Aiuto Biblico

Come combattere il tuo peccato

Vari brani

sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org, per mercoledì, 30 luglio 2025, – cmd dmp –
Descrizione: Ogni vero credente conosce quanto è terribile il proprio peccato, conosciamo il dolore di cadere per l'ennesima volta. Dobbiamo combattere i nostri peccati, perché solo così, è chiaro che siamo veramente salvati. In questo insegnamento, consideriamo i motivi per cui combattere i nostri peccati, e poi, COME combattere i nostri peccati. Un grande aiuto per chi vuole combattere i propri peccati, il nostro nemico peggiore.

Audio:

Qual è la domanda più importante dalle vita? Anzi, dell’eternità?

La domanda più importante di tutte è: Tu sei veramente salvato? Tu hai il perdono in Gesù Cristo? Tu sei giustificato in Cristo?

Vi prego di non prendere per scontato di essere salvati. Dio guidò l’apostolo Paolo a chiedere ai credenti di Corinto, in 2Corinzi 13:5:

“Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi. Non riconoscete voi stessi che Gesù Cristo è in voi? A meno che non siate riprovati.” (2Corinzi 13:5 LND).

Dio ci comanda di esaminarci, per vedere se abbiamo la chiara evidenza di essere salvati. E dove questa evidenza manca, la soluzione non è quella di disperarsi, la soluzione è di confessare e abbandonare il peccato.

Ma, per poterci esaminare, consideriamo: Che cos’è la salvezza?

Tante persone credono che la salvezza sia come una semplice polizza di assicurazione, che garantisce che non si andrà all'inferno, anche se continui a lasciare il peccato nella tua vita. Ma questa non è la salvezza.

La vera salvezza vuol dire essere una nuova creatura in Cristo. La vera salvezza produce una vita di crescita nella santità: la santificazione. La bibbia dichiara in modo categorico che senza la santificazione, nessuno vedrà Dio. Leggo Ebrei 12:14.

“Procacciate la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore,” (Ebrei 12:14 LND)

Quanto è importante capire che senza la santificazione, nessuno vedrà Dio. Cioè, senza una vera crescita nella santificazione, nessuno vedrà Dio. Non vedere Dio vuol dire non essere salvato, vuol dire passare l’eternità lontano da Dio, nel tormento, nel lago di fuoco. La santificazione fa parte della vera salvezza.

Un altro brano che ci aiuta a capire questo è 1Giovanni 2:3-7. Notate che la vera salvezza, qua descritta come conoscere Cristo, produce una vita di ubbidienza, che è la santificazione. Non c’è salvezza se non c’è un cammino in cui si osservano i comandamenti di Cristo. Questo è un altro modo di descrivere una vita di santità. Leggo questo brano. Dire “conoscere Lui”, ovvero, “conoscere Cristo” è un altro modo per dire essere veramente salvato. Leggo.

3 E da questo sappiamo che l'abbiamo conosciuto: se osserviamo i suoi comandamenti. 4 Chi dice: «lo l'ho conosciuto», e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui. 5 Ma chi osserva la sua parola, l'amore di Dio in lui è veramente reso perfetto. Da questo conosciamo che siamo in lui. 6 Chi dice di dimorare in lui, deve camminare anch'egli come camminò lui. (1Giovanni 2:3-6)

Non c’è vera salvezza senza un vero cambiamento di vita. Se uno dice di conoscere Cristo, ma non cammina in santità, cioè, nel suo cammino, non osserva i Suoi comandamenti, continua a peccare, continua ad avere gli stessi peccati di carattere come prima, quella persona è bugiarda, e la verità non è in lei Non è veramente salvata. È impossibile essere salvati e continuare a camminare nel peccato. Ogni vero credente combatterà i suoi peccati. Quindi, chiedo a ciascuno: Tu, combatti veramente i tuoi peccati?

Dio ci esorta tante, tante volte nella Bibbia a combattere i nostri peccati. Questo è un frutto della vera salvezza, questa è la santificazione. È una battaglia, una battaglia dura. Ma un vero credente combatte questa battaglia, e quando cade, confessa il suo peccato, e riprende il cammino con Cristo.

Quindi, una parte essenziale e centrale della vera vita cristiana è quella di combattere i nostri peccati. Ogni vero credente combatte duramente i propri peccati.

Quello che voglio fare in questo studio è considerare alcuni aspetti riguardo a come possiamo combattere i nostri peccati.

Prima, voglio parlare di COME combattere i nostri peccati. Però ancora prima, voglio parlare di quanto il peccato ci danneggia.

Quanto il peccato ci danneggia

Consideriamo quanto il peccato ci danneggia, in modo che possiamo desiderare di essere liberati da questo terribile male.

Primo: Non possiamo essere certi di essere salvati

Prima di tutto, se camminiamo nel peccato, non possiamo avere la vera pace di essere veramente salvati. Attenzione, non ho detto che non siamo salvati. Ho detto che non possiamo avere la pace di sapere con certezza di essere salvati. In 2Timoteo 2:18 leggiamo:

“Tuttavia il saldo fondamento di Dio rimane fermo, avendo questo sigillo: "Il Signore conosce quelli che sono suoi," e: "Si ritragga dall’iniquità chiunque nomina il nome di Cristo".” (2Timoteo 2:19 LND)

Dio sa chi sono veramente i suoi, chi è veramente salvato. Noi no. Chiunque nomina il nome di Cristo, ovvero, chiunque dice di essere salvato, deve ritirarsi dall’iniquità, deve smettere di camminare nel peccato. Solo così si può avere la pace di essere veramente salvati.

Quindi, non combattere il peccato vuol dire non avere la pace di essere salvati.

Secondo: ci ostacola dalla comunione con Dio

Secondo: non combattere il peccato, quindi, camminare nel peccato in qualche campo della vita, ci ostacola dalla comunione con Dio.

Se lasciamo un peccato nella vita, non possiamo dimorare in Cristo, non possiamo essere in comunione con Dio, perché Egli è assolutamente santo. Non c’è nulla di peggio che non avere comunione con Dio. Leggo Isaia 59:1,2, che parla di come i nostri peccati con confessati creano una separazione fra noi e Dio.

“1 Ecco, la mano dell’Eterno non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire. 2 Ma le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro DIO e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto.” (Isaia 59:1-2 LND)

Il peccato non confessato crea una separazione fra noi e Dio. È impossibile per noi togliere questa separazione. Solo se ci umiliamo e confessiamo i nostri peccati possiamo tornare ad essere in comunione con Dio. Nulla è più terribile del non avere comunione con Dio. Vi esorto, nel nome di Cristo, non giustificate il peccato, non ignorate il peccato. Confessiamo i nostri peccati, per avere comunione con Dio.

Terzo: Rovina i nostri rapporti con altri

Un altro brutto frutto del peccato non confessato è che se noi camminiamo nel peccato, se lasciamo un peccato nella nostra vita anziché combatterlo, questo rovina i nostri rapporti con gli altri. Dio intende che i nostri rapporti siano una grande benedizione. Il peccato non confessato rovina i nostri rapporti, e rende i nostri rapporti una fonte di tensione e stress o dolore, anziché una fonte di benedizione.

Il nostri peccati rovinano i nostri rapporti.

Se siamo onesti, spesso, quello che ci porta più dolore nella vita sono i rapporti con le persone a noi vicine, persone della nostra famiglia, o persone nella nostra chiesa. I nostri peccati non confessati creano dolore, anziché portare benedizione e gioia. Questo è quello che causano i nostri peccati non confessati.

Quarto: non ci permette di avere la vera gioia e la vera pace

Poi, un altro frutto quando abbiamo peccato che non abbandoniamo è che non possiamo avere la vera gioia.

Se camminiamo nel peccato in qualche campo della vita, non possiamo avere la vera gioia.

Ricordate che la vera gioia è un frutto dello Spirito Santo. La vera gioia non viene dalle circostanze, viene dello Spirito. Leggo Galati 5:22.

“22 Ma il frutto dello Spirito è: amore gioia, pace, pazienza, gentilezza, bontà, fede, mansuetudine, autocontrollo. 23 Contro tali cose non vi è legge.” (Galati 5:22-23 LND)

Solo lo Spirito Santo può darci queste cose. E perciò, se camminiamo nella carne, se lasciamo il peccato nella nostra vita, non avremo la vera gioia. Potremo riempire la nostra vita con tutto quello che vuole la nostra carne, ma non avremo la vera gioia.

In Filippesi 4:6-7, Dio ci comanda di trovare la nostra gioia nel Signore, anziché nelle circostanze e nei piaceri. La parola “rallegratevi” sarebbe meglio tradurla come “gioite”. Leggo Filippesi 4:6-7.

“4 Rallegratevi del continuo nel Signore lo ripeto ancora: Rallegratevi. 5 La vostra mansuetudine sia nota a tutti gli uomini; il Signore è vicino. 6 Non siate in ansietà per cosa alcuna, ma in ogni cosa le vostre richieste siano rese note a Dio mediante preghiera e supplica, con ringraziamento. 7 E la pace di Dio, che sopravanza ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e le vostre menti in Cristo Gesù.” (Filippesi 4:4-7 LND)

Qui vediamo qual è la chiave per avere la vera e profonda gioia. Dobbiamo cercare la gioia in Cristo. Dobbiamo essere mansueti, accettando umilmente e con fede tutto quello che Dio permette nella nostra vita. Questa è una vita di fede, di ubbidienza, e di sottomissione. Questa è la vita che porta alla vera gioia. La vera gioia non viene dalle circostanze, ma da uno stretto rapporto con il Signore Gesù Cristo. Perdiamo tutto questo se lasciamo il peccato non confessato nella nostra vita.

Una vita sprecata

Un altro terribile danno che ci fa il non confessare ogni peccato è che ci porta ad avere una vita sprecata. Dio ci ha creato nella sua immagine, per portare frutto ed avere una vita che vale per l’eternità. Camminare nel peccato ci porta ad avere una vita sprecata, che non ha alcun vero valore. E questo lascia il nostro cuore vuoto. Leggo il Salmo 1.

“1 Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori, 2 ma il cui diletto è nella legge dell’Eterno, e sulla sua legge medita giorno e notte. 3 Egli sarà come un albero piantato lungo i rivi d’acqua, che dà il suo frutto nella sua stagione e le cui foglie non appassiscono; e tutto quello che fa prospererà, 4 Non così sono gli empi; ma sono come pula che il vento disperde. 5 Perciò gli empi non reggeranno nel giudizio, né i peccatori nell’assemblea dei giusti. 6 Poiché l’Eterno conosce la via dei giusti, ma la via degli empi porta alla rovina.” (Salm0 1:1-6 LND)

Questo Salmo mostra il contrasto fra chi cammina per la carne, e chi vive veramente per Dio. Solo chi vive per Dio, confessando ogni peccato, sarà benedetto in quello che fa, portando vero frutto. Chi vive per la carne avrà una vita sprecata, una vita che lo lascia vuoto.

Giovanni 15 ci insegna che solo dimorando in Cristo possiamo portare frutto, e se non portiamo frutto, la nostra vita è sprecata.

Che cosa dà vero valore alla tua vita? Vivere come vuoi? Fare quello che ti piace, cercare di essere bella, avere belle cose, viaggiare, avere i piaceri che vuoi tu? Essere forte di carattere e prevalere? Questo dà vero valore alla tua vita?

No. Solo una cosa dà vero valore alla tua vita: portare frutto che dura per l’eternità, che dura oltre la vita, che dura per sempre.

Ma se tu lasci il peccato nella tua vita, tu non puoi portare vero frutto. E la tua vita sarà sprecata.

Confessare i peccati

Spero che abbiamo visto e compreso ancora di più quanto il peccato ci fa male, quanto è un inganno, quanto ci fa perdere le vere benedizioni. E quindi, quanto ci conviene combattere il peccato. Il nostro peccato è il nostro nemico peggiore.

Come possiamo combattere i nostri peccati?

Un aspetto fondamentale per combattere i nostri peccati è quello di confessare i peccati. Confessare veramente i peccati.

NON possiamo vincere i nostri peccati da soli. Abbiamo assolutamente bisogno che Dio operi in noi per purificarci, oltre a perdonarci. E quando Dio ci purifica? Quando confessiamo di cuore i nostri peccati. Leggo 1Giovanni 1:8,9.

“8 Se diciamo di essere senza peccato inganniamo noi stessi e la verità non è in noi. 9 Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1Giovanni 1:8-9 LND)

Notate che se neghiamo i nostri peccati, se qualcuno ci parla del peccato e diciamo che non è così, inganniamo noi stessi, e la verità non è in noi. Non c’è nulla di più pericoloso che negare il nostro peccato.

Se invece confessiamo il peccato, allora, Dio ci perdona.

Cosa vuol dire confessare il peccato? Vuol dire prenderne la piena responsabilità. La parola confessare vuol dire dichiarare la stessa cosa. Vuol dire dichiarare, non solo ammettere, ma dichiarare, con forza, in modo chiaro e diretto, la stessa cosa che Dio dice del nostro peccato.

Quindi, se io pecco, e magari qualcuno me ne parla, e io dico: “hai ragione, hai ragione. Non andava bene. Perdonami.” Questo NON è confessare il peccato. È ammettere. Ma non è parlare in modo chiaro e diretto, non è dichiarare il male che ho fatto, non è dichiarare il peccato nel mio cuore che mi ha spinto ad agire o a parlare così.

Un esempio di come confessare veramente il peccato sarebbe: ho peccato. Non avevo timore di Dio. Stavo vivendo per la mia carne, stavo cercando la mia gioia nella carne, non in Cristo. Ho peccato contro Dio anche perché ho rifiutato il ruolo che Dio mi ha dato, implicando che Dio è ingiusto per il modo in cui ha stabilito le cose. Non ho amato, amavo solo la mia carne. Sono stato egoista. Non volevo la gloria di Dio, volevo solo la mia gloria, volevo IO essere visto bene dagli altri. Non mi interessava il bene degli altri, o la gloria di Dio. Vivevo solo per la carne. Perdonami per i miei gravi peccati. Merito la condanna eterna. Mi aggrappo a Gesù Cristo, al suo sacrificio sulla croce, per pagare questi terribili peccati. Ritorno a te, o Padre, abbandono questi terribili peccati. Perdonami! Ed io accetto il perdono in Gesù Cristo.

Questo è un esempio di come confessare veramente i peccati. Solo così saremo perdonati, e poi, purificati. Ed è solo grazie al fatto di essere purificati da Dio che possiamo avere vittoria sui nostri peccati.

Non solo dobbiamo confessare i nostri peccati a Dio, ma dobbiamo anche confessare i nostri peccati gli uni agli altri. Giacomo 5:16.

16 Confessate i vostri falli gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti; molto può la preghiera del giusto, fatta con efficacia. (Giacomo 5:16)

Dio non ci perdona finché rifiutiamo di confessare apertamente i nostri peccati anche agli altri. Dobbiamo confessare a chi ha visto quel peccato. Questo fa parte di umiliarmi veramente e desiderare il perdono. Se NON voglio confessare agli altri, sto dando spazio al mio orgoglio. Questo è grave. Sono ancora nel peccato. Quindi, il primo passo per combattere i nostri peccati è quello di confessare veramente di cuore ed apertamente i nostri peccati, a Dio ed agli altri.

Riconoscere i peccati di fondo

Consideriamo un altro aspetto importante di come combattere i nostri peccati.

Conosciamo tutti il dolore quando continuiamo a cadere in un peccato, un peccato che odiamo, e che abbiamo chiesto a Dio di aiutarci ad abbandonare. Conosciamo tutti questo dolore. Perché continuiamo a cadere? Perché non riusciamo ad avere vittoria sul quel peccato?

Molto spesso, il motivo è che quel peccato è il frutto di un altro peccato, o altri peccati, che non stiamo vedendo, e non stiamo riconoscendo, e perciò, non stiamo confessando.

È come togliere la parte esterna di un'erbaccia, ma lasciare le radici. Sicuramente crescerà di nuovo. Si può tagliere la parte superiore quante volte si vuole, ma continuerà a ricrescere se si lascia la radice.

E noi possiamo confessare un peccato mille volte, ma finché non confessiamo il peccato che c'è sotto quel peccato, continueremo a cadere.

Per esempio, se io scatto di ira, quello è un peccato che è frutto di un altro peccato. Per esempio, spesso scattare di ira è il frutto di voler essere io ad avere il controllo, e se i miei piani vengono ostacolati, scatto. Oppure, voglio essere visto bene, e qualcuno mi ostacola, questo mi agita, e scatto. Se confesso solo il fatto che scatto di ira, ma non il peccato che c'è sotto, resto nel peccato, e continuerò a peccare tante volte.

Quindi, dobbiamo riconoscere i peccati che stanno al di sotto. Tanti dei nostri peccati di azione e di parola sono frutto di peccati nascosti sotto. Per combattere i nostri peccati, dobbiamo riconoscere e confessare anche i peccati nascosti sotto a quelli evidenti.

Per combattere: accettare aiuto dagli altri

Prego che stiamo vedendo che il peccato lasciato nella nostra vita ci rovina la vita, ci porta tanto, tanto male, rovina i nostri rapporti, e ci tiene lontani da Dio.

Allora, COME possiamo combattere i nostri peccati? Ho già menzionato il fatto di confessare di cuore i nostri peccati. Abbiamo anche parlato non solo di confessare di cuore, ma di riconoscere e confessare anche i peccati che stanno sotto.

Un altro aspetto fondamentale, uno dei più importanti, per combattere i nostri peccati è che abbiamo assolutamente bisogno dell’aiuto gli uni degli altri.

Pensate con me: Qual è il nostro peccato più forte, più radicato nel nostro cuore? ------ Il nostro orgoglio.

Cosa ci ostacola dall'accettare che gli altri ci parlino dei nostri peccati? – Il nostro orgoglio.

Abbiamo grande bisogno degli altri per vedere i nostri peccati. Se tu vuoi camminare con Dio, allora, DEVI accogliere umilmente chi ti parla dei tuoi peccati.

Quando gli altri ci parlano dei nostri peccati, non dobbiamo appoggiarci sul nostro intendimento. Quello è orgoglio. Leggiamo Proverbi 3:5-8.

“5 Confida nell’Eterno con tutto il tuo cuore e non appoggiarti sul tuo intendimento; 6 riconoscilo in tutte le tue vie, ed egli raddrizzerà i tuoi sentieri. 7 Non ritenerti savio ai tuoi occhi, temi l’Eterno e ritirati dal male; 8 questo sarà guarigione per i tuoi nervi e un refrigerio per le tue ossa.” (Proverbi 3:8 LND)

È un gravissimo pericolo credere ai propri ragionamenti, perché il nostro orgoglio ci acceca e ci inganna. Questo perché il nostro cuore è insanabilmente malato, molto ingannevole. Leggo Geremia 17:9.

“Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere?” (Geremia 17:9 LND)

Se tu credi al tuo cuore, sappi che il tuo cuore ti inganna. Dio ci esorta a non credere al nostro cuore, perchè ci porterà lontani da Dio.

Abbiamo bisogno di altri, che ci fanno vedere quello che non vediamo di noi stessi.

Come reagiamo alla riprensione ci mostra chi siamo veramente. Leggo alcuni brani. Nella Bibbia, uno stolto è senza Dio, mentre una persona saggia è una persona che ha Dio. Leggo Proverbi 13:18.

“Miseria e vergogna verranno su chi rifiuta la correzione, ma chi dà ascolto alla riprensione sarà onorato.” (Proverbi 13:18 LND)

Che cosa succede a chi rifiuta la correzione? Non sarà benedetto, piuttosto, Dio farà cadere su di lui la miseria e la vergogna. Che cosa terribile. Questo è quello che succede a chi rifiuta la correzione.

Invece, chi ascolta umilmente la riprensione, che vuol dire la accetta, sarà onorato. Onorato da Dio. Che immensa benedizione.

Anche Proverbi 29:1 descrive quello che fa Dio quando uno rifiuta la correzione. Ve lo leggo.

“L’uomo che irrigidisce il collo quando è ripreso, sarà improvvisamente spezzato senza alcun rimedio.” (Proverbi 29:1 LND)

Quanto sarà terribile per chi non accetta la riprensione. Dio farà sì che sarà improvvisamente spezzato, senza alcun rimedio. Fratelli e sorelle, questo è terribile. Nessun uomo può scappare da quello che Dio fa. E Dio farà così a chi rifiuta la riprensione. O che possiamo umiliarci.

Al contrario di questo, nel Salmo 141, troviamo la descrizione del cuore di una persona che cammina con Dio, che combatte veramente il suo peccato. Questa è l’unica via che produce la vera santificazione. Considerate attentamente quello che Dio ci mostra tramite il Salmista nel Salmo 141:3-5.

3 O Eterno, poni una guardia davanti alla mia bocca. 4 Non permettere che il mio cuore sia attirato da alcuna cosa malvagia, per commettere opere malvagie con gli operatori d’iniquità, e fa’ che io non mangi dei loro cibi squisiti. 5 Mi percuota pure il giusto, sarà una cortesia; mi riprenda pure, sarà come olio sul capo; il mio capo non lo rifiuterà. Ma la mia preghiera continua ad essere contro le loro opere malvagie.” (Salmo 141:3-5 LND)

Avete notato nel versetto 5 come un vero uomo, o donna, di Dio vede la riprensione? La desidera con tutto il suo cuore. Un vero uomo di Dio vuole la riprensione.

Perché? Non è mai piacevole in sé. Allora, perché la desidera? Perché vuole crescere nella santità, vuole più di Cristo, vuole una vita che produce frutto, vuole una vita benedetta e sa che la riprensione è uno strumento fondamentale da Dio per avere tutto questo nella sua vita.

Allora, tu, come vedi la riprensione? Sei un uomo o una donna di Dio, e desideri la riprensione, perché vuoi più di Cristo?

Oppure, sei uno stolto, e odi la riprensione, e vedi male chi ti riprende? Leggo Proverbi 9:8.

“Non riprendere lo schernitore, perché ti odierà; riprendi il saggio, ed egli ti amerà.” (Proverbi 9:8 LND)

Tu sei uno schernitore, oppure, tu sei un saggio? Tu odi la riprensione, cerchi di negare quello che ti vieni detto, cerchi di dire che non ti hanno capito? Oppure, vuoi più di Cristo, e ami quando qualcuno ti aiuta a riconoscere un tuo peccato?

Ricordate che stiamo parlando di come combattere i nostri peccati.

Un aspetto mega importante di come combattere i nostri peccati è accettare bene, anzi, desiderare la riprensione. E quando ci arrivano le riprensioni, non le scartiamo. Non diciamo, dentro di noi o ad alta voce: ma tu non capisci. Non è come dici tu. Le accogliamo umilmente.

Se rifiutiamo le riprensioni, allora, lasciamo che il nostro cuore ci inganni.

Se vogliamo combattere i nostri peccati, dobbiamo accogliere umilmente e di cuore le riprensioni, perché sono le riprensioni che ci aiutano a vedere i nostri peccati, mentre il nostro cuore ci inganna.

Filippesi 3:1 dove cerchiamo la gioia

Un’altra chiave per combattere il peccato è riconoscere che un motivo grande per cui pecchiamo è perché stiamo cercando la nostra gioia nelle cose del mondo, anziché in Cristo. Se cerchiamo la nostra gioia in qualcosa oltre a Cristo, quella cosa è un idolo, anche se è una cosa buona.

Notiamo il comandamento in Filippesi 3:1 e poi in 4. Dio ci comanda dove cercare la nostra gioia. La parola “rallegratevi” vuol dire: gioite.

1 Per il resto, fratelli miei, rallegratevi nel Signore; per me certo non è gravoso scrivervi le stesse cose, e per voi è una sicurezza. (Filippesi 3.1)

Cercare la nostra gioia nel Signore è un comandamento, ed è anche una sicurezza, la sicurezza di essere veramente salvati.

C’è sempre gioia nel Signore. Vera gioia. Quello che il mondo ci dà è una finta gioia. È un piacere, che ci ruba la vera gioia in Cristo.

L’unica fonte di vera gioia è nel Signore. Se tu cerchi gioia altrove, tu stai già peccando, ed in più, ti porterà a peccare anche in altri modi.

Quindi, per combattere i tuoi peccati, devi riconoscere dove cerchi la tua gioia, confessare ed abbandonare il peccato di cercare la gioia al di fuori di Cristo.

Ripassare la stessa scena

Come ultimo punto, vi condivido qualcosa che mi aiuta tanto a combattere i miei peccati.

Quando pecchiamo, è fondamentale riconoscere il peccato, non solo l’azione, ma il cuore dietro al peccato. Spesso, pecchiamo per abitudine. Cioè, siamo talmente abituati a reagire in un certo modo, che viene automatico.

Quello che mi aiuta è che quando pecco, e Dio me lo fa vedere, prima confesso di cuore il peccato e i peccati di fondo, poi faccio una cosa che mi aiuta tanto.

Ripasso la scena nella mia mente, immaginando come avrei reagito se avessi reagito secondo lo Spirito di Dio, anziché reagire nella carne.

Ripasso la scena, pensando a quello che mi ha fatto scattare o reagire nel peccato, e penso a come avrei dovuto rispondere. Rivivo la scena nella mia mente, rispondendo bene, seguendo lo Spirito Santo.

Questa è una forma di allenamento per la mia mente ed il cuore.

Mi aiuta tanto.

Fortificarci nel Signore

Forse a te sembra impossibile cambiare. Dopo anni vissuti in un certo modo, sembra impossibile cambiare. La chiave è di non guardare a noi stessi, ma guardare a Dio. Imparare a fortificarsi nel Signore.

“Del resto, fratelli miei, fortificatevi nel Signore e nella forza della sua potenza.” (Efesini 6:10)

Possiamo cambiare, possiamo avere vittoria sul peccato, se ci umiliamo, e se guardiamo a Dio con fede, fortificandoci nel Signore.

Viviamo così.

Ripasso: Confessiamo i nostri peccati di cuore

Confessiamo i peccati che stanno sotto a quelli evidenti.

Accettiamo l’aiuto dagli altri. Accettiamo la riprensione.

Cerchiamo la nostra gioia nel Signore, abbandonando gli idoli del nostro cuore.

Ricordiamo quanto male ci fa il peccato, togliendoci comunione con Dio, togliendoci la gioia e la pace, rovinando i nostri rapporti e facendoci vivere una vita sprecata.

Combattiamo i nostri peccati, per avere più di Cristo, e per poter portare frutto per l’eternità.