Aiuto Biblico

Chi è un vero credente?

Romani 8:1-13

sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica, 2 agosto 2020, – cmd es –
Descrizione: la vera salvezza produce una vita di santità.
parole chiavi: salvezza, santificazione, camminare per lo Spirito

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Se qualcuno dichiara che un certo albero è un pero, ma produce noci, è un pero? Assolutamente no. Si conosce un albero dal suo frutto.

Questo è vero nel mondo delle piante, ed è vero anche per quanto riguarda chi dichiara di essere un figlio di Dio. Nel nostro studio dell'epistola ai Romani, abbiamo visto che la salvezza è tutto per grazia. Non è per le nostre opere.

Però, abbiamo anche visto che quando Dio ci salva, ci libera dalla schiavitù del peccato. Perciò, da quel punto, ci chiama a camminare in santità, e non più nel peccato.

Romani 6 spiega in modo molto chiaro che non siamo più schiavi del peccato, e perciò, non dobbiamo più ubbidire al peccato. Nel capitolo 7, Paolo ci racconta come prima della salvezza, non era capace a non peccare. Non poteva fare il bene che voleva fare. Era schiavo del suo peccato. Questo è vero per ognuno di noi prima della salvezza.

Andando avanti, arriviamo oggi al capitolo 8, un capitolo molto importante, un capitolo che ci aiuta a capire quali sono chiare evidenze che la salvezza è vera.

Ricordate che nell'ultima parte del capitolo 7, Paolo descriveva la schiavitù del peccato per chi non è in Cristo. Parlando come uno ancora non salvato, gridava chiedendo chi lo libererebbe. La risposta a quella domanda abbiamo già visto ripetutamente nel capitolo 6. È Dio in Gesù Cristo.

Ora, nel capitolo 8, Paolo ci descrive la libertà che c'è in Cristo. Però, questa libertà non è la libertà di andare avanti nel peccato, è la libertà di camminare in santità, in ubbidienza a Dio.

Infatti, la prima parte di capitolo 8 spiega in modo molto chiaro che la vera salvezza produce un cammino di ubbidienza a Dio. Il capitolo inizia parlando della realtà per chi è in Cristo. Prima di essere in Cristo, eravamo schiavi del peccato. In quella condizione, eravamo sotto la legge, e perciò, eravamo sotto la condanna. Ora, se siamo in Cristo, non siamo più sotto condanna. Ma questo non vuol dire che possiamo camminare nel peccato. Consideriamo attentamente le verità importanti che Dio ci dichiara tramite Paolo in questo capitolo. Iniziamo con Romani 8:1.

“1 Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito,” (Romani 8: 1 LND)

In Romani 7:14-25, Paolo aveva spiegato quanto era terribile sotto la schiavitù del peccato. Non poteva fare a meno che peccare. Questo non vuol dire che commetteva ogni tipo di peccato possibile. Ma camminava nel peccato. E non poteva liberarsi da solo a quella schiavitù. A causa del fatto che camminava nel peccato, era sotto la condanna di Dio. Questa era anche la nostra condizione.

In Romani 5 abbiamo letto che il peccato di Adamo è stato trasmesso a tutti noi suoi discendenti, e perciò, la morte è arrivata a tutti, e con quello la condanna. Quindi, di natura, siamo peccatori e siamo tutti sotto condanna.

Romani 8:1 inizia con la parola "ora". Ora, ora che siamo stati battezzati in Gesù Cristo, ora che siamo stati giustificati in Cristo, ora che siamo diventati figli di Dio, ora, in Gesù Cristo, non vi è alcuna condanna. Come abbiamo letto in Romani 5:1, ora abbiamo pace presso Dio. Non siamo più condannati. Non c’è più alcuna condanna.

Che notizia meravigliosa! Prima, eravamo condannati senza alcuna speranza di mai essere liberati. Adesso, in Gesù Cristo, non vi è alcuna condanna per noi che siamo in Gesù Cristo. Grazie a Dio! Che meravigliosa notizia!

Però, è estremamente importante che non immaginiamo da questo che uno può essere in Cristo, e quindi libero da ogni condanna, e allo stesso tempo continuare a vivere nel peccato. Assolutamente no! Per farci evitare questo errore, Paolo dichiara in modo specifico chi sono coloro che sono in Cristo Gesù. Leggo ancora il versetto, e notiamo chi sono.

“1 Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito,” (Romani 8:1 LND)

Notate che questo versetto dichiara direttamente che coloro che sono in Cristo non camminano secondo la carne, ma camminano secondo lo Spirito. Questa è una dichiarazione molto forte e molto importante, e Paolo svilupperà questa verità man mano che andiamo avanti in questo capitolo. Consideriamo questo.

I veri credenti, coloro che sono veramente in Cristo, coloro che sono veramente perdonati, non camminano secondo la carne. Non seguono la loro carne, non camminano nel peccato, non continuano a vivere come vivevano prima della salvezza. Questa è una definizione di chi è veramente salvato.

Non solo chi è veramente salvato non cammina secondo la carne, ma cammina secondo lo Spirito, secondo lo Spirito Santo di Dio.

Camminare descrive la vita di una persona. Descrive le scelte che prende giorno per giorno. Infatti, quando parliamo di camminare, uno può cadere, ma poi si alza, e continua il suo cammino. Questo è diverso che solo restare per terra, oppure andare nell'altra direzione. Quindi, quando questo versetto parla di camminare secondo la carne, vuol dire vivere seguendo la carne. Quando invece parla di camminare secondo lo Spirito, vuol dire camminare seguendo lo Spirito. Ci possono essere cadute, ma un vero credente non rimane a terra, ma si alza per riprendere la strada. Quindi, camminare per lo Spirito non vuol dire che non si cade mai nel peccato. Ma vuol dire che quando si cade nel peccato, si confessa il peccato per rialzarsi per riprendere la strada.

Quindi, il cammino è un cammino di fede, un cammino di ubbidienza, un cammino di santità.

Alla luce di questo, dobbiamo capire che se uno dichiara di essere salvato, se dichiara di essere in Cristo, ma continua a camminare nel peccato, inganna se stesso. Un vero credente non continua a camminare nel suo peccato, ma lo confessa, e torna a camminare in santità.

Andiamo avanti, a considerare il versetto 2, leggendo anche il v.1 per contesto.

“1 Ora dunque non vi è alcuna condanna per coloro che sono in Cristo Gesù, i quali non camminano secondo la carne ma secondo lo Spirito, 2 perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte.” (Romani 8:1,2 LND)

Nel versetto 2, Paolo dichiara il motivo per cui possiamo camminare secondo lo Spirito, anziché continuare a camminare secondo la carne, come facevamo prima della salvezza. Il motivo è perché siamo stati liberati dalla schiavitù del peccato per mezzo della legge dello Spirito della vita in Gesù Cristo. Questo è avvenuto quando siamo stati battezzati nella morte di Gesù Cristo, che è quell'atto in cui Dio ci unisce a Cristo nella sua morte. Perciò, siamo stati liberati dalla legge del peccato e della morte. Non siamo più sotto la schiavitù del peccato. Eravamo schiavi del peccato, ma non siamo più schiavi del peccato.

Iniziando con il versetto 3, Paolo spiega quello che era la nostra condizione, e quello che Dio ha fatto per poter salvarci da quella condizione. La nostra condizione rendeva impossibile la salvezza, Dio ha fatto l'impossibile per noi in Gesù Cristo. Seguite mentre leggo i versetti 3 e 4.

“3 Infatti ciò che era impossibile alla legge, in quanto era senza forza a motivo della carne, Dio, mandando il suo proprio Figlio in forma simile alla carne di peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne, 4 affinché la giustizia della legge si adempia in noi che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.” (Romani 8:3,4 LND)

È impossibile per la legge di salvarci. La legge ci mostra la vita giusta, la vita di santità. Ma a causa della nostra carne peccaminosa, la legge non può darci la forza di vivere così. Questo perché di natura, siamo schiavi del peccato in noi.

Potremmo dire che la legge è la cartina di come camminare con Dio. Però, la legge non ha la chiave per farci uscire dalla prigione del nostro peccato. E perciò, pur avendo la cartina, è impossibile camminare in quella via. Quindi, è impossibile essere senza condanna per mezzo della legge.

Allora, per quanto riguarda la nostra condizione, per conto nostro, con le nostre forze, è impossibile mai arrivare a Dio. Ma grazie a Dio, quello che era impossibile per noi, Dio ha fatto. Il versetto dichiara:

“...Dio, mandando il suo proprio Figlio in forma simile alla carne di peccato e a motivo del peccato, ha condannato il peccato nella carne,...” (Romani 8:3 LND)

Dio ha mandato il suo proprio Figlio. Pensate a questo. Noi eravamo nemici di Dio, eravamo peccatori, ribelli a Dio. Eravamo morti nei nostri peccati. Quanto è immenso l’amore di Dio, che lo ha spinto a mandare il suo proprio Figlio, colui che ama, per salvare peccatori come noi. Prego che possiamo comprendere di più l'immensità dell'amore di Dio!

Dio ha mandato il suo Figlio in forma di carne simile alla carne di peccato. Cioè, Gesù Cristo ha preso l'umanità, pur rimanendo Dio, era un vero uomo, e così, poteva prendere la condanna degli uomini come sostituto.

Notate che Dio ha mandato suo Figlio a motivo del peccato. In altre parole, Gesù è venuto a causa del nostro peccato, proprio per poter offrirci perdono per il nostro peccato. Questo è lo scopo della venuta di Gesù Cristo. Gesù era un grande insegnante, ma non è venuto principalmente per insegnare. Gesù ha guarito tante persone, ma non è venuto principalmente per guarire. Gesù è venuto per compiere la salvezza in modo che possiamo essere perdonati dei nostri peccati.

E poi, Dio ha mandato suo Figlio per condannare il peccato nella carne. Cioè, in Cristo, sulla croce, Dio ha condannato e punito il nostro peccato.

E perciò, mentre era impossibile per noi di togliere la giusta condanna contro il nostro peccato, Dio ha tolto la condanna, per mezzo del sacrificio di Gesù Cristo.

E il risultato di questo quello che leggiamo nel versetto 4. Lo leggo ancora.

“4 affinché la giustizia della legge si adempia in noi che non camminiamo secondo la carne, ma secondo lo Spirito.” (Romani 8:4 LND)

Il sacrificio di Gesù Cristo ci ha liberati dalla condanna, affinché noi che siamo salvati in Gesù Cristo camminiamo ora in giustizia, e così la giustizia dalla legge si adempia in noi.

La giustizia della legge si adempia in noi, perché ora, perdonati e giustificati in Gesù Cristo, camminiamo per lo Spirito.

Come abbiamo letto nel versetto 1, Paolo sta parlando solo di coloro che camminano secondo lo Spirito, e non camminano con la carne.

Quanto è importante che comprendiamo questa verità. I veri salvati non camminano secondo la carne. Non seguano i desideri peccaminosi della carne. Non continuano a camminare nel peccato.

Piuttosto, i veri salvati camminano secondo lo Spirito, ovvero camminano ubbidendo allo Spirito Santo.

Come ho menzionato prima, camminare secondo lo Spirito non vuol dire che uno non cade. Cadiamo. È per quello che in 1Giovanni leggiamo che se confessiamo i nostri peccati, Dio è fedele e giusto da perdonarci e purificarci da ogni iniquità. Camminare secondo lo Spirito vuol dire non continuare nel peccato.

Quindi, anche qui, il fatto di camminare secondo lo Spirito è una definizione di chi è veramente salvato.

Un confronto, vv. 5-8

In questo brano, il punto centrale di Paolo è che un vero credente non cammina secondo la carne, ma piuttosto secondo lo Spirito. È essenziale che comprendiamo questo. La vera salvezza produce una vita di ubbidienza a Dio. Se uno continua a camminare nel peccato, non è salvato. Nei prossimi versetti, Paolo fa vari confronti fra chi è veramente salvato e chi non è salvato. Leggo il versetto 5, che ha il primo confronto.

“5 Infatti coloro che sono secondo la carne volgono la mente alle cose della carne, ma coloro che sono secondo lo Spirito alle cose dello Spirito.” (Romani 8:5 LND)

Di nuovo, troviamo una definizione di chi è un vero credente, e chi non è un vero credente. I veri credenti volgano la mente alle cose dello Spirito. In altre parole, un vero credente ha in mente le cose di Dio. I suoi desideri sono solo le cose di Dio. Il suo modo di vedere la vita è tramite le verità di Dio.

In contrasto, coloro che sono secondo la carne, in altre parole sono nella carne e non sono giustificati, sono sotto condanna, loro volgono la mente alle cose della carne. I loro pensieri e i loro desideri e il modo che vedono la vita è tramite la carne. Camminano nel peccato, e vedono la vita tramite pensieri falsi.

Passo al versetto 6, in quel Paolo fa un altro confronto.

“6 Infatti la mente controllata dalla carne è morte, ma la mente controllata dallo Spirito è vita e pace.” (Romani 8:6 LND)

Nel versetto 5, Paolo usava il termine "secondo la carne". Qui, per dire la stessa cosa, dice: "controllata dalla carne" in contrasto di "controllato dallo Spirito". Di nuovo, sta parlando di chi è ancora nella carne, e non salvato, in confronto con coloro che sono veramente salvati in Gesù Cristo.

La mente di chi non è in Gesù Cristo è controllata dalla carne. In altre parole, è sotto il peccato, è schiavo del peccato. La carne lo controlla. La mente controllata dalla carne è morta. Rende la persona spiritualmente morta, sotto la condanna di Dio. Chi cammina nel peccato è spiritualmente morto.

In contrasto, la mente controllata dallo Spirito è vita e pace. In altre parole, quando uno cammina per lo Spirito di Dio, cammina in ubbidienza a Dio, quella persona ha vita, ha la vera vita, la vita eterna in Cristo. Inoltre, ha pace, pace con Dio, e pace nel cuore.

Di nuovo, Paolo ci sta mostrando che un vero credente non cammina nel peccato. Chi cammina nel peccato è spiritualmente morto. Non ha la vita eterna.

Chi invece cammina in ubbidienza allo Spirito di Dio ha vita eterna. Non c'è via di mezzo.

Andando avanti, i versetti 7 e 8 ci aiuta a capire che chi cammina nella carne è senza Dio. Seguite mentre leggo queste versetti.

“7 Per questo la mente controllata dalla carne è inimicizia contro Dio, perché non è sottomessa alla legge di Dio e neppure può esserlo. 8 Quindi quelli che sono nella carne non possono piacere a Dio.” (Romani 8:7,8 LND)

Paolo descrive la condizione di coloro che hanno la mente controllata dalla carne. Questo è un altro modo di descrivere chi è schiavo del suo peccato. Chi segue la sua carne è inimicizia contro Dio. In altre parole, è un nemico di Dio. Non è riconciliato con Dio. Non ha pace con Dio. È sotto la condanna. Paolo spiega il motivo, ed è perché non è sottomessa alla legge di Dio, e neppurepuò essere sottomessa alla legge di Dio. È in ribellione contro Dio.

E quindi, come Paolo dichiara categoricamente nel versetto 8, coloro che sono nella carne non possono piacere a Dio. In quella condizione, hanno la condanna eterna davanti a loro. Che terribile. Questo è la nostra condizione naturale, è quello che il il nostro peccato merita, è la condanna che Cristo ha pagato.

Quanto è importante capire che è impossibile per chi è senza Cristo di piacere a Dio. Se una persona non ha Cristo, nonostante che può fare buone opere, può fare cose che per il mondo sono grandi opere buone, non può piacere a Dio, perché è inimicizia contro Dio. Il nostro peccato contamina qualunque bene che potremmo fare a Dio. È solo se siamo perdonati in Gesù Cristo che possiamo piacere a Dio.

La condizione di chi è in Cristo

Quanto è terribile la condizione di chi è senza Cristo. Iniziando nel versetto 9, Paolo fa un altro chiaro contrasto fra quelli senza Cristo e chi è in Cristo. Leggo il versetto 9.

“9 Voi però non siete nella carne ma nello Spirito, se pur lo Spirito di Dio abita in voi. Ma se uno non ha lo Spirito di Cristo, non appartiene a lui.” (Romani 8:9 LND)

Paolo parla adesso a quelli che sono in Cristo. Dichiara che non sono nella carne, ma nello Spirito. Anche qui, Paolo dà una condizione. Non chiunque dice di essere in Cristo è in Cristo. La condizione che Paolo dà qua è che lo Spirito di Dio abita in chi è nello Spirito. E visto che lo Spirito abita in quella persona, quella persona cammina nello Spirito.

Lo Spirito Santo non accetta un ruolo secondario. Se abita in una persona, controlla quella persona. Allora, nel versetto 6 abbiamo letto della mente controllata dallo Spirito. Qui, parla dello Spirito che abita in una persona. È la stessa cosa, sta descrivendo chi è veramente salvato, dicendo che segue la guida dello Spirito Santo. Questo è la realtà di ogni vero credente. Se uno non segue lo Spirito Santo, è ancora nella carne, e non è salvato.

Paolo conclude questo versetto con una forte dichiarazione. Dichiara che se uno non ha lo Spirito di Cristo, non appartiene a Cristo. In altre parole, se uno non cammina in ubbidienza allo Spirito Santo, se uno non è controllato dallo Spirito, non appartiene a Cristo. Non è salvato.

Quanto è chiaro: La vera salvezza produce una nuova vita, produce un cammino di ubbidienza. La vera salvezza produce una vite di santificazione.

Alla luce di questo, un vero credente non dovrebbe mai scusare il suo peccato, dicendo che Dio è paziente con il peccato. Ho sentito persone che quando sono state dette dei loro peccati, si scusavano, dicendo che Dio è paziente, e che cresceranno man mano. In altre parole, stavano dicendo che per momento, avrebbero continuato con quei peccati, perché Dio è paziente.

Prego che quello che stiamo leggendo in questo brano ci faccia capire in modo chiaro che trattare il peccato così è estremamente pericoloso. Dio non è paziente con il peccato in quel senso. Dio ci comanda a lasciare il peccato. Camminare per lo Spirito vuol dire abbandonare e confessare i nostri peccati, non andare avanti nel peccato per il momento.

Avendo parlato di coloro che non hanno Cristo, Paolo parla di nuovo a coloro che hanno Cristo, per incoraggiarli. Consideriamo i versetti 10 e 11. Inizio leggendo il versetto 10.

“10 Ma se Cristo è in voi, certo il corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustizia.” (Romani 8:10 LND)

Quando dice: “se Cristo è in voi”, sta dicendo se siete veramente salvati. Se veramente Cristo ha pagato i vostri peccati. Chiarendo con chi sta parlando, Paolo dichiara la condizione di quella persona. Certo, il corpo è morto a causa del peccato, ma lo spirito è vita a causa della giustizia. Il corpo fisico è morto, è mortale, ed è sotto la condanna di tutto l'umanità, e quindi, nonostante che siamo in Gesù Cristo, comunque dobbiamo morire fisicamente.

Il corpo è morto a casa dal peccato, il peccato di Adamo che poi si è esteso anche a noi. Leggo di nuovo Romani 5:12, che abbiamo letto qualche sermone fa.

“12 Perciò, come per mezzo di un solo uomo, il peccato è entrato nel mondo e per mezzo del peccato la morte, e così la morte si è estesa a tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato;” (Romani 5:12 LND)

Abbiamo ereditato il peccato dall'Adamo, e anche la morte. Ma adesso che siamo in Cristo, lo spirito è vita a causa della giustizia, la giustizia di Gesù Cristo che ci copre.

Quando dice che lo spirito è vita, questo è lo spirito dell'uomo, il nostro spirito, che ora, vive, per mezzo di Cristo. È vita a causa della giustizia, la giustizia di Cristo che ci è stata data. La nostra salvezza è dovuta al perdono che riceviamo in Gesù Cristo, e poi il fatto che Dio ci copre con la giustizia di Cristo. Questo ci vivifica, in modo che adesso il nostro spirito è vita.

Passando poi al versetto 11, Paolo continua ad incoraggiare grandemente chi è in Cristo Gesù. Leggo il versetto 11.

“11 E se lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti abita in voi, colui che risuscitò Cristo dai morti vivificherà anche i vostri corpi mortali mediante il suo Spirito che abita in voi.” (Romani 8:11 LND)

Inizia con un “se”, e dopo è inteso un “allora”.

Paolo sta parlando di coloro che hanno lo Spirito Santo. Notate come Paolo Lo descrive. Lo chiama:

“lo Spirito di colui che ha risuscitato Gesù dai morti...”

Lo Spirito Santo è lo Spirito di Dio. Qui, Paolo descrive Dio come "colui che ha risuscitato Gesù dai morti". Lo descrive così per ricordarci di quello che Dio ha fatto a Gesù. Questo ci aiuta a capire che Dio risusciterà anche i nostri corpi mortali. Lo farà mediante lo stesso Spirito Santo, che qui viene chiamato: “il suo Spirito che abita in voi”.

La vera vita cristiana è una vita di speranza, una vita di guardare in avanti. In questa vita, ci sono tribolazioni, ci sono prove dure, Gesù dice che il mondo ci odierà. E la battaglia più terribile è la battaglia contro il nostro peccato. E poi, abbiamo davanti a noi e anche la morte fisica. Ma in questo versetto Paolo ci ricorda che Dio vivificherà i nostri corpi mortali. Questo può avere due sensi, entrambi sono veri.

Prima, questo può descrivere il fatto di vivificare il nostro corpo che è ancora propenso a peccare. Questa è la santificazione. In Cristo, abbiamo vittoria, vera vittoria, sul peccato. Questo è un senso di vivificare il nostro corpo.

Poi, questo può descrivere la risurrezione dei nostri corpi quando Gesù Cristo ritornerà. Questi corpi mortali saranno risuscitati e trasformati. Non importa quanto siamo pieni di malattia, o handicappati, o soffriamo la vecchiaia. I nostri corpi saranno trasformati e diventeranno corpi senza difetti, che ci permetteranno di vivere nella presenza di Dio.

Quanto è importante per noi di guardare in avanti, a quello che Dio sta facendo già in questa vita, e a quello che Dio farà al ritorno di Cristo. La vita cristiana è una vita di fede, ed è una vita di speranza, fede in quello che Dio farà nel futuro. E qua, Paolo ci dichiara che Dio vivificherà i nostri corpi mortali. Grazie a Dio per questa meravigliosa verità.

La salvezza produce santificazione

Passando al versetto 12 e 13, Paolo fa ancora un confronto fra chi è veramente salvato e chi non è salvato. Seguite mentre leggo questi versetti.

“12 Perciò, fratelli, noi siamo debitori non alla carne per vivere secondo la carne, 13 perché se vivete secondo la carne voi morrete; ma se per mezzo dello Spirito fate morire le opere del corpo, voi vivrete.” (Romani 8:12,13 LND)

Paolo ci ricorda che siamo stati liberati dalla schiavitù della carne, e perciò, non siamo debitori alla carne, che ci farebbe vivere secondo la carne. Infatti, Paolo dichiara che chi vive secondo la carne morirà. Chi cammina nella carne, chi continua a peccare, come stile di vita, morirà, non avrà la vita eterna, non è salvato.

Come frutto della vera salvezza, se per mezzo dello Spirito Santo che abbiamo in noi facciamo morire le opere del corpo, ovvero le opere peccaminose, allora vivremo. La vera salvezza produce una vita di santità e santificazione.

È molto importante che comprendiamo questo correttamente. Paolo ha spiegato in modo molto chiaro nei primi capitoli di questa epistola che nessuno sarà salvato per ubbidienza alla legge di Dio. Nessuno riesce ad arrivare alla salvezza con il proprio impegno. Siamo tutti schiavi del nostro peccato, e colpevoli davanti a Dio.

Il punto nei capitoli 6 ad 8 è che ora che siamo salvati, in Cristo, non siamo più schiavi del nostro peccato. E perciò, possiamo e dobbiamo camminare in novità di vita. Il capitolo 6 mostrava che non siamo più schiavi del peccato. In questo capitolo, stiamo vedendo ripetutamente che un frutto della vera salvezza è di camminare secondo lo Spirito e non secondo la carne.

Perciò, e questo è importante capire, se una persona continua a camminare nella carne, oppure, se uno sembra di camminare bene, ma poi comincia a camminare nella carne, non è che perde la salvezza, ma dimostra che non ha lo Spirito Santo di Dio in lui. Quello che faceva quando apparentemente camminava bene era nella propria forza. Non era lo Spirito Santo. Uno senza Cristo può lasciare tanti peccati esterni. In Filippesi, l'apostolo Paolo dichiara che prima della salvezza, aveva una grande giustizia secondo la legge, in quanto riusciva ad ubbidire alle cose esterne dalla legge. Il problema era il peccato nel suo cuore.

Quello che è importante capire è che quando c'è la vera salvezza, quando veramente Dio libera una persona dalla schiavitù del peccato, quella persona camminerà in novità di vita. Ci saranno cadute, ma poi, la persona non rimarrà nel peccato. Confesserà il suo peccato, e riprenderà il cammino.

Chi invece vive secondo la carne, chi vive seguendo la sua carne, morirà, ovvero, non è salvato, e al giorno di giudizio sarà condannato alla morte seconda.

Quindi, ci sono coloro che esternamente possono sembrare salvati, ma poi, non continuano. In quella condizione, non c'è più alcuna evidenza che erano mai veramente salvati.

Come questo capitolo rende molto chiaro, la prova della salvezza è una vita di ubbidienza a Dio. Questo è quello che rende visibile la salvezza. Perciò, che dice di essere salvato, ma non abbandona il suo peccato, inganna se stesso. Non sente il peso del peccato che lo Spirito Santo dà a chi è veramente salvato.

Conclusione

Non abbiamo finito questo brano, ma per tempo fermiamoci adesso. Quello che vogliamo ricordare di quello che abbiamo visto finora è la meravigliosa notizia che per chi è in Cristo Gesù, non c'è più alcuna condanna. Gesù Cristo ha preso tutta la nostra condanna. Non c'è alcuna condanna per chi è in Cristo. Questo è buona notizia. Questa è la più grande notizia che si può avere. Grazie a Dio che Gesù Cristo ha preso la nostra condanna, in modo che non c'è più alcuna condanna se siamo in Cristo.

Tutto il resto di questo brano dichiara ripetutamente che chi è in Gesù Cristo non continua a camminare dal peccato. Piuttosto, chi è veramente in Gesù Cristo cammina secondo lo Spirito Santo di Dio, ovvero, segue lo Spirito Santo.

Alla luce di questo, invito ciascuno ad esaminare se stesso. Se riconosci peccati che NON stai abbandonando, la soluzione non è di dire che non sei salvato. La soluzione è di confessare e abbandonare quei peccati.

La vera salvezza produce una vita in cui si cammina nello Spirito. Oh che le verità di questo capitolo possono stimolare ognuno di noi che è un vero credente a camminare in santità ogni giorno. Oh che queste verità possono svegliare chi dice di essere salvato, ma non lo è. E che queste verità possono aiutare chi sa di non essere salvato che c’è il perdono e una nuova vita in Gesù Cristo.