Aiuto Biblico

Guardare in avanti; la Disciplina di Dio

Giacomo 5

Sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per mercoledì, 2018, – cmd es –

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Discorso ai Ricchi

In questi primi versetti, Giacomo scrive ai ricchi. È molto importante riconoscere che non sta scrivendo a qualunque ricco. Lui sta scrivendo a quelli di che erano ricchi tramite il peccato. Erano coloro che sono arrivati ad essere ricchi con mezzi peccaminosi. Avevano frodato gli altri, avevano approfittato degli altri, inoltre, è chiaro che erano ricchi perché amavano le ricchezze. Avevano accumulato ricchezze.

La Bibbia è chiara che c'erano tanti ricchi che erano uomini timorati di Dio, che non amavano la ricchezza. Basta pensare al Abrahamo, a Giobbe, a Davide, e anche nel Nuovo Testamento a uomini come Giuseppe di Arimatea. Quindi, la ricchezze in sé non è un peccato. Quello che è un peccato è di amare la ricchezza, e di ricercare la ricchezza. Quello è il peccato. Quindi, questo brano sta parlando a coloro che amavano la ricchezza, avevano cercato ricchezze, al punto che avevano peccato per ottenere la ricchezza.

Quindi, tenendo conto con chi Giacomo sta parlando, e avendo cuori umili da considerare che forse anche noi abbiamo un desiderio per ricchezze, ascoltiamo attentamente questo forte ammonimento contro questo peccato. Seguite mentre leggo i versetti 1 a 6.

“1 E ora a voi, ricchi: piangete e urlate per le vostre sciagure che stanno per cadervi addosso. 2 Le vostre ricchezze sono marcite e i vostri vestiti sono rosi dalle tarme. 3 Il vostro oro e il vostro argento sono arrugginiti, e la loro ruggine sarà una testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni come un fuoco; avete accumulato tesori negli ultimi giorni. 4 Ecco, il salario da voi defraudato agli operai che hanno mietuto i vostri campi grida; e le grida di coloro che hanno mietuto sono giunte agli orecchi del Signore degli eserciti. 5 Sulla terra siete vissuti nelle delizie e morbidezze; avete pasciuto i vostri cuori come per il giorno della strage. 6 Voi avete condannato, voi avete ucciso il giusto; egli non vi oppone resistenza. (Giacomo 5:1-6)

Con questo, consideriamo il messaggio di Dio a chi ama le ricchezze, e, in qualche modo pecca cercando le ricchezze. Leggo di nuovo il v.1.

“1 E ora a voi, ricchi: piangete e urlate per le vostre sciagure che stanno per cadervi addosso. (Giacomo 5:1)

Questo è un avvertimento spaventoso e terribile. Giacomo dichiara che sta per arrivare una terribile sciagura, o meglio dire più sciagure. Sarà così terribile che solo al pensiero, questi ricchi dovrebbero piangere e urlare, prima ancora che arrivi. Chiaramente, noi sappiamo che Giacomo sta parlando del giudizio finale, e il terribile tormento che lo seguirà. La Bibbia ci avverta del giudizio volta dopo volta. Dal tempo di Adamo ed Eva, Dio ha avvertito l'uomo del giudizio. Tutta la Bibbia è un avvertimento del giudizio, è un annuncio di come trovare il perdono del Salvatore Gesù Cristo.

Alla luce di questo, in questo versetto Giacomo sta esortando chi vive nel peccato, in questo caso il peccato di amare le cose materiali, a guardare in avanti, a riconoscere quello che sta arrivando. Lo scopo di questo non è solo che stiano male, ma è affinché possano riconoscere quanto sarà terribile, e così ravvedersi e lasciare il peccato finché c'è tempo.

Io vedo la grande misericordia di Dio in questo avvertimento. Il fatto è che Dio ci dà avvertimento dopo avvertimento dimostra il cuore di Dio, che non trova alcun piacere nella morte degli empi. Dio giudica, Dio punisce eternamente, ma Dio non ha piacere nel condannare. Dio ama perdonare e salvare. Ed è per questo che Dio manda questi forti avvertimenti.

Ne versetti 2-6, Giacomo elenca varie evidenze che erano attaccati alle cose materiali, e che questo attaccamento, oppure amore per le cose materiali aveva spinto loro a peccare. Dio tiene conto di ogni peccato, di ogni ingiustizia, e punirà ogni ingiustizia al giorno del giudizio, se non arriva prima il perdono in Gesù Cristo.

Leggo questi versetti.

2 Le vostre ricchezze sono marcite e i vostri vestiti sono rosi dalle tarme. 3 Il vostro oro e il vostro argento sono arrugginiti, e la loro ruggine sarà una testimonianza contro di voi e divorerà le vostre carni come un fuoco; avete accumulato tesori negli ultimi giorni. 4 Ecco, il salario da voi defraudato agli operai che hanno mietuto i vostri campi grida; e le grida di coloro che hanno mietuto sono giunte agli orecchi del Signore degli eserciti. 5 Sulla terra siete vissuti nelle delizie e morbidezze; avete pasciuto i vostri cuori come per il giorno della strage. 6 Voi avete condannato, voi avete ucciso il giusto; egli non vi oppone resistenza. (Giacomo 5:2-6)

Solo qualche commento per aiutarci a comprendere meglio queste versetti. Prima di tutto, lui elenca le cose che erano i loro tesori. Parla di ricchezze, di vestiti, oggetti d'oro e d'argento. Parla di tesori. Queste sono tutte forme di ricchezze a cui gli uomini si attaccano. Ricordati che in quell’epoca i vestiti erano di immenso valore, perché dovevano essere fatti tutti a mano. Perciò, valevano molto più di quanto valgono oggi.

Il punto in tutto questo è che queste varie forme di ricchezze, arrivano ad essere tutti rovinati. Tutto quello che sta sulla terra sarà distrutto, ogni essere umano perderà ogni bene materiale. E perciò, questo è un ricordo che tutti questi beni saranno persi, e resteranno senza quello che era il loro tesoro. Quanto è importante che ricordiamo che tutto quello che abbiamo qui sarà perso. Perciò, è assolutamente assurdo aggrapparci a tesori terreni. Ed è ancora peggio cercare quei tesori tramite il peccato. A quel punto, quei tesori ci rendono ancora più colpevole. Infatti, i tesori saranno rovinati, e come diceva il versetto tre, la ruggine sarà testimonianza contro chi aveva accumulato più di quello che serviva. Cioè, è giusto chiedere a Dio per il nostro pane quotidiano, quello che serve. In 1Timoteo 6 leggiamo:

“6 Ora la pietà è un mezzo di grande guadagno, quando uno è contento del proprio stato. 7 Non abbiamo infatti portato nulla nel mondo, ed è chiaro che non possiamo portarne via nulla, 8 ma quando abbiamo di che mangiare e di che coprirci, saremo di questo contenti. 9 Ma coloro che vogliono arricchirsi cadono nella tentazione, nel laccio e in molte passioni insensate e nocive, che fanno sprofondare gli uomini nella rovina e nella distruzione. 10 L’avidità del denaro infatti è la radice di tutti i mali e, per averlo grandemente desiderato, alcuni hanno deviato dalla fede e si sono procurati molti dolori.” (1Timoteo 6:6-10 LND)

Dio ci comanda ad essere contenti con quel minimo che serve per vivere. Perciò, se noi arriviamo ad accumulare ricchezze, questo accumulo testimonia contro di noi, testimonia che amiamo le ricchezze. Se Dio ci dà più di quel che serve, non è per noi di vivere più nel lusso, è da usare per la gloria di Dio. Quindi, accumulare ricchezze, come anche spendere ricchezze per i nostri piaceri, è una testimonianza contro di noi, e rivela il nostro cuore peccaminoso.

Il versetto quattro parla di come avevano defraudato per operare. Dio ascolta attentamente chiunque viene defraudato o trattato ingiustamente. Questo vuol dire che dovremmo avere grande timore di trattare ingiustamente gli altri. In qualunque situazione in cui abbiamo noi la scelta di come trattare qualcuno, e se trattare in modo equo, oppure cercare di dare o pagare meno del giusto per poter avere più per noi, dovremmo capire che agli occhi di Dio, questo è un gravissimo peccato.

Qui c'è un principio che dovremmo allargare. Questo principio non si limita solamente a chi ha un dipendente che non paga. Il principio è che chi ha in qualche modo autorità o poteri sugli altri, non dovrebbe mai usare quel potere o a autorità per i vantaggi propri, ma piuttosto dovrebbe trattare sempre con giustizia quelli sulla quale si ha potere. Quindi, questo applica ad ogni marito, nel modo che tratta la moglie. Questo principio si applica ad ogni genitore, nel modo che usa la sua autorità sui figli. Questo chiaramente si applica nei datori di lavoro, ma si applica in qualunque campo in cui uno ha qualche potere su altri.

I versetti 5 e 6 parlano di come avevano vissuto sulla terra cercando la vita comoda. Cercavano le cose belle del mondo, avevano vissuto cercando il loro tesoro sulla terra, ed erano disposti perfino a peccare per ottenere questo tesoro. In realtà, avevano vissuto per il giorno della strage. Avendo vissuto lontani da Dio, avendo avuto il loro tesoro delle cose terrene, avevano accumulato una grandissima colpa nei confronti di Dio, e per questo, aspettava loro, piangere e urlare.

Matteo 13:41,42 è una verità importante al riguardo. Ve lo leggo.

“41 Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, ed essi raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e gli operatori d’iniquità, 42 e li getteranno nella fornace del fuoco. Lì sarà pianto e stridor di denti.” (Matteo 13:41-42 LND).

Oggi, si vive bene, oggi, si cercano i piaceri, si cercano le cose di lusso, anche se in realtà costano poco ed è un lusso finto. Per esempio, durante le feste ci sono i supermercati che vendono cose che danno l'apparenza di essere di lusso, per chi non può permettersi il vero lusso, a meno può sognarlo. Questo rivela un cuore mirato nella direzione sbagliata. C'è il giudizio terribile che sta davanti che cerca il proprio tesoro delle cose della terra. E queste versetti sono un avvertimento forte, per farci ravvederci e cercare in Gesù Cristo il nostro tesoro.

Discorso ai fratelli

Adesso, iniziando con il versetto sette, Giacomo comincia parlare non più ai ricchi peccatori, ma ai fratelli. Quindi, sta cambiando soggetto. Adesso, vedremo più volte che lui sta parlando ai fratelli. Per loro, il suo messaggio è molto diverso. Seguite mentre leggo i versetti 7,8.

“7 Or dunque, fratelli, siate pazienti fino alla venuta del Signore; ecco, l’agricoltore aspetta il prezioso frutto della terra con pazienza, finché abbia ricevuto la pioggia della prima e dell’ultima stagione. 8 Siate pazienti anche voi; rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina.” (Giacomo 5:7,8)

La base di quello che Giacomo insegna qua e che, ci sono tribolazioni. Qua, in questa vita, in questo pellegrinaggio, ci sono grandi tribolazioni. Questo è il messaggio che vediamo ripetutamente nella Bibbia. Per esempio, i lego Giovanni 16:33, atti 14:22, e 2Timoteo 3:12.

“Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me; nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo".” (Giovanni 16:33 LND)
“confermando gli animi dei discepoli e esortandoli a perseverare nella fede, e dicendo che attraverso molte afflizioni dobbiamo entrare nel regno di Dio.” (Atti 14:22 LND)
“Infatti tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati,” (2Timoteo 3:12 LND)

Il punto in queste versetti e tanti altri e che ci saranno tribolazioni e persecuzione e afflizioni in questo pellegrinaggio. È fondamentale tenere questo in mente, per capire il punto importantissimo che Giacomo vuole farci vedere.

Il punto di Giacomo, che è quello che Dio vuole insegnarci e molto di più di questo capitolo, e che dobbiamo guardare in avanti, aspettando il ritorno di Cristo. L'unico modo di vivere in pace in mezzo a tutte le afflizioni che ci sono e di guardare sempre avanti ricordando quello che ci sta per arrivare.

Dobbiamo aspettare il ritorno di Cristo con pazienza, come dichiara il versetto sette. Per darci un esempio terreno di questo, Giacomo parla dell'agricoltore, che deve aspettare tutta la stagione prima di avere il prezioso frutto della terra, per cui si era impegnato per tanto tempo.

E quindi, anche noi dobbiamo essere pazienti, rinfrancando i nostri cuori, ricordando che la venuta del Signore è vicina, alla luce dell'eternità.

Quando siamo scoraggiati, quando è difficile aspettare, è perché abbiamo una prospettiva sbagliata. La chiave della vita cristiana è di avere una prospettiva vera, ricordando che qui tutto è un vapore. E vi dico che abbiamo grandemente bisogno gli uni degli altri per avere questa prospettiva. Non si può vivere isolato da altri credenti, se non è che Dio ti mette in una situazione dove non ci sono proprio. Abbiamo bisogno gli uni degli altri per ricordare la realtà dell'eternità davanti a noi.

Non lamentatevi

Passiamo ora al versetto 9, in cui Giacomo ci avverte contro un peccato molto grave. Seguite mentre leggo questo versetto.

“9 Non lamentatevi gli uni degli altri, fratelli, affinché non siate giudicati; ecco, il giudice è alle porte.” (Giacomo 5.9)

In questa vita, è inevitabile che a volte i credenti peccano uno contro l'altro. Quindi, ognuno di noi subirà peccati dagli altri. La domanda è come rispondere quando gli altri peccano contro di te.

Questo versetto è un forte comandamento a non lamentarci. Non dobbiamo essere turbati dentro e scontenti quando gli altri peccano contro di noi. Piuttosto, dobbiamo rispondere con amore.

In 1Pietro 4:8 leggiamo:

“avendo prima di tutto un intenso amore gli uni per gli altri, perché "l’amore coprirà una moltitudine di peccati".” (1Pietro 4:8 LND)

Quando abbiamo l'amore di Dio in noi, e gli altri peccano contro di noi, noi avremo nei loro confronti quello che Dio ha nei nostri confronti. Non avremo lamenti, avremo amore, e pazienza. Infatti, in 1Corinzi 13 leggiamo che l'amore è paziente.

Se invece di avere amore, ci lamentiamo gli uni degli altri, allora, noi stiamo peccando, e a prescindere dal loro peccato contro di noi, noi saremo giudicati per il nostro peccato.

Prego che possiamo camminare umilmente davanti Dio, con grande pazienza, amando coloro che peccano contro di noi, ricordando che anche noi continuiamo a peccare contro Dio e contro gli altri.

Questo è un frutto della vera salvezza, come noi rispettiamo il cuore di Dio. Dove saremmo noi se Dio non fosse misericordioso verso di noi? Quanto è importante per noi di avere pazienza e misericordia verso gli altri.

Pazienza

Leggo adesso i versetti 10 e 11, in cui Giacomo Ci esorta ancora ad essere pazienti, e ci dà degli esempi per aiutarci.

“10 Fratelli miei, prendete come modello di sofferenza e di pazienza i profeti, che hanno parlato nel nome del Signore. 11 Ecco, noi proclamiamo beati coloro che hanno perseverato; avete udito parlare della pazienza di Giobbe, e avete visto la fine riserbatagli dal Signore, poiché il Signore è pieno di misericordia e di compassione.” (Giacomo 5:10,11)

Iniziando nel versetto sette, Giacomo aveva parlato dell'importanza di essere paziente. Adesso, riprende quel discorso. È difficile avere pazienza, e per aiutarci, è molto utile ricordare come Dio ha curato altri, in questo caso i profeti, tanti dei quali avevano grandi sofferenze. Eppure, guardando il tutto, e non solo i momenti di sofferenza, erano grandemente beati.

Un esempio di un grande uomo di Dio è Giobbe, che aveva grandissime sofferenze. Eppure, le sofferenze sono passate, Giobbe ha potuto conoscere Dio molto di più, che è la benedizione più grande, proprio tramite le sofferenze, e poi, Dio l'ha benedetto con una vita gioiosa dopo quella stagione di sofferenza.

Giobbe è un ottimo esempio, perché le sue sofferenze erano profonde, ma sono passate. E tramite le sofferenze Giobbe ha conosciuto Dio molto più profondamente. Ed esso, Giobbe sta con Dio da migliaia di anni. Tenere conto della situazione di Giobbe, non solo la sofferenza, ma tutto la situazione prima, durante, e dopo, ci aiuta ad avere una prospettiva giusta, e questo ci aiuta ad avere pazienza nelle nostre sofferenze. Grazie a Dio per i tanti esempi che ci dà nella Bibbia, e anche nella vita.

Io sono vecchio abbastanza da poter ricordare tantissime persone nella mia vita che hanno avuto grandi sofferenze, che poi, sono state seguite dalla vera gioia in Gesù Cristo. Quindi, tutti abbiamo gli esempi della Bibbia, e man mano che passano anni nel Signore, possiamo avere anche tanti esempi della vita pratica nostra.

Dio è fedele, non abbandona mai chi ha fede in Lui. Perciò, possiamo avere pazienza, confidando in Dio, e non saremo delusi.

Se ti è difficile avere pazienza nelle sofferenze e nelle ingiustizie, guarda oltre ai tuoi problemi, guarda alla fedeltà di Dio, che vediamo in tanti esempi. E poi ricordati che Dio è fedele anche con te.

La vostra parola

Arriviamo ora al versetto 12, che è un ammonimento contro il peccato di non parlare con onestà totale. Seguite mentre lo leggo.

“12 Ora prima di tutto, fratelli miei, non giurate né per il cielo né per la terra, né fate alcun altro giuramento; ma sia il vostro "sì," "sì" e il "no," "no," per non cadere sotto il giudizio.” (Giacomo 5:12)

Nel mondo, dove è così normale mentire, gli uomini giurano per cercare di convincere gli altri che in quell'occasione stanno veramente dicendo la verità. Ma in realtà, considerando il motivo per cui devono giurare, è molto triste. È proprio un riconoscimento che non sempre dicono la verità.

Dio ci comanda a non giurare, in nessun modo. Il motivo per questo è perché dobbiamo essere sempre onesti, il nostro “sì” deve essere sempre “sì”, e il nostro “no” deve essere sempre “no”. Se noi non siamo sempre onesti, allora, cadiamo sotto il giudizio di Dio. Gesù Cristo dichiara:

Io sono la via, la verità, e la vita.

Gesù Cristo è la verità, e quindi, mentire in qualunque forma, diretta o indiretta, è andare contro la santità di Dio, ed è un gravissimo peccato. Perciò, è importante parlare in modo che quello che diciamo è sempre vero. Non dobbiamo girare, perché dobbiamo parlare sempre con la verità. Non facendo così ci porta a cadere sotto il giudizio di Dio. Infatti, in Apocalisse 21, descrivendo cielo, leggiamo:

“Ma per i codardi, gl’increduli, gl’immondi, gli omicidi, i fornicatori, i maghi, gli idolatri e tutti i bugiardi, la loro parte sarà nello stagno che arde con fuoco e zolfo, che è la morte seconda".” (Apocalisse 21:8 LND)

Prego che possiamo essere un popolo che parla sempre con verità. Solo così rispettiamo Dio. Solo così, possiamo aspettare Dio con gioia anziché con timore.

Vita Cristiana

Andiamo avanti a considerare i versetti 13 a 16. Questi versetti ci insegnano come vivere nelle varie situazioni della vita. Inizio leggendo il versetto 13.

“13 C’è tra voi qualcuno che soffre afflizioni? Preghi. C’è qualcuno d’animo lieto? Canti inni di lode.” (Giacomo 5:13)

Ci sono momenti di afflizione e sofferenza. Come dobbiamo vivere?

Quando ci troviamo in afflizione, dobbiamo pregare. Qui, tutto quello che Giacomo ha detto finora, ci sta incoraggiando di guardare a Dio. I momenti di afflizione, anziché piangere, anziché guardare ai problemi, anziché perdere speranze, dobbiamo pregare. Dobbiamo guardare a Dio con fede, e alzare il nostro dolore a Lui, e aspettare i suoi tempi e la sua cura perfetta. La preghiera della Bibbia è una preghiera fatta con fede. E quindi, in momenti di afflizione e sofferenze, dobbiamo guardare a Dio, pregare, e poi, aspettare la sua opera perfetta, al momento giusto.

Se anziché momenti di sofferenza e afflizione è un momento di gioia, e abbiamo un animo lieto, cosa dobbiamo fare? Allora, nei momenti belli, nei momenti di gioia, di nuovo, dobbiamo guardare a Dio. Dobbiamo cantare gli inni di lode.

Quello che mi colpisce è che in ogni tipo di situazione, dall'afflizione, alla gioia, dobbiamo guardare a Dio. Non esiste momento o situazioni della vita in cui non dovremmo guardare a Dio. Dio vuole che noi guardiamo a Lui in ogni situazione. Questo è la vita cristiana. Questo è perché non dobbiamo mai buttarci in qualche divertimento o passatempo che ci ostacola da guardare a Dio.

Come agire se c’è peccato

Passiamo ora al 14 e 15. Questi versetti che insegnano cosa fare quando siamo infermi, deboli o ammalati. Però, vanno oltre a solo la malattia o infermità normale, e descrivono in modo particolare l'infermità che è una forma della disciplina di Dio. Leggo i versetti 14 e 15.

“14 C’è tra voi qualcuno infermo? Chiami gli anziani della chiesa, ed essi preghino su di lui, ungendolo di olio nel nome del Signore, 15 e la preghiera della fede salverà il malato e il Signore lo ristabilirà; e se ha commesso dei peccati, gli saranno perdonati.” (Giacomo 5:14,15)

Nella chiesa moderna, parliamo troppo poco della realtà della disciplina di Dio. Dio disciplina tutti i veri figli di Dio. E perciò, la disciplina di Dio fa parte della vita cristiana. Nel Nuovo Testamento, l'infermità e la malattia è la disciplina più menzionata. E quindi, è importante capire che mentre ogni malattia o infermità è disciplina da Dio, quando la malattia è frequente, o continua, è sempre da valutare attentamente se potrebbe essere la disciplina di Dio.

Quando Dio ci disciplina, quasi sempre aveva già parlato con noi tramite qualcuno del nostro peccato, ma abbiamo in qualche modo rifiutato di ravvederci e abbandonare quel peccato. Magari il nostro orgoglio ci ostacolava, forse abbiamo rifiutato di ammettere il peccato. In qualche modo abbiamo ottenuto un peccato che avremmo dovuto abbandonare. E così, prima o poi, Dio manda la disciplina, spesso in forma di infermità o malattia.

Quando uno si trova con una infermità o malattia che non guarisce, se è legato al peccato, dovrebbe umiliarsi, riconoscere il suo peccato, e chiamare gli anziani della sua chiesa, spiegando loro che ha riconosciuto e confessato il suo peccato. A quel punto, essi possono pregare su di lui, ungendolo d'olio nel nome del Signore. La loro preghiera di fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà. Sia come se i peccati, gli saranno perdonati.

Questo brano ammette una infermità che non è legata al peccato. Ma in base a quello che leggiamo nel versetto 16, dove parla di confessare i peccati gli uni agli altri, per essere guariti, sembra che il senso principale è un infermità o malattia che è la disciplina di Dio.

Parla di essere ristabilito e perdonato. Io prego che ognuno di noi esaminerà la propria vita. Se la tua vita sembra di avere una nuvola nera sopra, se hai situazione che sono chiaramente negative, e da umilmente chiamare gli anziani per avere il loro aiuto nel valutare se la tua situazione è disciplina. Infatti, è importante notare che questo non è qualcosa che la persona fa da solo, ma chiama gli anziani. Loro possono aiutare quella persona riconoscere il proprio cuore, e possono aiutarlo a capire se è veramente ravveduto.

Leggo anche il v.16, che continua questo argomento.

“16 Confessate i vostri falli gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti; molto può la preghiera del giusto, fatta con efficacia.” (Giacomo 5:16)

A volte la disciplina coinvolge gli anziani della chiesa. A volte, sono peccati gli uni contro gli altri, che continuano. In questi casi, se non c'è il ravvedimento, spesso Dio manda la disciplina. In questi casi, la soluzione è di ravvedersi, confessare il peccato a coloro contro i quali ai peccato, affinché possano perdonare e pregare per te. Questo porta alla guarigione, perché Dio toglie la disciplina.

Molto può la preghiera del giusto, fatta con efficacia. In altre parole, quando tu hai peccato, una persona che cammina in giustizia ascolta la tua comprensione, e riconosce che è dal cuore, e prego per te, Dio ascolta quella preghiera e risponde. E così, oggi la disciplina porta di nuovo la benedizione della tua vita.

Questo brano ci sta insegnando a camminare umilmente davanti a Dio, e umilmente gli uni con gli altri. Anziché nascondere o negare i peccati gli uni degli altri, dobbiamo umilmente confessare i nostri peccati gli uni agli altri. Questa porta alla guarigione, questo porta alla vera benedizione.

Tu hai quest’umiltà? Tu stai camminando così? Tu sei pronto a sempre confessare i tuoi peccati? Prego che possiamo essere un popolo così.

La preghiera con perseveranza

Il versetto 17 e 18 sono l'incoraggiamento a continuare a pregare. Quanto è importante essere un popolo che persevera nella preghiera, perché così, stiamo guardando a Dio. Leggo questi versetti.

17 Elia era un uomo sottoposto alle stesse nostre passioni, eppure pregò intensamente che non piovesse, e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. 18 Poi pregò di nuovo, e il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto.

La preghiera fatta con fede, con perseveranza, porta risultati. Però, è importante notare, usando proprio l'esempio di Elia, che non pregava per se stesso, non pregava per una vita più facile, non pregava le ricchezze, Anania pregava per la gloria di Dio. La preghiera che Dio ascolta e la preghiera fatta secondo la sua volontà, la preghiera che, come Gesù ci insegna dal Padre Nostro, chiede che Dio sia glorificato e il suo regno venga. Quando preghiamo così, le nostre preghiere saranno potenti. Come leggiamo in Giovanni 15, quando il nostro desiderio è di produrre molto frutto, e preghiamo per quello, Dio risponderà alle nostre preghiere. Quindi, diventiamo un popolo di preghiera, non per una vita comoda, ma per la gloria di Dio. E Dio risponderà potentemente alle nostre preghiere.

Riprendere il fratello sviato

Giacomo chiude questo capitolo e questa epistola con un insegnamento che riguarda come possiamo essere coinvolti nella vita di coloro che vivono lontano da Dio. Leggo i versetti 19, 20.

“19 Fratelli, se uno di voi si svia dalla verità e qualcuno lo converte 20 sappia costui che chi allontana un peccatore dall’errore della sua via, salverà un’anima dalla morte e coprirà una moltitudine di peccati.” (Giacomo 5:19-20 LND)

Notate che Giacomo sta parlando di qualcuno che era nella Chiesa. Questa persona stia nella verità. Forse rimane nella chiesa ma non cammina veramente nella verità. Forse lascia la Chiesa. Però, prima camminava nella verità, adesso è sviata dalla verità. È una meravigliosa opera se un credente va in cerca di questa persona, e lo converte. In altre parole, lo avverte del suo peccato, si parla di Cristo, e lo aiuta a tornare alla verità in Gesù Cristo. Lo aiuta a riconoscere il suo peccato, e vedere il valore di confessare umilmente davanti a Dio.

Quando questo succede, è un'opera d'immensa importanza, perché si salva un'anima dalla morte, e tramite il sacrificio di Gesù copre una moltitudine di peccati.

Non è un lavoro facile cercare di far tornare coloro che si allontanano da Dio. Spesso è un lavoro che non è per nulla apprezzato. Spesso è un lavoro che porta cattiverie e false accuse da coloro che non vogliono tornare a Cristo. Ma è un lavoro importante, è un lavoro che può portare frutti meravigliosi che durano per l'eternità.

Perciò, voglio incoraggiare ciascuno che è un vero figlio di Dio di avere questo cuore, un cuore che desidera di aiutare coloro che si sviano dalla verità.

Grazia Dio per Gesù Cristo, perché è solamente per mezzo di Lui che possiamo parlare del perdono e quando uno confessa il suo peccato. Senza Cristo, non avremo speranza. Invece, in Gesù Cristo, c’è il pieno perdono e coloro che si umiliano e confessano di cuore i loro peccati.

Conclusione

Quindi, in questo capitolo abbiamo un avvertimento contro chi ha come Tesoro le cose della terra. Abbiamo tanti ricordi dell'importanza di guardare in avanti, per avere pazienza in mezzo alle sofferenze e l'ingiustizia di questa vita. Dobbiamo camminare in santità, ricordando del ritorno di Cristo. E dobbiamo confessare i nostri peccati con umiltà, per essere perdonati, ristabiliti e benedetti da Dio.

Grazia Dio per il perdono che ci è disponibile in Gesù Cristo.