Aiuto Biblico

Dio è Santo; ma Dio ha pietà sugli umili

Vari brani e Salmo 57

sermone di Marco deFelice, www.Aiutobiblico.org per domenica, 8 dicembre 2024, – cmd dmp –
Descrizione: Quanto è importante comprendere della assoluta santità di Dio. Dio è un fuoco consumante. Eppure, Dio è misericordiosa per chi è umile di cuore. Un sermone per aiutarti a conoscere Dio di più, e per aiutarti a capire come rispondere nelle prove della vita.
parole chiavi: Dio santo, santità, pietà, misericordia

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Quanto è santo Dio? Cosa c’entra con noi?

Che cos’è la santità di Dio?

Santità è una parola estremamente importante nella Bibbia. La santità nella Bibbia è SEMPRE legata a Dio. Nessun uomo è santo per merito proprio, ma solo in quanto è legato a Dio.

La santità di Dio è il suo attributo più menzionato. La parola indica varie cose. Per prima cosa, descrive una purezza assoluta. Essere santo è essere puro. Dio è assolutamente puro, senza alcuna macchia, perciò, Dio è assolutamente santo.

La parola santo descrive anche la separazione, separazione da ogni impurezza, separazione da tutto quello che è comune, tutto quello che è impuro, tutto quello che non è glorioso. La separazione non è mai solo una separazione temporanea, è essere sempre separati da quello che è impuro, A Dio. Quando la santità riguarda una persona, o un oggetto, è sempre riferita a quando quella persona o quell'oggetto sono separati da tutto quello che è impuro, per essere utilizzati da Dio. Come persona, è una persona che cammina in modo separato dal peccato, e che vive totalmente per Dio. Questa è la santità.

Inoltre, la parola santità nella Bibbia è legata alla gloria, alla luce. Anche qua, è sempre parte di Dio. Nessuno è mai santo per merito proprio, se non per mezzo del suo legame con Dio. La santità è da Dio. Solo quello che viene santificato da Dio può avere una santità parziale. Solo Dio è assolutamente santo.

La santità di Dio, ed il fatto che noi NON siamo santi, è quello che ci tiene separati da Dio. Ascoltate alcuni brani che parlano di questo. Per esempio Abacuc 1:13 ci parla di quanto la santità di Dio lo separa da noi peccatori. Ve lo leggo.

In questo versetto, il profeta Habacuc sta chiedendo a Dio come mai non aveva distrutto i nemici. Dio aveva parlato di disciplinare il suo popolo, Israele, mandando i Caldei per conquistarli. Habacuc non riesce a capire come potrebbe Dio, santissimo, servirsi di uomini malvagi per compiere la sua opera. Notiamo la sua dichiarazione in Habacuc 1:13. Quello che dichiara è vero.

“Tu hai gli occhi troppo puri per vedere il male e non puoi guardare l’iniquità. Perché stai a guardare quelli che agiscono con frode, e taci quando il malvagio divora chi è più giusto di lui?” (Habacuc 1:13 LND)

Dio è troppo santo per sopportare il male. Il peccato è così abominevole a Dio che non lo può sopportare. Cosa vuol dire in pratica? Vuol dire che il peccato dell’uomo lo separa da Dio.

Anche il Salmo 5:4,5 parla di questo. Seguite mentre lo leggo.

“4 perché tu non sei un Dio che prende piacere nell’empietà; con te non può dimorare il male. 5 Quelli che si gloriano, non potranno reggere davanti ai tuoi occhi; tu hai in odio tutti gli operatori d’iniquità.” (Salmo 5:4-5 LND)

Dio è così santo, assolutamente santo, che non può esistere il male nella sua presenza. Chi è orgoglioso, che in questi versetti sono descritti come coloro che si gloriano, non possono reggere davanti agli occhi di Dio. Dio ha in odio tutti gli operatori d’iniquità. Ricordatevi: quando la Bibbia parla di iniquità, usa il metro di Dio, non il nostro metro.

Secondo il metro di Dio, ogni nostro peccato è un’iniquità. Se pecchiamo e non confessiamo il nostri peccati, stiamo camminando nell’iniquità, una cosa che Dio odia.

Leggo anche il Salmo 11:4-7, che ci parla della santità di Dio e cosa vuol dire per chi cammina nel peccato.

“4 L’Eterno è nel suo tempio santo l’Eterno ha il suo trono nei cieli; i suoi occhi vedono, le sue palpebre scrutano i figli degli uomini. 5 L’Eterno prova il giusto; ma l’anima sua odia l’empio e colui che ama la violenza. 6 Egli farà piovere sugli empi lacci, fuoco, zolfo e vento infuocato; questa, sarà la porzione del loro calice. 7 Poiché l’Eterno è giusto; egli ama la giustizia; gli uomini retti contempleranno il suo volto.” (Salmo 11:4-7 LND)

Che dichiarazione forte. Dio vede tutto. E Dio odia l’empio e colui che ama la violenza. Dio odia l’empio. Il peccato è così grave agli occhi di Dio, così abominevole, che Dio odia l’empio. Chi non si ravvede si accumula un tesoro di ira per il giorno del giudizio.

Fratelli e sorelle, se io pecco, vedo il peccato, e mi ravvedo veramente, di cuore, allora, sono perdonato e purificato. Però, se NON mi ravvedo, se ignoro il mio peccato, o se mi scuso, o mi giustifico, allora, rimango contaminato, rimango pieno della mia iniquità. Questo è gravissimo, e crea una barriera fra me e Dio.

Potremmo considerare tanti altri brani che parlano della santità di Dio, e come l’uomo peccatore è separato da Dio a causa del suo peccato.

L’esempio di uomini santi

Per aiutarci a capire quanto il nostro peccato ci crea una barriera con Dio, consideriamo la vita di alcuni uomini santi nella Bibbia. Questi erano grandi uomini di Dio, che avevano un livello di santità che è molto più alto rispetto alla nostra santità. Questi uomini erano ad un livello molto più alto di noi. Questi uomini avevano un rapporto estremamente stretto con Dio. Consideriamo alcuni brani per capire quanto grande è la santità di Dio, al punto che anche uomini così vicini a Dio non potevano avere un rapporto diretto con Dio, a causa della sua santità.

Prima di tutto, consideriamo Mosè. Mosè è considerato estremamente importante nella storia del popolo di Dio. Nessun uomo era vicino a Dio quanto Mosè. Mosè ha passato 40 giorni sopra il Monte Sinai nella presenza di Dio. Nessun altro uomo nella Bibbia era così vicino a Dio. Eppure, la santità di Dio è tale che nemmeno ad un grande uomo di Dio come Mosè fu permesso di vedere la faccia di Dio. Dio è troppo santo. Seguite mentre leggo Esodo 33:12-23.

“12 Poi Mosè disse all’Eterno: "Vedi, tu mi dici: "Fa’ salire questo popolo". Ma tu non mi hai fatto sapere chi manderai con me. Eppure hai detto: "Io ti conosco personalmente e hai pure trovato grazia ai miei occhi". 13 Perciò ora, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, deh, fammi conoscere le tue vie, perché conosca te e possa trovare grazia ai tuoi occhi. Considera inoltre che questa nazione è tuo popolo". 14 L’Eterno rispose: "La mia presenza andrà con te, e ti darò riposo". 15 Mosè allora gli disse: "Se la tua presenza non viene con me, non farci partire di qui. 16 Come si potrà ora conoscere che io e il tuo popolo abbiamo trovato grazia ai tuoi occhi? Non è forse perché tu vieni con noi? Così noi saremo distinti, io e il tuo popolo, da tutti i popoli che sono sulla faccia della terra". 17 L’Eterno disse a Mosè: "Farò anche questa cosa che hai chiesto, poiché tu hai trovato grazia ai miei occhi e ti conosco personalmente". 18 Allora Mosè disse: "Deh, fammi vedere la tua gloria!". 19 L’Eterno gli rispose: "Io farò passare davanti a te tutta la mia bontà e proclamerò il nome dell’Eterno davanti a te. Farò grazia a chi farò grazia e avrò pietà di chi avrò pietà". 20 Disse ancora: "Tu non puoi vedere la mia faccia, perché nessun uomo mi può vedere e vivere". 21 Quindi l’Eterno disse: "Ecco un luogo vicino a me; tu starai sulla roccia; 22 e mentre passerà la mia gloria, io ti metterò in una fenditura della roccia e ti coprirò con la mia mano, finché io sia passato; 23 poi ritirerò la mano e mi vedrai di spalle; ma la mia faccia non si può vedere".” (Esodo 33:12-23 LND)

Quello che qua mi colpisce è che a questo grande uomo di Dio, forse il più grande della Bibbia, non fu permesso di vedere la gloria di Dio, vedere la sua faccia, perché nessun uomo può vedere Dio e vivere. Dio è così glorioso, così santo, che l’uomo peccatore, perché ogni uomo ha peccato, l’uomo peccatore non può vedere Dio e vivere.

Cioè, Mosè un grande uomo di Dio a cui fu permesso di passare 40 giorni sul monte Sinai nella presenza di Dio, neppure a Mosè fu permesso di vedere Dio direttamente a causa della santità di Dio.

La santità di Dio tiene l’uomo separato da Dio. Dio è santissimo. Noi pecchiamo. Noi siamo lontanissimi dalla santità di Mosè, eppure, Mosè non poteva vedere la faccia di Dio. Quanto meno noi.

Un altro uomo santissimo, molto, molto più di noi era Isaia. Egli è il profeta più citato nel Nuovo Testamento, e più citato da Gesù. Eppure, egli capiva che la santità di Dio è così pura che siamo tutti nei guai davanti a Dio. Leggiamo in Isaia 6 di quando Dio permise ad Isaia una visione di Dio sul trono in cielo. Notate come Isaia vede se stesso davanti a Dio.

1 Nell’anno della morte del re Uzziah, io vidi il Signore assiso sopra un trono alto ed elevato, e i lembi del suo manto riempivano il tempio. 2 Sopra di lui stavano dei serafini; ognuno di essi aveva sei ali: con due si copriva la faccia, con due si copriva i piedi e con due volava. 3 L’uno gridava all’altro e diceva: "Santo, santo, santo è l’Eterno degli eserciti. Tutta la terra è piena della sua gloria". 4 Gli stipiti della porta furono scossi dalla voce di colui che gridava, mentre il tempio si riempì di fumo. 5 Allora io dissi: "Guai a me! Io sono perduto, perché sono un uomo dalle labbra impure e abito in mezzo a un popolo dalle labbra impure; eppure i miei occhi hanno visto il Re, l’Eterno degli eserciti". 6 Allora uno dei serafini volò verso di me, tenendo in mano un carbone ardente, che aveva preso con le molle dall’altare. 7 Con esso mi toccò la bocca e disse: "Ecco, questo ha toccato le tue labbra, la tua iniquità è rimossa e il tuo peccato è espiato". (Isaia 6;1.7)

Fermiamoci a considerare: questo uomo santissimo, dal punto di vista umano, quando si trovò nella presenza di Dio, sapeva di essere nei guai. Sapeva che l’uomo non può apparire davanti a Dio e vivere. Quello che è interessante è che Dio ha operato per purificare Isaia. Mandò un serafino a purificare Isaia. Nessun uomo, nemmeno il più santo, può avvicinarsi a Dio. Dio è troppo santo, il nostro peccato è troppo grave per Dio.

Solo se Dio toglie i nostri peccati, allora, possiamo avvicinarci a Dio.

Prego che possiamo comprendere questo. Il nostro peccato ci separa da Dio, perché Dio è santissimo.

Dio è la fonte di ogni bene. Dio è l’unica fonte di vera gioia. Dio è l’unica fonte di vera pace. Solo in Dio c’è il perdono che ci porterà a vivere per l’eternità con Dio, anziché nel tormento eterno.

In ogni modo possibile, dobbiamo capire che Dio è la fonte di ogni bene, e i nostri peccati ci separano da Dio. Dio vede tutti i nostri peccati. Dio vede quello che vedono gli altri, ma Dio vede anche quello che è nascosto nei nostri cuori.

E perciò, essendo Dio assolutamente santo, noi non meritiamo alcun bene da Dio. Da Dio non vogliamo giustizia, che vorrebbe dire punizione. Da Dio vogliamo misericordia e pietà.

Ricordiamo che i nostri peccati sono i nostri veri nemici.

Spesso, quando leggiamo i Salmi, soprattutto i Salmi di Davide, egli scrive dei suoi nemici.

Se consideriamo chi sono i nostri nemici, chi è che può farci del male, il nemico peggiore che abbiamo sono i nostri peccati.

Se pensate a Davide, egli aveva tanti nemici. Ma quale nemico gli ha fatto più danno di tutti? Quale nemico ha creato più dolore nella sua vita rispetto a tutti gli altri?

Il nemico che ha fatto più male di tutti nella vita di Davide è stato il suo peccato. Nessun nemico umano ha fatto la minima parte di male a Davide di quanto gliene aveva fatto il suo peccato.

Più volte, Davide si trovava davanti a terribili nemici. Saul cercava di ucciderlo. Tanti nemici di Israele combattevano contro di lui. Da giovane aveva combattuto contro il gigante Golia.

Ma nessun nemico gli ha fatto del male quanto il suo peccato. Il suo peccato ha creato grandissimi danni alla sua vita.

Teniamo questo in mente mentre leggiamo il Salmo 57. In questo Salmo, Davide parla di quando scappava da Saul. Però, applichiamo le parole di questo Salmo alla nostra vita, pensando al fatto che il nostro nemico è il nostro peccato.

“1 «Al maestro del coro. Sul motivo: "non distruggere". Inno di Davide quando, inseguito da Saul, fuggì nella caverna.» Abbi pietà di me, o DIO, abbi pietà di me, perché l’anima mia si rifugia in te; mi rifugio all’ombra delle tue ali finché siano passate le calamità. 2 Griderò a DIO l’Altissimo, a DIO che porta a compimento ogni cosa per me. 3 Egli manderà dal cielo a salvarmi; egli sgrida colui che vuole divorarmi. (Sela) DIO manderà la sua benignità e la sua verità. 4 L’anima mia è come in mezzo ai leoni; dimoro tra gente che vomita fuoco in mezzo a uomini i cui denti sono lance e dardi, e la cui lingua è una spada affilata. 5 Sii innalzato al di sopra dei cieli, o DIO; risplenda la tua gloria su tutta la terra. 6 Essi han teso una rete sui miei passi; io son tutto ricurvo; hanno scavato una fossa davanti a me ma essi stessi son caduti dentro. (Sela) 7 Il mio cuore è ben disposto, O DIO, il mio cuore è ben disposto; io canterò e loderò. 8 Risvegliati, o spirito mio; risvegliati, salterio e cetra; io risveglierò l’alba. 9 Ti celebrerò fra i popoli, o Signore, canterò le tue lodi fra le nazioni, 10 perché grande fino al cielo è la tua benignità, e la tua verità fino alle nuvole. 11 Sii innalzato al di sopra dei cieli, o DIO; risplenda la tua gloria su tutta la terra.” (Salmo 57:1-11 LND)

Consideriamo Salmo 57

“1 «Al maestro del coro. Sul motivo: "non distruggere". Inno di Davide quando, inseguito da Saul, fuggì nella caverna.» Abbi pietà di me, o DIO, abbi pietà di me, perché l’anima mia si rifugia in te; mi rifugio all’ombra delle tue ali finché siano passate le calamità.

Davide chiede pietà. Pensiamo: pietà è quell'aiuto che mi serve quando il mio nemico è più forte di me. Mi serve pietà quando per me è impossibile vincere con le mie forze.

Non mi serve pietà nelle situazioni in cui potrei farcela per merito mio.

Ma quando ho un nemico troppo forte per me, un nemico che mi può fare un male terribile, ho bisogno di pietà. Ho bisogno di un grande aiuto, ma un aiuto che non merito, che non potrei mai comprare.

Ho bisogno di qualcuno potente, molto più potente di me, per aiutarmi. Ho bisogno di pietà.

Il nostro nemico è il nostro peccato. Da soli, non riusciamo a vincere il nostro peccato. Ci serve l’aiuto di uno più potente di noi. L’unico che può aiutarci è Dio. Ecco perché noi, come Davide, abbiamo bisogno di pietà.

L’anima mia si rifugia in te: l’unico rifugio. Non c’è altro rifugio. Rifugio: posto sicuro nella battaglia. Un luogo dove siamo protetti, dove il male non può arrivare.

Dove è questo rifugio? Dio stesso.

L'ombra delle tue ali. Quando siamo in un intimo rapporto con Dio, Dio stesso ci cura e ci protegge, perché cerchiamo IN LUI il nostro rifugio.

Finché le calamità siano passate: ci sono momenti e periodi in cui le tentazioni sono più forti.

Efesini 6:13 parla dell’importanza di prendere l’armatura di Dio. Notate che parla del giorno malvagio.

13 Perciò prendete l’intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa. (Efesini 6:13)

Ci sono giorni più difficili, giorni in cui c’è più tentazione. Questo è un giorno malvagio. Queste sono le calamità di cui Davide parla.

2 Griderò a DIO l’Altissimo, a DIO che porta a compimento ogni cosa per me. 3 Egli manderà dal cielo a salvarmi; egli sgrida colui che vuole divorarmi. (Sela) DIO manderà la sua benignità e la sua verità.

Griderò a Dio Altissimo: totalmente focalizzato su Dio. Non cerco altrove. Ricordo a chi sto gridando per ricevere aiuto.

A DIO che porta a compimento: una dichiarazione di fede. Fede che Dio completerà la sua opera in me. Filippesi 1:6.

“essendo convinto di questo, che colui che ha cominciato un’opera buona in voi, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.” (Filippesi 1:6 LND)

Confido in Dio. Quando prego, non prego con disperazione, ma con fede che Dio completerà la sua opera in me.

Dio manderà dal cielo a salvarmi: grande fede che Dio opererà. Non perché vedo quello che farà, ma perché guardo a Dio, ricordo chi è Dio. Ricordo la sua potenza.

Egli sgrida chi vuole divorarmi: Dio è potente anche sul peccato.

Dio manderà la sua benignità e la sua verità: ricordare il cuore di Dio, ricordare che mi serve la verità di Dio per combattere i falsi pensieri. Ma, guardare a Dio con fede.

4 L’anima mia è come in mezzo ai leoni; dimoro tra gente che vomita fuoco in mezzo a uomini i cui denti sono lance e dardi, e la cui lingua è una spada affilata.

I pericoli sono veri, e sono grandi. Il peccato è potente. Non potrei resistere da solo. Ecco perché guardo a Dio.

5 Sii innalzato al di sopra dei cieli, o DIO; risplenda la tua gloria su tutta la terra.

MEGA IMPORTANTE: in mezzo alla preghiera, circondato dai pericoli, Davide si ferma per ADORARE DIO.

Questo è estremamente importante.

Quanto è importante non solo chiedere aiuto a Dio, ma anche lodare Dio. Considerate Davide: la sua vita era in pericolo. Chiedeva aiuto. Però, non chiedeva solo disperatamente aiuto. Riconosceva che c’era rifugio in Dio. Dichiarava che Dio completerà la sua opera. E qua, pregava affinché la gloria di Dio sia esaltata.

Davide non solo pregava per avere aiuto, desiderava che Dio fosse glorificato.

Il PADRE NOSTRO. Sia santificato il tuo nome.

Se vuoi la pace di Dio, se vuoi l’aiuto di Dio, non devi soltanto gridare disperatamente per ricevere aiuto, ma ringrazia Dio, e prega che Dio sia glorificato nella tua vita e nella tua situazione. Tu?

Adesso, dopo aver pregato che Dio sia glorificato, Davide presenta la sua situazione a Dio. Però, parla anche di come Dio lo aveva curato.

6 Essi han teso una rete sui miei passi; io son tutto ricurvo; hanno scavato una fossa davanti a me ma essi stessi son caduti dentro. (Sela)

Davide sta parlando di come era stato curato in un’altra prova. Questo dà gloria a Dio, e fortifica la fede di Davide per la prova attuale.

Quando tu preghi: ti fermi a ricordare le prove passate e l'aiuto di Dio?

Quanto è fondamentale. Quando NON facciamo questo, cadiamo. Le nostre preghiere sono ostacolate. La nostra fede è debole.

Davide parla del suo cuore

Leggiamo i vv 7,8

7 Il mio cuore è ben disposto, O DIO, il mio cuore è ben disposto; io canterò e loderò. 8 Risvegliati, o spirito mio; risvegliati, salterio e cetra; io risveglierò l’alba.

Davide aveva già lodato Dio e parlato della sua opera, e pregato per la sua gloria. Ma qua, continua. In mezzo a prove tremende, prega di portare ancora più gloria a Dio.

Davide predica al suo spirito: esorta il suo spirito di glorificare Dio.

Quando tu sei in mezzo alla prova: gridi solo per ricevere aiuto, oppure, ti concentri per dare gloria a Dio? Questa è una CHIAVE per avere la vittoria suoi nostri peccati.

Davide continua nei vv. 9, 10.

9 Ti celebrerò fra i popoli, o Signore, canterò le tue lodi fra le nazioni, 10 perché grande fino al cielo è la tua benignità, e la tua verità fino alle nuvole.

Davide si focalizza sul lodare Dio, non solo privatamente, ma anche davanti a tutti. Questo, perché riflette sul fatto dell’immensità della benignità e della verità di Dio.

Considerate: in quel momento, Davide era in grave pericolo di vita. Questo era uno dei momenti più pericolosi per la sua vita. Quasi tutti lo avevano tradito. Era stato abbandonato da quasi tutti. Eppure, non solo chiede aiuto a Dio, ma loda Dio. Infatti, la parte centrale di questo Salmo, di questa preghiera, non è un grido per ricevere aiuto, piuttosto, la parte centrale di questo Salmo è una lode e un'adorazione.

Considerate questo: in questo momento di grandissimo pericolo, la parte più grande della preghiera di Davide è la lode.

Questa è una lezione per noi. Ecco come possiamo avere la vera pace in mezzo alla prove. Ecco come possiamo avere vittoria sui nostri peccati.

Davide conclude la sua preghiera con un’ulteriore richiesta. Non è per se stesso, non è affinché Dio tolga la prova. È per la gloria di Dio. Incredibile. Leggo il v.11.

11 Sii innalzato al di sopra dei cieli, o DIO; risplenda la tua gloria su tutta la terra.” (Salmo 57:11 LND)

In mezzo ad una prova terribile, Davide prega. La parte più grande della sua preghiera, le parole con cui conclude la sua preghiera, è che Dio sia innalzato.

Che lezione per noi. Questo Salmo è per noi. Ci insegna come pregare.

Ripassiamo

Dio è santissimo. Nessun uomo potrebbe mai avvicinarsi a Dio per il proprio merito.

Dio stesso ha provveduto il mezzo per avvicinarci a Lui. Il sacrificio di Gesù.

Così, quando preghiamo, non preghiamo in modo disperato. Preghiamo chiedendo pietà, quell'aiuto che è solo per grazia. Non è qualcosa che meritiamo.

Quando preghiamo per ricevere pietà, preghiamo con fede in chi è Dio, è un Dio pieno di pietà, pieno di benignità per chi è umile.

Ricordiamo la cura passata di Dio.

Ricordiamo la sovranità di Dio, che Dio porterà a compimento la sua opera in noi.

Non chiediamo solamente, ma glorifichiamo Dio.

Questo è come guardare al Dio santissimo, Dio è misericordioso verso chi viene a Lui con umiltà, con un cuore rotto per il proprio peccato, con fede.

O che possiamo vedere Dio per chi è, e che possiamo rivolgerci a Dio come Davide fa in questo Salmo. E Dio completerà la sua opera in noi.