogni situazione. L’essere impulsivi nelle risposte, e in genere, con le parole, ci porta a cadere in tanti altri peccati.
Per sapere come ci conviene rispondere a ciascuno ci serve sapienza. E non abbiamo sempre sapienza. A volte siamo stolti. Il nostro istinto, la nostra carne, ci guida a rispondere in modo stolto, impulsivo, senza grazia, piuttosto che in modo saggio. Ci serve sapienza, ma grazie a Dio, come abbiamo letto prima in Giacomo 1:5, quando manchiamo di sapienza possiamo chiederla a Dio, che ce la dona liberamente.
Non solo, ma un mezzo che Dio ci ha dato per sapere come ci conviene rispondere è osservare l’esempio di quelli, intorno a noi, che hanno più di Cristo. In Filippesi 3:17 Dio, tramite Paolo, ci insegna ad imitare quelli che camminano bene. Ve lo leggo.
“17 Siate miei imitatori, fratelli, e considerate coloro che camminano così, secondo l’esempio che avete in noi.” (Filippesi 3:17 LND)
Dio, nella sua grazia, ci dà buoni esempi da imitare, anche in questo campo, sia esempi dalla Bibbia, sia esempi nella chiesa. Allora, viviamo avendo gli occhi aperti, notando quelli che camminano bene e imitandoli. Chi vive così, con un cuore umile, cresce.
Quindi, abbiamo visto che Dio ci comanda che il nostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come conviene rispondere a ciascuno. E i comandamenti di Dio non sono gravosi, piuttosto, sono per il nostro vero bene. Allora, quale bene ci porta quando parliamo così, come Dio ci insegna? Quando il nostro parlare è come Dio ci insegna possiamo essere la luce e il profumo di Cristo per gli altri intorno a noi. Sia per i credenti che per i non credenti. Così possiamo portare frutto con le nostre parole. Così possiamo vivere per la gloria di Dio. Così possiamo edificarci gli uni gli altri. E così possiamo avere una vita ben spesa per Dio. La via di Dio, la via che Lui ci insegna con i suoi comandamenti, è la via benedetta. Allora, in quale via vuoi camminare?
Conclusione
Vedete il cuore di Dio per noi? Ci spiega come camminare in ogni campo della vita per avere una vita benedetta, e un cuore soddisfatto.
In questi pochi versetti abbiamo visto alcuni aspetti di quello che Dio ci insegna in alcuni campi molto importanti della vita.
Dio ci comanda di perseverare nella preghiera, vegliando in essa, con ringraziamento. Oh prego che saremo sempre più un popolo che prega, e che abbonda nel ringraziamento. Non solo perché Dio ce lo comanda, ma soprattutto perché vediamo il valore e il privilegio di poter pregare a Dio.
Abbiamo visto il cuore di Paolo nel chiedere preghiera. Prego che avremo lo stesso cuore, umile, e che desidera l’avanzamento del Regno di Dio.
Abbiamo visto quello che Dio ci insegna su quanto tempo passare con i non credenti. Prego che avremo un cuore che desidera essere la luce di Cristo, ma che procederemo con sapienza, riscattando il tempo, che è limitato.
E infine abbiamo visto alcuni principi su come dobbiamo parlare. Questo è un grande campo della vita, in cui possiamo vivere molto per Dio, o anche peccare tanto. Esamina il tuo parlare. È con grazia? È condito con sale? Ha il sapore di Cristo? Sei cauto nel rispondere, o solo rispondi impulsivamente? Grazie a Dio, c’è perdono in Cristo per quando non viviamo così, e possiamo riprendere il cammino, con l’aiuto di Dio.
Quanto amore Dio ci mostra anche in questo brano, mostrandoci come camminare anche in questi campi della vita. Oh prego che cammineremo così, per avere più di Cristo, per vivere per Dio in ogni campo della vita, per portare frutto per il nostro Signore.