Aiuto Biblico

Conoscitore della sofferenza

Isaia 53 ed altri brani

Descrizione: pasqua, sofferenza, sacrificio di Gesù,
studio di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per mercoledì, 2021
parole chiavi:sofferenza, pasqua, salvezza. Revisione di pasqua-2015-sofferenza.15d.odt

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Qual è la forza più grande e potente del mondo? La forza più grande del mondo è l'amore. L'amore è qualcosa di incredibile, può spingere una persona a fare l'impensabile, a soffrire per poter portare del bene a colui che ama. L'amore è il dono più grande che esiste. Chi è amato, è benedetto.

Come si può misurare l’amore? L'amore si misura in base a quanto uno è pronto a soffrire e sacrificare per portare del vero ben ad un altro. La sofferenza più grande mai avvenuto era la sofferenza di Gesù Cristo sulla croce, una sofferenza non solo fisico, ma soprattutto, spirituale, in quanto, Gesù subiva l’ira di Dio per pagare la condanna del peccato di tutti coloro che Dio avrebbe salvato.

Oggi, consideriamo qualcosa del immenso amore di Gesù Cristo per le sue pecore, visto nelle sue sofferenze.

Quando pensiamo alla Pasqua, e specificamente alla croce di Gesù Cristo, pensiamo alla sua sofferenza, sia la sofferenza fisica terribile, che la sua sofferenza spirituale nel portare il peccato e soffrire l'ira di Dio.

Però, la sua sofferenza era più di solo quello. Gesù soffrì anche in altri modi. In Isaia 53:3 leggiamo:

“Disprezzato e rigettato dagli uomini, uomo dei dolori, conoscitore della sofferenza.” (Isaia 53:3 LND)

Gesù conosce ogni forma di sofferenza, e perciò, come il nostro Sommo Sacerdote, può venire in aiuto a noi in ogni sofferenza nostra, come leggiamo in Ebrei 4:15.

"Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato." (Ebrei 4:15).

Gesù ha conosciuto ogni tipo di tentazione, ovvero prova, e perciò, ci comprende in ogni prova che mai avremo. Oggi, pensando alla Pasqua, vogliamo considerare alcune delle sofferenze di Cristo, che Lo permettono ad essere vicino a noi in ogni prova nostra.

Vedremo solo alcuni delle sofferenze di Gesù Cristo, ma prego che ci aiuteranno a capire di più il suo immenso amore per noi, e possiamo anche capire che nelle nostre sofferenze, non siamo soli, perché Cristo conosce la sofferenza, e può simpatizzare con noi in ogni situazione.

Entrando in Gerusalemme

Per iniziare, consideriamo quando Gesù entrò in Gerusalemme seduto sopra un puledro. Leggiamo insieme Luca 19:28-44. Per capire questo brano, dobbiamo capire che secoli prima, Dio aveva profetizzato che il Cristo, il Messia, sarebbe entrato a Gerusalemme sopra un puledro. Quindi, dopo tutto quello che Gesù aveva fatto, quando alla fine entrò in Gerusalemme così, tante persone, ricordandosi della profezia, lo acclamavano come il re! Quel che voglio notare è mentre la folla acclamava Gesù con grande onore, Gesù era rattristato, perché sapeva che la maggioranza del popolo Lo avrebbe rifiutato, così rifiutando la salvezza. Per questo, era stabilito che Gerusalemme sarebbe distrutta. Se tu sei mai stato rattristato per una persona cara che rifiuta la salvezza, sappi che Gesù conosce il tuo dolore Leggo Luca 19:35-44. I discepoli avevano preso un puledro per Gesù, come aveva ordinato loro.

“35 Lo condussero allora da Gesù e, gettate le loro vesti sopra il puledro, vi fecero montare Gesù. 36 E, mentre egli avanzava, stendevano le loro vesti sulla strada. 37 E, quando egli fu vicino alla discesa del monte degli Ulivi, tutta la folla dei discepoli iniziò con gioia a lodare Dio a gran voce per tutte le opere potenti che avevano visto, 38 dicendo: "Benedetto il Re che viene nel nome del Signore; pace in cielo e gloria nei luoghi altissimi". 39 E alcuni farisei fra la folla gli dissero: "Maestro, sgrida i tuoi discepoli!". 40 Ed egli, rispondendo, disse loro: "Io vi dico che se costoro tacessero, griderebbero le pietre".” (Luca 19:35-40 LND)

Prima di continuare, notate attentamente il cuore di Gesù, e la sua grande tristezza, proprio mentre entrava in Gerusalemme così. Proseguo dal versetto 41.

"E, come egli si avvicinava, vide la città e pianse su di essa, dicendo: o, se tu, proprio tu, avesse riconosciuto almeno in questo tuo giorno le cose necessarie alla tua pace! Ma ora esse sono nascosti ai tuoi occhi. Poiché verranno sopra di te dei giorni in cui i tuoi nemici che faranno degli argini attorno, ti accerchieranno e ti assedieranno da ogni parte. E abbatteranno te e i tuoi figli dentro di te. E non lasceranno in te pietra su pietra, perché tu non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata. (Luca 19:41-44 LND).

Gesù amava le persone di Gerusalemme, e quindi, mentre la folla Lo acclamava come Re, Gesù era pieno di dolore per loro, sapendo che non avrebbe accolto la salvezza in Lui. Quindi, Gesù era terribilmente rattristato per loro, e pianse su di Gerusalemme. Gesù vedeva che il suo amore per loro fu rifiutato.

Se succede nella tua vita che il tuo amore per qualcuno viene respinto, e quel persona prende una brutta via e rifiuta l'aiuto che vorresti dare, sappi che Gesù ha sofferto molto più di te in questo. Gesù conosce la sofferenza, e perciò, può comprenderti pienamente.

Gesù nel tempio

Passiamo ora a vedere il dolore che Gesù aveva quando entrò nel tempio e vide che quello che doveva essere una casa di preghiera era un covo di ladroni. Gesù aveva un cuore che ardeva con zelo per la gloria del suo Padre! Quindi, vedere questo modo in cui Dio fu terribilmente disprezzato Lo era un dolore terribile. Leggiamo di questo in Matteo 21:12,13. Non c'era nulla così importante a Gesù quanto la gloria del suo Padre, e in questo caso, vede quella gloria disprezzata dagli uomini. Leggo.

"Poi Gesù entrò nel tempio di Dio, né scacciò tutti coloro che nel tempio vendevano e compravano, e rovesciò le tavole dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombi. E disse loro: sta scritto: "La mia casa sarà chiamata casa di preghiera", ma voi ne avete fatto un covo di ladroni. (Matteo 21:12,13)

Quanto era doloroso per Gesù di vedere il tempio usato così, usato per il peccato, anziché per adorare Dio. Che terribile immensa delusione per lui. Non saremo mai delusi dalle scelte degli altri quanto Gesù. Perciò, Gesù conosce anche quella sofferenza, e può simpatizzare con noi. Veramente, Gesù è stato tentato in ogni cosa, senza però peccare. Egli può essere il nostro sommo sacerdote in ogni cosa.

L'Ultima Cena

Arriviamo ora a giovedì sera, la sera in cui Gesù fu arrestato e poi maltrattato prima di essere portato la mattina dopo a Pilato. Gesù sta facendo l'ultima cena con i suoi discepoli. Il suo cuore è estremamente aggravato, sapendo quello che gli sta davanti. A differenza da noi, Gesù conosceva esattamente tutto quello che doveva soffrire. Ma per amore per noi era pronto di accettare tutta quella sofferenza.

Durante la cena, Gesù soffriva in vari modi.

Certamente soffriva pensando a quello che stava per subire. Però, soffriva anche vedendo il comportamento dei suoi discepoli. Anziché avere premura per Lui, i discepoli pensavano a loro stessi. Leggo Luca 22:14-24. Ci troviamo con Gesù e i suoi discepoli. Più volte, Gesù aveva annunciato a loro che sarebbe maltrattato e poi crocefisso. Leggo. Notate i loro discorsi.

“14 E, quando giunse l’ora, egli si mise a tavola e i dodici apostoli con lui. 15 Allora egli disse loro: "Ho grandemente desiderato di mangiare questa Pasqua con voi prima di soffrire, 16 poiché io vi dico che non ne mangerò più finché tutto sia compiuto nel regno di Dio". 17 Poi prese il calice, rese grazie e disse: "Prendete questo e dividetelo fra di voi, 18 perché io vi dico che non berrò più del frutto della vite, finché il regno di Dio sia venuto". 19 Poi, preso il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede loro dicendo: "Questo è il mio corpo, che è dato per voi; fate questo in memoria di me" . 20 Così pure, dopo aver cenato, prese il calice dicendo: "Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue, che è sparso per voi. 21 Ma ecco, la mano di colui che mi tradisce è sulla tavola con me. 22 Certamente il Figlio dell’uomo se ne va, come è stabilito, ma guai a quell’uomo per mezzo del quale è tradito!". 23 Allora essi cominciarono a domandarsi l’un l’altro, chi di loro avrebbe fatto questo. 24 E tra di loro sorse anche una contesa, intorno a chi di loro doveva essere considerato il maggiore.” (Luca 22:14-24 LND)

Pensate al cuore di Gesù. Lui spiega che questa è l'ultima volta che mangerà con loro. Nella sua mente, vede davanti a sé la croce e tutto quello che ci comprendeva. Sapendo che la sua sofferenza sarebbe iniziato appena dopo il suo tempo di pregare nel giardino, e la crocifissione per pagare per i loro peccati sarebbe nella mattina, spezza il pane e dà il calice ai discepoli, per aiutarli a capire il significato della sua morte. E poi, dichiara al loro che uno di loro lo stava per tradirLo.

Noi non riusciamo a concepire minimamente l'immensità del dolore di Gesù in quell'ora. Quanto il suo cuore era spezzato e aggravato. Quanto avrebbe desiderato qualche parola di incoraggiamento, qualche appoggio da parte dei suoi discepoli. Invece, la loro reazione è stata quello che abbiamo letto nel versetto 24. Ve lo leggo di nuovo.

"E tra di loro sorse anche una contesa, intorno a chi di loro doveva essere considerato il maggiore." (Luca 22:24).

Che terribile disprezzo da parte dei suoi discepoli. I suoi discepoli erano le persone più vicini a Gesù, effettivamente gli unici ad essere vicini a lui. Perfino sua famiglia lo vedevano come fuori testa. Umanamente parlando, aveva solamente questi apostoli, e uno di loro stava per tradirlo, e adesso, sentendo del suo sacrificio, i discepoli cominciano a discutere chi fosse il maggiore, ovvero, il più importante.

Anziché essere aggravato per la sofferenza e la morte di Gesù per loro, stavano pensando ognuno alla propria gloria. Anche questo era una sofferenza terribile per Gesù, non perché era ferito per se stesso, ma perché desiderava che loro avessero un cuore la gloria di Dio e il suo regno, e invece stavano ancora cercando la propria gloria.

Quando capita nella tua vita che gli altri ti deludono, magari anche le persone più vicini a te, sappi che Gesù è stato deluso molto più di te. Egli meritava il tutto, meritava che gli apostoli fossero concentrato su Lui, quel che noi non meritiamo, meritava che loro avessero grande amore per Lui. Invece, pensavano al loro stessi.

Se tu dovessi subire qualcosa del genere, sappi che Gesù ha subito di peggio, e egli può comprenderti e curarti. E poi, se gli altri ti deludano, ricordati che anche tu hai deluso altri, e soprattutto, anche tu hai deluso Dio, ripetutamente, e profondamente.

Quindi, anche in questo campo Gesù soffriva terribilmente, come una parte delle sue sofferenze per salvare un popolo peccaminoso come noi.

Pietro

Ora vogliamo considerare quanto Gesù soffrì per il rinnegamento di Pietro. Conosciamo la storia, ma consideriamo attentamente quanto dolore il peccato di Pietro creava in Gesù.

Che triste era per Gesù di vedere l'orgoglio di Pietro.

Quell'ultima cena, dopo che Gesù aveva parlato della sua morte, dopo che aveva condiviso il pane e il calice con loro per simbolizzare la sua morte per loro, dopo che aveva annunciato a loro che uno di loro lo avrebbe tradito, Gesù dichiara al loro che tutti sarebbero scandalizzati, ovvero inciampati, e che tutti sarebbero dispersi. Pensate alla tristezza di Gesù, nel dover annunciare a loro che tutti quanti tutto loro lo avrebbero abbandonato quella sera. Questo in sé era già un peso tremendo.

Però, ancora più doloroso era la reazione di Pietro. Leggo Matteo 26:31-35. Qui, vediamo l'orgoglio terribile di Pietro, che può aiutarci a riconoscere quanto è terribile il nostro orgoglio.

"Allora Gesù disse loro: voi tutti questa notte sarete scandalizzati per causa mia, perché sta scritto: "percuoterò il pastore e le pecore del gregge saranno disperse". Ma, dopo che sarò risorto, vi precederò in Galilea. Allora Pietro, rispondendo, gli disse: "quand'anche tutti si scandalizzassero per causa tua, io non mi scandalizzerò mai! Gesù gli disse: in verità ti dico che questa stessa notte, prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. Pietro gli disse: anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò. Lo stesso dissero anche tutti i discepoli. (Matteo 26:31-35)

Che dolore per Gesù vedere questo orgoglio terribile in Pietro. Pensate: Pietro stava contraddicendo Gesù in faccia. Così forte era l'orgoglio di Pietro che lo rendeva cieco, era pronto a discutere con Gesù, e effettivamente dire a Gesù che egli sbagliava. Questo è incredibile, questo è difficile capire. E poi, non lo fa solo una volta, ma ben due volte Pietro contraddice Gesù. Quanto era grave il dolore di Gesù sentendo Pietro parlare così. L'orgoglio di Pietro era una spada nel cuore di Gesù.

Però, se siamo onesti, anche noi siamo colpevoli di questo peccato.

Nonostante Pietro negava che avrebbe peccato in questo, peccò proprio come Gesù aveva annunciato. Quando Gesù fu portato nella casa del somma sacerdote, Pietro e Giovanni lo seguirono. Leggiamo quello che è successo, in Matteo 26:69-75. Poi, aggiungerò un dettaglio da Luca 22:60-62. Leggo prima da Matteo.

“69 Ora Pietro sedeva fuori nel cortile e una serva si accostò a lui, dicendo: "Anche tu eri con Gesù il Galileo". 70 Ma egli lo negò davanti a tutti, dicendo: "Non so di che stai parlando". 71 Come egli uscì nell’atrio, un’altra lo vide e disse a quelli che erano là: "Anche costui era con Gesù il Nazareno!". 72 Ma egli di nuovo lo negò con giuramento, dicendo: "Io non conosco quell’uomo". 73 Poco dopo anche gli astanti, accostatisi, dissero a Pietro: "Certo, anche tu sei uno di loro, perché il tuo parlare ti tradisce". 74 Allora egli cominciò a maledire e a giurare, dicendo: "Io non conosco quell’uomo". E in quell’istante il gallo cantò. 75 Allora Pietro si ricordò della parola di Gesù che gli aveva detto: "Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte," Ed egli uscì, e pianse amaramente.” (Matteo 26:69-75 LND)

Che terribile. Poche ore prima Pietro si era vantato che non avrebbe negato Gesù, ora, perfino giurando, nega di conoscere Gesù Cristo. E peggio di tutto, Gesù era pochi metri da lui, appena dentro la casa, con le finestra aperta, e la terza volta, Gesù si volta e guarda negli occhi di Pietro. Leggo di questo in Luca 22:60-62.

Ma Pietro disse: "O uomo, non so quello che dici." E subito, mentre ancora parlava, il gallo cantò. E il Signore, voltatosi, guardò Pietro. E Pietro si ricordò della parola che il Signore gli aveva detto: prima che il gallo canti, tu mi rinnegherai tre volte. Allora Pietro uscì fuori e pianse amaramente." (Luca 22:60-62)

Quando Pietro si vantava che non sarebbe mai stato scandalizzato, anche se gli altri discepoli fossero stati, e poi con forza dichiarava che non avrebbe mai negato Cristo, vedere il suo orgoglio era un dolore molto profondo per Gesù. Per Cristo, il Santo di Dio, vedere il nostro peccato è molto doloroso. Poi, era estremamente doloroso sentire Pietro vantarsi, sapendo che fra pochissimo avrebbe fatto proprio quello che insisteva non avrebbe mai fatto. Quindi, Gesù soffriva tanto per l'orgoglio di Pietro, e anche quando fu rinnegato da Pietro.

Pensate a Gesù li davanti ai capi dei Giude. Lo stavano disprezzando, stavano negando che Gesù è il Figlio di Dio, lo stavano maltrattando e sputandoGli addosso. In mezzo a tutto quel dolore, Gesù sente Pietro fuori nel cortile negare con giuramento di conoscerlo. Questo era una spada nel cuore di Gesù.

Gesù ha subito tutto questo per salvare Pietro, e per salvare noi. Gesù era pronto a soffrire per noi, soffrire in ogni senso, fino alla morte. Questo è l'amore di Gesù Cristo per noi. Gesù ha sofferto in ogni modo.

E ricordate anche che quando tu devi soffrire, tu puoi trovare una forte appoggio in Gesù Cristo, perché lui capisce ogni tua sofferenza.

Nel Giardino

Un altro momento di grande sofferenza è quando Gesù è stato nel giardino di Getsemani per pregare. Il suo cuore era angosciato. Aveva il peso dei peccati di un moltitudine di persone sul suo cuore, e ben presto sarebbe punito per quei peccati. Desiderava profondamente un appoggio dai suoi discepoli, soprattutto dai tre discepoli più intimi e più vicini a lui, Pietro, Giovanni, e Giacomo. L'appoggio di persone care a noi vale tantissimo, ma anche questo è stato negato a Gesù dai suoi discepoli. Leggiamo Matteo 26:36-46. Mentre leggo, notate il cuore di Gesù, e la profondità delle sue sofferenze. Soffriva per quello che stava per affrontare, e soffriva per il fatto che i suoi apostoli non potevano restare svegli con lui. Leggo.

“36 Allora Gesù andò con loro in un luogo, chiamato Getsemani, e disse ai discepoli: "Sedetevi qui, mentre io vado là a pregare". 37 E, presi con sé Pietro e i due figli di Zebedeo, cominciò a provare tristezza e grande angoscia. 38 Allora egli disse loro: "L’anima mia è profondamente triste, fino alla morte; restate qui e vegliate con me". 39 E andato un poco in avanti, si gettò con la faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice; tuttavia, non come io voglio, ma come vuoi tu". 40 Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: "Così non avete potuto vegliare neppure un’ora con me? 41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione, poiché lo spirito è pronto ma la carne è debole". 42 Si allontanò di nuovo per la seconda volta e pregò, dicendo: "Padre mio, se non è possibile che questo calice si allontani da me senza che io lo beva sia fatta la tua volontà!". 43 Poi, tornato di nuovo, li trovò che dormivano, perché i loro occhi erano appesantiti. 44 E, lasciatili, si allontanò di nuovo e pregò per la terza volta, dicendo le medesime parole. 45 Ritornò poi dai suoi discepoli e disse loro: "Da ora in poi dormite pure e riposatevi; ecco l’ora è giunta e il Figlio dell’uomo è dato nelle mani dei peccatori. 46 Alzatevi, andiamo; ecco, colui che mi tradisce è vicino".” (Matteo 26:36-46 LND)

Qui, vediamo sofferenza dopo sofferenza. Gesù era così aggravato che dichiara nel versetto 38:

"L'anima mia è profondamente triste, fino alla morte., Restate qui e vegliate con me."

Poi, nella sua preghiera chiede a Dio se fosse possibile che quel calice, la calice delle sofferenze per i peccati degli altri, fosse tolto da lui. Ma era sempre pronto a fare la volontà del Padre, e non la sua.

Torna e trova i discepoli che dormivano, e riprende loro con dolcezza, che non potevano vegliare neppure un'ora con lui. Nelle sue sofferenze, Gesù non aveva nemmeno l'appoggio dei suoi discepoli più intimi. È rimasto tutto solo.

E qui voglio notare una verità importantissima. Nelle sue sofferenze, nel giardino, e soprattutto mentre era appeso sulla croce, Gesù è rimasto solo, non aveva alcun appoggio, non aveva alcun sostegno. Sulla croce è stato perfino abbandonato da Dio.

Tutto questo ha fatto per noi. Infatti, per mezzo dell'opera di Gesù, quando Dio ci salva, non ci lascia mai soli. Dio ci promette che non ci lascerà e non ci abbandonerà. Gesù è rimasto solo, affinché noi non dovremmo mai restare soli.

Quanto Gesù ha sofferto per noi, per poter salvarci! E inoltre, come nostro Sommo Sacerdote, il fatto che Egli è stato tentato in ogni cosa, senza peccare, vuol dire che può aiutarci in ogni cosa.

La Sofferenza Sulla Croce

In realtà, ci sono tanti altri tipi di sofferenze che Gesù subì. In Marco 3, impariamo che la famiglia di Gesù pensava che egli fosse fuori di sé, ovvero che fosse fuori di testa. I farisei dicevano che egli avevo un demone, e compiva miracoli per i poteri di Satana. Gesù conosceva la fame, e la stanchezza, e conosceva molto bene cosa vuol dire essere odiato.

Quando Gesù fu arrestato e portato alla casa del sommo sacerdote, fu terribilmente oltraggiato e disprezzato. Essi Lo hanno sputato in faccia, Lo hanno percosso. Quando poi è stato portato davanti a Pilato, la folla gridava che fosse crocefisso. Poi fu consegnato ai soldati, che misero una corona di spine sulla sua testa, e riempirono la sua testa con botte. La sofferenza di Gesù era sia fisica che una sofferenza di cuore. Poi, lo appesero alla croce. Era una morte terribile, estremamente dolorosa, e così Gesù, nudo, era là, appeso sulla croce, soffrendo terribilmente, mentre le persone passavano sotto la croce disprezzandolo.

Tutto questo era una sofferenza terribile. Ma la sofferenza più terribile era subire l'ira di Dio per poter salvare uomini peccatori. Infatti, per quanto era terribile la sofferenza fisica della croce, non era nulla in confronto con la sofferenza spirituale che Gesù subiva. Leggiamo qualche versetto della sua crocifissione.

Per primo, leggiamo Marco 15:25,29-34.

“Era l’ora terza quando lo crocifissero.” (Marco 15:25 LND)

L'ora terza sarebbe le nove della mattina Quindi, hanno inchiodato Gesù alla croce verso le nove. Passiamo ora al versetto 29, che descrive quello che è successo in quelle prime ore sulla croce.

“29 E coloro che passavano lì vicino lo ingiuriavano, scuotendo il capo e dicendo: "Eh, tu che distruggi il tempio e in tre giorni lo riedifichi, 30 salva te stesso e scendi giù dalla croce!". 31 Similmente anche i capi dei sacerdoti con gli scribi, beffandosi, dicevano tra di loro: "Ha salvato altri, e non può salvare se stesso. 32 Il Cristo, il re d’Israele, scenda ora dalla croce, affinché lo vediamo e crediamo". Anche quelli che erano stati crocifissi con lui, lo ingiuriavano. 33 Poi, venuta l’ora sesta, si fece buio su tutto il paese fino all’ora nona. 34 E all’ora nona, Gesù gridò a gran voce: "Eloì, Eloì, lammà sabactanì?", che, tradotto, vuol dire: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?.".” (Marco 15:29-34 LND)

Gesù fu terribilmente disprezzato e schernito mentre era appeso sulla croce. Anche questo era una sofferenza terribile. Lo sfidavano di mostrare che era il Figlio di Dio, scendendo dalla croce. Egli avrebbe potuto scendere dalla croce, ma dovevo restare appeso là per poter compiere la salvezza. Quindi, tre ore di essere disprezzato dalla gente.

Poi, da circa mezzogiorno alle quindici, per circa tre ore, fu buio.

Infatti, quelle tre ore di tenebre erano le ore in cui Dio stava punendo Gesù per il peccato di tutti coloro che Dio avrebbe salvato. Nella Bibbia impariamo che tenebre rappresentano il giudizio di Dio. Fra tutte le sofferenze che Gesù subiva, il peggio in assoluto era di subire l'ira del Padre. Infatti, in quelle ore, Gesù fu abbandonato dal Padre, perché doveva soffrire da solo.

Leggiamo di nuovo il versetto 34, che descrive Gesù alla fine di quelle tre ore di soffrire l'ira di Dio.

4 E all’ora nona, Gesù gridò a gran voce: "Eloì, Eloì, lammà sabactanì?", che, tradotto, vuol dire: "Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?.".” (Marco 15:34 LND)

Gesù soffriva quella sofferenza terribile, sofferenza che nessun altro avrebbe potuto fare, al posto nostro, per pagare per il nostro peccato, in modo che potessimo essere perdonati. Così grande è il suo amore che Lo spinse a fare questo per noi.

Avendo subito l'ira di Dio, il prezzo del peccato era pagato. A quel punto, Gesù poteva gridare parole meravigliose, meravigliose per tutti coloro che si ravvedano e credano in Lui come Signore e Salvatore. Leggo quello che riporta Giovanni in Giovanni 19:28-30.

“28 Dopo questo, sapendo Gesù che ogni cosa era ormai compiuta, affinché si adempisse la Scrittura, disse: "Ho sete". 29 Or c’era là un vaso pieno d’aceto. Inzuppata, dunque, una spugna nell’aceto e postala in cima ad un ramo d’issopo, gliela accostarono alla bocca. 30 Quando Gesù ebbe preso l’aceto, disse: "È compiuto". E, chinato il capo, rese lo spirito.” (Giovanni 19:28-30 LND)

Quelle parole, “è compiuto”, sono parole meravigliose, perché con quelle parole Gesù stava dichiarando che il prezzo del peccato era stato pagato in pieno. Chiunque si ravvede e pone la sua fede in lui viene perdonato, perché il suo peccato è pienamente pagato.

Con quelle parole, la salvezza è diventata una realtà. Con quelle parole, è stata aperta la porta alla presenza di Dio per mezzo Della fede in Gesù Cristo.

Essere appeso a quella croce era una sofferenza inconcepibile per noi, però, infinitamente peggiore di quel dolore era il dolore nell'anima di Gesù di essere abbandonato dal Padre, e subire l'ira di Dio per i nostri peccati. Qualunque sofferenza che tu dovrai mai affrontare, qualunque difficoltà, non sarà minimamente paragonabile a quello che Gesù Cristo ha sofferto per te. Infatti, qualunque volta che la tua vita sembra pesante, qualunque volta che a te sembra che non riesci a sopportare le difficoltà e i dolori, Ricordati che i veri dolori, quella che dureranno per tutta l'eternità, il dolore infinita di essere punito con l'ira di Dio per il nostro peccato, non dovremmo mai subire, se siamo in Cristo, perché Egli ha già sofferto al posto nostro.

La Risurrezione

Lodiamo Dio che Gesù ha sofferto per noi, non solo la croce, ma in ogni altro modo. Come è scritto in Isaia 53:3, Gesù è il conoscitore della sofferenza. Per questo, Egli è il nostro Sommo Sacerdote che può simpatizzare con noi in ogni sofferenza e tentazione e prova nostra. Leggo Ebrei 4:14-16. Notate che visto che Gesù Cristo è stato tentato, ovvero, provato, in ogni cosa, può simpatizzare con noi.

14 Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione. 15 Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per ricevere aiuto al tempo opportuno. (Ebrei 4:14-16)

Qualunque dolore tu puoi avere, sappi che Gesù ti comprende pienamente, e può curarti perfettamente.

E soprattutto, ricordati che questo è tutto a causa dell'amore di Dio per noi. Gesù Cristo ha sofferto per amore nostro. Se riconosci che sei separato da Dio a causa dei tuoi peccati, e che non puoi pagare il debito dai tuoi peccati, se ti ravvedi e credi di cuore in Gesù Cristo, Dio ti perdonerà, e tu conoscerai l’amore di Dio in Gesù Cristo.

Lodiamo Dio che il sacrificio di Cristo era sufficiente, e per questo, è risuscitato. Egli ha pagato, una volta per sempre, il prezzo del nostro peccato. Ora, è risorto, regna, e ritornerà. Ora, serviamo un Signore vivente e potente. Lodiamo Dio per quello che Gesù ha sofferto per noi per amore. O che possiamo vedere di più dell'immenso amore di Dio per noi in Gesù Cristo, visibile nelle sue sofferenze.