Aiuto Biblico

Tentazioni, benedizioni, ascoltare e parlare

Giacomo 1:13-20

Sermone di Leonardo Bevilacqua, www.AiutoBiblico.org per domenica, 29 agosto 2021
Descrizione: Dio non tenta nessuno. Quando siamo attirati a peccare è perché abbiamo ancora la concupiscenza dentro di noi. Ogni benedizione viene da Dio, ma ci sono ostacoli dal riconoscerlo. Dobbiamo essere pronti ad ascoltare, lenti a parlare e lenti all’ira. Ma soprattutto, viviamo ogni “dovere” ricordando le meravigliose verità della salvezza che abbiamo ricevuto.
parole chiave: tentazioni, benedizioni da Dio, ascoltare, parlare, ira di Dio, ira dell’uomo, salvezza

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Introduzione

Ti è mai passato per la testa il pensiero che la vita cristiana è difficile? Hai mai visto “l’elenco di come dovresti vivere”, e poi ti sei sentito scoraggiato e hai pensato “la vita cristiana è impossibile!”?

Ad ogni credente, almeno una volta, e per dire la verità, più volte, arrivano questi pensieri. Succede quando togliamo gli occhi da Cristo e non ci ricordiamo chi siamo, e non ci ricordiamo cosa Cristo ha fatto per noi, ma ci focalizziamo solo sui doveri.

La vita cristiana non è gravosa e pesante. La vita cristiana non è una serie di regole a cui obbedire. Piuttosto, la vita cristiana è un cammino meraviglioso, con Cristo al nostro fianco, verso un’eternità di gioia completa alla presenza di Dio. La vita cristiana è un privilegio riservato per pochi, solo per quelli che Dio sceglie di strappare dal peccato e di fare suoi figli.

Oggi guarderemo insieme altre verità in Giacomo 1. Vedremo altri aspetti di come vivere la vita cristiana, ma vedremo anche un aspetto meraviglioso della salvezza, alla luce del quale dobbiamo vivere. E se viviamo tenendo sempre presente questo aspetto della salvezza, la vita cristiana non ci sembrerà più pesante e difficile, ma sarà un privilegio e un onore.

Aprite le vostre Bibbie a Giacomo 1. Inizieremo a guardare questo brano dal versetto 13.

Essere tentato

Pensa alla tua vita. Pecchi ancora? Certo, e questo vale per ciascuno di noi. Ciascuno di noi sa che essere salvati non vuol dire che non pecchiamo più. Se siamo veramente salvati non pecchiamo più minimamente come prima, ma pecchiamo ancora e abbiamo ancora peccati residui nel nostro cuore, che dobbiamo riconoscere e confessare.

Il fatto che abbiamo ancora peccato nel nostro cuore è visibile quando siamo attirati a peccare. Dal versetto 13 di Giacomo 1, Giacomo ci parla di essere tentati. Nella Bibbia, più volte la parola usata per “prove” e per “tentazioni” è la stessa. Ma, in questo contesto, il significato di “essere tentato” è il significato tipico italiano della parola. Cioè, sta parlando di quando siamo attirati a qualcosa di male, che sappiamo che non è buono per noi, ma ci attira così tanto che siamo lì lì per caderci.

Tenete in mente il significato di “essere tentato” e seguite mentre leggo dal versetto 13.

“13 Nessuno, quando è tentato, dica: "Io sono tentato da Dio", perché Dio non può essere tentato dal male, ed egli stesso non tenta nessuno. 14 Ciascuno invece è tentato, quando è attirato e adescato dalla propria concupiscenza. 15 Poi, quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, genera la morte.” (Giacomo 1:13-15 LND)

Tristemente, tante volte, nella vita, siamo attirati al peccato. Nella carne, per giustificarci, un pensiero che potrebbe arrivare è “Ah, questa è una prova da Dio. Dio mi attira al peccato per vedere se ci casco o se sono fedele a Lui”. Questo pensiero è falso e Giacomo ci spiega perché.

Dio non ci tenta nel senso di indurci a peccare o di attirarci verso il peccato. Dio non fa MAI questo. Dio non ha NULLA a che fare con il peccato, Lui è tre volte santo. Dio non cerca MAI di spingere i suoi figli a peccare. Quindi, pensare che sia Dio che ci tenta con il peccato, è falsissimo e abominevole.

Piuttosto, i versetti 14 e 15ci dichiarano come stanno veramente le cose:

“14 Ciascuno invece è tentato, quando è attirato e adescato dalla propria concupiscenza. 15 Poi, quando la concupiscenza ha concepito, partorisce il peccato; e il peccato, quando è compiuto, genera la morte.” (Giacomo 1:14-15 LND)

Quando siamo tentati, quando siamo attirati a peccare, è perché c’è ancora la concupiscenza in noi. Quando un peccato ci attira è perché c’è ancora una parte peccaminosa nel nostro cuore che è attirata al peccato. Ed è fondamentale riconoscere questo, perché quando siamo attirati al peccato, anche se non l’abbiamo ancora commesso esternamente, abbiamo già peccato nel nostro cuore. Il fatto che siamo attirati dimostra che c’è ancora concupiscenza nel nostro cuore, che è da riconoscere e confessare.

Spesso, non sempre, la concupiscenza ci spinge non solo a desiderare il peccato ma anche a commettere quel peccato che ci attira. E questo peccato “compiuto”, genera la morte, genera separazione tra noi e Dio, ci rende colpevoli e macchiati davanti a Dio.

Spesso, fratelli, quando pecchiamo siamo veloci a riconoscere il peccato esterno, il peccato “compiuto”, quello visibile. Ma manchiamo di riconoscere e confessare la concupiscenza che ha concepito e partorito quel peccato. Solo se riconosciamo la concupiscenza che sta sotto, il peccato di fondo, saremo veramente liberati anche dal peccato esterno. Altrimenti, continueremo a commettere volta dopo volta lo stesso peccato, perché sarà come un’erbaccia di cui strappiamo la parte superficiale ma continuiamo a lasciare la radice, e lei continua a ricacciare nuove foglie.

Per la nostra carne, non è piacevole riconoscere i peccati di fondo che si nascondono dietro i peccati superficiali. Ma è fondamentale se vogliamo avere vera vittoria sul peccato. La strada dura e difficile nella carne, è la strada che porta ad essere veramente benedetti avendo più di Cristo nella nostra vita.

Però, è vero che quando ci troviamo in una prova possiamo cadere, ma è anche vero che, se nella stessa prova, invece, teniamo gli occhi su Cristo, quella prova fortificherà la nostra fede. Le prove che Dio ci manda, se le superiamo, servono per fortificare la nostra fede in Dio e farci crescere.

Quindi, riassumendo, abbiamo prove nella nostra vita. E a volte, tristemente, falliamo le prove, perché cadiamo nel peccato. Il peccato che è ancora dentro di noi, la nostra concupiscenza, che è già peccato, ci spinge a peccare anche esternamente. È fondamentale che riconosciamo non solo il peccato esterno, ma anche e soprattutto la radice di peccato che c’è nel cuore.

E ricordate che Dio non ci manda le prove per farci cadere, piuttosto, Dio ci manda le prove affinché la nostra fede sia fortificata e così assomigliamo di più a Gesù Cristo.

Ogni benedizione viene da Dio

Dio non ci spinge verso il male, piuttosto, ci ricolma di bene. Se ci guardiamo intorno, se esaminiamo le nostre vite, ci rendiamo conto che siamo stra benedetti. Se tu ti fermi a valutare la tua vita, campo per campo, riconoscerai che sei ricolmo di benedizioni, benedizioni materiali e anche spirituali. Non ci vuole tanto a riconoscere che abbiamo tantissime benedizioni. Però, a volte, nella carne, non vogliamo riconoscere da dove vengono le benedizioni che abbiamo. Nella carne vogliamo credere che meritiamo le nostre benedizioni e che le abbiamo prodotte noi. Non è così!

Seguite mentre leggo dal versetto 16.

“16 Non lasciatevi ingannare, fratelli miei carissimi; 17 ogni buona donazione e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre dei lumi, presso il quale non vi è mutamento né ombra di rivolgimento.” (Giacomo 1:16-17 LND)

Questi versetti sono chiarissimi. Ogni buon dono, ogni benedizione che hai nella tua vita viene da Dio. Tutto quello che hai di buono, che godete, tu e la tua famiglia, viene da Dio. Dio è colui che ci dona ogni cosa buona. Notate anche il carattere e il cuore di Dio. La fine del versetto 17 dice che presso Dio non c’è “mutamento né ombra di rivolgimento”. Dio rimane sempre lo stesso. Dio non cambia, e non cambia idea dopo aver benedetto. Dio ci ricopre di benedizioni, ma non è che poi ci ripensa e ci toglie le sue benedizioni. Al contrario, Dio continua a benedirci. Come anche Dio continua a disciplinare i credenti che rimangono nel peccato. Dio rimane sempre santo, potente, sovrano.

Allora, è importante dire che con i nostri occhi terreni, non sempre vediamo quello che Dio ci manda come una buona donazione e un dono perfetto. Infatti, spesso quello che Dio ci manda non è piacevole nella carne. Ma produce sempre un frutto piacevole e meraviglioso.

Ostacoli

Notate che all’inizio del versetto 16 Giacomo dice: “non lasciatevi ingannare”. E prima ho detto che, anche se è evidente che siamo ricolmi di benedizioni, a volte non vogliamo riconoscere che sono da Dio.

Perché dobbiamo stare in guardia dall’essere ingannati? Perché a volte non vogliamo riconoscere che tutte le benedizioni che abbiamo vengono da Dio? Ci sono alcuni ostacoli che ci impediscono di glorificare Dio attribuendogli tutto il bene che riceviamo, come invece è giusto fare.

Orgoglio

Il primo ostacolo a riconoscere che tutto è un dono da Dio è il nostro peccato, specificamente, il nostro orgoglio. Quante volte hai guardato alla tua vita e, o a parole o solo dentro di te, ti sei sentito fiero di te. Magari hai costruito casa ed è venuta bene, oppure hai una bella famiglia, meglio di tante. E dentro di te pensi “Sono stato proprio bravo. Mi sono impegnato e guarda che bei risultati che ho”. Ma, pensaci. Le benedizioni che hai nella tua vita, sono veramente per merito tuo? Se hai una bella casa, o un bell’orto, è veramente per merito tuo? Certo, tu ti sei impegnato, ma chi ti ha dato la forza per poterlo fare? Chi ti ha dato la salute? Chi ti ha dato l’intelligenza per capire come costruire la casa, o come pianificare l’orto? Tutto viene da Dio! E che terribile peccato contro Dioquando prendiamo per noi meriti che abbiamo ricevuto da Dio, o detto in termini biblici, quando prendiamo per noi stessi gloria che in realtà spetta solo a Dio.

C’è un brano che parla di questo, 1 Corinzi 4:7. Ve lo leggo.

“Che cosa infatti ti rende diverso? Che cosa hai tu che non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti glori come se non l’avessi ricevuto?” (1Corinzi 4:7 LND)

Tutto quello che hai viene da Dio. Se hai benedizioni che puoi godere è solo perché Dio ha scelto di benedirti. E se hai RICEVUTO tutto quello che hai, perché ti glori come se l’avessi creato tu? Questo peccato, il peccato di non glorificare Dio e di non ringraziare Dio, viene menzionato in Romani 1 come il peccato di cui tutti gli uomini sono colpevoli di natura. E su chi non si ravvede verrà riversata l’ira di Dio per questo. Vi leggo in Romani 1:18-21.

“18 Perché l’ira di Dio si rivela dal cielo sopra ogni empietà e ingiustizia degli uomini, che soffocano la verità nell’ingiustizia, 19 poiché ciò che si può conoscere di Dio è manifestato in loro, perché Dio lo ha loro manifestato. 20 Infatti le sue qualità invisibili e la sua eterna potenza e divinità, essendo evidenti per mezzo delle sue opere fin dalla creazione del mondo, si vedono chiaramente, affinché siano inescusabili. 21 Poiché, pur avendo conosciuto Dio, non l’hanno però glorificato né l’hanno ringraziato come Dio, anzi sono divenuti insensati nei loro ragionamenti e il loro cuore senza intendimento si è ottenebrato.” (Romani 1:18-21 LND)

Credere di aver meritato le benedizioni che abbiamo, credere di averle prodotte noi, e di conseguenza, non ringraziare e glorificare Dio per quello che abbiamo ricevuto, è un gravissimo peccato.

Quindi, il nostro orgoglio è il primo ostacolo da riconoscere che tutto è un dono da Dio.

Caso, fortuna, natura

Un altro ostacolo a riconoscere che ogni buon dono è da Dio è Satana. Satana non vuole che diamo gloria a Dio, e perciò promuove nella nostra mente e nella società pensieri o teorie che vanno contro Dio. Per esempio, un pensiero molto malvagio, che è anche estremamente comune nella società, è di attribuire quello che succede al caso, alla fortuna, oppure alla cosiddetta forza della natura. Oh prego che nessuno di noi, che si chiama figlio di Dio, faccia questo. Questo è abominevole! Questo è negare che è Dio che gestisce tutto, e da cui viene ogni benedizione! Questo modo di pensare fa parte di un modo malvagio e falso di vedere la vita e il mondo, in cui Dio non esiste, o almeno non è attivo, e tutto succede per caso. Oppure, c’è il pensiero che Dio non esiste, e la natura ha questa specie di forza mistica e di volontà propria.

Non esiste il caso, non esiste la “forza della natura”, non esiste la fortuna. Esiste solo un grande Dio GLORIOSO e POTENTE, che è SOVRANO su tutto. E ogni benedizione che abbiamo viene da Lui, perché Lui nella sua infinita GRAZIA e MISERICORDIA sceglie di farci del bene, invece di solo distruggerci. Oh, fratelli e sorelle, non offendiamo Dio attribuendo ad altri quello che viene solo da Lui!

Paolo e Barnaba, a Listra, quando le persone volevano offrire loro un sacrificio credendo che fossero dèi, cercarono di fermare questi uomini. E spiegarono loro che Dio ha fatto ogni cosa, e che le benedizioni di Dio sono una testimonianza che Dio dà di se stesso, affinché tutti sappiano che c’è Dio. Ve lo leggo.

“14 Ma gli apostoli Barnaba e Paolo, udito ciò, si stracciarono le vesti e si precipitarono in mezzo alla folla, gridando e dicendo: 15 "Uomini, perché fate queste cose? Anche noi siamo esseri umani con la vostra stessa natura e vi annunziamo la buona novella, affinché da queste cose vane vi convertiate al Dio vivente che ha fatto il cielo, la terra, il mare e tutte le cose che sono in essi. 16 Nelle generazioni passate egli ha lasciato che tutte le nazioni seguissero le loro strade; 17 ma non ha lasciato se stesso senza testimonianza, facendo del bene, dandoci dal cielo piogge e stagioni fruttifere e riempiendo i nostri cuori di cibo e di gioia". 18 Dicendo queste cose, riuscirono a stento a trattenere le folle dall’offrire loro un sacrificio.” (Atti 14:14-18 LND)

Tutte le benedizioni che abbiamo e godiamo vengono da Dio e ci mostrano il cuore di Dio. Niente di quello che riceviamo viene dal caso o per “fortuna”. Tutto viene da Dio!

Fratello, sorella, stai in guardia! Non lasciarti ingannare! Ogni buona donazione, ogni dono perfetto, ogni benedizione che hai nella tua vita viene da Dio! Dai a Dio la gloria che merita per tutto il bene che manda nella tua vita!

La salvezza: tutta da Dio

Dio, il nostro Buon Padre celeste, ci ricolma ogni giorno di tante benedizioni. Ma tra le benedizioni che Dio ci ha dato, c’è una benedizione che supera infinitamente tutte le altre. Nel versetto 18 Giacomo ci parla di questa benedizione, che è la più grande in assoluto. Seguite mentre leggo.

“18 Egli ci ha generati di sua volontà mediante la parola di verità, affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature.” (Giacomo 1:18 LND)

La salvezza è la benedizione più grande in assoluto. La salvezza vale più di qualsiasi altra benedizione che possiamo avere in questa vita. Tutte le benedizioni terrene finiranno, ma la salvezza dura per tutta l’eternità. E la salvezza, come tutte le altre benedizioni, viene da Dio.

Fratelli e sorelle, la salvezza, questo dono MERAVIGLIOSO, e INCREDIBILE, che Dio ci ha dato, è tutto solo per GRAZIA.

Dio ci ha generati, cioè, ci ha dato vita spirituale. Di natura eravamo spiritualmente morti, non c’era vita in noi. Ma Dio, quando eravamo spiritualmente morti, ci ha donato la nuova vita. Ci ha fatti nascere di nuovo!

Poi, notate tre parole meravigliose all’inizio del versetto 18:

“18 Egli ci ha generati di sua volontà...” (Giacomo 1:18a LND)

Dio ci ha generati di SUA volontà. Pensiamo a cosa vuol dire questo. Il fatto che Dio ci ha generati era la libera scelta di Dio. Dio ci ha fatto nascere di nuovo per sua scelta, non per meriti nostri, non per volontà nostra, né perché Dio aveva visto che avremmo creduto. No, fratelli! La salvezza è tutta la volontà di Dio, per grazia. Vi leggo alcuni versetti meravigliosi che parlano di questo, da Romani 9.

“10 E non solo questo, ma anche Rebecca concepì da un solo uomo, da Isacco nostro padre; 11 infatti, quando non erano ancora nati i figli e non avevano fatto bene o male alcuno (affinché rimanesse fermo il proponimento di Dio secondo l’elezione e non a motivo delle opere, ma per colui che chiama), 12 le fu detto: "Il maggiore servirà al minore",” (Romani 9:10-12 LND)
“15 Egli dice infatti a Mosé: "Io avrò misericordia di chi avrò misericordia, e avrò compassione di chi avrò compassione". 16 Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia.” (Romani 9:15-16 LND)

Oh, che meravigliosa verità! La salvezza non dipende da chi vuole né da chi corre, perché di natura nessuno vuole la salvezza e nessuno si impegna per ottenerla. Piuttosto, la salvezza è opera di Dio che fa MISERICORDIA! O lode a Dio per questo!

Primizie delle sue creature

E poi notate la fine del versetto 18, quando dice che Dio ci ha generati di sua volontà, o possiamo anche dire, ci ha salvati, “affinché siamo in certo modo le primizie delle sue creature”. Parlando del raccolto di un campo, le primizie sono la parte speciale del raccolto, sono la prima parte, la parte destinata a Dio, così indicando che tutto viene da Dio e appartiene a Dio. Le primizie sono totalmente per Dio. Dio ci ha scelto per essere come primizie tra le sue creature. Cioè, tra tutto quello che Dio ha creato, Lui ha scelto noi per essere speciali per Lui, per fare parte del suo popolo speciale. Avere la salvezza significa fare parte di quel piccolo gruppo a cui Dio ha scelto di fare misericordia. Nessuno di noi avrebbe MAI meritato di essere salvato. Nessuno di noi poteva MAI fare abbastanza opere buone, o impegnarsi abbastanza, per ottenere la salvezza. Di natura, eravamo anche noi terribili peccatori, come tutti gli altri, nessuno meritava di essere scelto da Dio. Eppure, vedete la somma grazia di Dio, e la sua misericordia, che ci ha scelti di sua volontà per darci vita spirituale, e per farci diventare parte del suo popolo speciale, della sua famiglia! Non era per alcun merito in noi, era solo secondo la sua volontà. Davanti a questa verità, ciascuno di noi non può fare altro che dire: “Padre, grazie per la tua grazia che hai avuto verso di me peccatore!”.

Come vivere

Come abbiamo visto nello scorso sermone, Giacomo è un libro molto pratico, che ci spiega proprio come vivere in vari aspetti pratici della vita cristiana. E stiamo per vedere altri aspetti di come vivere. Però, avendo appena parlato della salvezza, prima di andare avanti, voglio fermarmi per ricordarci una verità importantissima.

Stiamo per leggere il versetto 19, che inizia con una parola molto importante: “Perciò”. Quando troviamo un “perciò” nella Bibbia, è una spia lampeggiante, che ci dice che se non abbiamo veramente afferrato quello che l’autore ha detto fino ad adesso, mancheremo il senso di quello che sta per dire. Infatti, si usa “perciò” quando si è preparata tutta la base per affrontare un argomento, e adesso si inizia a parlare dell’argomento vero e proprio. Quindi, capite che veramente afferrare quello che viene prima del “perciò” è fondamentale.

Qui in Giacomo 1, qual è la base a cui si riferisce questo “perciò”? Giacomo ci ha appena parlato della salvezza che abbiamo ricevuto solo per grazia, da Dio. Ci ha appena mostrato il cuore di Dio, che ci ha generati di sua volontà, per sua scelta, affinché fossimo le primizie delle sue creature. Ci ha appena ricordato l’opera meravigliosa che Dio ha fatto per noi, peccatori, che meritavamo solo il tormento eterno. Ecco la base di questo “perciò”.

Perciò”, ricordando tutto quello che Dio ha fatto per voi, vivete così. I comandamenti sono tutti fondati su quello che Dio ha fatto per noi.

Pronti ad ascoltare

Allora, tenendo questo in mente, ascoltate mentre Giacomo ci aiuta a vedere come camminare in santità in un altro campo della vita. Visto che siamo salvati, visto che Dio ci ha scelti per fare parte del suo popolo, dobbiamo vivere così. Non come un pesante dovere, ma come conseguenza del fatto che adesso siamo figli di Dio. Seguite mentre leggo i versetti 19-20.

“19 Perciò, fratelli miei carissimi, sia ogni uomo pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira, 20 perché l’ira dell’uomo non promuove la giustizia di Dio.” (Giacomo 1:19-20 LND)

Qui troviamo tre comandamenti: ogni uomo deve essere pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira. Questo descrive uno stile di vita che è il contrario di essere impulsivo. Chi è un vero figlio di Dio deve avere timore di Dio.

Prima, è importante capire il senso vero di “ascoltare”. Ascoltare non è solo sentire, piuttosto, è ricevere le parole nel cuore. Ascoltare Dio vuol dire ricevere nel cuore quello che Lui ci dice. Quindi, ascoltare è ricevere di cuore quello che qualcuno dice.

Quando parli prima di aver veramente ascoltato bene, non stai avendo timore di Dio e stai disprezzando la persona che ti parla. Quando qualcuno ti dice qualcosa e tu subito dai la tua opinione, oppure subito controbatti quello che sta dicendo, senza aver prima ascoltato, dimostri di non avere timore di Dio e non onori quella persona. Quando solo scatti con ira, e sfoghi la tua rabbia, non stai avendo timore di Dio. In tutte queste situazioni, non stai avendo autocontrollo e stai reagendo carnalmente, dando spazio alla tua carne. Questo è grave! Se ti riconosci in questo, se ti rendi conto che tu sei così, riconosci quanto è grave, riconosci il tuo peccato e ravvediti. Non ascoltare prima di parlare, essere impulsivo nel parlare o anche solo nei pensieri, non onora Dio e ti porterà tanto male nella vita.

Di natura, nella carne, tendiamo ad essere impulsivi nelle nostre reazioni. Per questo dobbiamo combattere contro la nostra tendenza carnale. Quindi, per camminare in santità dobbiamo essere pronti ad ascoltare gli altri di cuore, e dobbiamo essere lenti a parlare. Se vivi così i litigi spariranno.

Poi, nel versetto 20 capiamo il motivo per cui dobbiamo essere lenti all’ira. Infatti dice:

“20 perché l’ira dell’uomo non promuove la giustizia di Dio.” (Giacomo 1:20 LND)

L’ira dell’uomo, l’ira carnale, non promuove la giustizia di Dio. C’è un’ira che viene da Dio, che promuove la giustizia di Dio. Nella Bibbia, varie volte vediamo esempi di uomini che avevano ira, ed arrivavano anche ad essere violenti, ma in quei casi non era un’ira peccaminosa, perché era un’ira che promuoveva la giustizia di Dio. Un esempio è Nehemia, quando ha rimproverato, maledetto e picchiato alcuni Giudei che avevano sposato donne straniere, rischiando di contaminare di nuovo il popolo di Dio con l’idolatria. Un altro esempio è Gesù, quando ha scacciato i venditori dal tempio, con grande ira, rovesciando le loro tavole, e parlando molto duramente contro di loro. Quindi, c’è un’ira santa che viene da Dio, un’ira che dovrebbe investire i figli di Dio quando vedono che il nome di Dio è diffamato, quando Cristo viene disprezzato, quando c’è peccato tra i figli di Dio.

Ma la verità è che la nostra ira, nella grande maggioranza dei casi, non è ira santa da Dio. Piuttosto, molto spesso la nostra ira è carnale e peccaminosa e non promuove la giustizia di Dio. Come dice qua, è “l’ira dell’uomo”. Fratelli, dobbiamo resistere e combattere contro la carne che vorrebbe sfogarsi, e piuttosto camminare in santità, con timore di Dio.

Quando cadiamo e abbiamo ira, dobbiamo riconoscere quanto è grave e confessarlo, a Dio e anche a coloro contro i quali abbiamo avuto ira.

Il senso del brano

È importante non intendere male il senso di questo brano in Giacomo. Non sta dicendo di NON parlare, e non sta neanche dicendo che prima di poter dire qualcosa dobbiamo ascoltare tutto quello che gli altri hanno da dire. Piuttosto, sta dicendo di essere LENTI a parlare, di avere autocontrollo, di non agire impulsivamente nella carne. C’è una bella differenza.

Anche in questo caso, come in tutto il resto della Bibbia, per capire correttamente un brano dobbiamo leggerlo nel suo contesto, che è tutta la Bibbia.

Infatti, per esempio, una situazione molto comune è quando un figlio fa storie con i genitori. È buono che i genitori ascoltino quello che il figlio ha da dire, ma non è che devono aspettare necessariamente che finisca di dire tutto quello che ha da dire prima di intervenire loro. Anzi, è giusto e buono davanti a Dio, se è il caso, che i genitori, con autorità, fermino il figlio e lo facciano tacere. In quel caso non è peccato.

Quindi, per chiudere, linsegnamento di questo brano in Giacomo ci mostra qual è il cuore da avere. Dobbiamo avere uno spirito mansueto e timorato di Dio. Non vuol dire essere passivi nelle situazioni, piuttosto, vuol dire tenere a freno la nostra carne e non reagire carnalmente. Vuol dire anche essere umili e amare gli altri.

Conclusione

Per oggi ci fermiamo qua, c’è già tanto da digerire. Questo non è un sermone accademico, che serve per superare un esame. Questo è un sermone molto pratico, che esamina un libro molto pratico.

Oggi non abbiamo visto tante verità per avere più conoscenza biblica. Piuttosto, abbiamo visto la meravigliosa verità della salvezza che abbiamo in Cristo, il dono più grande in assoluto, e poi abbiamo visto alcuni aspetti di come vivere alla luce della salvezza che Dio ci ha donato.

Fratello, sorella, esaminati. Tu riconosci che tutte le benedizioni che hai vengono da Dio? Oppure, prendi per te un po’ del merito, o attribuisci al caso, o alla fortuna, quello che in realtà viene solo da Dio? Se tu vedi che fai questo, riconosci il tuo peccato e confessalo, perché c’è perdono in Cristo e c’è abbondanza di gioia quando ringrazi Dio e dai gloria a Lui per quello che Lui ti dà.

Poi, esamina il tuo modo di reagire quando qualcuno ti parla. Sei mansueto e pronto ad ascoltare? Hai autocontrollo, oppure lasci sfogare la tua carne e quindi reagisci in modo peccaminoso? Se riconosci che le tue reazioni a volte, o spesso, sono peccaminose, riconosci il tuo peccato e ravvediti. E chiedi a Dio di cambiarti. Dio può cambiarti e Dio vuole cambiarti. Affidati a Lui e cammina in santità, essendo pronto ad ascoltare, lento a parlare e lento all’ira.

Oh prego che ciascuno che mi ascolta abbia un cuore aperto a ricevere la parola di Dio che ha sentito oggi, e a metterla in pratica. Se abbiamo questo cuore, Dio è con noi e ci aiuta a mettere in pratica e anche a vedere di più. Oh che possiamo crescere nell’essere sempre più piacevoli a Dio!