Chi era Tito?
Oggi vogliamo iniziare a studiare l’epistola di Paolo a Tito. Ma prima di iniziare voglio prendere un po’ di tempo per considerare e avere in mente qualcosa che facilmente ignoriamo. Chi era Tito? Quale cuore aveva? In quale situazione si trovava? E perché Paolo gli ha scritto un’epistola? Considerare tutto questo, perché ci aiuterà ad afferrare meglio quello che stiamo per studiare, ed anche perché in Tito troviamo un buon esempio per noi, da imitare.
Come possiamo capire di più di Tito? Semplicemente, studiando quello che Dio ci ha rivelato nella sua Parola. Allora, in realtà, nella Bibbia non troviamo molto che riguarda di Tito. Non sappiamo molto di lui. Ma quello che possiamo trovare nella Parola di Dio ci è più che sufficiente per avere una buona idea di chi era Tito. Il resto, non importa.
Dio, nella sua Parola, ci ha dato tutto quello che ci serve, e se non ci ha detto di più di Tito vuol dire che non è importante per noi. Perciò, non dovremmo neanche farci spingere dalla curiosità e perdere tempo a cercare di indovinare come sarebbe stata la sua vita, o la sua famiglia, e tutto quello che non è chiaro dalla Bibbia. Dio ci ha già rivelato tutto quello che ci è utile e importante per la nostra crescita. Per il resto, fidiamoci di Dio e non perdiamo tempo cercando di capire. Piuttosto, applichiamoci a meditare e mettere in pratica quello che è chiaro.
Questo vale per tutto quello che riguarda la Bibbia. Dove Dio ha scelto di non darci dettagli, non dobbiamo fare speculazioni o tirare a indovinare. Se Dio non ci ha detto qualcosa vuol dire che non ci serve, e possiamo fidarci di Lui in questo.
Però, per quanto riguarda Tito, ci sono varie cose che possiamo capire, e quindi voglio considerare con voi, dalla Bibbia, quello che possiamo sapere di Tito. Chi era questo uomo a cui Paolo ha scritto questa epistola?
Tito viene menzionato più volte nel Nuovo Testamento, quindi voglio passare in rassegna vari brani in cui leggiamo di Tito.
Galati 2:1-3 – Tito era greco
Per iniziare, in Galati 2:1-3 leggiamo che Tito non era giudeo. Era greco, ma Dio lo aveva salvato. Ve lo leggo. È Paolo che scrive, e dice:
“1 Poi, dopo quattordici anni, salii di nuovo a Gerusalemme con Barnaba, prendendo con me anche Tito. 2 Or vi salii per rivelazione ed esposi loro l’evangelo che io predico fra i gentili, ma lo esposi privatamente a coloro che godevano maggior credito, perché non corressi, o non avessi corso invano. 3 Ma neppure Tito che era con me, benché fosse Greco, fu costretto a farsi circoncidere.” (Galati 2:1-3 LND)
È importante capire che Tito era greco, non era giudeo, e quindi, non era circonciso. Ma questo non era un problema.
2Corinzi 2:12-13 – Un cuore per il Regno di Dio
Poi, in 2Corinzi 2 Paolo parla di quando era arrivato a Troas, dove era previsto che si incontrasse con Tito. Tito era stato dai Corinzi dopo che Paolo aveva scritto loro la sua prima epistola, 1Corinzi. Se vi ricordate, con quell’epistola Paolo aveva ripreso i Corinzi per il loro peccato. Perciò, Paolo aspettava di sentire da Tito novità dalla chiesa dei Corinzi. Vi leggo 2Corinzi 2:12-13.
“12 Ora, quando giunsi a Troas per l’evangelo di Cristo e mi fu aperta una porta nel Signore, 13 non ebbi alcuna requie nel mio spirito, per non avervi trovato Tito, mio fratello; perciò, congedandomi da loro, me ne andai in Macedonia.” (2Corinzi 2:12-13 LND)
Arrivato a Troas, Paolo non vi ha trovato Tito, e questo non gli dava pace. Quindi, ha proseguito per la Macedonia. Dio stava gestendo tutto in modo perfetto. In Macedonia avrebbero dovuto subire tanta afflizione, e Dio aveva programmato che Tito li avrebbe trovati là e sarebbe stato un grande incoraggiamento per loro. Infatti, in 2Corinzi 7:5-7 Paolo scrive:
“5 Da quando infatti siamo arrivati in Macedonia, la nostra carne non ha avuto requie alcuna, ma siamo stati afflitti in ogni maniera: combattimenti di fuori, paure di dentro. 6 Ma Dio, che consola gli umiliati, ci ha consolati con la venuta di Tito, 7 e non solo con la sua venuta, ma anche con la consolazione da lui ricevuta tra di voi; egli ci ha riferito della vostra bramosia, del vostro pianto e del vostro zelo per me, per cui mi sono ancor più rallegrato,” (2Corinzi 7:5-7 LND)
Tito era stato dai Corinzi, vedendo il loro ravvedimento di cuore dopo la riprensione di Paolo, ed era tornato per riferire a Paolo la situazione là. Dio si è servito di lui per incoraggiare Paolo e gli altri.
Cosa notiamo qua di Tito? Tito era uno stretto collaboratore di Paolo, e aveva un cuore per l’opera di Dio. Infatti, qualche versetto più avanti, dal v13 leggiamo:
“13 Perciò noi siamo stati consolati a motivo della vostra consolazione e ci siamo tanto più rallegrati per la gioia di Tito, perché il suo spirito è stato ricreato da voi tutti. 14 Per questo se in qualche cosa mi sono gloriato di voi con lui, non sono stato confuso ma, come vi abbiamo detto tutte le cose in verità, così anche ciò di cui ci eravamo gloriati davanti a Tito è risultato verità. 15 Ed egli ha un grande affetto per voi, ricordandosi dell’ubbidienza di voi tutti e del come l’avete ricevuto con timore e tremore.” (2Corinzi 7:13-15 LND)
Tito era pieno di gioia a causa dei Corinzi e perché si erano ravveduti di cuore dopo essere stati ripresi da Paolo. Aveva gioia vedendo l’opera di Dio in questi cari fratelli.
Poi notate che Paolo dice che Tito aveva un grande affetto per i Corinzi. Aveva un cuore per i credenti di questa chiesa e li amava. Aveva un cuore di pastore come Paolo aveva un cuore di pastore. Per Tito era una fonte di grande gioia vedere l’opera di Dio nei credenti di Corinto. Vediamo molto del cuore in Tito in questo.
Che cuore abbiamo noi? Che cosa dà gioia a noi? Oh che possiamo assomigliare a Tito, avendo un cuore per gli altri e trovando gioia vedendo Dio operare.
2Corinzi 8:6, 16-17 – Amava e si dava da fare
Un altro brano in cui leggiamo di Tito è in 2Corinzi 8. Qua Paolo sprona i Corinzi a partecipare alla colletta che stavano raccogliendo. Paolo racconta di come avevano esortato Tito a portare a compimento tra di loro l’opera di raccogliere la colletta. Leggo in 2Corinzi 8:6.
“6 Così abbiamo esortato Tito che, come ha iniziato quest’opera di grazia fra di voi, così la porti a compimento.” (2Corinzi 8:6 LND)
Poi, qualche versetto più avanti leggiamo di come ha risposto Tito a quell’esortazione. Notate il suo cuore.
“16 Ora ringraziato sia Dio, che ha messo nel cuore di Tito la stessa sollecitudine per voi, 17 poiché non solo egli accettò l’esortazione, ma con grande diligenza si mise spontaneamente in cammino per venire da voi.” (2Corinzi 8:16-17 LND)
Nel contesto qua, era importante che anche i Corinzi partecipassero alla colletta, soprattutto per quello che implicava del loro cuore. Infatti leggiamo che volevano partecipare, ma non si erano ancora messi da fare. Perciò avevano bisogno di essere incoraggiati. Tito aveva un cuore per questi credenti, e perciò non solo ha accettato l’esortazione a compiere quest’opera, ma si è anche messo in cammino di sua volontà, per andare da loro. Aveva a cuore di portare a compimento questa opera fra i Corinzi, per amore. Notate che Paolo dice anche che si è messo in cammino con “grande diligenza”, cioè con un forte impegno e determinazione. Qua vediamo che Tito non aveva un cuore per i credenti solo a parole, ma proprio si dava da fare per il loro bene. Che cuore!
Allora, ti chiedo: tu hai questo cuore? Hai un vero amore per i tuoi fratelli e sorelle in Cristo, che ti spinge a darti da fare per il loro bene? E ancora, sei decisivo quando si parla di vivere per il Regno di Dio? Anche in questo Tito è un grande esempio per noi.
2Corinzi 8:23 – Un fedele collaboratore
Sempre in 2Corinzi 2, più avanti, Paolo descrive Tito. Notate che Paolo lo descriveva.
“23 Quanto a Tito, egli è mio collaboratore e compagno d’opera in mezzo a voi; quanto ai fratelli, essi sono apostoli delle chiese, gloria di Cristo.” (2Corinzi 8:23 LND)
Paolo descrive Tito come suo collaboratore e compagno d’opera. Tito era un fedele collaboratore di Paolo, e collaboravano insieme per il Regno di Dio.
Tito era grandemente usato da Dio fra le chiese in cui Paolo lo mandava.
2Corinzi 12:17-18 – Un uomo integro
Leggiamo di Tito anche in 2Corinzi 12. Qui capiamo che era un uomo assolutamente integro, che camminava con lo stesso spirito di Paolo e sulle stesse orme di Paolo. Leggo da 2Corinzi 12:17.
“17 Mi sono forse approfittato di voi per mezzo di qualcuno che vi ho mandato? 18 Ho pregato Tito di venire da voi e con lui ho mandato questo fratello. Tito si è approfittato di voi? Non abbiamo camminato col medesimo spirito e sulle medesime orme?” (2Corinzi 12:17-18 LND)
Qua Paolo si stava difendendo davanti ai Corinzi, mostrando che lui non si era approfittato di loro economicamente. E come Paolo non si era approfittato di loro, così anche Tito. Tito era un uomo integro, come lo era Paolo.
Paolo fa una dichiarazione forte, che è una meravigliosa testimonianza del cuore di Tito. Infatti, nel v18 dice che lui e Tito avevano camminato col medesimo spirito e nelle medesime orme. In altre parole, erano di un cuore e di una mente nel modo in cui svolgevano il ministero. Erano uniti. Leggendo la Parola di Dio possiamo capire bene com’era il cuore di Paolo. Quindi, sapendo che avevano lo stesso cuore, quanto possiamo capire anche di Tito!Che fortissima raccomandazione del cuore e della vita di Tito.
Tito 1:4 – Un vero figlio
Per ultimo, nel brano che guarderemo oggi, in Tito 1:4, Paolo dice:
“4 a Tito, mio vero figlio nella comune fede …” (Tito 1:4a LND)
Qua Paolo chiama Tito “mio vero figlio nella comune fede”. È molto simile a come chiamava Timoteo. Quello che Paolo dichiara qua ci fa capire il tipo di rapporto che li legava. Tito era come un figlio nella fede per Paolo, e condividevano la stessa fede. Avevano un rapporto intimo, di amore, collaborazione e stima. Paolo era un padre per Tito.
Come era Tito
Quindi, in base a quello che leggiamo, cosa capiamo di Tito? Capiamo che era un uomo di Dio, era un fedele collaboratore di Paolo, ma era molto più di questo. Era proprio un figlio nella fede, un caro fratello per Paolo, che camminava con lo stesso spirito di Paolo, sulle stesse orme. Erano di un cuore e di una mente.
Tito non era un figlio biologico di Paolo, ma tra loro due si capisce che c’era un forte legame e stima reciproca. Fratelli, i rapporti più profondi non sono necessariamente i legami di sangue che abbiamo. Se lo sono, è meraviglioso, ma grazie a Dio non è necessario avere un legame di sangue per avere rapporti profondi, ricchi e benedetti. Il rapporto tra Paolo e Tito ne è un esempio. Cosa rende un rapporto ricco? Cosa rende un rapporto benedetto? Quando due persone sono unite di un cuore e di una mente, e c’è Cristo al centro del rapporto. Questo è un rapporto benedetto. Il rapporto fra Paolo e Tito era così. Paolo lo considerava un figlio, cioè uno dei rapporti più intimi e profondi possibile.
Quindi, avete visto? Anche se non leggiamo molto di Tito nella Bibbia, capiamo che era un uomo di Dio, e Dio si è servito molto di lui per portare avanti la sua opera, per esempio, fra i Corinzi.
Allora, avendo considerato il cuore e la vita di Tito, ti chiedo: come sei tu? Quale cuore hai per gli altri intorno a te? Quale cuore hai per l’opera di Dio, per il Suo Regno? E poi, che reputazione hai?
In Tito vediamo un forte esempio di quello che leggiamo in Filippesi 3:17 e Ebrei 13:7, che ci esortano ad osservare e imitare quelli che camminano bene. Tito era un imitatore di Paolo, e di quello che capiamo, aveva una vita piena di frutto. Tu vivi imitando quelli intorno a te che hanno più di Cristo? Che vita benedetta quando camminiamo così!
Tito 1
Allora, avendo considerato la persona di Tito, teniamo in mente quello che abbiamo visto e iniziamo a studiare la prima parte di Tito 1.
Il contesto qua è che Tito si trovava a Creta con un compito ben preciso che Paolo gli aveva lasciato da compiere. Infatti, in questa epistola vediamo che Paolo dà a Tito chiare istruzioni su come doveva comportarsi e agire nelle varie situazioni che riguardavano le chiese a Creta.
Inizio leggendo i vv1-4, e poi li guarderemo più in dettaglio, perché c’è tanto da vedere già in questi pochi versetti.
“1 Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo, secondo la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che è secondo pietà, 2 nella speranza della vita eterna, promessa prima di tutte le età da Dio, che non può mentire, 3 e che nei tempi stabiliti ha manifestato la sua parola mediante la predicazione che mi è stata affidata per comando di Dio, nostro Salvatore, 4 a Tito, mio vero figlio nella comune fede: grazia, misericordia e pace da Dio il Padre e dal Signore Gesù Cristo, nostro Salvatore.” (Tito 1:1-4 LND)
Paolo, servo e apostolo
Prima di tutto, notiamo che Paolo apre l’epistola dichiarando in quale veste si presentava a Tito, e quindi anche a noi. Paolo apre l’epistola scrivendo:
“1 Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo,..” (Tito 1:1 LND)
Paolo scriveva con umiltà, e qui si presenta per quello che era veramente. Umanamente, aveva ogni diritto di presentarsi come grande apostolo, perché lo era. Ma vediamo come si presenta umilmente, come servo di Dio, schiavo di Dio, e apostolo. Aveva un ruolo speciale, che Dio gli aveva affidato, con una missione.
Paolo stava per dare un incarico importante a Tito, che era un incarico da Dio. Ricordate che aveva un rapporto molto stretto con Tito, come un rapporto da padre a figlio, però, in questa epistola Paolo parlava con l’autorità di un apostolo di Gesù Cristo.
Il ministero di Paolo
Nel resto del v1, Paolo spiega qual era la missione del suo servizio e apostolato. Vi rileggo il v1.
“1 Paolo, servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo, secondo la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità che è secondo pietà,” (Tito 1:1 LND)
Quel “secondo” che troviamo qua vuol dire: “per, che porta a”.
Paolo si presenta come servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo, quindi aveva un incarico speciale da Dio, “secondo” o “per” la fede degli eletti di Dio e “per” la conoscenza della verità. In altre parole, il traguardo per cui Dio aveva incaricato Paolo come apostolo era che gli eletti di Dio potessero arrivare ad avere fede in Dio, e che potessero conoscere la verità.
Per poter avere fede in Dio serve conoscere Dio. Perciò, Dio si è servito di Paolo per farsi conoscere ai suoi eletti, a noi, così che potessimo avere fede in Lui.
Nella seconda parte del v1 leggiamo che il servizio e apostolato di Paolo erano non solo per la fede degli eletti, ma anche per la conoscenza della verità, che è secondo pietà. Dio si è servito di Paolo per far conoscere la Sua verità. E la verità di Dio è “secondo” pietà, cioè porta alla pietà. La vera conoscenza non è intellettuale e fine a sé stessa. Piuttosto, la vera conoscenza della verità produce una vita di pietà, che è una vita di riverenza e timore di Dio. Cioè, una vita di pietà è una vita in cui si vive tenendo sempre in mente Dio, e in cui c’è riverenza per Dio in tutto: in ogni decisione che si fa e in tutto quello che si dice. Conoscere Dio veramente porta ad una vita di pietà.
La speranza della vita eterna
Poi, andando avanti nel v2, Paolo aggiunge:
“2 nella speranza della vita eterna, promessa prima di tutte le età da Dio, che non può mentire,” (Tito 1:2 LND)
Ogni vero credente ha una viva speranza, che è la speranza della vita eterna.
Normalmente, nel quotidiano, quando parliamo di speranza intendiamo un forte desiderio per qualcosa che però non sappiamo se accadrà veramente. Ma la speranza della vita eterna, che abbiamo in Cristo, non è così. Questa speranza è una certezza. Infatti, Dio ci ha promesso la vita eterna prima di tutte le età, quando ci ha eletti per essere suoi figli. E Dio non può mentire. Perciò, visto che Dio non può mentire, e quello che ci ha promesso lo manterrà sicuramente, abbiamo la certezza di avere la vita eterna che ci aspetta, alla presenza di Dio.
Fratelli, pensate: tutte le speranze terrene non valgono nulla. Tutto quello in cui possiamo sperare e a cui possiamo aggrapparci sulla terra, sperando che possa soddisfarci, alla fine ci delude, non ci soddisfa mai, e non dura. La speranza della vita eterna, invece, ha un valore infinito, e non ci deluderà. Dio ci ha promesso che ci porterà con sé, in gioia, alla sua presenza, per tutta l’eternità. Quanto è grande e profonda e sicura questa speranza che è una certezza!
Ci pensi? Pensi alla speranza che hai in Cristo?
Pensiamo al cuore di Dio
Fermiamoci un attimo per pensare a quello che abbiamo appena visto, perché ci mostra il cuore di Dio per noi.
Cosa vuole Dio per noi? Vuole che abbiamo fede in Lui. Vuole che conosciamo la verità. E vuole che abbiamo una vita di pietà, aspettando la vita eterna.
Dio vuole che abbiamo una vita benedetta, che vuol dire, una vita con tanto di Cristo. E vuole che viviamo guardando all’eternità, aspettando di stare nella sua presenza.
Dio vuole che viviamo così, e per questo ci ha dato la sua Parola, di cui molto è tramite Paolo. Questo è il cuore di Dio per noi! Pensate a quanto abbiamo peccato contro Dio. Non meritiamo niente di buono da Lui. Eppure, Dio ha questo cuore verso di noi, ci ama e vuole farci del bene. È incredibile, ma questo è il cuore di Dio per noi!
La predicazione di Paolo
Quindi, Paolo si è presentato come servo e apostolo di Gesù Cristo, dichiarando che il suo ruolo era per la fede degli eletti di Dio e la conoscenza della verità, che porta alla pietà. Adesso ci dichiara con quale autorità predicava. Parlando di Dio, nel v3 dichiara:
“3 e che nei tempi stabiliti ha manifestato la sua parola mediante la predicazione che mi è stata affidata per comando di Dio, nostro Salvatore,” (Tito 1:3 LND)
Dio ha manifestato la Sua Parola mediante la predicazione di Paolo. In altre Parole, quello che Paolo predicava è Parola di Dio.
Per mezzo della Parola di Dio, che comprende anche la predicazione di Paolo, noi possiamo conoscere Dio, il suo cuore e le sue opere. Di nuovo: notiamo il cuore di Dio per noi. Ha voluto manifestarci la sua Parola, anche tramite Paolo, così che potessimo anche noi conoscere Lui.
Paolo era un fedele servitore di Dio, che ha fedelmente ubbidito al comando di Dio di predicare quello che Dio gli ha rivelato. Quindi, quello che studieremo in questa epistola è estremamente importante, come anche tutto il resto della Parola di Dio, perché viene da Dio, per noi.
A Tito
Dopo tutta questa premessa, arriviamo al destinatario di questa epistola. Nel v4 Paolo scrive:
“4 a Tito, mio vero figlio nella comune fede: grazia, misericordia e pace da Dio il Padre e dal Signore Gesù Cristo, nostro Salvatore.” (Tito 1:4 LND)
Paolo scrive a Tito, quel Tito di cui abbiamo parlato prima, il suo vero figlio nella fede. Come abbiamo visto prima, Paolo e Tito avevano un rapporto speciale, come padre e figlio, ed era un rapporto benedetto. Ma un rapporto così non era solo per loro. Anche noi possiamo avere rapporti benedetti, se abbiamo Cristo al centro dei nostri rapporti.
Paolo ha scritto a Tito principalmente per istruirlo sul come svolgere il suo ministero a Creta. Paolo aveva lasciato Tito a Creta con il compito di mettere ordine alle cose che rimanevano da fare là.
Aprendo l’epistola, Paolo prega per Tito per tre cose: grazia, misericordia e pace. Mettiamoci nei panni di Tito. Aveva davanti a sé un compito molto grande, molto difficile, e con una grandissima responsabilità. La preghiera di Paolo era una preghiera necessaria, e anche un grande incoraggiamento per Tito. Era una preghiera necessaria per Tito, ma anche necessaria per noi.
Abbiamo bisogno di grazia da Dio, perché noi non siamo sufficienti in noi stessi. Abbiamo bisogno di misericordia, perché meritiamo solo male da Dio, e ira per i nostri peccati. Chiediamo misericordia da Dio, affinché ci tratti con bontà e amore e affinché ci dia il bene che noi non meritiamo. E abbiamo bisogno anche di pace. Ciascuno di noi vuole avere pace nel cuore, vera pace, profonda pace. Ma quella pace possiamo averla solo in Dio. Ma, grazie a Dio, possiamo chiedere a Dio quella pace, e Lui pronto a donarcela, quando la cerchiamo in Lui.
Paolo pregava che Tito potesse avere quello che veramente vale. Non pregava per una vita tranquilla, o meno problemi. Non pregava che avesse successo umano. Pregava che avesse grazia, misericordia e pace da Dio. Cosa preghi tu, per te stesso e per gli altri? Anche questo è un altro buon esempio per noi.
Gesù Cristo, Dio e Salvatore
C’è un’altra cosa che voglio notare in questi versetti. Avete notato che nel v3 Paolo dice “Dio, nostro Salvatore” ma poi nel v4 dice “dal Signore Gesù Cristo, nostro Salvatore”? Questo è uno dei vari brani in cui troviamo la verità della trinità di Dio. Dio è uno, ma in tre persone: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo.
Qua Paolo sta parlando di Gesù Cristo, il Figlio di Dio, e ci fa capire che Gesù Cristo è Dio, e Gesù Cristo è Salvatore. Che verità meravigliosa!
Se Gesù fosse solo un uomo, morto duemila anni fa, allora non avremmo speranza. Un uomo non avrebbe mai potuto pagare per i nostri peccati sulla croce. Il sacrificio di un semplice uomo non sarebbe bastato a pagare neanche per i peccati di quell’uomo.
Serviva che fosse pienamente uomo, ma anche pienamente Dio, per poter pagare per i peccati di chiunque si ravvede e crede. Gesù Cristo si è fatto uomo, pienamente uomo, ma è anche Dio, pienamente Dio. E per questo, Gesù Cristo poteva offrirsi come l’unico vero sacrificio che paga per i peccati. Questo è il motivo per cui la nostra speranza non è vana, ma viva e solida. Grazie a Dio per questo! Il nostro Signore è Dio e Salvatore!
Conclusione
Per oggi ci fermiamo qua, ma voglio ripassare alcuni punti di quello che abbiamo visto.
Abbiamo iniziato guardando a cosa possiamo capire di Tito nella Bibbia. Abbiamo visto il suo cuore, come amava i fratelli e come aveva gioia per l’opera di Dio. Aveva un cuore per il Regno di Dio. Che cuore hai tu?
Abbiamo visto che Paolo e Tito avevano un rapporto molto stretto, di stima e amore. Che esempio per noi, nei nostri rapporti.
Poi, abbiamo visto che Dio ha incaricato Paolo dandogli un ruolo importante, facendolo servo e apostolo. E Dio si è servito di Paolo affinché noi che siamo gli eletti di Dio potessimo avere fede in Dio e conoscere la verità. Pensate al cuore di Dio per noi, che vuole che possiamo conoscerLo e avere fede in Lui, per avere un cuore veramente soddisfatto e una vita benedetta. E ci ha dato la speranza della vita eterna, che è una certezza. Quanto ci ama il nostro Dio!
Teniamo in mente l’esempio di Tito, per essere suoi imitatori. E teniamo in mente il cuore di Dio per noi!