Introduzione
Chi conosce cosa vuol dire avere il dolore di peccare, confessare il peccato, odiare veramente il fatto di peccare proprio in quel peccato, essere perdonato di quel peccato, ma poi, cadere ancora nello stesso peccato? Lo confessi ancora, ti aggrava, non vuoi più peccare così, e Dio ti perdona. Ma dopo un po’, si cade di nuovo. Questo può succedere per anni.
Chi conosce questo dolore?
Non dice la Bibbia che in Cristo non siamo più schiavi del peccato e che il Figlio ci fa liberi? Non dice la Bibbia che siamo stati liberati dal potere del peccato? Che il peccato non avrà più potere su di noi? La Bibbia dice così.
Allora, perché continuiamo a cadere negli stessi peccati, volta dopo volta, anno dopo anno? Continuiamo a cadere anche nei peccati a causa dei quali gridiamo a Dio di cambiarci?
Come combattere il peccato?
Dobbiamo combattere i nostri peccati. Soprattutto, i peccati in cui cadiamo ripetutamente.
Ma COME dobbiamo combattere il peccato? Possiamo combatterlo in un modo che non è combattere davvero o è combattere parzialmente. Se continuiamo a cadere, o Dio non è fedele alla Sua parola, oppure, siamo NOI che non stiamo combattendo con le armi che Dio ci dà.
Certamente, Dio È fedele alla Sua parola e alle Sue promesse, quindi siamo noi che non stiamo usando le armi che Dio ci dà.
Perciò, vogliamo NOI imparare a combattere come Dio ci insegna.
In 2 Corinzi 2 c’è il racconto dell’uomo che la chiesa di Corinto aveva scomunicato. Poi, quest’uomo si era ravveduto e Paolo esorta la chiesa a perdonarlo.
In 2 Corinzi 2:11 dichiara:
“affinché non siamo sopraffatti da Satana, perché noi non ignoriamo le sue macchinazioni.” (2Corinzi 2:11 LND)
Le macchinazioni sono progetti e piani subdoli che qualcuno ha per far cadere qualcun altro. Non sono cose palesi. Sono piani nascosti con l’intenzione di attaccare una persona.
Il nostro versetto dice “non ignoriamo le macchinazioni di Satana”. È importante capire come Satana opera perché se non conosco come opera Satana, non saprò come difendermi.
È importante capire cosa succede quando pecchiamo, e valutare perché pecchiamo e continuiamo a cadere negli stessi peccati. Quali sono i nostri pensieri? Spesso, tendiamo a cadere nello stesso modo, volta dopo volta. Se possiamo riconoscere quello che succede in quei momenti, possiamo essere più preparati a combattere i falsi pensieri che ci arrivano.
Macchinazione: quando arrivano le tentazioni
Una macchinazione è QUANDO arrivano le tentazioni.
La tentazione arriva dopo un momento intenso, quando abbiamo messo giù la guardia. Spesso, la tentazione arriva dopo una vittoria spirituale, o dopo che le cose vanno bene.
La tentazione arriva in momenti di stanchezza.
Nel passato, per me e Serena il momento più probabile di scontrarci era quando stavamo per andare a letto. Io tiravo su un discorso importante da valutare, ma Serena era sempre mezza addormentata e non aveva la capacità di valutare. Poi, peccavo nell'essere frustrato perché Serena non seguiva bene il mio discorso.
Un bel giorno ho capito che quello non era per noi il momento giusto per valutare qualcosa insieme. La mente di Serena si spegneva alle 20 di sera. Non era amore da parte mia, iniziare un discorso importante a quell'ora.
Che differenza ha fatto nel nostro matrimonio quando ho deciso di non valutare cose dopo le 20 di sera. La tentazione di peccare continuamente in quei momenti era stata tolta.
Satana cerca il momento giusto per tentarci a peccare. Leggiamo in Luca 4 della tentazione di Gesù.
“E, quando il diavolo ebbe finito ogni tentazione, si allontanò da lui, fino ad un certo tempo.” (Luca 4:13 LND)
Satana si allontana da Gesù “fino ad un certo tempo”.
In Efesini 6:13 leggiamo del “giorno malvagio”.
“Perciò prendete l’intera armatura di Dio, affinché possiate resistere nel giorno malvagio e restare ritti in piedi dopo aver compiuto ogni cosa.” (Efesini 6:13 LND)
Ci sono giorni malvagi. Non tutti i giorni sono uguali e gli attacchi e le tentazioni non sono sempre uguali.
Dobbiamo sempre stare in guardia e in modo particolare, “nel giorno malvagio”. Possiamo prevedere momenti in cui siamo propensi a cadere.
Vivere in guardia tenendo gli occhi su Cristo
Leggiamo in 1 Pietro 5:6-11
“6 Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio, affinché egli v’innalzi al tempo opportuno, 7 gettando su di lui ogni vostra sollecitudine, perché egli ha cura di voi. 8 Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. 9 Resistetegli, stando fermi nella fede, sapendo che le stesse sofferenze si compiono nella vostra fratellanza sparsa per il mondo. 10 E il Dio di ogni grazia, che vi ha chiamati alla sua eterna gloria in Cristo Gesù, dopo che avrete sofferto per un po’ di tempo, vi perfezionerà egli stesso, vi renderà fermi, vi fortificherà e vi stabilirà saldamente.” (1Pietro 5:6-10 LND)
La parte del brano che dice: “sapendo che le stesse sofferenze si compiono nella vostra fratellanza sparsa per il mondo” mi fa pensare ad un altro brano in 1 Corinzi 10:13
“Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana…” (1Corinzi 10:13 LND)
Non crediamo alla menzogna di Satana che ci fa pensare che gli altri non devono subire, o non hanno mai subito, quello che stiamo subendo noi.
Poi, notiamo in questo brano alcune esortazioni che servono come una difesa contro il nostro avversario ed il peccato:
6 Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio…
8 Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare.
Satana non può sbranare chiunque. Può sbranare chi non veglia, chi non è sobrio. Uno che cammina umilmente davanti a Dio, stando fermo nella fede, e tenendo gli occhi su Cristo, non può essere sbranato.
Quando abbassiamo gli occhi, innalziamo noi stessi oppure focalizziamo sui problemi, Satana può sbranarci.
Pietro stava bene in mezzo alla tempesta, camminando verso Gesù, finché teneva gli occhi su Gesù. Quando ha tolto gli occhi da Gesù, è stato sbranato da Satana, e ha iniziato ad affondare gridando: “Signore, salvami!”
Quanto è importante non mettere giù la guardia. Consideriamo come combattiamo il peccato, soprattutto quei peccati in cui tendiamo a cadere più spesso.
Come combattere per vincere i peccati
Allora, una risposta carnale quando un fratello o una sorella ci parla del peccato è “no! Hai capito male.”
Però, tante volte, sento credenti dire, quando riconoscono un peccato: “devo stare più attento” o “devo impegnarmi di più”.
Tu tendi a rispondere così? Confessi subito il peccato e dici: “grazie, grazie. Cercherò di non farlo più. Devo stare più attento”?
NO, no, no. Questo è guardare a noi stessi. Non è guardare a Cristo. Notate che in questa “confessione” Cristo non viene menzionato. Reagiamo così perché ci vergogniamo del fatto che abbiamo peccato. Lo vediamo come peccato, e non vogliamo peccare, quindi diciamo: “devo impegnarmi di più”. Ma questa risposta non tiene conto di Cristo. Non stiamo vedendo Cristo. Ci auto flagelliamo. Cristo non c'entra. Magari preghiamo per chiedere l’aiuto di Dio, ma non vediamo la gravità del nostro peccato contro Dio, e che l’Unico che può toglierci il peccato è Cristo.
Poi, se viviamo così, quanto è prezioso Cristo per noi? Pochissimo, perché non stiamo guardando a Lui. Stiamo vedendo che dobbiamo cercare di fare meglio e non stiamo vedendo in Lui il perdono. A questo punto Cristo non è prezioso per noi.
Certo vogliamo confessare il nostro peccato subito, ma quasi mai vediamo subito tutto il nostro peccato. Tante volte ci vogliono giorni per vedere tutto. Vediamo l’azione, ma dopo alcuni giorni di riflessione vediamo di più. Esaminandoci per giorni vediamo sempre nuove cose da confessare. Quindi, la confessione sincera all’inizio non è completa perché non vediamo tutto. Poi, se vogliamo cercare di migliorare (“Signore, aiutami a fare meglio e a stare più attento”), non vedremo MAI tutto il resto.
“Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto, da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità.” (1Giovanni 1:9 LND)
Se non stiamo confessando tutto, non veniamo purificati da tutto. La radice del nostro peccato rimane. Tagliamo via la pianta, confessiamo una parte del peccato, ma non sradichiamo tutto quello che c'è sotto.
Tanti di noi abbiamo peccati di carattere, radicati in noi da anni. Magari, sei una donna dominante o sei un uomo che si lamenta spesso. Allora, se si cade in quel peccato di carattere, non basta soltanto chiedere perdono. È un peccato in cui ci vivi da anni. Bisogna scavare per capire perché cadi continuamente in quel peccato.
Il peccato dà benefici, piaceri
Dobbiamo guardare a Cristo. Ma, dobbiamo anche riconoscere la menzogna del peccato. Dobbiamo considerare qual è il beneficio che il peccato ci offre. Pecchiamo perché il peccato ci offre qualcosa. Che cos’è che la tentazione ci promette?
Quando il serpente tentava la donna nel giardino, cosa le offriva?
“4 Allora il serpente disse alla donna: "… 5 … DIO sa che nel giorno in cui ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come DIO…". 6 E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò… ” (Genesi 3:4-6 LND)
Lei fu tentata pensando a quanto sarebbe stato bello essere come Dio. C’era la promessa nella tentazione.
Analizziamo questo. Quando siamo tentati, la tentazione a peccare ci attira sempre con una promessa, con quello che ci offre.
La prima verità da capire è che il peccato può essere veramente piacevole. Può soddisfare la carne in quel momento. Dà veri benefici.
È importante capire che il peccato ci offre delle cose, ed a volte alcune delle cose che offre sono vere. Questo è vero per tanti tipi di peccato.
Però, dobbiamo considerare a quale prezzo. Per quanto il peccato dà, toglie sempre molto, molto di più di quanto dà.
Diciamo che hai un cibo preferito che è pregiato ed è difficile trovare. Se qualcuno ti offre il tuo cibo preferito, un cibo molto buono e gustoso, ma dentro c’è un veleno senza sapore, quel cibo sarà comunque buono e gustoso? Assolutamente. Il gusto è uguale, nonostante il veleno dentro. Tu godrai il tuo cibo preferito per alcune ore prima di morire a causa del veleno.
Il tuo cibo preferito dà vero piacere, ma a quale costo?
Consideriamo anche il veleno per i ratti. È lo stesso discorso. Ovviamente è molto gustoso perché i ratti lo mangiano di volta in volta. Il veleno li lascia molto soddisfatti per alcuni minuti. Ma non c’è confronto tra quello che dà al ratto (il piacere) e quello che costa al ratto (la vita del ratto). Il costo per il ratto è molto più alto del cosiddetto valore.
Quindi, quello che il peccato ci fa perdere è infinitamente di più di quello che promette e che ci fa guadagnare..
Il piacere per un breve periodo, ha un prezzo immenso per la vita, e a volte per l’eternità.
Però, molto spesso non valutiamo qual è la promessa che mi offre la tentazione. Non analizziamo cosa ci sta offrendo il peccato, per riconoscere e scartare la menzogna. Ricordiamo: “… non ignoriamo le sue macchinazioni.” (2Corinzi 2:11 LND) Valutiamo cos’è che il peccato ci sta offrendo.
Esempi delle promesse del peccato
Dobbiamo vedere quanto il peccato è peccato, quanto le sue promesse sono pienamente ingannevoli.
Consideriamo adesso il Salmo 51:
1 Abbi pietà di me, o DIO, secondo la tua benignità; secondo la tua grande compassione cancella i miei misfatti. 2 Lavami completamente dalla mia iniquità e purificami dal mio peccato. 3 Poiché riconosco i miei misfatti, e il mio peccato mi sta sempre davanti. 4 Ho peccato contro di te, contro te solo, e ho fatto ciò che è male agli occhi tuoi, affinché tu sia riconosciuto giusto quando parli e puro quando giudichi. 5 Ecco, io sono stato formato nell’iniquità e mia madre mi ha concepito nel peccato. 6 Ecco, a te piace la verità che risiede nell’intimo, e m’insegni la sapienza nel segreto del cuore. (Salmo 51:1-6)
Notate il v.3:
3 Poiché riconosco i miei misfatti, e il mio peccato mi sta sempre davanti.
L’idea di vedere velocemente il peccato e dire subito: “sì, è peccato, lo confesso subito, e ora focalizzo su Cristo” SUONA bene, ma è quello che vediamo in questo versetto e brano? In questa reazione quanto valuto a fondo il mio peccato? Cosa vediamo se confrontiamo la mia reazione a questo versetto?
… il mio peccato mi sta sempre davanti.
Con la prima reazione voglio subito togliermi la colpa. Non voglio valutare a fondo: cosa c'era nel mio cuore? Perché ho fatto quello? Cosa c’era dentro di me? Perché mi attirava quel peccato? Non prendiamo del tempo per valutare questi aspetti. Confesso l'azione, ma non confesso quello che ho nel cuore.
Nel Salmo 51:3 Davide dice: “… il mio peccato mi sta sempre davanti.” Aveva riflettuto a fondo per poter confessare a fondo.
È importante valutare a fondo il nostro peccato, sia per riconoscere tutto il peccato, in modo da poterlo confessare, sia per riconoscere le false promesse del peccato.
Un’eccezione sarebbe se non hai l’abitudine di peccare in un certo modo, scattare con ira, per esempio. Se un giorno scatti con ira, non è che ci vogliono sei mesi per esaminarti e capire a fondo il tuo peccato. Se è una cosa che succede più spesso, però, è importante scavare.
È importante dire: “Signore, voglio vedere quello che c'è nel mio cuore.” Vogliamo vedere due cose:
1) cosa ci sta promettendo il peccato
2) quali peccati erano coinvolti
Appena qualcuno ci parla di un peccato, NON arriviamo subito a dire: “hai ragione. Ti chiedo perdono, mi impegnerò a non farlo più”.
Piuttosto, chiediamo perdono, ma poi, prendiamo del tempo per riflettere, per valutare, per considerare quel peccato, per vederlo chiaramente, per vedere i pensieri falsi, per vedere quello che ci offriva, per vedere quanto male fa in realtà.
Valutiamo esempi di peccati
A volte il peccato ci offre qualcosa. Consideriamo alcuni esempi. Consideriamo anche la promessa ed il vero costo.
Desideri materiali
Conosciamo tutti il piacere di comprare qualcosa di nuovo. È peccato avere qualcosa di nuovo? Forse no, ma un cuore che si eccita o desidera qualcosa di bello, è peccato. Se voglio comprare qualcosa di nuovo, che sia piccola o grande, qual è la promessa della tentazione?
1) La cosa nuova ci promette soddisfazione. Quel nuovo oggetto potrebbe costare 1€ o 50,00€. Non è il valore, è la mania per la novità. È una droga.
2) La cosa nuova ci promette piacere. Ci piace avere cose nuove.
Allora, se un trapano serve veramente perché il vecchio si surriscalda e bisogna aspettare tanto tempo finché non si raffredda per usarlo, probabilmente sarebbe meglio comprarne uno nuovo. Si compra un nuovo trapano per risparmiare tempo, ma non per piacere.
Dobbiamo stare attenti, però, perché siamo bravissimi a giustificare i nostri acquisti. Chiediamoci onestamente se la nostra valutazione di un nuovo acquisto è basata sulla necessità o l’utilità di quella cosa oppure è motivata dal piacere.
È vero che ottenere una cosa nuova dà un senso di piacere, però, è vero che è una cosa profonda e duratura? Vale la pena in base a quello che mi fa perdere?
Diciamo che compro qualcosa per 5€. Non mi costa quasi niente economicamente. Forse è anche una cosa utile. Ma se la compro perché mi dà piacere, che danno fa?
Dà spazio alla carne. La carne non è fatta di compartimenti. La carne è solo una, e se lascio spazio alla carne in un campo, fortifica la carne in sé.
Poi, cosa fa al mio zelo per il Signore? La gioia che ho cercato nell’acquisto diventa un ostacolo ad avere gioia nel Signore.
Domanda: è sbagliato avere gioia nelle cose che Dio ci dà? Nei figli, per esempio? No, Dio ci ha dato i figli, ma Lui vuole che troviamo gioia in oggetti destinati ad essere buttati? Veramente no.
Posso ringraziare Dio per il nuovo trapano che mi permette di fare velocemente il lavoro, e che di conseguenza, mi dona più tempo per altre cose buone. Sono grato, ma non trovo la mia gioia nel trapano. Se io cerco la gioia in tutto quello in cui Dio non intende darmi gioia, non ho spazio per Dio nel cuore, perché sto riempiendo il cuore con altre cose.
Devo fermarmi a valutare questo più a fondo. Se confesso solamente il peccato, senza fare valutazioni, continuerò a cadere volta dopo volta.
Desiderare le cose materiali, anche se posso giustificarmi dicendo che ne ho bisogno, mi allontana da Dio. Mi fa raffreddare spiritualmente. Mi fa influenzare le persone intorno a me in senso negativo. Se i miei figli vedono che io trovo piacere nelle cose materiali, cosa trasmetto a loro?
Desiderare le cose materiali mi indebolisce spiritualmente, e quindi, sarò più portato a cadere in altri campi perché ho dato spazio alla carne.
Desideri sessuali
Consideriamo un uomo che è tentato da una donna che gli si offre, oppure, tentato a guardare materiale pornografico o guardare le donne.
Qual è la promessa che il peccato offre a quest'uomo? Il peccato offre piacere e lo fa stare bene.
È vero? Sì, dà piacere alla carne, ma è un piacere benedetto da Dio o è come quel cibo avvelenato per il ratto, che gli dà piacere prima che muoia? Basta leggere i primi 5 capitoli di Proverbi per capire la risposta.
Dà piacere, ma non è qualcosa di profondo, non è completo, non è benedetto. È uno stare bene estremamente superficiale. Un uomo che guarda una donna scollata, che si piega, prova piacere, ma ad un grande costo. Vogliamo il piacere momentaneo, lo “stare bene”, per cui pagheremo il costo altissimo per il resto della vita?
Non è uno stare bene benedetto. È un piacere peccaminoso. Non raggiunge il profondo del cuore e non dura. Toglie delle vere benedizioni. Quali? Cosa ci fa perdere?
Ci fa perdere comunione con Dio. ROVINA la comunione con Dio. Sono tenebre. La Bibbia dice che gli adulteri e i fornicatori andranno all’inferno. Questi peccati allontanano la persona da Dio.
Contamina quell'uomo tanto da non fargli avere un rapporto benedetto con la sua attuale o futura moglie. Per un piacere falso, perde la gioia del matrimonio. Certamente questo vale anche per una donna.
Ostacola la comunione e la pace con Dio. Ostacola la gioia della salvezza. Ostacola dal poter portare frutto spirituale. Rende la vita infruttuosa. L’unica cosa che veramente soddisfa il cuore è dimorare in Cristo e portare frutto.
Promette di riempire, ma lascia la persona arida e vuota. Ostacola la persona dall'essere ripiena di Spirito Santo.
Contamina, ed anche se quell'uomo si sposa è contaminato e danneggia il matrimonio per anni.
Quanto è importante parlare con i nostri giovani, dicendo che la tentazione è vera, perché i piaceri sono veri. Non neghiamo il piacere momentaneo del peccato, perché c’è. Facciamo vedere l’inganno del peccato ed il costo. Quel veleno per i ratti è saporito, è piacevole per un momento, però fa pagare un prezzo altissimo.
Peccati che promettono di farci evitare sofferenza
Alcuni peccati ci tentano, non per quello che ci daranno, ma per quello che NON ci fanno subire, per quello che ci fanno evitare.
Possono offrirci meno sofferenza o meno problemi dagli altri.
1) La pigriziatocca tanti campi della vita.
Un esempio della pigrizia è quello di non impegnarmi ad imparare parole che non conosco nella Bibbia. Non mi fermo a considerare il loro significato, ma perché? Perché cado in questo peccato di pigrizia? Qual è il vantaggio che il peccato di pigrizia mi offre?
Meno fatica. Evito lo sforzo e la fatica.
Ma qual è il costo di questo comportamento a breve durata? Trovo meno beneficio in quello che sto leggendo quel giorno. Se non capisco bene le parole, traggo meno beneficio. Non so quello che sto leggendo. Provo ad indovinare. Capisco meno la Bibbia. Quindi, la mia anima, che ha bisogno, viene cibata meno.
E il costo a lunga durata? Diventa un'abitudine, che si estende ad altri campi della vita. Nel tempo, quando leggo più volte traendo poco beneficio dalla lettura, divento sempre più arido.
Poi, la mia pigrizia nella lettura della Bibbia influisce sugli altri nella mia vita. Trasmetto alla mia famiglia e ad altri che Dio non vale. Trasmetto pigrizia ai miei figli che la applicheranno in altri campi della loro vita. Quanto è terribile quando ci sentiamo frustrati con i nostri figli per la loro pigrizia, un peccato che hanno imparato da noi. Questo è provocare i figli ad ira.
2) Un altro esempio di un peccato che ci offre qualcosa è quello di non amare, oppure amare noi stessi più che gli altri.
Magari c’è qualcuno con cui dovremmo parlare di qualcosa potenzialmente difficile e non abbiamo voglia di parlarne. Sappiamo che la persona potrebbe rispondere in modo negativo e non vogliamo problemi, quindi non diciamo niente.
Oppure pecchiamo gravemente parlando DI persone e non CON le persone del loro peccato.
Considerare al primo posto il nostro interesse, e di conseguenza, non amare gli altri, ci promette di evitare situazioni difficili. Non parliamo con qualcuno del suo peccato perché così evitiamo che la persona si arrabbi con noi. Ma, questo non è amore per l’altra persona perché non stiamo considerando il suo vero bene.
3) Può anche essere che non vogliamo aiutare una persona per evitare il disturbo. Questo non è amore per l’altra persona, è non considerare il suo vero bene.
In questi casi il peccato di non fare la cosa giusta, ci fa evitare un peso, una situazione sgradevole, o anche una situazione dolorosa. Però, il costo è alto. Il “bene” non è un vero bene. Ci fa perdere il vero bene.
Importanza di riconoscere la menzogna
Allora, voglio arrivare a capire il mio peccato, e che sia sempre davanti a me, affinché lo veda bene per poterne confessare ogni aspetto.
Leggiamo 2 Corinzi 10.
3 Infatti anche se camminiamo nella carne, non guerreggiamo secondo la carne, 4 perché le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, distruggendo i ragionamenti 5 ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio e facendo prigioniero ogni pensiero all’ubbidienza di Cristo; (2 Corinzi 10:3-5 LND)
Il mio peccato mi tenta e mi promette qualcosa. Se io abbocco all’esca, mi allontano da Dio e dal conoscerLo di più.
Questo brano parla di distruggere “… i ragionamenti ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio…”
La Bibbia parla della vita eterna in questi termini:
“Or questa è la vita eterna, che conoscano te, il solo vero Dio, e Gesù Cristo che tu hai mandato,” (Giovanni 17:3 LND)
Il peccato ci fa conoscere meno Dio.
Come posso demolire un ragionamento o un pensiero, se non riconosco quel pensiero? Se mi lamento sempre, quel peccato mi promette qualcosa. Se un uomo non vuole amare sua moglie o la moglie non vuole essere sottomessa, il peccato gli promette qualcosa. Ma è una promessa falsa. Dà un valore falso a quello che mi promette.
Non possiamo demolire quello che non vediamo. Non possiamo distruggere ragionamenti, se non li riconosciamo.
Posso confessare il peccato che commetto, ma se non mi fermo a valutare perché continuo a commettere quel peccato, e distruggo quel ragionamento, crederò allo stesso ragionamento anche domani.
Quanto è importante, per combattere i nostri peccati, fermarci a capire i pensieri che ci sono dietro al peccato. Se solo confesso il peccato, ma non lo analizzo, per vederlo chiaramente, continuerò a cadere di volta in volta nello stesso peccato.
Cadiamo spesso nello stesso peccato, anche se lo odiamo con cuore sincero e vogliamo uscirne, perché spesso non analizziamo e non valutiamo. Il nostro peccato non ci sta sempre davanti. Non abbiamo visto a fondo. Abbiamo solo visto l’azione, ma non abbiamo visto il cuore. Magari nell’azione c’è mancanza di amore o c'è orgoglio. Vediamo l’azione ma non tutto il resto da confessare.
Poi, cadiamo nello stesso peccato perché non abbiamo visto quello che il peccato ci sta promettendo. Non riconosciamo le menzogne.
Pensiamo ad esempio a quanto vogliamo vederci bene e vedere valore in noi stessi. Magari riconosciamo quei peccati, ma non andiamo a fondo per poter vedere quanto è una menzogna volerci vedere bene. Sappiamo intellettualmente che non va bene, ma dobbiamo demolire il nostro ragionamento.
Vederci bene ai nostri occhi o visti bene dagli altri ci distoglie da quello che il nostro cuore veramente desidera. Il nostro cuore desidera essere soddisfatto. Il peccato di essere visto bene ci offre quello che in realtà non può darci. Ci offre un possibile mezzo per avere un cuore soddisfatto. Può darci qualche beneficio, ma non può veramente soddisfare il nostro cuore. Anzi, ci allontana dall’Unico che può soddisfare il nostro cuore.
Quanto è importante riconoscere le menzogne del peccato e riconoscere anche i vari aspetti del peccato, per confessarli tutti, non solo l’aspetto più visibile. Se non vediamo bene il nostro peccato, non possiamo distruggere i ragionamenti che si elevano contro la conoscenza di Dio, e avremo rimpianti per la vita perché abbiamo dei peccati in cui continuiamo a cadere.
Impariamo a valutare a fondo i nostri peccati.
Amore per il mondo
Leggiamo 2 Giovanni 2:15-17
“15 Non amate il mondo, né le cose che sono nel mondo. Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui. 16 perché tutto ciò che è nel mondo, la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita, non viene dal Padre, ma dal mondo. 17 E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno.” (1Giovanni 2:15-17 LND)
Se Dio ce lo permette, possiamo comprare qualsiasi cosa vogliamo. Però se amo le cose del mondo, cosa dice il versetto 15?
Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui.
Non stiamo parlando di privarci di determinate cose. Stiamo parlando di cosa amiamo.
Questo peccato non ci fa avere l’amore di Dio. Non ci fa amare gli altri, perché non viviamo per il loro vero bene. Ci fa sprecare la nostra vita, anziché vivere per l’eternità. Ci fa perdere frutto spirituale. Ci allontana da Dio.
Superbia della vita
Quanto è facile avere superbia della vita. Ma non possiamo avere l’amore del Padre se abbiamo la superbia della vita.
La superbia della vita non ci fa amare le persone intorno a noi. Non ci fa portare frutto spirituale. Ci fa sprecare la nostra vita. Ci fa avere un cuore spiritualmente freddo sempre più lontano da Dio. Ci allontana da Dio, perché Dio è vicino agli umili, ma resiste ai superbi.
La superbia della vita ci toglie tante cose, ma cosa ci dà? Il piacere di vederci bene. Ma quanto vale quel piacere? Quanto è profondo quel piacere?
“Che cosa infatti ti rende diverso? Che cosa hai tu che non l’abbia ricevuto? E se l’hai ricevuto, perché ti glori come se non l’avessi ricevuto?” (1Corinzi 4:7 LND)
Non abbiamo nulla di cui vantarci. Vogliamo piuttosto usare quello che abbiamo per la gloria di Dio.
Quanto è importante vedere la gravità dei nostri peccati a fondo, vedere quanto ci ingannano, vedere quanto danno ci fanno e quanto non ci fanno avere amore per gli altri.
Ripasso
Allora, come combattiamo i nostri peccati?
Non combattiamo i nostri peccati confessandoli subito per poi non pensarci più. Piuttosto, esaminiamo il peccato a fondo per riconoscere i pensieri dietro al peccato.
Riconosciamo i pensieri dietro al peccato, per demolire i pensieri che ci hanno tenuto schiavi e per capire le macchinazioni di Satana.
Non solo odiamo il peccato stesso, ma odiamo i falsi pensieri.
Così, possiamo avere la vittoria in Cristo. Possiamo camminare in libertà. Possiamo avere la gioia, possiamo avere una vita che porta frutto.
C’è vittoria sul peccato. Non siamo destinati a continuare a cadere. Grazie a Dio, la vera vita cristiana non è una vita di cadute continue. Non deve essere così. C’è vittoria in Cristo, ma spesso non usiamo le armi di Dio per distruggere i nostri ragionamenti, perché neanche li riconosciamo.
Questo è il modo in cui si combatte il peccato: appena sentiamo qualcosa che è vera, afferriamola subito e pienamente. Spesso non abbiamo vittoria perché spesso non vogliamo umiliarci.
6 Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio… 8 Siate sobri, vegliate, perché il vostro avversario, il diavolo, va attorno come un leone ruggente cercando chi possa divorare. (1 Pietro 5:6,8 LND)
“… "Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili"” (Giacomo 4:6 LND)
Vogliamo vedere e confessare tutto il peccato, non solo l’azione, ma anche il cuore che ha stimolato quell’azione. Vogliamo confessare i peccati che fanno parte del nostro carattere da anni, perché vogliamo più di Cristo.
Ogni peccato ci promette quello che non può darci: un cuore soddisfatto. Solo Cristo può darci un cuore soddisfatto. Ringraziamo Dio che in Gesù Cristo c’è pieno perdono e purificazione. In Cristo possiamo avere la liberazione. Fortifichiamoci nel Signore, non in noi stessi, e nella forza della Sua potenza.
Prego che possiamo tutti iniziare ad esaminare più a fondo quei campi della vita in cui cadiamo. Grazie a Dio per la vittoria in Cristo.