Aiuto Biblico

La grazia salvifica e la vita cristiana

Tito 2:11-15

Sermone di Leonardo Bevilacqua, www.Aiutobiblico.org per domenica, 7 settembre 2025
Descrizione: La salvezza è solo per grazia, in Cristo. La vita cristiana è un cammino di santità, vivendo sobriamente, giustamente e piamente, aspettando il ritorno di Cristo.
parole chiave: salvezza, grazia, salvifica, sobriamente, giustamente, piamente

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Introduzione

Nell’ultimo sermone di questa serie su Tito abbiamo studiato la prima parte di Tito 2. Se vi ricordate, all’inizio di Tito 2 Paolo ha parlato della “sana dottrina”, che non è dottrina intellettuale, ma piuttosto riguarda proprio come viviamo la vita cristiana, giorno per giorno. Se vi ricordate abbiamo considerato un elenco di vari aspetti di come deve essere la vita e il carattere di cinque categorie di persone. Ma in realtà, in quell’elenco c’è qualcosa per ciascuno di noi. Anzi, quell’elenco ci mostra quale comportamento devono avere i santi di Dio, ciascuno nel suo ruolo.

Oggi vogliamo andare avanti a guardate il resto di Tito 2, in cui Paolo ci parla dell’opera di salvezza di Dio, che è solo per grazia e in Cristo. Ci parla anche della vita cristiana, di quello che dobbiamo lasciare e quello che dobbiamo mettere al suo posto, e ci parla di quale visione dobbiamo avere giorno per giorno. Ma tutto questo tenendo conto, sempre, della grazia di Dio. Quanto è importante che nella vita cristiana pensiamo prima di tutto alla grazia di Dio verso di noi, e poi ai comandamenti.

Questo è un brano ricchissimo, che Dio guidi ciascuno di noi a trarne beneficio.

La grazia di Dio nella salvezza

Voglio riprendere da Tito 2:11. Paolo inizia un nuovo discorso parlando della grazia di Dio. Seguite mentre leggo il v11.

“11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini,” (Tito 2:11 LND)

Che verità preziosa e meravigliosa! Consideriamo questa verità. Ma quello che possiamo vedere oggi non basta, perché la grazia di Dio è troppo grande e profonda. Che Dio ci benedica mostrandoci più e più della sua grazia, giorno per giorno.

Qui Paolo inizia parlando della grazia salvifica di Dio, che è la grazia che salva. La salvezza è solo per grazia, per fede nell’opera di Cristo, che è l’unica opera che può salvare. Dio salva non per le opere che uno fa, perché nessuno potrebbe MAI fare abbastanza per meritare la salvezza. In Giacomo 2 leggiamo che basta trasgredire un solo comandamento della legge di Dio per essere colpevoli davanti a Dio. Ma ciascuno di noi ha trasgredito non un comandamento, ma tanti comandamenti, e tante, tante volte.

Ma qua Paolo dichiara che la grazia salvifica di Dio è apparsa. Dio ha scelto di darci grazia e di salvare uomini peccatori. Dio poteva, e doveva, condannare ogni uomo mai esistito, noi compresi. E questo perché tutti, di natura, siamo colpevoli di tanti peccati davanti a Lui. In Romani 3:23 leggiamo:

“23 poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio,” (Romani 3:23 LND)

TUTTI hanno peccato. Non c’è nessuno di giusto davanti a Dio sulla base della propria vita e del proprio cammino. TUTTI sono colpevoli, e TUTTI hanno meritato la condanna al tormento eterno, la separazione da Dio per tutta l’eternità.

Ma qui in Tito 2:11 leggiamo della grazia salvifica di Dio, perché Dio ha scelto di salvare. Che grazia! Dio ha scelto di salvare noi peccatori, che lo abbiamo offeso tante volte e in tanti modi, e questo nonostante quanta bontà e amore Dio ci ha dato. Dio ha scelto di salvare noi, e non sulla base di qualcosa che noi possiamo fare, ma dandoci grazia.

La grazia salvifica di Dio è apparsa, nel senso che è arrivata nel mondo e viene annunciata. Ed è apparsa a TUTTI gli uomini. Questo non vuol dire a ciascuno individualmente, perché Dio non salva ogni uomo mai esistito. Piuttosto, che la grazia è apparsa a tutti gli uomini vuol dire che Dio ha scelto di salvare persone da ogni gruppo: giudei, gentili, ricchi, poveri, di diverse nazionalità. La grazia di Dio ha raggiunto ogni gruppo di uomini. Fratelli, pensateci. Se Dio avesse dato la sua grazia solo ai Giudei, cosa vorrebbe dire per noi? Saremmo senza speranza. Se avesse dato la sua grazia solo ai poveri, cosa vorrebbe dire per noi? Noi siamo ricchi, e perciò saremmo senza speranza. Saremmo qua in attesa del giudizio e del tormento eterno, come tutti gli altri intorno a noi. Pensate alla grazia di Dio! Non solo ha scelto di dare grazia, non solo ha scelto di salvare alcuni, ma ha scelto di salvare persone da ogni gruppo. Questa è grazia sopra grazia! Dio doveva condannare tutti, ma ha scelto di salvare alcuni.

Prego che Dio ci apra gli occhi per afferrare di più la grandezza della Sua grazia verso di noi!

Rinunziare all’empietà e mondane concupiscenze

Ciascuno di noi che siamo in Cristo siamo salvati per grazia, per la grazia salvifica di Dio. Ma quella grazia non solo ci ha salvati, ma anche continua a portare frutto nella nostra vita. Seguite mentre leggo i vv11-12.

“11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze...” (Tito 2:11-12a LND)

La vera salvezza porta frutto. La salvezza non è una polizza assicurativa per dopo la morte. La salvezza non è qualcosa che hai e che tieni in tasca per quando ti troverai davanti a Dio, per non essere condannato. Piuttosto, la vera salvezza porta frutto, giorno per giorno. Il frutto della vera salvezza è una vita di rinunciare al peccato, giorno per giorno.

Infatti, qui Paolo dichiara che la grazia salvifica di Dio non solo ci è apparsa, ma anche ci insegna qualcosa. La grazia di Dio ci insegna a rinunciare all’empietà e alle mondane concupiscenze. Questa è una descrizione del frutto che si deve vedere in ciascuno che è veramente salvato.

Prima Paolo parla di rinunziare all’empietà. Pensiamo a cos’è la pietà. La pietà, nel senso biblico, è avere riverenza per Dio, e timore di Dio, che ci spinge a vivere una vita di santità davanti a Dio. L’empietà, al contrario, vuol dire non avere riverenza per Dio e non avere timore di Dio.

Quindi, pensando a cos’è l’empietà, rinunziare all’empietà vuol dire vivere avendo timore di Dio, volendo piacere a Dio in tutto. Quando rinunciamo all’empietà viviamo in modo da piacere a Dio in tutto quello che facciamo, che pensiamo e che diciamo. Un vero credente cammina avendo timore di Dio, volendo piacere a Dio in ogni campo della vita, e volendo non offendere Dio in alcun campo della vita. Ogni vero credente non cammina nel peccato, ma piuttosto abbandona il suo peccato.

La grazia di Dio ci insegna a rinunziare all’empietà, e a rinunziare alle “mondane concupiscenze”. Le mondane concupiscenze sono i desideri peccaminosi del mondo che riempivano i nostri cuori quando eravamo senza Cristo, e che continuano ad attirarci. Il mondo vive nel peccato, desiderando il peccato e correndo dietro ai desideri della carne. Rinunziare alle mondane concupiscenze significa rinunciare al peccato che ancora ci attira, rinunciare ai desideri peccaminosi del mondo che non onorano Dio e che ci allontanano da Dio. Ogni vero credente rinunzia alle mondane concupiscenze.

La grazia salvifica di Dio ci insegna a camminare così, rinunziando al peccato. Di natura nessuno cerca queste cose. Di natura restiamo nel nostro peccato, e vogliamo restare lì. Di natura continuiamo a dare spazio alle concupiscenze che ci guidavano prima della salvezza. È La grazia di Dio che ci insegna a rinunciare a queste concupiscenze, giorno per giorno.

Tre aspetti della vita cristiana

Nella Bibbia, ogni volta che Dio ci insegna a togliere qualcosa, qualche peccato, ci insegna sempre con che cosa dobbiamo sostituire il male. Anche questo brano fa lo stesso. Non solo dobbiamo rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, ma dobbiamo proprio vivere in un modo nuovo, di cui leggiamo nella seconda parte del versetto 12. Seguite mentre leggo il v12.

“12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nel mondo presente sobriamente, giustamente e piamente,” (Tito 2:12 LND)

La grazia salvifica di Dio ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze affinché viviamo nel mondo presente in un modo che rispecchia Cristo in noi. Questo descrive la vita di ogni vero credente. Ogni vero credente vive sobriamente, giustamente e piamente, e questi sono aspetti della vita cristiana che riguardano, rispettivamente, come viviamo in noi stessi, come viviamo con gli altri, e come viviamo nel nostro rapporto con Dio. Consideriamo ciascuno di questi aspetti della vita cristiana.

Sobriamente

Il primo aspetto è vivere sobriamente. Vivere sobriamente riguarda il nostro cuore, in noi stessi. Vuol dire vivere non presi e accecati con le cose di questa vita, dalle tentazioni, o dalle cose del mondo, ma piuttosto vivere con gli occhi fissi su Cristo. Nella Bibbia troviamo vari brani che parlano di essere sobri e vigilanti, come abbiamo visto anche nella prima parte di Tito 2. Ciascuno di noi sa bene che è molto facile NON vivere così. È molto facile vivere essendo distratti da mille cose, piuttosto che vivere essendo focalizzati solo su Cristo. È una battaglia quotidiana. Ci sono cadute. Ma ogni figlio di Dio avrà un cammino di sobrietà. Allora ti chiedo: come va il tuo cammino? Stai vivendo nel mondo presente sobriamente, guardando a Cristo?

Giustamente

Il secondo aspetto della vita cristiana è di vivere giustamente. Questo riguarda i nostri rapporti con gli altri intorno a noi. Vivere giustamente vuol dire vivere un cammino di giustizia davanti a Dio, che è un cammino retto, di santità. Anche nei confronti degli altri, vivere giustamente vuol dire vivere trattando ogni persona nella nostra vita con giustizia, e comportandoci con giustizia in ogni situazione. Questo vuol dire anche, automaticamente, vivere essendo una buona testimonianza per gli altri intorno a noi, come abbiamo visto all’inizio del capitolo 2. A livello pratico, per vivere giustamente dobbiamo non dare spazio alla carne nei nostri rapporti, ma piuttosto vivere i nostri rapporti come Dio ci comanda, sia che siano rapporti in casa, al lavoro o in chiesa.

Piamente

Il terzo aspetto della vita cristiana è di vivere piamente. Questo riguarda il nostro rapporto con Dio. Vivere piamente vuol dire vivere un vita di santità e avendo timore di Dio, e perciò riguarda ogni campo della vita. In ogni campo della vita è fondamentale che viviamo in santità, abbandonando ogni peccato. Ed è fondamentale che viviamo avendo timore di Dio, che vuol dire, vivere volendo piacere a Dio in tutto quello che facciamo, pensiamo o diciamo, e volendo non peccare contro di Lui. Per poter vivere così dobbiamo rinunziare all’empietà e al peccato, come abbiamo visto prima. Non possiamo vivere piamente davanti a Dio se teniamo del peccato nella nostra vita. Infatti, la vita cristiana è un cammino di santità crescente. In Ebrei 12:14 leggiamo di questo come chiaro comandamento:

“14 Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore,” (Ebrei 12:14 LND)

La santificazione è una parte fondamentale della vita cristiana, ed è necessaria per poter vivere piamente.

Aspettando

La vita cristiana è un cammino di crescita e santificazione. La meta del cammino è l’eternità con Dio, in perfetta comunione con Dio. Una chiave della vita cristiana è proprio tenere in mente la meta, ili traguardo. Leggiamo di questo nel v13. Seguite mentre leggo dal v11 per avere il contesto.

“11 Infatti la grazia salvifica di Dio è apparsa a tutti gli uomini, 12 e ci insegna a rinunziare all’empietà e alle mondane concupiscenze, perché viviamo nel mondo presente sobriamente, giustamente e piamente, 13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo,” (Tito 2:11-13 LND)

La vita cristiana è una vita di attesa. Viviamo aspettando. Questo “aspettare” è l’attesa dell’adempimento di una promessa. Non è un’attesa passiva, piuttosto, vuol dire vivere guardando attivamente in avanti, desiderando ardentemente il ritorno di Cristo.

Pensate ad un prigioniero di guerra che sa che verrà liberato per tornare alla sua patria e dalla sua amata famiglia. Sapendo questo, lui desidera ardentemente quel giorno. Un vero credente vive aspettando ardentemente di vedere Gesù Cristo.

Nel v13 Paolo dichiara che viviamo aspettando la “beata speranza e l’apparizione della gloria di Gesù Cristo”. Cioè, aspettiamo di vedere Cristo, per stare nella presenza di Dio Padre e di Gesù Cristo, per tutta l’eternità. Abbiamo la speranza della vita eterna con Dio, la speranza di stare nella sua presenza per tutta l’eternità, godendo la sua presenza e una comunione perfetta con Lui. E questa speranza è una certezza. In 1Pietro 1:3-4 leggiamo:

“3 Benedetto sia il Dio e Padre del Signor nostro Gesù Cristo, il quale nella sua grande misericordia ci ha rigenerati a una viva speranza per mezzo della risurrezione di Gesù Cristo dai morti, 4 per un’eredità incorruttibile, incontaminata e che non appassisce, conservata nei cieli per voi,” (1Pietro 1:3-4 LND)

Abbiamo una viva speranza, una certezza, che staremo con Dio per l’eternità. Non importa quanto cadiamo oggi. Non importa quanto siamo deboli e mancanti. Non saremo mai forti abbastanza. Non saremo mai bravi abbastanza. Ma Dio ci porterà nella sua presenza. È la SUA opera, per grazia. Avere l’eternità con Dio è una promessa che Lui ci ha dato, ed è beata e sicura.

Perciò, aspettiamo la beata speranza, aspettiamo l’apparizione della gloria di Gesù Cristo nostro Signore. Arriverà. Ancora non la vediamo, ma la gloria di Cristo apparirà, ci troveremo nella sua presenza, sia che noi moriamo prima, sia se Lui ritorna prima. Noi che abbiamo Cristo abbiamo la certezza che vedremo Cristo, non come colui che ci condannerà, ma piuttosto come colui che ci accoglierà nella sua presenza.

Perciò, alla luce di questa grandissima e meravigliosa speranza, ogni credente dovrebbe vivere aspettando di stare nella presenza di Dio.

Tristemente, non sempre lo facciamo. Non teniamo davanti agli occhi l’eternità che ci sta davanti, e non viviamo aspettando quel giorno. E per questo ci stanchiamo nel cammino, e così cadiamo nel peccato, perché non aspettiamo, attivamente, la speranza che ci sta davanti. Aspettare la beata speranza è quello che ci spinge a perseverare nel cammino, senza stancarci. Tenere gli occhi sul ritorno di Cristo è quello che ci dà gioia nel cammino.

Gesù Cristo è Dio

Poi, notate l’ultima parte del v13. Notate cosa dichiara di Gesù Cristo. Ve lo rileggo.

“13 aspettando la beata speranza e l’apparizione della gloria del grande Dio e Salvatore nostro Gesù Cristo,” (Tito 2:13 LND)

Gesù Cristo è il grande Dio e Salvatore nostro. Gesù Cristo è Dio. È chiaro. Gesù Cristo è Dio. Non un semplice uomo. Non un grande profeta del passato. Non uno che faceva tanti miracoli. Gesù è Dio, il grande Dio, il Creatore di tutto e il Giudice. Ma Gesù Cristo è anche il “Salvatore nostro”. È Colui che ci ha salvati dall’ira di Dio, e ci ha dato speranza, una beata e viva speranza.

Fratelli, Gesù Cristo sta per ritornare in gloria, in un fuoco consumante, per giudicare e fare giustizia. Chi non ha Cristo sarà terrorizzato al suo ritorno, ma noi che abbiamo Cristo aspettiamo quel giorno con gioia, aspettando di vedere il nostro Signore e Salvatore glorificato.

La vita cristiana è un cammino con Dio, giorno per giorno, aspettando l’eternità. Teniamo gli occhi in avanti, sull’eternità, sul ritorno di Cristo, perché è la chiave per vivere bene la vita cristiana senza stancarci.

Quello che Cristo ha fatto

Nei prossimi versetti Paolo va avanti e parla di quello che Cristo ha fatto per ciascuno di noi che siamo figli di Dio. Seguite mentre leggo il v14.

“[Gesù Cristo] 14 il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità …” (Tito 2:14a LND)

Che verità meravigliosa!

Per capire un po’ di più la grandezza di questa verità dobbiamo tenere in mente la nostra condizione passata. Ricordate che eravamo per natura peccatori contro Dio, ribelli e schiavi del nostro peccato. Il nostro peccato era dentro di noi, ci macchiava, e ci teneva sotto una dura schiavitù. E non potevamo uscire da quella schiavitù da soli. Il nostro peccato ci separava da Dio e ci stava portando verso un’eternità lontano da Dio, in tormento, per sempre. Ecco il contesto di questo versetto.

Ma Gesù Cristo ha fatto qualcosa di impensabile, e umanamente impossibile. Gesù Cristo ha dato sé stesso per noi, per riscattarci. “Riscattare” vuol dire liberare qualcuno dalla prigionia pagando un riscatto, cioè pagando il prezzo per la liberazione.

Quando dice che Gesù Cristo ha dato sé stesso per noi, vuol dire che è andato alla croce, caricandosi con i nostri peccati. Sulla croce ha subito l’ira di Dio che dovevamo subire noi a causa di quei peccati. E così, avendo pagato Lui al posto nostro, per tutti i nostri peccati, ci ha riscattati. Per merito di Cristo, noi che eravamo schiavi del peccato adesso non siamo più schiavi del peccato. Adesso siamo schiavi di Cristo, e in Lui siamo liberi dal peccato. Gesù Cristo ha fatto questo per noi, che eravamo ribelli e peccatori contro di Lui. Che grazia! Che amore verso di noi!

Ma voglio notare anche un dettaglio, una piccola parola, ma con un grande significato. Nel v14 leggiamo che Gesù Cristo ha dato sé stesso per riscattarci da OGNI iniquità. Notate quel “OGNI”. Gesù Cristo non ci ha riscattati solo da qualche peccato, ma da OGNI peccato. L’opera che Cristo ha fatto per noi è completa e pienamente sufficiente a salvarci. Lode a Dio per questo!

E tutto quello che Cristo ha fatto lo ha fatto PER NOI, per noi che siamo in Cristo. La sua opera è individualmente per ciascuno che è un figlio di Dio. Quindi, invito ciascuno qua che è salvato a meditare su questo. Se tu sei in Cristo, Gesù Cristo, che è Dio, ha dato sé stesso per TE, per riscattare TE da ogni iniquità. Medita sulla profondità di questa verità, e non avrai spazio per stare male nella tua vita. Medita sul cuore di Gesù Cristo per te, sulla grazia di Dio verso di te, e avrai gioia e pace, in qualsiasi situazione.

Per purificare un popolo speciale e zelante

Quello che Cristo ha fatto lo ha fatto per riscattarci da ogni iniquità, e così, ci ha fatti diventare parte del popolo di Dio. Seguite mentre leggo il v14.

“[Gesù Cristo] 14 il quale ha dato se stesso per noi, per riscattarci da ogni iniquità e purificare per sé un popolo speciale, zelante nelle buone opere.” (Tito 2:14b LND)

Pensiamo a questo. Gesù Cristo ci ha riscattati con uno scopo: farci diventare il suo popolo, un popolo speciale.

Cristo ci ha presi dai nostri peccati e ci ha purificati per essere il popolo di Dio. Di natura eravamo macchiati con i nostri peccati, perciò non potevamo solo entrare a far parte del popolo di Dio. Avevamo bisogno di essere prima purificati dai nostri peccati. Cristo ci ha presi e purificati tramite il suo sacrificio, e così adesso possiamo essere figli di Dio.

Adesso, per mezzo dell’opera di Cristo, facciamo parte del popolo speciale di Dio. Notate che dice proprio che Cristo ha purificato per sé un popolo speciale. Dio ci considera speciali. Dio ha un cuore per noi, individualmente. Dio ha cura di noi e ci ama profondamente. In Isaia 43 leggiamo del cuore di Dio per il suo popolo, ed è lo stesso cuore che ha per noi. Dio ha un cuore tenero e pieno di amore per noi, perché siamo speciali per Lui.

Allo stesso tempo, Cristo ha purificato per sé un popolo zelante nelle buone opere. Pensate a questo. Prima eravamo zelanti nel peccato. Non avevamo alcun merito davanti a Dio, ma solo tanti peccati per cui meritavamo l’ira di Dio. Ma siamo stati scelti e riscattati per essere il popolo di Dio zelante nelle buone opere. Cristo ci ha purificato, ci ha dato un nuovo cuore e nuovi desideri affinché siamo zelanti nelle buone opere, cioè affinché ci dedichiamo, di cuore, con costanza, a fare buone opere per la gloria di Dio.

La vera salvezza produce frutto, che sono le opere. Le buone opere, però, non sono le cose che anche i non credenti che hanno un buon cuore possono fare, come dare cibo ai poveri, curare gli ammalati, soccorrere i bisognosi, e così via. Le buone opere per i credenti sono le opere che portano altri a conoscere Dio e Cristo di più, e così portiamo frutto per l’eternità.

Vedete il piano di Dio per noi? Ci ha salvati, per grazia, non per merito nostro, ci ha riscattati e purificati per essere il suo popolo, per essere zelanti nelle buone opere che portano gloria a Lui.

Eravamo persi nei nostri peccati, ma Dio ha scelto di prenderci e salvarci. Che grazia immensa!

Il ruolo delle guide di chiesa

Paolo chiude il discorso nel v15 e affida a Tito un incarico molto importante. Seguite mentre leggo il v15.

“15 Insegna queste cose, esorta e riprendi con ogni autorità. Nessuno ti disprezzi.” (Tito 2:15 LND)

Paolo ha affidato a Tito vari compiti.

Tito doveva insegnare, cioè predicare le verità, affinché la verità di Dio e gli insegnamenti di Dio fossero conosciuti dai credenti, in modo che potessero metterli in pratica. Ci serve l’insegnamento per conoscere la volontà di Dio per metterla in pratica.

Tito doveva anche esortare. Doveva incoraggiare, spronare, venire accanto ai credenti e stimolarli a camminare nella verità. Ci servono le esortazioni a camminare nelle vie di Dio. La Parola di Dio stessa è piena di esortazioni, che spesso si ripetono, proprio perché abbiamo bisogno di essere esortati nel cammino.

E Tito doveva anche riprendere. La riprensione serve per chi non cammina bene. Quando ci sviamo ci serve la riprensione affinché riconosciamo il nostro peccato e lo abbandoniamo per tornare a camminare in santità.

Notate che Paolo comanda proprio a Tito di svolgere questi compiti “con ogni autorità”. Tito non aveva autorità in sé stesso, ma aveva un’autorità delegata da Dio in base al ruolo che Dio gli aveva dato nelle chiese a Creta. Perciò, doveva svolgere il suo ministero con ogni autorità, perché Dio gli aveva delegato quell’autorità.

Paolo aggiunge anche “nessuno ti disprezzi”. È un bruttissimo peccato disprezzare l’autorità di chiesa che Dio ha messo nella tua vita. Ed è come un cancro nella chiesa quando l’autorità viene disprezzata. Ti chiedo: tu come vedi l’autorità da Dio nella tua vita? Non pecchiamo disprezzando chi Dio ha posto a guida della chiesa.

Avere un ruolo di autorità in chiesa non è facile. È un compito estremamente importante e di grande responsabilità. Quanto è importante che preghiamo per la guida di chiesa e che siamo un incoraggiamento per chi ha questo ruolo. Qual è un grande incoraggiamento per una guida di chiesa che guida bene e che ha timore di Dio? Vedere i credenti che camminano bene, avendo fede in Dio, e portando frutto. Vuoi essere un incoraggiamento? Metti in pratica quello che Dio ti mostra e cammina nelle vie di Dio.

Conclusione

Ci fermiamo qua per oggi. Oggi abbiamo visto, in una forma concentrata, le verità della salvezza, della vita cristiana, e il ricordo di quello che ci sta davanti per l’eternità.

La salvezza è solo per grazia, per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo. E la vita cristiana non è solo aspettare l’eternità con Dio, vivendo come vogliamo nel frattempo. Piuttosto, vivere la vera vita cristiana vuol dire vivere sobriamente, giustamente e piamente, giorno per giorno, camminando in santità, aspettando di stare nella presenza di Dio per l’eternità.

Viviamo così, tenendo in mente la meta, la beata speranza che ci sta davanti, e camminiamo con perseveranza, con l’aiuto di Dio. Che Dio ci guidi nel cammino.