Per chi di voi ha la tivù o si ricorda delle pubblicità, come sono le persone nella pubblicità? Come sta la famiglia che mangia i biscotti del Mulino Bianco per colazione? C’è tensione? Ci sono scontri? O sono tutti sorridenti?
E la coppia che guida la macchina nuova? Lei sorride a lui e lui sorride a lei… come stanno? Hanno problemi?
I giovani di oggi hanno Instagram e Facebook e se guardi le loro foto, come stanno? Sono tristi? Oppure trasmettano il messaggio che vivono una vita meravigliosa?
Il mondo che ci viene presentato è un mondo bellissimo, dove le persone stanno bene e le famiglie sono perfette. Non ci sono problemi. Non c’è dolore. Non ci sono pesi e non c’è angoscia. Non c’è paura e non c’è tensione. Questo è il mondo che ci viene presentato.
Possiamo dire che la vita è sempre così? Perfetta e senza tensioni? No, la vita non è così.
Il mondo che ci viene presentato è un mondo finto che, tra altro, ci rende scontenti nei confronti della nostra-vita reale.
Nella vita vera che viviamo c’è frustrazione, paura, cattiveria, e ci sono scontri e ingiustizie. C’è sofferenza e c’è la morte. C’è tanto di brutto.
Come dobbiamo affrontare e vivere tutto il male che c’è?
Qualcuno ha mai avuto un coniuge imperfetto? Ricordati che il TUO coniuge NON ha un coniuge perfetto. Quanto è facile vedere l’altro anziché noi stessi.
Qualcuno ha mai avuto genitori o figli imperfetti? Certo. Tutti.
Era molto buono
Però, com’era il mondo che Dio ha creato? Era imperfetto? Quando Dio creò il mondo, era perfetto. Leggo alcuni versetti del racconto della creazione, da Genesi 1.
“E DIO chiamò l’asciutto "terra," e chiamò la raccolta delle acque "mari". E DIO vide che questo era buono.” (Genesi 1:10 LND)
“E la terra produsse verdura, erbe che facevano seme secondo la loro specie e alberi che portavano frutto contenente il proprio seme, ciascuno secondo la propria specie. E DIO vide che questo era buono.” (Genesi 1:12 LND)
“16 Dio fece quindi i due grandi luminari…. 18 per governare il giorno e la notte, e separare la luce dalle tenebre. E DIO vide che questo era buono.” (Genesi 1:16a, 18 LND)
“Così DIO creò i grandi animali acquatici e tutti gli esseri viventi che si muovono, di cui brulicano le acque, ciascuno secondo la propria specie, ed ogni volatile secondo la sua specie. E DIO vide che questo era buono.” (Genesi 1:21 LND)
“E DIO fece le fiere della terra secondo la loro specie, il bestiame secondo la propria specie, e tutti i rettili della terra secondo la loro specie. E DIO vide che questo era buono.” (Genesi 1:25 LND)
“Allora DIO vide tutto ciò che aveva fatto, ed ecco, era molto buono. Così fu sera poi fu mattina: il sesto giorno.” (Genesi 1:31 LND)
Tutto era buono. Perfetto. Lo comprendiamo intellettualmente, ma cosa vuol dire in realtà?
Non c’era nulla di brutto.
La salute era perfetta. Non c’erano malattie. Non c’era il mal di testa. Non c’erano ferite. Non si invecchiava mai.
Non c’era la fatica né fisica né mentale. Non faceva caldo, non faceva freddo. Era tutto perfetto.
Non c’era la morte. Non serviva temere per la propria morte o per la morte di una persona cara. Non esisteva la morte.
Non c’era cattiveria. Non esisteva alcun tipo di delusione. Non c’era la menzogna. Non c’era paura. Non c’era ansietà.
Non serviva chiedere perdono perché nessuno ti faceva del male.
Tutto andava a buon fine. Nulla poteva fallire. Le cose non si rompevano. Tutto andava bene.
C’era pace. Non c’erano litigi, neanche la parola “litigio”, perché il concetto stesso non esisteva. Le persone avevano sempre la gioia di vedersi. Mai c’erano musi.
Nessuno ti deludeva. Nei rapporti, nessuno veniva meno nei tuoi confronti.
Era un mondo che non riusciamo a comprendere, ma questo era il mondo che Dio aveva creato.
Ma quello non è il mondo in cui viviamo oggi. Che cos’è successo?
La tentazione: dove scegliamo di guardare?
Leggiamo quello che è successo in Genesi 3.
1 Ora il serpente era il più astuto di tutte le bestie della campagna che l’Eterno DIO aveva fatto, e disse alla donna:
Parentesi: in Genesi 2 Dio ha dato l'ordine ad Adamo di mangiare liberalmente da tutti gli alberi meravigliosi nel giardino, tranne da uno solo che era nel centro del giardino. C’erano due alberi speciali nel centro. L’albero della vita e l’albero della conoscenza del bene e del male. Lui poteva mangiare dall’albero della vita e da tutti gli altri alberi meravigliosi. Ma non doveva mangiare dall’albero della conoscenza del bene e del male.
“Ha DIO veramente detto: "Non mangiate di tutti gli alberi del giardino"?”. 2 E la donna rispose al serpente: “Del frutto degli alberi del giardino ne possiamo mangiare; 3 ma del frutto dell’albero che è in mezzo al giardino DIO ha detto: "Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete"”.
Dio non aveva detto “non toccare”. Aveva solo detto "non mangiare". Allora, cosa significa?
Il serpente non ha raggiunto il suo scopo perché lei subito ha contraddetto quello che lui aveva detto? No, lui ha raggiunto il suo scopo: quello di farle vedere i comandamenti di Dio come pesanti. Lei ha aggiunto al comandamento qualcosa che lo rendeva pesante e negativo.
Lei è caduta nella trappola di vedere il comandamento come qualcosa di brutto.
4 Allora il serpente disse alla donna: "voi non morrete affatto; 5 ma DIO sa che nel giorno in cui ne mangerete, gli occhi vostri si apriranno e sarete come DIO, conoscendo il bene e il male".
Cosa sta dicendo? “Quello che Dio dice non è vero. Tu puoi peccare e non ci saranno conseguenze. E non solo, Dio non vi ama. Perché Dio sa che mangiare quel frutto è meraviglioso e Dio non vuole darvi il meglio.”
Erano immensamente benedetti. Dio aveva dato a loro OGNI benedizione e poi, questo serpente arriva, guidato da Satana, dicendo: “Dio non vi ama perché non vi ha dato la vera benedizione. Dio vi ha anche mentito dicendo che ci sarà una conseguenza terribile se mangiate da quell’albero.”
Allora, lei deve scegliere: o guardare a Dio (a Chi è, al Suo amore e a quello che le dà) o di guardare alle promesse del serpente. Doveva scegliere in quale direzione guardare.
Quando arriva la tentazione verso una donna, un marito deve decidere se guardare alla fedeltà e al cuore di sua moglie o alle false promesse della tentazione. Ogni volta che siamo tentati dobbiamo scegliere in quale direzione guardare. Se guardiamo nel posto sbagliato, seguirà la caduta. Dipende dove guardiamo.
Cosa succede alla donna? Dove guarda?
6 E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente;
C'è a questo punto, per lei, la speranza di non peccare? Ha scelto di non pensare a Dio, al Suo amore ed alla Sua cura, ma di pensare piuttosto a quanto sarebbe stato meraviglioso mangiare il frutto di quell'albero. Il gioco è fatto a quel punto. Infatti...
"… ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò."
Qual era il peccato commesso da Adamo ed Eva? Prendere il frutto? No. Il peccato era credere che Dio non è la benedizione più grande e che la comunione con Lui non è il dono più prezioso. Era dichiarare che c'è di meglio al di fuori di Dio e che sarebbero stati meglio con il peccato e con quello che avrebbero voluto loro.
Non era il fatto di mangiare il frutto che era grave. Era dire che Dio non è la vera benedizione. Era dire che avere quello che vuole la mia carne è la vera benedizione. Il peccato è disprezzare il valore di Dio. Il peccato è credere che c'è di meglio di Dio nella tua vita.
Cosa dice il Salmo 73?
“Chi ho io in cielo fuor di te? E sulla terra io non desidero altri che te.” (Salmo 73:25 LND)
Cosa dice questo Salmo? Non cerco la buona salute. Non cerco una famiglia sana o una vita facile. Io cerco Dio. Io voglio Dio!
Adamo ed Eva hanno detto che c'era qualcosa di meglio di Dio.
Ogni volta che noi pecchiamo, siamo egoisti o siamo agitati, siamo orgogliosi o diciamo che "non è giusto!", stiamo dicendo che c'è qualcosa di meglio della stretta comunione con Dio.
Ma non c'è niente di meglio. È una menzogna.
Il peccato e le conseguenze
Dio gli aveva dato tutto, non solo un mondo buono, ma gli aveva dato anche Se stesso. Dio veniva la sera per stare con loro ed avere comunione intima. Che cos'è successo quando hanno creduto che c'era qualcosa migliore di Dio?
Leggo ancora:
6 E la donna vide che l’albero era buono da mangiare, che era piacevole agli occhi e che l’albero era desiderabile per rendere uno intelligente; ed ella prese del suo frutto, ne mangiò e ne diede anche a suo marito che era con lei, ed egli ne mangiò. 7 Allora si apersero gli occhi di ambedue e si accorsero di essere nudi;
"essere nudi" era qualcosa di fisico, ma significava molto di più. Era rivelare quello che c'era veramente nel cuore. Significava che erano coperti della vergogna del peccato. Hai mai cercato di nascondere il tuo peccato perché non volevi rivelare quello che c'era nel tuo cuore? Questa è la vergogna che Adamo ed Eva sentivano.
cosi cucirono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture per coprirsi.
Ci copriamo la faccia e facciamo finti sorrisi perché non vogliamo che gli altri vedano quello che c'è nel nostro cuore. Così, facciamo qualcosa per coprirci.
8 Poi udirono la voce dell’Eterno DIO che passeggiava nel giardino alla brezza del giorno;
Adamo e Eva sentivano la voce di Dio che era venuto a trovarli. Che tristezza. Non era più per loro meraviglioso sentire la voce di Dio.
e l’uomo e sua moglie si nascosero dalla presenza dell’Eterno DIO fra gli alberi del giardino.
Non volevano stare in comunione con Dio perché erano coperti dal loro peccato e si vergognavano.
Penso ad un bambino che normalmente ama vedere i suoi genitori e poi, un giorno disubbidisce. Cosa fa quando i genitori entrano nella stanza? Non corre verso di loro con gioia. Si nasconde.
Oppure, pensa ad una moglie che ha comprato qualcosa di nascosto. Cosa fa se il marito entra nella stanza improvvisamente mentre lei ha quella cosa in mano? Lei la nasconde.
Oppure un marito che sta facendo qualcosa che non deve fare e la moglie si avvicina a lui. Si nasconde. Non ha gioia nel vederla.
E Adamo ed Eva non avevano la gioia di vedere Dio. Si allontanavano da Dio.
9 Allora l’Eterno DIO chiamò l’uomo e gli disse: "Dove sei?".
Dio sapeva esattamente dove erano. Non ha chiesto “dove sei?” per scoprirlo. Lo ha fatto per aiutarli a riconoscere la loro condizione.
10 Egli rispose: "Ho udito la tua voce nel giardino, e ho avuto paura perché ero nudo, e mi sono nascosto".
Prima della loro caduta, non esisteva la paura e non esisteva la vergogna. Non esistevano queste cose. Ma adesso c’è il peccato che toglie la pace.
11 E DIO disse: "Chi ti ha mostrato che eri nudo? Hai forse mangiato dell’albero del quale io ti avevo comandato di non mangiare?".
Dio sapeva la risposta ma, di nuovo, stava mostrando amore ad Adamo spingendolo a confessare il suo peccato. Dio era pronto a perdonarlo se si fosse ravveduto.
Cosa fece Adamo?
12 L’uomo rispose: "La donna che tu mi hai messo accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato".
Non prende la propria colpa. Scarica la colpa su Dio. “Tu sei colpevole perché mi hai dato questa prova, questa tentazione e queste circostanze. TU mi hai fatto questo, Dio!” Adamo dà la colpa a Dio.
13 E l’Eterno DIO disse alla donna: "Che cosa è questo che tu hai fatto?". La donna rispose: "Il serpente mi ha sedotta, e io ne ho mangiato".
Neanche lei prende la sua colpa.
Poi, notate che Dio parla in modo diverso con il serpente. Non offre il perdono. Dichiara solo la condanna.
14 Allora l’Eterno DIO disse al serpente: "Poiché hai fatto questo, sii maledetto fra tutto il bestiame e fra tutte le fiere dei campi! Tu camminerai sul tuo ventre e mangerai polvere tutti i giorni della tua vita. 15 E io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei; esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno".
La prima profezia di Gesù Cristo. La donna non ha seme. L’uomo ha seme. Perché dice “il seme di lei”? C’è, nella storia del mondo, solo una persona che non aveva un padre biologico: Gesù, nato da Maria, una vergine. Ecco perché dice il “seme di lei”.
io porrò inimicizia fra te e la donna e fra il tuo seme e il seme di lei;
Quindi, porrò inimicizia fra Satana e Cristo.
esso ti schiaccerà il capo, e tu ferirai il suo calcagno".
In una battaglia, uno schiaccia il capo e uno ferisce il calcagno. Chi vince? Quello che schiaccia il capo. E sulla croce, Cristo ha vinto nella morte su Satana.
16 Alla donna disse: "Io moltiplicherò grandemente le tue sofferenze e le tue gravidanze; con doglie partorirai figli: i tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito, ed egli dominerà su di te".
In Genesi 4:7 Dio dice a Caino: “il peccato sta in agguato alla porta e i suoi desideri sono volti a te; ma tu lo devi dominare".
“Desideri”, allora, non vuol dire che una moglie desidera suo marito. Vuol dire che il peccato vuole dominare, ma tu devi dominare il peccato. Prima c’era pace nel matrimonio, ma ora la donna vorrà comandare e il marito non vorrà più curare la moglie, ma vorrà dominare. Questo è il motivo per cui nascono tante sofferenze.
17 Poi disse ad Adamo: "Poiché hai dato ascolto alla voce di tua moglie e hai mangiato dell’albero circa il quale io ti avevo comandato dicendo: "Non ne mangiare", il suolo sarà maledetto per causa tua; ne mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita.
Se io voglio una vita senza fatica, sto peccando perché Dio dichiara: “mangerai il frutto con fatica tutti i giorni della tua vita” e io non sto accettando quello che Dio ha stabilito. Il mondo ci offre mille modi per cercare di scappare da una vita faticosa. Diventa il sogno di tanti e arriva ad essere un idolo.
18 Esso ti produrrà spine e triboli, e tu mangerai l’erba dei campi; 19 mangerai il pane col sudore del tuo volto, finché tu ritorni alla terra perché da essa fosti tratto; poiché tu sei polvere, e in polvere ritornerai".
Certamente questo si riferisce alla morte fisica. Restiamo sempre giovani e poi, moriamo ad 85 anni nel pieno delle nostre forze e con la pelle liscia? No, la morte arriva piano piano. Invecchiamo. Questo è quello che Dio ha stabilito.
Se pensiamo alle malattie, alle cattiverie, alle ansie, alle paure, alle menzogne, ai conflitti, tutto è dovuto al peccato perché l’uomo cerca la sua gioia e soddisfazione al di fuori di Dio.
Mi ricordo una giovane donna a Bologna che diceva che il suo più grande desiderio era quello di sposarsi. Che stoltezza. La maggior parte dei matrimoni portano più dolore che gioia e lei credeva che sposarsi le avrebbe portato gioia. Ma non è nel matrimonio che troviamo la gioia. Che cos’è il matrimonio? È dove troviamo insieme la gioia IN CRISTO. Il matrimonio non è il traguardo. È un cammino insieme verso il traguardo. Se tu innalzi il matrimonio come traguardo, sarà un idolo e non sarà benedetto da Dio.
Oppure la buona salute. Può diventare un idolo. Tutti moriremo un domani.
Quanto è importante fidarci di Dio. Perché dà buona salute ad una persona fino a 90 anni e ad un’altra problemi fisici da giovane? Non è che Dio sa quello che fa? Certo, Dio sa quello che fa.
Abbiamo peccato contro Dio: quello che noi meritiamo e quello che Dio merita da noi.
Dobbiamo riconoscere che non è solo Adamo che ha peccato contro Dio. Io per primo. Conosco il mio cuore. Il salario del peccato è la morte, la separazione da Dio.
Ogni lavoro prevede un salario. Arriva la busta paga che hai meritato. Ma che cosa meritiamo da un Dio tre volte santo, che ci ha creati e da cui dipendiamo per ogni respiro? Lui invece merita ubbidienza totale, lode costante, ringraziamento tutti i giorni. Io non ho vissuto così. Tu?
Allora, quale bene merito da Dio? La salute che ho? La moglie che ho? Un cervello che ancora funziona? Le persone preziose che mi amano? Non merito questo. Pecco contro Dio. Non merito alcun bene. Dio dovrebbe darmi il mio salario: separazione da Dio, che vuol dire separazione da ogni benedizione. Questo è quello che merito!
Viviamo in un mondo sotto condanna e quindi, ci sono ingiustizie. Io ho agito con ingiustizia verso altri. Certo ci sono sofferenze, le malattie e la morte. È quello che meritiamo.
La cosa incredibile non è che c’è il male. La cosa incredibile è che c’è il bene e che c’è il perdono.
Come reagiamo al male che ci arriva? Se non capiamo di cuore che non meritiamo alcun bene, non avremo mai la vera pace, perché la vita è piena di male. Avremo cuori turbati e non accetteremo le prove, perché non riconosciamo chi siamo e quanto è grave il nostro peccato contro Dio. Se avessimo tutto, ma non avessimo la pace, come staremmo?
Litighi, sei prepotente, vinci, e poi, hai pace: vera pace? Magari il tuo coniuge si arrende. Hai pace? Hai vinto. La carne è soddisfatta ma tu sei miserabile dentro. La pace e la gioia vengono da Dio, sono frutti dello Spirito.
Come avere pace in mezzo alle difficoltà
Come dovremmo reagire ai dolori, alle ingiustizie, alle cose brutte e difficili della vita? Come possiamo avere pace in un mondo pieno di difficoltà, ingiustizie, sofferenze e delusioni? Serve una qualità cristiana fondamentale.
Quale qualità, che oggi è fondamentale per ogni vero credente, non serviva ad Adamo ed Eva prima del peccato e prima che il mondo fosse sotto condanna?
La mansuetudine.
Che cos’è la mansuetudine?
La mansuetudine è quello spirito con cui accettiamo, con pace, tutto quello che la provvidenza di Dio porta nella nostra vita come cosa buona e giusta. Perciò, non ci agitiamo, non ci scoraggiamo, non resistiamo, non disputiamo, non ci lamentiamo perché ci fidiamo di Dio. La mansuetudine è fondata sulla fede in Dio. Non è rassegnazione. È sapere che il nostro Dio è in controllo e sta gestendo tutto in modo perfetto.
In Romani 8 leggiamo:
26 Nello stesso modo anche lo Spirito sovviene alle nostre debolezze, perché non sappiamo ciò che dobbiamo chiedere in preghiera, come si conviene; ma lo Spirito stesso intercede per noi con sospiri ineffabili. 27 E colui che investiga i cuori conosce quale sia la mente dello Spirito, poiché egli intercede per i santi, secondo Dio.
Lo Spirito prega per noi ed ecco perché dice nel versetto 28 che:
28 Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio...
Potrebbe essere che noi preghiamo Dio di togliere la prova, ma lo Spirito Santo prega a Dio affinché la prova non sia tolta perché è lo strumento che Dio sta usando per il nostro bene. E Dio non risponde alla nostra preghiera sbagliata ma alla preghiera dello Spirito Santo. Mi lascia la prova per operare in me come dice nel versetto 29:
ad essere conformi all’immagine del suo Figlio
Quando preghiamo Dio di togliere una prova, non stiamo desiderando di essere conformati all’immagine di Gesù Cristo. Vogliamo una vita meno pesante ma non vogliamo essere conformi all’immagine di Gesù Cristo. Grazie a Dio che lo Spirito Santo prega per la cosa giusta per noi.
Quindi, la mansuetudine è fidarmi di Dio completamente. Pensa ad un bambino di 4 anni che ha grande fede nei genitori. Sa che i genitori lo amano e crede a quello che gli dicono. Se il papà dovesse dire che gli porterà un elefante nel baule della macchina, lui ci crederebbe.
Il bambino a cui viene diagnosticata la leucemia e comincia una serie di trattamenti dolorosi, capisce quanto sono dolorosi la prima volta che li fa e piange prima di andare in ospedale per la seconda volta perché non vuole andarci. Ma, dopo avergli parlato e detto che gli farà del bene, il bambino si fida dei suoi genitori. A 4 anni è impossibile per il bambino capire perché quel dolore gli farà del bene, ma si fida dei genitori ed ha la piena pace.
Questa è la mansuetudine. Non è capire tutto, ma è fidarsi di Colui che ordina e gestisce tutto. Nella mente del bambino, i suoi genitori non possono sbagliare, perché lui sa che lo amano ed è per questo che lo portano in ospedale per quei trattamenti dolorosi. Lui conosce il loro amore ed ha pace perché si fida dei suoi genitori.
Come essere mansueti
Leggiamo insieme il Salmo 37:1-11, un Salmo che ci insegna come avere mansuetudine. Essere mansueti nei confronti di persone malvagie vuol dire avere fede in Dio, perchè Egli è in controllo e sta permettendo quello che ci succede per mezzo delle persone malvagie che ci fanno del male. Poi, essere mansueto vuol dire sapere per fede che Dio sta usando queste prove ingiuste per purificarci, e sapere per fede che al tempo giusto Dio ci libererà.
1 «Salmo di Davide» Non affliggerti a motivo dei malvagi; non portare invidia a quelli che operano perversamente, 2 perché saranno presto falciati come il fieno e appassiranno come l’erba verde. 3 Confida nell’Eterno e fa’ il bene, abita il paese e coltiva la fedeltà. 4 Prendi il tuo diletto nell’Eterno ed egli ti darà i desideri del tuo cuore. 5 Rimetti la tua sorte nell’Eterno, confida in lui, ed egli opererà. 6 Egli farà risplendere la tua giustizia come la luce e la tua rettitudine come il mezzodì. 7 Sta’ in silenzio davanti all’Eterno e aspettalo; non affliggerti per colui che prospera nella sua via, per l’uomo che segue i suoi malvagi disegni. 8 Cessa dall’ira e lascia lo sdegno; non affliggerti; ciò porterebbe anche te a far del male. 9 Poiché i malvagi saranno sterminati, ma quelli che sperano nell’Eterno possederanno la terra. 10 Ancora un po’ e l’empio non sarà più; sì, tu cercherai attentamente il suo posto, e non ci sarà più. 11 Ma i mansueti possederanno la terra e godranno di una grande pace. (Salmo 37:1-11)
In questi versetti viene detto più volte: non affliggerti! Non agitarti o turbarti.
Qual è il modo per non affliggerci?
Sta’ in silenzio davanti all’Eterno e aspettalo;
Confida nell’Eterno
Quando il bambino va in ospedale e sente il bruciore della chemioterapia nelle vene e guarda impaurito la mamma e il papà e si sente dire: “questo è doloroso, ma ti farà bene”, si fida di loro. Ecco perché non si affligge.
Domanda: c’è più distanza tra un figlio di 4 anni ed un genitore o tra un adulto e Dio?
Capisci qual è il vero bene eterno per te? Chi di noi sceglierebbe una qualunque prova? Nessuno. Ma che cosa usa Dio per conformarci all’immagine di Cristo? La Bibbia è chiara: le prove.
Grazie a Dio per un Dio che ci ama così tanto che guarda in avanti e sa quello di cui abbiamo bisogno.
Quei genitori sono cattivi, giusto? Vogliono far soffrire il loro figlio, giusto? Anzi, hanno piacere nella sua sofferenza, giusto? No! Lo amano. La differenza è che il bambino vede solo le prossime ore di dolore, mentre i genitori vedono una vita.
Un altro esempio è un genitore che disciplina suo figlio. Il figlio non vuole la disciplina. Lui guarda al piacere della carne sul momento, ma il genitore guarda avanti, al male che porterà al figlio se lo lascia nel peccato.
Questo brano ci comanda di cercare la nostra pace in Dio e confidare in Dio, anche nelle situazioni ingiuste. Ci comanda di aspettare i tempi di Dio, sapendo che Dio ha i Suoi tempi.
Trova il tuo diletto nell’Eterno. Diletto significa quello che soddisfa pienamente il mio cuore. Trova la soddisfazione per il tuo cuore nell’Eterno. NON nell'avere una buona salute. Non nell’avere una vita con meno problemi. Piuttosto, trova il tuo diletto nell’Eterno. Quante volte ho cercato il mio diletto nel modo in cui mi vedono gli altri o nell’avere meno sofferenze o nell’essere trattato giustamente, in cose che soddisfacevano la mia carne. Il problema, però, è che quelle cose non possano soddisfare il mio cuore.
Dio vuole soddisfare il nostro cuore e ci comanda di trovare il nostro diletto in Lui.
Fermati a pensare dove stai cercando la tua soddisfazione. Dove? In qualcosa di terreno? Una situazione? Una condizione di salute? Un rapporto? Perché, se non stiamo cercando unicamente nell’Eterno, avremo un cuore insoddisfatto e pieno di idolatria e contamineremo tutte le persone preziose intorno a noi.
Se sei afflitto, arrabbiato, e agitato e Dio non è la tua gioia e non è il tuo diletto, non hai pace.
Il brano dice anche di “rimettere la tua sorte nell’Eterno”. La parola “sorte” non è una buona traduzione perché in italiano “sorte” implicherebbe qualcosa che succede per caso, ma in ebraico la traduzione migliore della parola sarebbe “via”. Quindi, “rimettere la tua via nell’Eterno”, cioè tutto quello che succede nella tua vita nella provvidenza di Dio, vuol dire confidare in Lui.
Poi, il brano parla più volte del giudizio e che i malvagi saranno sterminati. Chi sono i malvagi? Secondo il metro di Dio io sono un malvagio. La Bibbia mi comanda di amare mia moglie come Cristo ama la chiesa e non l’ho fatto. Io sono un malvagio. La Bibbia mi comanda di amare gli altri come me stesso e io ho agito con cattiveria, egoismo ed orgoglio. Io sono un malvagio. La Bibbia mi comanda di entrare nella presenza di Dio con lodi e ringraziamenti e io sono entrato con lamentele. Io sono un malvagio.
Ma Gesù Cristo si è caricato della mia malvagità e Dio Lo ha punito per la mia malvagità. È stato sterminato dal Padre al posto mio e al posto di ogni vero credente. Ma chi non ha avuto da Dio quel perdono che arriva quando riconosciamo quanto siamo malvagi e abbiamo bisogno di salvezza, rimane ancora nella sua malvagità. Può cercare di comportarsi meglio, ma non è mai abbastanza. Sta per arrivare il giudizio.
Applicare tutto questo alla nostra vita
Alla luce di tutto questo, come dovremmo vivere? Vorrei parlare di alcuni campi nella vita dove serve la mansuetudine.
Possiamo perdere: capacità
Ricordate che possiamo perdere tutto quello che abbiamo di bello e di buono.
Possiamo perdere capacità fisiche con malattie o ferite. Possiamo perdere queste capacità per condizioni fisiche, interventi, o per l’invecchiamento.
Compirò 70 anni il prossimo anno e riconosco di avere meno capacità mentale e meno resistenza di quanta ne avevo 20, 30 e 40 anni fa. Come dovrei accettare questo? Con mansuetudine e fidandomi di Dio.
Ho la sciatica. A volte, mi ostacola tantissimo. A volte poco. Non posso scegliere io quando arriva. Posso scegliere se confidare in Dio o no.
Alcuni di voi, negli anni, avete subito interventi: chi all’anca, chi al polso o alla mano, ed altri. Questi interventi vi hanno ostacolato, chi per poco tempo, chi per più tempo.
Non possiamo scegliere quali problemi di salute avremo. Possiamo scegliere come rispondere e se guardiamo a Dio o no.
Possiamo perdere capacità mentali. Possiamo avere problemi o limiti mentali come la perdita di memoria o dislessia.
O semplicemente non abbiamo i doni che hanno gli altri – la forza, l’intelligenza, le capacità interpersonali, la capacità di memorizzare Scrittura o cantare o la manualità pratica.
Come accetti la provvidenza di Dio quando ti toglie una capacità o magari devi dipendere da altri, mentre prima tu eri autonomo?
Tante volte non accettiamo di non essere perfetti. Vogliamo vederci bene.
Accettiamo da Dio ciò che Egli ci manda.
Possiamo perdere: persone amate
Ad una nostra amica in America con figli preziosi, una figlia adottata da un paese povero, una famiglia solida in Cristo, è successo che un bel giorno il marito arriva a casa e la lascia. La moglie è rimasta senza parole. Tutti in chiesa stimavano questa coppia e, inaspettatamente, il marito arriva e lascia la moglie. Dopo un po’, si è messo con un’altra donna.
Questa donna ha perso suo marito, ma non perché è morto. Sarebbe stato molto più facile affrontare la morte del marito. Viveva nello stesso paese e doveva condividere i figli con lui e vederlo con quella donna. Questo apparente “uomo di Dio”, viveva nel peccato. Quanto questa donna ci ha insegnato cosa vuol dire avere la pace di Dio, perché lei sapeva che Dio sa cosa dare e che poteva fidarsi di Lui. E i suoi figli hanno accolto Cristo nelle loro vita, perché hanno visto la realtà che Dio esiste, perché hanno visto la pace nella loro mamma. Se avesse reagito con durezza e dichiarando che ciò che Dio fa non è giusto, dove avrebbe spinto i figli, verso Dio o lontano da Dio?
Abbiamo alcuni amici che hanno perso dei figli. Conosciamo una coppia con due figli preziosi e aspettano la terza. La terza figlia è morta il giorno dopo il parto. E loro hanno ringraziato Dio per il privilegio di averla tenuta in braccio per alcune ore. Avevano zero amarezza perché confidavano in Dio.
Altri amici nostri avevano due figlie ed entrambe avevano una malattia genetica che si manifestava a 5 anni. La prima figlia ha cominciato ad avere forti dolori quando aveva 5 anni e membri della chiesa andavano 24 ore su 24, a massaggiarla per il terribile dolore alle arterie che aveva. Ha sofferto terribilmente per 2 anni e poi è morta quando aveva 7 anni. La sorellina aveva preso la stessa malattia, ha avuto una sofferenza atroce per 2-3 anni e poi, è morta anche lei.
Io e Serena siamo andati a trovare questi amici che avevano una terza figlia, la quale aveva 4 anni quando eravamo là. Eravamo a cena a casa loro e ci dicevano che aspettavano il quinto compleanno della figlia tra 6 mesi per vedere se anche lei avesse la stessa malattia delle sue sorelle. “Però, una cosa che sappiamo per sicuro”, ci hanno detto, “Dio è buono. Dio è buono e confidiamo in Dio.”
Hanno visto soffrire una figlia, soffrire per 2 anni prima di morire e poi, la sorella soffrire per 2 anni per poi morire anche lei, ma si fidavano di Dio e avevano grande pace. E visto che i genitori avevano pace anche la loro figlia aveva pace.
Eravamo a casa di amici in America e stavo insegnando ad un gruppo di giovani dove c’era una preziosissima giovane donna, 24 anni, zelante per Cristo. Tre giorni dopo quell’incontro si è ammalata, aveva mal di pancia. Suo papà era un dottore e l’hanno portata in ospedale. Non capivano cosa fosse e il 25 dicembre, neanche dopo 30 giorni è morta. Aveva pace. Mansuetudine, perché grazie a Dio, nel Suo libro sono scritti tutti i giorni destinati a noi da prima che fossimo nati.
Dio non sbaglia. Da dove viene la pace in mezzo alle circostanze difficili? Un marito che ti abbandona, un figlio che muore o un figlio difficile. Forse non hai una chiesa o comunione fraterna. Forse stai affrontando problemi fisici, malattie o un tumore. Forse hai problemi economici o soffri ingiustizie nella società o a lavoro. Possono essere cambiamenti a lavoro con un nuovo datore di lavoro o colleghi, oppure un trasloco in un nuovo posto dove non conosci nessuno. Disastri naturali, insonnia, attrezzi o elettrodomestici che si rompono, potrebbero essere circostanze difficili che affrontiamo in certi momenti.
Mio fratello e sua moglie lavorano con i musulmani e alcuni di loro si sono convertiti. Quante storie di sofferenza ci sono là dove questi nuovi credenti venivano picchiati o dovevano scappare per salvare la vita o erano costretti a saltare fuori da una finestra perché le autorità stavano entrando dalla porta di ingresso. Tu non sai cosa succederà al tuo coniuge o a tuo figlio e corri per ore senza cibo per arrivare in Pakistan. Poi, se viene scoperto che sei credente, sei perseguitato e trattato male nella società. Hanno lividi in faccia, eppure quando gli si chiede come stanno, ringraziano Dio perché appartengono a Cristo. Come possono questi giovani avere pace? Mansuetudine. Confidare nell’Eterno. Rimettono la loro sorte, la loro vita, nelle Sue mani. Aspettano l’Eterno sapendo che la prova finirà al momento giusto.
Come rispondiamo?
Come rispondiamo noi quando la provvidenza di Dio ci dà una situazione difficile o dolorosa o ingiusta o triste?
Piangendoci addosso? Ci lamentiamo? Ci agitiamo? Ci arrabbiamo? Andiamo nel panico?
Oppure confidiamo in Dio?
Storia di Fanny Crosby
In America anni fa, c’era una bambina, Fanny, che era nata completamente sana. Quando aveva 6 settimane, per un errore da parte del dottore, è diventata cieca. Quando Fanny ha saputo perché era diventata cieca, lo ha accettato ed ha deciso di glorificare Dio da cieca.
Fanny non vedeva, ma compensava con gli altri sensi, e soprattutto, con il suo grande impegno per memorizzare. Aveva una memoria incredibile. Fra i 10 ed i 15 anni di età, aveva memorizzato molta Scrittura, compreso i quattro Evangeli, i primi quattro libri dell'Antico Testamento, i Proverbi, il Cantico dei Cantici, e tanti dei Salmi.
Lei non aveva tanto bisogno di cercare nella Bibbia, perché poteva trovare il brano della Scrittura nella sua mente.
Fanny aveva un grande dono, quello di scrivere poesie, iniziò già ad 8 anni, quando ha scritto quello che era il motto della sua vita.
Ecco una traduzione semplice che fa rima nell’originale.
Che anima felice io sono!
Anche se non posso vedere,
ho deciso che in questo mondo,
contenta io sarò;
quante benedizioni ho io da godere
che altre persone non hanno!
Io non posso e rifiuto di piangere
o di lamentarmi che io sono cieca.
Quanto Dio ci ama! L’amore di Dio non è donarci una vita facile. L’amore di Dio è darci più di Se stesso. Ma quante volte non cerchiamo più di Dio, cerchiamo una vita meno dolorosa e più facile e non abbiamo pace e il cuore non è soddisfatto.
Trova il tuo diletto, la tua soddisfazione, la tua gioia nell’Eterno, confida in Dio, sta in silenzio dicendo, “Signore, Tu sei in controllo.”
Seguiamo l’esempio del bambino che sa che i trattamenti di chemioterapia saranno dolorosi, ma si fida dei suoi genitori. Quanto Dio ama i Suoi figli!
Oh che possiamo essere un popolo mansueto. Oh che possiamo fidarci di Dio per avere pace nelle tempeste più profonde.
Signore, insegnaci la mansuetudine! La pace e la gioia non arriveranno dalle circostanze. Dove cerchi la tua pace e la tua gioia? Confidiamo nell’Eterno.