Aiuto Biblico

Frutti della vera salvezza

Vari brani

studio di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica, 1 marzo 2026, – cmd dmp –
Descrizione: Gesù dice che non tutti coloro che dicono di essere salvati sono salvati. Più volte la Bibbia rende chiaro che ci sono tanti "credenti" che in realtà non sono salvati. Quanto è importante esaminarci per riconoscere se ci sono chiari frutti della vera salvezza. E se qualche frutto manca? La risposta non è di disperarci, o rassegnarci, ma è di umiliarti e ravvederti. Questo insegnamento è importante per ogni persona che si chiama un credente.

Audio:

Ogni tanto, succede qualcosa per cui tante persone muoiono. Può essere un incendio, può essere una bomba, può essere un aereo che precipita. In questi casi, spesso nei notiziari ne parlano molto, e così tante persone parlano di queste vittime.

Ma la morte non è qualcosa di strano. La morte arriverà per ognuno di noi. Non sappiamo quando, ma sappiamo che arriverà. Ed è importante pensare alla morte. Solo riconoscendo la realtà della morte, e solo vivendo alla luce della morte, possiamo vivere bene, prendere decisioni sagge ed avere gioia in questa vita.

Quando pensiamo alla morte degli altri, è importante pensare anche alla nostra morte, e che poi ci troveremo davanti a Gesù Cristo come nostro Giudice.

Fermiamoci a pensare a questo. Alla luce del fatto che la nostra vita qua finirà, che ci troveremo davanti a Gesù Cristo per il giudizio, qual è la cosa più grande, più importante, in assoluto?

La cosa più importante in assoluto è sapere con certezza di essere veramente salvati. Senza la salvezza, in realtà nulla ha importanza, perché se davanti a te c’è il tormento eterno, e c’è il tormento eterno davanti a chiunque non è salvato, allora, nulla ha importanza.

In Marco 8, Gesù ci ricorda che se non hai la salvezza, anche se hai tutto, tutto quello che hai non vale nulla. È tutto vuoto. Ascoltiamo quello che Gesù ci dichiara in Marco 8:36,37

“36 Che gioverà infatti all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l’anima sua? 37 O che cosa potrebbe dare l’uomo in cambio dell’anima sua?” (Marco 8:36-37 LND)

Cosa vuol dire guadagnare tutto il mondo? Se raggiungi tutti i tuoi traguardi, se ottieni tutto quello che desideri, ma non hai la salvezza, non ti giova a nulla. La tua vita è sprecata, perderai tutto per avere solo il tormento per tutta l’eternità. La salvezza è la cosa più importante in assoluto.

Ma la salvezza non è solo non andare all’inferno. La salvezza vale infinitamente di più di quello, perché la salvezza è l’essere riconciliati con Dio stesso, per avere un rapporto personale e ricco con Lui. Questa è la vera vita, questo è quello che soddisfa il nostro cuore. Siamo stati creati nell’immagine di Dio, e solo Dio può soddisfare i nostri cuori.

Essendo la salvezza così importante, è fondamentale avere la certezza della salvezza. Non basta solo diredi essere salvato. Bisogna avere una certezza, una certezza fondata sulla Parola di Dio. Il tuo metro ed il mio metro non hanno importanza. Quello che importa è quello che Dio dichiara.

Più volte, la Bibbia insegna che nel giorno del giudizio, ci saranno tanti che credono di essere salvati, che sentiranno Gesù Cristo dichiarare loro: “allontanatevi da me, non vi ho mai conosciuto”.

Come riconoscere la salvezza

Quindi oggi vogliamo considerare, attraverso il metro biblico, cos’è la salvezza, per riconoscere se siamo veramente salvati.

Cosa ci insegna Dio, nella Bibbia, per riconoscere se siamo veramente salvati?

Prima di tutto, per essere salvati, dobbiamo vedere il nostro peccato.

Non solo intellettualmente, ma vedere il nostro peccato veramente, vedere il peccato nel nostro cuore, e non solo vedere le azioni esterne. Leggo la prima parte del Salmo 51, in cui Davide confessa il suo peccato dopo aver peccato con Bath-sceba e ucciso suo marito.

1 Abbi pietà di me, o DIO, secondo la tua benignità; secondo la tua grande compassione cancella i miei misfatti. 2 Lavami completamente dalla mia iniquità e purificami dal mio peccato. 3 Poiché riconosco i miei misfatti, e il mio peccato mi sta sempre davanti. 4 Ho peccato contro di te, contro te solo, e ho fatto ciò che è male agli occhi tuoi, affinché tu sia riconosciuto giusto quando parli e puro quando giudichi. 5 Ecco, io sono stato formato nell’iniquità e mia madre mi ha concepito nel peccato. (Salmo 51:1-5)

Dio ci dà questo brano per farci comprendere il giusto cuore da avere quando pecchiamo. Notate che Davide è grandemente afflitto per il suo peccato. Riconosce a fondo che il suo peccato viene dal suo cuore. Non si giustifica. Non lo tratta con leggerezza. Lo aggrava terribilmente. Dichiara che il suo peccato è sempre davanti a lui, non può pensare ad altro, perché sa che solo Dio può benedirlo, e sa anche che il peccato crea una barriera fra l’uomo e Dio. Nessun problema della vita ci porta più male del nostro peccato.

Una parte fondamentale della vera salvezza è vedere la gravità del nostro peccato contro Dio. Non vediamo solo l’azione, ma vediamo soprattutto il peccato nel cuore, e che il nostro peccato è contro Dio. Non c’è salvezza se non vediamo che il nostro peccato è contro Dio e che ci separa da Dio. Questo è il primo passo per essere salvati.

Certamente, tanti peccati sono anche contro altre persone, e dobbiamo riconoscere anche quello. Ma soprattutto, dobbiamo riconoscere che ogni nostro peccato è una grave offesa a Dio.

In Giovanni 16, Gesù spiega il ruolo dello Spirito Santo che porta le persone alla salvezza. Dichiara che lo Spirito Santo convince del peccato. Egli fa questo con tutti coloro che Dio salva. Leggo Giovanni 16:8-11.

8 E, quando sarà venuto, egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio. 9 Di peccato, perché non credono in me; 10 di giustizia, perché io vado al Padre mio e non mi vedrete più; 11 di giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato. (Giovanni 16:8-11)

Per portare una persona alla salvezza, lo Spirito Santo lo convince del suo peccato, di giustizia, e di giudizio.

Di peccato, perché non crede in Cristo. Cosa vuol dire? Questo non è semplicemente credere in Gesù Intellettualmente. Anche i demoni credono in Gesù, nel senso che sanno chi è. Ma credere in Gesù qua vuol dire riconoscersi peccatore, separato da Dio, e sapere che è impossibile migliorare abbastanza da potere così togliere la propria condanna. Quindi, si riconosce che SOLO in Cristo c’è il perdono e la salvezza, e si crede in Cristo per la propria salvezza.

Il peccato più terribile è non credere in Cristo per la propria salvezza, non vedendo il bisogno che si ha di Lui. È non sentire il peso del proprio peccato, riconoscendo di essere separato da Dio.

Poi, lo Spirito convince di giustizia. Gesù dice questo perché Egli va al Padre e non Lo vedremo più. Qua, si tratta di credere che la giustizia c’è solo in Gesù, riconoscendo che Gesù è morto sulla croce, è risuscitato, e poi, glorificato, è tornato in cielo al Padre. Questo significa riconoscere la morte di Gesù per il nostro peccato. Così è chiaro che Gesù è il giusto, e la giustizia sta in Lui.

Lo Spirito convince di giustizia, nel senso che la persona riconosce di essere un peccatore, separato da Dio e che non ha la giustizia in sé stesso. Vuole la giustizia, e vede che la giustizia è solo in Cristo.

Poi, lo Spirito convince di giudizio. Il nostro giudizio è certo, perché il principe del mondo, Satana, è stato giudicato. Il suo giudizio è la conferma che ci sarà il giudizio per tutti gli uomini. Quante volte la Bibbia ci parla del giudizio finale.

Riassumendo quindi questo, per arrivare alla salvezza, lo Spirito Santo mostra ad una persona che è veramente nel peccato, che il suo peccato è contro Dio, e che è separata da Dio a causa del suo peccato, mostra che non ha giustizia in se stessa, ma che solo in Gesù Cristo, morto sulla croce, c’è giustizia. La Sua morte provvede il perdono, per essere riconciliata con Dio, per non essere condannata al giudizio finale.

Questo rispecchia molto quello che Gesù insegna in Matteo 5, spiegando i passi della salvezza. Trovate Matteo 5, e leggiamo dal v.3.

3 "Beati i poveri in spirito, perché di loro è il regno dei cieli. 4 Beati coloro che fanno cordoglio, perché saranno consolati. 5 Beati i mansueti, perché essi erediteranno la terra. 6 Beati coloro che sono affamati e assetati di giustizia, perché essi saranno saziati. 7 Beati i misericordiosi, perché essi otterranno misericordia. 8 Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio. 9 Beati coloro che si adoperano per la pace, perché essi saranno chiamati figli di Dio. (Matteo 5:3-9)

Questi sono effettivamente gli stessi passi che riguardano il modo in cui lo Spirito Santo ci convince.

Prima, la persona è convinta del suo peccato, è povero in spirito, riconosce che è un peccatore, separato da Dio, senza la possibilità di arrivare a Dio con le sue opere. Sa di essere povero in spirito, ha solo debiti spirituali, nulla di valore in sé.

Poi, questa sua condizione lo affligge tanto. Fa cordoglio per la sua condizione. Non solo riconosce la sua situazione spirituale, ma questa sua situazione lo aggrava moltissimo.

Questo porta ad essere mansueto. Se vediamo veramente i nostri peccati, non possiamo diventare duri verso gli altri. Se io vedo veramente il mio peccato, e quanto è grave contro Dio, non posso essere agitato per i peccati degli altri contro di me. Sarò mansueto. Questo è un frutto che mostra che Dio sta attirando qualcuno alla salvezza, ed è anche il frutto di una persona che è veramente salvata. Un vero credente, nel suo cammino, è molto più aggravato dai propri peccati che dai peccati degli altri.

Essendo così aggravato dal proprio peccato, sapendo di non avere alcuna giustizia in sé, la persona desidera una cosa nella vita. È focalizzata solo su quella cosa. È affamata e assettata di giustizia.

Uno che non ha mangiato e bevuto da più giorni è disperato per la mancanza di cibo e di acqua. Null'altro gli interessa. Succede qualcosa di simile a livello spirituale.

Quando lo Spirito Santo mostra ad una persona la sua vera condizione, e la persona ne è aggravata, e ne fa cordoglio, sapendo di avere solo colpa davanti a Dio, e di non avere nessuna giustizia in sé, più di qualsiasi cosa la persona desidera il perdono dei suoi peccati e di essere coperta con la giustizia di Cristo. Questo è il senso di essere affamato e assetato di giustizia. E quando uno ha questo cuore, sarà saziato, ovvero, sarà perdonato e sarà coperto con la giustizia di Cristo.

A questo punto, la persona che è così veramente cambiata, ha un nuovo cuore, ora è salvata, e così diventa vero quanto scritto nel v.7.

Beati i misericordiosi, perché essi otterranno misericordia.

Chi viene veramente salvato è meravigliato per la misericordia che ha ricevuto nel perdono, e questo porta quella persona ad essere misericordiosa verso gli altri. E questo vuol dire che al giudizio finale, essendo veramente salvati, riceverà misericordia.

Poi, chi è veramente salvato crescerà nella santità. Perciò, sarà puro di cuore. Leggo ancora il v.8.

Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Dio. (Matteo 5:8)

Uno che è veramente salvato sarà puro di cuore. Può cadere, ma non rimane nel peccato. Se cade, confessa il suo peccato, abbandona il peccato, e riprende a camminare con Dio. Solo i puri di cuore vedranno Dio. Chi dice di essere salvato ma continua a vivere nella carne inganna se stesso.

Quindi, anche in questo brano vediamo quali sono le chiare evidenze della vera salvezza.

Una vita non nel peccato

Passiamo ad un altro brano, che ci aiuta a capire la vera salvezza. Leggo Giacomo 2:8-11. Questo brano ci aiuta a capire che ogni peccato è grave davanti a Dio. Un vero credente vede ogni peccato come grave.

8 Se veramente adempite la legge regale secondo la Scrittura: "Ama il tuo prossimo come te stesso", fate bene; 9 ma se usate favoritismi personali, commettete peccato e siete condannati dalla legge come trasgressori. 10 Chiunque infatti osserva tutta la legge, ma viene meno in un sol punto, è colpevole su tutti i punti. 11 Infatti colui che ha detto: "Non commettere adulterio", ha anche detto: "Non uccidere". Per cui se tu non commetti adulterio ma uccidi, sei trasgressore della legge. (Giacomo 2:8-11)

Se ignoriamo un peccato nella nostra vita, pensando che non sia grave, questo rivela un cuore messo molto male. Ogni peccato è grave per Dio. Non dobbiamo lasciare alcun peccato nella nostra vita. Dobbiamo riconoscere e confessare ogni peccato. Questo fa parte della vera salvezza.

Altri esempi della vera salvezza

Guardiamo un altro brano che parla dell’opera di Dio in una persona e che la porta alla vera salvezza.

In Matteo 11:20-24, Gesù condanna delle città dove aveva predicato e fatto opere potenti. Notate quanto è severa la loro condanna. Leggo.

20 Allora egli cominciò a rimproverare quelle città, in cui la maggior parte delle sue opere potenti erano state fatte, perché esse non si erano ravvedute, dicendo: 21 "Guai a te, Corazin! Guai a te, Betsaida! Perché, se in Tiro e Sidone fossero state fatte le opere potenti che sono state compiute tra di voi, già da tempo si sarebbero pentite con sacco e cenere. 22 Ma io vi dico che nel giorno del giudizio, Tiro e Sidone saranno trattate con più tolleranza di voi. 23 E tu, o Capernaum, che sei stata innalzata fino al cielo, sarai abbassata fino all’Ades. Perché, se in Sodoma fossero state fatte le opere potenti compiute in te, essa esisterebbe ancora oggi. 24 Ma io vi dico che nel giorno del giudizio la sorte del paese di Sodoma sarà più tollerabile della tua". (Matteo 11:20-24)

In questo brano, Gesù parla al popolo, mettendo in evidenza il loro peccato. Nonostante fossero molto religiosi, in realtà, davanti a Dio erano più colpevoli rispetto alle città più malvagie della storia. E quindi, il loro giudizio sarà peggiore di quello delle città malvagie.

Sentendo questo, lo Spirito Santo avrebbe toccato dei cuori, e quelle persone sarebbero state molto aggravate e travagliate, pensando alla loro condizione spirituale. Gesù parla a quelle persone nei versetti 28-30. Quello che Gesù dichiara, lo dice a chi vede la propria condizione spirituale, ne è molto aggravato, vuole il perdono e la giustizia che non ha. Leggo ciò che Gesù dichiara a chi è così in Matteo 11:28-30.

28 Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati, ed io vi darò riposo. 29 Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto ed umile di cuore; e voi troverete riposo per le vostre anime. 30 Perché il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero!". (Matteo 11:28-30)

Chi riconosce la sua condizione spirituale, ed è molto travagliato e aggravato per la sua condizione, e perciò non ha riposo nell’anima, può andare a Gesù, riconoscendoLo come il Signore, e prendere il suo giogo. A quella persona, Gesù darà il suo riposo, il vero riposo.

Andare a Gesù per il riposo vuol dire andare a Gesù per il perdono, e per essere riconciliati con Dio. Prendere il giogo di Gesù fa parte della vera salvezza, perché ogni vero credente cammina in ubbidienza a Cristo. Infatti, in Giovanni 10:27, notiamo come Gesù descrive le sue pecore, così, i veri salvati. Leggo Giovanni 10:27.

Le mie pecore ascoltano la mia voce, io le conosco ed esse mi seguono; (Giovanni 10:27)

Le vere pecore di Gesù, i veri salvati, ascoltano Gesù, tramite la Bibbia, e Lo seguono, cioè, camminano in ubbidienza.

L’ubbidienza non potrebbe mai salvare, ma un vero credente cammina in ubbidienza come frutto della vera salvezza.

La vera salvezza è vedere il perdono in Gesù

Ogni vero credente vede il proprio peccato, e vede il perdono in Gesù Cristo. Ogni vero credente comprende la verità scritta in Romani 3:19-25.

19 Or noi sappiamo che tutto quello che la legge dice, lo dice per coloro che sono sotto la legge, affinché ogni bocca sia messa a tacere e tutto il mondo sia colpevole davanti a Dio, 20 perché nessuna carne sarà giustificata davanti a lui per le opere della legge; mediante la legge infatti vi è la conoscenza del peccato. 21 Ma ora, senza la legge, è stata manifestata la giustizia di Dio, alla quale rendono testimonianza la legge e i profeti, 22 cioè la giustizia di Dio mediante la fede in Gesù Cristo verso tutti e sopra tutti coloro che credono, perché non c’è distinzione; 23 poiché tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, 24 ma sono gratuitamente giustificati per la sua grazia, mediante la redenzione che è in Cristo Gesù. 25 Lui ha Dio preordinato per essere il propiziatorio mediante la fede nel suo sangue, per dimostrare così la sua giustizia per il perdono dei peccati, che sono stati precedentemente commessi 26 durante il tempo della pazienza di Dio, per manifestare la sua giustizia nel tempo presente, affinché egli sia giusto e giustificatore di colui che ha fede in Gesù. (Romani 3:19-25)

Nella vera salvezza, un credente vede il proprio peccato, sa che non può meritare la salvezza, e vede in Gesù Cristo la sua giustizia.

Nella vera salvezza, non si aggrappa alla dottrina, ma a Gesù Cristo. Vede in Cristo il proprio perdono.

Avere Cristo vuol dire essere colpito dall’immenso amore di Dio per me che si manifesta nel perdono. Leggo 1Giovanni 3:16.

“Da questo abbiamo conosciuto l’amore: egli ha dato la sua vita per noi anche noi dobbiamo dare la nostra vita per i fratelli.” (1Giovanni 3:16 LND)

Conosciamo l’amore di Dio per noi, NON perché ci dà una vita facile, NON perché toglie i nostri problemi, NON perché ci dà quello che la carne vuole. Conosciamo l’amore di Dio in Cristo, perché Cristo ha dato la sua vita per noi. Questo è proprio dove un vero credente vede l’amore di Dio.

Vediamo questa verità anche in 1Giovanni 4:10.

“10 In questo è l'amore: non che noi abbiamo amato Dio, ma che lui ha amato noi e ha mandato il suo Figlio per essere la propiziazione per i nostri peccati. ” (1Giovanni 4:10)

Un vero credente vede l’amore di Dio nel sacrificio di Gesù Cristo.

Tu, vedi l’amore di Dio nel sacrificio di Gesù, che ha comprato il tuo perdono con quel sacrificio?

Essere un vero credente, che vuol dire vedere l’amore di Dio per noi nel sacrificio di Gesù Cristo, ci porta ad amare gli uni gli altri. Leggo 1Giovanni 3:23,24, e poi, 1Giovanni 4:12.

23 E questo è il suo comandamento, che crediamo nel nome del suo Figlio Gesù Cristo e ci amiamo gli uni gli altri, secondo il comandamento che ci ha dato. 24 Chi osserva i suoi comandamenti dimora in Dio, ed egli in lui; e da questo sappiamo che egli dimora in noi: dallo Spirito che egli ci ha dato. (1Giovanni 3:23,24)
12 Nessuno ha mai visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio dimora in noi e il suo amore è reso perfetto in noi. (1Giovanni 4:12)
19 Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo. 20 Se uno dice: «Io amo Dio», e odia il proprio fratello, è bugiardo; chi non ama infatti il proprio fratello che ha visto, come può amare Dio che non ha visto? 21 E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche il proprio fratello. (1Giovanni 4:19-21)

Se non amiamo veramente i nostri fratelli, è un frutto che dimostra che non siamo salvati. Certamente dobbiamo crescere nell’amore, ma amare gli altri è un frutto fondamentale della vera salvezza.

Se riconosci che non ami veramente, è il momento di ravvederti subito, confessando il tuo peccato, ed iniziare ad amare, combattendo contro la tua carne.

Un vero credente non va avanti non amando i suoi fratelli. Ama i suoi fratelli, perché vede l’amore di Dio per lui. Leggo 1Giovanni 4:19.

“Noi lo amiamo, perché egli ci ha amati per primo.” (1Giovanni 4:19 LND)

Noi amiamo, perché Dio ci ha amati per primo, dando Gesù Cristo per il nostro perdono.

Santificazione

La vera salvezza produce sempre crescita nella santificazione, che sarà visibile, non sempre giorno per giorno, ma nel lungo termine. Dio completerà la sua opera in coloro che salva.

Tanti brani, come Romani 6, rendono chiaro che un vero credente non vivrà nel peccato. Leggo Romani 6:16-22.

16 Non sapete voi che a chiunque vi offriate come servi per ubbidirgli, siete servi di colui al quale ubbidite, o del peccato per la morte, o dell’ubbidienza per la giustizia? 17 Ora sia ringraziato Dio, perché eravate schiavi del peccato, ma avete ubbidito di cuore a quel modello di dottrina che vi è stato trasmesso. 18 E, essendo stati liberati dal peccato, siete stati fatti servi della giustizia. 19 Io parlo nella maniera degli uomini per la debolezza della vostra carne. Perché, come un tempo prestaste le vostre membra per essere schiave dell’impurità e dell’iniquità per commettere l’iniquità, così ora prestate le vostre membra per essere serve della giustizia, per la santificazione. 20 Perché, quando eravate schiavi del peccato, eravate liberi in rapporto alla giustizia. 21 Quale frutto, dunque, avevate allora dalle cose delle quali ora vi vergognate? Poiché la fine di quelle cose è la morte. 22 Ora invece, essendo stati liberati dal peccato e fatti servi di Dio, voi avete per vostro frutto la santificazione e per fine la vita eterna; 23 perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 6:16-22)

Questa è la vera vita cristiana. Non camminare più nel peccato come stile di vita.

Siamo chiamati alla santificazione, come leggiamo in 1Tessalonicesi 4:7;

“Dio infatti non ci ha chiamati all’impurità, ma alla santificazione,” (1Tessalonicesi 4:7 LND)

Siamo chiamati alla santificazione. Un vero credente segue quella chiamata. Vi leggo anche 2Tessalonicesi 2:13. Siamo eletti a questo.

“Ma noi siamo obbligati a rendere del continuo grazie per voi a Dio, fratelli amati dal Signore, perché Dio vi ha eletti fin dal principio per salvarvi, mediante la santificazione dello Spirito e la fede nella verità;” (2Tessalonicesi 2:13 LND)

La vera salvezza comprende la santificazione dello Spirito. Un vero credente crescerà nella santificazione.

Questo è essenziale. Non c’è salvezza senza la santificazione, come leggiamo in Ebrei 12:14

Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore, (Ebrei 12:14)

Senza la santificazione, nessuno vedrà il Signore. Senza la santificazione, non c’è vera salvezza. Ogni vero credente cresce nella santificazione.

Reazione alla riprensione

Un altro frutto della vera salvezza, è accogliere la riprensione. Infatti un vero credente che vuole crescere nella santificazione, accoglie la riprensione. Uno che non ha veramente Cristo odia la riprensione. Nei Proverbi, si usano i termini come schernitore, stolto e stupido, per descrivere persone non salvate. Un saggio è salvato. Leggo prima Proverbi 9:8.

“Non riprendere lo schernitore, perché ti odierà; riprendi il saggio, ed egli ti amerà.” (Proverbi 9:8 LND)

Il saggio è una descrizione del vero credente. Egli vuole vedere i suoi peccati, perché vuole più di Cristo. Chi rifiuta la riprensione si smarrisce e non segue la via della vita, che è la salvezza. Leggo Proverbi 10:17.

“Chi custodisce l’ammaestramento è sulla via della vita; ma chi rifiuta la riprensione si smarrisce.” (Proverbi 10:17)

Leggo Proverbi 12:1, poi 13:18, poi 15:10 e 15:32. Vediamo il contrasto fra chi accoglie la riprensione e chi la rifiuta.

“Chi ama la correzione ama la conoscenza, ma chi odia la riprensione è uno stupido.” (Proverbi 12:1 LND)
“Miseria e vergogna verranno su chi rifiuta la correzione, ma chi dà ascolto alla riprensione sarà onorato.” (Proverbi 13:18 LND)
“Una dura correzione attende chi lascia la diritta via; chi odia la riprensione morirà.” (Proverbi 15:10 LND)
“Chi rifiuta la correzione disprezza la sua stessa anima, ma chi dà ascolto alla riprensione acquista senno.” (Proverbi 15:32 LND)

Il modo in cui una persona reagisce alla riprensione, rivela la condizione della sua anima. Per ultimo, leggo Proverbi 29:1.

“L’uomo che irrigidisce il collo quando è ripreso, sarà improvvisamente spezzato senza alcun rimedio.” (Proverbi 29:1 LND)

Chi rifiuta la riprensione si troverà senza speranza.

La tua speranza

Torniamo alla domanda centrale. Se tu dici di essere salvato, su quale base pensi di essere salvato?

Qual è la tua speranza per quando ti troverai davanti a Dio? Come vedi Gesù Cristo, nel tuo cuore, giorno per giorno? Leggo 1Corinzi 1:30, che descrive come un vero credente vede Gesù Cristo.

Ora grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale da Dio è stato fatto per noi sapienza, giustizia, santificazione e redenzione, 31 affinché, come sta scritto: "Chi si gloria, si glori nel Signore". (1Corinzi 1:31 LND)

Gesù Cristo è la nostra sapienza, la nostra giustizia, la nostra santificazione e redenzione. Un vero credente vede Cristo così.

Se tu pensi di essere salvato perché sei una persona buona, perché cerchi di fare le cose giuste, di non fare del male, perché aiuti in chiesa o aiuti altri, allora, tu stai sperando nelle tue buone opere. Non sei salvato. Chi pensa di essere salvato perché ha fatto cose buone nel nome di Cristo non sarà salvato. Leggiamo di persone così in Matteo 7:21-23.

21 Non chiunque mi dice: “Signore, Signore”, entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: “Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?”. 23 E allora dichiarerò loro: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità”. (Matteo 7:21-23)

Notate che queste persone credevano di aver fatto tanto bene, e si presentano a Dio con quello che avevano fatto. Ma, così, non erano salvate.

Quindi, loro si fondavano sulle buone opere che avevano fatte nel nome di Gesù Cristo.

Chi spera nel fatto che è una buona persona, o che ha fatto tanto per Dio, non è salvato. Solo se vediamo il nostro peccato e il nostro bisogno di Cristo saremo salvati.

In Galati 2:15,16 leggiamo che nessuno sarà giustificato per le opere della legge, che vuol dire, perché fa le cose giuste. Leggo.

“15 Noi, di nascita Giudei e non peccatori fra i gentili, 16 sapendo che l’uomo non è giustificato per le opere della legge ma per mezzo della fede in Gesù Cristo, abbiamo creduto anche noi in Cristo Gesù, affinché fossimo giustificati mediante la fede di Cristo e non mediante le opere della legge, poiché nessuna carne sarà giustificata per mezzo della legge.” (Galati 2:15-16)

Solo chi spera nell’opera di Gesù Cristo, e sa di non meritare nulla, sarà salvato. Solo chi sa di non poter meritare la salvezza con l’ubbidienza o le buone opere, e vede il suo perdono in Cristo.

Tu vedi il tuo perdono in Cristo? Hai gioia nel perdono?

Come frutto della vera salvezza, se tu vedi il tuo perdono, allora, sarà possibile per te perdonare gli altri.

Se tu dici che non riesci a perdonare altri, metti in dubbio la tua salvezza. Notiamo quello che Gesù ci dichiara nella preghiera del Padre Nostro in Matteo 6:9-13, e poi nel v.14,15.

9 Voi dunque pregate in questa maniera: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome. 10 Venga il tuo regno. Sia fatta la tua volontà in terra come in cielo. 11 Dacci oggi il nostro pane quotidiano. 12 E perdonaci i nostri debiti, come anche noi perdoniamo ai nostri debitori. 13 E non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno, perché tuo è il regno e la potenza e la gloria in eterno. Amen”. 14 Perché, se voi perdonate agli uomini le loro offese, il vostro Padre celeste perdonerà anche a voi; 15 ma se voi non perdonate agli uomini le loro offese, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre. (Matteo 6:9-15)

Perdonare gli altri è fondamentale, perché dimostra che hai visto i tuoi peccati, ed il perdono di Cristo, e questo ti permette di perdonare gli altri. Chi rifiuta di perdonare non ha visto veramente i propri peccati.

Non lo leggo per questione di tempo, ma in Matteo 18, Gesù racconta la parabola del servo con un debito immenso, impossibile da pagare. Il padrone cancella il suo debito. Poi quel servo esce e trova un suo conservo che aveva un debito molto più piccolo con lui. Il debito rappresenta i peccati. Il conservo gli chiede pazienza. Il servo rifiuta di perdonare il conservo.

Quando il padrone sente che aveva rifiutato di perdonare il suo conservo, si adira molto con lui, e lo punisce mandandolo agli aguzzini, che rappresenta il tormento eterno.

Anche qua, Gesù rende assolutamente chiaro, che la vera salvezza produce un cuore pronto a perdonare gli altri. Chi rifiuta di perdonare non è perdonato da Dio, perché non ha realmente visto il proprio peccato e l’immensità del perdono ricevuto.

Domande

In questo sermone, abbiamo visto alcuni dei metri biblici per riconoscere chi è veramente salvato.

Allora, vorrei chiudere con qualche domanda. Non rispondere con la risposta dottrinalmente giusta, rispondi nel tuo cuore.

Per TE, chi è Gesù Cristo?

Come Lo vedi?

Come vedi la tua vita? Come vedi il tuo peccato? Come ti vedi nei confronti di Dio? Qual è la tua speranza?

Un vero credente:

ha un cuore aggravato per il proprio peccato. Desidera il perdono, si aggrappa alla giustizia di Cristo.

Vedendo la grandezza del perdono, è pronto a perdonare gli altri.

Vedendo l’amore di Dio nel perdono, ama gli altri.

Cammina in santità, cresce in santità. Cammina in ubbidienza a Dio.

Accetta la riprensione, perché vuole più di Cristo.

Esaminiamoci. Se vedi che non hai il frutto della vera salvezza, non disperarti. Piuttosto, umiliati. Ravvediti. Confessa il tuo peccato. Guarda a Cristo, e poi, accetta di cuore il perdono e cammina in santità e ubbidienza.