Aiuto Biblico

La lingua, la sapienza che viene dall'alto

Giacomo 3

Sermone di Leonardo Bevilacqua, www.AiutoBiblico.org per domenica, 24 ottobre 2021
Descrizione: Le nostre parole sono un’arma potentissima che abbiamo. Dalla nostra bocca possono uscire bontà e parole di grazia, oppure possono uscire malvagità e parole cattive. Dipende tutto da come la usiamo.
Poi, abbiamo sempre bisogno di sapienza. C’è la vera sapienza che viene da Dio e che produce del bene, e la falsa sapienza, che è terrena e che produce ogni sorta di male.
parole chiave: maestro, più severo giudizio, lingua, vera sapienza, falsa sapienza

Audio:

Introduzione

Tu sai che hai un’arma sempre con te? Tu hai un’arma con te, un’arma MOLTO potente.

Quando un soldato porta la sua arma, come la porta? Cammina come se niente fosse, oppure sta estremamente attento a come la tiene e a come la usa? Certamente, sta MOLTO attento, ha una cura speciale per come tiene, come muove e come usa l’arma.

Tu hai un’arma sempre con te, un’arma estremamente potente, ed è fondamentale che tu stia sempre molto attento a come usi quest’arma, perché se la usi male puoi fare GRANDI danni.

Questa arma sono le tue parole. Le parole, tutto quello che esce dalla tua bocca, possono essere molto potenti. Possono incoraggiare uno che è estremamente scoraggiato e abbattuto, possono mostrare amore a chi non si sente amato, possono comunicare le verità che portano alla salvezza eterna, ma possono anche ferire persone preziose, e possono fare molto male. Le parole sono un’arma potente, che devi usare bene, con estrema cura.

Nel capitolo 3 di Giacomo, Dio, tramite Giacomo, ci fa un discorso molto importante. In questo capitolo, Dio ci parla dell’uso della lingua. La lingua, ovvero, quello che diciamo, può essere guidato da Dio oppure può essere guidato dalla carne, dal nostro peccato. Le nostre parole possono essere molto potenti, possono essere usate da Dio per edificare gli altri, oppure possiamo peccare con le nostre parole e ferire gli altri. Tutto dipende da come usiamo la nostra lingua.

Per dire il vero, tristemente, le nostre parole sono uno dei modi più comuni in cui il nostro peccato si manifesta. Spesso il peccato che abbiamo ancora nei nostri cuori viene fuori in quello che diciamo.

In questo capitolo Giacomo ci mette in guardia, affinché non pecchiamo con la nostra lingua.

Non siate in molti a far da maestri

La prima esortazione che Giacomo ci dà, nel versetto 1, riguarda il “far da maestri”. “Far da maestri” vuol dire insegnare le verità di Dio ad altri. Si può insegnare in modo ufficiale, essendo riconosciuto dalla chiesa, si può insegnare a tu per tu, si può insegnare per conto proprio in Internet. Certamente insegnare le verità di Dio ad altri è un grande privilegio ma è anche una grande responsabilità. Infatti, chi insegna ha la responsabilità di predicare la Parola di Dio fedelmente, senza toglierne o aggiungerne nulla.

Giacomo ci comanda di non essere in molti a fare da maestri, perché i maestri saranno giudicati più severamente. Seguite mentre leggo i versetti 1 e 2.

“1 Fratelli miei, non siate in molti a far da maestri, sapendo che ne riceveremo un più severo giudizio, 2 poiché tutti manchiamo in molte cose. Se uno non sbaglia nel parlare, è un uomo perfetto, capace anche di tenere a freno tutto il corpo.” (Giacomo 3:1-2 LND)

Il principio in questi versetti è chiaro. Chi è un maestro sarà giudicato più severamente degli altri. Infatti, come dicevo, essere un maestro è un privilegio, ma è anche una grande responsabilità. Chi insegna deve stare sempre ben in guardia perinsegnare la Parola di Dio fedelmente. Se un maestro non sta costantemente ben in guardia, può facilmente sviare le pecore di Dio, o coloro che stanno cercando Dio. Questo è un gravissimo peccato davanti a Dio, perché Dio è geloso delle sue pecore e della sua gloria.

Fare da maestro vuol dire anche avere il ruolo di poter influenzare chi ascolta. Questo può essere molto usato da Dio, per stimolare i credenti nel bene, per incoraggiarli a crescere nella fede, per mostrare loro più di Gesù Cristo, e per aiutare chi non conosce Cristo ad essere salvato. Ma, allo stesso tempo, poter influenzare chi ascolta può essere anche un male, se il maestro non è fedele. Chi influenza negativamente gli altri è gravemente colpevole davanti a Dio.

Ciascuno di noi che siamo figli di Dio manca in molte cose, cioè, ciascuno di noi ancora pecca in vari campi della vita. Anche i maestri peccano ancora. Però, anche se il peccato è sempre gravissimo agli occhi di Dio, è ancora più grave quando il peccato è di insegnare in modo sbagliato le verità di Dio. Per questo motivo, visto che tutti, tristemente, ancora pecchiamo, e visto che peccare essendo un maestro è ancora più grave, Giacomo ci comanda di non essere in molti a fare da maestri.

Non siate in molti

Dio non ci dà comandamenti che non ci servono, quindi, quando ci comanda di non fare qualcosa vuol dire che possiamo avere la tentazione di farla. In questo caso, è molto possibile che vari vogliano essere dei maestri. Nella carne si può essere attirati ad avere questo ruolo per essere notati, oper avere una certa importanza nella chiesa, o davanti agli altri, anche al di fuori della chiesa, per esempio in Internet. Questo è il nostro orgoglio, che ci spinge a cercare gloria per noi stessi.

Certamente, Dio chiama varie persone ad essere maestri, ed è buono e giusto che questi si impegnino ad insegnare fedelmente, per l’edificazione del corpo di Cristo. Ma se uno non è veramente chiamato da Dio, ma solo desidera essere un maestro per avere un ruolo importante, o per un’altra motivazione carnale, costui non deve insegnare. Infatti, avendo quel cuore, che non è per nulla timorato di Dio, potrebbe facilmente non essere fedele in quello che insegna, potrebbe sviare le pecore di Dio o chi cerca Dio, e così attirerebbe su di sé un terribile giudizio, per aver fatto inciampare altri.

Peccare con la lingua

Tristemente, tutti ancora pecchiamo in vari campi della vita. Se siamo salvati, non pecchiamo più minimamente come prima. Non camminiamo nel peccato. Però, ancora cadiamo, perché abbiamo ancora del residuo di peccato nel nostro cuore. Nel versetto 2 Giacomo ci parla di questo. Seguite mentre rileggo il versetto 2.

“2 poiché tutti manchiamo in molte cose. Se uno non sbaglia nel parlare, è un uomo perfetto, capace anche di tenere a freno tutto il corpo.” (Giacomo 3:2 LND)

Tutti manchiamo, cioè pecchiamo, in molte cose. Ciascuno di noi, esaminando la propria vita, sa che ancora pecchiamo in vari campi della vita. Un campo in cui possiamo peccare spesso è l’uso della nostra lingua. Come dice qui nel versetto 2, se uno non sbaglia nel parlare, è un uomo perfetto, e può anche tenere a freno tutto il suo corpo. L’uso della lingua è uno dei campi in cui dobbiamo combattere costantemente, per non sbagliare nel parlare e quindi non peccare contro Dio. Chi non sbaglia nel parlare ha anche controllo su tutto il suo corpo.

La lingua dirige il corpo

In questo capitolo, Giacomo parla della lingua, come se fosse un membro del corpo che ha la capacità di pensare per conto suo. Parlando della lingua Giacomo sta parlando delle nostre parole, di quello che diciamo, e sta parlando del nostro cuore, perché tutto quello che esce dalla bocca viene dal cuore.

Nei versetti 3 a 6, Giacomo ci dà vari paragoni per aiutarci a capire quanto la lingua è uno strumento potente. Seguite mentre leggo.

“3 Ecco, noi mettiamo il freno nella bocca dei cavalli, perché ci ubbidiscano, e così possiamo guidare tutto il loro corpo. 4 Ecco, anche le navi, benché siano tanto grandi e siano spinte da forti venti, sono guidate da un piccolissimo timone dovunque vuole il timoniere. 5 Così anche la lingua è un piccolo membro, ma si vanta di grandi cose. Considerate come un piccolo fuoco incendi una grande foresta! 6 Anche la lingua è un fuoco, il mondo dell’iniquità. Così posta com’è fra le nostre membra, la lingua contamina tutto il corpo, infiamma il corso della vita ed è infiammata dalla Geenna.” (Giacomo 3:3-6 LND)

La lingua è un piccolo membro che, in un certo senso, dirige tutto il corpo. Per guidare i cavalli si mette loro in bocca il freno, che poi viene usato da chi cavalca per guidare il cavallo. Un cavallo può essere anche molto grande, ma questo piccolo strumento lo guida.

Allo stesso modo, una nave può essere grandissima e molto imponente, ma è guidata da un piccolissimo timone dove vuole il timoniere. Similmente, la lingua, che è piccolissima in confronto a tutto il corpo, può guidare l’intero corpo.

Infine, il terzo paragone che Giacomo ci dà è quello di un piccolo fuoco che incendia una grande foresta. Un fuoco inizia piccolo, ma poi si allarga sempre di più fino a incendiare e a distruggere tutta la foresta. La lingua è come un piccolo fuoco che può fare tanto danno ad altri, a noi stessi, ai rapporti e all’opera di Dio.

La lingua, pur essendo un membro piccolo del corpo, si vanta di cose grandi, può dirigere tutto il corpo e può fare grande danno.

Inoltre, Giacomo dice che la lingua è il mondo dell’iniquità, che contamina tutto il corpo, che infiamma il corso della vita e che è infiammata dalla Geenna. La lingua fa uscire il peccato che c’è dentro di noi. E la lingua spesso non è guidata dallo Spirito Santo, ma è infiammata dalla Geenna, cioè, parla da parte di Satana e non di Dio. Le nostre parole possono fare terribilmente male, possono ferire, possono danneggiare. Possono essere strumenti di Satana.

Fratelli e sorelle, dobbiamo stare in guardia quando parliamo! Dobbiamo capire quanto le nostre parole possono fare del bene, sì, ma possono anche fare molto, molto male, e danneggiare le persone. Quanto è importante che stiamo in guardia per usare la nostra lingua per il bene, per la gloria di Dio, e non per il male!

Dalla lingua viene ogni sorta di male

Poi, nei versetti 7 e 8 leggiamo che la lingua è un essere indomabile, e da cui viene ogni sorta di male. Leggo i versetti 7 e 8.

“7 Infatti ogni sorta di bestie, di uccelli, di rettili e di animali marini può essere domata, ed è stata domata dalla razza umana, 8 ma la lingua nessun uomo la può domare; è un male che non si può frenare, è piena di veleno mortifero.” (Giacomo 3:7-8 LND)

Quando Dio ha creato gli animali ha dato all’uomo dominio su di essi. Così, l’uomo può domare ogni sorta di animale, ma da solo, non può domare la propria lingua. La lingua è indomabile. E la lingua è un male che non si può frenare, ed è piena di veleno mortifero. Dalla lingua viene ogni sorta di male.

Di natura, nessun uomo può domare la lingua o controllare il veleno che ne esce. Di natura, possiamo cercare di trattenerci, possiamo cercare di controllare quello che esce dalla nostra bocca, ma comunque scappa sempre fuori la cattiveria e il veleno mortifero che c’è dentro.

Fratelli, la lingua, ovvero le nostre parole, rispecchiano quello che c’è nel cuore. Il cuore è indomabile per natura. Il nostro peccato è indomabile per natura. La lingua, in sé, è un organo del nostro corpo che possiamo controllare fisicamente. Quello che per natura non possiamo controllare è il nostro cuore e quello che ne esce, cioè il nostro peccato. La lingua, in sé, non è peccaminosa. Il nostro peccato, che di natura è radicato nel nostro cuore, fa muovere la lingua in modo peccaminoso e malvagio.

Gesù stesso, in Matteo 15, sta parlando del fatto che non sono le cose che entrano dalla bocca che contaminano l’uomo, ma le cose che escono dalla bocca lo contaminano. E nei versetti 18 a 20 dichiara:

“18 Ma le cose che escono dalla bocca procedono dal cuore; sono esse che contaminano l’uomo. 19 Poiché dal cuore provengono pensieri malvagi, omicidi, adultèri, fornicazioni, furti, false testimonianze, maldicenze. 20 Queste sono le cose che contaminano l’uomo; ma il mangiare senza lavarsi le mani non contamina l’uomo".” (Matteo 15:18-20 LND)

Quello che esce dalla bocca proviene dal cuore, ed è quello che ci contamina. È da DENTRO che viene il male che poi si manifesta tramite la lingua. L’origine del male, del peccato che esce, è nel nostro cuore.

In Geremia 17:9, leggiamo:

“Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere?” (Geremia 17:9 LND)

Di natura, il cuore è insanabilmente malato, ha una malattia mortale, che è il peccato.

Quindi, perché non si può domare la lingua? Perché non si può domare il peccato con la propria forza!

SOLO in Cristo possiamo avere vittoria sul nostro peccato e dominio sulle nostre lingue. SOLO in Cristo! Di natura il peccato è più forte di noi. Di natura siamo schiavi del nostro peccato, e non possiamo liberarci da questa schiavitù. Ma Gesù Cristo è venuto per liberarci da questa schiavitù e darci piena vittoria sul nostro peccato. Perciò, se tu sei in Cristo, c’è una buona notizia: tu PUOI avere vittoria sul peccato, e perciò, in Cristo tu PUOI domare la tua lingua!

La fonte deve essere pura

Se vuoi che la tua lingua sia pura e buona, e che sia uno strumento di benedizione usato da Dio, la fonte delle tue parole deve essere pura. Se la fonte è contaminata, tutto il fiume sarà contaminato. Ma se la fonte è pura, anche il fiume sarà puro. Così è la lingua, se il cuore è puro, anche la lingua proferirà parole pure, ma se il cuore è contaminato dal peccato, dalla lingua uscirà malvagità e veleno.

Seguite mentre leggo i versetti da 9 a 12. Giacomo sta parlando ancora della lingua, e dice:

“9 Con essa benediciamo Dio e Padre, e con essa malediciamo gli uomini che sono fatti a somiglianza di Dio. 10 Dalla stessa bocca esce benedizione e maledizione. Fratelli miei, le cose non devono andare così. 11 La fonte emette forse dalla stessa apertura il dolce e l’amaro? 12 Può, fratelli miei, un fico produrre olive, o una vite fichi? Così nessuna fonte può dare acqua salata e acqua dolce.” (Giacomo 3:9-12 LND)

Con la lingua possiamo benedire Dio, oppure possiamo maledire gli uomini che Dio ha creato a sua immagine. Dalla stessa bocca può uscire bene e male, benedizione e maledizione. Ma se dalla bocca esce del male, non importa che ne esca anche del bene, perché quel bene sarà contaminato.

Una stessa fonte non può emettere acqua dolce e anche amara. Un fico non può produrre olive, una vite non può produrre fichi, una fonte non può dare sia acqua salata che acqua dolce. Il punto qua è che ogni fonte dà la sua acqua, come ogni albero dà il suo frutto. La stessa bocca non può emettere bene e anche male, perché quel cosiddetto “bene” che ne esce sarà per forza contaminato dal male.

Ogni albero fa i suoi frutti. Se un albero è buono farà frutti buoni, ma se un albero è cattivo farà frutti cattivi. Un albero non può fare un po’ di frutti buoni e un po’ di frutti cattivi. Ogni albero fa il suo frutto.

Applicazione

Quindi, che frutti produce il tuo cuore? Cosa esce dalla tua bocca? Esamina la tua vita, chiedi alle persone che ti stanno intorno. Cosa esce dalla tua bocca nella vita quotidiana, soprattutto quando sei sotto stress o quando le cose non vanno come vorresti? Cosa esce dalla tua bocca quando gli altri ti trattano male, o ti accusano ingiustamente?

Se dalla tua bocca esce del male, riconosci che quel male non è causato dagli altri, e non è causato dalle circostanze. Quel male che esce viene da dentro il tuo cuore. Se quando sei sotto pressione, o quando gli altri peccano contro di te, o anche quando tutto va bene, se tu noti che dalla tua bocca in certi momenti esce malvagità, veleno mortifero, iniquità o parole cattive, non giustificarti dando la colpa alle circostanze o agli altri. Piuttosto, riconosci che quello che esce viene dal tuo cuore. Confessa e abbandona il tuo peccato. Ecco come possiamo avere parole pure e buone.

Per chi è un figlio di Dio

Se tu sei in Cristo, tu puoi avere vero dominio sulla tua lingua, e vera vittoria sul tuo peccato. Questo è possibile perché se sei in Cristo, tu sei stato liberato dalla schiavitù del peccato. Tu non sei più schiavo, tu sei libero dal peccato. Se riconosci che a volte, o anche spesso, pecchi con le tue parole, se confessi di cuore il tuo peccato, avrai vittoria sul tuo peccato. Quindi, corri a Dio confessando il peccato e chiedi a Dio aiuto per non cadere più in questo peccato.

Fratelli e sorelle, il fatto che possiamo comunicare tramite le parole è un grandissimo privilegio che Dio ha dato agli uomini. In più, le parole sono il modo più comune con cui possiamo usare i nostri doni spirituali, per edificare gli altri. Dio ci ha dato questo dono perché lo usiamo al meglio, per la sua gloria. Stiamo in guardia per usare bene il privilegio di poter comunicare, che non vuol dire solo non dire cose malvagie, ma soprattutto, dire cose che edificano.

Per chi NON è un figlio di Dio

Se invece tu non sei un figlio di Dio, se non sei salvato, riconosci che tu non hai vittoria sul tuo peccato. Puoi cercare di migliorare, puoi cercare di trattenerti dal dire cose cattive, puoi impegnarti tanto. Ma comunque il peccato che hai dentro di te verrà fuori, proprio quando non vorresti.

Forse sei una persona molto riservata, che non dice molto. Ma il peccato che è dentro di te, anche se magari non viene spesso fuori a parole, comunque ti condanna davanti a Dio, e comunque ti separa da Dio.

Se tu ti trovi in questa condizione, se sei ancora perduto nei tuoi peccati, corri a Cristo finché c’è tempo! Ravvediti dai tuoi peccati e aggrappati a Cristo per la salvezza, perché per mezzo di Cristo c’è pieno perdono. In Cristo c’èpiena liberazione dal peccato e c’è riconciliazione con Dio. Non rimandare, corri a Cristo oggi!

La vera e la falsa sapienza

Nel versetto 13 Giacomo cambia discorso e ci parla di cos’è la vera sapienza. Esiste la vera sapienza, ed esiste anche una falsa sapienza. Abbiamo tutti bisogno di avere la vera sapienza. È fondamentale per ogni decisione che ci troviamo a dover prendere nella vita. Ci serve vera sapienza per capire come vivere in modo che piace a Dio. Ci serve vera sapienza per affrontare situazioni difficili e pesanti. Ci serve vera sapienza per prendere le decisioni giuste. Abbiamo bisogno di avere la vera sapienza, che viene da Dio, per poter vivere bene, alla gloria di Dio.

Come possiamo riconoscere la vera sapienza, quella che viene da Dio? Dal frutto che produce in noi. Nel resto di questo brano, Giacomo ci spiega cos’è la vera sapienza. Seguite mentre leggo il versetto 13.

“13 Chi è savio e intelligente fra voi? Mostri con la buona condotta le sue opere fatte con mansuetudine di sapienza.” (Giacomo 3:13 LND)

La vera sapienza produce una vita di ubbidienza a Dio, di buone opere, e un vita piena di mansuetudine. Il versetto dice “buona condotta”, che è un comportamento che è conforme all’insegnamento di Dio. La vera sapienza produce una vita di santità e di mansuetudine.

Ma chi NON ha la vera saggezza che viene da Dio, nella sua vita avrà frutti cattivi, che dimostrano che non ha la vera sapienza. Leggo dal versetto 14.

“14 Ma se nel vostro cuore avete amara gelosia e spirito di contesa, non vantatevi e non mentite contro la verità. 15 Questa non è la sapienza che discende dall’alto, ma è terrena, animale e diabolica. 16 Dove infatti c’è invidia e contesa, lì c’è turbamento ed ogni sorta di opere malvagie.” (Giacomo 3:14-16 LND)

Chi si vanta di avere sapienza, se poi ha amara gelosia nel suo cuore, e spirito di contesa, non ha la vera sapienza che viene da Dio. Inoltre, vantandosi di avere sapienza sta mentendo contro la verità, perché non è vero che ha sapienza. La sua cosiddetta “sapienza” non è la vera sapienza che viene da Dio, ma una sapienza terrena, animale e diabolica. In realtà, è stoltezza, perché porta sempre più lontano da Dio.

Infatti, dove c’è invidia e contesa, cioè dove uno vuole avere il primato per essere notato dagli altri, lì c’è turbamento e ogni sorta di opere malvagie, perché c’è peccato. Il peccato di orgoglio, che sta dietro il desiderare la gloria degli uomini, porta a peccare in altri campi e crea un’atmosfera orribile. Porta a turbamento e opere malvagie, che è il contrario di avere pace. Porta a contese, scontri, con gli altri.

8 tratti della vera sapienza

Questo è quello che produce la sapienza terrena, che non è vera sapienza. Ma la sapienza che viene da Dio non è così. La vera sapienza che viene da Dio produce ogni sorta di frutti buoni. Leggo il versetto 17.

“17 Ma la sapienza che viene dall’alto prima di tutto è pura, poi pacifica, mite, docile, piena di misericordia e di frutti buoni, senza parzialità e senza ipocrisia.” (Giacomo 3:17 LND)

La vera sapienza, che viene dall’alto, da Dio, produce tanti frutti buoni. Giacomo elenca 8 caratteristiche della sapienza che viene da Dio.

Prima di tutto, la sapienza che viene dall’alto è pura, cioè, non è macchiata dal peccato. Chi ha la sapienza da Dio non si vanta, non crea contese e invidie per essere notato dagli altri. Piuttosto, chi ha questa sapienza la usa per vivere in modo che piace a Dio in ogni campo della vita, perché quello è il suo scopo.

Poi, la sapienza che viene dall’alto è pacifica, mite, docile e piena di misericordia. Il senso qua è che la sapienza che viene dall’alto porta sempre del bene, porta alla pace, non all’invidia e alla contesa. Anziché produrre contese, è pacifica, produce pace nei rapporti. Anziché orgoglio, produce mitezza e un carattere docile. Anziché cercare il proprio bene, è piena di misericordia verso chi è nel bisogno o sta male, come Dio è misericordioso verso di noi.

La sapienza che viene dall’alto è piena di frutti buoni. È PIENA di frutti buoni. Non, ha qualche frutto buono, piuttosto, è PIENA di frutti buoni. La sapienza che viene dall’alto porta ad avere timore di Dio e a vivere seguendo Dio in ogni campo della vita, che è la vita benedetta. Chi vive così ha una vita piena di frutti buoni, alla gloria di Dio.

Poi, la sapienza che viene dall’alto è senza parzialità. Abbiamo parlato di questo quando abbiamo visto la prima parte del capitolo 2 di Giacomo. Non avere parzialità è molto importante per ogni credente. Non avere parzialità vuol dire trattare gli altri in modo equi, e non avere preferenza per qualcuno in base a interessi personali, per cercare di ottenere dagli altri qualcosa per vantaggio proprio. Chi ha la vera sapienza che viene dall’alto non usa parzialità con alcuno.

Infine, la sapienza che viene dall’alto è senza ipocrisia. In altre parole, la sapienza che viene dall’alto è verità, porta a comportarsi con verità, non con ipocrisia, che è una forma di mentire. Chi ha la vera sapienza che viene dall’alto non si comporta con ipocrisia o simulazione, piuttosto, è sempre trasparente e onesto.

Queste 8 caratteristiche descrivono la sapienza che viene dall’alto, che è l’unica vera sapienza. Questa sapienza porta solo frutti buoni, frutti di pace, di amore e di una vita che porta frutto per la gloria di Dio.

Il frutto della giustizia si semina nella pace

Chi vive avendo la sapienza che viene dall’alto ha pace nella propria vita, perché vive seguendo Dio in ogni campo della vita, che è la via per avere una vita benedetta e con pace profonda.

Chi, invece, non ha la sapienza che viene dall’alto, ma la cosiddetta sapienza terrena, animale e diabolica, non avrà vera pace nella propria vita. Infatti, come abbiamo visto prima, quella cosiddetta “sapienza” produce amara gelosia, spirito di contesa, turbamento e ogni sorta di opere malvagie. Questo è il contrario di avere pace.

Giacomo, nell’ultimo versetto di questo brano, ci dichiara che solo se ci adoperiamo per la pace, anziché per le contese, possiamo avere frutto di giustizia nella nostra vita. Seguite mente leggo il versetto 18.

“18 Or il frutto della giustizia si semina nella pace per quelli che si adoperano alla pace.” (Giacomo 3:1-18 LND)

Il frutto della giustizia, le buone opere che possiamo produrre in Cristo, questo frutto si semina nella pace per quelli che si adoperano per la pace. Solo chi ha la sapienza che viene dall’alto può avere questa pace e, quindi, questo frutto di giustizia, che dà vero valore alla vita e ci permette di avere la gioia di Cristo.

Chi non ha la sapienza che viene dall’alto, ma ha la sapienza terrena, che produce invidia e contese, non adoperandosi per la pace, non può avere il frutto della giustizia.

Non dobbiamo solo capire la Bibbia, ma dobbiamo anche esaminarci per vedere se le nostre vite riflettono quello che Dio ci insegna.

Allora, alla luce di questo brano, ti chiedo: Tu hai pace nella tua vita? Ti adoperi per la pace, cioè, ti dai da fare per avere pace con gli altri nella tua vita? Oppure, vivi per te stesso, volendo gloria per te stesso, volendo essere visto bene e bravo e saggio dagli altri? Se tu vivi così, questo causa invidia e contese, turbamento e opere malvagie nella tua vita, non ti stai adoperando per la pace, e quindi non puoi avere il frutto della giustizia.

Se tu riconosci che questo è il tuo modo di vivere, riconosci il tuo peccato, il tuo orgoglio di voler essere notato, di voler gloria per te stesso, di vivere egoisticamente, e il peccato di non adoperarti per la pace; poi, confessa il tuo peccato e con l’aiuto di Dio comincia ad adoperarti per la pace.

Conclusione

In questo capitolo abbiamo visto verità importantissime.

Abbiamo iniziato il capitolo vedendo l’esortazione di non essere in molti a far da maestri, sapendo che i maestri saranno giudicati con un giudizio più severo, per il ruolo che hanno.

Poi, abbiamo visto quanto la lingua, le nostre parole, sono potenti. Le nostre parole possono fare tanto bene, oppure tanto male. Tutto dipende da come le usiamo. Come usi la tua lingua? Abbiamo visto che quello che esce dalla bocca viene dal cuore. Quali frutti produce il tuo cuore? Frutti buoni o frutti cattivi?

Infine abbiamo visto la differenza tra la vera sapienza, la sapienza che viene dall’alto, e la sapienza falsa. Tu ed io abbiamo bisogno della vera sapienza, ogni giorno, in ogni decisione, in ogni rapporto, in ogni circostanza. Quale sapienza hai? Hai la vera sapienza che viene dall’alto? Se sì, hai una vita che lo dimostra e una vita benedetta.

Fratelli e sorelle, camminiamo seguendo Dio in ogni campo della vita, nel come usiamo la lingua, nel come prendiamo le decisioni, nei rapporti. Questo non è un pesante dovere che ci toglie le benedizioni, piuttosto, questa è la via che porta ad una vita benedetta. Viviamo in base a quello che abbiamo visto oggi, e avremo una vita benedetta, piena di gioia e di pace, alla gloria di Dio.