Nella vita, ci sono ruoli diversi. C’è chi guida, chi ha autorità, e poi, c’è chi ha il ruolo di seguire. Ogni persona nasce con il ruolo di seguire. In realtà, per tutta la vita abbiamo ruoli diversi in cui siamo chiamati a seguire. Però, spesso, si arriva anche ad avere il ruolo di guidare, ad avere un’autorità limitata, ad essere un leader.
Per esempio, ogni figlio in casa che non è ancora un adulto è chiamato a seguire i genitori. Ogni moglie è chiamata a sottomettersi al marito. I membri di chiesa sono comandati ad ubbidire alla guida di chiesa.
Ogni marito è una guida della famiglia. Ogni genitore guida i figli. Ogni anziano o pastore è una guida di chiesa.
Alcuni di noi potrebbero avere un ruolo di guida al lavoro, anche se allo stesso tempo abbiamo il ruolo di seguire altri che guidano noi.
Il fatto che uno sia una guida, non vuol dire che svolga bene questo ruolo di guida. In realtà, essere una guida è una grande responsabilità davanti a Dio. Quanto è importante che chi ha un ruolo di guida, ricordi sempre che deve rispondere a Dio per come guida coloro che Dio gli ha dato da curare. Per esempio, in Ebrei 13:17, leggiamo un'esortazione ai membri di chiesa ad ubbidire ai loro conduttori. Però, notate anche l’immensa responsabilità davanti a Dio che hanno coloro che guidano la chiesa. Devono rendere conto a Dio. Ve lo leggo.
7 Ubbidite ai vostri conduttori e sottomettetevi a loro, perché essi vegliano sulle anime vostre, come chi ha da renderne conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando, perché ciò non vi sarebbe di alcun vantaggio. (Ebrei 13:17)
Avete notato che le guide di chiesa devono rispondere a Dio per le anime delle persone che guidano? Che immensa responsabilità. Devono rispondere a Dio per come hanno guidato e curato le persone che Dio ha affidato alla loro cura. Questo è vero in ogni rapporto in cui si svolge il ruolo di guida. Per esempio, in Colossesi 4:1 leggiamo di padroni nel posto di lavoro:
“Padroni, fate ciò che è giusto e ragionevole verso i servi, sapendo che anche voi avete un Padrone nei cieli.” (Colossesi 4:1 LND)
Il punto di questo brano è che ogni padrone, ogni uomo che ha un ruolo di guida e di autorità nel lavoro, deve stare in guardia a come svolge il ruolo di guida, perché egli stesso ha un Padrone in cielo a cui deve rendere conto per come ha guidato. Egli dovrà rendere conto a Dio per come ha guidato coloro che Dio ha affidato alla sua autorità.
Quindi, è importante capire che ognuno di noi che ha qualsiasi ruolo di guida, formale o informale, deve rispondere a Dio per come svolge il suo ruolo.
Quanto è importante vivere ricordando che dobbiamo rendere conto a Dio. E qua, voglio dichiarare una verità fondamentale.
Ogni autorità umana è una autorità delegata da Dio. Nessuno ha autorità in sé che può usare come vuole. Usare l’autorità per se stessi significa andare contro Dio. Ogni ruolo di autorità è un’autorità che ci viene delegata da Dio, per cui dobbiamo rispondere a Dio.
Alla luce di questo, vorrei insieme a voi considerare, secondo i principi biblici, che cos’è un vero leader, una vera guida, uno che esercita bene l'autorità, come Dio comanda.
Questo insegnamento è un inizio per capire meglio come guidare. Prego che la persona che ha un ruolo di guida, o che avrà in futuro un ruolo di guida, possa avere occhi aperti per crescere sempre più come guida per potersi presentare senza vergogna a Dio.
Quindi, consideriamo insieme che cos’è una guida secondo il metro di Dio. Una vera guida, come Dio intende, porta benedizioni sulle persone che gli sono affidate, sulle quali ha un certa autorità.
Una guida è un esempio
Ci sono tanti aspetti di che cos’è una vera guida. Una verità da ricordare è che una guida non è perfetta, ma una guida è chiamata ad essere un esempio. È chiamata ad essere un esempio da seguire.
Certamente, una guida dovrebbe cercare di camminare bene in ogni campo. Quanto è difficile seguire una guida che guida secondo la carne, nel suo peccato. Questo è molto pesante.
Però anche la guida migliore cadrà. Avrà momenti in cui cade, in cui sbaglia, in cui pecca. Anche in questo caso, una vera guida è un esempio da seguire su come agisce quando cade.
Che cosa fa una vera guida quando cade? Come può essere un buon esempio, anche quando cade?
Egli può essere un buon esempio quando cade, se si umilia, riconosce e confessa di cuore i suoi peccati.
Questa è una guida. Egli è un esempio anche quando cade.
Ad ognuno di voi che ha un ruolo di guida chiedo: tu cerchi di camminare bene, di camminare con timore di Dio. E perciò, quando cadi, sei un buon esempio? Sei un esempio di cosa vuol dire umiliarsi e confessare i propri peccati? O che possiamo essere guide con questo cuore.
Nel modo di parlare
Parliamo di alcuni aspetti di cosa vuol dire essere una buona guida. Quanto cambia la vita quando coloro che guidano, svolgono bene il loro ruolo.
Uno degli aspetti più importanti della vita è come parliamo. Una vera guida è un esempio nel suo modo di parlare. Un brano che ci dichiara come dobbiamo parlare è Colossesi 4:6. Lo leggo.
“Il vostro parlare sia sempre con grazia, condito con sale, per sapere come vi conviene rispondere a ciascuno.” (Colossesi 4:6 LND)
Dio comanda che il nostro parlare sia sempre con grazia. Questo è un comandamento per ogni credente, ma è estremamente importante che chi ha un ruolo di guida parli così. La guida è un esempio per coloro che guida. Per esempio, pensiamo ad un genitore. Se un genitore parla con frustrazione, se parla con rabbia, se parla con durezza, come potrebbe mai sperare che i figli arrivino a parlare con amore e con grazia? Egli stesso è un brutto esempio per loro.
Parlare con grazia non vuol dire che non si può riprendere. Gesù riprendeva i suoi discepoli, ma mai con rabbia, sempre per aiutarli a vedere i loro peccati, affinché tornassero nella giusta via. Gesù non parlava mai per sfogarsi, mai per soddisfare la carne. Parlare con grazia vuol dire che quando si deve riprendere, per esempio, ci si ricordi che anche noi cadiamo. Quindi, è importante avere da Dio quella grazia che a noi serve.
Un altro versetto molto importante che spiega come dobbiamo noi tutti parlare è Efesini 4:29. È estremamente importante che ogni guida o persona con autorità parli così. Ve lo leggo.
“Nessuna parola malvagia esca dalla vostra bocca, ma se ne avete una buona per l’edificazione, secondo il bisogno, ditela affinché conferisca grazia a quelli che ascoltano.” (Efesini 4:29 LND)
Nessuna parola malvagia deve uscire dalla nostra bocca. La parola tradotta con “malvagia” è una parola che vuol dire marcia, come il cibo che è marcito, un cibo che non è più gustoso, che non porta più buoni frutti. Se parliamo con cattiveria, senza amore, parole dette dalla carne, parole dette per ferire, parole dette con rabbia, queste sono parole marce, o, come è tradotto qua, parole malvagie.
Quindi, non dovremmo mai parlare con parole cattive, parole dette per ferire, parole dette con rabbia, parole egoiste, parole stolte. Questo è un grave peccato.
Questo è vero per tutti. Quindi, è estremamente importante che chi ha un ruolo di guida stia molto attento a come parla, per essere un esempio per gli altri. Se una guida parla male, il danno è molto più grave di quello causato da una persona che parla male ma che non è una guida. Quindi, una guida dovrebbe stare sempre in guardia. È mega responsabile davanti a Dio per come parla.
Essere sottomesso è essenziale
Passiamo ad un altro aspetto dell'essere una buona guida. Il fatto di essere una guida vuol dire che la guida ha altri sotto di sé.
Per essere una vera guida secondo Dio, una guida deve anche essere capace ad essere sotto autorità senza problemi. Per essere una buona guida, un uomo dev’essere anche uno che segue bene.
Il Signore Gesù, il Signore di tutti, non solo era al di sopra degli altri, non solo era un’autorità, non solo era una guida, ma era anche sottomesso. Gesù si sottometteva al Padre. Leggo tre brani dall'Evangelo di Giovanni 4, 5 e 6 in cui vediamo che Gesù era anche sottomesso al Padre.
“Gesù disse loro: "Il mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e di compiere l’opera sua.” (Giovanni 4:34 LND)
“Io non posso far nulla da me stesso; giudico secondo ciò che odo e il mio giudizio è giusto, perché non cerco la mia volontà, ma la volontà del Padre che mi ha mandato.” (Giovanni 5:30 LND)
“Tutto quello che il Padre mi dà verrà a me; e colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché io sono disceso dal cielo, non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.” (Giovanni 6:37,38 LND)
Gesù, il Signore dei signori, aveva grande autorità. Però, Gesù era anche pienamente sottomesso, non solo con le azioni, ma di cuore.
Così, ogni persona che ha il ruolo di guida, dev’essere anche una persona che, a sua volta, segue bene e di cuore.
Pensiamo un attimo. Perché è difficile per una persona essere sottomessa?
Prima di tutto, dobbiamo capire la differenza fra guidare e dominare. Guidare è da Dio. Dominare è un profondo peccato della carne.
Quello che rende difficile per una persona di essere sottomessa è quando quella persona vuole dominare sugli altri. Quando qualcuno vuole dominare, allora gli è molto difficile accettare di essere sottomesso. Chi vuole dominare non vuole seguire gli altri.
Una vera guida, una buona guida, una guida secondo Dio, non vuole mai dominare. Egli vuole curare, vuole guidare per il bene degli altri, vuole usare la sua autorità per portare gloria a Dio e bene a coloro che egli guida. Visto che non ha alcun desiderio di dominare, è facile per lui accettare anche di essere sottomesso. Vediamo questo in Gesù. Nella vita, vediamo questo in ogni buona guida. Una vera buona guida è anche sottomessa di cuore.
Invece, uno che ha difficoltà ad essere sottomesso, in realtà dimostra di voler dominare. Quella persona non sarà mai una buona guida.
Un piccolo commento qua. Ad ogni giovane donna dico: quando devi valutare un uomo come potenziale marito, e vuoi capire che tipo di capo famiglia sarà, cerca di capire con quale cuore egli è sottomesso nei ruoli che Dio gli ha dato in cui deve essere sottomesso. Egli si sottomette di cuore, senza problemi, oppure, è difficile per lui lasciarsi sottomettere? Se ha problemi ad essere sottomesso ad altri, non sarà una buona guida. Scappa da lui. Non sarà un buon marito né un buon padre.
Quindi, un aspetto fondamentale per essere una buona guida è che ogni guida dovrebbe essere una persona che sa anche seguire bene.
Una vera guida non signoreggia, ma cura.
Questo ci porta al prossimo punto. Una buona guida, che guida come Dio ci comanda, non signoreggia, non domina, ma piuttosto si mette a servire gli altri per i quali è una guida.
Una vera guida, secondo Dio, vive per gli altri, ed è il servo di tutti. Non usa mai la sua autorità per il proprio vantaggio, ma sempre e solo per il vero bene degli altri, e per la gloria di Dio.
Consideriamo alcuni insegnamenti di Gesù agli apostoli su questo argomento. Ricordiamo che gli apostoli erano stati scelti da Gesù per essere guide. Leggo un discorso di Gesù rivolto a loro in Marco 9:33-37.
“33 Giunsero poi a Capernaum, e quando fu in casa, domandò loro: "Di che discutevate fra di voi per la strada?". 34 Ed essi tacquero, perché per via avevano discusso intorno a chi fra di loro fosse il più grande. 35 Allora, postosi a sedere, egli chiamò i dodici, e disse loro: "Se alcuno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti". 36 E preso un bambino, lo pose in mezzo a loro; poi, presolo in braccio, disse loro: 37 "Chiunque riceve uno di questi bambini nel mio nome, riceve me; e chiunque riceve me, non riceve me, ma colui che mi ha mandato".” (Marco 9:33-37 LND)
Essere il primo vuol dire avere autorità ed essere una guida, essere sopra altri. Gesù dichiara che chi vuole essere il primo, chi vuole un ruolo di guida, deve essere il servo di tutti, deve essere l’ultimo.
In altre parole, uno non deve mai usare il suo ruolo di guida per se stesso, ma sempre e solo per il bene degli altri e per la gloria di Dio, così come Gesù usava la sua autorità.
Gesù insegna la stessa cosa in Marco 10:42-45. Ve lo leggo.
42 Ma Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti i sovrani delle nazioni le signoreggiano, e i loro grandi esercitano dominio su di esse; 43 ma tra voi non sarà così; anzi chiunque vorrà diventare grande tra voi, sarà vostro servo; 44 e chiunque tra di voi vorrà essere il primo, sarà servo di tutti. 45 Poiché anche il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito, ma per servire, e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti». (Marco10:35-45)
Più volte Gesù insegna come vive una vera guida. Vive per il bene degli altri, mai per se stesso, mai per soddisfare la propria carne.
Troviamo lo stesso insegnamento anche in Giovanni, in un’altra forma. Gesù lava i piedi dei discepoli, un servizio umile, e poi, dà il seguente insegnamento a loro, e a noi. Leggo Giovanni 13:13-17.
13 Voi mi chiamate Maestro e Signore e dite bene, perché lo sono. 14 Se dunque io, il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. 15 Io infatti vi ho dato l’esempio, affinché come vi ho fatto io facciate anche voi. 16 In verità, in verità vi dico: il servo non è più grande del suo signore, né il messaggero più grande di colui che l’ha mandato. 17 Se sapete queste cose, siete beati se le fate. (Giovanni 13:13-17)
Una vera guida, secondo il metro di Dio, non comanda, non domina, non usa l’autorità per se stesso. Una vera guida si mette a servire gli altri. Chi vive così, sarà beato da Dio. Chi usa il suo ruolo di guida per il bene degli altri, sarà benedetto da Dio. Vuoi essere benedetto, veramente e profondamente benedetto? Non usare mai la tua autorità per te stesso, ma sempre per il bene degli altri e per la gloria di Dio. E così, sarai benedetto da Dio.
O che possiamo capire il cuore di una vera guida. Una vera guida non comanda, non domina. Una vera guida serve. Una vera guida si mette a servire gli altri, usa la sua autorità per il bene degli altri, mai per se stesso. Usa il suo ruolo per la gloria di Dio, mai per la propria gloria. Questa è una vera guida, una guida secondo Dio. Chi guida così sarà grandemente benedetto da Dio, e porterà molta gloria a Dio.
Nello stesso modo in cui una vera guida sarà benedetta da Dio, uno che svolge male il suo ruolo di guida, uno che usa la sua autorità per il proprio beneficio, uno che vuole dominare, uno che guida dando spazio alla carne, per esempio, non vuole affaticarsi, o vuole fare quello che gli piace, uno che guida così, sta andando contro Dio. Sta prendendo il ruolo di curare gli altri che Dio gli ha affidato, e sta usando quel ruolo per se stesso, e non per il bene che intende Dio.
Chi usa la sua autorità per se stesso, si sta ribellando contro Dio. Dio non benedirà una persona così, ma piuttosto, Dio resisterà a quella persona. Dio ritira la sua benedizione da chi vive così.
Prego che ogni persona che ha un ruolo di guida possa avere il giusto timore di Dio, in modo da non usare mai il suo ruolo per se stesso. In quel caso, si mette nei guai con Dio. Non fate questo. Cerchiamo di essere benedetti da Dio, anziché vivere per noi stessi.
Marito
Finora, abbiamo visto vari aspetti che riguardano ogni guida. Adesso, consideriamo specificamente un ruolo di guida centrale nella vita, il ruolo del marito verso sua moglie.
Dio chiama il marito ad essere capo famiglia. Capo famiglia NON vuol dire colui che comanda, NON vuol dire colui che domina. Capo famiglia vuol dire colui che cura, protegge e guida la famiglia, come Cristo fa con la chiesa.
Vi leggo quello che Dio ci insegna sul ruolo del marito, come capo famiglia, come chi usa il suo ruolo di guida per il bene della moglie e per la gloria di Dio. Seguite mentre leggo Efesini 5:25-33.
25 Mariti, amate le vostre mogli, come anche Cristo ha amato la chiesa e ha dato se stesso per lei, 26 per santificarla, avendola purificata col lavacro dell’acqua per mezzo della parola, 27 per farla comparire davanti a sé una chiesa gloriosa, senza macchia o ruga o alcunché di simile, ma perché sia santa ed irreprensibile. 28 Così i mariti devono amare le loro mogli, come i loro propri corpi; chi ama la propria moglie ama se stesso. 29 Nessuno infatti ebbe mai in odio la sua carne, ma la nutre e la cura teneramente, come anche il Signore fa con la chiesa, 30 poiché noi siamo membra del suo corpo, della sua carne e delle sue ossa. 31 “Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno una sola carne.” 32 Questo mistero è grande; or io lo dico in riferimento a Cristo e alla chiesa. 33 Ma, ciascuno di voi individualmente, così ami la propria moglie, come se stesso; e similmente la moglie rispetti il marito. (Efesini 5:25-33)
Questo è un brano molto importante, che ci insegna come Dio vuole che ogni guida curi coloro che sono sotto la propria guida. Dio comanda a chi ha un ruolo di guida, di usare il suo ruolo per dare una tenera cura, una cura molto premurosa, lo chiama a curare teneramente e con grande cura la moglie, come Cristo cura noi.
Notate che il metro che Dio dà ad ogni marito è la cura di Cristo per la Chiesa, per noi che siamo salvati. Questo è il cuore e l’impegno che una guida dovrebbe avere per coloro che Dio gli ha dato da curare.
Il marito secondo Dio avrà cura della moglie con lo stesso cuore che ha nel curare se stesso.
Fondamentale onorare
Un altro brano che spiega altri aspetti di come un marito deve guidare e curare la moglie lo troviamo in 1Pietro 3:7. In realtà, questi principi valgono anche in altri ruoli di guida. Seguite mentre leggo questo brano importante. 1Pietro 3:7.
“Similmente voi, mariti, vivete con le vostre mogli con la comprensione dovuta alla donna, come al vaso più debole, e onoratele perché sono coeredi con voi della grazia della vita, affinché le vostre preghiere non siano impedite.” (1Pietro 3:7 LND)
La prima cosa importante qua è che per curare la moglie, il marito deve conoscerla, deve avere la comprensione dovuta alla donna, deve impegnarsi a conoscerla veramente. Solo con un impegno quotidiano, può conoscere come sta la moglie, quali sono i suoi pensieri, quali sono le sue paure, quali sono eventuali pensieri falsi, se è scoraggiata, dove ha bisogno di incoraggiamento, dove ha bisogno di guida. Solo impegnandosi a conoscere veramente sua moglie, un marito può curarla bene. E questo è vero per ogni rapporto in cui una persona ha il ruolo di guida su altre.
Tu che hai un ruolo di guida, soprattutto chi è un marito, e anche chi è un genitore, ti impegni a conoscere veramente il cuore e i pensieri delle persone per cui sei una guida? Questo è fondamentale.
Poi, notiamo un secondo punto molto importante. Il marito, che è il capo della moglie, deve ONORARLA. Dio comanda al marito di onorare la moglie. La moglie non appartiene al marito, appartiene a Dio. Dio è geloso dei suoi. Quindi, il marito deve rispondere a Dio per come cura la moglie che Dio gli ha dato da curare. Il marito è chiamato ad onorare sua moglie.
Notate una verità immensa qua. Se il marito non onora la moglie, le sue preghiere sono impedite, ovvero, Dio non ascolta le sue preghiere. Se non onora sua moglie, Dio non lo cura. Dio non lo aiuta. Un marito, come capo famiglia, deve onorare la moglie, altrimenti Dio sarà contro di lui. Le preghiere che egli fa a Dio vengono impedite. Questo è terribile. Questo è quello che succede se un marito non onora sua moglie.
Questo principio vale anche in altri ruoli in cui una persona è stabilito da Dio come guida. Chi ha un ruolo di guida, deve onorare coloro che guida.
Quanto è importante capire che essere una guida, essere un capo, vuol dire essere incaricato da Dio a curare, guidare e portare quelle persone più vicine a Dio. Quanto è importante ricordare che ogni guida deve rendere conto a Dio di come si prende cura di coloro che Dio gli affida.
Un altro brano che parla di come il marito deve curare la moglie è in Colossesi 3:19.
“Mariti, amate le mogli e non v’inasprite contro di loro.” (Colossesi 3:19 LND)
È un grave peccato inasprirsi contro la moglie, o contro chiunque. La parola inasprirsi vuol dire: avere un cuore duro, o parlare con durezza, senza amore. Parlare così è un grave peccato. Un marito che parla con durezza contro la moglie non la sta guidando. Sta dando spazio alla sua carne, il che è un grave peccato, e lo rende colpevole davanti a Dio. Inasprirsi è il contrario di onorare. Guai a chi si inasprisce contro la moglie. È un grave peccato per chiunque ha un ruolo di guida quello di inasprirsi contro coloro che guida.
Inasprirsi è gravissimo, perché scoraggia e ferisce una persona preziosa a Dio. Chi si inasprisce, si rende colpevole davanti a Dio.
Padri con figli
In Colossesi 3:21, troviamo un comandamento per i genitori sul modo in cui devono guidare i figli. Leggo Colossesi 3:21.
“Padri, non provocate ad ira i vostri figli, affinché non si scoraggino.” (Colossesi 3:21 LND)
Dio comanda ai padri, e questo comprende anche le mamme, a non provocare ad ira i figli. Questo è un grave peccato, e può allontanare un figlio da Dio. Scoraggia un figlio, lo scoraggia dal cercare o dal seguire Dio.
Ci sono tanti modi in cui un genitore può provocare ad ira un figlio.
Per esempio, un genitore lascia, forse brontolando, ma lascia fare al figlio una certa cosa, ma poi, o perché il genitore si stanca, o perché è frustrato, o per fare bella figura, sgrida il figlio e non gli lascia più fare quella cosa. Quel genitore non sta usando la sua autorità per il bene del figlio, ma per la carne. Questo provoca ad ira.
Questa mancanza di coerenza provoca ad ira, perché in realtà, non è giusto. Quel genitore non sta agendo con amore, ma nella sua carne. Non è giusto, ed è molto difficile per il figlio accettare questo comportamento.
Oppure, un genitore vieta al figlio di fare qualcosa, ma non comprende a fondo, e non riesce a spiegare al figlio il motivo per cui non può fare quella cosa. Anche questo lo provoca ad ira e lo scoraggia.
Ci sono tanti altri modi in cui un genitore può provocare ad ira un figlio. Se sgrida un figlio per qualcosa che il genitore stesso fa, questo provoca ad ira. Se un genitore è egoista, questo provoca ira. Se un genitore è orgoglioso, e non confessa i suoi peccati, questo provoca ira. Prego che ogni genitore riconoscerà il grave peccato di provocare ad ira i suoi figli, e si impegnerà, con l’aiuto di Dio, a confessare dove sta peccando, ed a cambiare strada.
Padroni
Gli stessi principi di come essere una guida secondo Dio, si applicano ad uno che ha autorità nel campo del lavoro. Leggo Colossesi 4:1.
“Padroni, fate ciò che è giusto e ragionevole verso i servi, sapendo che anche voi avete un Padrone nei cieli.” (Colossesi 4:1 LND)
Quando si ha autorità nell'ambito lavorativo, è molto importante ricordare che è fondamentale usare quell'autorità in modo giusto e ragionevole. MAI si usa l’autorità per soddisfare la carne.
Il punto fondamentale qua è che ogni persona che ha autorità deve rispondere a Dio per come ha usato quell’autorità. L’autorità non è mai per noi stessi. È sempre per portare gloria a Dio e bene agli altri.
Quanto è importante che abbiamo un giusto timore di Dio, che guida il modo in cui usiamo la nostra autorità.
Punti
Quindi, alla luce di tutto questo, ricordiamo quello che abbiamo visto dalla Parola di Dio.
Per esempio, non bisogna mai usare l’autorità per il proprio bene. L'autorità non viene da te, viene da Dio. È un’autorità delegata, e perciò non appartiene alla persona stessa. È sempre da Dio. Quindi, chi ha autorità, dovrebbe ricordare che renderà conto a Dio di come ha usato la sua autorità. Non deve mai usare la sua autorità per se stesso, ma solo per il bene degli altri, e per la gloria di Dio. Bisogna onorare coloro sui quali si ha un ruolo di guida. Per un marito che non onora la moglie, le sue preghiere saranno impedite. Questo è terribile.
Questo principio vale per tutti. Leggo Romani 12:10
Nell’amore fraterno, amatevi teneramente gli uni gli altri; quanto all’onore fate a gara nel renderlo gli uni agli altri. (Romani 12:10)
fare a gara per onorare. Chi è una guida dev’essere il primo a vivere così.
Ricordate anche che chi è una vera guida, sarà anche bravo a seguire con tutto il cuore.
Una vera guida secondo Dio non userà mai la sua autorità per se stesso, ma solo per la gloria di Dio.
Avere un ruolo di guida è una grande responsabilità davanti a Dio. È anche un grande privilegio, perché avere un ruolo di guida, se uno cammina umilmente davanti a Dio, e segue di cuore i comandamenti di Dio, permette di portare molto frutto, frutto che dura per l’eternità.
Voglio chiudere ripetendo questo.
Avere un ruolo di guida è una grande responsabilità davanti a Dio. È anche un grande privilegio, perché avere un ruolo di guida, se uno cammina umilmente davanti a Dio, e segue di cuore i comandamenti di Dio, permette di portare molto frutto, frutto che dura per l’eternità.
O che possiamo essere delle guide così.