Aiuto Biblico

L'amore di Dio per peccatori

Romani 5

studio di Marco de Felice, www.Aiutobiblico.org,giugno 2020 – cmd dp –

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Introduzione: Pace e riconciliazione con Dio

Ho parlato con una persona in questi giorni, che era agitata e turbata, per vari problemi nella sua vita. Gli ho chiesto: “stai leggendo la Bibbia?” Mi ha risposto che sta ascoltando tanti dei miei sermoni. Ma gli ho detto che non basta e che dobbiamo leggere la Bibbia.

Quando siamo turbati, scoraggiati, agitati, arrabbiati, e delusi, questo è sempre legato al fatto di non vedere Dio. La Parola di Dio ci aiuta a vedere Dio per fede e ad avere fede in Lui. L’insegnamento è un dono da Dio e fa parte della cura di Dio, però l'insegnamento accompagna la lettura della Parola di Dio. In più, la lettura della Bibbia non è leggere un versetto qua e un versetto là, un brano oggi e un branodomani.

Per una lettura, tipo Romani, Genesi, o Matteo, ci vogliono delle settimane. Magari se ho più tempo, leggo un libro come Colossesi, in un giorno. Ma se leggo Colossesi in un giorno, magari lo leggo ogni giorno per una settimana o due.

Romani è un libro da leggere tutto. Questo libro è un argomento unico che non si può spezzare. Continuiamo nel nostro studio di Romani.

Siamo arrivati al capitolo 5 e se ricordate, nei primi capitoli Paolo ha dimostrato per prima cosa che siamo tutti colpevoli: Giudeo, Greco, non importa. I gentili, i Greci, sono colpevoli non avendo conosciuto la legge. E i Giudei sono colpevoli avendo la legge, che non hanno potuto seguire, quindi non possono vantarsi.

Poi, nel capitolo 3, dopo aver mostrato la colpa davanti a Dio, il giudice di tutti, Paolo ha dimostrato che c'è la giustificazione, l'essere dichiarato non colpevole. Giustificato non per merito tuo, ma perché vieni giustificato non per le opere ma per fede. Ha dimostrato che siamo colpevoli e davanti al giudizio c'è una unica condanna. Il salario del peccato è la morte, condanna eterna, inferno, tormento eterno. È la condanna giusta e meritata. Dice invece che in Cristo Gesù siamo giustificati per fede. È un dono. Dice che siamo riconciliati con Dio per fede, nel sacrificio di Gesù, che Dio ha stabilito come propiziatorio.

Poi, va avanti nel capitolo 4 e abbiamo visto che Abrahamo era un Giudeo, ma era giustificato per fede. Abrahamo credette a Dio, e ciò gli fu messo in conto come giustizia. La circoncisione di Abrahamo è venuta dopo la giustificazione, in modo che chi ha fede è un figlio di Abrahamo. Quindi quello che Paolo ha stabilito alla fine del capitolo 3 e tutto il capitolo 4 è che siamo giustificati, non più colpevoli.

“Giustificati”. Cosa vuol dire? Io ero colpevole, ma adesso non sono più colpevole. Ricordate l’uomo cieco in Giovanni 9? I farisei volevano una spiegazione per ciò che gli era successo e chi fosse Gesù. “Egli allora rispose e disse: "Se sia peccatore, non lo so; ma una cosa so, che prima ero cieco e ora ci vedo".” (Giovanni 9:25 LND) Noi possiamo dire: “io ero colpevole. Ero un peccatore davanti a Dio e davanti a me c’era una cosa sola: il giudizio, la condanna, quello che avevo meritato. Ma ora sono perdonato, sono giustificato.”

Allora, con quella base, Paolo continua e dice: “adesso che siete giustificati, adesso che avete Cristo, voglio spiegarvi dei benefici.”

Romani 5

Quindi, inizio in Romani 5:1

1 Giustificati dunque per fede,

Se tu sei in Cristo Gesù, tu sei giustificato. Dio dice: “tu non sei colpevole. Tu sei innocente. I tuoi peccati sono tolti e non sei colpevole, tu sei giustificato. Tu sei giusto.”

1 Giustificati dunque per fede,

Non giustificati per opere. Tu sei dichiarato giusto: “giusto, per fede” e poi,

1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, (Romani 5:1 LND)

In tutto questo capitolo notate quante volte Paolo dice “per mezzo di Gesù Cristo” o qualcosa di simile. Tutto quello che sta per dire è “per mezzo di Gesù Cristo”. Guai a noi se dimentichiamo questo.

1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore,

Dobbiamo capire a chi sta parlando. Chi ha pace con Dio?

Chi eravamo noi per poter dire che oggi abbiamo pace con Dio? Eravamo nemici. Da Efesini 2 sappiamo che eravamo figli di ira, separati da Dio, senza Dio, senza le promesse e senza speranza. Ora, essendo giustificati per fede in Gesù Cristo, siamo stati riconciliati con Dio. Siamo passati dall’inimicizia, alla pace, ad un rapporto con Dio. Prima eravamo sotto l'ira di Dio.

Giovanni 3:36 dice

“Chi crede nel Figlio ha vita eterna ma chi non ubbidisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio dimora su di lui".” (Giovanni 3:36 LND)

L’ira di Dio aspetta il momento del giudizio per gettare nel lago di fuoco, nel tormento eterno. Ma ora, siamo amati, siamo curati, siamo preziosi e siamo onorati. Questo è cosa vuol dire avere pace con Dio. Consideriamo la nostra condizione passata, e poi, la nostra condizione vera, attuale ed eterna. Grazie a Dio, “abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.

Oh che possiamo ricordare: “Signore, ho questo per mezzo di Gesù. Posso venire a te liberamente per mezzo di Gesù. Ho libero accesso al trono per mezzo di Gesù. Tu mi curi perfettamente per mezzo di Gesù. Ho le promesse per mezzo di Gesù. Ho una speranza viva per mezzo di Gesù”.

Per mezzo di Gesù siamo riconciliati, per mezzo di Gesù abbiamo pace, e…

2per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. (Romani 5:2 LND)

Di nuovo, per mezzo di Gesù, “per mezzo del quale”. Tutto è mediante Gesù.

abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia

Dio vuole che siamo meravigliati della grazia, perché la grazia è tutto quel bene che noi non meritiamo. Quando tu lavori e il tuo datore di lavoro ti dà la busta paga, non è grazia. Se uno ti invita a cena e anche tu lo avevi invitato a cena, non è grazia. Siamo amici, siamo fratelli, ci aiutiamo l’uno con l’altro, ci aiutiamo gli uni gli altri, ma non è grazia. Con Dio è grazia, non è quello che meritiamo, è un bene immenso.

E dice:

nella quale stiamo saldi

Stiamo saldi, non perché siamo bravi. Anzi, questo capitolo ci fa capire che non siamo salvi perché siamo bravi. Non siamo salvi perché sappiamo di credere in Dio e che non toglieremo gli occhi da lui. Noi non sappiamo questo. Toglieremo gli occhi da Cristo. Cadiamo tutti. Questi cantici che dicono: “ti amerò sempre”, non mi incoraggiano. Io non posso dire questo. Quante volte cado, ma per grazia siamo salvi.

Poi dice:

e ci vantiamo

Questo vantarci è quando la squadra vince o l'esercito vince e portano la bandiera gridando con grande gioia: “abbiamo vinto! Abbiamo vinto!” Questo non è orgoglio.

In che cosa noi ci vantiamo?

2 e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. (Romani 5:2 LND)

In uno dei brani che leggevamo in Tessalonicesi, abbiamo parlato dell’importanza di ricordare sempre il ritorno di Cristo. Paolo qui sta dicendo:

2 … ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio.

Una sorella mi ha detto oggi, “sai, c'era la stagione della vita in cui crescevamo i figli. Era la vita di tutti i giorni, ma poi sono cresciuti, si sono sposati e adesso hanno la loro vita, e non è più la nostra vita. Il matrimonio è la nostra vita adesso e anche quello finirà.”

Poi, a gennaio di quest'anno mia mamma sarà vedova da 31 anni. Sono tanti anni. Dopo 35 anni di matrimonio, 31 anni di vedovanza. I figli sono temporanei e il matrimonio è temporaneo. Non bisogna aggrapparsi a quello che Dio toglierà.

Ma “la speranza nella gloria di Dio” non è temporanea. Sarà per tutta l’eternità. Sta dicendo che quando Cristo ritorna, e saremo trasformati e portati alla presenza di Dio, staremo nella presenza di Dio, inondati pienamente dalla gloria di Dio. Non ci sarà più qualche ombra come l'abbiamo qui. Vedremo Dio pienamente nella sua gloria, loderemo Dio nella sua gloria, godremo la gloria di Dio per sempre, e quindi ci vantiamo di questo. Questa è la nostra vittoria. È futura, ma è sicura e ci vantiamo di questo.

Non cerchiamo la nostra soddisfazione in quello che perderemo, ma in quello che è eterno.

E Paolo dice: “… mediante la fede… stiamo saldi” perciò “ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio”, che abbiamo davanti a noi.

3 E non soltanto questo, (ma c'è di più, e non soltanto questo,) ma ci vantiamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce perseveranza, 4 la perseveranza esperienza, e l’esperienza speranza,

Questo è molto importante. Ci vantiamo in quello che avremo quando Cristo ritorna, ma ci vantiamo anche adesso di quello che abbiamo, cioè, le afflizioni. Posso capire di vantarmi nella gloria di Dio, ma come devo vantarmi delle afflizioni che mi fanno male?

La parola “afflizioni” è una parola che vuol dire schiacciare, schiacciati sotto il peso. Come posso vantarmi di questo?

Allora come dice in Giacomo 1

2 Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere, 3 sapendo che la prova della vostra fede produce costanza.” (Giacomo 1:2-3 LND)

Le afflizioni producono tristezza, ma sapendo come vengono usate da Dio, questo produce gioia. Gioia non per il dolore, ma per il frutto che le afflizioni producono.

l’afflizione produce perseveranza, 4 la perseveranza esperienza, e l’esperienza speranza,

“Perseveranza” vuol dire “impariamo ad andare avanti” nelle difficoltà, con gli occhi in avanti, e questo ci fortifica.

“Esperienza” non è la traduzione migliore, ma è una parola che vuol dire una cosa che dimostra il carattere. Con questa parola Paolo sta dicendo che ci mettiamo alla prova. Voleva vedere la prova della loro fede, cioè l'evidenza che era genuina. L’esperienza è la cosa che dimostra o prova, che è reale.

Quindi, l’afflizione produce perseveranza che dimostra che la fede è genuina, l’esperienza di mostrare vera fede, e questo produce speranza. È un cerchio che porta alla piena convinzione in cui una persona riconosce che Dio l’ha portata fino a questo punto e che, nonostante le prove dure che ha passato, Dio l’ha portata a questo punto e la porterà avanti e vedrà Dio nella sua gloria.

Quindi, noi “ci vantiamo nella speranza della gloria Dio”. Ci sono afflizioni, “ma ci vantiamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce perseveranza”, che produce questa esperienza, che sarebbe la prova dell’opera di Dio in noi, e vedendo la prova la speranza è ancora più fortificata.

Un credente appena salvato non ha questa prova, non può dire: “guarda quello che Dio ho prodotto in me.” Deve arrivare tramite le afflizioni, però le afflizioni ci danno una speranza più solida.

Poi il versetto 5

5Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. (Romani 5:5 LND)

Piuttosto che “non confonde”, è meglio dire: “non ci fa vergognare”. Per esempio, ti trovi davanti al giudice, e speri che per un certo motivo ti lascerà libero, ma poi quella speranza ti delude e ti causa vergogna perché non era valida. Quella speranza svanisce,perché sei colpevole.

Invece la parola qui vuol dire una speranza che non delude e che non ti fa vergognare. Io spero in Cristo e non sarò deluso e non mi vergognerò al giudizio. Questo è il senso di “non confonde”.

Or la speranza non confonde”, non delude, e non ti fa vergognare, perché no?

perché l'amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.

Dio ci ha dato il suo amore. L’ha versato in modo abbondante. Il suo amore è immenso e lo Spirito Santo, che abbiamo ricevuto, dimora in noi, ci sigilla, applica i benefici di Cristo a noi ed ha sparso l'amore di Dio nei nostri cuori. È un amore sicuro, eterno, profondo e potente. Lo Spirito Santo ci ha dato questo amore, l'ha messo nei nostri cuori, e i nostri dubbi vengono perché guardiamo a noi stessi.

Infatti, Paolo ci mostra che l’amore di Dio non è stato sparso perché la nostra fede è forte o perché siamo bravi. Tante persone mi parlano dei loro dubbi sulla loro salvezza ed è sempre la stessa storia: “non so se sono sincero. Non so se la mia fede è vera. Non so se mi sono davvero ravveduto.” Ho sentito questa storia tante volte e voglio notare che l’amore di Dio non è stato dato a noi, “sparso nei nostri cuori”, a causa nostra.Perché abbiamo l'amore di Dio?

6Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi. 7Difficilmente infatti qualcuno muore per un giusto; forse qualcuno ardirebbe morire per un uomo dabbene. (Romani 5:6-7 LND)

Dio, tramite Paolo, vuole farci capire l'amore di Dio e martellare nella nostra testa che non dipende da noi. Non è che l'amore di Dio è basato su qualche merito, qualche valore, o su una cosa preziosa in noi. No, “mentre eravamo ancora senza forza”, mentre eravamo morti, incapaci ad amare Dio, incapaci ad ubbidire a Dio, incapaci di avere qualunque beneficio di Dio, eravamo nemici di Dio, in quella condizione Cristo è morto.

E per martellare ancora di più, Cristo “è morto per gli empi”. Se ti disturba essere chiamato empio, è un problema. Se non ti vedi come un empio, per merito tuo, non puoi vedere Cristo come il meraviglioso Salvatore. Cristo diventa meraviglioso solo in quanto vedi quanto eri empio. Cristo non è morto per i bravi e buoni. È morto per chi?

Per gli empi. Quando ci arrivano dubbi sulla nostra salvezza, è perché dubitiamo di noi stessi. Cristo è morto per gli empi. Se dubiti della tua salvezza, valuta se ti vedi veramente un empio di natura. Se dubiti della salvezza, valuta se ti vedi un po' bravino oppure un empio davanti ad un Dio tre volte santo. Questo è come valuti la salvezza. Cristo è morto per gli empi.

Poi, è raro per l'uomo morire per qualcuno.

7 Difficilmente infatti qualcuno muore per un giusto; forse qualcuno ardirebbe morire per un uomo dabbene.

Forse qualcuno potrebbe morire per un uomo eccezionale pensando: “muoio per lui perché è così buono che potrebbe fare tanto bene.” Forse.

8Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. (Romani 5:8 LND)

Abbiamo appena letto: “mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi”. Si ripete nel versetto 8

mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi.

Dio vuole che vediamo la grandezza del suo amore. Vuole che pensiamo: “ma non è possibile.” No, umanamente non è possibile. È troppo grande. L'amore di Dio non è basato minimamente su qualche valore, vantaggio, beneficio o bontà in noi, perché in noi non c'è nulla di tutto questo. È solo in base a chi è Dio. L’amore di Dio è sicuro, perché non dipende da noi. Dio non ci ha amati quando eravamo deboli. Debole implica avere ancora un po' di forza, ma abbiamo letto nel versetto precedente: “mentre eravamo ancora senza forza”. Dio non ha mandato Gesù per noi quando eravamo deboli, Dio ha mandato Gesù quando eravamo senza forza.

Lui vuole che capiamo che l'amore di Dio non dipende da noi. È solo il suo cuore. Cristo è morto per noi come peccatori. Non c'era alcun merito in noi e nessuna cosa in noi che attirava Dio. È una eresia quando si dice: “ma Dio sapeva quello che saremmo diventati”. No! Quello sarebbe l'amore dovuto al valore futuro dell’oggetto. Non sarebbe un amore che nasce nel cuore della persona, sarebbe un amore che il futuro valore merita.

Ma l'amore di Dio non è meritato. Ci ha amati quando eravamo senza forza, peccatori, empi. Questo è incoraggiante, perché so quanto manco, ma Dio non mi ama perché non manco, mi ama perché questo è il suo cuore.

Essendo amati così…

9Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. (Romani 5:9 LND)

Un’altra volta vediamo che tutto è tramite Cristo. Prima siamo giustificati per mezzo di Gesù nel suo sangue, e poi saremo salvati dall'ira per mezzo di lui, Gesù Cristo.

“Molto più” in greco è un doppio: “molto” e “molto”. Sono due parole diverse.

9 Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui.

Allora, non dimentichiamo mai di vedere l’ira di Dio nella Bibbia. L’amore di Dio è così grande quando lo mettiamo in opposizione all'ira di Dio. Chi nega l’ira di Dio o ignora l’ira di Dio o cerca di non pensarci, non vede tanto dell'amore di Dio. Dice che “saremo salvati dall'ira”. Quanto terribile sarà l’ira di Dio. Sarà eterna e senza scampo. Quando arriva l’ira di Dio, non ci sarà scampo. In Apocalisse 6 ne parla. Le persone piccole e grandi …

16 e dicevano ai monti e alle rocce: «Cadeteci addosso e nascondeteci dalla faccia di colui che siede sul trono e dall'ira dell'Agnello,

Chi può nascondersi dall’ira dell’Agnello?

Nessuno. Dice che “saremo salvati”. Sta parlando del futuro e specificamente del giudizio finale. Gesù arriverà per giudicare con la spada della sua bocca, che vuol dire “la parola di giudizio”. Quante descrizioni terribili ci sono dell’ira di Dio, il “gran tino dell’ira di Dio”, però saremo giustificati in Cristo, “salvati dall’ira per mezzo” di Gesù Cristo. Tutto per mezzo di Gesù.

10Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. (Romani 5:10 LND)

Per mezzo di” e “mediante” sono la stessa cosa. Cristo è tutto. Cristo è tutto. Pensate: “se mentre eravamo nemici”, senza valore o bontà in noi,

siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita.

Cristo è morto per noi e adesso vive per noi. Cosa dice Matteo 28:18-20?

18 Poi Gesú si avvicinò e parlò loro dicendo: «Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell'età presente. Amen».

Quindi, “siamo stati riconciliati, saremo salvati” per mezzo della vita di Gesù Cristo. Eravamo nemici, eravamo morti, e adesso siamo riconciliati e saremo salvati.

E adesso il versetto 11 dove vediamo “e non solo” di nuovo. “Non solo” = molto di più. Sta sempre aggiungendo beneficio sopra beneficio…

11E non solo, ma anche ci vantiamo in Dio per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, tramite il quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione. (Romani 5:11 LND)

Incredibile, di nuovo “per mezzo”. Ci vantiamo nella speranza della sua gloria, ci vantiamo nelle afflizioni perché producono la perseveranza, che produce esperienza, che produce la speranza, e ci vantiamo in Dio, sempre per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo. Tramite Cristo, un’altra forma per dire “per mezzo”, abbiamo ricevuto la riconciliazione. Ci vantiamo in Dio, perché adesso Dio è nostro Padre.

Cosa fa di natura un bambino in una famiglia perbene? Cosa pensa il bambino di suo padre? Quando è piccolo e sta con i suoi amici dice, “vedi com’è mio papà? Mio papà può fare questo e mio papà può fare quello. Mio papà mi ama.” Il bambino si vanta, in senso buono, del suo papà, “mio papà farebbe qualunque cosa per me. Mio papà morirebbe per me. Mio papà sacrificherebbe tutto per me.” Noi ci vantiamo in Dio, perché adesso siamo figli amati. Non eravamo figli amati, ma adesso per mezzo del Signore Gesù Cristo siamo figli amati e siamo riconciliati. Possiamo vantarci di Dio.

Morte in Adamo, vita in Cristo

Poi nel versetto 12 inizia un discorso dove lui vuole farci vedere la grandezza della grazia. Fa riferimento ad Adamo.

Piccola parentesi: se non esistesse la creazione del mondo in sei giorni, dove un uomo, Adamo, fu creato dove prima non c'era un uomo, e con lui iniziò il peccato; se fosse una questione di migliaia di anni o milioni e non c'è stato veramente un Adamo, è solo simbolico, allora tutto questo non ha senso.

La Bibbia qui sta parlando di un uomo vero di nome Adamo, il nostro antenato, per mezzo del quale è entrato il peccato nel mondo, ed è passato a noi, i suoi discendenti. Questa è una posizione chiara che, come è descritta in Genesi, è la realtà. Versetto 12

12Perciò, come per mezzo di un solo uomo, il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, e così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato; (Romani 5:12 LND)

“… per mezzo di un solo uomo (Adamo) il peccato è entrato nel mondo”, e dal peccato “la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato”. Abbiamo ereditato una natura peccaminosa. Noi non pecchiamo perché la società è brutta. La società è brutta perché siamo peccatori. Il peccato, e perciò la morte, si è estesa a tutti.

Poi una parentesi nei versetti 13-14

13perché, fino alla legge, il peccato era nel mondo; ora il peccato non è imputato se non vi è legge; 14tuttavia la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire. (Romani 5:13-14 LND)

Qui parla della legge di Mosè, prima di Mosè. Invece, “il peccato non è imputato se non vi è legge; tuttavia la morte regnò da Adamo fino a Mosè”. C’era la legge naturale, che abbiamo letto anche in Romani, e c'era la legge che Dio aveva stabilito con Adamo, prima di Mosè.

Ricordate Caino e Abele che hanno fatto sacrifici a Dio? Caino ha portato frutta o verdura, piante, e Abele ha portato un agnello, sangue, e Dio ha detto: “Caino, se fai del bene…”. “Bene” indica la cosa giusta da fare. Caino non stava facendo il giusto. Sapeva quello che doveva fare e non l'ha fatto. Da quello che si capisce, Dio aveva comunicato e trasmesso, si presume ad Adamo, che servivano sacrifici di sangue, e quando Caino offriva qualcos’altro, Dio ha detto: “Se fai bene non sarai tu accettato?” Quindi, c'era una forma di legge semplice, senza tutti i dettagli come in quella di Mosè. La morte regnava in tutto quel periodo da Adamo fino alla legge di Mosè…

14 … anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire.

colui che doveva venire” sarebbe Gesù Cristo. “Figura” in quanto tutti i discendenti di Adamo prendono da lui il peccato, e così tutti i discendenti di Cristo prendono la sua giustizia. Versetto 15

15La grazia però non è come la trasgressione; se infatti per la trasgressione di uno solo quei molti sono morti, molto più la grazia di Dio e il dono per la grazia di un sol uomo, Gesù Cristo, hanno abbondato verso i molti. (Romani 5:15 LND)

Un peccato era sufficiente per far arrivare il male, il peccato e la morte a tutti. Un peccato porta il male a tutti, ma la grazia di uno solo ha portato la grazia su molti. Il peccato ha portato il male ed il contrasto è che la grazia ha portato il bene. La trasgressione ha portato la morte e la grazia ha portato il bene, la vera luce, la riconciliazione ed essere giustificato.

Poi lui spiega un po' di più nel versetto 16

16Riguardo al dono non è avvenuto come per quell’uno solo che ha peccato; poiché il giudizio è venuto da una sola trasgressione per la condanna, ma la grazia viene da molte trasgressioni per la giustificazione. (Romani 5:16 LND)

Allora, “il giudizio è venuto da una sola trasgressione per la condanna.” Perché una sola trasgressione ha portato condanna per tutto il mondo? Onestamente sembra molto severo. Scusami, ma una sola trasgressione porta morte a tutto il mondo? Un solo peccato porta tutto il mondo sotto condanna?

Se ci pensate, tutto il mondo, la creazione, è sotto condanna, per un solo peccato. Sembra molto severo Se non teniamo in conto la santità di Dio. Ogni volta che qualunque cosa sembra severa a noi, è perché non stiamo capendo la santità di Dio e non stiamo capendo quanto la santità di Dio è assoluta. Il minimo peccato, per modo di dire, è terribile per Dio.

Ci sono posti in ospedale, e posti dove costruiscono satelliti che devono andare nello spazio, dove devono evitare la contaminazione. Portano maschere, hanno sistemi e fanno tutto in stanze ultra pulite. Non vogliono nessuna contaminazione. Ci sono certe malattie, certi laboratori dove lavorano chimici e biologici, certe armi pericolosissime, che non si devono contaminare con una micro goccia di queste sostanze.

Dobbiamo capire che la santità di Dio è così immensa e totale, che ogni peccato è abominevole per lui. Ecco perché “il giudizio è venuto da una sola trasgressione per la condanna…”

“… ma la grazia viene da molte trasgressioni per la giustificazione.” Un peccato era sufficiente per portare la condanna su tanti, ma Cristo è morto per tante trasgressioni. Le ha prese tutte su di sé, le trasgressioni di tutti coloro che avrebbe salvato.

17Infatti, se per la trasgressione di quell’uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, molto di più coloro che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell’uno, Gesù Cristo. (Romani 5:17 LND)

Notate: ancora leggiamo “per mezzo di Gesù Cristo”.

Allora, per quanto la trasgressione di Adamo è grande e ha fatto sì che la morte ha regnato, molto di più, cioè quello che è infinitamente più grande, è che “coloro che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell’uno, Gesù Cristo.” Non tutti regneranno nella vita per mezzo di Gesù, ma solo coloro che ricevono l'abbondanza della grazia e del dono della giustizia. Non tutti sono salvati, ma la grazia di Dio è che Cristo è morto per tutti coloro che si ravvedono e credono in lui. Così lui paga la loro condanna.

Ma se uno non si ravvede e non crede in Gesù Cristo, la morte di Gesù non è per lui. Se la morte di Gesù fosse per chi non si ravvede, non ci sarebbe più condanna. Se Gesù avesse pagato i loro peccati, non dovrebbero loro pagare ancora perché sarebbero già stati pagati da Gesù.

17 … molto di più coloro che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell’uno, Gesù Cristo. 18Per cui, come per una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure per un solo atto di giustizia la grazia si è estesa a tutti gli uomini in giustificazione di vita. 19Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così ancora per l’ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti. (Romani 5:17-19 LND)

Tutti sono morti nel peccato. Quanto è importante per noi rivedere veramente la nostra condizione senza Cristo. Siamo empi, siamo morti al peccato e siamo senza Dio. È importante capire questo per capire la meraviglia della salvezza.

In Cristo “molti saranno costituiti giusti”. È un verbo passivo e un verbo futuro, che vuol dire, al giudizio saranno dichiarati giusti, ma noi ci vantiamo nella speranza di questo, adesso, perché sappiamo che è sicuro, perché è una speranza fondata non su noi ma su Gesù Cristo. Cristo è morto per noi quando eravamo morti, quando eravamo empi, quando eravamo senza forze, senza capacità spirituale e in base a Cristo saremo dichiarati, costituiti giusti, al giudizio finale. Grazie a Dio!

Ma allora anche quelli senza la legge di Mosè, cioè prima della legge di Mosè, erano colpevoli e la morte regnava. Ma la legge?

20 Or la legge intervenne affinché la trasgressione abbondasse… (Romani 5:20 LND)

C’era già la trasgressione. La morte regnava da Adamo a Mosè, però la legge ha fatto abbondare la trasgressione. Per esempio, vedremo al capitolo 7 che non avrei conosciuto la concupiscenza se la legge non avesse detto “non concupire”. Il punto qui è che eravamo già peccatori, ma la legge ha rivelato quanto siamo peccatori. Ha fatto abbondare la trasgressione. Posso dire nella mia vita e nella vita di tante persone che ho evangelizzato, che siamo già peccatori, ma quando cominciano a vedere la legge di Dio, vediamo quanto siamo peccatori e capiamo di più il nostro peccato.

Poi, uno dei versetti più incredibili nella Bibbia. Guardiamo la fine del versetto 20:

20 ora la legge intervenne affinché la trasgressione abbondasse ma dove il peccato è abbondato la grazia è sovrabbondata, (Romani 5:20 LND)

Per quanto il peccato abbonda, per quanto sono gravi i nostri peccati, per quanto sono numerosi i nostri peccati e per quanto è grande la nostra colpa, la grazia di Dio in Gesù Cristo, per mezzo di Cristo, sovrabbonda.

La grazia è infinitamente più grande del peccato, per quanto il peccato è grande, perché la grazia è costata la sua vita a Gesù Cristo. La vita di Gesù Cristo è una vita di valore infinito, e perciò, la grazia vale la vita di Gesù Cristo. Vale tutto. Il peccato è gravissimo ma non è nulla in confronto con il sacrificio di Gesù Cristo.

dove il peccato è abbondato la grazia è sovrabbondata,

Per quanto è giusto vedere quanto abbiamo peccato, poi bisogna alzare gli occhi e vedere Gesù Cristo. Gesù è morto per questo peccato ed io accolgo questo perdono in Gesù Cristo. Lo accolgo e ti ringrazio, Signore.

20 ….ma dove il peccato è abbondato la grazia è sovrabbondata, 21affinché come il peccato ha regnato nella morte, così anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. (Romani 5:20-21 LND)

Il peccato regnava in noi. Chi pecca è schiavo del peccato (Giovanni 8:34) e il peccato produce la morte eterna, ma “la grazia regni per la giustizia a vita eterna”. La grazia ci permette di non essere più schiavi del peccato, di camminare in giustizia, di “far morire ciò che in noi è terreno”, di non prestare più le nostre membra come strumenti di iniquità di peccato, di vivere in novità di vita e di spogliarci del vecchio uomo e rivestirci del nuovo uomo. La grazia rende i comandamenti non più impossibili, e non più gravosi. “La grazia regni per la giustizia a vita eterna” sempre “per mezzo di Gesù Cristo”. Non ho contato quante volte dice “per mezzo di Gesù” e “mediante Gesù” ma sono parecchie volte in questo capitolo. Tante. Sarebbe bene contarle. Incredibile. Tutto per mezzo di Gesù Cristo, sempre per mezzo di Gesù Cristo.

Una cosa importante. La dottrina è importantissima, ma non dobbiamo mai imparare dottrina per conoscere dottrina. Paolo era il più grande dottore di tutti gli apostoli. Cioè, lui aveva più dottrine da trasmettere rispetto a tutti gli altri, ma quando Paolo scrive, grammaticalmente si interrompe costantemente, dando gloria a Dio, perché la dottrina per lui non era solo intellettuale. Non erano verità che poteva ripetere come fatti e recitare correttamente, erano cose che colpivano il suo cuore. Quindi, lui dice:

la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.

Leggendo questo capitolo e leggendo come Paolo parla, dico: “ma com'è che io le vedo? Sono colpito da queste verità?” Leggo questo e dico: “Signore, è vero. Ero morto. Ero senza forza. Ero empio e tu hai mandato Gesù perché mi hai amato.”? Come vedo questo? Solo come fatti da conoscere?

Voglio chiudere, rileggendo il capitolo 5 tutto di seguito, sperando che adesso è un pochettino più chiaro per noi.

1 Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, 2 per mezzo del quale abbiamo anche avuto, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci vantiamo nella speranza della gloria di Dio. 3 E non soltanto questo, ma ci vantiamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce perseveranza, 4 la perseveranza esperienza e l’esperienza speranza. 5 Or la speranza non confonde, perché l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato. 6 Perché, mentre eravamo ancora senza forza, Cristo a suo tempo è morto per gli empi. 7 Difficilmente infatti qualcuno muore per un giusto; forse qualcuno ardirebbe morire per un uomo dabbene. 8 Ma Dio manifesta il suo amore verso di noi in questo che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi. 9 Molto più dunque, essendo ora giustificati nel suo sangue, saremo salvati dall’ira per mezzo di lui. 10 Infatti, se mentre eravamo nemici siamo stati riconciliati con Dio per mezzo della morte del suo Figlio, molto più ora che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita. 11 E non solo, ma anche ci vantiamo in Dio per mezzo del Signor nostro Gesù Cristo, tramite il quale ora abbiamo ricevuto la riconciliazione. 12 Perciò, come per mezzo di un solo uomo, il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, e così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato; 13 perché, fino alla legge, il peccato era nel mondo; ora il peccato non è imputato se non vi è legge; 14 tuttavia la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, che è figura di colui che doveva venire. 15 La grazia però non è come la trasgressione; se infatti per la trasgressione di uno solo quei molti sono morti, molto più la grazia di Dio e il dono per la grazia di un sol uomo, Gesù Cristo, hanno abbondato verso i molti. 16 Riguardo al dono non è avvenuto come per quell’uno solo che ha peccato; poiché il giudizio è venuto da una sola trasgressione per la condanna, ma la grazia viene da molte trasgressioni per la giustificazione. 17 Infatti, se per la trasgressione di quell’uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, molto di più coloro che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell’uno, Gesù Cristo. 18 Per cui, come per una sola trasgressione la condanna si è estesa a tutti gli uomini, così pure per un solo atto di giustizia la grazia si è estesa a tutti gli uomini in giustificazione di vita. 19 Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati costituiti peccatori, così ancora per l’ubbidienza di uno solo i molti saranno costituiti giusti. 20 Or la legge intervenne affinché la trasgressione abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata, 21 affinché come il peccato ha regnato nella morte, così anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore.