La vita di un vero cristiano è una vita di crescita. La crescita non arriva per caso, arriva quando usiamo i mezzi che Gesù Cristo ha provveduto per l’edificazione del suo corpo, la Chiesa. Se non usiamo i mezzi che Cristo ci ha dato, non possiamo crescere come dovremmo.
Uno dei principali mezzi è una sana chiesa locale. La chiesa è essenziale ed estremamente importante. Cosa rende una chiesa sana? Più di ogni altra cosa, ciò che rende una chiesa sana è quando gli uomini che guidano la chiesa sono gli uomini che Cristo ha dato alla chiesa, come leggiamo in Efesini 4:11,12. Cristo stesso è il soggetto.
“11 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo,” (Efesini 4:11-12 LND)
Cristo ha dato pastori e dottori, due termini attribuiti alle stesse persone, per il perfezionamento dei santi. E poi i santi svolgono il ministero.
È estremamente importante che una chiesa riconosca come anziani solamente uomini che hanno le qualifiche che Dio ha stabilito.
Se una chiesa ha veri anziani, con le qualifiche stabilite da Dio, quella chiesa può superare qualsiasi prova e difficoltà, interne ed esterne alla chiesa. Se invece gli uomini che guidano la chiesa non hanno le qualifiche stabilite da Dio, quella chiesa avrà grossi problemi, e perderà molto della cura di Dio, perché non sta ubbidendo a Dio.
Quindi, è estremamente importante che gli uomini che guidano la chiesa abbiano le qualifiche stabilite da Dio. Gli anziani sono un esempio per la chiesa, nel bene o nel male. E infatti, le qualifiche che Dio dà per chi può essere un anziano sono qualifiche che rendono un uomo degno di essere imitato nel bene.
Continuando il nostro studio della prima epistola a Timoteo, troviamo che Paolo spiega a Timoteo quali sono le qualifiche per gli uomini che possono essere vescovi, un altro termine con cui vengono chiamati i pastori o gli anziani. Paolo elenca le qualifiche anche nell’Epistola a Tito. Qui in Timoteo, Paolo parla anche dei diaconi. Quindi, riprendiamo il nostro studio di 1Timoteo, guardando 1Timoteo 3.
un’attività buona e lodevole
Prima di considerare le qualifiche in sé, è importante capire che svolgere l’incarico di anziano o di diacono è un’attività buona e lodevole. Vi leggo due affermazioni di questa verità da 1Timoteo 3. Prima Paolo parla dell’incarico nel ruolo di anziano, che qui chiama vescovo.
“Questa parola è sicura: Se uno desidera l’ufficio di vescovo, desidera un buon lavoro.” (1Timoteo 3:1 LND)
Poi dichiara una cosa simile parlando dei diaconi. Vi leggo anche 1Timoteo 3:13
“Coloro infatti che hanno svolto bene il servizio si acquistano un grado onorevole e grande franchezza nella fede in Cristo Gesù.” (1Timoteo 3:13 LND)
Svolgere bene il ministero di anziano, e anche quello di diacono, è un’attività lodevole. Soprattutto, se è fatto come Dio intende, è un servizio che è svolto con impegno e con sacrificio, per il bene di tutti i credenti. Beata la chiesa che ha anziani qualificati, che si dedicano a curare i credenti a grande costo personale. Preghiamo che Dio darà a più uomini il desiderio di svolgere questo ministero, e che siano uomini pronti a spendere la loro vita per la cura della Sposa di Cristo, la Chiesa, svolgendo bene l’incarico di anziano e di diacono, nel modo che Dio intende.
Il fatto che Dio dà un elenco dettagliato di qualifiche, rende chiaro che solo chi ha queste qualifiche può svolgere questo ministero. La chiesa appartiene a Gesù Cristo, e quindi, la chiesa deve scegliere come anziano solo chi ha le qualifiche stabilite da Cristo.
Quando si considerano degli uomini come potenziali anziani o diaconi, ci sono due possibili rischi. L’errore più comune è quello di scegliere uomini che non hanno le qualifiche bibliche. Spesso, un uomo viene scelto senza considerare seriamente le qualifiche bibliche, ma viene scelto perché è un uomo eloquente, o perché bravo nell’insegnare, o perché ha fatto la scuola biblica, o perché è molto simpatico, o perché è molto intelligente, o perché ha tanti amici nella chiesa. Però, anche se un uomo ha queste ed altre qualità, se non ha le qualifiche elencate nella Bibbia, è un grave sbaglio, anzi, un peccato, ed è molto pericoloso riconoscerlo come anziano o come diacono.
Si può anche sbagliare nell’estremo opposto, cioè quello di aggiungere qualifiche oltre a quelle che Dio ha dato. Se una chiesa richiede delle qualifiche oltre a quelle stabilite da Dio, mancherà di riconoscere certi uomini come anziani, nonostante sarebbe da Dio avere questi uomini come anziani. Facendo così, quella chiesa mancherà la cura che Cristo avrebbe provveduto tramite gli uomini qualificati che la chiesa non ha riconosciuto come anziani.
La mia viva preghiera è che noi possiamo essere sempre una chiesa che è attenta a valutare ogni uomo in base alle qualifiche che Dio ci ha dato, senza aggiungere o togliere alcuna cosa. Oh che possiamo evitare di incaricare un uomo non qualificato, e che possiamo non escludere un uomo veramente qualificato!
Ora, dopo questa introduzione, iniziamo a considerare le qualifiche stabilite da Dio che un uomo deve avere per poter svolgere il ministero di anziano. Poi vedremo le qualifiche dei diaconi, che sono molto simili. Tramite queste qualifiche, vedremo ancora di più la grande cura che Cristo Gesù ha per la sua chiesa.
le qualifiche riguardano il carattere
Prima di considerare le qualifiche una ad una, è estremamente importante capire che le qualifiche che Dio ha stabilito riguardano principalmente il carattere di un uomo, e non i suoi doni o le sue capacità. Infatti, l’unico dono da considerare è quello che un anziano deve essere in grado di insegnare. Tutte le altre qualifiche riguardano il carattere dell’uomo. Cioè, le qualifiche riguardano quanto quell'uomo è spiritualmente maturo, ovvero, quanto quell'uomo assomiglia a Gesù Cristo. Le qualifiche stabilite da Dio riguardano il cuore e il cammino dell’uomo, e non quello che egli è capace di fare.
Se vi ricordate in 1Samuele Dio mandò Samuele ad ungere uno dei figli di Isai affinché fosse il nuovo re d’Israele. E Samuele, mentre tutti questi figli di Isai, ormai già adulti, gli passavano davanti, si mise a guardare all’apparenza esteriore di ciascuno di essi, cercando quello che sembrava essere il più forte e perciò, secondo un metro umano, come il più indicato a guidare la nazione. Credeva che Dio avrebbe scelto il più alto o il più forte. Non è stato così. Vi leggo quello che Dio gli disse:
Ma il SIGNORE disse a Samuele:
“Ma l’Eterno disse a Samuele: "Non badare al suo aspetto né all’altezza della sua statura, poiché io l’ho rifiutato, perché l’Eterno non vede come vede l’uomo; l’uomo infatti guarda all’apparenza, ma l’Eterno guarda al cuore".” (1Samuele 16:7 LND)
Di natura, guardiamo all’apparenza, a quello che colpisce lo sguardo. Dio invece guarda al cuore dell’uomo. Le qualifiche stabilite da Dio di chi può essere un anziano o un diacono riguardano il cuore, e ci aiutano a valutare un uomo in base al suo cuore.
Gli anziani devono avere un buon livello di maturità spirituale perché la cosa più importante di un anziano è che sia un buon esempio di Cristo. I credenti dovrebbero vedere Cristo nella vita degli anziani.
Le qualifiche
Consideriamo le qualifiche che un uomo deve avere. Oltre a questo elenco in 1Timoteo, troviamo un elenco simile in Tito. Sono quasi uguali. Guarderemo le poche differenze. Iniziamo leggendo l’elenco di qualifiche che troviamo in 1Timoteo 3:1-7.
“1 Questa parola è sicura: Se uno desidera l’ufficio di vescovo, desidera un’opera buona. 2 Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, assennato, di buon contegno, ospitale, atto ad insegnare, 3 non dedito al vino, non violento, non avaro, ma sia mite, non litigioso, non amante del denaro; 4 uno che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione con ogni decoro; 5 (ma se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?). 6 Inoltre egli non sia un neoconvertito, perché non gli avvenga di essere accecato dall’orgoglio e non cada nella condanna del diavolo. 7 Or bisogna pure che egli abbia una buona testimonianza da quelli di fuori, affinché non cada nell’ingiuria e nel laccio del diavolo.” (1Timoteo 3:1-7 LND)
Solo uomini
La prima qualifica che bisogna stabilire è che solamente gli uomini possono essere anziani. Questa verità la troviamo chiaramente in vari brani. Prima di tutto, possiamo notare che le qualifiche sono rivolte specificatamente agli uomini, visto che una delle qualifiche per poter svolgere questo ministero è che un uomo deve essere marito di una sola moglie. Inoltre, visto che una delle responsabilità principali degli anziani è quella di insegnare nella chiesa, e di avere autorità nella chiesa, la donna ne è automaticamente esclusa, in quanto, Dio ha vietato alle donne sia di insegnare agli uomini della chiesa, sia di avere autorità su un uomo. Abbiamo letto questo già in 1Timoteo 2:11,12
“11 La donna impari in silenzio, con ogni sottomissione. 12 Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio.” (1Timoteo 2:11-12 LND)
Alla donna non è permesso di avere autorità sull’uomo, e non le è neppure consentito di insegnare all’uomo.
Quindi, nello stesso modo in cui Dio ha stabilito che sia l’uomo ad essere il capo della famiglia, ha stabilito anche che siano gli uomini ad essere la guida della chiesa locale.
Chiaramente, come il marito non è capo nel senso di dominare sulla moglie, ma deve amarla e curarla, similmente, gli anziani non devono dominare, ma devono guidare e curare il gregge, ed essere loro d’esempio.
Usando questo principio come base, proseguiamo ad analizzare le qualità che un uomo deve avere per poter svolgere l’incarico di anziano. Ricordiamoci che queste qualifiche riguardano il carattere e il cammino di vita dell’uomo, e non le sue capacità.
Irreprensibile
La prima qualità che serve per svolgere l’incarico di anziano, è che un uomo deve essere irreprensibile. Troviamo questa qualifica in cima all'elenco sia in 1Timoteo, sia in Tito. Leggo 1Timoteo 3:1,2.
“1 Questa parola è sicura: Se uno desidera l’ufficio di vescovo, desidera un’opera buona. 2 Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, assennato, di buon contegno, ospitale, atto ad insegnare,” (1Timoteo 3:1-2 LND)
E poi, leggo quello che Paolo scrive a Tito in Tito 1:5-6.
“5 Per questa ragione ti ho lasciato a Creta, affinché tu metta ordine alle cose che restano da fare e costituisca degli anziani in ogni città, come ti ho ordinato; 6 ciascuno di loro sia irreprensibile, marito di una sola moglie, e abbia figli fedeli che non siano accusati di dissolutezza né insubordinati.” (Tito 1:5-6 LND)
Consideriamo il fatto che “bisogna che il vescovo sia irreprensibile.”
La qualifica principale ed essenziale che un uomo deve avere per poter svolgere il ministero di anziano è che deve essere irreprensibile.
Tutte le altre qualità elencate sotto, sono aspetti dell’essere irreprensibile. Cioè, la qualifica principale è che l’uomo sia irreprensibile, che comprende poi tutte le qualità elencate dopo.
Bisogna che sia irreprensibile. La parola “bisogna” è la stessa parola che è tradotta con “necessario”, che Gesù usa con i discepoli quando in Matteo 16:21 dichiara, riferendosi a Se stesso, che è necessario che muoia e resusciti.
“Da quel momento Gesù cominciò a dichiarare ai suoi discepoli che era necessario per lui andare a Gerusalemme e soffrire molte cose da parte degli anziani, dei capi dei sacerdoti e degli scribi, essere ucciso e risuscitare il terzo giorno.” (Matteo 16:21 LND)
La parola “necessario” è la stessa parola che noi abbiamo tradotta come “bisogna”. È una necessità assoluta. Come era necessario per Gesù andare alla croce e poi risuscitare, è altrettanto necessario che gli uomini che vengono scelti come anziani siano irreprensibili.
Se una chiesa ha anziani che non sono irreprensibili, sarà un disastro. Quella chiesa non potrà andare bene, finché gli anziani sono uomini non qualificati.
La frase “bisogna che sia irreprensibile”, è nel tempo presente. Perciò, descrive quello che un uomo è adesso, non quello che era nel passato. Quando Dio salva, rende quella persona una nuova creatura. Le qualifiche qui elencate riguardano quello che un uomo è, e quindi, la reputazione che ha acquistato dal momento della salvezza ad oggi. Non importa quello che era prima della salvezza.
In 1Timoteo e Tito, Paolo usa due termini molto simili che in italiano vengono tradotti entrambi con “irreprensibile”. La parola greca usata in Tito vuol dire non accusato. In altre parole, indica uno contro il quale non ci sono valide accuse.
La parola greca usata in 1Timoteo 3:2 è un sinonimo che indica uno a cui non si può lanciare alcuna accusa vera, ovvero, uno che non si può accusare per qualcosa di vero, che non si può riprendere.
Quindi, per essere un anziano, un uomo deve essere irreprensibile. Non deve avere alcun aspetto della sua vita che potrebbe permettere ad un avversario di poterlo accusare con successo. Questa qualifica riguarda sia i suoi atteggiamenti, sia le sue abitudini, sia le sue azioni e il suo modo di parlare.
Tutte le altre qualità che seguono, sono aspetti di cosa significa essere irreprensibile, e quindi, comprenderemo meglio che cosa vuol dire irreprensibile dopo che avremo considerato le altre qualità. Un anziano deve essere un uomo con una buona reputazione morale e una buona reputazione spirituale, oltre che pratica. Non deve avere alcun aspetto del suo carattere o del suo comportamento che potrebbe permettere agli altri di considerarlo indegno di essere una guida spirituale.
Giobbe era sicuramente un anziano irreprensibile nella società in cui viveva. Leggiamo una descrizione di lui in Giobbe 1:1
“C’era nel paese di Uz un uomo chiamato Giobbe. Quest’uomo era integro e retto, temeva DIO e fuggiva il male.” (Giobbe 1:1 LND)
Giobbe era integro e retto, temeva Dio e fuggiva il male. Questo descrive un uomo irreprensibile. Quindi, essere irreprensibile riguarda tutto l'uomo e non solamente alcuni aspetti del suo carattere.
Gli anziani, o, come vengono chiamati qua, i vescovi, devono essere irreprensibili perché sono amministratori di Dio, come leggiamo in Tito 1:7.
“Il vescovo infatti, come amministratore della casa di Dio, deve essere irreprensibile, ...,” (Tito 1:7 LND)
Il vescovo, ovvero l’anziano, è amministratore della cosa di Dio. A lui è affidata la cura di ciò che è più prezioso a Dio sulla terra, cioè la cura dei figli di Dio. Nessun sovrano terreno penserebbe di affidare quello che gli è più prezioso ad una persona se questa persona non fosse irreprensibile. Quanto di più Dio richiede che coloro che amministrano la sua casa siano uomini moralmente e spiritualmente irreprensibili. Questo ruolo lodevole richiede un uomo di carattere nobile.
Ricordiamo che la chiesa è un edificio santo, composto da santi, che sono uomini e donne salvati per fede in Cristo Gesù. Questo edificio è la dimora di Dio stesso sulla terra. Perciò, è fondamentale che gli uomini che guidano la chiesa siano uomini santi, uomini che hanno timore di Dio e vivono in modo santo in ogni campo della vita.
In 1Pietro 5, Pietro scrive agli anziani, e spiega che essi sono chiamati ad essere esempi per il gregge, ovvero, modelli. Leggo 1Pietro 5:2,3.
“2 pascete il gregge di Dio che è fra voi, sorvegliandolo non per forza, ma volentieri, non per avidità di disonesto guadagno ma di buona volontà, 3 e non come esercitando dominio su coloro che vi sono affidati, ma essendo i modelli del gregge.” (1Pietro 5:2-3 LND)
Dio chiama gli anziani ad essere modelli, esempi, per la chiesa. Perciò, gli anziani devono essere, con la loro vita ed il loro modo di vivere, un modello di quello che Dio insegna e vuole che sia la vita di ogni credente fedele.
Naturalmente, i membri di una chiesa locale hanno la tendenza ad assumere le qualità dei loro anziani. La cosa importante è che gli anziani siano un esempio degno di essere imitato. Volta dopo volta nell’Antico Testamento vediamo l’importanza che la guida d' Israele aveva sul popolo di Dio. Quando Israele aveva un re che non seguiva Dio, il popolo seguiva il suo brutto esempio e viveva nel peccato. Quando c’era un buon re, che seguiva Dio di cuore, il popolo seguiva il suo buon esempio, e camminava con Dio.
Similmente, l’esempio degli anziani influisce moltissimo sulla crescita dei credenti della chiesa. Se un anziano è litigioso, la sua chiesa sarà piena di credenti litigiosi.
Se un anziano non è ospitale, molto probabilmente la sua chiesa sarà una chiesa che non apre le porte a chi ne ha bisogno.
Se un anziano dovesse amare i soldi, porterebbe altri credenti a diventare amanti dei soldi.
Se un anziano non è giusto e pio, non sarà attaccato alla verità, non avrà saggezza nelle sue decisioni, e non avrà discernimento. Come conseguenza, i credenti della chiesa non saranno giusti, non saranno attaccati alla verità, e non avranno saggezza.
Quindi, Dio comanda che un uomo sia irreprensibile per poter diventare anziano. Solo così può essere un buon esempio, anziché un brutto esempio.
Irreprensibile non vuol dire la perfezione
È estremamente importante capire che essere irreprensibile non vuol dire che uno uomo è senza peccato, in quanto, nessuno è senza peccato, finché saremo in questo corpo. Quindi, essere irreprensibile NON vuol dire essere perfetto. Perfino l’Apostolo Paolo stesso dichiara in Filippesi 3:12
“Non che io abbia già ottenuto il premio, o sia già arrivato al compimento, ma proseguo per poter afferrare il premio, poiché anch’io sono stato afferrato da Cristo Gesù.” (Filippesi 3:12)
Leggo 1Giovanni 1:6-10, che dichiara che nonostante siamo salvati, ancora pecchiamo e quindi, abbiamo bisogno di confessare i nostri peccati.
“6 Se diciamo di avere comunione con lui e camminiamo nelle tenebre, noi mentiamo e non mettiamo in pratica la verità; 7 ma se camminiamo nella luce, come egli è nella luce, abbiamo comunione gli uni con gli altri, e il sangue di Gesù Cristo, suo Figlio, ci purifica da ogni peccato. 8 Se diciamo di essere senza peccato, inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità. 10 Se diciamo di non aver peccato, lo facciamo bugiardo e la sua parola non è in noi.” (1Giovanni 1:6-10 LND)
Finché siamo in questo mondo, non arriveremo alla perfezione. Continuiamo a peccare, ma non come un modo nostro di vivere. Chi dice di essere assolutamente senza peccato mente. Perciò, essere irreprensibile non vuol dire non peccare mai o non sbagliare mai. È sbagliato pretendere che un uomo sia senza peccato prima di poter diventare anziano, perché in questa vita, nessun credente sarà totalmente senza peccato. Invece, essere irreprensibile significa avere una vita coerente, una vita in cui non si cammina nel peccato in alcun campo della vita. Un uomo irreprensibile avrà una vita che rispecchia il comportamento descritto nella Bibbia. Per descrivere un uomo irreprensibile, si potrebbe dire che quell'uomo non cammina nel peccato in alcun campo della vita, e non cade regolarmente nel peccato. Quando poi pecca, quell'uomo è pronto a confessare e ad abbandonare il suo peccato. Non pecca in modo da non avere le qualifiche che seguono.
Infatti, come vedremo esaminando le altre qualità, ci sono certi peccati che squalificano categoricamente un uomo. Li vedremo più avanti.
Quindi, essere irreprensibile descrive un uomo contro il quale non si possono lanciare valide accuse, un uomo che non può essere accusato di gravi peccati, e che cammina in santità.
Un buon metro per aiutarci a capire che cosa significhi essere un uomo irreprensibile è quello di vedere che un uomo irreprensibile avrà una vita tale che se i credenti della chiesa lo imitassero, quei credenti assomiglierebbero di più a Cristo. Quindi, un aspetto dell'essere un uomo irreprensibile è quello di assomigliare a Cristo di più rispetto alla maggioranza degli altri credenti.
Chiaramente, visto che l’opera della santificazione è un’opera che dura tutta la vita, dopo che un uomo diventa un anziano, continua a crescere nella santificazione, anno per anno. Quindi, un uomo che diventa anziano a quarant’anni, dovrebbe essere ancora più irreprensibile a sessant’anni, e se arriva a ottant'anni, dovrebbe assomigliare a Cristo ancora di più. Quindi, gli anziani non saranno tutti allo stesso punto di santificazione. Però, ogni anziano deve essere irreprensibile.
Come ho menzionato prima, il rischio che esiste in ogni chiesa è di avere un metro con un livello o troppo alto o troppo basso per quanto riguarda essere irreprensibile. Una chiesa che ha un metro troppo alto richiede un livello di perfezione che non esiste. In una chiesa così, gli uomini che Dio ha preparato per svolgere l’incarico di anziano non vengono riconosciuti, e quindi, la chiesa non avrà molta della cura di cui ha bisogno. Allo stesso tempo, in una chiesa così, se ci sono anziani, rischiano di inorgoglirsi, credendo di essere meglio di quello che realmente sono.
Dall'altro estremo, se una chiesa ha un metro con un livello troppo basso di cosa significa essere irreprensibile, quella chiesa avrà degli uomini che svolgono il ministero di anziani che non sono realmente qualificati. Conseguentemente trascineranno la chiesa a peggiorare spiritualmente, anziché a crescere. Perciò, è estremamente importante capire cosa significa realmente essere irreprensibile. E lo possiamo fare considerando tutte le altre qualità, perché esse descrivono un uomo irreprensibile. Perciò, Dio volendo, nel prossimo sermone, vogliamo riprendere questo argomento, e considerare, una ad una, le qualifiche che Dio ci dà in questo brano, ed anche in Tito.
Tutti dovrebbero avere queste qualifiche
Ora, voglio cambiare leggermente direzione, e applicare tutto questo discorso alla vita di ciascuno di noi.
C’è un grande pericolo che può sorgere quando consideriamo le qualifiche che un uomo deve avere per poter svolgere l’incarico di anziano o di diacono. Certamente, è importante riconoscere se un uomo ha o non ha le qualifiche che Dio ci dà. Però, c’è il grave pericolo che nella nostra mente, possiamo innalzarci come giudici, vedendoci come se fossimo superiori a coloro che dobbiamo valutare. Infatti, è triste ma vero, che spesso in una chiesa succede che le persone che camminano peggio, sono coloro che trovano più presunti difetti negli uomini che vengono considerati come possibili anziani.
Quindi, quando si valutano degli uomini come possibili anziani o diaconi, dobbiamo evitare il pericolo di concentrarci talmente tanto sugli altri da non notare i nostri peccati.
Per evitare questo rischio, dobbiamo ricordarci di un fatto molto importante. Prima di tutto, tenete conto che le qualifiche che un anziano o un diacono deve avere si possono riassumere a quanto quell'uomo assomiglia a Cristo Gesù, ovvero, a quanto vive in santità.
Quello che dobbiamo ricordare è che non esistono due diversi metri di santità nella chiesa, uno per gli anziani, e un altro per gli altri credenti. Esiste solamente un metro, ed è quello di imitare Gesù Cristo, e quindi, di essere santi, come Dio è santo. In 1Pietro 1, leggiamo le parole di Dio:
“Siate santi, perché io sono santo.” (1Pietro 1:16 LND)
Questo è scritto per tutti i credenti della chiesa. Ogni credente è chiamato ad essere santo, come Dio è santo. Quindi, ogni credente è chiamato ad essere irreprensibile. Qualsiasi credente che non è irreprensibile è nel peccato.
E quindi, le qualità che Dio elenca per chi può svolgere l’incarico di anziano o di diacono, e quindi di fatto essere irreprensibile, è ciò che Dio richiede ad OGNI credente.
In altre parole, chiunque non ha tutte le qualifiche di un anziano, eccetto la capacità di insegnare, è nel peccato.
Voglio ripetere questo principio, tanto è importante. Le qualifiche per anziani e diaconi, escludendo la capacità di insegnare, sono qualità che ogni credente deve avere. NON avere tutte queste qualità significa essere nel peccato. E quindi, quando valutiamo chi può essere un anziano, dobbiamo farlo con umiltà e timore di Dio, esaminando anche noi stessi.
Dio volendo, vedremo più a fondo questo argomento nel prossimo sermone.
Per ora, voglio incoraggiare ciascuno di voi uomini e donne credenti, di considerare le qualifiche di un anziano o di un diacono, tranne quella di essere capace ad insegnare, come il modello di vita che ognuno di noi dovrebbe applicare al proprio modo di vivere. Quindi, chiedo a ciascuno di esaminare la propria vita. Quando ti riconosci mancante in una di queste qualità, confessa il tuo peccato a Dio, ed impegnati, nella forza di Dio, ad essere irreprensibile.
Poi, con spirito di umiltà, ogni volta che Dio ci provvede un uomo che ha queste qualità, e ha il cuore di essere un anziano, per curare i credenti, vogliamo riconoscerlo come anziano, uomo che Dio ha scelto per far parte di coloro che curano i credenti della chiesa. Ne parleremo di più nei prossimi sermoni.
Conclusione
Per ora, voglio ringraziare Gesù Cristo per la sua cura perfetta della chiesa, ovvero, per la cura che Cristo ha per noi. Un parte importante di questa cura è che Cristo provvede gli uomini giusti che sono in grado di dare la cura necessaria, affinché la chiesa possa essere forte e sana. Egli provvede uomini che non solo possono spiegare cos’è la vita cristiana, ma che possono modellare quella vita, e che possono essere un esempio visibile di cosa significa camminare in santità.
Ricordiamoci poi che la chiesa più beata è quella chiesa in cui non solo gli anziani, ma sempre più credenti sono irreprensibili. Oh che possiamo riconoscere ed odiare i nostri peccati! Oh che ciascuno di noi possa camminare con gli occhi fissi su Cristo, sottomettendoci a Lui in ogni campo della vita, per essere credenti irreprensibili! Solamente così potremo godere a pieno le ricchezze della grazia di Dio. E per diventare una chiesa così, prego che possiamo avere uomini che siano di esempio, in questo, e che abbiano a cuore la cura del gregge di Cristo.