Aiuto Biblico

Applicati, dedicati, persevera

1 Timoteo 4:13-16

sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per domenica, 26 novembre 2017, – cmd si –
Descrizione: Dio ci chiama ad applicarci alla Parola di Dio, e a vivere pienamente per Lui.
parole chiavi: Timoteo, vita cristiana, Bibbia, Parola di Dio, esortazione, insegnamento, crescita

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Essere un vero cristiano non è la religione che pratichi, non sono solo le dottrine in cui credi, ma riguarda chi sei. Cioè, è come essere un genitore di figli ancora giovani e in casa. Se quel genitore vive il suo ruolo come Dio intende, il suo essere genitore non è solo un termine legale, non è solo sapere intellettualmente che quei figli appartengono a lui. Essere genitore è chi sei. È fondamentale in quasi ogni decisione.

Essere un vero credente in Gesù Cristo è simile a questo, ma molto di più. Essere in Cristo non è solo una parte di chi sei, essere in Cristo ti fa una nuova creatura. Ti fa avere una vita trasformata.

Nel nostro studio di 1Timoteo, stiamo studiando il capitolo 4, in cui Paolo sta esortando Timoteo su come vivere la vita cristiana, e come svolgere il suo ministero. Le istruzioni che Paolo dà a Timoteo sono estremamente utili anche per noi, sia per come dobbiamo camminare, sia per come Dio intende la vita in chiesa. Oggi, vogliamo considerare i versetti da 13 a 16. Però, per chiarire il contesto voglio leggere i versetti da 6 a 12.

6 Proponendo queste cose ai fratelli, tu sarai un buon ministro di Gesù Cristo, nutrito nelle parole della fede e della buona dottrina, che hai seguito da vicino. 7 Schiva però le favole profane e da vecchie, ma esercitati nella pietà, 8 perché l’esercizio corporale è utile a poca cosa, ma la pietà è utile ad ogni cosa, avendo la promessa della vita presente e di quella futura. 9 Questa parola è sicura e degna di essere pienamente accettata. 10 Per questo infatti ci affatichiamo e siamo vituperati, poiché abbiamo sperato nel Dio vivente, il quale è il Salvatore di tutti gli uomini e principalmente dei credenti. 11 Comanda queste cose ed insegnale. 12 Nessuno disprezzi la tua giovinezza, ma divieni esempio ai credenti nella parola, nella condotta, nell’amore, nello spirito, nella fede e nella castità.” (1Timoteo 4:6-12)

Abbiamo considerato a fondo che un buon servo di Dio è ben nutrito nelle verità di Dio. Quanto è importante che ci cibiamo giornalmente dalla Parola di Dio!

Abbiamo visto che dobbiamo evitare gli insegnamenti degli uomini, e che dobbiamo crescere nell'avere grande riverenza per Dio in ogni aspetto della nostra vita. Dobbiamo sperare nel Dio vivente, il che vuol dire vivere per fede in ogni situazione.

Gli uomini che Dio ha stabilito come guide di chiesa devono comandare e insegnare quello che Dio ci comanda nella Bibbia. E poi abbiamo considerato, nell'ultimo insegnamento, l'importanza di vivere in modo da essere un esempio da imitare in ogni aspetto della nostra vita, nel nostro modo di parlare, nel nostro modo di comportarci, nell'avere amore come motivazione per quello che facciamo, nello spirito con cui facciamo quello che facciamo, nella fede in Dio in ogni situazione, e nella castità, che è una purezza assoluta nell'aspetto sessuale della vita.

Andiamo avanti adesso, e consideriamo l'esortazione che Paolo fa a Timoteo nei versetti da 13 a 16. Ringrazio Dio per come edifica la Chiesa tramite la Sua Parola. Seguite mentre leggo 1Timoteo 4:13-16, e poi consideriamo a fondo il versetto 13.

13 Applicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento, finché io venga. 14 Non trascurare il dono che è in te, che ti è stato dato per profezia, con l’imposizione delle mani da parte del collegio degli anziani. 15 Adoperati per queste cose e dedicati ad esse interamente, affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti. 16 Abbi cura di te stesso e dell’insegnamento, persevera in queste cose perché, facendo questo, salverai te stesso e coloro che ti ascoltano.” (1Timoteo 4:13-16)

Nel versetto 13, Paolo esorta Timoteo rispetto al modo in cui deve impegnarsi come uomo di Dio. Questo è valido in modo specifico per ogni guida di chiesa, e in modo generale per ogni credente. Rileggo il versetto 13.

“13 Applicati alla lettura, all’esortazione e all’insegnamento, finché io venga.” (1Timoteo 4:13)

Volta dopo volta in questa epistola, Paolo dà comandamenti a Timoteo che riguardano il modo in cui deve vivere e svolgere il suo ministero. Nel versetto 11, Paolo dice che Timoteo deve comandare e insegnare le verità di Dio. Nel versetto 12, Paolo ordina a Timoteo di diventare un esempio per i credenti in ogni campo della vita. Allora qui, nel versetto 13, Paolo comanda a Timoteo di applicarsi in tre aspetti fondamentali del ministero: la lettura, l'esortazione, e l'insegnamento.

La parola “applicati” è una parola che vuol dire avere un grande impegno. Vuol dire vedere la cosa come molto importante. Infatti, a volte questa parola veniva usata per descrivere lo stare in guardia nel fare qualcosa. Quindi, vuol dire ritenere quella cosa estremamente importante, e quindi, averla come alta priorità. Per potersi applicare a qualcosa, bisogna tenerla continuamente a mente, non trascurando la cosa per altri impegni. Quindi, questo comandamento vuol dire aver queste tre cose come alta priorità, e non venir meno rispetto ad esse.

Ognuno di noi si applica a qualcosa che ritiene importante. Può essere alla carriera, può essere ad un piacere, può essere ad un hobby, può essere ad un rapporto a cui teniamo, cioè ci applichiamo tutti a qualcosa, a quello che è più importante per noi. In questo brano Paolo comanda a Timoteo di applicarsi a quella che è veramente la cosa più importante, cioè preparare gli altri credenti ad essere pronti a vivere la vita cristiana come uomini maturi.

Consideriamo le tre cose a cui Timoteo doveva applicarsi.

Alla lettura

La prima cosa a cui Paolo comanda Timoteo di applicarsi è la lettura, che vuol dire la lettura della Parola di Dio. La lettura comprende sia la lettura personale, sia la lettura pubblica davanti alla chiesa.

Timoteo aveva il ruolo di guidare e insegnare alla chiesa. È impossibile guidare altri nella via del Signore se noi non stiamo crescendo nella via del Signore. Non si finisce mai di conoscere la Parola di Dio. Io personalmente sto leggendo attentamente la Parola di Dio da quasi quarant'anni, avendo prima letto la Bibbia con meno impegno per quasi vent'anni. Eppure, sto ancora imparando moltissimo dalla Bibbia. Non smetto mai di imparare nuove cose, e di essere cibato nell'anima mia. Perciò, ogni credente deve applicarsi alla lettura della Parola di Dio, per tutta la vita. Chi insegna la Bibbia non dovrebbe mai insegnare agli altri se non sta cibando se stesso. Quindi, è fondamentale applicarsi alla lettura personale.

La Parola di Dio è come latte per un neonato, è il cibo che ci fa crescere. Leggo 1Pietro 2:2.

“come bambini appena nati, desiderate ardentemente il puro latte della parola, affinché per suo mezzo cresciate,” (1Pietro 2:2 LND)

Questo è valido per ogni credente. Abbiamo bisogno della Parola di Dio. Quindi, dobbiamo applicarci alla lettura della Parola.

Per chi ha un ruolo di guida nella chiesa, è anche estremamente importante applicarsi alla lettura pubblica della Parola. La chiesa ha grande bisogno di conoscere sempre di più la Parola di Dio. E perciò, coloro che guidano la chiesa devono impegnarsi a esporre sempre davanti alla chiesa la Parola. La chiesa deve conoscere la Bibbia per essere ripiena della verità di Dio, in modo da potersi edificare gli uni con gli altri. Conoscere la Parola di Dio è fondamentale per potersi edificare gli uni con gli altri.

Vi leggo Romani 15:14, in cui vediamo che la conoscenza, che viene dalla Parola di Dio, è fondamentale per potersi edificare gli uni con gli altri.

“Ora, fratelli miei, io stesso sono persuaso a vostro riguardo, che anche voi siete pieni di bontà, ripieni d’ogni conoscenza, capaci anche di ammonirvi gli uni gli altri.” (Romani 15:14 LND).

È solo quando un credente è pieno di ogni conoscenza, in altre parole, è solidamente fondato nella Parola di Dio, che può ammonire gli altri correttamente. E notate che è anche necessario che uno sia pieno di bontà. Cioè, se c'è solo la conoscenza, senza un cuore di bontà, quella conoscenza verrà usata per il male, e non per il bene.

Quindi, ogni credente deve applicarsi personalmente alla lettura della Bibbia, e chi ha un ruolo di guida nella chiesa deve impegnarsi a guidare la chiesa nella lettura della Bibbia. Dobbiamo fondare tutto su quello che Dio ci dichiara dalla Parola di Dio. La chiesa appartiene a Gesù Cristo, non a noi. Essendo la Sua Chiesa, dobbiamo conoscere quello che Egli ci dice nella Parola. Solo così possiamo camminare in ubbidienza a Lui.

A livello pratico, questo vuol dire che ogni credente dovrebbe avere un immenso impegno nell'essere fedele nel leggere e studiare la Parola di Dio. Leggere la Parola di Dio non è qualcosa che dovremmo fare solo quando abbiamo tempo, piuttosto, dovrebbe essere una delle priorità più grandi della nostra giornata. E similmente, nella chiesa la lettura deve essere una grande priorità.

Applicati all’insegnamento

Poi, Paolo comanda a Timoteo di applicarsi all'esortazione e all'insegnamento. Prima di tutto, una breve spiegazione di cosa sono, e poi consideriamo questi due aspetti importanti della vita cristiana.

“Esortazione” viene dalla parola “paraklesis”, ed è una parola che vuol dire esortare, ammonire, confortare e anche incoraggiare. È un modo di parlare che può spronare e può anche confortare, secondo il bisogno e come viene usato.

La parola “insegnamento” vuol dire semplicemente spiegare qualcosa in modo da farne capire il senso. Effettivamente, in ordine, ci sarebbe prima l'insegnamento e poi l'esortazione. Prima di tutto i credenti devono capire correttamente la Parola di Dio, e poi, devono essere spronati ad ubbidire e camminare secondo la verità che hanno capito. Perciò, consideriamo prima di tutto l'insegnamento, e poi l'esortazione.

La parola “insegnamento” indica la spiegazione descrittiva che serve affinché gli ascoltatori capiscano correttamente quello che il brano dice. Grazie a Dio, chi legge la Bibbia con cura può già capire moltissimo di quello che legge da solo. La Bibbia non è un libro misterioso, riservato a pochi. La Bibbia non è soggetta a tante interpretazioni, piuttosto, nel leggerla con un cuore umile, il suo senso principale è chiaro a tutti. Però, è anche vero che ci sono brani e passi più difficili da capire, e un insegnamento chiaro può rendere molto più facile capire quello che la Bibbia ci dichiara.

È importante ricordare che Cristo stesso ha dato uomini per insegnare nella Chiesa. Per esempio, in Efesini 4:11,12, parlando di Cristo, vediamo che è stato Egli stesso a dare alla Chiesa pastori e dottori, che sono coloro che oggi insegnano la Parola. Leggo quel brano.

“11 Ed egli stesso ha dato alcuni come apostoli, altri come profeti, altri come evangelisti e altri come pastori e dottori, 12 per il perfezionamento dei santi, per l’opera del ministero e per l’edificazione del corpo di Cristo,” (Efesini 4:11-12 LND).

In Romani 12, leggiamo dei doni spirituali che lo Spirito Santo dà per la cura della Chiesa. Notate che chi ha il dono di insegnare, che viene chiamato nella Bibbia un dottore, deve attendere all'insegnamento, ovvero, impegnarsi con diligenza nell’insegnamento. Leggo Romani 12:7.

“se di ministero, attendiamo al ministero; similmente il dottore attenda all’insegnamento;” (Romani 12:7 LND).

L'insegnamento è estremamente importante per la Chiesa.

In 2Timoteo 2:15 Paolo esorta Timoteo a studiarsi, ovvero impegnarsi grandemente, per condividere rettamente la Parola di Dio, ovvero, insegnarla correttamente. Vi leggo quel versetto.

“Studiati di presentare te stesso approvato davanti a Dio, operaio che non ha da vergognarsi, che taglia rettamente la parola della verità.” (2Timoteo 2:15 LND).

Quanto è importante che chi insegna tagli rettamente la Paola della verità, ovvero, che insegni correttamente quello che dice la Bibbia, e non dica la sua. A proposito, questo è vero anche per ciascuno di noi. Come credenti, non dovremmo mai avere solo la nostra opinione in qualsiasi campo della vita di cui Dio parla. Piuttosto, dovremmo essere attenti a capire quello che dice la Bibbia, e lasciare che quella sia la nostra posizione, anche se contraria a quello che era il nostro pensiero di prima.

Preparare un insegnamento fedele e chiaro richiede un grande impegno, anzi, spesso richiede molta fatica, come leggiamo in 1Timoteo 5:17:

“Gli anziani che esercitano bene la presidenza siano reputati degni di un doppio onore, principalmente quelli che si affaticano nella parola e nell’insegnamento.” (1Timoteo 5:17 LND).

Nel piano di Dio, un anziano che insegna dovrebbe impegnarsi al punto da affaticarsi, perché è un lavoro grande e molto impegnativo insegnare correttamente la Parola di Dio.

1 Timoteo 5:17 ci aiuta a capire qualcosa sull'importanza dell'insegnamento. Dichiara che gli anziani che si affaticano nella Parola e nell'insegnamento sono degni di un doppio onore. In questo contesto, il doppio onore si riferisce ad un sostegno economico. Quando Gesù parla in Marco 7 di onorare i genitori, sta parlando di un sostegno economico. Quindi, è importante capire che l'insegnamento in una chiesa è così importante che quando è possibile, anche al costo di un grande sacrificio da parte di tutti, è utile che la chiesa si impegni a sostenere chi fa un buon lavoro nell'insegnamento, affinché quell'uomo possa dedicarsi ancor di più a questo ministero importante. C'è poco altro che possa aiutare una chiesa quanto l'avere un insegnamento buono e fedele alla Bibbia, svolto con grande cura e impegno. Per rendere questo possibile, è molto utile che la chiesa possa liberare un uomo dal dover lavorare a tempo pieno in un lavoro normale, in modo che egli possa dedicarsi all'insegnamento. Ma notate che questo è detto per chi già fa un buon lavoro nell'insegnamento, e si affatica in esso.

Insegnare bene non è una questione di essere eloquenti, e piacevoli da ascoltare. Insegnare bene vuol dire insegnare fedelmente quello che dice la Parola, in modo chiaro e comprensibile, anziché le parole di un uomo. Insegnare bene vuol dire restare strettamente attaccati a quello che dice la Bibbia, senza cambiare nulla, ma spiegarlo soltanto in modo chiaro per tutti. Si potrebbe dire che insegnare bene è rendere chiaro quello che la Bibbia dice, ed è anche rendere chiaro come applicanore quelle verità alla vita di tutti i giorni.

Paolo comandava a Timoteo di applicarsi al punto di affaticarsi per insegnare fedelmente e chiaramente la Parola di Dio. Preghiamo che Dio ci dia sempre uomini che abbiano questo immenso impegno nell’insegnamento della Parola.

All’esortazione

Oltre all’insegnamento e alla lettura, Timoteo doveva applicarsi anche all’esortazione.

La Parola di Dio non serve solo per riempirci la testa con la conoscenza, ma serve per cambiare, anzi, trasformare le nostre vite. Cioè, la Bibbia non è un libro intellettuale, è il libro di Dio che ci insegna a conoscere Dio affinché possiamo avere fede, e poi, ci insegna come vivere in santità, in modo degno della nostra vocazione. Quindi, mentre l'insegnamento serve per comprendere correttamente la Parola di Dio, l'esortazione serve per spronarci a vivere quello che abbiamo capito.

La Bibbia comprende tantissime esortazioni, perché ci servono. Cioè, non basta solo conoscere la verità, dobbiamo vivere quella verità, e questo vuol dire combattere la nostra carne. L'esortazione è uno strumento importantissimo per aiutarci a combattere la nostra carne, cioè la nostra tendenza naturale a non andare verso la santità. Chi insegna deve anche esortare, nel senso di spronare.

Però, esortare vuol dire anche incoraggiare. Molto spesso, le difficoltà della vita possano schiacciarci, possono scoraggiarci, possono renderci deboli. In questi momenti, quando la nostra fede vacilla, abbiamo bisogno di essere incoraggiati. La parola esortare vuol dire anche questo. Personalmente sono stato incoraggiato tante volte in momenti in cui il mio cuore era pesante o la mia fede debole. E ho visto Dio incoraggiare tanti altri con parole d'incoraggiamento, verità di Dio giuste per quei momenti. Questo è una parte importante dell'esortare.

Quindi, esortare vuol dire sia incoraggiare e confortare, che spronare e stimolare, sempre in base al bisogno.

Quindi, il comandamento di applicarsi all’esortazione vale per ogni uomo che ha cura di una chiesa, e si applica in una certa misura ad ogni credente.

Ogni guida di chiesa deve applicarsi alla lettura della Bibbia, sia per se stesso e pubblicamente per tutti.

Poi, deve impegnarsi ad insegnare attentamente e chiaramente la Parola di Dio, affinché i credenti la conoscano sempre di più in modo corretto. Questo è un grande impegno, e richiede tempo e fatica, ma serve per la cura della preziosa Chiesa di Dio.

E poi, avendo insegnato, deve esortare, sia pubblicamente che a tu per tu. L'esortazione a volte è in forma di incoraggiamento, per chi è scoraggiato. Può servire per confortare chi è abbattuto per i problemi o le difficoltà. Serve anche per spronare chi ha tolto gli occhi da Dio in qualche campo della vita.

Prego che Dio ci dia sempre uomini timorati di Dio, che comprendano l'importanza della Parola di Dio, e che si impegnino al punto di affaticarsi nella lettura, nell’insegnamento, e nell’esortazione, per l'edificazione della Chiesa.

Notate che Paolo dice a Timoteo di fare questo finché Paolo non venga. Così, Paolo esorta Timoteo a rimanere fedele a questo. Non doveva trascurare questo ministero. Doveva continuare fedelmente in questo impegno finché non fosse arrivato Paolo per mandarlo in un'altra missione.

È importante per ogni uomo di Dio il rimanere fedele alla sua chiamata, per tutta la vita, finché Dio stesso non lo tolga dal ministero che gli ha dato. Il nostro incarico come uomini di Dio è di fortificare e preparare ogni credente che Dio ci ha dato da curare, per preparare ogni uomo ad essere sempre più conformato all'immagine di Gesù Cristo. Quindi, restiamo fedeli, in quello che Dio ci ha dato da fare.

Ricordate che è importante per ogni chiesa, per quanto è possibile, impegnarsi per poter avere uno o più uomini fedeli che possano dedicarsi a tempo pieno a questo ministero importante.

Non trascurare il dono

Arriviamo ora al versetto 14, in cui Paolo esorta Timoteo a non trascurare il suo dono spirituale. Leggiamo questo versetto, e poi consideriamo come possiamo applicare questa verità a noi.

“14 Non trascurare il dono che è in te, che ti è stato dato per profezia, con l’imposizione delle mani da parte del collegio degli anziani.” (1Timoteo 4:14)

Questo brano è un buon esempio dell'importanza di capire che non tutto quello che succedeva nella Bibbia si ripete oggi. In tutta la Bibbia, vediamo tantissimi avvenimenti che non sono più esempi di come Dio opera oggi. Dio ha operato in modi diversi in tutto il periodo della Bibbia. Per esempio, nell'Antico Testamento, nella lunga storia di Israele, fu solamente nel brevissimo periodo della vita di Mosè e poi di Elia e di Eliseo che Dio operò miracoli tramite uomini. Quindi era una cosa estremamente rara nella storia di Israele. Certamente, Dio è sempre capace di compiere miracoli, ma molto raramente lo fa tramite uomini.

Chiaramente, nel periodo dell'Antico Testamento, Dio parlava tramite profeti, sia per guidare il Suo popolo quando ancora non c'era molto della Bibbia, sia per darci la Bibbia. Ma dobbiamo capire che ora abbiamo la Parola di Dio, e Dio non fa più quello che faceva quando non aveva ancora dato tutta la Bibbia.

Nel Nuovo Testamento leggiamo che i miracoli e i segni miracolosi erano dati per confermare la veracità degli apostoli, e questo nel periodo prima che ci fosse il Nuovo Testamento. Ma adesso abbiamo il Nuovo Testamento, e non ci sono più gli apostoli, e perciò, non servono più i miracoli che Dio usava per confermare che erano da Lui.

Quindi, quando leggiamo la Bibbia, non dobbiamo presumere automaticamente che tutto quello che succedeva allora succeda ugualmente oggi. Dio opera in modi diversi in momenti diversi della storia.

Detto questo, possiamo capire che la situazione di Timoteo riguardava il periodo in cui mancava quasi tutto il Nuovo Testamento. Timoteo, come collega dell'apostolo Paolo, aveva ricevuto da Dio un dono spirituale che gli era stato dato per profezia, quando era stato scelto per il ministero. La Bibbia non comanda l’imposizione delle mani, e quindi, possiamo semplicemente comprendere che era qualcosa che si applicava in quel momento, prima che Dio avesse dato il Nuovo Testamento. Cioè, possiamo imporre le mani, ma non dà un poter particolare.

La cosa importante per noi non è il modo in cui Timoteo ha ricevuto il suo dono, ma quello che Paolo dice per quanto riguarda l'importanza di usare quel dono.

Cioè, si può essere così presi dal modo in cui Timoteo ha ricevuto il suo dono da non mettere l'attenzione su quello che è il comandamento in questo versetto. Qua, Paolo comanda a Timoteo di non trascurare il suo dono spirituale. E nemmeno noi dobbiamo trascurare i nostri doni.

Per esempio, lo Spirito Santo dà doni spirituali a tutti per l'utilità comune. In altre parole, Dio ha dato doni spirituali ad ogni credente, e questi doni servono per il bene degli altri. Leggo 1Corinzi 12:7.

“Or a ciascuno è data la manifestazione dello Spirito per l’utilità comune.” (1Corinzi 12:7 LND).

In 1Pietro 4:10,11, impariamo che tutti dobbiamo usare i nostri doni per il bene degli altri. Leggo quel brano.

“10 Ciascuno metta al servizio degli altri il dono che ha ricevuto, come buoni amministratori della multiforme grazia di Dio. 11 Chi parla, lo faccia come se annunciasse gli oracoli di Dio; chi fa un servizio, lo faccia nella forza che gli è fornita da Dio, affinché in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo, a cui appartiene la gloria e il dominio per i secoli dei secoli. Amen.” (1Pietro 4:10-11 LND)

Dobbiamo mettere al servizio degli altri i doni che abbiamo ricevuto. E quindi, come Paolo comanda a Timoteo di non trascurare il dono che aveva ricevuto da Dio, nemmeno noi dobbiamo trascurare i nostri doni. Beata la chiesa in cui tutti i credenti si impegnano ad usare i loro doni per il bene degli altri. Quella chiesa crescerà. Così possiamo crescere noi.

Chiedo a ciascun credente: tu ti impegni ad usare i tuoi doni spirituali? Quando ti trovi con altri credenti, tu cerchi di parlare di quello che potrebbe edificare? Se hai doni di opere, ti impegni ad operare per l’edificazione degli altri? Quanto è importante che ci impegniamo a parlare delle cose di Dio, e agire per la Sua gloria! È anche fondamentale gestire bene il nostro tempo, per avere tempo da poter investire nella vita gli uni degli altri.

Adoperati e dedicati interamente

Passando ora al versetto 15, Paolo continua ad esortare Timoteo a impegnarsi pienamente nel suo ministero. Leggo il versetto 15.

“15 Adoperati per queste cose e dedicati ad esse interamente, affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti.” (1Timoteo 4:15)

Vediamo che Paolo non smette di esortare Timoteo. Qui, esorta Timoteo ad adoperarsi per queste cose e dedicarsi a queste cose interamente. Pensate, se Timoteo, che era il collaboratore dell'apostolo Paolo, aveva bisogno di questo tipo di esortazione, quanto di più noi ne abbiamo bisogno. Quanto facilmente veniamo distratti!

In greco, la parola “adoperati” vuol dire meditare tantissimo su queste cose, cioè pensare costantemente a queste cose. L'espressione “dedicati ad esse” è letteralmente l’imperativo di essere: “sii” in queste cose, ovvero, che esse siano la tua esistenza. Cioè, il nostro essere dovrà essere nelle cose di Dio. Non è solo una parte di chi siamo, non è solo una delle cose che facciamo, ma la vita in Cristo dovrebbe consumarci totalmente.

Perciò, Paolo sta comandando a Timoteo, e onestamente, questo è vero per ogni vero credente, di impegnarsi con tutto il cuore e tutta la mente nelle cose di Dio. Questo non esclude che abbiamo lavori normali, non esclude che curiamo le nostre famiglie. Anzi, la Bibbia ci insegna a fare tutto quello che facciamo alla gloria di Dio. Quindi, in tutto quello che facciamo, dobbiamo farlo pensando a Dio, e per la gloria di Dio. Questo dal lavoro più banale, agli impegni più grandi, a come usiamo il nostro tempo libero. Facciamo tutto per la gloria di Dio, adoperiamoci a questo, e dedichiamoci interamente a vivere per Dio.

Il versetto si conclude con la frase:

“...affinché il tuo progresso sia manifesto a tutti.” (1Timoteo 4:15)

Dobbiamo vivere interamente per Dio, affinché anche il nostro progresso sia manifesto a tutti. Di nuovo, come abbiamo visto in tanti brani, la crescita fa parte della vera salvezza. Se tu non stai crescendo, dovresti essere preoccupato per la tua salvezza. Nello stesso modo in cui non c'è vera vita se non c'è crescita, non c'è vera salvezza se non c'è crescita. Quindi, è importante impegnarci con tutto il nostro cuore per la gloria di Dio, al punto che il nostro progresso nell'essere sempre più conformati all'immagine di Cristo sia manifesto a tutti.

E dovrebbe essere manifesto a tutti. Se tu pensi che è colpa degli altri che non vedono Cristo in te, probabilmente, ti inganni. Se stiamo veramente crescendo, sarà chiaro agli altri. Questo è il punto sottolineato da Paolo.

Questa è la vita che vale, questa è la vita che soddisfa il cuore, una vita in cui stiamo crescendo in Cristo. Incoraggio ciascuno non solo a dire di essere un credente, ma a impegnarsi con tutto il cuore a crescere in questa vita.

Il tuo progresso in Cristo è manifesto a tutti? Se no, ravvediti, cambia direzione della tua vita, finché c’è tempo.

Abbi cura di te stesso e dell’insegnamento

Paolo conclude con un’ulteriore esortazione. In realtà, sta ripetendo le stesse cose più volte. Quello che Paolo sta dicendo è estremamente importante, sia per chi cura una chiesa, che per ogni vero credente. Leggo l'esortazione nel versetto 16.

“16 Abbi cura di te stesso e dell’insegnamento, persevera in queste cose perché, facendo questo, salverai te stesso e coloro che ti ascoltano.” (1Timoteo 4:16)

Paolo comanda a Timoteo di avere grande cura di se stesso e dell'insegnamento. Dobbiamo curare noi stessi spiritualmente. Dobbiamo curare il nostro cammino, dobbiamo curare il nostro cuore, dobbiamo curare le nostre parole, dobbiamo curare i nostri pensieri. Dobbiamo curarci, che vuol dire riconoscere e confessare i nostri peccati, perché essi ci contaminano. Dobbiamo curare noi stessi, e dobbiamo curare l'insegnamento. Questo si applica specificamente a chi insegna. Mai bisogna insegnare con leggerezza, piuttosto dobbiamo insegnare con grande cura.

Ma questo vale anche per chi riceve l'insegnamento. Dobbiamo avere grande cura nel ricevere con cuore gli insegnamenti, e applicarli nella vita.

In più, dobbiamo perseverare in queste cose. Cioè, non basta un grande impegno per un po' di tempo, e poi passiamo a qualcos'altro. Piuttosto, bisogna impegnarci con perseveranza a camminare vicini a Dio, crescendo, e vivendo per la Sua gloria, ora e per tutta la vita, finché non vedremo Gesù Cristo, il nostro Signore!

Paolo dichiara a Timoteo, ed è valido anche per noi, che se noi viviamo così, salveremo sia noi stessi che coloro che ci ascoltano. Non è che noi abbiamo il potere di salvare noi stessi. La salvezza viene da Gesù Cristo. Però, Dio ha scelto di servirSi di noi per proclamare la Parola che porta alla salvezza. Quando proclamiamo fedelmente la Parola, Dio Si servirà della nostra vita e delle nostre parole per portare persone che ci ascoltano alla salvezza. Non dobbiamo mai stancarci di fare il bene, perché nel tempo del Signore ci sarà una raccolta.

Non esiste alcun privilegio o esperienza in tutta la vita, che è minimamente paragonabile ad essere uno strumento nelle mani di Dio per aiutare le persone a conoscere Gesù Cristo è la salvezza in Lui. Possiamo essere strumenti quando parliamo delle cose di Dio, e quando assistiamo coloro che parlano.

Oh. che possiamo tutti avere la gioia di essere strumenti nelle mani di Dio a portare altre persone alla salvezza!

Conclusione

Quindi, io prego che noi prendiamo a cuore queste esortazioni, per vivere in un modo degno della chiamata che abbiamo ricevuto. Prego che usiamo i nostri doni spirituali con costanza, e prego che cresciamo con costanza, al punto che il nostro progresso sia manifesto a tutti.