Viviamo in un mondo pieno di pericoli, i peggiori dei quali sono i pericoli spirituali. Quando un credente cade nel peccato, soffre gravi conseguenze, e spesso, anche le persone che sono coinvolte nella vita di quel credente, soffrono a causa del suo peccato.
Come pecore, abbiamo bisogno di una guida, di protezione, di insegnamenti, ed a volte, di ammonimenti e riprensioni. Grazie a Dio, il nostro Buon Pastore, Gesù Cristo, ci cura, e provvede quello che ci serve per crescere bene.
In queste settimane, nel nostro studio di 1Timoteo, stiamo studiando come Cristo ci cura tramite gli uomini che Egli stesso provvede alla chiesa, affinché siano guide e pastori: gli anziani.
Gesù è molto attento a darci una cura giusta, e perciò, non permette che l'incarico di anziano venga svolto da chiunque lo voglia fare. Infatti, Cristo ha stabilito delle chiare qualifiche che un uomo deve avere prima di poter diventare un anziano. Negli ultimi sermoni, abbiamo visto che per svolgere questo ministero, un uomo deve essere irreprensibile. Abbiamo iniziato a considerare le qualità che rendono una persona irreprensibile. Oggi, continuiamo a considerare altre qualità che un uomo deve avere per essere un anziano. Leggo 1Timoteo 3:1-7
“1 Questa parola è sicura: Se uno desidera l’ufficio di vescovo, desidera un’opera buona. 2 Bisogna dunque che il vescovo sia irreprensibile, marito di una sola moglie, sobrio, assennato, di buon contegno, ospitale, atto ad insegnare, 3 non dedito al vino, non violento, non avaro, ma sia mite, non litigioso, non amante del denaro; 4 uno che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione con ogni decoro; 5 (ma se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?). 6 Inoltre egli non sia un neoconvertito, perché non gli avvenga di essere accecato dall’orgoglio e non cada nella condanna del diavolo. 7 Or bisogna pure che egli abbia una buona testimonianza da quelli di fuori, affinché non cada nell’ingiuria e nel laccio del diavolo.” (1Timoteo 3:1-7 LND)
Abbiamo concluso l’ultimo studio con il fatto che dev’essere atto ad insegnare. Questa è l’unica qualità che si riferisce ad una capacità. Le altre qualità riguardano il carattere dell'uomo, e sono tutte qualità che ogni credente dovrebbe avere, e che l’anziano deve avere, perché l’anziano è un esempio da imitare.
Non dedito al vino
Quindi, continuando nell’elenco, leggiamo che per poter essere anziano, un uomo non deve essere dedito al vino. La frase “dedito al vino” vuol dire letteralmente “uno che sta insieme al vino”, il senso è “uno che passa il tempo con il vino”. Quindi, l’anziano non deve essere amico del vino, e chiaramente, questo comprende qualsiasi altro tipo di alcolico o droga.
Per capire questo, è utile leggere Efesini 5:18:
“E non vi inebriate di vino, nel quale vi è dissolutezza, ma siate ripieni di Spirito,” (Efesini 5:18 LND)
Quando uno beve, è controllato dall’alcol. Quando uno è ripieno di Spirito Santo, è controllato dallo Spirito. In realtà, anche una piccola quantità di alcol impedisce di pensare in modo chiaro. Più si beve, più si è impediti.
Ogni credente è chiamato ad essere sempre controllato pienamente dallo Spirito Santo. Un credente, che si concede di bere un po' di alcol, ma tanto quanto gli basta per essere un pochino ostacolato nelle sue capacità mentali di pensare e ragionare, anche se fosse ancora molto lontano dall'essere ubriaco, non è pienamente controllato dallo Spirito Santo, e perciò, è nel peccato.
Un anziano deve essere uno che si è mostrato costante nel controllarsi. Non deve mai arrivare a bere abbastanza da essere minimamente influenzato dall'alcol, perché deve sempre stare in guardia, capace di pensare con chiarezza e di agire con saggezza e prudenza. Quindi, non deve essere in alcun modo dedito al vino. Ogni credente dovrebbe vivere così.
Personalmente, io non so mai quando mi arriverà una telefonata, in cui mi chiedono consigli importanti. Arrivano a tutte le ore. Quindi, non esiste mai un momento in cui potrei concedermi di essere minimamente intontito dall’alcol. Voglio stare sempre il più lucido possibile, per riconoscere e seguire la guida dello Spirito Santo.
Un anziano non dev’essere dedito, ovvero attaccato, al vino.
Non violento
La prossima qualità è “non violento”. Essere violento descrive uno che dà botte o cerca scontri. Se un uomo è violento, si agita quando le cose non vanno come vuole lui. Questo è un gravissimo peccato per qualsiasi credente. È una mancanza di autocontrollo, è una mancanza di amore, è orgoglio. Uno è violento perché si lascia guidare in modo impulsivo dalla carne. È un gravissimo peccato, per qualsiasi credente.
Un anziano deve essere in grado di controllarsi, deve avere amore per i credenti, deve essere umile, deve sopportare ed avere pazienza. Perciò, un anziano non dev’essere violento. Prego che ogni vero credente eviti questo terribile peccato.
Non avido di disonesto guadagno
La prossima qualità che descrive un uomo irreprensibile è che non sia avido di disonesto guadagno. La considereremo quando arriviamo alla qualità di non essere amante del denaro.
Mite
Arriviamo ora ad una qualità molto importante: l’anziano deve essere “mite.” Il significato di “mite” in greco è così ricco che è difficile da tradurre. Infatti, non abbiamo alcuna parola in italiano che rende pienamente il significato di questa parola. A volte, viene tradotta in italiano anche con la parola “mansueto”, però, non è la parola che solitamente viene tradotta con mansueto. Questa parola descrive uno che è gentile, tranquillo e giusto. Fra l’altro, essere mite è il contrario di essere violento. Un uomo mite riesce a controllarsi, anche in situazioni difficili, e rimanere gentile. Essere mite non è una debolezza, anzi, essere mite richiede una grande forza interiore che viene da Dio. Un uomo mite riesce a controllarsi in modo da essere sempre paziente e buono anche quando altri peccano contro di lui. È paziente, è ragionevole, si impegna per il bene degli altri, anziché stare sulla difensiva. Un uomo mite non cerca mai la vendetta per i peccati che gli altri commettono contro di lui. Non cerca di combattere per i suoi diritti. Piuttosto, cerca quello che glorifica Dio ed edifica la chiesa. Essere mite è il contrario di essere egoista.
Un uomo mite avrà la saggezza descritta in Giacomo 3:17:
“Ma la sapienza che viene dall’alto prima di tutto è pura, poi pacifica, mite, docile, piena di misericordia e di frutti buoni, senza parzialità e senza ipocrisia.” (Giacomo 3:17 LND)
Dio è mite, nel modo in cui ci tratta, perché ci mostra bontà nonostante quanto il nostro peccato meriti la sua ira. Salmo 86:5 descrive questo aspetto di Dio.
“Poiché tu, o Signore, sei buono e pronto a perdonare, e usi grande benignità verso tutti quelli che t’invocano.” (Salmo 86:5 LND)
Vediamo la mitezza di Dio soprattutto in Cristo Gesù, che ci rivela il Padre. Leggiamo che Cristo era mite in 2Corinzi 10.1. In questo brano, la parola greca che vuol dire mite viene tradotta come “benignità”.
“Or io, Paolo, vi esorto per la mansuetudine e benignità di Cristo; io che quando sono presente di persona fra voi ben sono umile, mentre se sono assente mi mostro ardito verso di voi.” (2Corinzi 10:1 LND)
Per comprendere meglio la mitezza di Gesù, basta pensare a come si è controllato quando fu falsamente accusato, oltraggiato e maltrattato prima della crocifissione. Vediamo la mitezza di Cristo anche nella pazienza che ebbe con i discepoli, nonostante tutte le volte in cui essi si comportarono male: quante volte i discepoli cercarono la propria gloria anziché la gloria di Dio, eppure Gesù continuò ad essere buono e paziente con loro! Questo è un esempio della mitezza di Gesù.
Ogni credente è chiamato ad essere mite. La mitezza serve in tante situazioni, per esempio, è necessaria quando ci sono conflitti fra credenti, in casa o in chiesa.
Quando l’Apostolo Paolo scoprì che c’erano dei conflitti fra i credenti nella chiesa dei Filippesi, scrisse a loro quello che troviamo in Filippesi, usando questa parola, che in Filippesi 4:5 viene tradotta come “mansuetudine”. Ve lo leggo.
“La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini; il Signore è vicino.” (Filippesi 4:5 LND)
In una situazione di conflitto, o di differenti vedute, è necessaria la mitezza, la mansuetudine, per mantenere la pace fra i credenti e nella chiesa.
Visto che ci saranno dei conflitti nella chiesa finché Cristo non ritornerà, proprio perché la chiesa è composta da persone imperfette come noi, e visto che è quasi inevitabile che un anziano sarà attaccato ingiustamente, e avrà spesso a che fare con persone che non camminano bene, è estremamente importante che un anziano sia mite. Chiaramente, ogni credente è chiamato ad essere mite.
Non litigioso
La prossima qualità è simile, detta però come divieto. Per essere un anziano, un uomo non deve essere litigioso. Essere litigioso è il contrario di essere mite.
Essere litigioso descrive una persona che è pronta a scontrarsi con gli altri. È pronta a combattere per far valere i suoi diritti, e spesso anche le sue preferenze. Invece, la Bibbia ci insegna a rinunciare ai nostri diritti e alle nostre preferenze, per edificare gli altri.
Nella carne, gli uomini sono litigiosi, pensando a loro stessi. Però, ogni vero credente è chiamato a camminare umilmente, cercando il bene degli altri. Questo esclude totalmente l’essere litigiosi.
Ogni credente è chiamato ad essere mite e pacifico con tutti, che è il contrario dell’essere litigiosi, come leggiamo in Tito 3:1,2:
“1 Ricorda loro di essere sottomessi ai magistrati e alle autorità, di essere ubbidienti, pronti ad ogni opera buona, 2 di non dire male di alcuno, di essere pacifici e miti, mostrando grande gentilezza verso tutti gli uomini,” (Tito 3:1-2 LND)
A tutti viene comandato di essere miti, e non litigiosi. Un anziano deve essere riconosciuto così.
Un uomo non litigioso non solo non promuove litigi, ma promuove la pace. Per esempio, un anziano, che è un servo del Signore, si impegna a cercare di aiutare perfino gli oppositori, se possibile. Leggo il comandamento che troviamo in 2Timoteo 2
“24 Ora un servo del Signore non deve contendere, ma deve essere mite verso tutti, atto ad insegnare e paziente, 25 ammaestrando con mansuetudine gli oppositori, nella speranza che Dio conceda loro di ravvedersi perché giungano a riconoscere la verità,” (2Timoteo 2:24-25 LND)
È importante capire che non essere litigioso non significa che gli anziani non devono mai prendere una posizione con fermezza, e se serve, con forza. Ci saranno le situazioni in cui gli anziani dovranno riprendere chi insegna cose sbagliate, o chi cammina nel peccato, ed a volte anche con una certa fermezza. Per citarvi un esempio di questo, vi leggo da Galati 2:11-14, quando Paolo riprendeva Pietro ad Antiochia.
“11 Ma quando Pietro venne in Antiochia, io gli resistei in faccia, perché era da riprendere. 12 Infatti prima che venissero alcuni da parte di Giacomo, egli mangiava con i gentili; ma quando giunsero quelli, egli si ritirò e si separò, temendo quelli della circoncisione. 13 E anche gli altri Giudei fingevano assieme a lui, tanto che anche Barnaba fu trascinato dalla loro ipocrisia. 14 Ma quando io vidi che non camminavano rettamente secondo la verità dell’evangelo, dissi a Pietro in presenza di tutti: "Se tu, che sei Giudeo, vivi alla gentile e non alla giudaica perché costringi i gentili a giudaizzare?".” (Galati 2:11-14 LND)
In Tito 1:9-11, vediamo un esempio di come gli anziani dovevano riprendere chi insegnava cose sbagliate. Ve lo leggo:
“9 che ritenga fermamente l’insegnamento secondo la fedele parola, per essere in grado di esortare nella sana dottrina e di convincere quelli che contraddicono. 10 Vi sono infatti, specialmente fra coloro che provengono dalla circoncisione, molti insubordinati, ciarloni e seduttori, ai quali bisogna turare la bocca; 11 questi sovvertono famiglie intere, insegnando cose che non dovrebbero, per amore di disonesto guadagno.” (Tito 1:9-11 LND)
Ci saranno occasioni in cui, per proteggere i credenti, un anziano dovrà chiudere la bocca agli uomini che insegnano cose sbagliate, soprattutto nel caso in cui coloro che insegnano cose sbagliate non vogliano smettere. Perciò, gli anziani avranno delle situazioni difficili, in cui sarà necessario esercitare la loro autorità per proteggere la chiesa, ma allo stesso tempo, non dovranno essere litigiosi.
Quindi, l’anziano deve essere un uomo che non è portato a litigare, ma piuttosto promuove la pace. Per essere così, deve essere un uomo che non cerca i propri interessi, ma quelli di Dio, e degli altri.
Non amante del denaro, non avido
Prima abbiamo saltato la qualità che un anziano non deve essere avido di disonesto guadagno. Adesso, consideriamo questo insieme alla prossima qualità, cioè, che un anziano non dev’essere amante del denaro. Più volte la Bibbia comanda questo per tutti i credenti. Un vero credente non deve essere amante del denaro.
È importante capire che di per sé, il “non amare il denaro” non riguarda quanti soldi uno possiede. Uno può amare il denaro anche se è senza soldi, mentre a volte Dio provvede tanti soldi a uomini fedeli, in modo che possano gestire quei soldi per la Sua gloria. Non essere amante del denaro riguarda il cuore di un uomo, e vuol dire che non dev’essere minimamente attaccato al denaro.
Amare il denaro è una condizione del cuore, e non dipende da quanto denaro uno possiede. Una persona può amare il denaro anche se ne ha poco.
Ripetutamente, Dio ci comanda di non amare il denaro. Vi leggo da Ebrei 13.
“Nel vostro comportamento non siate amanti del denaro e accontentatevi di quello che avete, perché Dio stesso ha detto: "Io non ti lascerò e non ti abbandonerò".” (Ebrei 13:5 LND)
1Timoteo 6:10 dichiara che l’amore per il denaro causerà gravi problemi spirituali. Ve lo leggo:
“L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali e, per averlo grandemente desiderato, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti dolori.” (1Timoteo 6:10 LND)
L’amore per il denaro è un gravissimo peccato, che rovina l’uomo. È come una droga, che può prendere il controllo di un uomo. È molto facile cadere in questo peccato, perché nel mondo in cui viviamo, il denaro è visto come una cosa buona.
Quindi, è fondamentale che un anziano non ami il denaro, e non sia avido per un guadagno disonesto. Prima di tutto, è importante perché gli anziani sono d’esempio per tutta la chiesa. Secondo, è importante perché gli anziani gestiscono i soldi della chiesa. In Atti 11, leggiamo che quando le chiese mandarono un dono economico alla chiesa di Gerusalemme, lo mandarono con Barnaba e Saulo. Ve lo leggo:
“E questo essi fecero, inviandola agli anziani per mezzo di Barnaba e di Saulo.” (Atti 11:30 LND)
Quindi, gli anziani, che sono un esempio per tutti, non devono assolutamente amare il denaro, per non trascinare anche gli altri in questo peccato, e per non rovinare la fiducia che i credenti hanno in loro.
Questo peccato è così grave, e il danno che può fare è così grande, che sia Paolo che Pietro esortano gli anziani ad evitare questo peccato.
Paolo presenta se stesso come esempio agli anziani di Efeso in Atti 20. Vi leggo le sue parole:
“Io non ho desiderato né l’argento, né l’oro, né il vestito di alcuno.” (Atti 20:33 LND)
Pietro dichiara agli anziani che non devono mai svolgere il loro ministero con il desiderio di arricchirsi. Vi leggo da 1Pietro 5:
“pascete il gregge di Dio che è fra voi, sorvegliandolo non per forza, ma volentieri, non per avidità di guadagno ma di buona volontà,” (1Pietro 5:2 LND)
Quindi, un anziano non deve amare il denaro in alcun modo. Ricordate che questa è una qualifica che non riguarda quanti soldi uno possiede, ma piuttosto mette l'enfasi sul fatto che il denaro non deve essere il suo tesoro. Un vero uomo di Dio non sarà mai attaccato alle cose materiali. Non amerà le cose del mondo.
Ricordiamo le parole di 1Giovanni 2:
“15 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. 16 perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e l’orgoglio della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. 17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.” (1Giovanni 2:15-17 LND)
Nessun credente deve amare il denaro, o qualsiasi altra cosa del mondo. In realtà, o si ama Dio, o si ama qualcosa del mondo. Questo principio vale per ogni credente.
Prima che un uomo diventi un anziano, bisogna che sia chiaro che quell'uomo non ama il denaro. La chiave per poter vivere così è di non cercare la gioia nelle cose materiali, ma piuttosto, di trovare la gioia in Cristo stesso. Chi trova la sua gioia in Cristo, e nel vedere Dio glorificato, considererà i soldi, come tutto il resto di quello che ha, come qualcosa da usare per la gloria di Dio e per il bene degli altri. Un uomo deve avere questa qualità per poter essere un anziano.
È importante capire che questo non vuol dire che un anziano non possa usare i suoi soldi per se stesso e per la sua famiglia. Egli ha diritto di provvedere per la sua famiglia come lo hanno tutti gli altri credenti. Però, come anche tutti gli altri credenti, non deve amare il denaro, ma piuttosto deve amare Dio e il popolo di Dio.
Se non ama il denaro, non sarà avido per un disonesto guadagno.
Conclusione, riassunto
Quando considero le qualifiche di un anziano, vedo il cuore di Cristo per noi, la sua chiesa. Vedo che Cristo ama la chiesa, e vuole proteggere e guidare la chiesa tramite questi uomini scelti da Lui. Vedo l’amore di Cristo perché nel suo piano, provvede uomini che possono essere d’esempio per i credenti, in modo che capiscano cosa vuol dire camminare come Cristo.
Certamente, gli anziani non sono perfetti. Sono uomini che Dio continua a santificare. Però, sono uomini che sono già arrivati ad un buon punto, in modo che possono essere di esempio per la chiesa in ogni campo della vita.
Ricordate che tutte le qualità che abbiamo considerato oggi sono qualità che ogni credente dovrebbe avere. Non avere una qualsiasi di queste qualità significa vivere nel peccato.
Abbiamo visto che un uomo non deve essere dedito al vino, ovvero all'alcol. Il principio qui descritto è che dobbiamo essere sempre sobri, svegli, perché il nostro avversario, Satana, gira come un leone ruggente. Perciò, non dobbiamo mai permetterci di essere, anche minimamente, intontiti dall'alcol. Piuttosto, dobbiamo essere sempre controllati dallo Spirito Santo.
Per diventare un anziano, un uomo non deve essere violento. Non deve agitarsi, non deve esplodere, non deve irritarsi. Non deve vivere per se stesso.
Per essere un anziano, un uomo dev’essere mite. Questo riguarda l'essere capace, nella forza di Dio, di controllarsi, anche quando viene attaccato o oltraggiato. L’esempio perfetto di mitezza lo troviamo in Gesù Cristo, quando fu arrestato e maltrattato ingiustamente. Infatti, vediamo la mitezza soprattutto quando uno sceglie di non cercare i propri diritti, ma piuttosto il bene degli altri e la gloria di Dio. Essere mite vuol dire che quando uno ti parla in modo ingiusto, o si comporta male con te, tu non reagisci nella carne, ma rimani calmo, per promuovere l’opera di Dio. Essere mite significa dire “no” alla carne, e “sì” allo Spirito di Dio.
Per essere anziano, un uomo non dev’essere litigioso. Questo richiede autocontrollo, umiltà, e un desiderio per la gloria di Dio e per l’edificazione degli altri, piuttosto che per i propri diritti.
Infine, abbiamo visto che per essere un anziano, è necessario che un uomo non ami il denaro. Come le altre qualità, anche questa si applica ad ogni credente. Questo non riguarda quanti soldi uno ha, ma il proprio cuore nei confronti dei soldi. Se un uomo ama il denaro, vuol dire che ama le cose del mondo, e questo vuol dire che l’amore di Dio non è in lui. Un anziano non deve essere così.
Quando consideriamo queste qualità, e le altre che abbiamo già viste e quelle che sono ancora da vedere, ricordate che per diventare un “anziano”, un uomo deve avere tutte queste qualità, perché fanno tutte parte dell'essere irreprensibile. Però, ricordate che tranne la capacità di insegnare, ogni credente è chiamato ad avere queste qualità. Non essere irreprensibile vuol dire essere nel peccato.
Quindi, a ciascuno chiedo:
Hai superato il peccato di essere un violento? Per esempio, come genitore, è facile essere violento, disciplinando con rabbia. Sei mai violento?
Sei una persona veramente mite, mansueta? Hai controllo delle tue reazioni, in modo che non reagisci male, anche quando gli altri ti accusano falsamente, o ti oltraggiano? Rimani calmo, anche interiormente, quando ci sono ingiustizie ed offese? L’unico modo per poter essere veramente mite è di fidarsi di Dio. Se non sei mite, confessa questo peccato a Dio.
Sei litigioso? Questo è un brutto peccato che rovina i nostri rapporti e il nostro essere luce. Se sei litigioso, confessa questo peccato a Dio.
Infine, ami il denaro? Sei attaccato alle cose materiali? Credi alla menzogna che i soldi possono soddisfare il cuore? Se sì, ravvediti, e cerca la tua gioia nel Signore. Ricordati delle parole di Gesù: non si possono servire due padroni, Dio e le ricchezze. O si ama Dio, o si amano le ricchezze. Oh che possiamo amare Dio!
La mia preghiera è che possiamo essere una chiesa piena di credenti che hanno queste qualità, per portare così gloria al nostro Padre celeste. Prego che Dio ci darà uomini veramente qualificati, che possano essere d’esempio per tutti, e che possano guidarci nella via del Signore. Preghiamo tutti per questo!
E ringrazio Dio per la cura che il nostro Signore, Gesù Cristo, ha per la chiesa, perché è Cristo che dona uomini con queste qualità alla chiesa per curare le pecore. Grazie, o Padre.