Introduzione
Oggi è la Pasqua. È una festa importante, anche nella società. Ma qual è il significato della Pasqua? Qual è il senso di questa festa?
La Pasqua è una festa stabilita da Dio. A differenza di tante feste che l’uomo ha inventato, la Pasqua ha importanza e valore davanti a Dio. È la festa che ci ricorda, in modo speciale, il sacrificio di Cristo sulla croce, e la risurrezione di Cristo.
Ciascuno di noi qua conosce bene la storia della venuta di Cristo, della sua morte sulla croce e della risurrezione. Ma non è una semplice storia. Se tu sei in Cristo, quello che Cristo ha fatto ha cambiato per sempre la tua eternità.
Oggi voglio semplicemente leggere la storia del sacrificio di Cristo, fermandoci a riflettere su quello che leggiamo. Invito ciascuno che è un figlio di Dio a considerare quello che Gesù ha fatto, l’ha fatto per TE. Quello che stiamo per leggere, Gesù l’ha fatto per NOI, individualmente, per ciascuno di noi che è un figlio di Dio, per comprarci il perdono e la salvezza.
Prego che saremo toccati dalla Parola di Dio. Prego che parli ai nostri cuori mostrandoci la grandezza del sacrificio di Cristo per noi.
Trovate con me Giovanni 18.
Contesto
Il contesto qua è che Gesù aveva appena compiuto tutto quello che doveva compiere nei suoi tre anni di ministero. Aveva mostrato che Lui è il Cristo, compiendo miracoli. Aveva insegnato al popolo e ai discepoli predicando l’evangelo. Aveva preparato i suoi discepoli per quello che stava per venire. Adesso restava solo la parte finale, l’ultimo atto che era il motivo per cui Gesù è venuto nel mondo.
I Giudei avevano già deciso di uccidere Gesù. Giuda aveva già deciso di tradire Gesù. Gesù era già entrato a Gerusalemme sul puledro d’asina, acclamato dal popolo. E aveva già passato gli ultimi momenti con i suoi discepoli, preparandoli, insegnando loro e pregando per loro, in Giovanni 17. Adesso era tutto pronto per compiere il sacrificio.
Giovanni 18
Iniziamo da Giovanni 18. Ci troviamo appena dopo che Gesù ha pregato per i suoi discepoli, con la preghiera sacerdotale in Giovanni 17.
Seguite mentre leggo dal v1.
“1 Dette queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente Kedron, dove c’era un orto nel quale egli entrò con i suoi discepoli. 2 Or Giuda, che lo tradiva, conosceva anch’egli quel luogo, perché molte volte Gesù vi si era ritirato con i suoi discepoli. 3 Giuda, dunque, preso un gruppo di soldati e le guardie mandate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, venne là con lanterne, torce e armi.
Questi uomini erano guidati da Giuda. Uno dei discepoli. Che dolore doveva essere per Gesù il fatto di essere stato tradito da uno dei suoi discepoli, per avere soldi in cambio. Non era una sorpresa per Lui, ma questo non toglieva il dolore.
Poi, notate: sono andati da Gesù con soldati e guardie, armati, per prendere Gesù, come se fosse un malfattore che dovevano catturare. Ma notate cosa succede dopo.
4 Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli stava per accadere, uscì e chiese loro: "Chi cercate?". 5 Gli risposero: "Gesù il Nazareno". Gesù disse loro: "Io sono!".
“Io sono” è il nome di Dio.
Or Giuda che lo tradiva era anch’egli con loro. 6 Appena egli disse loro: "Io sono", essi indietreggiarono e caddero a terra.
Questi uomini, soldati, guardie, uomini armati, quando Gesù ha dichiarato loro “Io sono” sono caduti a terra. Erano uomini forti. Sono solo caduti di fronte alla potenza e all’autorità di Gesù che dichiarava: “Io sono Dio”!
Sono andati a prendere Gesù, ma chi era più forte? Gesù, senza dubbio.
7 Gesù dunque domandò loro di nuovo: "Chi cercate?". Essi dissero: "Gesù il Nazareno". 8 Gesù rispose: "Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me lasciate andare via costoro"; 9 e ciò affinché si adempisse la parola che egli aveva detto: "Non ho perduto nessuno di quelli che mi hai dato".
Cosa notate qua? Cosa vediamo qua?
Vediamo autorità: Gesù aveva autorità su questi uomini. Era Lui in controllo della situazione. Infatti, stava comandando loro cosa fare.
Ma vediamo anche amore. Pensate: Gesù si trovava in una situazione estremamente pericolosa, e triste, e pesantissima. E Lui, essendo Dio, sapeva perfettamente cosa stava per succedergli. Eppure, a chi pensava Gesù? Era Lui che stava per essere preso da questi uomini. Stava per essere Lui maltrattato terribilmente e accusato falsamente. Eppure, pensava ai suoi discepoli. Si prendeva cura di loro. Questo è il cuore di Gesù. Questo è il cuore del nostro Signore! Lui ama NOI così!
10 Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la sfoderò, percosse il servo del sommo sacerdote e gli recise l’orecchio destro; or quel servo si chiamava Malco. 11 Ma Gesù disse a Pietro: "Riponi la tua spada nel fodero; non berrò io il calice che il Padre mi ha dato?".
Pietro prende la spada per combattere, e ferisce quel servo. Ma se Gesù avesse voluto, poteva benissimo liberarsi da questi uomini. Vi ricordate quando, tempo prima, volevano ucciderlo buttandolo giù dal monte? Vi ricordate come si è liberato? Dice che se n’è andato passando in mezzo a loro, in modo miracoloso. Quindi, anche in questa situazione, se avesse voluto, avrebbe potuto tranquillamente liberarsi. Il fatto è che Lui NON voleva.
Gesù vedeva tutto questo come il piano di Dio. Sapeva che tutto questo era il calice che il Padre gli aveva dato da bere, cioè faceva parte del piano perfetto per portare Gesù alla croce per compiere il sacrificio stabilito. Gesù non si è fermato a vedere la situazione sul momento, l’ingiustizia e la sofferenza. Era l’ingiustizia più grande della storia. Ma Lui guardava in grande, e sapeva che questo serviva per portarlo alla croce. Ed era lì che voleva andare. Che cuore per noi! Ricordate in Ebrei 12, quando dice che “per la gioia che gli era posta davanti soffrì la croce, disprezzando il vituperio”? Gesù guardava in avanti. Voleva salvarci, e per questo era disposto a subire tutto questo.
Che esempio per noi. Tu come affronti le ingiustizie? Le vedi come parte del piano perfetto di Dio per la tua vita, per prepararti per l’eternità? Guardi in avanti? Oppure ti fermi a vedere solo la prova in sé?
12 Allora il gruppo di soldati, il capitano e le guardie dei Giudei presero Gesù e lo legarono. 13 E lo condussero prima da Anna, perché era suocero di Caiafa, che era sommo sacerdote in quell’anno. 14 Caiafa era colui che aveva consigliato ai Giudei che era conveniente che un sol uomo morisse per il popolo. 15 Or Simon Pietro e un altro discepolo seguivano Gesù. E quel discepolo era noto al sommo sacerdote, ed entrò con Gesù nel cortile del sommo sacerdote. 16 Ma Pietro restò fuori, alla porta. Allora l’altro discepolo, che era noto al sommo sacerdote, uscì e parlò alla portinaia, e fece entrare Pietro. 17 E la serva portinaia disse a Pietro: "Non sei anche tu dei discepoli di quest’uomo?". Egli rispose: "Non lo sono".
Pietro stava peccando, rinnegando Gesù. Ricordate chi era Pietro. Era uno dei tre discepoli più stretti a Gesù, insieme a Giacomo e Giovanni. Pietro, un intimo discepolo e amico di Gesù, ha rinnegato Gesù.
Pietro non voleva avere problemi per sé. Stava rischiando tanto esponendosi come discepolo di Gesù. Se potevano prendere Gesù, quanto di più avrebbero potuto prendere anche lui. E per non rischiare, ha rinnegato Gesù.
Che triste!
18 Intanto i servi e le guardie, acceso un fuoco di carboni, se ne stavano in piedi e si scaldavano, perché faceva freddo; anche Pietro stava in piedi con loro e si scaldava. 19 Or il sommo sacerdote interrogò Gesù riguardo ai suoi discepoli e alla sua dottrina. 20 Gesù gli rispose: "Io ho parlato al mondo apertamente; ho sempre insegnato nella sinagoga e nel tempio, dove i Giudei si radunano sempre, e non ho detto niente in segreto. 21 Perché interroghi me? Interroga coloro che hanno udito ciò che ho detto loro; ecco, essi sanno le cose che ho detto". 22 Egli aveva appena detto queste parole, che una delle guardie che gli stava vicino diede a Gesù uno schiaffo, dicendo: "Così rispondi al sommo sacerdote?". 23 Gesù gli rispose: "Se ho parlato male, mostra dov’è il male; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?".
Quello che Gesù aveva detto era giusto. Lui non aveva agito male, in segreto. Piuttosto, loro stavano agendo male.
In tutto, anche quando era accusato falsamente, Gesù non ha mai peccato. Gesù è il santo Figlio di Dio, assolutamente puro dal peccato.
24 Anna dunque lo rimandò legato a Caiafa, sommo sacerdote. 25 Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi. Gli dissero dunque: "Non sei anche tu dei suoi discepoli?". Ed egli lo negò e disse: "Non lo sono". 26 Ma uno dei servi del sommo sacerdote, parente di colui a cui Pietro aveva reciso l’orecchio, disse: "Non ti ho io visto nell’orto con lui?". 27 E Pietro lo negò di nuovo, e subito il gallo cantò.
Gesù aveva preannunciato a Pietro che lo avrebbe rinnegato tre volte prima che il gallo avesse cantato. Poco prima avevano avuto quel discorso, e Pietro, pieno di orgoglio, aveva dichiarato in modo molto forte che anche se tutti si fossero scandalizzati a causa di Gesù, lui no. Adesso, ecco Pietro che è caduto profondamente nel peccato, come Gesù lo aveva avvertito.
Dagli altri evangeli capiamo che Gesù poteva sentirlo. Che dolore per Gesù! Non solo il fatto di essere rinnegato da Pietro, ma soprattutto, vedere la caduta di Pietro, che Gesù gli aveva preannunciato. Gesù è il Buon Pastore, che ama le sue pecore. Come poteva sentirsi il Buon Pastore vedendo una delle sue preziose pecore sviarsi?
Fratelli, stiamo in guardia. L’orgoglio ci acceca. Ci inganna. Ci fa vedere noi stessi come bravi e forti, ma in realtà siamo totalmente dipendenti dalla grazia. Che triste per Gesù vedere la caduta di Pietro.
28 Poi, da Caiafa condussero Gesù nel pretorio; era mattino presto. Ma essi non entrarono nel pretorio, per non contaminarsi e poter così mangiare la Pasqua. 29 Pilato dunque uscì verso di loro e disse: "Quale accusa portate contro quest’uomo?". 30 Essi risposero e gli dissero: "Se costui non fosse un malfattore, non te l’avremmo dato nelle mani".
Era un’accusa valida? “È un malfattore”. Non avevano accuse valide contro Gesù.
31 Allora Pilato disse loro: "Prendetelo voi e giudicatelo secondo la vostra legge". Ma i Giudei gli dissero: "A noi non è lecito far morire alcuno". 32 E ciò affinché si adempisse quello che Gesù aveva detto, indicando di quale morte doveva morire.
Era tutto ingiusto. Non avevano vere accuse, ma avevano già deciso di ucciderlo. Era un’ingiustizia enorme.
Ma notate il v32. Gesù aveva già detto che doveva morire ucciso. Non era una sorpresa per Lui. Questi uomini stavano peccando terribilmente, ma era tutto secondo il piano di Dio.
33 Pilato dunque rientrò nel pretorio, chiamò Gesù e gli disse: "Sei tu il re dei Giudei?". 34 Gesù gli rispose: "Dici questo da te stesso, oppure altri te l’hanno detto di me?". 35 Pilato gli rispose: "Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i capi dei sacerdoti ti hanno consegnato nelle mie mani; che cosa hai fatto?". 36 Gesù rispose: "Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di questo mondo, i miei servi combatterebbero affinché io non fossi dato in mano dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui". 37 Allora Pilato gli disse: "Dunque sei tu re?". Gesù rispose: "Tu dici giustamente che io sono re; per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità; chiunque è dalla verità ascolta la mia voce". 38 Pilato gli chiese: "Che cosa è verità?".
Umanamente parlando, Pilato aveva il potere di far uccidere Gesù e il potere di liberare Gesù. Da un punto di vista umano, la vita di Gesù era nelle mani di Pilato. Ma notate la risposta di Gesù. Cercava di giustificarsi? Cercava di convincere Pilato a liberarlo? Non vediamo niente di tutto questo. Piuttosto, stava mostrando a Pilato chi è veramente. Gesù non è stato “preso”, Gesù aveva un compito da adempiere, e per questo si è lasciato prendere.
E, detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: "Io non trovo alcuna colpa in lui. 39 Ma vi è tra voi l’usanza che io vi liberi uno nella Pasqua; volete dunque che vi liberi il re dei Giudei?". 40 Allora tutti di nuovo gridarono, dicendo: "Non costui, ma Barabba". Or Barabba era un brigante.”
Che triste! Gesù è venuto per salvare, ma hanno preferito un brigante a Lui.
Giovanni 19
Pilato aveva detto che non trovava colpa in Gesù. Ma, avendo timore degli uomini, comunque ha fatto flagellare Gesù. Ecco un’altra ingiustizia.
“1 Allora Pilato prese Gesù e lo fece flagellare. 2 E i soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo e gli misero addosso un manto di porpora, 3 e dicevano: "Salve, o re dei Giudei"; e lo schiaffeggiavano.
Se uno di noi ricevesse questo disprezzo, non sarebbe un granché, perché non siamo nulla in noi stessi. Anzi, meriteremmo molto di peggio per tutto il male che abbiamo fatto.
Ma qui non si trattava di un uomo come noi. Questo era Gesù, il santo Figlio di Dio, il Re. Meritava di essere grandemente onorato, ma è stato grandemente disprezzato.
Pensate, Gesù, come Figlio di Dio, era pieno di gloria alla presenza del Padre, dall’eternità passata. Ma ha scelto di spogliarsi di quella gloria, e ha scelto di venire nel mondo sopportando terribile disprezzo. E perché? Per poter salvare peccatori. Per salvare NOI.
4 Poi Pilato uscì di nuovo e disse loro: "Ecco, io ve lo conduco fuori affinché sappiate che non trovo in lui colpa alcuna". 5 Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora. E Pilato disse loro: "Ecco l’uomo!". 6 Ora, quando lo videro i capi dei sacerdoti e le guardie, si misero a gridare, dicendo: "Crocifiggilo, crocifiggilo". Pilato disse loro: "Prendetelo voi e crocifiggetelo, perché io non trovo in lui colpa alcuna". 7 I Giudei gli risposero: "Noi abbiamo una legge e secondo la nostra legge egli deve morire, perché si è fatto Figlio di Dio". 8 Quando Pilato udì queste parole, ebbe ancor più paura; 9 e, rientrato nel pretorio, disse a Gesù: "Di dove sei tu?". Ma Gesù non gli diede alcuna risposta. 10 Pilato perciò gli disse: "Non mi parli? Non sai che io ho il potere di crocifiggerti e il potere di liberarti?". 11 Gesù rispose: "Tu non avresti alcun potere su di me se non ti fosse dato dall’alto; perciò chi mi ha consegnato nelle tue mani ha maggior peccato".
Pilato agiva con timore, non con giustizia. Sapeva che Gesù era innocente, ma aveva timore dei Giudei. Era assolutamente ingiusto. Ma qua vediamo la pace che Gesù aveva. Si fidava le piano del Padre per Lui.
12 Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo: "Se liberi costui, tu non sei amico di Cesare; chiunque si fa re, si oppone a Cesare".
Questa era una minaccia fortissima per un uomo come Pilato, che aveva una carica importante. I Giudei stavano facendo leva su quello che sapevano che avrebbe spinto Pilato a fare quello che volevano loro. Che triste quanto stavano peccando, in tanti modi diversi. Odiavano così tanto Gesù che erano disposti a peccare e peccare pur di ucciderlo.
Ma il loro cuore non è diverso dal nostro. Hai mai avuto odio contro qualcuno? Oppure, hai mai peccato NON amando qualcuno? Davanti a Dio, è lo stesso cuore. Noi tutti abbiamo odiato Cristo, non volendo Cristo come Signore della nostra vita. Perciò, anche noi eravamo colpevoli dello stesso peccato di questi uomini.
13 Pilato, dunque, udite queste parole, condusse fuori Gesù e si pose a sedere in tribunale nel luogo detto "Lastrico", e in ebraico, "Gabbata"; 14 or era il giorno di preparazione della Pasqua, ed era circa l’ora sesta; e disse ai Giudei: "Ecco il vostro re". 15 Ma essi gridarono: "Via, via, crocifiggilo". Pilato disse loro: "Crocifiggerò il vostro re?". I capi dei sacerdoti risposero: "Noi non abbiamo altro re che Cesare". 16 Allora egli lo diede nelle loro mani affinché fosse crocifisso. Ed essi presero Gesù e lo condussero via. 17 Ed egli, portando la sua croce, si avviò verso il luogo, detto del Teschio che in ebraico si chiama "Golgota", 18 dove lo crocifissero, e con lui due altri, uno di qua e l’altro di là, e Gesù nel mezzo.
Gesù, che è santo, è stato crocifisso in mezzo a due malfattori, come se anche Lui fosse un malfattore. Ma mentre quei malfattori stavano pagando per le loro colpe, Gesù stava pagando per colpe non sue. Le colpe per cui Gesù stava pagando erano le NOSTRE.
19 Or Pilato fece anche un’iscrizione e la pose sulla croce; e vi era scritto: "GESU’ IL NAZARENO, IL RE DEI GIUDEI". 20 Così molti dei Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e quella era scritta in ebraico, in greco e in latino. 21 Perciò i capi dei sacerdoti dei Giudei dissero a Pilato: "Non scrivere: "Il re dei Giudei", ma che egli ha detto: "Io sono il re dei Giudei". 22 Pilato rispose: "Ciò che ho scritto, ho scritto". 23 Or i soldati, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato, e anche la tunica. Ma la tunica era senza cuciture, tessuta d’un sol pezzo da cima a fondo. 24 Dissero dunque fra di loro: "Non stracciamola, ma tiriamola a sorte per decidere di chi sarà"; e ciò affinché si adempisse la Scrittura, che dice: "Hanno spartito fra di loro le mie vesti, e hanno tirato a sorte la mia tunica". I soldati dunque fecero queste cose.
Notate, questi soldati romani, senza saperlo, hanno fatto proprio secondo la profezia. Loro ragionavano in termini pratici, e non era buono strappare una tunica in quattro parti. Ma, in realtà, stavano adempiendo quella profezia fatta tempo prima riguardo la morte di Gesù. Tutto stava procedendo perfettamente secondo il piano di Dio. Dio era totalmente in controllo della situazione, non gli uomini, anche se il peccato, e la rabbia di questi uomini sembravano fuori controllo.
25 Or presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria di Cleopa e Maria Maddalena. 26 Gesù allora, vedendo sua madre e presso di lei il discepolo che egli amava, disse a sua madre: "Donna, ecco tuo figlio!". 27 Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da quel momento il discepolo l’accolse in casa sua.
Guardate il cuore di Gesù. Era appeso alla croce, soffrendo, morendo ingiustamente, ma si preoccupava di curare sua madre. Pensava a provvedere cura per sua madre, tramite Giovanni, il discepolo che Lui amava. Guardate che cuore tenero aveva, pensando al futuro di sua madre. Questo è il cuore di Cristo! Non guardava a sé stesso, anche se ne aveva ogni motivo. Pensava agli altri. Nel giardino pensava ai discepoli. Sulla croce pensava a sua madre. Questo è il cuore tenero di Gesù, anche per noi.
Poi, notate chi c’era presso la croce. Queste donne coraggiose, che non temevano di essere identificate come seguaci di Gesù. E c’era Giovanni, anche lui che non si vergognava di Gesù. Oh prego che avremo noi quel cuore, che non avremo timore di dichiarare, pubblicamente, che siamo seguaci di Cristo, con le parole e con i fatti.
28 Dopo questo, sapendo Gesù che ogni cosa era ormai compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse: "Ho sete". 29 Or c’era là un vaso pieno d’aceto. Inzuppata, dunque, una spugna nell’aceto e postala in cima ad un ramo d’issopo, gliela accostarono alla bocca. 30 Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: "E’ compiuto". E, chinato il capo, rese lo spirito.
Gesù ha dichiarato: “È compiuto” che vuol dire “è finito, è pagato”. Gesù ha compiuto ogni cosa e ha pagato, pienamente, per i miei e per i tuoi peccati.
Tutti quei peccati che avevamo sul nostro conto erano come debito tra noi e Dio. E per questo dovevamo subire l’ira di Dio su di noi, per l’eternità. Ma tutto quel debito Gesù l’ha pagato per noi, interamente, lì, in quel momento.
Che Dio ci apra gli occhi per comprendere la grandezza di questo: “È compiuto!”.
31 Or i Giudei, essendo il giorno di preparazione, affinché i corpi non rimanessero sulla croce il sabato, perché quel sabato era un gran giorno, chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. 32 I soldati dunque vennero e spezzarono le gambe al primo e poi anche all’altro, che era crocifisso con lui; 33 ma, arrivati a Gesù, come videro che era già morto, non gli spezzarono le gambe, 34 ma uno dei soldati gli trafisse il costato con una lancia, e subito ne uscì sangue ed acqua. 35 E colui che ha visto ne ha reso testimonianza e la sua testimonianza è verace; ed egli sa che dice il vero, affinché voi crediate. 36 Queste cose infatti sono accadute affinché si adempisse la Scrittura: "Non gli sarà spezzato alcun osso". 37 E ancora un’altra Scrittura dice: "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto".
Gesù è veramente morto sulla croce. Ha reso lo spirito, e poi è stato anche trafitto, come prova che era veramente morto. Ha deposto la sua vita per noi.
Ed era tutto secondo la Scrittura, secondo le profezie precise che Dio aveva dato nel passato. Tutto procede perfettamente secondo il piano di Dio.
38 Dopo queste cose, Giuseppe d’Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma di nascosto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di poter prendere il corpo di Gesù; e Pilato glielo permise. Egli, dunque, venne e prese il corpo di Gesù. 39 Or venne anche Nicodemo, che in precedenza era andato di notte da Gesù, portando una mistura di mirra e di aloe di circa cento libbre. 40 Essi dunque presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in panni di lino con gli aromi, secondo il costume di sepoltura in uso presso i Giudei. 41 Or nel luogo dove egli fu crocifisso c’era un orto, e nell’orto un sepolcro nuovo nel quale non era ancora stato posto nessuno. 42 Lì dunque, a motivo del giorno di preparazione dei Giudei, misero Gesù perché il sepolcro era vicino.”
Questo è meraviglioso. Giuseppe d’Arimatea era un membro del sinedrio, come anche Nicodemo. Facendo questo atto per onorare il corpo di Gesù, Giuseppe e Nicodemo sono usciti allo scoperto. Prendersi cura del corpo di Gesù, per onorarlo preparandolo per la sepoltura, era una forte dichiarazione pubblica.
Che meraviglioso vedere Giuseppe, che seguiva Gesù di nascosto, uscire allo scoperto dichiarando pubblicamente di essere un seguace di Cristo.
Giovanni 20
Così Gesù è morto sulla croce. E se la storia finisse qua, sarebbe solo la storia triste di un grande uomo del passato, ma nient’altro. Ma questa storia non finisce qua. Poi è successo qualcosa di incredibile e meraviglioso.
“1 Ora, nel primo giorno della settimana, al mattino quando era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide che la pietra era stata rimossa dal sepolcro. 2 Allora andò di corsa e venne da Simon Pietro e dall’altro discepolo che Gesù amava e disse loro: "Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’abbiano posto".
Pensavano che qualcuno avesse preso il corpo di Gesù.
3 Pietro dunque e l’altro discepolo uscirono fuori e si avviarono al sepolcro. 4 Correvano tutti e due insieme, ma l’altro discepolo corse avanti più in fretta di Pietro e arrivò primo al sepolcro. 5 E, chinatosi, vide i panni di lino che giacevano nel sepolcro, ma non vi entrò. 6 Arrivò poi Simon Pietro che lo seguiva, entrò nel sepolcro e vide i panni di lino che giacevano per terra, 7 e il sudario, che era stato posto sul capo di Gesù; esso non giaceva con i panni, ma era ripiegato in un luogo a parte. 8 Allora entrò anche l’altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette. 9 Essi infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che egli doveva risuscitare dai morti. 10 I discepoli poi ritornarono di nuovo a casa. 11 Ma Maria era rimasta fuori del sepolcro a piangere. E, mentre piangeva, si chinò dentro il sepolcro, 12 e vide due angeli, vestiti di bianco, che sedevano l’uno al capo e l’altro ai piedi del luogo, dove era stato posto il corpo di Gesù. 13 Ed essi le dissero: "Donna, perché piangi?". Ella rispose loro: "Perché hanno portato via il mio Signore, e io non so dove l’abbiano posto". 14 E detto questo, ella si volse indietro e vide Gesù, che stava lì in piedi; ma ella non sapeva che fosse Gesù. 15 Gesù le disse: "Donna, perché piangi? Chi cerchi?". Lei, pensando che fosse l’ortolano, gli disse: "Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io lo prenderò".
Maria era distrutta dal dolore di aver perso Gesù. E adesso, si era aggiunto anche un altro peso, visto che credeva che il suo corpo fosse stato preso da qualcuno. Ma guardate il cuore di Gesù, in come si rivolge a lei.
16 Gesù le disse: "Maria!". Ed ella, voltandosi, gli disse: "Rabboni!" che significa: Maestro. 17 Gesù le disse: "Non toccarmi, perché non sono ancora salito al Padre mio; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro che io salgo al Padre mio e Padre vostro, e al Dio mio e Dio vostro". 18 Allora Maria Maddalena andò ad annunziare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che lui le aveva detto queste cose.
Gesù, che era morto sulla croce, era vivo! Era vivo, in carne ed ossa! Era ritornato in vita dalla morte! Che miracolo!
E guardate il cuore di Gesù, che appare a questa donna con amore e tenerezza, venendo incontro al suo dolore!
Questo è il cuore di Cristo!
Poi, notate come chiama i discepoli. Li chiama “i miei fratelli”. Gesù vedeva loro, e vede noi, come i suoi fratelli. Che grazia, che amore! È un rapporto molto intimo, stretto, che possiamo avere con Gesù, per grazia.
19 Ora, la sera di quello stesso giorno, il primo della settimana, mentre le porte del luogo dove erano radunati i discepoli erano serrate per paura dei Giudei, Gesù venne e si presentò là in mezzo, e disse loro: "Pace a voi!". 20 E, detto questo, mostrò loro le sue mani e il costato. I discepoli dunque, vedendo il Signore, si rallegrarono.
Immaginate la gioia e lo stupore dei discepoli quando hanno visto Gesù, che era morto, ma adesso era tornato in vita. Era incredibile! Era veramente risuscitato dalla morte!
21 Poi Gesù di nuovo disse loro: "Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, così io mando voi". 22 E, detto questo, soffiò su di loro e disse "Ricevete lo Spirito Santo. 23 A chi perdonerete i peccati, saranno perdonati, e a chi li riterrete, saranno ritenuti".
Cosa voleva Gesù per i suoi discepoli? Voleva PACE.
24 Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne Gesù. 25 Gli altri discepoli dunque gli dissero: "Abbiamo visto il Signore". Ma egli disse loro: "Se io non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non metto il mio dito nel segno dei chiodi e la mia mano nel suo costato, io non crederò".
Tommaso era proprio come siamo noi tante volte. Non ci fidiamo di Dio. Vogliamo vedere con i nostri occhi, vogliamo mettere il dito. Invece di semplicemente fidarci di Dio, vogliamo vedere noi, vogliamo capire. Oh che possiamo crescere nella fede!
26 E otto giorni dopo, i discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con loro. Gesù venne a porte serrate, si presentò in mezzo a loro e disse: "Pace a voi!". 27 Poi disse a Tommaso: "Metti qua il dito e guarda le mie mani, stendi anche la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma credente". 28 Allora Tommaso rispose e gli disse: "Signor mio e Dio mio!". 29 Gesù gli disse: "Perché mi hai visto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto".
Di nuovo, vediamo il cuore di Gesù, che viene incontro all’incredulità di Tommaso. Che cuore! Che pazienza!
30 Or Gesù fece ancora molti altri segni in presenza dei suoi discepoli, che non sono scritti in questo libro. 31 Ma queste cose sono state scritte, affinché voi crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e affinché, credendo, abbiate vita nel suo nome.”
Notate questa ultima spiegazione dello scopo per cui Dio ci ha dato questo evangelo.
Avete notato, in questi capitoli, quanto è un racconto semplice? Avete notato quanti particolari mancano? Non ci serve capire tutti i dettagli degli avvenimenti della vita di Gesù, e anche della croce e della risurrezione. Ci basta quello che Dio ci ha dato, che ci fa capire che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio. E Gesù È veramente il Cristo, il Figlio di Dio. E Lui è venuto nel mondo, secondo le profezie. È morto sulla croce, avendo subito l’ira di Dio per i nostri peccati, per pagare il nostro debito di peccato. Ma non è solo morto, è anche risorto il terzo giorno, vittorioso, avendo pienamente pagato quel debito. Gesù Cristo ha adempiuto tutte le profezie che lo riguardavano, come il Padre aveva detto. Non importano tanti altri dettagli. Ci basta questo.
Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, il nostro Signore, e in Lui abbiamo vita eterna.
Giovanni 21
Dopo questi avvenimenti, Gesù è apparso ancora ai suoi discepoli. Leggiamo dal capitolo 21.
“1 Dopo queste cose, Gesù si fece vedere di nuovo dai discepoli presso il mare di Tiberiade; e si fece vedere in questa maniera. 2 Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele da Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e due altri dei suoi discepoli erano insieme. 3 Simon Pietro disse loro: "Io vado a pescare". Essi gli dissero: "Veniamo anche noi con te". Così uscirono e salirono subito sulla barca; ma quella notte non presero nulla. 4 Ma al mattino presto, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli tuttavia non sapevano che era Gesù. 5 E Gesù disse loro: "Figlioli, avete del pesce da mangiare?". Essi gli risposero: "No!". 6 Ed egli disse loro: "Gettate la rete dal lato destro della barca e ne troverete". Essi dunque la gettarono e non potevano più tirarla su per la quantità di pesci. 7 Allora il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: " È il Signore". E Simon Pietro, udito che era il Signore, si cinse con la veste (perché era nudo) e si gettò in mare. 8 Gli altri discepoli invece andarono con la barca (non erano infatti molto lontani da terra, solo circa duecento cubiti), trascinando la rete piena di pesci. 9 Come dunque furono scesi a terra, videro della brace con sopra del pesce e del pane. 10 Gesù disse loro: "Portate qua dei pesci che avete presi ora". 11 Simon Pietro risalì in barca e tirò a terra le rete, piena di centocinquantatré grossi pesci; e, benché ve ne fossero tanti, la rete non si strappò. 12 Gesù disse loro: "Venite a far colazione". Or nessuno dei discepoli ardiva chiedergli: "Chi sei?", sapendo che era il Signore. 13 Allora Gesù venne, prese del pane e ne diede loro; e così pure del pesce. 14 Ora questa fu già la terza volta che Gesù si fece vedere dai suoi discepoli, dopo essere risuscitato dai morti.
Guardate il cuore di Gesù, anche qua. Appare una terza volta ai suoi discepoli. Non bastava una sola volta. Lui sapeva cosa serviva loro. E servivano varie apparizioni.
Poi, notiamo cosa succede dopo. Ricordate che Pietro aveva peccato gravemente rinnegando Gesù più volte. Come sarà il cuore di Gesù verso di lui? Lo toglierà dall’essere discepolo? Leggo dal v15
15 Dopo che ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: "Simone di Giona, mi ami tu più di costoro?". Gli rispose: "Certo Signore, tu lo sai che io ti amo". Gesù gli disse: "Pasci i miei agnelli". 16 Gli chiese di nuovo una seconda volta: "Simone di Giona, mi ami tu?". Gli rispose: "Certo Signore, tu lo sai che io ti amo". Gesù gli disse: "Abbi cura delle mie pecore". 17 Gli chiese per la terza volta: "Simone di Giona, mi ami tu?". Pietro si rattristò che per la terza volta gli avesse chiesto: "Mi ami tu?", e gli rispose: "Signore, tu sai ogni cosa, tu sai che io ti amo". Gesù gli disse: "Pasci le mie pecore.
Gesù non scarta Pietro. Non lo toglie dall’essere discepolo. Piuttosto, lo ristabilisce. Che cuore! Che grazia ha avuto verso Pietro, anche dopo un peccato così grave!
Questo è il cuore di Cristo verso di TE se ti ravvedi dai tuoi peccati e umilmente torni a Lui!
Poi Gesù va avanti a parlare con Pietro. Notate con quale cuore si prende cura dei suoi discepoli. Era ritornato pienamente nel suo ruolo, anche se le cose non sarebbero mai più ritornate come prima, perché adesso Gesù aveva adempiuto il suo compito sulla terra e stava per tornare in cielo.
18 In verità, in verità ti dico che, quando eri giovane, ti cingevi da te e andavi dove volevi; ma, quando sarai vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà là dove tu non vorresti". 19 Or disse questo per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E, detto questo, gli disse: "Seguimi". 20 Or Pietro, voltatosi, vide che li seguiva il discepolo che Gesù amava, quello che durante la cena si era anche posato sul petto di Gesù e aveva detto: "Signore, chi è colui che ti tradisce?". 21 Al vederlo, Pietro disse a Gesù: "Signore, e di costui che ne sarà?". 22 Gesù gli rispose: "Se voglio che lui rimanga finché io venga, che te ne importa? Tu seguimi!". 23 Si sparse allora la voce tra i fratelli che quel discepolo non sarebbe morto; ma Gesù non aveva detto a Pietro che egli non sarebbe morto, ma: "Se io voglio che lui rimanga finché io venga, che te ne importa?". 24 Questo è il discepolo che rende testimonianza di queste cose e che ha scritto queste cose; e noi sappiamo che la sua testimonianza è verace. 25 Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù fece, che se fossero scritte ad una ad una, io penso che non basterebbe il mondo intero a contenere i libri che se ne scriverebbero. Amen.”
Ascensione
L’Evangelo di Giovanni si ferma a questo punto della storia. Ma in Atti 1 leggiamo cosa è successo dopo. Vi leggo Atti 1:9-11.
“9 E dette queste cose, mentre essi guardavano, fu sollevato in alto; e una nuvola lo accolse e lo sottrasse ai loro occhi. 10 E come essi avevano gli occhi fissi in cielo, mentre egli se ne andava, ecco due uomini in bianche vesti si presentarono loro, 11 e dissero: "Uomini Galilei, perché state a guardare verso il cielo? Questo Gesù, che, tolto da voi, è stato accolto in cielo, ritornerà nella medesima maniera in cui lo avete visto andare in cielo".” (Atti 1:9-11 LND)
Gesù, avendo adempiuto tutto quello che aveva da compiere sulla terra, è ritornato in cielo, alla destra del Padre. Lì Egli è il nostro Sommo Sacerdote, il nostro Avvocato, intercede per noi. E ritornerà presto per regnare. Viviamo aspettando il suo ritorno!
Cristo ha adempiuto ogni cosa
Gesù Cristo ha adempiuto tutto quello che era stato profetizzato di Lui molti anni prima. Per chiudere voglio leggere la profezia del Cristo in Isaia 53:10-12. Notate come Gesù, il Cristo, il nostro Signore, ha adempiuto pienamente la profezia.
“10 Ma piacque all’Eterno di percuoterlo, di farlo soffrire. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedrà una progenie, prolungherà i suoi giorni, e la volontà dell’Eterno prospererà nelle sue mani. 11 Egli vedrà il frutto del travaglio della sua anima e ne sarà soddisfatto; per la sua conoscenza, il giusto, il mio servo renderà giusti molti, perché si caricherà delle loro iniquità. 12 Perciò gli darò la sua parte fra i grandi, ed egli dividerà il bottino con i potenti, perché ha versato la sua vita fino a morire ed è stato annoverato fra i trasgressori; egli ha portato il peccato di molti e ha interceduto per i trasgressori.” (Isaia 53:10-12 LND)
Amen. Sia lode e gloria a Dio per Gesù Cristo, il nostro Salvatore, che ha adempiuto ogni cosa per noi. Ha sofferto, ha dato la sua vita in sacrificio, ma è risorto e ha visto una progenie, noi, che Egli ha salvato per mezzo del suo sacrificio. Si è caricato delle nostre iniquità, e così ci ha resi giusti, avendo pagato Lui per le nostre iniquità. Non c’è più colpa su di noi, non c’è più condanna per noi, perché il nostro Signore è morto e risuscitato per noi. Grazie a Dio!