Cosa ti fa essere un credente maturo? È la conoscenza della Bibbia?
Hai mai conosciuto qualcuno che aveva una grande conoscenza della Bibbia, e poteva parlare di qualunque discorso trattato nella Bibbia? Sembrava che potesse rispondere a tutto. Sembrava che fosse più bravo di tutti. Tutto questo non è il metro della vera maturità. Piuttosto, la domanda è: quanto rispecchia Gesù Cristo? Quanto cammina veramente con Dio?
Non è la conoscenza intellettuale della Bibbia che rende una persona matura.
Al tempo di Gesù, in Israele, più o meno tutti erano Giudei come religione. Ma nei quattro Evangeli, quando troviamo il termine “Giudei”, non sta parlando di chiunque praticava la religione, ma sta parlando di un gruppo di persone che seguivano la religione in modo fiscale. Si vedevano superiore agli altri, a causa della loro religione. Erano esperti nelle Scritture, conoscevano la Bibbia estremamente bene.
Questi Giudei erano esperti della Bibbia. Studiavano e investigavano le scritture diligentemente. Tanti di loro avevano memorizzato molto dalle scritture. Secondo il nostro metro, erano grandi esperti della Bibbia.
Ma questo li rendeva molto maturi? Li avvicinava a Dio? Li rendeva graditi a Dio? È Gesù Cristo stesso che ci dà la risposta.
Notate quello che Gesù dichiara a questi esperti delle scritture in Giovanni 5:39. Notate che Gesù riprende loro, mostrando quanto stavano seguendo la via sbagliata. Ascoltate mentre leggo questi versetti.
37 E il Padre, che mi ha mandato, ha egli stesso testimoniato di me; voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, 38 e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato. 39 Voi investigate le Scritture, perché pensate di aver per mezzo di esse vita eterna; ed esse sono quelle che testimoniano di me. 40 Ma voi non volete venire a me per avere la vita. (Giovanni 5:37-39)
Questi uomini erano esperti delle scritture. Si impegnavano tantissimo ad investigare le scritture, ovvero a studiarle diligentemente. Ma non conoscevano Dio, non conoscevano Gesù Cristo. Non avevano la vera vita. Erano morti nei loro peccati.
Per quanto la Bibbia è importante, non è la semplice conoscenza della Bibbia che dev’essere il nostro traguardo.
Oggi, vorrei considerare insieme quello che deve essere il nostro scopo nel leggere la Bibbia se vogliamo ricevere vero beneficio dalla nostra lettura. Vedendo come Gesù stesso condannava proprio questi Giudei che erano così esperti della Bibbia, ci fa capire che in sé, leggere la Bibbia non ci basta per ricevere beneficio dalla Bibbia stessa. Leggere attentamente la Bibbia in sé non ci fa essere vicini a Dio, non ci fa essere maturi. È quando la lettura ci fa conoscere Dio che ci dà beneficio. È quando ci fa andare a Gesù che ci porta benedizione.
Quindi, com’è che leggiamo la Bibbia?
Da una vita, ho sempre sentito dire a nuovi credenti, e l'ho detto anch'io, che bisogna leggere la Bibbia tutti i giorni. Mi è stata fortemente inculcata l'importanza di leggere la Bibbia. Ed è importante. È estremamente importante. Ma riconosco che nella grande maggioranza dei casi, un giovane credente non sa come legge la Bibbia. Non capisce nemmeno qual è il vero scopo di leggere la Bibbia. Sa solo che è fondamentale leggere la Bibbia. Ma se io faccio qualcosa e non so perché la faccio, e non so come farla, mi porterà poco beneficio.
Perciò, vorrei oggi parlare del motivo per cui leggere la Bibbia. E con l'aiuto di Dio, vorrei dare qualche indicazione su come leggere la Bibbia. Voi sapete che sono stato ammalato da più di una settimana, e perciò, forse sarò un po' più debole nell'insegnare. Ma la parola di Dio non è mai debole. Quindi, prego che saremo tutti edificati ed aiutati dalle verità che vengono dalla parola di Dio.
Quindi, consideriamo le due domande:
Qual è lo scopo della nostra lettura della Bibbia? E poi, COME dovremmo leggere la Bibbia?
I Giudei si impegnavano tanto a leggere e studiare la Bibbia con lo scopo di CONOSCERE la Bibbia.
Ma quello è lo scopo sbagliato. Il vero scopo per cui leggere la Bibbia NON è per conoscere la Bibbia, piuttosto, lo scopo è quello di conoscere DIO.
Ricordiamo quello che Gesù dichiara nella sua preghiera al Padre in Giovanni 17:1-3.
“1 Queste cose disse Gesù, poi alzò gli occhi al cielo e disse: "Padre, l’ora è venuta; glorifica il tuo Figlio, affinché anche il tuo Figlio glorifichi te, 2 poiché tu gli hai dato potere sopra ogni carne, affinché egli dia vita eterna a tutti coloro che tu gli hai dato. 3 Or questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato. (Giovanni 17:1-3)
Lo scopo di tutto è di conoscere Dio. Questa è la vita eterna. E perciò, lo scopo di leggere e studiare la Bibbia è quello di conoscere Dio, conoscere veramente e personalmente Dio.
Lo scopo di leggere e studiare la Bibbia è quello di conoscere Dio, in modo da avere FEDE in Dio, per poter stare in comunione con Dio.
Cosa aveva detto Gesù ai Giudei nel brano che abbiamo letto? Rileggo quel brano.
37 E il Padre, che mi ha mandato, ha egli stesso testimoniato di me; voi non avete mai udito la sua voce, né avete visto il suo volto, 38 e non avete la sua parola che dimora in voi, perché non credete in colui che egli ha mandato. 39 Voi investigate le Scritture, perché pensate di aver per mezzo di esse vita eterna; ed esse sono quelle che testimoniano di me. 40 Ma voi non volete venire a me per avere la vita. (Giovanni 5:37-39)
Nonostante questi uomini erano esperti della Bibbia, non conoscevano Dio. Non avevano vera fede in Dio. Non avevano la vita eterna, nonostante il loro grande impegno.
Gesù spiega a loro che le Scritture servono per farci vedere e conoscere Gesù Cristo. Servono per farci andare a Cristo, andare a Cristo per il perdono e per la vera vita.
Però, lo scopo di leggere e investigare le Scritture non è per conoscere la Bibbia in sé. Non è per conoscere i comandamenti. Lo scopo principale di leggere e studiare la Bibbia è per conoscere Dio.
Quello che rende un credente maturo non è quanto conosce la Bibbia, è quanto conosce Dio e rispecchia Dio.
Lo scopo delle Scritture – 2 Timoteo 3
Troviamo un altro brano che ci dichiara qual’è lo scopo delle Scritture in 2 Timoteo 3. Paolo sta scrivendo a Timoteo, e spiega qual è lo scopo di conoscere le Scritture. Seguite mentre leggo 2Timoteo 3:14,15.
“14 Tu però persevera nelle cose che hai imparato e nelle quali sei stato confermato, sapendo da chi le hai imparate, 15 e che sin da bambino hai conosciuto le sacre Scritture, le quali ti possono rendere savio a salvezza, per mezzo della fede che è in Cristo Gesù.” (2Timoteo 3:14-15 LND)
Le Scritture rendono savio a salvezza. Ovvero, ti fanno conoscere Gesù Cristo, in modo da avere fede in Lui, per essere salvato.
In realtà, questo è lo stesso messaggio che Gesù ha detto ai Giudei in Giovanni 5. Lo scopo di leggere ed investigare le scritture non è solamente per conoscere le scritture in sé, ma piuttosto, è per conoscere Gesù, in modo da poter credere in Lui, o come Gesù spiega negli Evangeli, venire a Lui per essere salvati. Le Scritture sono la via per conoscere Gesù Cristo. Studiare le scritture per essere un grande conoscitore delle scritture ti inganna. La conoscenza in sé, se non ti fa andare umilmente a Gesù, ti riempie di orgoglio, che ti allontana da Dio.
In 1Corinzi 8, Paolo parla della conoscenza come fine a sé stessa. Leggo.
“Ora, riguardo alle cose sacrificate agli idoli, noi sappiamo che tutti abbiamo conoscenza; la conoscenza gonfia, ma l’amore edifica.” (1Corinzi 8:1 LND)
La conoscenza delle Scritture, al solo fine di conoscerle, gonfia, allontana da Dio. Non solo non porta del bene, ma in realtà, danneggia la vita di chi si impegna a conoscere le scritture solo per conoscerle di più. L’unico scopo giusto per conoscere le scritture ed impegnarsi ad investigare le scritture è per conoscere di più Gesù Cristo e Dio in Lui.
In Isaia 5, troviamo un avvertimento contro chi si vede bene per la propria conoscenza. Leggo quel brano.
“Guai a quelli che sono saggi ai loro occhi e intelligenti davanti a loro stessi!” (Isaia 5:21 LND)
Guai! Dio ci fa un forte avvertimento contro il grande peccato di vederci bene ai nostri occhi, di vantarci della nostra conoscenza, e nel contesto di oggi, della nostra conoscenza della Bibbia. È un grave pericolo impegnarci a conoscere la Bibbia solo per conoscere la Bibbia, anziché impegnarci a conoscere di più il nostro Signore Gesù Cristo.
Quindi, prego che possiamo capire che lo scopo di leggere e studiare la Bibbia non è per avere una conoscenza intellettuale della Bibbia, ma è vedere la conoscenza della Bibbia come la via per conoscere Cristo, per avere più fede in Lui.
Salmo 119
Trovate con me il Salmo 119, che parla molto della Bibbia. Leggendo i primi 8 versetti, troviamo qual è lo scopo della conoscenza delle Scritture. Notate che lo scopo di conoscere e osservare la Legge di Dio non è solo per avere conoscenza, ma è per celebrare Dio stesso. Seguite mentre leggo Salmo 119:1-8.
1 Beati quelli la cui via è senza macchia e che camminano nella legge dell’Eterno. 2 Beati quelli che osservano i suoi precetti, che lo cercano con tutto il cuore 3 e non commettono iniquità, ma camminano nelle sue vie. 4 Tu ci hai ordinato di osservare i tuoi comandamenti con cura. 5 Oh, che le mie vie siano ferme nell’osservanza dei tuoi statuti. 6 Allora non sarò svergognato, quando terrò conto di tutti i tuoi comandamenti. 7 Ti celebrerò con cuore retto mentre imparo i tuoi giusti decreti. 8 Osserverò i tuoi statuti, non abbandonarmi completamente. (Salmo 119:1-8)
Notate nel versetto 2, leggiamo che i beati non solo osservano i precetti di Dio, ma cercano Dio con tutto il loro cuore. Leggo ancora il versetto 2.
Beati quelli che osservano i suoi precetti, che lo cercano con tutto il cuore (Salmo 119:2)
La Bibbia serve per farci conoscere Dio. Nel versetto 7, notate che il Salmista celebra Dio con cuore retto. Leggo ancora il versetto 7.
Ti celebrerò con cuore retto mentre imparo i tuoi giusti decreti. (Salmo 119:7)
Non basta conoscere le Scritture solo per la conoscenza, ma per poter celebrare Dio con cuore retto. Il traguardo della conoscenza della Bibbia è quello di celebrare Dio, che ha a che fare con il conoscere Dio, stare in comunione con Dio, confidare in Dio e desiderare vera comunione con Dio.
Lo scopo della Bibbia è farci conoscere, celebrare e farci camminare con Dio. Non è semplicemente conoscere la Bibbia in sé.
Esempi:
Quindi, la lettura della Bibbia non deve essere un impegno meccanico che facciamo come dovere, come se ci facesse diventare più maturi. La conoscenza, in sé, non ci fa essere maturi. Se è finalizzata solo alla conoscenza, ci gonfia.
È solo quando la conoscenza è legata all’umiltà e quando la conoscenza delle Bibbia è un mezzo per farci conoscere Dio di più, che diventa uno strumento potente nelle mani di Dio per benedirci.
I giudei erano esperti nella conoscenza della Bibbia, ma non cercavano Cristo, perciò non erano benedetti per la loro conoscenza. Anzi, la loro grande conoscenza li rendeva più colpevoli davanti a Dio.
Quindi, prego che abbiamo visto che il TRAGUARDO di leggere la Bibbia non è quello di avere più conoscenza intellettuale, ma è per conoscere Dio di più, in Gesù Cristo, in modo da avere più fede in Lui.
Avendo capito questo, vorrei condividere qualche principio che ci può aiutare quando valutiamo quanto e come leggere la Bibbia.
Un brano che ci aiuta a capire come vedere la Parola di Dio è il Salmo 119:97. Seguite mentre lo leggo.
“Oh, quanto amo la tua legge! Essa è la mia meditazione per tutto il giorno.” (Salmo 119:97 LND)
Notate che il Salmista non parla di quanto legge la Bibbia, parla del suo cuore per la Bibbia, e cosa fa tutto il giorno.
Quando amiamo la Bibbia, perché vogliamo conoscere il nostro Dio di più, allora, leggeremo quanto riusciamo a leggere.
Ma, in base alla mia condizione di vita, posso leggere di più o di meno.
Quando mia mamma era una giovane mamma, con quattro piccoli bambini avuti tutti di fila, con una grande casa da curare, e un grande orto, e lavorava anche due giorni alla settimana, aveva poco tempo per leggere.
Invece, quando era una donna anziana, vedova, in un piccolo appartamento, aveva tante ore al giorno per leggere la Bibbia.
Però, sia quando era una giovane mamma, sia quando era una vedova sola, lei meditava sulla Parola di Dio tutto il giorno. Lei leggeva molto di più quando era vedova, ma AMAVA la Parola di Dio sia da giovane che da vecchia, e la MEDITAVA tutto il giorno.
Quindi, non c’è una regola su quanto dobbiamo leggere la Parola di Dio.
Piuttosto è il fatto di avere un profondo desiderio di conoscere Dio di più, che ci spinge a leggere quanto possiamo, senza trascurare le responsabilità che Dio ci ha dato. Ma non è solo il fatto di leggere la Bibbia che ci aiuta, ma principalmente è il fatto di meditare sulle verità di Dio tutto il giorno.
Mi ricordo anni fa quando ero fidanzato con Serena. Eravamo studenti all’università. Avevo un programma di classe pieno, e in più, lavoravo tante ore alla settimana per avere i soldi per vivere. Nonostante i miei impegni richiedevano tantissimo tempo ogni giorno, mi impegnavo in modo da avere sempre almeno un po’ di tempo da trascorrere con Serena ogni giorno.
Non avevamo molto tempo, ma quel tempo era prezioso per me. Passavo con lei più tempo possibile, mantenendo le mie responsabilità. Non era mai una questione di quanto tempo DOVEVO passare con lei. Era sempre una questione di quanto tempo POTEVO passare con lei. Io volevo passare più tempo possibile con lei.
E poi, anche se non potevo passare molto tempo con Serena, pensavo a lei tutto il giorno. Si potrebbe dire che io meditavo su di lei tutto il giorno.
Facciamo un paragone con la lettura della Bibbia. Quello che vediamo nella Bibbia è che noi dovremmo desiderare di passare più tempo possibile nella lettura della parola di Dio, per conoscere Dio di più. Ma Dio non intende per noi di trascurare le nostre responsabilità. E perciò, la nostra lettura non dovrebbe essere un dovere, piuttosto un grande desiderio. E poi, non dovremmo solo leggere la parola di Dio, ma dovremmo meditare su quello che abbiamo letto, meditare sul cuore di Dio, meditare sulle opere di Dio, meditare sulle verità di Dio, meditare sulle promesse di Dio, durante tutto il giorno. Questo è quello che Dio ci insegna nella Bibbia.
Allora, COME leggere la Bibbia
Abbiamo parlato del cuore che bisogna avere nella lettura della Bibbia, adesso, parliamo di come leggere la Bibbia.
Tanti di noi, abbiamo imparato a leggere a scuola, dove la lettura serviva per imparare una materia per poter superare l'esame. Non leggevamo per fare arrivare ai nostri cuori quello che leggevamo. La lettura serviva per avere conoscenza.
Ma non è così che dobbiamo leggere la Bibbia. Dobbiamo leggere la parola di Dio per fare arrivare al cuore quello che leggiamo. Dobbiamo leggere la parola di Dio per vedere più il nostro Dio, il suo cuore, la sua potenza, e la sua cura verso di noi. Quindi, non stiamo leggendo la Bibbia come un testo sterile, piuttosto stiamo leggendo la Bibbia per essere colpiti da chi è il nostro Dio!
Non è avere una grande conoscenza come studioso che ci fa conoscere di più Dio, piuttosto è avere un cuore umile che desidera profondamente Dio.
In un certo senso, possiamo riconoscere quanto uno veramente conosce Dio da quanto la sua vita influisce gli altri e li aiuta a conoscere Dio di più. Cioè, una persona con grande conoscenza della Bibbia, ma che conosce Dio realmente poco, non avrà una grande influenza sugli altri. Potrebbe trasmettere molta conoscenza, molti fatti, ma non trasmetterà molto di Dio.
Invece, sarà chi conosce Dio profondamente ad essere usato da Dio per trasmettere più di Dio agli altri.
Non importa che una persona sia un grande studioso o una persona semplice, sarà chi conosce a fondo Dio in modo personale ad essere usato per aiutare altri a conoscere più Dio.
Io ho conosciuto tantissime persone. Ho conosciuto tantissimi studiosi della Bibbia, alcuni molto conosciuti. Ma la persona che ho conosciuto e che ha influenzato più persone in modo più profondo a conoscere Dio di più, è stata la mia bisnonna.
La mia bisnonna era una donna semplice, era nata nel 1868, ed a causa delle condizioni di povertà della sua famiglia, ha fatto solo la terza elementare. Quindi, sapeva leggere, ma non era per nulla una grande studiosa. Ha vissuto con noi per vari anni, e da quello che ho capito, non era una donna che leggeva libri. Ma la sua Bibbia era consumata dalla lettura.
Lei conosceva molto la Bibbia, non in senso intellettuale, ma come mezzo attraverso il quale conoscere a fondo il suo prezioso Signore. La mia bisnonna conosceva molto bene Dio. E la sua vita toccava tantissimo la vita di tante persone, trasmettendo a loro Cristo.
Lei non era una donna in grado d'insegnare, ma era molto capace di far conoscere di più del suo prezioso Signore, Gesù Cristo!
Circa 25 anni dopo la sua morte, tanti dei suoi nipoti si sono incontrati, alcuni guidando per ore, altri prendendo lunghi voli, per riunirsi e per parlare di quanto la vita della loro nonna li aveva influenzati.
Non è normale che 25 anni dopo la morte di uno studioso, si incontrano persone che sono state influenzate dalla sua vita a conoscere personalmente più di Dio. Ma per la mia bisnonna, sì.
Quindi la mia bisnonna non leggeva la Bibbia per essere una studiosa, leggeva la Bibbia per conoscere il suo amato Signore.
Ed è così che anche noi dobbiamo leggere la Bibbia. Dobbiamo leggere perché vogliamo conoscere più Cristo, vogliamo conoscere di più le promesse del nostro Signore, le sue opere, la sua fedeltà, la sua santità, e la sua potenza. Leggiamo la Bibbia per conoscere di più il nostro Signore, per essere in un più stretto rapporto con Lui! Questo è il modo in cui dobbiamo leggere la Bibbia.
Esempi di lettura
Preparando questo sermone, ho pensato di condividere con voi qualche nostra lettura fatta in casa negli ultimi giorni. Vi condivido come abbiamo letto, e le verità che abbiamo visto. Prego che vi sarà utile.
Mentre facciamo colazione, stiamo leggendo il libro della Genesi. Siamo arrivati a Genesi 24, dove Abrahamo manda il suo servo, che gestisce tutta la sua casa, a fare un lungo viaggio, per trovare una moglie per suo figlio Isacco dalla sua parentela, sapendo che credevano in Dio, mentre i popoli intorno a lui erano pagani.
Umanamente parlando, sembrava una missione impossibile. Infatti, in Genesi 24:1-9, che era la lettura fatta quella mattina, abbiamo visto la fede forte di Abrahamo, ed i grandi dubbi del servo. Leggo quello che abbiamo letto quella mattina, e poi condivido i commenti che abbiamo fatto.
“1 Abrahamo era ormai vecchio e di età avanzata; e l’Eterno aveva benedetto Abrahamo in ogni cosa. 2 E Abrahamo disse al servo più anziano di casa sua che aveva il governo su tutti i suoi beni: "Deh, metti la tua mano sotto la mia coscia; 3 e io ti farò giurare per l’Eterno, il DIO dei cieli e il DIO della terra, che tu non prenderai per moglie a mio figlio alcuna delle figlie dei Cananei, in mezzo ai quali io dimoro; 4 ma andrai al mio paese e al mio parentado a prendere una moglie per mio figlio, per Isacco". 5 Il servo gli rispose: "Forse quella donna non sarà disposta a seguirmi in questo paese; dovrò io allora riportare tuo figlio nel paese da cui tu sei uscito?". 6 Allora Abrahamo gli disse: "Guardati dal riportare là mio figlio! 7 L’Eterno, il DIO dei cieli, che mi trasse dalla casa di mio padre e dal mio paese natio, e mi parlò e mi giurò dicendo: "Io darò questo paese alla tua discendenza, egli manderà il suo angelo davanti a te, e tu prenderai di là una moglie per mio figlio. 8 E se la donna non sarà disposta a seguirti, allora sarai sciolto da questo giuramento a me fatto; soltanto non riportare là mio figlio". 9 Così il servo pose la mano sotto la coscia di Abrahamo suo signore e fece a lui giuramento in merito a questo problema.” (Genesi 24:1-9 LND)
Prima di tutto, vi dico quello che NON abbiamo fatto. NON abbiamo cercato di capire a fondo cosa si intendeva dire con le parole: “mettere la mano sotto la mia coscia”.
Questo è un ottimo esempio di come possiamo perderci in qualcosa che non ci aiuta a conoscere di più Dio. La Bibbia non spiega cosa vuol dire questo gesto. Perciò, stare là a pensare cosa vuol dire quello che la Bibbia non spiega, che è impossibile da capire con certezza, diventa un ostacolo dal concentrarsi sulle verità che possono edificarci.
Piuttosto abbiamo parlato insieme della grande convinzione di Abrahamo che doveva assolutamente proteggere suo figlio da sposare una donna dai Cananei, che era un popolo pagano.
In questo, abbiamo visto una forte lezione per noi, quanto è importante che non ci mettiamo sotto il giogo con non credenti. Anche se ci costa tanto, ne vale la pena. Abrahamo era disposto a fare uno sforzo immenso per questo. Anche noi dobbiamo vedere quanto questo è importante.
Poi, abbiamo visto che Abrahamo aveva grande fede in Dio che avrebbe provveduto la donna giusta. Il servo, vedendo le cose dal punto di vista di quello che è realistico, capiva che era quasi impossibile trovare così una moglie per Isaaco. Perciò, aveva grande paura di giurare per l’Eterno per questa missione. Abbiamo commentato che egli aveva valutato la cosa in modo realistico, per quello che è umanamente possibile.
Invece Abrahamo valutava la cosa per fede, non per ragionamento. Sicuramente Abrahamo sapeva benissimo che umanamente parlando, la missione era quasi impossibile. Ma a differenza dal servo, Abrahamo non guardava alle possibilità, ma a Dio. Egli sapeva di fare la volontà di Dio, e nonostante la cosa sembrava impossibile, aveva fede in Dio.
Abbiamo così commentato che anche noi dobbiamo avere fede in Dio. Abrahamo aveva dubitato di Dio tante volte. Ma Abrahamo aveva visto Dio operare nel passato, in tante occasioni. Perciò in questa occasione, scelse di confidare in Dio.
E noi? Anche noi abbiamo dubitato di Dio tante volte. Ma anche noi abbiamo visto Dio operare tante volte. Perciò, nella lettura di quella mattina, in quei 9 versetti, siamo stati stimolati a confidare in Dio anche oggi, in quello che Dio ci mette davanti. Non dobbiamo dubitare di Dio. Non dobbiamo confidare nei nostri ragionamenti, ma in quello che Dio ci comanda di fare.
Così, leggendo e considerando quei pochi versetti, siamo stati tutti edificati, ricevendo verità da meditare per tutto il giorno, e non solo per un giorno.
Apocalisse 2
Vi condivido anche una lettera che abbiamo fatto a pranzo. Al momento stiamo leggendo Apocalisse. Vi condivido la lettura dell’altro giorno. Quel giorno, eravamo in Apocalisse 2, e abbiamo letto il messaggio di Gesù alla chiesa di Smirne. Leggo quel brano.
8 "E all’angelo della chiesa in Smirne scrivi: queste cose dice il primo e l’ultimo, che morì e tornò in vita. 9 Io conosco le tue opere, la tua tribolazione, la tua povertà (tuttavia tu sei ricco) e la bestemmia di coloro che si dicono Giudei e non lo sono, ma sono una sinagoga di Satana. 10 Non temere ciò che dovrai soffrire; ecco, il diavolo sta per gettare alcuni di voi in prigione affinché siate provati, e avrete una tribolazione per dieci giorni. Sii fedele fino alla morte e ti darò la corona della vita. 11 Chi ha orecchi, ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese: chi vince non sarà certamente colpito dalla seconda morte". (Apocalisse 2:8-11)
Qui, abbiamo commentato sulla potenza di Gesù. Egli era morto, ma tornò in vita. Abbiamo riflettuto sulla potenza di Dio. Nessun uomo può morire e poi con la propria potenza tornare in vita, ma Gesù l’ha fatto. Abbiamo pensato al fatto che il nostro Signore è così potente. Può fare tutto nella nostra vita. Siamo sicuri in Lui.
Poi, abbiamo riflettuto sul fatto che Gesù prepara quei credenti per una dura persecuzione, ma con la meravigliosa promessa che anche se alcuni di loro saranno messi a morte, Gesù darà loro la corona della vita.
Questo ci è stato di grande incoraggiamento, ricordando che qua, sulla terra, tutto finirà. Ma anche se finisce con la morte a causa della persecuzione o con qualsiasi altra morte, chi è in Cristo riceverà la corona della vita.
Questa verità ci ha dato gioia. Tutto sulla terra finirà. Come vanno le cose in questo mondo non è la cosa più importante. Quello che è importante è che viviamo per l’eternità. Il nostro Signore sta con noi adesso, e ci accoglierà quando moriremo. Siamo sicuri in Lui. Nessuna prova può ostacolarci dallo stare con Cristo. Sarà Gesù Cristo stesso a darci la corona della vita.
Così, la nostra lettura di quei 4 versetti ci ha dato verità da meditare per tutto il giorno.
Applichiamo tutto
Perciò, con questo, prego che vediamo tutti un po’ di più qual è lo scopo per cui dobbiamo leggere la Bibbia. Non è per conoscere la Bibbia di più. È per conoscere Dio di più, in Gesù Cristo. È per farci meditare su chi è Dio, sulla sua cura, sulla sua potenza, sulle promesse di Dio. Leggiamo la Bibbia per conoscere di più Dio, per avere più fede.
Ci saranno stagioni in cui possiamo leggere poco, ci saranno stagioni in cui possiamo leggere per ore al giorno. La cosa importante è leggere per conoscere Dio, e poi, leggere per meditare su Dio tutto il giorno.
Questo è lo scopo per cui leggere la Bibbia, ed il modo di leggere la Bibbia.
O che possiamo vedere sempre di più del nostro Signore, Gesù Cristo.