A chi dovremmo chiedere consigli? Chi dovremmo ascoltare? Chi dovremmo imitare?
La vita è fatta di decisioni piccole e grandi. Nella vita, quando dobbiamo prendere una decisione, è facile trovare persone che ci danno consigli.
Chi dovremmo ascoltare? I consigli possono essere in contrapposizione, ma anche se ricevo solo un consiglio, è giusto seguire quel consiglio? Come possiamo sapere chi è che ci dà buoni consigli, e chi ci dà brutti consigli?
Vogliamo considerare Roboamo, il figlio di Salomone, e i consigli che ricevette quando iniziò a regnare. Leggiamo 1Re 11:41 – 1Re 12:16
“41 Il resto delle gesta di Salomone, tutto ciò che fece e la sua sapienza non sono forse scritte nel libro delle gesta di Salomone? 42 Il tempo in cui Salomone regnò in Gerusalemme su tutto Israele fu di quarant’anni. 43 Poi Salomone si addormentò con i suoi padri e fu sepolto nella città di Davide suo padre; al suo posto regnò suo figlio Roboamo. 12:1 Roboamo andò a Sichem, perché tutto Israele era venuto a Sichem per farlo re. 2 Quando Geroboamo, figlio di Nebat, venne a saperlo (egli era in Egitto, dove era fuggito lontano dalla presenza del re Salomone) e Geroboamo viveva in Egitto. 3 Allora lo mandarono a chiamare. Così Geroboamo e tutta l’assemblea d’Israele vennero a parlare a Roboamo e gli dissero: 4 "Tuo padre ha reso il nostro giogo pesante; ora tu alleggerisci la dura servitù di tuo padre e il giogo pesante che egli ci ha imposto e noi ti serviremo". 5 Egli rispose loro: "Andatevene e tornate da me fra tre giorni". E il popolo se ne andò. 6 Allora il re Roboamo si consigliò con gli anziani che erano stati al servizio di suo padre Salomone, quando era in vita, e disse: "Che cosa mi consigliate di rispondere a questo popolo?". 7 Quelli gli risposero, dicendo: "Se oggi ti farai servo di questo popolo e li servirai, se ti mostrerai condiscendente verso di loro e dirai loro buone parole, essi saranno tuoi servi per sempre". 8 Ma Roboamo rifiutò il consiglio che gli anziani gli avevano dato e si consigliò con i giovani che erano cresciuti con lui ed erano al suo servizio, 9 e disse loro: "Che cosa mi consigliate di rispondere a questo popolo che mi ha parlato, dicendo: "Alleggerisci il giogo impostaci da tuo padre"?". 10 Allora i giovani che erano cresciuti con lui gli risposero, dicendo: "Così risponderai a questo popolo che si è rivolto a te dicendo: "Tuo padre ha reso pesante il nostro giogo; ora tu alleggeriscilo". Così dirai loro: "Il mio dito mignolo è più grosso dei fianchi di mio padre; 11 perciò, se mio padre vi ha caricati di un giogo pesante, io lo renderò ancora più pesante; se mio padre vi ha castigati con fruste, io vi castigherò con flagelli"". 12 Tre giorni dopo Geroboamo e tutto il popolo vennero da Roboamo, come aveva ordinato il re, dicendo: "Tornate da me fra tre giorni". 13 Il re rispose al popolo duramente, rifiutando così il consiglio che gli anziani gli avevano dato; 14 parlò invece al popolo secondo il consiglio dei giovani, dicendo: "Mio padre ha reso pesante il vostro giogo, ma io lo renderò più pesante ancora; mio padre vi ha castigati con fruste, ma io vi castigherò con flagelli". 15 Così il re non diede ascolto al popolo, perché l’andamento delle cose dipendeva dall’Eterno, affinché si adempisse la parola che l’Eterno aveva rivolto a Geroboamo, figlio di Nebat, per mezzo di Ahijah di Sciloh. 16 Quando tutto Israele vide che il re non gli dava ascolto, rispose al re, dicendo: "Che parte abbiamo noi con Davide? Non abbiamo alcuna eredità col figlio di Isai! Alle tue tende, o Israele! Ora provvedi alla tua casa o Davide!". Così Israele andò alle sue tende.” (1Re 11:41-12:16 LND)
Roboamo ha perso tutte le tribù tranne Giuda e Beniamino perché ha ascoltato le persone sbagliate. Era un consiglio molto sbagliato.
Ma, questi giovani volevano il bene o il male di Roboamo secondo il loro metro? Volevano il suo bene.
Avevano il bene del popolo in mente?
Avevano saggezza, oppure, avevano orgoglio? Non avevano saggezza. Quindi, volevano il bene di Roboamo, ma non avevano saggezza. Perciò il bene che volevano non era il vero bene.
Uno può amarci, e volere il nostro bene, ma comunque darci brutti consigli.
Se uno crede ed è convinto che una cosa sia la cosa migliore, ma sbaglia, ci consiglierà e ci spingerà verso quella cosa. Ci spingerà lontano da Dio pensando di farci del bene perché non ha saggezza.
Quindi, non basta la sincerità. E questo vale per i genitori. Tanti genitori credenti hanno rovinato i loro figli, spingendoli nella direzione sbagliata perché sono stati influenzati dal mondo.
Come possiamo capire quali consigli seguire o quali non seguire?
Dobbiamo capire se la cosa è veramente dal Signore. Consideriamo alcuni brani.
Da chi dovremmo prendere consigli?
Leggiamo il Salmo 1:1-3
1 Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori, 2 ma il cui diletto è nella legge dell’Eterno, e sulla sua legge medita giorno e notte. 3 Egli sarà come un albero piantato lungo i rivi d’acqua, che dà il suo frutto nella sua stagione e le cui foglie non appassiscono; e tutto quello che fa prospererà. (Salmo 1:1-3)
Questo Salmo inizia dichiarando che per essere benedetti, dobbiamo evitare di camminare nel consiglio degli empi. Dobbiamo evitare di fare degli empi la nostra compagnia.
Chi è un empio? Secondo il mondo, una persona più malvagia rispetto a quello considerato normale. Secondo il metro di Dio, un empio è chiunque è senza Cristo. Anche noi eravamo empi una volta, perché di natura, siamo tutti peccatori e
eravamo per natura figli d’ira, come anche gli altri.
e seguivamo
il corso di questo mondo, secondo il principe della potestà dell’aria…
Non dobbiamo camminare nel consiglio degli empi, cioè non dobbiamo ascoltare il loro consiglio. Non hanno timore di Dio.
Ricordiamo che il principio della saggezza è il timore di Dio. Chi non ha timore di Dio non può avere vera saggezza.
Certamente, posso chiedere consiglio ad un meccanico per la mia macchina. Posso chiedere ad un medico come curare un problema fisico. Posso chiedere ad uno con molta esperienza come curare le mie galline.
Ma per quanto riguarda decisioni in cui c’entrano principi biblici, non dovrei nemmeno chiedere ad uno che è senza Dio. Non dovrei chiedere a non-credenti consigli che riguardano la vita, le scelte, i miei ruoli come genitore o marito o fratello di chiesa, i miei affari, il mio comportamento e come reagire, e tutto quello di cui ne parla la Bibbia.
Quindi, il primo principio è di non accettare consigli da chi non ha Cristo.
Spesso, non credenti, in famiglia o parenti non credenti, ci danno consigli, ma non sono consigli da Dio. Non cercano il nostro bene spirituale. Forse cercano quello che loro pensano essere un bene terreno, ma sicuramente, escludono quello che è più importante: camminare vicino a Dio per avere la sua benedizione.
Esempi di persone da evitare
Consideriamo due brani che ci mostrano esempi di persone che dobbiamo evitare.
Romani 16:17,18 parla di persone che sono credenti oppure dicono di essere credenti.
17 Or io vi esorto, fratelli, a guardarvi da quelli che fomentano le divisioni e gli scandali contro la dottrina che avete appreso, e ritiratevi da loro; 18 costoro infatti non servono il nostro Signore Gesù Cristo ma il proprio ventre, e con dolce e lusinghevole parlare seducono i cuori dei semplici. (Romani 16:17,18)
Dolce e lusinghevole parlare vuol dire che suona bene quello che la persona dice. Quello che dice sembra saggio e convincente ed è detto con dolcezza.
Ma queste sono persone che non stanno cercando la gloria di Dio. Non stanno servendo Dio. Stanno servendo il proprio ventre, la loro gloria, il loro vantaggio. Sono persone che non accettano la dottrina giusta. Si definiscono credenti, ma vogliono spingere altri a credere alle loro false dottrine. Dice: “ritiratevi da loro”. Quindi, sono persone da evitare completamente. Non bisogna avere contatti con loro.
Poi, in 2 Tessalonicesi 3:14 dice:
14 E se qualcuno non ubbidisce alla nostra parola scritta in questa epistola, notate quel tale e non vi associate a lui, affinché si vergogni. (2Tessalonicesi 3:14)
Abbiamo già parlato del fatto che non dobbiamo ascoltare non credenti, ma non dobbiamo ascoltare nemmeno chi dice di essere credente ma non cammina bene davanti al Signore. Questo versetto in 2 Tessalonicesi si riferisce ad un credente che non cammina bene. Non possono darci buoni consigli. Non ci dobbiamo nemmeno associare con chi non cammina in ubbidienza. Ancora meno dobbiamo accettare consigli da loro.
Perché?
Perché non stanno cercando quello che vale veramente, e perciò, non possono darci consigli saggi, perché loro stessi non camminano in modo saggio.
Chi ascoltare?
Allora, chi dovremmo ascoltare?
Nella Bibbia, Dio ci mostra che non dobbiamo ascoltare chiunque dice di essere credente, ma anche da chi prendere consigli.
Per esempio, in Filippesi 4:9 dice:
9 Quelle cose che avete imparato, ricevuto e udito da me e veduto in me, fatele, e il Dio della pace sarà con voi. (Filippesi 4:9)
Notate che Paolo dice di imitare la sua vita, perché cammina come il Signore. quindi, questo è una guida per tante decisioni.
1 Siate miei imitatori, come anch’io lo sono di Cristo. (1Corinzi 11:1)
Paolo sta dicendo che imita Cristo, quindi, è giusto che i credenti imitino la sua vita.
Come c'entra questo con chiedere consigli? Vedo come lui ha vissuto e come ha scelto una casa, una macchina o come ha cresciuto i suoi figli. Imito il suo modo di prendere decisioni perché vedo il frutto buono delle sue scelte. Vado da chi ha più di Cristo
Anche in 1 Corinzi 4, Paolo dice ai credenti e quindi anche a noi:
“Vi esorto dunque a divenire miei imitatori.” (1Corinzi 4:16)
Inoltre, Dio comanda ai conduttori di essere di esempio per il gregge. Il ruolo principale degli anziani è quello di essere di esempio per come vivere la vita cristiana.
In 1 Timoteo 3 e Tito 1 sono elencate le qualifiche per gli anziani che riguardano la famiglia, come lavorare, come pensare, e come prendere decisioni.
In 1 Pietro 5, Pietro esorta gli anziani:
“1 Esorto gli anziani che sono fra voi, io che sono anziano con loro e testimone delle sofferenze di Cristo e che sono anche partecipe della gloria che dev’essere rivelata: 2 pascete il gregge di Dio che è fra voi, sorvegliandolo non per forza, ma volentieri, non per avidità di disonesto guadagno ma di buona volontà, 3 e non come esercitando dominio su coloro che vi sono affidati, ma essendo i modelli del gregge. (1Pietro 5:1-3)
Notate che la parte centrale per essere un anziano-pastore è quella di essere un modello per il gregge ed avere una vita che sia un esempio da imitare per gli altri.
Non è solo una questione di chiedere consigli, ma anche imitare il suo comportamento con i figli, con la moglie, con la chiesa, come guida, come trasmette saggezza e come la moglie lo segue e lo appoggia.
In Ebrei 13:17 leggiamo:
7 Ricordatevi dei vostri conduttori, che vi hanno annunziato la parola di Dio e, considerando il risultato della loro condotta, imitate la loro fede. (Ebrei 13:17)
In questo versetto, siamo esortati a ricordare i nostri conduttori e considerare il risultato della loro condotta. Questo vuol dire guardare e considerare la loro vita, i loro rapporti, tutto. Un conduttore sarà qualcuno che è stato nella fede per molti anni. Non sarà un neo-credente. Paolo dice di non imporre le mani troppo presto su un giovane perché può “gonfiarlo”.
Quindi, bisogna considerare il risultato della condotta dei conduttori. Considerare il comportamento dei loro figli già grandi, il loro matrimonio, la loro vita stabile e la loro prudenza. Infine, è da considerare il frutto delle loro scelte, per poi imitare la loro fede.
“Fede” in questo contesto, vuol dire il modo in cui vivono come credenti. Quindi, “imitare la loro fede” vuol dire imitare il loro modo di vivere, il modo in cui prendono le loro decisioni, e tra l'altro, come hanno vissuto.
Per esempio, potresti notare che non comprano cose a rate. Magari, avevano una vecchia macchina, ma rifiutavano di comprarne una nuova a rate. In quella decisione, potresti vedere un principio ed imitare la loro fede, il loro modo di vivere.
Oppure, ammetti quante volte avresti preso la via più facile con i tuoi figli, ma consideri come loro mantenevano un certo ordine ed autorità in casa come genitori, ma con tanto amore e spiegazioni che i figli capivano. Osservi come hanno trasmesso principi sani e che i figli erano molto capaci a valutare le decisioni. Quindi, anche in questo vorresti imitare la loro fede, il loro cammino.
Poi, se dobbiamo osservare chi cammina bene e considerare la loro condotta, dobbiamo anche osservare chi non ha buoni frutti e NON imitarli. Se qualcuno NON ha un buon cammino, se NON c’è molto frutto nella sua vita, se NON abbonda nel frutto dello Spirito, la sua fede NON è da imitare.
Dobbiamo osservare attentamente le persone, per capire chi imitare e per poter capire a chi chiedere consigli. Leggo Filippesi 3:17.
17 Siate miei imitatori, fratelli, e considerate coloro che camminano così, secondo l’esempio che avete in noi. (Filippesi 3:17)
Dobbiamo proprio considerare la vita delle persone intorno a noi e chi cammina bene. Dobbiamo riconoscere chi vive una vita che rispecchia Cristo, che ha frutto spirituale, ed è pieno del frutto dello Spirito.
Alcune indicazioni che utilizzo personalmente per capire a chi voglio chiedere consigli sono: se ha frutto dello Spirito, una certa conoscenza della Bibbia, ma soprattutto frutto dello Spirito. Se c'è tanto di Cristo in quella persona. Un cuore pieno di amore che si sacrifica per gli altri perché questo è il cuore di Cristo per gli altri. Non voglio ascoltare chi non si sacrifica totalmente per gli altri perché non rispecchia Cristo. Quindi, osservo la loro vita e cerco le persone che vivono più come Cristo, che hanno frutto spirituale e che si basano sui principi di Dio. Imito la loro fede, il loro cammino e vado da loro per chiedere dei consigli.
L'importanza di aiutare i figli a capire tutto questo
Una parola per i genitori: è importantissimo non dire ai figli solamente come dovrebbero fare in determinate situazioni, soprattutto se hanno più di 5 anni. Non li aiuta a crescere se solo gli dite qual è la via giusta oppure se dite: “perché ti ho detto”. È necessario aiutarli a crescere nel riconoscere e valutare loro stessi qual è la via giusta.
Per fare questo, bisogna investire tanto tempo parlando e valutando insieme per trasmettere la motivazione, lo scopo, ed i principi che ci sono dietro la scelta giusta. Se si fidano di te, senza capire la motivazione e senza imparare veramente come prendere decisioni sagge, avranno difficoltà e non sapranno scegliere la cosa giusta o saggia quando, per esempio, arrivano situazioni scomode o pressioni dagli amici.
Io e Serena abbiamo visto tante situazioni in cui i figli di genitori che guidano e decidono, senza aiutare i figli a valutare, possono vivere bene finché non escono da casa, ma poi quando vanno a vivere per conto proprio, fanno naufragio e seguono vie disastrose. Non sanno come vivere perché i genitori non hanno preso il tempo per trasmettere saggezza.
Applicazioni
Condivido un esempio di una giovane donna che mi ha detto che una sua zia, credente di nome, le ha detto che doveva vestirsi in modo più sexy, altrimenti non avrebbe mai potuto trovare un uomo.
Come dovrebbe vedere questo consiglio quella giovane donna? Perché? Come può vedere se questo è un buon consiglio oppure no?
Prima di tutto, è da considerare la vita della zia. Ci tiene tanto all'apparenza? Suppongo che la zia cerca di essere notata. È una donna che ci tiene all’apparenza esclusivamente in casa e per suo marito o ci tiene soprattutto quando esce da casa? Allora, per chi si veste? Si veste per gli altri che sono fuori, soprattutto per gli altri uomini. E a quel punto, sta invitando suo marito ad apprezzare le altre donne. Per lei sarà normale che suo marito apprezzi altre donne, perché lei sta dichiarando con le sue azioni che ci tiene ad essere apprezzata dagli uomini.
Poi, quale marito attirerebbe questa giovane donna se dovesse seguire il consiglio della zia? Un uomo che cerca ragazze carine e sexy. Ed un domani lei invecchia, ingrassa e suo marito sarà ancora attirato dalle giovani donne.
Questo è un matrimonio benedetto e sano? La giovane donna vuole un uomo così? Non è un buon matrimonio questo.
Questa giovane donna dovrebbe riconoscere che la zia dice di essere credente, ma quando va a trovarla non è che esce da casa della zia avendo visto molto più di Cristo. Quindi, dovrebbe scartare i consigli della zia perché non sono da Dio.
Quindi, bisogna valutare la vita della persona che sta dando i consigli. È da considerare se quel consiglio va d’accordo con principi biblici. In questo caso chiaramente va contro i principi della Parola di Dio. Bisogna valutare dove quella scelta ti potrebbe portare.
Un altro esempio: qualcuno ti consiglia per quanto riguarda una scelta di lavoro. Allora, quando consideri la vita della persona che ti consiglia di accettare un lavoro piuttosto che un altro, le sue scelte sono basate sull'avere più di Cristo? O non vedi questo? Se la persona che mi dà consigli non ha a cuore il regno di Dio, scarto i suoi consigli. Io voglio più di Cristo, quindi, di conseguenza, non darò retta alla persona che vuole poco di Cristo.
Un altro esempio: come crescere figli. Il mondo ed anche la nostra carne sono contro di noi. Anche in questo campo vogliamo considerare chi ci sta dando consigli: come hanno allevato i loro figli e come questi sono cresciuti? Come sono i rapporti in casa? I figli adulti tornano dai genitori per avere saggi consigli, perché hanno visto la prudenza e la sobrietà nei loro genitori? Si capisce molto di più del frutto dell'impegno dei genitori quando consideri come si comportano i figli che vivono fuori casa, perché se hanno visto nei genitori grande saggezza, vorranno consigli anche quando vivono per conto loro.
Altri campi in cui servono consigli sono: dove vivere oppure la scelta di come vivere come moglie o come marito.
È importante notare che spesso Satana si serve di credenti ed anche di altri. Pensiamo ad una giovane mamma che ha una vita piena di impegni. Un' amica di chiesa va da lei e le chiede: “ma non hai mai tempo per te? Non prendi mai una baby-sitter neanche per avere un po’ di tempo per te?”
Allora, questa amica sta cercando il bene della giovane mamma secondo il suo metro, perché lei vede il valore di avere tempo per sé perché non ha il cuore di Cristo. Quest'amica pensa a quanto sarebbe stanca se dovesse dedicarsi alla famiglia tutti i giorni e crede che sarebbe utile avere un po’ di tempo per sé stessa. Alla fine, cerca un bene, secondo lei, che in realtà è un male.
Poi, il seme è stato piantato e che cosa penserà quella giovane mamma durante un giorno difficile quando è stanca: “oh, non ho tempo per me. Avrei bisogno di tempo per me!” Da dove è venuto quel pensiero malvagio che crea scontentezza?
Oppure un amico chiede al marito: “ma non hai un po’ di tempo per te? Qualche hobby? Qualche passatempo? Tu lavori sempre. Non riesci ad avere un po’ di tempo per te stesso?” Il marito può sempre rispondere all'amico dicendo che sta bene, ma quel seme del dubbio resta dentro.
Possono amici, ragazzi o adulti mettere semi con suggerimenti o idee in testa ai nostri figli? Possiamo cercare di convincerci quanto vogliamo, che i nostri figli scartano subito queste idee o pensieri, ma siamo stolti se lo pensiamo. Quando qualcuno mette un pensiero dentro, quel pensiero rimane. Satana è furbo. Un seme germoglia solo dopo una settimana o anche dopo anni? Certi semi non germogliano subito e un domani, quando il figlio è frustrato per qualche regola o qualche situazione, quel seme che sembrava non produrre nulla di visibile al momento, cresce dentro comunque e poi, germoglia: il figlio esplode e i genitori si guardano chiedendosi: “da dove è venuto tutto questo?” Da quel seme piantato due anni prima nel cuore del figlio.
È importante parlare di queste cose in modo che il marito o la moglie o il figlio sappiano valutare e capire la fonte, la menzogna, e l’inganno e fino a dove quel pensiero potrebbe portare, affinché quando il figlio avrà una scelta davanti a sé un domani, saprà scegliere in modo saggio.
Chiunque può capire che un pensiero non va bene, perché magari non ti attira per niente in quel momento. Però, se non distruggi quel pensiero, lasci il seme nel terreno fertile del tuo cuore. Magari non crescerà subito, ma un domani, in un momento di debolezza spirituale, comincerà a germogliare quando non hai la forza spirituale per distruggere quel pensiero.
È essenziale avere l’abitudine di valutare costantemente, e non valutaresolo sul momento, i consigli dati direttamente a tuo figlio, ma anche gli esempi portati da altre famiglie. Per esempio: “sai che hanno comprato questo per il mio amico?” o “Sai che hanno fatto questo insieme?” Il genitore non dovrebbe rispondere al figlio dicendo soltanto: “ma noi non facciamo quelle cose.” Sarebbe MOLTO meglio prendere quell'esempio e passare del tempo insieme per valutare la situazione e la scelta, anche se al proprio figlio non interessa passare ore o settimane a considerare quella situazione. Crescere nel valutare richiede tempo, forza ed impegno.
Cresciamo nel valutare e nell'aiutare i nostri figli ad essere capaci di valutare, non fidandosi ciecamente di noi.
Conclusione
Allora, chi dovremmo ascoltare? Da chi dovremmo ricevere consigli? Chi dovremmo imitare? In risposta a queste domande, consideriamo bene se vediamo tanto di Cristo in quella persona. Consideriamo se cammina bene o se ha qualche campo in cui non segue bene Cristo. C’è tanto frutto spirituale in quella persona? Se non c'è, non prendiamo tempo per ascoltare i suoi consigli. C’è tanto di Cristo, timore di Dio e risultati fruttuosi dalle sue decisioni? Il suo traguardo per me è che io abbia più di Cristo e che porti più frutto per la Sua gloria?
Qual è lo scopo della donna che consiglia la giovane mamma a dedicare del tempo a sé stessa? È un motivo che spingerebbe la giovane mamma più verso Cristo oppure quella donna non vede il fatto di crescere i figli come un grande privilegio ed un investimento per il regno, ma piuttosto come un dovere. Visto che lo vede in modo sbagliato, la sua valutazione non può essere buona o giusta.
Se ascoltiamo soltanto quello che una persona dice, senza indagare, non capiremo i suoi pensieri. Richiede impegno capire i pensieri e la motivazione dietro ad un consiglio, ma ne vale la pena. Non si può tornare indietro, quindi, questo impegno aiuta affinché cresciamo in saggezza e in santità anche nello scegliere bene, per avere una vita benedetta con meno rimpianti.
Cresciamo nella saggezza, imitando chi cammina bene, chiedendo consigli da chi ha tanto frutto, per investire bene, e per presentare al nostro Dio vite sante, pure e piene di frutto e di buone opere.