Aiuto Biblico

La Volontà di Dio per noi

1 Timoteo 6:1-11

Sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org, per 7 dicembre, 2014, --- cmd es –
Descrizione: Una vita benedetta è una vita vissuta seconda la volontà di Dio. In 1Timoteo 6, Paolo ci insegna la volontà di Dio in vari campi della vita.
Parole Chiave: schiavi, come comportarci con padroni, con dattori di lavoro.

Audio:

Nell’ultimo sermone, abbiamo parlato di come pregare. Usando la preghiera di Paolo per i credenti in Colossesi 1, abbiamo visto l'importanza di pregare per intelligenza spirituale, per conoscere la volontà di Dio, in modo da vivere dando piacere a Dio, in modo degno del Signore, portando frutto in ogni buona opera.

È fondamentale pregare per poter conoscere la volontà da Dio. Però, non basta solo pregare. La conoscenza della volontà di Dio arriva principalmente tramite lo studio della Parola di Dio. Cioè, Dio risponde alla preghiera di conoscere di più la sua volontà aprendoci gli occhi mentre studiamo la sua Parola.

Oggi, vorrei considerare un brano in 1Timoteo 6, che ci insegna la volontà di Dio per noi in vari campi della vita.

Paolo scrisse questa epistola a Timoteo per spiegare a lui come mettere le cose in ordine nella giovane chiesa ad Efeso. I credenti là avevano bisogno di insegnamento per capire come vivere. Le istruzioni per loro valgono anche per noi.

Quindi, consideriamo la prima parte di questo capitolo, per conoscere come vivere in questo mondo, mentre aspettiamo Cristo.

Come comportarci con coloro che sono sopra di noi

Il primo insegnamento di questo capitolo riguarda il nostro comportamento con coloro che sono sopra di noi. Il brano è indirizzato ai schiavi, e come dovevano comportarsi con i loro padroni. Oggi, dove viviamo noi, non esiste schiavitù. Però, abbiamo tutti persone nella nostra vita che hanno qualche autorità su di noi. Quindi, i principi in questo brano valgono per ognuno di noi.

Seguite, 1Timoteo 6, mentre leggo.

“1 Tutti coloro che sono sotto il giogo della schiavitù reputino i loro padroni degni di ogni onore, perché non vengano bestemmiati il nome di Dio e la dottrina. 2 Quelli poi che hanno padroni credenti non li disprezzino perché sono fratelli, ma li servano ancora meglio, perché coloro che ricevono il beneficio del loro servizio sono credenti e carissimi. Insegna queste cose ed esorta a praticarle.

Quelli che hanno padroni non credenti

Prima di tutto, Paolo ci insegna come trattare le persone sopra di noi che NON sono credenti.

Tenete conto che questo vuol dire che non temono Dio.

Possono essere ingiusti, cattivi. Anzi, spesso saranno egoisti e ingiusti. Spesso possono trattarci in modo ingiusto, o con cattiveria.

Notate quello che Pietro dichiara in 1Pietro 2

“Servi, siate con ogni timore sottomessi ai vostri padroni, non solo ai buoni e giusti, ma anche agli ingiusti,” (1Pietro 2:18 LND)

Quindi, il comandamento che Dio ci dà tramite Paolo comprende tutte le autorità nella nostra vita, anche quelle che sono ingiuste e cattive. Leggo ancora 1Timoteo 6:1, per capire come dovremmo comportarci.

“1 Tutti coloro che sono sotto il giogo della schiavitù reputino i loro padroni degni di ogni onore, perché non vengano bestemmiati il nome di Dio e la dottrina.

Dobbiamo reputarli degni di ogni onore!

Ogni onore: non solo non dobbiamo trattarli male, ma dobbiamo trattarli con ogni onore, cioè con grande onore. Dobbiamo trattarli con grande rispetto, nel modo di agire e parlare CON loro, e nel modo di agire riguardo a loro, quando non ci sono.

Motivo: il motivo per cui Dio ci comanda di mostrargli ogni onore è perché se non mostriamo ogni onore, il nome e la dottrina di Dio saranno bestemmiati. La nostra testimonianza sarà danneggiata.

Quando noi ci comportiamo nella carne, il nome di Dio sarà bestemmiato a causa nostra. Se noi ci comportiamo nella carne, questo porta obbrobrio o disprezzo al nome di Dio.

Quindi, è un grave peccato comportarci nella carne. È un grave peccato avere amarezza nei confronti di coloro che sono sopra di noi, anche se sono ingiusti con noi. Dobbiamo fidarci del fatto che Dio è sovranamente in controllo.

Quando noi diamo spazio alla carne, porta le persone a vedere Dio in una brutta luce.

Quindi, dobbiamo mostrare grande rispetto a coloro che hanno autorità su di noi che non sono credenti.

Quelli che hanno padroni credenti

Poi Paolo passa a parlare di come dobbiamo comportarci con coloro che sono in autorità su di noi che sono credenti.

Tendenza nella carne: pensare che visto che sono credenti, si può fare meno, e non si arrabbieranno. Cioè, nella carne, saremo tentati a cercare di approfittare del fatto che sono credenti.

Paolo ci insegna che questo è totalmente sbagliato.

2 Quelli poi che hanno padroni credenti non li disprezzino perché sono fratelli, ma li servano ancora meglio, perché coloro che ricevono il beneficio del loro servizio sono credenti e carissimi. (1Tiimoteo 6:2)

Anziché fare meno, dovremmo fare il nostro meglio per loro, cercando di portare il massimo beneficio possibile a loro.

Identificarci con loro, desiderare il loro bene.

Come un tifoso desidera che la sua squadra giochi bene, così chi ha un padrone credente dovrebbe avere lo stesso cuore.

L'incarico di Timoteo

Alla fine del versetto, Paolo dà un esortazione a Timoteo. Tenete in mente che Paolo aveva già ordinato questo cose, ora, esorta Timoteo specificamente, e questa esortazione vale per tutte le guide di chiesa. Leggo la fine del versetto 2.

Insegna queste cose ed esorta a praticarle.

Bisogna insegnare queste cose. Non saranno apprezzate, ma bisogna assolutamente insegnare queste cose. Inoltre, bisogna esortare a praticare queste cose. Non sono dottrine di solo sapere, sono dottrine da vivere, da mettere in pratica. Sarebbe assurdo conoscere la volontà di Dio e non praticarla. Come conoscere la medicina giusta e non prenderla.

Ognuno di noi: considera la propria vita, i propri rapporti. Viviamo così?

Tu stai reputando di ogni onore le persone nella tua vita che hanno autorità su di te? Questo è il modo che dobbiamo vivere.

Come trattare chi insegna errori

Ora, Paolo passa a cosa fare con le persone che insegnano dottrine sbagliate, non conformi alle verità di Dio. Oggi, come da sempre, ci sono tanti, tanti falsi insegnanti. Oggi, ci sono falsi insegnanti nelle chiese, tramite libri, e in Internet. Come dobbiamo agire con chi insegna una dottrina sbagliata?

Leggo dal versetto 3.

3 Se uno insegna una dottrina diversa e non si attiene alle sane parole, quelle del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, 4 è gonfio e non conosce nulla, ma ha un interesse morboso in questioni e dispute di parole, da cui nascono invidia litigi, maldicenze, cattivi sospetti, 5 vane dispute di uomini corrotti nella mente e privi della verità che stimano la pietà essere fonte di guadagno, da costoro separati.

Come riconoscere falsa dottrina

Notiamo una descrizione di questo tipo di dottrina (v.3)

3 Se uno insegna una dottrina diversa e non si attiene alle sane parole, quelle del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà,

Si può riconoscere una dottrina sbagliata perché non si attiene alle sane parole di Cristo Gesù. Questo comprende sia le parole insegnate direttamente da Cristo, sia le sue parole che dopo la risurrezione lo Spirito Santo ha poi insegnato ai suoi Apostoli.

Qualunque dottrina che è diversa da quella che abbiamo nella Bibbia è da evitare totalmente.

Un altro metro: se un dottrina non è secondo pietà, non è a Dio. In altre parole, se una dottrina non produce una vita di santità, di riverenza nei confronti di Dio, c'è qualcosa che non va con quella dottrina.

Vediamo questo spesso quando vediamo persone che vogliono insegnare una dottrina con grande forza e insistenza, però, la loro vita non è una vita di pietà, di santità, di riverenza verso Dio. Ogni volta che una dottrina non promuove la pietà, c'è qualcosa che non va.

Paolo descrive queste persone

Notiamo Come Paolo descrive queste persone. Rileggo il versetto 3, e poi leggiamo il versetto 4.

4 è gonfio e non conosce nulla, ma ha un interesse morboso in questioni e dispute di parole, da cui nascono invidia litigi, maldicenze, cattivi sospetti, 5 vane dispute di uomini corrotti nella mente e privi della verità che stimano la pietà essere fonte di guadagno,

Paolo condanna duramente queste persone. Questo non è strano. In realtà, nella Bibbia, troviamo che quando uno insegna cose false, e svia le pecore di Dio, viene condannato duramente.

Dio è tenero con le pecore, ma è severo con coloro che le guidano male.

Notiamo la descrizione qua di queste persone:

gonfio: innalza se stesso, fiero del fatto che conosce quello che egli crede di essere la dottrina giusta.

non conosce nulla: non conoscono le verità di Dio, focalizzano sui loro discorsi.

un interesse morboso in questioni e dispute: vuole discutere, non vuole conoscere la verità. Problema di cuore, orgoglio.

Da cui nascono: l'insegnamento sbagliato e il discorso di queste persone producono invidia, litigi, maldicenze, cattivi sospetti, vane dispute. Sono come veleno nella vita di chiunque passa tempo con loro.

Leggo ancora una parte di come Paolo descrive questi uomini.

“vane dispute di uomini corrotti nella mente e privi della verità che stimano la pietà essere fonte di guadagno, da costoro separati.” (1Timoteo 6:5 LND)

Uomini corrotti nella mente, privi di verità. I loro pensieri non sono puri. Possono essere pastori o insegnanti, anzi, se insegnano cose sbagliate, quasi sempre porteranno il nome di Cristo. Però, la loro mente è corrotta.

Sono privi della verità. Insegnano nel nome di Dio, ma non hanno la verità in loro. Non sono veramente salvati.

Pietro descrive uomini così in 2Pietro 2:12.

“12 Ma costoro, come bestie irragionevoli, per natura generate ad essere prese e distrutte, parlano male delle cose che non conoscono e nella loro corruzione saranno annientati, ricevendo così il salario della loro malvagità.” (2Pietro 2:12 LND)

Tornando al nostro brano, leggiamo che queste persone stimano la pietà esser fonte di guadagno: Credono di poter arricchirsi tramite le cose del Signore. Non hanno vera pietà, perché, danno l'apparenza della pietà, e la usano per approfittare delle cose terrene.

Questa è una descrizione di quello che vediamo dappertutto intorno a noi.

Come fare con persone così

Come bisogna agire con persone così? Paolo spiega a Timoteo cosa fare nel versetto 5.

v.5 da costoro separati.

Non discutere, non litigare, non sprecare tempo. Concentra su investire in chi è aperto alle verità di Dio. Separati. Non avere a che fare. Non sprecare tempo, non entrare in lunghi discorsi. Separati, così puoi concentrare su compiere la volontà di Dio.

Simile a Tito 3:9-11

“9 Ma evita le discussioni stolte, le genealogie, le contese e le dispute intorno alla legge, perché sono inutili e vane. 10 Evita l’uomo settario, dopo una prima e una seconda ammonizione, 11 sapendo che un tale è pervertito e pecca, condannandosi da se stesso.” (Tito 3:9-11 LND)

Bisogna evitare uomini così, separarsi da loro. Questo comandamento comprende la scomunica dalla chiesa, quando uno continua nella sua via di false dottrine.

In 1Timoteo 1:1, Paolo aveva spiegato a Timoteo quello che doveva insegnare nella chiesa. Ve lo leggo, da 1Timoteo 1:3-7. Notate che qua, la prima cosa che Timoteo doveva fare era cercare di fermare coloro che insegnavano dottrine sbagliate.

“3 Come ti esortai quando andai in Macedonia, rimani in Efeso per ordinare ad alcuni di non insegnare dottrine diverse, 4 e di non occuparsi di favole e di genealogie senza fine, le quali producono controversie piuttosto che l’opera di Dio, che è fondata sulla fede. 5 Ora il fine del comandamento è l’amore, che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta. 6 Alcuni, essendosi sviati da queste cose, si sono rivolti a discorsi vani e, 7 volendo essere dottori della legge, non comprendono né le cose che dicono né quelle che affermano.” (1Timoteo 1:3-7 LND)

Più in avanti, in 1Timoteo 4, Paolo ordina Timoteo a non avere a che fare con questi discorsi.

“Schiva però le favole profane e da vecchie, ma esercitati nella pietà,” (1Timoteo 4:7 LND)

Vari anni dopo: Paolo comanda a Timoteo la stessa cosa,

“Evita inoltre le discussioni stolte e insensate, sapendo che generano contese.” (2Timoteo 2:23 LND)

In 2Timoteo 2:14, Paolo comanda a Timoteo quello che doveva insegnare nelle chiese:

“Ricorda loro queste cose, scongiurandoli davanti al Signore a non fare vane dispute di parole che non giovano a nulla, ma sono deleterie per coloro che ascoltano” (2Timoteo 2:14 LND)

Vediamo quanto è importante evitare discorsi così. Quindi, dobbiamo separarci da chi insegna dottrine sbagliate, dottrine che non promuovono la pietà.

Si riconosce questo, per esempio, quando uno è fissato su una certa dottrina, in modo sproporzionato da come viene presentato nella Bibbia. Questo non promuove la pietà.

Tanti esempi: numeri, certe profezie, enfasi sullo Spirito Santo molto più che nella Bibbia, enfasi su demoni, lingue, tante altre cose. Un modo di riconoscere uno che insegna cose false è che spesso, mette molto più enfasi su quel argomento di quanto la Bibbia mette. Tende poi a non avere Gesù Cristo al centro del suo insegnamento.

Dobbiamo stare in guardia, per non permettere a falsi insegnanti ad influenzarci.

Essere Contenti

Iniziando nel v.6, Paolo parla di un discorso importante per ogni credente. In questi versetti, parla dell'importanza per un vero credente di essere contento nella condizione in cui si trova. Questo è un discorso estremamente importante. Questo insegnamento è l'antidoto alla nostra tendenza carnale di lamentarci.

Prima di leggere il vesetto 6, qualche commento sulla parola “pietà”, che Paolo ha già menzionato nei vv.3,5. Rileggo quei versetti.

“3 Se uno insegna una dottrina diversa e non si attiene alle sane parole, quelle del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, 4 è gonfio e non conosce nulla, ma ha un interesse morboso in questioni e dispute di parole, da cui nascono invidia litigi, maldicenze, cattivi sospetti, 5 vane dispute di uomini corrotti nella mente e privi della verità che stimano la pietà essere fonte di guadagno, da costoro separati.” (1Timoteo 6:3-5 LND)

Una dottrina falsa non è secondo pietà. Vera dottrina sempre produce una vita di pietà, ovvero, santità.

Poi, uomini falsi stimano la pietà fonte di guadagno.

Pietà: vuol dire essere pio, devoto. Uno che è pio, santo, e molto devoto a Dio, quindi, cammina in santità, vive per Dio in ogni aspetto della vita. Descrive una persona molto riverente in ogni aspetto della sua vita.

Descrive una vita di santità, una vita dedicata a Dio.

La pietà è una qualità che deve essere centrale nella vita di ogni vero credente. Tenendo in mente la pietà, leggiamo i versetti 6-10.

6 Ora la pietà è un mezzo di grande guadagno, quando uno è contento del proprio stato. 7 Non abbiamo infatti portato nulla nel mondo, ed è chiaro che non possiamo portarne via nulla, 8 ma quando abbiamo di che mangiare e di che coprirci, saremo di questo contenti. 9 Ma coloro che vogliono arricchirsi cadono nella tentazione, nel laccio e in molte passioni insensate e nocive, che fanno sprofondare gli uomini nella rovina e nella distruzione. 10 L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali e, per averlo grandemente desiderato, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti dolori.

Una vita di pietà sarà una vita in cui siamo contenti con quello che abbiamo.

Quanto è importante essere contenti con quello che abbiamo. Viviamo in un mondo che incoraggia la scontentezza, infatti, l'economia del mondo dipende dal fatto che le persone siano scontenti, e vogliono sempre di più. Molto spesso, il motivo per cui si compera qualcosa non è perché serve, ma perché c'è voglia di qualcosa di nuovo, e scontentezza con quello che abbiamo.

Pensa: attrezzi, vestiti, gioielli, e tanto di più. Spesso, vogliamo qualcosa perché è più nuovo o più bello di quello che abbiamo. Spesso, si prende molto tempo pensando alle cose che desideriamo.

Paolo ci fa ricordare che non abbiamo portato niente nel mondo. Siamo nati nudi, senza niente. Quando moriremo, lasceremo tutto.

Che assurdità aver voglia per tante cose. Perderemo tutto.

Quando abbiamo di che nutrirci e di che coprirci, di questo saremo contenti.

Nutrirci: abbastanza da mangiare. Non necessariamente cibi preferiti, ma adeguati. Con quello dobbiamo essere contenti.

Coprirci: bastano abbastanza vestiti per tenerci caldi e coperti, e un tetto per tenerci asciutti e caldi nell’inverno.

Si tratta del minimo che serve. Non la moda, non bellezza. Se abbiamo quel minimo, dobbiamo essere contenti, perché i nostri cuori sono rivolti a veri tesori.

Non è peccato avere qualcosa che ci piace. Però, dovremmo essere contenti con quello che abbiamo. Non dobbiamo vivere per avere di più. Non dobbiamo essere scontenti perché non abbiamo questo o quel altro. Quella scontentezza rivela un cuore che non ha Cristo come tesoro.

Colossesi 3:1-4 descrive il cuore di avere.

“1 Se dunque siete risuscitati con Cristo, cercate le cose di lassù, dove Cristo è seduto alla destra di Dio. 2 Abbiate in mente le cose di lassù, non quelle che sono sulla terra, 3 perché voi siete morti e la vostra vita è nascosta con Cristo in Dio. 4 Quando Cristo che è la nostra vita apparirà, allora anche voi apparirete con lui in gloria.” (Colossesi 3:1-4 LND)

La chiave per essere contenti con quello che abbiamo non è di essere duri con noi stessi (non devo desiderare, non devo desiderare), piuttosto è di tenere gli occhi fissati sul nostro tesoro celeste.

Dove guardiamo determina quanto siamo contenti.

Descrizione della scontentezza, il danno che provoca:

Nei versetti 9-10, Paolo descrive come la scontentezza, nella forma del desiderio di avere di più, porta alla rovina. Leggo quei versetti.

9 Ma coloro che vogliono arricchirsi cadono nella tentazione, nel laccio e in molte passioni insensate e nocive, che fanno sprofondare gli uomini nella rovina e nella distruzione. 10 L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali e, per averlo grandemente desiderato, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti dolori. (1Timoteo 6:9,10)

Notate dove il desiderio di avere di più porta: alla rovina e distruzione. È la radice di tutti i mali: ogni tipo di male.

Notate anche che alcuni credenti hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti dolori a causa della loro avidità.

Il peccato promette belle cose, ma porta grandi danni. Dobbiamo combattere questo peccato, non guardando alle cose che non dobbiamo desiderare, ma, guardando a Cristo.

Guardiamo anche il danno che il desiderio per cose produce, sopratutto, danni spirituali.

La Vita di un Vero Credente 11,12

Dopo questi avvertimenti, e insegnamenti, Paolo arriva a descrivere come un vero uomo di Dio, e vale anche per una donna di Dio, dovrebbe vivere. Questa è la vera vita cristiana. Leggiamo i versetti 11 e 12.

11 Ma tu, o uomo di Dio, fuggi queste cose e procaccia la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la pazienza e la mansuetudine. 12 Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna, alla quale sei stato chiamato e per cui hai fatto la buona confessione di fede davanti a molti testimoni.

Fuggi queste cose:

Non dobbiamo solo cercare di peccare meno, dobbiamo fuggire queste cose, dobbiamo fuggire ai vari peccati elencati qua, e anche altri peccati elencati in altri brani. Infatti, in 2Timoteo 2, Paolo scrive a Timoteo:

“22 Or fuggi le passioni giovanili, ma persegui la giustizia, la fede, l’amore e la pace con quelli che con cuore puro invocano il Signore. 23 Evita inoltre le discussioni stolte e insensate, sapendo che generano contese.” (2Timoteo 2:22-23 LND)

Dobbiamo fuggire quello che è peccato, correre via. Ricordate che in Egitto, Giuseppe fuggiva dalla moglie di Potifar.

Infatti, in tanti casi, anziché combattere i peccati, dobbiamo fuggire dai peccati.

Fuggire indica un certo timore. Infatti, se siamo onesti, dobbiamo riconoscere che siamo ben capaci a cadere nel peccato. Dobbiamo avere timore di cadere nel peccato, e perciò, fuggire il pericolo.

Un uomo coraggioso ha timore davanti ai pericoli. Piuttosto l'uomo stolto non ha timore quando dovrebbe avere timore.

Dobbiamo avere timore di cadere, e così, fuggire queste cose.

Esempi: evitare discorsi vani. Evitare la compagnia sbagliata. Evitare di guardare programmi o siti che possono tentarci. Evitare di leggere le cose sbagliate.

Efesini 5:3-7,11,12

“3 Ma come si conviene ai santi, né fornicazione, né impurità alcuna, né avarizia siano neppure nominate fra di voi; 4 lo stesso si dica della disonestà, del parlare sciocco e della buffoneria, le quali cose sono sconvenienti, ma piuttosto abbondi il rendimento di grazie. 5 Sappiate infatti questo: nessun fornicatore o immondo o avaro, il quale è un idolatra, ha alcuna eredità nel regno di Cristo e di Dio. 6 Nessuno vi seduca con vani ragionamenti, perché per queste cose viene l’ira di Dio sui figli della disubbidienza. 7 Non siate dunque loro compagni.” (Efesini 5:3-7 LND)
“11 E non partecipate alle opere infruttuose delle tenebre, ma piuttosto riprovatele, 12 perché è persino vergognoso dire le cose che si fanno da costoro in segreto.” (Efesini 5:11-12 LND)

Dio ci insegna a tenerci lontani dai peccati che riempiono il mondo intorno a noi.

Notiamo Salmo 1, una descrizione di come vive l'uomo beato.

“1 Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori, 2 ma il cui diletto è nella legge dell’Eterno, e sulla sua legge medita giorno e notte.” (Salmo 1:1-2 LND)

Per essere beati, dobbiamo evitare, ovvero fuggire, dai peccati intorno a noi.

Quindi, dobbiamo fuggire il peccato. Peccati della carne. Peccati dell'orgoglio, evitando le situazioni che ci tentano ad avere orgoglio. Fuggire tentazioni di desiderare le cose materiali, evitando di riempire la testa con pubblicità o quello che ci attira. Fuggire tentazioni di fare pettegolezzi, evitando le persone che ci tentano in questo. Fuggire da programmi o siti che ci tentano. Fuggire dalla lettura sbagliata. Fuggire dalla compagnia sbagliata.

E procaccia la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la pazienza e la mansuetudine.

Proseguiamo il brano. Non solo dobbiamo fuggire il peccato, ma dobbiamo fare anche il contrario, dobbiamo procacciare, ovvero perseguitare, correre dietro, le cose giuste. Leggiamo il versetto 11.

“Ma tu, o uomo di Dio, fuggi queste cose e procaccia la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la pazienza e la mansuetudine.” (1Timoteo 6:11 LND)

Procacciare: solitamente tradotto: perseguitare. Correre dietro cercando di prendere. Come un soldato cerca di prendere il prigioniero che corre via. Immenso impegno, con tutta la forza, totalmente focalizzato su quello.

Cosa da procacciare:

la giustizia: un comportamento totalmente corretto con tutti gli uomini. Assolutamente onesto e corretto nel modo di comportarci con gli altri.

La pietà: riverenza, timore di Dio. Atteggiamento di cuore, che poi cambia il nostro comportamento esterno.

La fede: camminare per fede in Dio, non quello che vediamo intorno.

l'amore: amore per gli altri, come Dio ama noi.

la pazienza: sopportare le difficoltà, le ingiustizie.

la mansuetudine: avere pace, fidandoci della provvidenza di Dio.

Oh, che possiamo vivere così! Oh, che possiamo fuggire il peccato, e procacciare la vita di santità a cui siamo stati chiamati. Questo è il modo di dimorare in Cristo, per avere la sua gioia.

Questo è il modo di fare la volontà di Dio, per avere una vita piena di frutto in ogni opera buona. Questo è il modo di vivere alla gloria di Dio.

Conclusione

Vorrei concludere rileggendo questo brano. In questo brano, abbiamo capito più della volontà di Dio. Prego che vivremo così.

“1 Tutti coloro che sono sotto il giogo della schiavitù reputino i loro padroni degni di ogni onore, perché non vengano bestemmiati il nome di Dio e la dottrina. 2 Quelli poi che hanno padroni credenti non li disprezzino perché sono fratelli, ma li servano ancora meglio, perché coloro che ricevono il beneficio del loro servizio sono credenti e carissimi. Insegna queste cose ed esorta a praticarle. 3 Se uno insegna una dottrina diversa e non si attiene alle sane parole, quelle del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, 4 è gonfio e non conosce nulla, ma ha un interesse morboso in questioni e dispute di parole, da cui nascono invidia litigi, maldicenze, cattivi sospetti, 5 vane dispute di uomini corrotti nella mente e privi della verità che stimano la pietà essere fonte di guadagno, da costoro separati. 6 Ora la pietà è un mezzo di grande guadagno, quando uno è contento del proprio stato. 7 Non abbiamo infatti portato nulla nel mondo, ed è chiaro che non possiamo portarne via nulla, 8 ma quando abbiamo di che mangiare e di che coprirci, saremo di questo contenti. 9 Ma coloro che vogliono arricchirsi cadono nella tentazione, nel laccio e in molte passioni insensate e nocive, che fanno sprofondare gli uomini nella rovina e nella distruzione. 10 L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali e, per averlo grandemente desiderato, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti dolori. 11 Ma tu, o uomo di Dio, fuggi queste cose e procaccia la giustizia, la pietà, la fede, l’amore, la pazienza e la mansuetudine. 12 Combatti il buon combattimento della fede, afferra la vita eterna, alla quale sei stato chiamato e per cui hai fatto la buona confessione di fede davanti a molti testimoni.” (1Timoteo 6:1-12 LND)