Aiuto Biblico

Colpa, ma anche il perdono vero

Salmo 32:1-6 e altri brani

sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org, per domenica, 2 marzo 2025, – cmd ag –

Audio:

Pecchiamo. Pecchiamo tutti. Ogni peccato è contro Dio e tanti dei nostri peccati sono anche contro gli altri.

Che cosa succede quando pecchiamo?

Quando pecchiamo, siamo colpevoli. Cosa fa la colpa nella nostra vita? E poi, come possiamo essere liberati dalla colpa?

Quando pecchiamo, diventiamo colpevoli, finché non riconosciamo il nostro peccato e lo confessiamo di cuore.

A volte, quando pecchiamo, il nostro cuore è così abituato al peccato che non lo vediamo come peccato.

Tante volte, non vogliamo vedere il nostro peccato o, non vogliamo vederlo pienamente. Al massimo, ammettiamo un’azione sbagliata, ma subito giustificandoci o scusandoci.

A volte, ignoriamo un peccato al punto che non lo ricordiamo più.

Attenzione: finché non abbiamo veramente confessato di cuore un peccato, la colpa di quel peccato rimane!

Se io pecco, ma poi, le circostanze cambiano e non faccio più quel peccato, ma non l’ho mai confessato, rimango colpevole.

Se per esempio lavoro per una ditta e rubo le cose dal lavoro, ma poi cambio lavoro e non rubo mai più, io rimango colpevole, anche se il furto era successo anni prima.

Se ho peccato contro mia moglie, magari, scattando duramente, e poi, non scatto mai più così, ma non ho mai chiesto perdono per quel peccato, rimango colpevole, anche dopo anni.

La colpa non sparisce mai, senza il perdono. Un peccato non confessato rimane nella nostra vita, finché non lo confessiamo di cuore.

Che cosa succede quando abbiamo del peccato che rimane nella vita? Cosa ci fa il nostro peccato?

Fa tante cose terribili, ma la cosa più terribile di tutto è che crea una barriera fra noi e Dio. Un peccato non confessato ostacola la nostra comunione con Dio. Ascoltate Isaia 59:1,2.

1 Ecco, la mano dell’Eterno non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire. 2 Ma le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro DIO e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto. (Isaia 59:1-2 LND)

Il peccato di un vero credente non gli toglie la salvezza però crea una separazione, ostacolando vera comunione con Dio. In questo caso, le nostre preghiere vengono respinte. Questo è gravissimo!

Quindi, avendo del peccato che non vogliamo confessare, la nostra comunione con Dio è interrotta, e questo significa che non abbiamo la pace di Dio nei nostri cuori.

Cosa fa un bambino piccolo quando sa di aver disubbidito ai genitori e i genitori arrivano di sorpresa? Corre dai genitori o si allontana? Si allontana.

E quale fu la reazione di Adamo quando ha peccato contro Dio? Quando Dio camminavano nel giardino alla brezza del giorno, cosa fecero Adamo e Eva? Corsero incontro a Dio per stare con Lui?

No, piuttosto, si nascosero e si allontanarono da Dio.

Possiamo negare o giustificare il peccato quanto vogliamo, ma il peccato non confessato ci porta ad essere lontani da Dio e a non avere la pace di Dio. Il peccato che rimane in noi crea una colpa e quella colpa ci toglie la vera pace.

Ci fa essere schiacciati da Dio come lo fu Davide quando peccò contro Dio ma non voleva confessarlo. Nel Salmo 32 Davide spiega com’era la sua condizione.

3 Mentre tacevo, le mie ossa si consumavano tra i gemiti che facevo tutto il giorno. 4 Poiché giorno e notte la tua mano pesava su di me, il mio vigore era diventato simile all’arsura d’estate. (Sela) (Salmo 32:3,4)

Che terribile! Parla di una condizione dove giorno e notte la mano di Dio pesava su di lui.

La colpa che rimane finché rifiutiamo di riconoscere e confessare il peccato diventa un terribile peso che ci schiaccia. Toglie ogni vera pace. Infatti, la colpa è come un tumore, che ci mangia dentro. Si può cercare di ignorare o negare la colpa, ma finché c’è, è una cosa terribile che ci fa stare molto, molto male, anche se cerchiamo di non pensarci. Peggio di tutto, ci tiene lontani da Dio.

Tipi di Colpa

Mentre parliamo di colpa, è importante capire che mentre il senso di colpa può essere da Dio, e il vero senso di colpa è un dono di Dio, perché ci spinge al ravvedimento, si può avere un senso di colpa che non è vero. Il vero senso di colpa ci spinge a ravvedimento. Il falso senso di colpa ci toglie la pace e ci fa non vedere Dio. Prima di parlare del vero senso di colpa, che viene da Dio, parliamo di due falsi sensi di colpa.

Falsa colpa: peccati vaghi

Il primo falso senso di colpa che ci arriva è un vago senso di colpa.

Cioè, abbiamo un senso di colpa, ma non è per un peccato vero o chiaro.

Certamente, a volte, possiamo peccare, e inizia un senso di colpa, e all’inizio non vediamo subito tutto chiaro. Quello può essere da Dio. Poi, man mano che ci pensiamo, il peccato o i peccati diventano chiari. Quello è un vero senso di colpa.

Ma spesso, possiamo avere un vago senso di colpa, e non diventa mai chiaro un vero peccato.

Solitamente, un vago senso di colpa, dove il peccato non è chiaro, non è da Dio.

Vi do qualche esempio di questo. Per esempio, potrei avere il pensiero: “Non ho fatto abbastanza. Avrei dovuto fare di più.”

Certamente, a volte, per egoismo, o pigrizia, non facciamo abbastanza, e questo è un vero senso di colpa. In questi casi, possiamo riconoscere in modo chiaro il nostro egoismo o la nostra pigrizia. La coscienza lo renderà chiaro.

Ma altre volte, questo è solo un senso vago, e non è fondato. Per esempio, posso avere questo vago senso di colpa, quando in realtà, mi ero veramente impegnato, ma il mio impegno non bastava.

In questo caso, il senso di colpa non è da Dio. È un falso pensiero che arriva per scoraggiarci. Mi fa sentire colpevole, ma visto che non c’è vero peccato, non riesco mai a confessarlo.

Quindi, quando arriva un senso di colpa vago, dobbiamo esaminarci, per vedere se in realtà abbiamo peccato. È anche molto utile parlare con qualcun altro, che può aiutarci a riconoscere se c’è o non c’è vero peccato.

Vi do un esempio di un falso senso di colpa. Un uomo va al lavoro, e durante il suo turno, succede che la casa prende fuoco, e il piccolo figlio muore.

Il padre comincia a sentirsi colpevole, gli viene il pensiero: “Ma se io fossi stato a casa, non sarebbe morto!”

Quel senso di colpa è vero, è da Dio? Agli occhi di Dio, dove doveva essere quel padre in quel momento? Al lavoro.

Quindi, in un caso così, aveva peccato? Si sente colpevole che non era a casa, ma ha veramente peccato, andando al lavoro per curare la famiglia? No, si sente colpevole, ma non ha colpa. Non riesce a riconoscere qualsiasi peccato specifico. È solo un senso vago di colpa.

Un senso vago di colpa non è da Dio. Perché? Perché è impossibile confessare un peccato vago. È impossibile confessare un peccato che non è un vero peccato. Non c’è perdono se non c’è un vero peccato.

Quindi, è impossibile essere liberati da un senso di colpa per un peccato vago perché non c’è un peccato da confessare. Quel senso di colpa non viene da Dio, viene da Satana per scoraggiarci.

Quando ci arriva un senso di colpa, è da valutarlo. Se valutiamo un senso di colpa ed è un vero senso di colpa, quella valutazione ci farà riconoscere uno o più veri peccati. Se no, è un vago senso di colpa che non è da Dio, ed è da scartare.

False colpe: peccati già perdonati

Poi, c’è un altro senso di colpa che non viene da Dio: è un senso di colpa per un peccato reale che abbiamo veramente commesso, ma è un peccato che abbiamo già confessato, e che Dio ci ha già perdonato.

Satana spesso una questa tattica, per farci sentire colpevoli di qualcosa di cui siamo già perdonati.

Cioè, pecchiamo, riconosciamo il peccato, e lo confessiamo di cuore. Perciò, siamo veramente perdonati da Dio. Non siamo più colpevoli di quel peccato. Il debito è pienamente pagato in Gesù Cristo. Per Dio, quel peccato non esiste più.

Però in seguito, mi arriva di nuovo un senso di colpa per quel peccato. Penso al male che ho fatto, e mi sento colpevole di nuovo.

Questo senso di colpa non è da Dio, perché mi fa mancare di vedere l’opera di Gesù Cristo. Mi fa mancare di riconoscere il dono del perdono. Mi toglie la pace di Dio, mi blocca da poter seguire Dio.

Se mi sento colpevole per un peccato che ho già confessato, non c’è perdono, perché il peccato non c’è più agli occhi di Dio. Non posso ricevere perdono per un peccato per cui non sono più colpevole. Dio mi ha già perdonato. Non c’è più alcuna colpa.

A quel punto, io sto chiedendo perdono per un peccato che non è mio. Nel momento in cui lo confesso, quel peccato è stato messo su Gesù Cristo, e non appartiene più a me.

Se ho un senso di colpa per un peccato che ho già confessato a Dio, allora, quel senso di colpa non è da Dio, ed è solo Satana che cerca di scoraggiarmi.

Quando ci arrivano sensi di colpa per peccati che abbiamo già confessati di cuore, ricordiamoci il valore del sacrificio di Gesù, e riconosciamo che quel senso di colpa è falso.

Satana cerca di farci sentire colpevoli per peccati che abbiamo già confessato. Questi sono pensieri falsi da rifiutare. Ricordiamoci dell’immenso valore del sacrificio di Cristo.

Perché Satana ci manda un senso di colpa vago, oppure, un senso di colpa per un vecchio peccato che abbiamo già confessato di cuore?

Satana ci dà questi falsi sensi di colpa per scoraggiarci. Se abbiamo un falso senso di colpa, ci paralizza, ci ostacola da vivere per Dio.

Quindi, è da valutare quando abbiamo un senso di colpa, per riconoscere solo quello vero, che viene da Dio.

Quando siamo veramente colpevoli

Un vero senso di colpa, che viene da Dio, è un dono, perché ci spinge a lasciare il nostro peccato.

Consideriamo quello che succede quando abbiamo realmente peccato, ma non confessiamo il peccato, e rimaniamo colpevoli.

Quando abbiamo peccato che non abbiamo confessato, quel peccato ostacola la vera comunione con Dio.

Inoltre, il peccato non confessato danneggia terribilmente i nostri rapporti con gli altri. Per esempio, cosa succede in un rapporto in casa, fra marito e moglie, fra genitori e figli, quando c’è del peccato non confessato? Magari si cerca di comportarsi bene ma non si affronta il peccato.

E finché non si confessa il peccato all’altra persona, la colpa rimane, e questo ostacola un vero rapporto benedetto con gli altri.

Dio ci ama così tanto che finché non riconosciamo e confessiamo il peccato, la sua mano pesa su di noi, e ci schiaccia, e non ci permette di avere vera pace. Dio vuole benedirci con una stretta comunione con Lui, e perciò, non ci permette di aver pace finché non confessiamo di cuore il nostro peccato.

È importante capire questo: il fatto che la mano di Dio pesa su di noi quando abbiamo peccato non confessato, non è cattiveria. Anzi, è un grande atto di amore. Dio ci ama così tanto che fa questo per farci tornare a Lui, per benedirci con la benedizione più grande possibile: la comunione con Lui.

Colpa

Consideriamo ancora di più la vera colpa.

Quando abbiamo colpa, ma non vogliamo ravvederci, cosa ci fa?

La colpa è terribile. Una colpa che rimane nella nostra vita ci danneggia moltissimo.

Spesso, la colpa è nascosta nel cuore, ma è come un fuoco che brucia dentro, anche se cerchiamo di non pensarci.

La colpa nascosta dentro non ci permette di stare bene.

È un peso pesantissimo, anche se cerchiamo di ignorarla.

Conosco persone che arrivano alla vecchiaia, con grossi pesi di colpa che portano avanti da più di 50 anni. Certe persone arrivano alla morte, gridando con dolore per la colpa che hanno portato per tutta la vita, perché non volevano ravvedersi e confessare un peccato anni prima.

Che terribile, portare il peso della colpa! È un peso che non ci lascia avere mai la vera pace nel cuore. La colpa che rimane, che non viene perdonata, non permette di avere mai la vera pace di Dio nel cuore.

Questa è la cosa più terribile. E oltre a rovinare la nostra comunione con Dio, la colpa non perdonata fra persone non permette di avere mai un rapporto veramente benedetto.

Tante, tante persone, anche credenti, non hanno pace con Dio, e non hanno pace in qualche rapporto con altri, perché lasciano della colpa nella vita, anziché umiliarsi e confessare a fondo i loro peccati.

Quando invece ci umiliamo di cuore e confessiamo i nostri peccati c’è il perdono, e allora, la colpa viene tolta. Quando c’è il perdono, non c’è più colpa.

Visto che la colpa è un peso così terribile, e il perdono è così meraviglioso e toglie la colpa, perché non confessiamo i nostri peccati subito?

Non confessiamo i nostri peccati a causa del nostro orgoglio.

Quanto male ci fa il nostro orgoglio! Distrugge rapporti, e fomenta conteste. Leggo Proverbi 28:25.

“Chi ha il cuore gonfio d’orgoglio fomenta contese, ma chi confida nell’Eterno prospererà.” (Proverbi 28:25 LND)

Notiamo il contrasto tra un cuore gonfio di orgoglio e chi confida nell’Eterno. Per confidare nell’Eterno, non puoi avere orgoglio. Solo chi è umile può confidare nell’Eterno. Chi ha un cuore pieno di orgoglio fomenta contese. Non può avere rapporti benedetti. Non vuole chiedere perdono, rimane nella sua colpa.

Invece, chi è umile confida dell’Eterno, e sarà pronto a confessare i suoi peccati, a Dio e alle persone contro le quali ha peccato. La colpa di quella persona sarà tolta, e Dio la benedirà. Prospererà.

Cosa vuoi? Una vita di contese, oppure, una vita in cui l’Eterno ti fa prosperare? Dipende dal fatto se tu sei umile, e confessi i tuoi peccati, e così la tua colpa viene cancellata, oppure, se tu rimani con il tuo orgoglio e la tua colpa rimane.

Cosa vuoi, un cuore leggero, liberato dalla colpa, pieno della pace, oppure, portare avanti la colpa per anni, con la comunione con Dio interrotta, e con rapporti con gli altri danneggiati?

La benedizione di un senso di colpa

Per quanto la colpa sia terribile, un senso di colpa può essere una grande benedizione, se ci spinge al ravvedimento.

Consideriamo più a fondo il senso di colpa e come è una benedizione.

Quando pecchiamo, Dio ci dà un senso di colpa. La colpa da Dio, quando siamo realmente colpevoli, è una benedizione perché ci spinge a non rimanere nel peccato. Un senso di colpa è un dolore che ci spinge a confessare il peccato. Questo ci porta ad essere benedetti.

Faccio un confronto con il nostro corpo. Il fatto che Dio ci ha creati in modo che sentiamo dolore è una grande benedizione.

Fisicamente, il fatto di non sentire dolore è un terribile problema.

Un lebbroso non sente dolore negli arti. Non sente pressione, tagli o bruciore. Perciò, se si appoggia ad una cosa calda, non sente dolore, e perciò, non sa che deve spostarsi, finché non sente l’odore di pelle bruciata. Di conseguenza, il lebbroso può farsi terribilmente male perché non sente il calore.

Ci sono persone lebbrose che poi perdono parte delle mani o dei piedi perché non si rendevano conto di essersi fatti del male. Un lebbroso potrebbe schiacciarsi la mano, ma senza sentire il dolore, non sa curarsi, e il male diventa molto peggio.

Quindi, sentire il dolore ci protegge dal male. Il dolore è una protezione che Dio ci dà. Ti spinge a lasciare quello che ti fa del male. Se metti la mano su una stufa calda, il dolore ti fa subito tirare via la mano. Sentire dolore è una benedizione.

Similmente, un senso di colpa, ovvero sentire il dolore della colpa, ci spinge ad abbandonare il peccato e a cercare il perdono.

Quindi, quando ascoltiamo il senso di colpa che viene da Dio, ci protegge dal continuare nel peccato.

Però, se uno ignora il senso di colpa, che è parte della coscienza, la sua coscienza si addormenta. Poi, ciò che prima faceva male, quel senso di colpa, se viene ignorato volta dopo volta, inizia a non fare più male, e a non farti abbandonare il peccato. Conosciamo tutti questo. Questo ci porta ad essere molto lontani da Dio.

Appena iniziamo a peccare, il senso di colpa comincia a colpirci.

Però, se non ascoltiamo il senso di colpa, se non confessiamo il peccato, ma andando avanti, la volta dopo ci fa meno male, al punto che non sentiamo più male a causa del peccato. Ignorare la coscienza fa addormentare la coscienza e quel senso di colpa. Così rimaniamo nel peccato, e quel peccato ci danneggia sempre di più. Rimaniamo lontani da Dio. I nostri rapporti vanno da male in peggio. Manchiamo tante benedizioni. Manchiamo la gioia e la pace. Tutto perché non ascoltiamo la coscienza.

Che terribile quando facciamo addormentare il nostro senso di colpa, che è un dono da Dio!

Grazie a Dio per il peso della nostra colpa. Ascoltiamo quando il senso di colpa ci parla.

Lo Spirito Santo e la colpa

È lo Spirito Santo che ci dà il senso di colpa. Leggo quello che Gesù dichiara dello Spirito Santo, che non era ancora venuto in quel momento, ma poi è arrivato nel giorno di Pentecoste. Leggo Giovanni 16:8,9.

“8 E quando sarà venuto, egli convincerà il mondo di peccato, di giustizia e di giudizio. 9 Di peccato, perché non credono in me;” (Giovanni 16:8-9 LND)

Gesù dice che lo Spirito convince di peccato: “… perché non credono in me…

Cosa vuol dire: credere in Gesù Cristo?

Vuol dire riconoscere il proprio peccato, odiare quel peccato, e desiderare il perdono del peccato, che si ha solamente in Gesù Cristo.

Inoltre, credere veramente in Gesù Cristo vuol dire credere che solo in Cristo c’è la vera vita, ed è scegliere Cristo anziché il peccato per soddisfare il cuore.

Troppo spesso, non cerchiamo la soddisfazione del cuore in Cristo, ma piuttosto in qualcos’altro. Questo è il peccato. I comandamenti di Dio ci comandano di cercare la nostra gioia in Dio solo.

Quindi, credere in Gesù ci spinge a seguire i comandamenti, perché sappiamo che solo Dio può soddisfarci.

Quando pecchiamo, lo Spirito Santo ci convince di peccato, come Gesù dichiara:

“Lo Spirito convince di peccato... perché non credono in me”. Cioè, spesso si crede la menzogna che dando spazio alla carne staremo meglio. Oppure commettendo quel peccato avremo più benefici. Quindi, anziché credere in Cristo, crediamo nel peccato e nella carne.

Quindi, lo Spirito ci convince di peccato. Come ci convince?

Per una cosa, lo Spirito Santo ci convince per mezzo della Parola di Dio. Questa può arrivarci in più modi. Può arrivarci tramite la nostra lettura personale delle Bibbia. Può arrivare tramite un insegnamento in chiesa. Può arrivare tramite un altro credente che ci parla dei nostri peccati in base a ciò che la Bibbia dice al riguardo.

Poi, un altro modo con cui lo Spirito ci convince di peccato è tramite la nostra coscienza.

Perfino i non credenti hanno una coscienza. Dio dà una coscienza a ogni persona. È per questo motivo che c’è spesso un grande senso di colpa.

Però, la coscienza non vede ogni peccato. Ci sono peccati che la coscienza ci mostra, e poi, ci sono altri peccati che non vediamo finché la Parola di Dio non ce li rivela. L’apostolo Paolo descrive questo in Romani 7:7-13.

Mentre leggo questo brano, notate che Paolo viveva nel peccato di concupiscenza, ma finché non lo vide nella Parola di Dio, la legge, la sua coscienza non ne era aggravata. Poi, dopo averlo visto, ne fu profondamente colpito. Leggo dal Romani 7:7.

7 Che diremo dunque? Che la legge è peccato? Così non sia; anzi io non avrei conosciuto il peccato, se non mediante la legge; infatti io non avrei conosciuta la concupiscenza, se la legge non avesse detto: "Non concupire". 8 Il peccato invece, colta l’occasione, per mezzo di questo comandamento, ha prodotto in me ogni concupiscenza, perché senza la legge, il peccato è morto. 9 Ci fu un tempo in cui io vivevo senza la legge, ma essendo venuto il comandamento, il peccato prese vita ed io morii, 10 e trovai che proprio il comandamento, che è in funzione della vita, risultò esser motivo di morte. 11 Infatti il peccato, colta l’occasione per mezzo del comandamento, mi ingannò e mediante quello mi uccise. 12 Così, la legge è santa, e il comandamento santo, giusto e buono. 13 Ciò che è buono è dunque diventato morte per me? Così non sia; anzi, è il peccato che mi è diventato morte, affinché appaia come peccato, causandomi la morte per mezzo di ciò che è buono, affinché il peccato divenisse estremamente peccaminoso per mezzo del comandamento. (Romani 7:7-13)

Quando dice nel versetto 8, “senza la legge, il peccato è morto”, cosa vuol dire?

Quando siamo nel peccato, ma non lo riconosciamo, è come se fosse morto. Non sembra una cosa viva, anche se c’è.

Quando poi tramite la Bibbia riconosciamo che quello è peccato, allora, riconosciamo di essere colpevoli.

Cioè, prima per me il peccato era morto. C’era, ma non lo vedevo. È come avere una malattia, ma senza gli esami di controllo non sai di avere quella malattia. Non la consideri come una malattia che vive in te.

Poi, tramite qualche esame, scopri di avere quella malattia. Già c’era, ma essendone ignorante, per te era come se non esistesse. Quella malattia era morta.

Con l’esame, si scopre di avere la malattia, ed essa diventa viva.

Similmente, la Parola di Dio, la legge, i comandamenti, ci mostrano i nostri peccati, ci fanno riconoscere quel peccato come vivo e attivo in noi.

È una grazia da Dio che Egli ci mostra il nostro peccato, perché il peccato non confessato ci porta tanto male. Ci allontana da Dio, danneggia i nostri rapporti.

Quante persone vivono con rapporti pieni di dolori e problemi?

Purtroppo è una normalità. Cosa rende questi rapporti dolorosi? Il peccato. Il peccato non confessato danneggia, pesa e ferisce. Non possiamo avere vera pace o vera gioia e non possiamo avere rapporti veramente benedetti senza il perdono. Finché abbiamo del peccato non confessato staremo male. Questo è da tenere in mente. Quindi, possiamo ringraziare Dio per il vero senso di colpa. Quanto possiamo ringraziare Dio per la coscienza, che ci dà il senso di colpa. Quanto possiamo ringraziare Dio per la Parola di Dio, e per le persone che ci aiutano a vedere i nostri peccati. Non c’è niente di peggio che rimanere nel peccato! Non c’è nulla di più bello che ricevere il perdono quando confessiamo i nostri peccati! Questo ristora la nostra comunione con Dio, e gli uni con gli altri.

Come rispondere al senso di colpa

Abbiamo parlato del danno che ci fa il peccato non confessato.

Adesso, consideriamo cosa succede quando ascoltiamo il senso di colpa e confessiamo i nostri peccati.

Che cosa succede quando confesso il mio peccato?

Grazie a Dio, per mezzo di Gesù Cristo vengo veramente e totalmente liberato dal mio peccato e dalla colpa.

Per essere liberato dal senso di colpa, prima dobbiamo riconoscere che è una vera colpa per un vero peccato.

Poi, dobbiamo accettare che questa colpa è da Dio, per spingerci a ravvederci, per ottenere il perdono.

Ci ravvediamo, confessiamo il peccato, a Dio, e quando è contro qualcuno, anche alla persona.

A quel punto, Dio ci perdona. La colpa viene tolta. Non siamo più colpevoli.

Quanto è importante prendere Dio alla sua parola e accettare il perdono. Crediamo fermamente a Dio, che ci dichiara che non siamo più colpevoli.

Leggiamo il Salmo 32:1-6.

1 Beato colui la cui trasgressione è perdonata, il cui peccato è coperto! 2 Beato l’uomo a cui l’Eterno non imputa l’iniquità, e nel cui spirito non c’è inganno. 3 Mentre tacevo, le mie ossa si consumavano tra i gemiti che facevo tutto il giorno. 4 Poiché giorno e notte la tua mano pesava su di me, il mio vigore era diventato simile all’arsura d’estate. (Sela) 5 Davanti a te ho riconosciuto il mio peccato, non ho coperto la mia iniquità. Ho detto: "Confesserò le mie trasgressioni all’Eterno", e tu hai perdonato l’iniquità del mio peccato. (Sela) (Salmo 32:1-6 LND)

La Bibbia ci insegna la buona notizia che quando confessiamo i nostri peccati, Dio è fedele e giusto da perdonarci i nostri peccati e purificarci da ogni iniquità. Leggo 1Giovanni 1:9.

“Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1Giovanni 1:9 LND)

Dio ci perdona quando confessiamo i nostri peccati di cuore.

Questo vuol dire che per mezzo del perdono che c’è in Gesù Cristo, possiamo essere totalmente liberati dalla colpa per i nostri peccati.

Quando confessiamo di cuore un peccato, Dio prende quel peccato, lo toglie da noi, e lo carica su Gesù Cristo. Dio ci toglie completamente la colpa.

A quel punto, non siamo più colpevoli. Non c’è più ostacolo nella nostra comunione con Dio. I peccati che danneggiavano i nostri rapporti vengono tolti.

Una cosa meravigliosa che io e Serena abbiamo sperimentato e sperimentiamo ancora nel nostro matrimonio è che quando pecchiamo l’uno contro l’altra, confessiamo il nostro peccato a Dio e l’uno all’altra, e c’è vero perdono. A volte ci siamo fermati a pensare al dono del perdono perché è incredibile che possiamo amarci e che Dio toglie quel peccato per mezzo di Cristo. Questo è il valore del sacrificio di Gesù Cristo. Incredibile! Toglie il peso del peccato!

Il peccato è grave, ma in Cristo c’è vero perdono quando confessiamo i nostri peccati. Grazie a Dio.

Quindi, quando c’è un senso di colpa, se è per un vero peccato, è un dono da Dio. Beato l’uomo (o la donna) che ha una coscienza tenera che non sopporta il peso della colpa, ma piuttosto corre a Dio per mezzo di Gesù Cristo confessando il peccato. Dio è fedele e giusto e perdonerà quel peccato. La barriera fra noi e Dio viene tolta. Il rapporto con Dio viene ristabilito.

Visto che i nostri cuori devono crescere, a volte, anche se abbiamo confessato il nostro peccato all’altra persona, ci vuole tempo per il rapporto di tornare ad essere buono.

I rapporti danneggiati potrebbero avere bisogno di tempo per essere ricostruiti, magari perché negli anni hai costruito una brutta reputazione peccando nello stesso modo più volte. Magari la persona avrà bisogno di tempo per darti fiducia. E quando questo succede, dovremmo accettarlo perché è ciò che meritiamo in base alla nostra reputazione. Camminiamo sapendo che il Signore ci ha perdonati, pregando nel frattempo di poter riacquistare la fiducia di quella persona.

Quando il mio rapporto con Dio viene ristabilito e i rapporti con gli altri risanati, cosa succede? La pace e la gioia ritornano. La guida dello Spirito ritorna.

Posso avere vera saggezza se tengo del peccato nella mia vita? La saggezza viene da Dio. Perciò, se io sto camminando nel peccato, non sono ripieno di Spirito Santo. Se non voglio abbandonare un peccato, non ho timore di Dio. Non posso avere vera saggezza se non ho timore di Dio come dice in Proverbi 1:7.

“Il timore dell’Eterno è il principio della conoscenza, ma gli stolti disprezzano la sapienza e l’ammaestramento.” (Proverbi 1:7 LND)

Quanto è meraviglioso quando consideriamoil senso di colpa come un dono da Dio.

Umilmente, veniamo a Lui, presentando il nostro peccato senza scuse, per ricevere il perdono senza limiti.

Non cadiamo nella trappola di Satana a credere in falsi sensi di colpa. Se c’è vero peccato, peccato non confessato, lo Spirito Santo ce lo farà vedere, se abbiamo cuori umili. Allora, possiamo confessarlo e ricevere il meraviglioso dono del perdono.

Grazie a Dio che questo è possibile per mezzo di Gesù Cristo.

Quindi, quando abbiamo colpa, umiliamoci, confessiamo il peccato, e accogliamo il perdono. Viviamo nella libertà in Cristo.