Aiuto Biblico

Esaminati secondo verità

sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per domenica, 16 luglio 2017, – cmd si –
Descrizione: La vera conoscenza di Dio produce timore di Dio, santità, e amore per gli altri. Esaminiamoci con il metro di Dio.
parole chiavi: esaminare, cammino cristiana, conoscenza gonfia, metro di vita, vera maturità.

Audio:

Come va la tua vita in Cristo? Stai camminando bene o male?

È importante che ognuno esamini se stesso, per riconoscere come sta camminando. Però, non dobbiamo esaminarci con un metro nostro, ma dobbiamo usare il metro di Dio. Infatti, se io invento un metro mio, io posso credere di stare molto bene quando in realtà sto molto male. Allora, in quella condizione, non cerco l’aiuto di Dio per cambiare.

Quindi, è importante che riconosciamo la vera condizione del nostro cuore. Solamente così possiamo crescere in Cristo.

Ripetutamente, la Bibbia parla dell'importanza di esaminarci. Per esempio, in 1 Corinzi 11, nel brano che parla della cena del Signore, leggiamo che dobbiamo esaminarci per vedere se siamo in condizione di prendere la cena del Signore. Sta dicendo perciò che dobbiamo esaminarci per vedere se c'è peccato in noi. Seguite mentre leggo 1 Corinzi 11:28-31.

“28 Ora ognuno esamini se stesso, e così mangi del pane e beva del calice, 29 poiché chi ne mangia e beve indegnamente, mangia e beve un giudizio contro se stesso, non discernendo il corpo del Signore. 30 Per questa ragione fra voi vi sono molti infermi e malati, e molti muoiono. 31 Perché se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati.” (1 Corinzi 11:28-31 LND).

Quando alla fine dice che se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati, è implicato che, esaminandoci, riconosceremo i nostri peccati e li confesseremo. Così saremo perdonati e purificati, e potremo prendere la cena in modo degno. Quindi, uno scopo fondamentale nell'esaminarci è riconoscere i peccati in noi per poterli confessare.

Passando a 2Corinzi 13:5, Paolo ci comanda di esaminarci per vedere se siamo veramente nella fede. Ve lo leggo.

“Esaminate voi stessi per vedere se siete nella fede; provate voi stessi. Non riconoscete voi stessi che Gesù Cristo è in voi? A meno che non siate riprovati.” (2Corinzi 13:5 LND)

Dobbiamo esaminarci seriamente, non dobbiamo solo presumere che siamo in Cristo. Dobbiamo veramente esaminare la nostra fede, in base al metro biblico, per riconoscere se abbiamo vera fede in Gesù Cristo. Dobbiamo esaminarci per riconoscere se veramente abbiamo riconosciuto il nostro peccato, e siamo veramente ravveduti, credendo nella giustizia di Cristo come la nostra giustizia, perché sappiamo di non avere una giustizia nostra.

Per quanto l’Apostolo Paolo fosse un grande uomo di Dio, sapeva di non avere una giustizia sua. Ascoltate quello che dichiara a riguardo in Filippesi 3:8,9.

“8 Anzi, ritengo anche tutte queste cose essere una perdita di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù mio Signore, per il quale ho perso tutte queste cose e le ritengo come tanta spazzatura per guadagnare Cristo, 9 e per essere trovato in lui, avendo non già la mia giustizia che deriva dalla legge, ma quella che deriva dalla fede di Cristo: giustizia che proviene da Dio mediante la fede,” (Filippesi 3:8-9 LND)

Se uno si vede bene, per il proprio merito, è un chiaro segno che non si è esaminato con il metro di Dio. Un vero esame porta al ravvedimento e alla fede in Cristo.

Un frutto del vero ravvedimento è che riconosciamo il nostro peccato, e che non giustifichiamo mai il peccato. Se scusiamo il nostro peccato, spiegando che abbiamo peccato a causa di qualche circostanza esterna a noi, anziché riconoscere che il nostro peccato viene dal nostro cuore, dimostriamo che il nostro cuore non è veramente ravveduto. Quindi, è importante esaminarci per vedere se siamo veramente nella fede.

Galati 6: Esaminare l’opera sua

In Galati 6, leggiamo che dobbiamo esaminarci per vedere se la nostra opera è motivo di vanto. Il senso qui non è che ci vantiamo in modo orgoglioso, ma che ci vantiamo nel senso che possiamo con cuore puro presentare la nostra opera davanti a Dio, fiduciosi di ricevere approvazione da Dio. È come, nella parabola dei talenti, quel servo che con i suoi cinque talenti ne ha guadagnati altri cinque. Egli era contento di presentarsi davanti al suo padrone. Poteva vantarsi della sua opera, perché era un'opera pura e buona. Seguite mentre leggo Galati 6:1-4, che parla di come esaminarci.

“1 Fratelli, se uno è sorpreso in qualche fallo, voi che siete spirituali, ristabilitelo con spirito di mansuetudine. Ma bada bene a te stesso, affinché non sii tentato anche tu. 2 Portate i pesi gli uni degli altri, e così adempirete la legge di Cristo. 3 Se infatti qualcuno pensa di essere qualche cosa, non essendo nulla, inganna se stesso. 4 Ora esamini ciascuno l’opera sua, e allora avrà ragione di vantarsi solamente in se stesso e non nei confronti degli altri.” (Galati 6:1-4 LND)

Questo brano inizia descrivendo chi può aiutare uno che cade nel peccato a rialzarsi. Non chiunque può aiutare uno che cade nel peccato. Infatti, solo un credente che è spirituale può aiutare chi cade nel peccato. In altre parole, solamente chi è veramente riempito di Spirito Santo, che è controllato dallo Spirito Santo, che è sottomesso allo Spirito Santo, solamente quel credente è in condizione di rialzare chi cade nel peccato. Uno che è pieno di orgoglio non è in condizione di aiutare un altro.

Questo brano non solo limita chi può aiutare uno che cade a chi è spirituale, ma avverte chi aiuta un altro di farlo con mansuetudine. Questo perché ogni vero credente cade nel peccato, e quindi, ha bisogno di aiutare con mansuetudine chi cade, sapendo che lui stesso può cadere. Chi invece non è mansueto mostra che non capisce quanto è capace di cadere per conto proprio. Infatti, il versetto avverte proprio del rischio di cadere, nonostante uno sia spirituale.

Poi, il versetto 2 ci comanda di portare i pesi gli uni degli altri, perché questo adempie la legge di Cristo. In altre parole, un vero cammino di santità e fede è un cammino in cui camminiamo umilmente davanti a Dio, aiutandoci gli uni gli altri. Uno che è pieno di conoscenza ma non vive amando gli altri non adempie la legge di Cristo.

Chi pensa di camminare bene in Cristo e non ha un cuore pronto ad aiutare gli altri inganna se stesso. Questo è il punto del versetto 3, che dichiara:

“3 Se infatti qualcuno pensa di essere qualche cosa, non essendo nulla, inganna se stesso.” (Galati 6:3 LND)

Quando il nostro cuore è pieno di orgoglio, possiamo pensare di essere qualche cosa, ovvero, possiamo credere di camminare bene, di essere bravi credenti, di essere maturi. Ma in questo caso, inganniamo noi stessi. Cioè, se ci vediamo meglio di quello che siamo, se ci vediamo bravi, se ci misuriamo con un metro nostro, anziché con il metro di Dio, e perciò, crediamo di camminare bene, inganniamo noi stessi.

Chi veramente cammina bene è pronto a riconoscere il proprio peccato. E perciò, quella persona non si vedrà come un bravo credente, ma sarà umile, riconoscendo costantemente il suo bisogno della grazia di Dio in Gesù Cristo. Questo lo terrà sempre umile. Chi invece pensa di essere qualche cosa, ovvero, chi si vede come un bravo credente, dimostra di non essere nulla.

Nel versetto 4 siamo comandati ad esaminare ognuno la propria opera, che vuol dire esaminarci con il metro di Dio. Leggo di nuovo il versetto 4.

4 Ora esamini ciascuno l’opera sua, e allora avrà ragione di vantarsi solamente in se stesso e non nei confronti degli altri.” (Galati 6:4 LND).

Quando ci esaminiamo onestamente, considerando l'opera nostra, ovvero, se abbiamo vero frutto, frutto che veramente dura, frutto prodotto dallo Spirito Santo in noi, allora, possiamo vantarci, di nuovo, non nel senso di vantarci con orgoglio, ma nel senso di trovare gioia nel fatto di avere vero frutto da presentare a Dio.

Notate che dice che ognuno esamini l'opera sua. In altre parole, ciò che ci dà motivo di gioire davanti a Dio non è la nostra conoscenza, ma è l'opera nostra, il fatto che la nostra vita produca frutto alla gloria di Dio.

La Conoscenza Gonfia

Quel passo in Galati 6 ci aiuta a capire che il metro con il quale dobbiamo esaminarci non è quanto conosciamo, ma è la nostra opera, cioè, il frutto che Dio produce tramite noi, il frutto di buone opere. Questo è perché la misura del nostro cammino non è quanto conosciamo intellettualmente, ma piuttosto, è quanto camminiamo nella verità di Dio, e quanto quella verità dirige la nostra vita in modo che dimoriamo in Cristo per portare molto frutto.

Cioè, è facile con il nostro orgoglio vederci come bravi credenti perché conosciamo molto la dottrina o la Bibbia. Uno molto carnale, e perfino un falso credente può avere tanta conoscenza intellettuale della Bibbia. La Bibbia parla molto di falsi insegnanti. Uno può essere pieno di orgoglio o di altri peccati, e conoscere bene la Bibbia in modo intellettuale. Ma non è quello ciò che ti fa essere un buon credente.

Vari anni fa, ho conosciuto una famiglia che aveva molti figli piccolissimi. Quindi, la moglie, che restava a casa per curare i figli, era estremamente indaffarata dalla mattina fino alla notte, e anche durante la notte perché doveva alzarsi per allattare il bimbo. Il marito aveva un lavoro di otto ore, e perciò, tornava a casa presto. Però, egli non aiutava la moglie. Non si dedicava né a lei né ai figli. Piuttosto, ogni giorno tornava dal lavoro e passava ore studiando la Bibbia e anche libri di teologia. Lui si considerava esperto della Bibbia, amava andare in chiesa e parlare delle cose di Dio, perché sapeva più di tanti altri. Amava pregare in chiesa, perché faceva tante preghiere profonde, piene di dottrina. Si considerava un bravo credente. Però, in realtà quell'uomo era pieno di peccato, perché non amava sua moglie come Cristo ama la Chiesa. Non si sacrificava per lei. Non la curava teneramente. Non guidava bene la sua famiglia.

Anziché amare gli altri, quest'uomo era un grande egoista, e quindi, in realtà era lontano da Dio. Però, nel suo orgoglio, visto che conosceva molto la dottrina, e aveva tanta conoscenza, credeva di essere un bravo credente. Quanto ingannava se stesso. Egli si esaminava con un metro suo, non quello di Dio. E perciò, la sua grande conoscenza lo gonfiava. Era pieno di orgoglio, a causa della sua conoscenza, e perciò, nonostante credesse di essere un bravo credente, era molto lontano da Dio.

In 1Corinzi 8, troviamo un brano che parla di questo. Vi leggo 1Corinzi 8:1,2.

“1 Ora, riguardo alle cose sacrificate agli idoli, noi sappiamo che tutti abbiamo conoscenza; la conoscenza gonfia, ma l’amore edifica. 2 Ora, se uno pensa di sapere qualche cosa, non sa ancora nulla di come egli dovrebbe sapere. (1Corinzi 8:1,2).

In questo brano, Paolo sta parlando di persone che avevano vera conoscenza. Cioè, veramente capivano la Bibbia meglio di altri. Ma visto che mancavano di umiltà e mancavano di vero amore, la loro conoscenza non li riportava più vicini a Dio, ma li teneva più lontani da Dio, perché li gonfiava. “Essere gonfio" è una descrizione di orgoglio. E ricordate che ripetutamente la Bibbia dice che Dio è contro una persona orgogliosa. Come esempio, vi leggo Giacomo 4:6.

“Ma egli dà una grazia ancor più grande; perciò dice: "Dio resiste ai superbi e dà grazia agli umili"” (Giacomo 4:6 LND)

Dio resiste ai superbi, cioè, Dio combatte contro gli orgogliosi. Dio è duro con quelli che si gonfiano. Se una persona ha conoscenza, e per questo crede di camminare bene in Cristo, si inganna da sé, e anziché essere vicino a Dio, è lontano da Dio, e Dio resiste a quella persona. Che terribile stoltezza esaminarsi in base al proprio metro, e non in base al metro di Dio.

La Legge Perfetta

Per capire la nostra condizione spirituale, è giusto considerare come va il nostro cammino in base alla legge di Dio.

Qual è il cuore dalla legge di Dio? Come possiamo riassumere la legge di Dio in poche parole? La risposta ce la dà Gesù Cristo, quando gli fu chiesto quale fosse la legge più grande. Vi leggo la risposta di Gesù Cristo, da Marco 12:28-31.

“28 Allora uno degli scribi che aveva udita la loro discussione, riconoscendo che egli aveva loro risposto bene, si accostò e gli domandò: "Qual è il primo comandamento di tutti?". 29 E Gesù gli rispose: "Il primo comandamento di tutti è: "ascolta, Israele: Il Signore Dio nostro è l’unico Signore," 30 e: "ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza". Questo è il primo comandamento. 31 E il secondo è simile a questo: "ama il tuo prossimo come te stesso". Non vi è alcun altro comandamento maggiore di questi".” (Marco 12:28-31 LND)

Quindi, la legge perfetta è di amare Dio e di amare il nostro prossimo. La vera ubbidienza, che dimostra un buon cammino, non dipende da una grande conoscenza della Bibbia, per quanto la conoscenza della Bibbia è utile. Un buon cammino dipende dall’avere un grande cuore per Dio e per gli altri. E quindi, la misura di quanto uno cammina bene non è quanto dottrina sa, non è quanto può parlare dei peccati di altri. Anzi, uno può avere una grande conoscenza, eppure essere molto lontano da Dio, perché non ama veramente Dio, o perché non ama veramente le persone intorno a sé.

Per esempio, ho parlato prima di quel marito che si impegnava moltissimo a conoscere a fondo la Bibbia e la teologia. Però, trascurava terribilmente sua moglie e la sua famiglia. Perciò, non amava Dio, perché l'amore di Dio porta all'ubbidienza ai suoi comandamenti, e Dio comanda al marito di amare la moglie. Non amava Dio, e non amava la moglie.

Quell'uomo non si esaminava attentamente in base alla legge perfetta. Perciò, quell'uomo aveva un concetto falso della propria condizione spirituale. Credeva di camminare bene, quando in realtà, camminava male. Aveva bisogno di esaminarsi in base alla legge perfetta di Dio. Ascoltate mentre leggo Giacomo 1:25, che parla di questo.

“Ma chi esamina attentamente la legge perfetta, che è la legge della libertà, e persevera in essa, non essendo un uditore dimentichevole ma un facitore dell’opera, costui sarà beato nel suo operare.” (Giacomo 1:25 LND).

Quindi, se uno ama condividere al culto, o ama pregare, ma non riconosce dove la sua vita non corrisponde ai comandamenti di Dio, quello è un uditore della parola, ma non un facitore. Quello inganna se stesso, vedendosi bene perché ha tanto da dire, ma non riconoscendo che vive male agli occhi di Dio. Manca l'umiltà, e quello che dice, anche se è vero, non edifica. Quello che prega, anche se è vero, non glorifica Dio.

Una persona così dovrebbe umiliarsi davanti a Dio, per essere aggravato per il proprio cammino, per i propri peccati, e non credere che solo perché ha da dire sia vicino a Dio. Non deve credere che solo perché passa molto tempo imparando meglio la Bibbia allora è un bravo credente. Questo non lo fa essere più vicino a Dio.

Quello che ci fa stare vicino a Dio è quando camminiamo umilmente davanti a Dio, per fede, una fede vera che produce ubbidienza. Un cammino vicino a Dio è fondato sul vero amore per Dio, e vero amore per il nostro prossimo.

Timore di Dio

La vera fede, un vero cammino vicino a Dio, è un cammino in cui c'è timore di Dio, quella riverenza legata all'umiltà che è il principio della sapienza e della scienza. Timore di Dio è il contrario dell’orgoglio. Cioè, chi ha timore di Dio non è orgoglioso, chi è orgoglioso non ha timore di Dio. Il timore di Dio è il principio della vera saggezza. In Proverbi 1:7 leggiamo:

“Il timore dell’Eterno è il principio della conoscenza, ma gli stolti disprezzano la sapienza e l’ammaestramento.” (Proverbi 1:7 LND)

La conoscenza gonfia, ovvero, la conoscenza che non è legata al timore di Dio, quella conoscenza gonfia ed è stoltezza. Quando invece c’è timore di Dio, quel timore che produce una vita di santità, è il principio della vera conoscenza, della vera scienza, della vera salvezza.

Cioè, se non c'è il vero timore di Dio, qualunque conoscenza è una conoscenza carnale, e non porta la persona più vicino a Dio.

Invece, è proprio il timore di Dio, quell'umiltà di avere timore e riverenza per Dio, il principio, ovvero la base, della vera conoscenza, ciò che produce frutto spirituale.

Se uno non ha timore di Dio, non camminerà umilmente davanti a Dio. Mancherà nell’amore per gli altri. Sarà lontano da Dio. Senza il timore di Dio, non sarà afflitto dalla gravità del proprio peccato.

Una persona così, senza timore di Dio, valuterà la propria vita in base alla sua conoscenza, o a certi impegni, e si crederà saggio.

Ma la sua condizione è grave, ed è peggio di uno stolto. Ascoltate quello che leggiamo in Proverbi 26:12.

“Hai visto un uomo che si crede saggio? C’è maggiore speranza per uno stolto che per lui,” (Proverbi 26:12 LND)

Uno che si crede saggio perché ha una conoscenza intellettuale della Bibbia, ma non ha un cammino di ubbidienza e timore di Dio, quell'uomo o quella donna è uno vero stolto.

Secondo Pietà

Quel che è importante capire è che la vera dottrina è secondo pietà, in altre parole, la vera dottrina produce una vita di pietà, che è una parola che descrive una vita di riverenza per Dio e un cammino santo. Vi leggo quello che Paolo dichiara in 1Timoteo 6:3-5, parlando di coloro che predicavano una dottrina che non produce la pietà.

“3 Se uno insegna una dottrina diversa e non si attiene alle sane parole, quelle del Signor nostro Gesù Cristo e alla dottrina che è secondo pietà, 4 è gonfio e non conosce nulla, ma ha un interesse morboso in questioni e dispute di parole, da cui nascono invidia litigi, maldicenze, cattivi sospetti, 5 vane dispute di uomini corrotti nella mente e privi della verità che stimano la pietà essere fonte di guadagno, da costoro separati.” (1Timoteo 6:3-5 LND)

La vera dottrina, la vera conoscenza, è sempre secondo pietà, ovvero, produce sempre pietà, una vita di santità e timore di Dio. Qualunque insegnamento, per quanto assomiglia alla Bibbia, che non produce la pietà, un cammino di riverenza per Dio, e santità, non è vera.

Chi ha una dottrina che non produce la pietà è gonfio, e non conosce nulla, in altre parole, pur credendo di conoscere tante cose, è orgoglioso ed è uno stolto. Questo brano dichiara che tali uomini sono corrotti nella mente e privi della verità.

Un altro brano che ci aiuta a capire quel che la vera dottrina di Dio produce nella vita di chi la conosce è 1Timoteo 1:5-7. Seguite mentre ve lo leggo. In questo brano, la dottrina di Dio viene chiamata “il comandamento”. Notate quello che la vera dottrina, il comandamento, produce. Produce l’amore, un cuore puro, una buona coscienza e una fede genuina. Ve lo leggo.

“5 Ora il fine del comandamento è l’amore, che viene da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede non finta. 6 Alcuni, essendosi sviati da queste cose, si sono rivolti a discorsi vani e, 7 volendo essere dottori della legge, non comprendono né le cose che dicono né quelle che affermano.” (1Timoteo 1:5-7 LND)

Il vero insegnamento, qua chiamato il comandamento, produce l'amore, l'amore per Dio e l'amore per il prossimo. Produce anche un cuore puro, ovvero un cuore che riconosce e confessa il peccato. Produce una buona coscienza, e cioè sapere di aver confessato i propri peccati. E produce una fede non finta, ovvero, una vera fede in Gesù Cristo, una fede che guarda a Gesù per la giustizia.

In altre parole, una conoscenza vera di Dio produce chiaro frutto nella vita di chi ha quella conoscenza. Produce ubbidienza ai comandamenti, produce umiltà, produce una vita dove il vivere rispecchia il parlare, e produce un vero amore per gli altri.

Quanto è triste che ci siano tanti oggi che vogliono essere dottori della legge, e magari conoscono tante cose intellettualmente, ma le loro vite non sono pieno di riverenza per Dio, né di umiltà, né di santità. Oggi, è facile mettersi su Facebook o Youtube e predicare agli altri. Ma tanti di coloro che lo fanno non hanno una vita piena d'amore, un cuore puro e una buona coscienza davanti a Dio.

Prego che possiamo esaminarci con il metro di Dio, e non con il nostro metro.

Conclusione

Allora, alla domanda: come va il tuo cammino in Cristo? Stai camminando bene o camminando male? La risposta vera non è in base a quello che pensi tu, non è in base al metro che tu hai stabilito. Il vero metro di come stai camminando è il metro che Dio ha stabilito. Dobbiamo esaminarci in base a quello che Dio ha stabilito.

Quello che ci rende buoni credenti, quello che ci fa essere vicini a Dio, non è la conoscenza intellettuale della Bibbia. Non è l'essere bravi a parlare della Bibbia o bravi a pregare. Certamente è importante conoscere la Bibbia. Però, quello che ci rende vicini a Dio è quanto la nostra vita assomiglia a Gesù Cristo.

Per essere vicini a Dio dobbiamo essere umili. Dobbiamo avere timore di Dio. Dobbiamo avere vero amore per gli altri, dobbiamo camminare umilmente davanti a Dio, riconoscendo e confessando i nostri peccati.

Prego che possiamo essere un popolo sempre più così. Guardiamo a Dio, aggrappiamoci a Gesù Cristo come nostra giustizia. Esaminiamoci spesso, per essere sicuri di camminare nella luce.

Grazie a Dio che per mezzo di Cristo, possiamo camminare nella luce Grazie a Dio per lo Spirito Santo, che ci convince del peccato.