Aiuto Biblico

Marco 6:30-44 - Date voi a loro da mangiare

Sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per mercoledì, 31 luglio 2019, – cmd es –
Parole chiavi: moltiplicazione del pesci e pani, miracoli, cuore di Gesù, compassione, fede

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Stiamo guardando l’Evangelo di Marco, per capire più del nostro Signore Gesù Cristo. Ci troviamo in capitolo 6. Se ricordate, nei versetti 7 a 13, Gesù aveva mandato gli apostoli ad andare due per due per proclamare il regno di Dio e per compiere miracoli. Lo scopo dei miracoli era per mostrare che il loro messaggio veniva veramente dal Messia, il Cristo. Ricordate che i miracoli di Gesù Cristo servivano per dimostrare che Egli è il Cristo. I miracoli erano già profetizzati nell'Antico Testamento. Gesù aveva dato ai suoi discepoli il potere di compiere questi miracoli, per rendere visibile a tutti che erano stati mandati dal Cristo.

Nei versetti 12 e 13, leggiamo che la loro missione era molto intensa. Vi leggo queste versetti.

“12 Così partiti, predicavano che la gente si doveva ravvedere; 13 e scacciavano molti demoni e ungevano con olio molti infermi, e li guarivano.” (Marco 6:12-13 LND)

Immaginate questo. Questi uomini, del tutto uomini normali, avevano ricevuto da Gesù il potere di compiere miracoli, quasi a volontà. Cioè, andavano in giro predicando, e avevano il potere di scacciare demoni, e di guarire gli infermi. Neanche nell'Antico Testamento troviamo uomini con il potere di compiere così tanti miracoli. Questo potere non veniva minimamente da loro, era potere che Gesù Cristo aveva dato a loro per rendere testimonianza della veracità del messaggio che predicavano.

Comunque, andare in giro predicando e compiendo miracoli era un tempo molto intenso. E perciò, avendo completato la loro missione, sarebbero stati estremamente stanchi. Quando Dio si serve grandemente di noi, spesso, alla fine restiamo estremamente stanchi. E gli apostoli erano così.

Dopo quei versetti, c’è il brano che parla di Erode e Giovanni il battista, e di come Erode aveva fatto decapitare Giovanni dopo un giuramento stolto che aveva fatto alla figlia di Erodiade.

Quindi, oggi riprendiamo il brano, iniziando con il versetto 30. A questo punto, gli apostoli sono appena tornati dalla loro missione. Con quella introduzione, leggiamo Marco 6:30,31.

“30 Ora gli apostoli si radunarono intorno a Gesù, e gli riferirono tutto quello che avevano fatto ed insegnato. 31 Ed egli disse loro: "Venitevene in disparte in un luogo solitario e riposatevi un po’". Poiché era tanta la gente che andava e veniva, che essi non avevano neppure il tempo di mangiare.” (Marco 6:30,31 LND)

I discepoli tornano dalla loro missione, e raccontano tutto quello che avevano fatto e insegnato a Gesù. Era importante per loro di raccontare tutto, perché così, Gesù poteva correggere qualunque errore, e incoraggiare loro per quello che avevano fatto bene. Non è negativo dover rendere conto a qualcuno. È una sicurezza che ci protegge da insegnare o fare in modo sbagliato.

Così, raccontano a Gesù della loro missione, e di quanto era intensa. A quel punto, vediamo il cuore di Gesù nei loro confronti. Gesù sapeva che erano molto stanchi, e perciò, organizza per loro l'opportunità di riprendersi dal ministero intenso che avevano svolto. Notate ancora nella prima parte dal versetto 13 la cura di Gesù per loro.

“31 Ed egli disse loro: "Venitevene in disparte in un luogo solitario e riposatevi un po’".” (Marco 6:31 LND)

Ci sono delle verità importanti da notare. Prima, notate che Gesù ha invitato i suoi discepoli a trovare un posto tranquillo per riposarsi. Non ha invitato loro ad andare a divertirsi. A loro, dopo un ministero intenso, serviva tempo per riprendersi, per meditare e per riflettere. Avevano bisogno di tempo con Gesù, dove egli avrebbe potuto aiutarli a capir tutto secondo verità.

Anche noi abbiamo bisogno di riflettere sugli avvenimenti della vita. Spesso, non vediamo i vari principi biblici di quello che succede, se non solo quando prendiamo un tempo speciale per valutare tutto. Questi apostoli avevano appena compiuto la missione estremamente intensa, e la potenza di Dio aveva lavorato tramite loro. Perciò, avevano bisogno di questo tempo lontano dalle folle.

Quindi, ricordate che anche noi abbiamo bisogno di tempo per riprenderci e riposarci. Se anziché riposarci ci riempiamo la mente con 1000 cose dall’Internet, dalle notizie, o dallo sport, non possiamo veramente riposarci e riflettere su quello che Dio sta facendo. Abbiamo bisogno di tempo tranquillo, senza tutte queste influenze che ci bombardano. Abbiamo bisogno di stare in silenzio e sapere che Dio è Dio.

E quindi, Gesù sapeva che era importante per loro di avere questo tempo. E perciò, organizza per loro questo tempo di riposo spirituale. Notate che erano così presi con tutte le persone che non avevano neppure il tempo di mangiare.

Quando Dio ci riempia di impegni, non è sbagliato ogni tanto prendere tempo per riprenderci e per riposare e riflettere.

Così, partono, partono in barca sul lago di Galilea.

Però, Gesù era ormai molto conosciuto, e la gente riconobbe Gesù. Leggo questi versetti, per capire quello che succede. Notate specificamente il cuore di Gesù. Leggo dal versetto 32 al 34.

“32 E partirono in barca verso un luogo solitario e appartato. 33 E la folla però li vide partire, e molti lo riconobbero; e da tutte le città accorsero là a piedi ed arrivarono prima di loro; e si strinsero intorno a lui. 34 E Gesù, sbarcato, vide una grande folla e ne ebbe compassione, perché erano come pecore senza pastore; e prese a insegnare loro molte cose.” (Marco 6:32-34 LND)

Prima di tutto, notate che le cose non sono andate come Gesù aveva programmato. Spesso, nella nostra vita le cose non vanno come programmiamo. Gesù aveva detto di portare i discepoli via dalle folle, per avere un po' di riposo in un luogo solitario. Invece, grande folle li seguivano. E perciò, arrivati a quel che doveva essere un posto solitario, erano circondati da tante persone.

Anche nella nostra vita spesso le cose non vanno come abbiamo pensato o programmato. La domanda importante è: come reagiamo in questi momenti?

Se abbiamo mansuetudine, accettando quello che Dio provvede, allora, avremo pace, perché sappiamo che la provvidenza di Dio gestisce tutte le cose per il nostro vero bene e per la sua gloria. Se invece ci agitiamo, vuol dire che non stiamo guardando a Dio. Certamente, Gesù guardava a Dio. Perciò, non si agitava.

In questo brano, vediamo il cuore di Gesù, e ringrazio Dio che questo è il suo cuore, e che porta grandi benefici a noi.

In questo brano, vediamo il cuore di Gesù, un cuore pieno di compassione. Il brano dice che vedendo le persone, aveva compassione, perché vedeva le persone come pecore senza pastore. Gesù Cristo aveva un profondo amore per le persone. Gesù desiderava profondamente il loro bene spirituale. Perciò, vedendo queste persone, sapendo che erano venute a cercarlo per avere un aiuto materiale, per essere guarite, Gesù aveva un peso per loro, perché sapeva che il loro più grandi bisogno era di capire le verità di Dio.

E perciò, Gesù si mette ad insegnare loro molte cose.

Certamente, se una persona sta morendo di fame, ha bisogno di mangiare. Dio ci ha creati con un corpo, e questo corpo ha bisogno di cura. Però, l'aspetto più importante non è il nostro corpo, ma è la nostra anima. E perciò, Gesù aveva sul cuore di aiutare queste persone ad ottenere il vero bene, aiutando loro a capire del regno di Dio. Quindi, anche noi, per quanto è importante aiutare chi ha bisogni materiali, l'aiuto più grande che dobbiamo dare è di annunciare il regno di Dio, il giudizio, e il perdono in Gesù Cristo. Grazie a Dio, Gesù è pieno di compassione.

Gesù cresce la fede dei discepoli

Iniziando nel versetto 35, troviamo un avvenimento che ci mostra il cuore di Gesù nei confronti dei suoi discepoli. In questo brano, Gesù moltiplica miracolosamente cibo per dare da mangiare a tutte queste persone. Però, quello non è il miracolo più grande. Il miracolo più grande è che Gesù insegna ai suoi apostoli che possono fidarsi di Lui, perché Egli opererà tramite loro in qualunque cosa che lui comanda loro di fare. Seguite mentre leggo i versetti 35 e 36.

“35 Ed essendo già tardi, i suoi discepoli gli si avvicinarono e gli dissero: "Questo luogo è deserto, ed è già tardi. 36 Licenzia questa gente perché se ne vada nelle campagne e nei villaggi all’intorno a comprarsi del pane, perché non ha nulla da mangiare".” (Marco 6:35,36 LND)

I discepoli riconoscono un potenziale problema. Cioè, nessuno aveva detto che toccava a loro provvedere per queste persone. Eppure, loro vedevano la possibilità di avere responsabilità della folla. E perciò, prima ancora che il problema fosse chiaro, si mettono da fare per evitare che il problema toccasse a loro. Chiedono a Gesù di licenziare la folla, mandandoli via, in modo che i discepoli non avrebbero dovuto pensare a come dare loro da mangiare.

Non stavano cercando la soluzione migliore, stavano cercando di non avere loro il peso. In questo, i discepoli sono un esempio per noi, un esempio di come non fare. Vediamo il loro cuore che mancava amore. È facile per noi di cercare di risolvere i problemi degli altri quando in realtà stiamo cercando di non avere problemi noi. Questo non è il cuore di Gesù Cristo. E quando abbiamo un cuore come quello dei discepoli, dobbiamo riconoscere il nostro peccato e cambiare i nostri cuori.

Gesù riconosce i loro cuori, e vuole insegnare loro cosa vuol dire fidarsi di Dio per poter fare quello che sarebbe impossibile fare da soli. Leggo il versetto 37.

“37 Ma egli, rispondendo, disse loro: "Date voi a loro da mangiare". Ed essi gli dissero: "Dobbiamo andare noi a comperare del pane per duecento denari e dare loro da mangiare?".” (Marco 6:37 LND)

Effettivamente, Gesù sta chiedendo a loro l'impossibile. I discepoli non avevano cibo per migliaia di persone. E molto probabilmente, non avevano nemmeno una quantità così grande di soldi. E quindi, quello che Gesù chiede da loro era una richiesta impossibile.

Spesso, Dio chiede anche a noi qualcosa che è impossibile, almeno con le nostre capacità. Quando Dio ci chiama a fare quello che non possiamo fare da soli, riconosciamo la nostra debolezza, e riconosciamo che dobbiamo per forza dipendere da Dio. E questo è proprio dove Dio ci vuole. Dio vuole che sappiamo che dobbiamo dipendere da Lui.

I discepoli fanno una domanda per aiutare Gesù a capire che quello che chiede loro non è realistico. Molto spesso, noi facciamo ragionamenti nella testa per convincere Dio che quello che ci sta chiedendo di fare non è realistico. Ma Gesù vuole insegnare agli apostoli, e tramite questo brano vuole insegnare a noi, di agire per fede, non secondo i nostri calcoli. Andiamo avanti, e leggo il versetto 38.

“38 Ed egli disse loro: "Quanti pani avete? Andate a vedere". Ed essi, accertatisi, dissero: "Cinque e due pesci".” (Marco 6:38 LND)

Prima, i discepoli avevano detto a Gesù di non avere abbastanza, ma non sapevano esattamente quanto avevano. Gesù comanda loro di accertare precisamente quello che hanno. In questo modo, loro avrebbero saputo veramente di non avere minimamente abbastanza. Dio vuole fortificare la nostra fede, e perciò, ci spinge a capire realmente quanto manchiamo il necessario. Così, quando Dio opera, possiamo riconoscere senza ombra di dubbio che era Lui.

Avendo mostrato a loro che realmente non avevano minimamente abbastanza cibo, Gesù inizia la sua opera. Leggo i versetti 39 a 41.

“39 Allora egli ordinò loro di farli accomodare tutti, per gruppi, sull’erba verde. 40 Così essi si sedettero in gruppi di cento e di cinquanta. 41 Poi egli prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, li benedisse, quindi spezzò i pani e li diede ai suoi discepoli, perché li mettessero davanti a loro; e divise pure i due pesci fra tutti.” (Marco 6:39-41 LND)

Solo qualche commento qui. Prima di tutto, Gesù aveva ordinato a loro di far accomodare le persone in gruppi. Così, era tutto fatto con ordine, e si poteva anche contare facilmente quante persone erano nella folla. Dio è un Dio d'ordine. Poi, Gesù fece il miracolo, moltiplicando i pani e i pesci davanti ai loro occhi.

Mi colpisce che nella Bibbia, i miracoli vengono fatti con grande semplicità. Gesù semplicemente prega, e poi inizia a spezzare i pani e i pesci. Non serviva a Gesù compiere i suoi miracoli in modo vistoso. Essendo Dio, Gesù poteva fare grandi opere con semplicità. Questo è il nostro Dio!

Poi, avete notato CHI dava da mangiare alle persone? Non era Gesù.

Con grande semplicità, ma con ordine, Gesù permette ai suoi discepoli di dare da mangiare alla folla. Prima, Gesù aveva comandato ai discepoli di dare da mangiare alla folla, che, per conto loro, era impossibile. Ora, sono i discepoli che danno da mangiare alla folla. Certamente, il cibo veniva da Gesù. Ma erano i discepoli a dare da mangiare alla folla. A volte, Dio ci comanda a fare qualcosa che è umanamente impossibile. Ma quando è la volontà di Dio, sarà Dio a provvedere la via per poter ubbidire alla sua volontà. Dio non è limitato dai nostri limiti. Dio provvederà per noi di ubbidire, quando camminiamo per fede.

Vedo alcune lezioni importanti ne versetti 42-44. Seguite mentre li leggo.

“42 E mangiarono tutti a sazietà. 43 E raccolsero dodici ceste piene di pezzi di pane e di resti dei pesci. 44 Or coloro che avevano mangiato di quei pani erano cinquemila uomini.” (Marco 6:42-44 LND)

Prima di tutto, mangiarono tutti a sazietà! Questo è incredibile. Che non solo avevano qualcosa da mangiare, magari abbastanza per poter arrivare a casa. No, mangiarono tutti a sazietà. Avevano tutto quello che potevano mangiare. C'erano 5000 uomini, e dagli altri Evangeli sappiamo che c'erano anche donne e figli. Migliaia di persone, e tutti mangiarono a sazietà! Dio non ha limiti. Quando noi vediamo qualcosa come impossibile, Dio può provvedere non solo appena, ma può provvedere più di quanto potremmo immaginare.

Vedo nel versetto 43 che raccolsero 12 ceste piene di pezzi di pane e di resti dei pesci. 12 ceste, per 12 discepoli. Nonostante che Gesù ha il potere di provvedere da niente, o da moltiplicare una piccola quantità, Gesù non spreca. Dio non spreca. Dio dà tutto quello che serve, ma Dio non dà in modo da sprecare. Dio vuole che siamo buoni amministratori. Dio vuole che usiamo bene il nostro tempo, i nostri soldi, e le nostre capacità. E quindi, non dobbiamo sprecare.

Riassunto

Questo brano è molto conosciuto, ma anche qua, vediamo lezioni importanti. Prima di tutto, vediamo che ci sono momenti in cui è buono trovare un posto tranquillo, per riposare. Serve vero riposo, non riempirci con tutto quello che il mondo offre.

Abbiamo visto che Dio permette che i nostri programmi vengono interrotti. Non dobbiamo agitarci, Dio è in controllo.

Abbiamo visto che Gesù è pieno di compassione. Egli è pieno di compassione nei nostri confronti, e vuole che anche noi siamo pieni di compassione nei confronti degli altri. Tu, sei pieno di compassione?

Abbiamo visto che a volte, Dio ci chiama a fare l’impossibile. In questi casi, non dobbiamo essere disperati. Dobbiamo fidarci di Dio. Quando Dio ci chiama a fare l’impossibile, sarà DIO a provvedere il necessario.

Ricordiamo che anche se Dio provvede in abbondanza, non dobbiamo sprecare. Dio è un Dio di ordine, e Dio dà il giusto. Non spreca. Viviamo anche noi così.

Ringraziamo Dio che abbiamo un Signore e Salvatore così potente, ma anche con un cuore così pieno di compassione. Camminiamo per fede, e camminiamo con il cuore di Gesù verso gli altri. Annunciamo la Parola, perché anche noi siamo circondati con parole che sono come pecore senza pastore. Proclamiamo la Parola di Dio a tutti.