Aiuto Biblico

Le qualifiche per gli Anziani, riprendere chi contraddice

Tito 1:5-16

Sermone di Leonardo Bevilacqua, www.Aiutobiblico.org per domenica, 27 luglio 2025
Descrizione: Le qualifiche per gli anziani. Come affrontare chi predica false dottrine
parole chiave: Tito, anziani, qualifiche, cretesi, false dottrine, puri, contaminati

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Introduzione

Nell’ultimo sermone abbiamo iniziato a studiare l’epistola a Tito. Se vi ricordate, abbiamo studiato vari brani nella Parola di Dio in cui Paolo parla di Tito. E così, abbiamo capito che Tito era un vero uomo di Dio, aveva un cuore per gli altri, e un cuore per l’opera di Dio. Tito era un fedele collaboratore di Paolo, ma molto più che solo un collaboratore. Infatti, Tito era un vero figlio nella fede per Paolo, e un caro fratello.

Abbiamo anche guardato la prima parte del capitolo 1, in cui troviamo i saluti di Paolo. Paolo ha scritto questa epistola presentandosi come servo di Dio e apostolo di Gesù Cristo, perché Dio gli aveva assegnato il compito di predicare la sua Parola. Quello che leggiamo in questa epistola, come nel resto della Bibbia, è Parola di Dio per noi. Allora, ascoltiamo con cuori pronti a ricevere.

Il compito di Tito

Oggi, con l’aiuto di Dio andremo avanti a studiare il resto di Tito 1. Se vi ricordate, Paolo aveva lasciato Tito a Creta, assegnandogli dei compiti da svolgere. Riprendiamo da Tito 1:5. Qua leggiamo quali erano i compiti che Paolo aveva assegnato a Tito. Leggo dal v5.

“5 Per questa ragione ti ho lasciato a Creta, affinché tu metta ordine alle cose che restano da fare e costituisca degli anziani in ogni città, come ti ho ordinato:” (Tito 1:5 LND)

Paolo era stato a Creta, mettendo ordine nelle giovani chiese che aveva fondato nelle varie città dell’isola. Poi Paolo doveva partire per proseguire nel suo viaggio, ma ha lasciato lì Tito per completare l’opera. Tito aveva il compito di mettere ordine alle cose che rimanevano da fare. C’erano ancora cose che bisognava fare per stabilire bene le chiese a Creta.

Notate l’importanza di “mettere ordine”. Dio è un Dio di ordine, e ha stabilito come deve essere fatto tutto quello che riguarda la vita cristiana. Per esempio, pensate all’Antico Testamento. Pensate a quante istruzioni precise Dio aveva dato riguardo a come doveva essere il tabernacolo, e gli oggetti che dovevano costruire. Ricordate quanto era precisa la legge che Dio ha dato tramite Mosè, con tutte le varie prescrizioni, e i sacrifici, e come dovevano fare ogni cosa. Dio è un Dio di ordine.

Fratelli, questo vale anche per noi. Dio, nella sua Parola, dà anche a noi chiare istruzioni su come vivere la vita di chiesa. Infatti, Paolo assegna a Tito il compito di mettere ordine alle cose che rimanevano da fare, e parla di un esempio specifico di “mettere ordine”. Rileggo il v5.

“5 Per questa ragione ti ho lasciato a Creta, affinché tu metta ordine alle cose che restano da fare e costituisca degli anziani in ogni città, come ti ho ordinato:” (Tito 1:5 LND)

Tito aveva il compito di costituire degli anziani che fossero le guide delle chiese a Creta. Era un compito estremamente importante, e fondamentale per avere chiese sane. Perciò Paolo spiega a Tito come doveva scegliere chi sarebbe diventato un anziano. Tramite Paolo, Dio spiega anche a noi quali sono le qualifiche che un uomo deve avere per essere un anziano.

Fratelli e sorelle, in un certo senso, la cosa più importante nella vita di una chiesa è la guida di chiesa. Sono uomini timorati di Dio? Camminano bene, in ogni campo della vita, per essere buoni esempi? Hanno famiglie solide, unite e forti? Sono uomini di integrità? Sono totalmente pure, sobri, saggi, hanno autocontrollo in ogni campo della vita? Svolgono il loro ministero con timore di Dio, per la gloria di Dio, e con un profondo amore per le pecore?

Una chiesa può avere buona dottrina e un ministero attivo, ma se gli uomini che guidano la chiesa non sono veri uomini di Dio, la chiesa non andrà bene, non sarà sana e non camminerà vicino a Dio

Perciò, consideriamo l’importanza che Paolo dà a questo compito che assegna a Tito. Notate quanto è importante non solo costituire gli anziani, ma proprio scegliere gli uomini giusti.

Le qualifiche per gli anziani

Dal v6 Paolo fa un lungo elenco di qualifiche, che guarderemo più nel dettaglio. È chiaro che il ruolo di anziano è riservato esclusivamente agli uomini e non alle donne. Dio ha stabilito che solo gli uomini possono essere anziani, come è chiaro anche in 1Timoteo 2:12, che dice:

“12 Non permetto alla donna d’insegnare, né di usare autorità sull’uomo, ma ordino che stia in silenzio.” (1Timoteo 2:12 LND)

Visto che l’anziano HA autorità nella chiesa, è chiaro che, secondo il piano di Dio, le donne sono escluse da questo ruolo. Questo fa parte dell’ordine perfetto che Dio ha stabilito nel mondo, nella famiglia e nelle chiese.

Quindi, Tito doveva costituire degli uomini come anziani, ma non uomini qualsiasi. Solo chi ha le qualifiche che sono elencate qua può essere un anziano.

Irreprensibile

In realtà, la prima qualifica che troviamo nel v6 racchiude la maggioranza delle altre. Seguite mentre leggo.

“6 se uno è irreprensibile, marito di una sola moglie e ha figli fedeli che non sono accusati di dissolutezza o insubordinati.” (Tito 1:6 LND)

La prima qualifica, che racchiude la maggioranza delle altre, è che l’anziano deve essere irreprensibile. “Irreprensibile” vuol dire “senza colpa”, che non si può riprendere perché non ha colpa, che non può essere attaccato e accusato con verità, perché non ha niente di vero per cui accusarlo.

L’anziano deve avere un cammino tale davanti a Dio da non poter essere accusato di peccato. Certamente un anziano pecca. Essere irreprensibile non vuol dire che non pecca più. Ma quando pecca, si ravvede, confessa il suo peccato, e ritorna a camminare in santità, vicino a Dio. E così, l’anziano è un esempio per tutti di cosa vuol dire vivere una vita di santità. Non vuol dire che non cade mai, ma piuttosto che è un esempio di avere un cammino umile, confessando i propri peccati. In altre parole, l’anziano cammina bene in ogni campo della vita, e quando cade, si ravvede subito.

Questo vuol dire che l’anziano non deve avere campi della vita in cui solo lascia il peccato. L’anziano non deve camminare nel peccato in alcun campo della vita. Quindi, solo chi ha una vita ordinata e un cammino di santità è qualificato per essere un anziano.

Marito di una sola moglie

A questo punto, Paolo allarga la sua spiegazione a Tito spiegando più in dettaglio alcuni degli aspetti di cosa vuol dire essere un uomo irreprensibile.

Un aspetto di essere irreprensibile è che un anziano deve essere “marito di una sola moglie”. Una traduzione migliore sarebbe stata “uomo di una donna”. Il senso qua è che guardando la vita dell’anziano deve essere chiaro chi è la donna della sua vita e che il suo cuore non è diviso fra più donne. Per esempio, se è sposato, sarà chiaro che sua moglie è la donna della sua vita. Amerà anche le sue figlie, se ne ha, e sua madre, ma sua moglie sarà la donna della sua vita. Se un anziano non è sposato, per esempio, si vedrà che sua madre sarà la donna della sua vita.

Ha figli fedeli

Un altro aspetto fondamentale di essere un uomo irreprensibile è che non solo è uomo di una sola donna, ma si aggiunge anche il requisito di avere figli fedeli, che non sono accusati di dissolutezza o insubordinati.

La parola “fedeli” qua vuol dire “affidabili”, “di cui ci si può fidare”. Questo riguarda il carattere dei figli. L’anziano deve avere figli affidabili, che vuol dire che ha fatto un buon lavoro allevandoli nelle vie di Dio.

Quindi, questo brano non sta dicendo che gli anziani devono avere figli credenti. In realtà, non sta neanche dicendo che devono avere figli. Quello che il brano sta dicendo è che se gli anziani hanno figli, i loro figli devono essere affidabili, degni di fiducia. Questo dipende da come sono stati cresciuti, e dalla condotta dei figli si capisce come loro padre li ha cresciuti. Per esempio, un padre che provoca ad ira i suoi figli, non avrà figli fedeli.

Una parte essenziale di essere figli fedeli è: “che non sono accusati di dissolutezza o insubordinati”.

“Essere dissoluto” o “avere una vita dissoluta” vuol dire non avere freni morali, vivere secondo quello che la carne vuole, con una vita sregolata e disordinata. È il contrario di essere fedeli e affidabili.

Essere “insubordinato”, invece, vuol dire essere ribelle, disubbidiente, non sottoposto all’autorità. Un figlio insubordinato è un figlio che non si sottomette all’autorità dei genitori. Questo è quasi sempre a causa di come i genitori hanno cresciuto il figlio, permettendogli di essere così, o cercando di dominare sui figli, che li porta ad essere frustrati e li provoca ad ira.

Quindi, gli anziani che hanno figli devono avere figli che sono fedeli, che vuol dire affidabili, che non hanno una vita dissoluta e sregolata, e che sono sottomessi all’autorità.

In 1Timoteo 3:4-5 impariamo di più di questo discorso e del motivo per cui è così importante. Parlando delle qualifiche per gli anziani, Paolo dice:

“4 che governi bene la propria famiglia e tenga i figli in sottomissione con ogni decoro; 5 (ma se uno non sa governare la propria famiglia, come potrà aver cura della chiesa di Dio?).” (1Timoteo 3:4-5 LND)

L’anziano deve governare bene la famiglia, per poter curare bene la chiesa di Dio. Avere figli fedeli, che non sono dissoluti e insubordinati, è un frutto di governare bene la famiglia. E questo frutto testimonia che quell’uomo è anche in grado di avere cura della chiesa di Dio.

Altri requisiti

Andando avanti, Paolo usa la parola “vescovo” quando prima, invece, diceva “anziano”. I due termini descrivono gli stessi uomini. Quindi, quando Paolo parla delle qualifiche che i vescovi devono avere, sta parlando delle qualifiche per gli anziani. Seguite mentre leggo i vv 7-9, e poi guarderemo le qualifiche più in dettaglio.

“7 Il vescovo infatti, come amministratore di Dio, deve essere irreprensibile, non arrogante, non iracondo, non dedito al vino, non violento, non avido di disonesto guadagno, 8 ma ospitale, amante del bene, assennato, giusto, santo, padrone di sé, 9 che ritenga fermamente la fedele parola secondo l’insegnamento, per essere in grado di esortare nella sana dottrina e di convincere quelli che contraddicono.” (Tito 1:7-9 LND)

Amministratore di Dio

Prima di tutto voglio notare come Paolo descrive gli anziani. Notate il v7.

“7 Il vescovo infatti, come amministratore di Dio, deve essere irreprensibile ...” (Tito 1:7 LND)

Notate che i vescovi, o gli anziani, sono amministratori di Dio. Pensate ad un uomo molto ricco che affida la gestione dei suoi terreni e delle sue proprietà ad un uomo di fiducia, che deve amministrare quelle cose per il suo signore. Quell’amministratore non è il proprietario, ma tutto quello che ha gli è stato affidato affinché lo gestisca e lo curi per il suo signore. E poi dovrà rendere conto al suo signore per come l’avrà gestito.

Similmente, Dio ha affidato agli anziani la cura e la guida della Sua chiesa, che sono i suoi figli. Gli anziani hanno un ruolo di grande responsabilità davanti a Dio e devono rendere conto a Dio per come svolgono il compito che Dio ha affidato loro. Per questo, gli anziani devono essere irreprensibili nel modo in cui svolgono il loro ruolo, cioè in ogni cosa devono camminare in modo giusto e santo. Devono avere una condotta tale che non si possa trovare niente di male nella loro vita.

Dio qua ci dà una lista di modi in cui l’anziano deve essere irreprensibile. Ci descrive vari aspetti che uno NON deve avere per essere irreprensibile. Consideriamoli uno per uno.

Non arrogante

L’anziano non deve essere arrogante. Essere arrogante vuol dire essere pieno di sé, presuntuoso, che calpesta gli altri essendo pieno di sé. Questo riguarda il modo di fare, l’atteggiamento e il modo di parlare.

Non iracondo

Uno che è iracondo è irascibile, si arrabbia facilmente, scatta con rabbia. Quindi, l’anziano non è così ma ha autocontrollo sui suoi sentimenti. Non dà spazio alla carne anche in questo campo.

Non dedito al vino

Sobrio, non solo di vino, ma di alcool in genere. L’anziano deve essere sobrio per poter affrontare le situazioni che gli si presentano davanti. Non si sa mai quando potrebbe arrivare una chiamata in cui deve essere subito disponibile e pronto a dare cura o consigli. Essere dedito al vino gli impedirebbe di svolgere il suo ruolo.

Non violento

Uno violento arriva facilmente alla violenza. Usa la forza per fare il male, anziché il bene. Quindi, anche in questo, l’anziano ha pieno autocontrollo e non agisce impulsivamente con violenza.

Non avido di disonesto guadagno

Questo vuol dire che il suo cuore non ci tiene e non è attaccato al guadagno disonesto. Vuole solo il giusto e non più di quello. E se Dio lo benedice con molto, il suo cuore non è attaccato lì. In altre parole, l’anziano vive la verità di 1Timoteo 6:6-8:

“6 Or la pietà, assieme all'essere contento, è un grande guadagno. 7 Non abbiamo infatti portato nulla nel mondo, ed è chiaro che neppure possiamo portarne via nulla, 8 ma quando abbiamo di che mangiare e di che coprirci, saremo di questo contenti.” (1Timoteo 6:6-8 LND)

L’anziano è contento con quello che Dio gli dà, e non cerca di avere di più in modo disonesto.

Ospitale

Essere ospitale vuol dire proprio che ama gli stranieri, che apre la sua casa a chi è uno straniero. Questo non è solo invitare a cena, ma proprio aprire la sua casa a quelli che Dio manda.

Amante del bene

L’anziano ama quello che è buono, secondo la legge di Dio, e non secondo i propri calcoli. Non è attirato alle cose del mondo, è attirato alle cose buone e pure.

Assennato

L’anziano è un uomo saggio, prudente, cauto. Se ci pensate, è il contrario di uno impulsivo, o iracondo. L’anziano prende ogni decisione con saggezza e valutando bene.

Giusto

Cammina secondo il piano di Dio in ogni campo della vita. È giusto in quello che fa. Non c’è ingiustizia o peccato in lui. Tratta tutti, in casa e fuori, con giustizia.

Santo

Non è macchiato di peccato, piuttosto, è puro. Questa è la sua vita. Cade, ma non rimane nel peccato. E osservando la sua vita, si vede una vita di santità.

Padrone di sé

Si auto-controlla. Non si lascia trasportare dai pensieri, dalle emozioni, dall’impulsività, ma piuttosto ha controllo su sé stesso.

Che ritenga fermamente la fedele parola

Poi, Paolo passa ad una qualità che non riguarda il carattere, ma riguarda la sua fedeltà alla Parola di Dio. Vi leggo il v9.

“9 che ritenga fermamente la fedele parola secondo l’insegnamento, per essere in grado di esortare nella sana dottrina e di convincere quelli che contraddicono.” (Tito 1:9 LND)

L’anziano deve “ritenere fermamente” o “rimanere attaccato” alla Parola di Dio. È fondamentale ed ha lo scopo di essere in grado di esortare nella sana dottrina e di convincere quelli che contraddicono.

L’anziano, essendo attaccato alla Parola di Dio, ed essendo ripieno della sana dottrina, può esortare altri a camminare secondo la sana dottrina.

Paolo parla anche di “convincere”. Questo può voler dire sia “convincere” sia “riprendere”. L’anziano deve conoscere la Parola di Dio e rimanere attaccato alla Parola di Dio per poter fermare e riprendere quelli che contraddicono.

Notate che Paolo qua parla specificamente di “quelli che contraddicono”. Sta parlando di quelli che vanno contro la Parola di Dio e contro il sano insegnamento. È chiaro che l’anziano deve essere in grado di affrontare chi contraddice e si oppone alla sana dottrina, per riprenderli ed esortarli a camminare secondo la sana dottrina. Ma, per poterlo fare, l’anziano deve lui stesso rimanere attaccato alla Parola di Dio.

Quelli che contraddicono

Adesso Paolo parla di quelli che contraddicono, e mette in guardia Tito. La Bibbia è chiara che ci saranno sempre uomini che insegnano il falso. Leggiamo il v10.

“10 Vi sono infatti, specialmente fra quelli della circoncisione, molti insubordinati, ciarloni e seduttori, ai quali bisogna turare la bocca;” (Tito 1:10 LND)

Questi uomini “della circoncisione” credevano che servisse anche la circoncisione per essere veramente salvati. Se vi ricordate, questa era una falsa dottrina, terribile, che anche i Galati avevano creduto.

Fra quelli che credevano questa falsa dottrina Paolo dichiara che c’erano molti insubordinati, ciarloni e seduttori. Gli insubordinati solo quelli che non si sottomettevano all’autorità, non si sottomettevano alle verità di Dio. Perciò erano ribelli, disobbedienti. I ciarloni erano i chiacchieroni, che parlavano di cose vane e inutili. I seduttori erano quelli che sviavano gli altri dalla verità. È molto triste, ma il mondo è pieno di uomini così tuttora. Prego che nessuno di noi pecchi mai nell’essere insubordinato, ciarlone o, peggio ancora, seduttore.

Paolo spiega a Tito come doveva affrontare questi uomini. Notate quanto è forte quello che dichiara. Dichiara che bisogna turare loro la bocca. Questo è qualcosa di molto forte ed estremamente importante. Turare la bocca significa proprio mettere a tacere, non permettere di parlare, far stare in silenzio. Serve essere forti con queste persone, perché sono un pericolo molto grande per la chiesa. Ma notate che questo compito spetta solo agli anziani. Infatti, il contesto qua è che Paolo ha appena elencato le qualifiche degli anziani, spiegando che devono poter “convincere i contraddittori”. Quindi, non spetta ai credenti normali di dibattere e mettere a tacere chi contraddice o parla di false dottrine. Quello è un compito che Dio ha riservato agli anziani.

Paolo va avanti parlando di questi uomini e nel v11 aggiunge:

“11 questi sovvertono famiglie intere, insegnando cose che non dovrebbero, per amore di disonesto guadagno.” (Tito 1:11 LND)

Questi uomini vanno in giro predicando cose che non dovrebbero, false dottrine, per averne un guadagno proprio. Il guadagno può essere economico, ma anche un guadagno di fama, di essere conosciuti e apprezzati. E così facendo, questi sovvertono famiglie intere, cioè sviano famiglie intere, portandole lontano dalla verità. È un grave pericolo quando ci sono uomini così nella chiesa. Anche per questo Dio ha stabilito gli anziani, che hanno il compito di proteggere la chiesa usando l’autorità che Dio ha delegato loro. E quindi, usando l’autorità delegata da Dio, gli anziani devono mettere a tacere chi predica false dottrine.

Il peccato dei cretesi

Però, fratelli, non ci aiuta guardare i peccati degli altri. Quello che ci aiuta è vedere i nostri peccati. Infatti, Paolo adesso gira il discorso e arriva a parlare a Tito di un peccato che c’era fra i credenti a Creta, e gli spiega come doveva affrontarlo. Seguite mentre leggo dal v12.

“12 Uno di loro, proprio un loro profeta, ha detto: "I Cretesi sono sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri". 13 Questa testimonianza è vera; per questo motivo riprendili severamente, affinché siano sani nella fede,” (Tito 1:12-13 LND)

I credenti a Creta stavano camminando nella carne in alcuni campi della vita. E per questo Paolo comanda a Tito di riprenderli severamente, perché stavano nel peccato. Il peccato è grave. Il peccato ci allontana da Dio, ci porta conseguenze, ci ruba le benedizioni che Dio ha per noi.

I cretesi erano bugiardi. Quanto è grave la menzogna! Quanto è grave quando non diciamo la verità! Dio è verità, e anche noi dobbiamo camminare nella verità, in tutto. E ricordate che per Dio anche le mezze verità sono menzogne, così come anche le “bugie bianche”, le menzogne cosiddette “a fin di bene”. Dio odia la menzogna, perché Lui è verità.

Poi, Paolo dice che era vero quello che si diceva dei cretesi, che erano bugiardi, male bestie, ventri pigri. Fratelli, i cretesi avevano una reputazione bruttissima. Erano conosciuti come persone con cui non si voleva avere a che fare. Allora, ti chiedo: che reputazione hai tu? Per cosa ti conoscono gli altri intorno a te? Sei conosciuto per essere un uomo, o una donna, di Dio? O sei conosciuto per i tuoi peccati?

Riprendili severamente

Paolo spiega a Tito come doveva affrontare i peccati di questi fratelli. Paolo comanda a Tito di riprenderli severamente affinché fossero sani nella fede.

Ciascun vero credente deve essere sano nella fede. La fede produce opere, che sono il frutto di una fede sana. Le opere non sono solo quello che facciamo per Dio, ma proprio come viviamo, giorno per giorno. Non è possibile essere sani nella fede e allo stesso tempo camminare nel peccato. Perciò Paolo esorta Tito a riprendere severamente questi credenti, affinché si ravvedessero dai loro peccati e tornassero a camminare in santità.

Poi, nel v14 aggiunge:

“14 senza attenersi a favole giudaiche né a comandamenti di uomini che rifiutano la verità.” (Tito 1:14 LND)

Notate che Paolo fa una chiara distinzione. Da un lato mette l’essere sani nella fede, e dall’altro lato mette il seguire favole giudaiche e dottrine che sono comandamenti di uomini. Poco prima, nel v10 aveva parlato di “quelli della circoncisione”, che credevano e predicavano una falsa dottrina, secondo la quale serve essere circoncisi per essere salvati.

C’erano queste false dottrine che giravano, che esteriormente sembravano molto spirituali, ma in realtà erano false. Erano dottrine di uomini, non erano da Dio. Questi uomini avevano creato le loro proprie dottrine, rifiutando così la verità di Dio. Fratelli, spesso, quello che esteriormente sembra molto spirituale, in realtà è un inganno da Satana per farci allontanare dalla verità, ma in modo furbo, perché ci fa credere di essere molto spirituali. Quanto è importante che stiamo in guardia e ci atteniamo fermamente alla verità di Dio, dalla sua Parola. Non crediamo a qualunque cosa che esteriormente sembra buona o spirituale, piuttosto, diamoci da fare per essere sani nella fede, camminando nella verità, e in santità, in ogni campo della vita.

Tutto è puro per i puri

Nel v15 Paolo continua in questo discorso e fa un punto importante. Seguite mentre leggo i vv15-16.

“15 Certamente, tutto è puro per i puri, ma niente è puro per i contaminati e gli increduli; anzi, sia la loro mente che la loro coscienza sono contaminate.
16 Essi fanno professione di conoscere Dio, ma lo rinnegano con le opere, essendo abominevoli, disubbidienti e incapaci di ogni opera buona.” (Tito 1:15-16 LND)

Tenete in mente il contesto di questi versetti. Paolo ha appena parlato di non attenersi a favole giudaiche e a comandamenti di uomini. C’erano uomini che predicavano che, per essere buoni credenti, bisognava seguire comandamenti che, in realtà, Dio non aveva dato. Erano comandamenti inventati dagli uomini. Pensate, per esempio, ai Farisei al tempo di Gesù e a come avevano aggiunto le loro tradizioni ai comandamenti di Dio. In 1Timoteo 3 leggiamo che i falsi insegnanti vieteranno di maritarsi e imporranno di astenersi da cibi che Dio ha creato.

Quindi, qui in Tito 1:15, Paolo non sta dichiarando in senso assoluto che qualunque cosa è pura. Piuttosto, Paolo parla del fatto che chi è puro vede come puro quello che Dio ha creato puro. Questo è vero con i cibi e con il matrimonio, ma è un principio che si estende anche ad altri campi. Una persona pura presume il bene. Se una persona è onesta presume che anche gli altri siano onesti. Se una persona è moralmente pura, presume il bene degli altri.

Al contrario, invece, se una persona è contaminata nel cuore, presume il peccato. Chi ha un cuore contaminato presume che gli altri mentiscano, che gli altri abbiano pensieri impuri, che vogliano ingannare. Uno contaminato presume che gli altri parlino di Dio per motivi impuri, e così via.

Nel v16 Paolo fa una forte dichiarazione dicendo:

“16 Essi fanno professione di conoscere Dio, ma lo rinnegano con le opere, essendo abominevoli, disubbidienti e incapaci di ogni opera buona.” (Tito 1:16 LND)

Qui Paolo condanna fortemente quelli che dicono di conoscere Dio, ma poi dal loro cammino si vede che sono lontani da Dio. A parole dicono di essere credenti, ma poi, osservando la loro vita, il loro modo di pensare, come si comportano, le decisioni che prendono, si vede che non hanno le buone opere che la vera fede produce. Fanno professione di conoscere Dio, ma la loro vita dimostra il contrario. Si aggrappano a cose esteriori, seguono comandamenti di uomini, credono di essere spirituali, ma la loro vita dimostra il contrario. Non conoscono veramente Dio, e sono abominevoli a Dio, disubbidienti a Dio, e incapaci di compiere buone opere, che sono per la gloria di Dio.

Cosa dimostra la tua vita? Guardando alla tua vita si vede frutto che conosci veramente Dio, non solo a parole, ma in verità, nella vita di tutti i giorni? Prego che la vita di ciascuno di noi sia una forte testimonianza di cosa vuol dire veramente conoscere Dio.

Conclusione

Per oggi ci fermiamo qua, ma invito ciascuno a riflettere su un aspetto che voglio notare. Abbiamo iniziato vedendo che Paolo ha dato a Tito il compito di mettere ordine alle cose che rimanevano da fare. Tito doveva mettere ordine in base a dei principi che Paolo gli ha trasmesso, e che sono Scrittura, fanno parte della Parola di Dio. E questi principi valgono anche per noi.

Questi principi e verità che abbiamo visto oggi, in realtà, sono una chiara manifestazione dell’amore di Dio per noi. Pensateci. Dio ha stabilito l’ordine che dobbiamo tenere nella chiesa, in famiglia, e nella vita. E quando camminiamo in base a quell’ordine che Dio ha stabilito, la chiesa, la famiglia e la vita stessa vanno bene, e sono benedette. Dio vuole che siamo benedetti. Quindi, il fatto che Dio ci dà tutti questi principi per come avere una vita ordinata, ci dimostra l’amore ha Dio verso di noi. Dio ci ama e vuole che siamo benedetti!

Viceversa, quando ci ribelliamo all’ordine stabilito da Dio, ci mettiamo sulla strada per essere maledetti e per avere conseguenze pesanti, in questa vita e per l’eternità.

Che Dio ci guidi a camminare con fede in ogni campo della vita, secondo l’ordine che Lui ha stabilito.