Se tu cerchi di parlare con qualcuno di Dio, forse la domanda più comune che ti faranno è: di che religione sei?
È importante capire la mentalità di chi ti chiede questo. Si possono creare grandi danni rispondendo con la risposta che vogliono sentirsi dire.
Vogliono etichettarti, ma il problema è che il rapporto che abbiamo con Cristo non è quella etichetta.
Pensano di capire chi sei quando rispondi etichettandoti, ma in realtà non hanno capito. Ti vedono soltanto come parte di una religione.
Il fatto che sei religioso vuol dire che sei salvato?
Biblicamente la salvezza si definisce con il termine “giusto”. Al tribunale di Dio, anziché essere un condannato, sei un “giusto”.
Leggiamo una parabola che racconta Gesù in Luca 18:9-14
“9 Disse ancora questa parabola per certuni che erano persuasi di essere giusti e disprezzavano gli altri. 10 "Due uomini salirono al tempio per pregare; uno era fariseo e l’altro pubblicano. 11 Il fariseo, stando in piedi, dentro di sé pregava così: “O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, rapaci, ingiusti, adulteri, e neppure come quel pubblicano. 12 Io digiuno due volte la settimana e pago la decima di tutto ciò che possiedo”. 13 Il pubblicano invece, stando lontano, non ardiva neppure alzare gli occhi al cielo; ma si batteva il petto, dicendo: “O Dio, sii placato verso me peccatore”. 14 Io vi dico che questi, e non l’altro, ritornò a casa sua giustificato; perché chiunque si innalza sarà abbassato e chi si abbassa sarà innalzato".” (Luca 18:9-14 LND)
Qui c’è un uomo estremamente religioso, e da quello che si legge, molto sincero. Da un certo punto di vista, non si vanta, ringrazia Dio. Dice che lui ringrazia Dio per il fatto di non essere come gli altri uomini. Attribuiva a Dio il suo cammino. Lui seguiva fedelmente la sua religione ma Gesù dichiara:
ritornò a casa sua non giustificato
Ritornò a casa sotto condanna. Se al momento del giudizio finale si trovava ancora in quella condizione, veniva allora scacciato per sempre dalla presenza di Dio. Ma non era un’ipocrita, era molto religioso.
A chi sta pregando qui? Non era in piazza. Sta pregando ad alta voce in piazza per farsi vedere? No, dice piuttosto:
Il fariseo, stando in piedi, dentro di sé pregava così:
Non stava cercando di vantarsi davanti agli uomini. Stava pregando sotto voce a Dio, che vuol dire che possiamo presumere che era quello che dichiarava di essere. Ma Gesù dichiara che è tornato a casa sua non giustificato, sotto condanna eterna. Che cosa terribile.
Leggiamo ora in Luca 13:22-30.
“22 Ed egli andava in giro per città e villaggi insegnando, e intanto si avvicinava a Gerusalemme. 23 Or un tale gli chiese: "Signore, sono pochi coloro che sono salvati?". Egli disse loro: 24 "Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché vi dico che molti cercheranno di entrare e non potranno. 25 Una volta che il padrone di casa si è alzato ed ha chiuso la porta, voi allora, stando di fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: Signore, Signore, aprici. Ma egli, rispondendo, vi dirà: "Io non so da dove venite". 26 Allora comincerete a dire: "Noi abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze". 27 Ma egli dirà: "Io vi dico che non so da dove venite; via da me voi tutti operatori d’iniquità. 28 Lì sarà pianto e stridor di denti, quando vedrete Abrahamo, Isacco, Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, mentre voi ne sarete cacciati fuori. 29 E ne verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno, e sederanno a tavola nel regno di Dio. 30 Ed ecco, vi sono alcuni fra gli ultimi che saranno i primi, e alcuni fra i primi che saranno gli ultimi". ” (Luca 13:22-30 LND)
Queste persone erano dei religiosi in base a quello che dicono, e presumiamo che sia vero. Al giudizio, sapendo che Dio sa tutto, parlano della loro vita sulla terra:
"Noi abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza, e tu hai insegnato nelle nostre piazze".
Dicono che sono religiosi, cristiani, perché chiamano Gesù Cristo il loro Signore. Ma Gesù dice: non vi ho mai conosciuti, allontanatevi da me… al tormento.
Leggiamo questo in Matteo 7:21-23
“21 Non chiunque mi dice: "Signore, Signore", entrerà nel regno dei cieli; ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli. 22 Molti mi diranno in quel giorno: "Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato nel tuo nome, e nel tuo nome scacciato demoni e fatte nel tuo nome molte opere potenti?". 23 E allora dichiarerò loro: "Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, voi tutti operatori di iniquità".” (Matteo 7:21-23 LND)
Sono cristiani che parlano con Gesù Cristo, dicendo: “Signore, Signore…. nel tuo nome…” ma Gesù dice:
"Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me...".
È fondamentale capire che chi non conosce Cristo, conosce solo la religione.
Ma la religione è un grande ostacolo al volere Cristo, perché insegna quello che l’uomo deve FARE per arrivare a Dio. Questa non è la vera salvezza. Diventare cristiano NON vuol dire far parte di una religione e seguire le regole, i comandamenti.
Chi non ha Cristo vede la religione come un elenco di comandamenti da seguire, per cercare di ottenere la salvezza.
Un buon cattolico segue quello che dice la Chiesa Cattolica Romana. Ortodossi, protestanti, e testimoni di Geova seguono la loro religione. Purtroppo tanti evangelici fanno la stessa cosa.
Ogni religione ha il suo insegnamento su come si deve vivere, in cosa si deve credere e cosa si deve fare. Effettivamente, per chi non ha Cristo, la propria religione è estremamente importante. Si valuta tutto in termini di religione, perché non si conosce altro.
Si parla in termini di COSA credi, non IN CHI credi.
Allora, se uno conosce solo questo, è importantissimo per loro capire qual è la religione che uno segue.
Ma cercare di rispondere in termini di religione, comunica un concetto falso. Li ostacola dal capire la verità. Per quanto potrebbero desiderare di poter capire una religione, un vero credente non segue una religione. Magari soddisfi la loro curiosità, ma li lasci senza che abbiano capito cos’è la vera salvezza in Cristo Gesù.
Un vero credente non segue una religione. Un vero credente è una persona che è in Cristo.
“20 Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.” (Galati 2:20)
Sarebbe da spiegare questo. Non sarà facile per loro capire se pensano solo in termini di religione, ma la vita in Cristo non è una religione. È una vita nuova.
“17 Se dunque uno è in Cristo, egli è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, tutte le cose sono diventate nuove.” (2Corinzi 5:17)
Una persona in Cristo non ha scelto una nuova religione, è una nuova creatura.
“1 Egli ha vivificato anche voi, che eravate morti nei falli e nei peccati, 2 nei quali un tempo camminaste, seguendo il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria, dello spirito che al presente opera nei figli della disubbidienza, 3 fra i quali anche noi tutti un tempo vivemmo nelle concupiscenze della nostra carne, adempiendo i desideri della carne e della mente, ed eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri. 4 Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il suo grande amore con il quale ci ha amati, 5 anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), 6 e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, 7 per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia, con benignità verso di noi in Cristo Gesù. 8 Voi infatti siete salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio, 9 non per opere, perché nessuno si glori. 10 Noi infatti siamo opera sua, creati in Cristo Gesù per le buone opere che Dio ha precedentemente preparato, affinché camminiamo in esse.” (Efesini 2:1-10)
Sarebbe da leggere questo, e prendere del tempo per spiegarlo, a chi ti chiede di che religione sei. Questo brano non parla di religione. Non c'entra quello che facciamo noi. L’Attore che agisce qua è Dio. Non siamo noi. È Dio. Dio ci vivifica. Dio ci riconcilia a Sé. Dio ci perdona. Dio ci fa diventare una nuova creatura.
Quando si parla di religione, si parla di quello che la persona fa, cosa segue e quali comandamenti ci sono. Notiamo in Colossesi 1:13-23 invece Chi fa che cosa – Dio, Dio, Dio.
“13 Poiché egli ci ha riscossi dalla potestà delle tenebre e ci ha trasportati nel regno del suo amato Figlio, 14 in cui abbiamo la redenzione per mezzo del suo sangue, il perdono dei peccati. 15 Egli è l’immagine dell’invisibile Dio, il primogenito di ogni creatura, 16 poiché in lui sono state create tutte le cose, quelle che sono nei cieli e quelle che sono sulla terra, le cose visibili e quelle invisibili: sia troni o signorie o principati e potestà; tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. 17 Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. 18 Ed Egli è il capo del corpo, cioè della chiesa; egli è il principio, il primogenito dai morti, affinché abbia il primato in ogni cosa, 19 perché è piaciuto al Padre di far abitare in lui tutta la pienezza, 20 e di riconciliare a Sé tutte le cose per mezzo di lui, avendo fatto la pace mediante il sangue della sua croce; per mezzo di lui, dico, tante le cose che sono sulla terra, tanto quelle che sono nei cieli. 21 E voi stessi, che un tempo eravate estranei e nemici nella mente con le vostre opere malvagie, 22 ora vi ha riconciliati nel corpo della sua carne, mediante la morte, per farvi comparire davanti a sé santi, irreprensibili e senza colpa, 23 se pure perseverate nella fede, essendo fondati e fermi, senza essere smossi dalla speranza dell’evangelo che voi avete udito, che è stato predicato ad ogni creatura che è sotto il cielo, e di cui io, Paolo, sono stato fatto ministro.” (Colossesi 1:13-23)
Chi ha agito qui? Chi ha liberato dalla potestà delle tenebre? Chi ha riconciliato a Sé tutte le cose? Chi ha fatto la pace mediante il sangue della sua croce?
La religione è quello che l’uomo deve fare per cercare di arrivare a Dio. La salvezza è tutta un’altra cosa.
Se soddisfi la loro richiesta di qual è la tua religione, tu hai fatto sì che non vedano la salvezza in Gesù Cristo.
La religione dice quello che l’uomo deve fare, ma essere in Cristo è grazie a quello che Gesù Cristo ha fatto per riconciliarci con Dio.
La religione insegna all’uomo quello che deve fare per arrivare a Dio (che non può mai fare).
La vera salvezza è quello che Dio ha fatto per portare l’uomo a Sé.
La nostra identità
Qual’è la tua identità?
Abbiamo letto in Galati 2:20
“20 Io sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma è Cristo che vive in me; e quella vita che ora vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me.” (Galati 2:20)
Qual’è la tua identità?
Se uno è veramente salvato, è in Cristo. QUESTA è la sua identità.
Invece chi non è in Cristo, ma appartiene ad una religione, si identifica con la sua religione.
Che grande tristezza, quando sento persone identificarsi, NON con Cristo, ma con la loro religione.
Tristemente ho sentito persone dire:
--- Io sono pentecostale. Tu sei pentecostale?
--- Io sono cattolico.
--- Io sono battista.
--- Io sono della chiesa dei fratelli.
--- “Sono nato di quella religione e morirò di quella religione.”
Si identificano con una religione, anziché con Cristo.
Quanto è triste identificarsi con un gruppo e non con Cristo.
Come rispondere
Quando uno ti chiede, ed anche insiste per capire di che religione sei, non rispondere come vogliono loro, perché darà un’idea falsa che li confonderà. Pensano solo in termini di religione e non riescono a capire il vero rapporto con Dio, e perciò vogliono capire di quale gruppo sei.
Non siamo “di un gruppo”. Siamo di Gesù Cristo.
Cerca di spiegare che non segui una religione. Dio ti ha fatto capire che non si può arrivare a Dio per mezzo della religione.
Poi, cerca di fargli capire che non importa ciò che crediamo noi. Non importa quello che “credo io”.
Piuttosto, proclamiamo la verità che è una verità categorica. È l’unica verità.
Mostriamo l’autorità di Dio. Mostriamo che la Parola di Dio è l’autorità, dicendogli: “ti mostro quello che Dio ci dichiara nella sua Parola.” Fai leggere a loro la Parola di Dio.
Tutto per aiutarli a vedere che non apparteniamo ad una religione. Apparteniamo a Cristo.
Come spiegare la salvezza
Come spieghi la salvezza?
NON è quello che facciamo noi. IO ho scelto di seguire Cristo. IO ho scelto di credere nella Bibbia.
Piuttosto, si parla di quello che Dio ha fatto: DIO mi ha mostrato il mio peccato, e il perdono in Gesù Cristo. DIO mi ha riconciliato a Sé per mezzo di Gesù Cristo. DIO mi ha fatto diventare un Suo figlio.
Non che IO ho scelto di seguire Cristo. Non è tutta la verità.
Giovanni 6:44 dice:
“Nessuno può venire a me, se il Padre che mi ha mandato non lo attira…” (Giovanni 6:44 LND)
Poi, di nuovo in Efesini 2:8
8 Voi infatti siete salvati per grazia, mediante la fede, e ciò non viene da voi, è il dono di Dio,
La fede è un dono di Dio.
Conclusione
Quindi, non abbiamo una religione, abbiamo un Salvatore che ci ha salvati.
Egli è la nostra giustizia, Colui che ci fa essere in rapporto con Dio stesso.
Non vogliamo parlare di una religione, ma di un rapporto con Dio. Magari, non capiranno, ma è la base della salvezza.
Ecco come si risponde alla domanda: di che religione sei?
Vogliono la risposta sbagliata, ma noi vogliamo indirizzarli verso Cristo e il loro bisogno di Lui come il loro Signore e Salvatore.
Grazie a Dio per l’opera di salvezza in Gesù Cristo.