Aiuto Biblico

Come affrontare la morte di una persona cara

vari brani

sermone di Marco deFelice, www.aiutobiblico.org, per mercoledì, 16 febbraio, 2022, – cmd ve –

Audio:

Lunedì, la mia preziosa mamma è morta. Quindi, vorrei parlarvi della morte ma non prima di parlare della vita.

In chiesa, abbiamo l’immensa gioia di avere la piccola Gioia, che è da quasi 10 mesi in mezzo a noi. C’è qualcosa di molto speciale in un bimbo o una bimba. E abbiamo anche Lisa che aspetta una seconda figlia fra qualche mese. Il miracolo della vita è incredibile.

Eppure, i bimbi non rimangono bimbi. Se vivono, diventano bambini, poi ragazzi, poi giovani, poi adulti, poi media età, poi anziani.

Prima o poi, ognuno arriva alla morte fisica.

Per quanto la nascita è un’immensa gioia, la morte è un’immensa tristezza.

La nascita è l’inizio, dà speranza, infatti, con l’arrivo di una nuova persona, si possono avere tante speranze. Per i genitori e per i nonni, la nascita vuol dire che una parte di sé viene trasmessa e continua a vivere.

Con la nascita tutto è nuovo, è puro, è fresco. Si può vedere la crescita e il progresso quasi giorno per giorno. In questa stagione, abbiamo il privilegio di avere la piccola Gioia in casa con noi. Restiamo meravigliati ogni giorno, vedendo qualche nuovo progresso e crescita in lei.

Tristemente, a volte siamo meno meravigliati delle persone intorno a noi come i figli grandi o i nostri coniugi.

Il processo della morte inizia già da piccoli. Lo si vede molto di più una volta che si arriva ad essere adulti. Guarda bene le foto di un ventenne, e poi, quando è un trentenne, e poi, quando è un quarantenne, e così. Si vede il processo dell’invecchiamento.

Prima o poi, arriva la morte.

A volte, arriva quando uno è molto piccolo. Due settimane fa, una preziosa famiglia che conosciamo aspettavano la gioia della nascita di due gemelle. Sono nate entrambe vive. Però, nell’arco di poche ore, una è morta.

Abbiamo avuto amici e conoscenti che hanno perso figli che avevano 3, 4 e 5 anni. Altre sono morti a 9 o 12 o 14 anni.

Anche a 18 anni, o 22, o 34, o 46, o a 52, o a 61.

La maggioranza delle persone muore di vecchia, ma un notevole numero muore anche molto prima.

Punti:

Come dobbiamo affrontare la morte di una persona cara?

Ogni morte è una perdita. Perdita in tutti i sensi.

La morte è finale – viviamo alla luce di questo

È molto importante ricordare che la morte chiude per sempre la possibilità di migliorare un rapporto.

Quindi, dal momento della morte, nostra o di un altra persona, diventa impossibile cambiare qualsiasi cosa in quel rapporto.

Se avevo litigato, se avevo cose per cui non avevo chiesto perdono, non posso migliorare il rapporto. Non posso fare la pace. Non posso chiedere perdono.

Mi fa triste vedere persone che non onorano o amano e che poi, al funerale e per il seppellimento della persona che non hanno onorato, vogliono spendere tanti soldi e fare grandi cose. E la persona morta non lo sa neanche. È assurdo. È un modo di togliere questo senso di colpa ma NON toglie la colpa.

La morte chiude la porta a tutto con quella persona, al bello e al brutto.

Quindi, OGGI è il momento di vivere bene i nostri rapporti.

Oggi è il momento di chiedere perdono, di perdonare pienamente, oggi è il giorno di lavorare con impegno per avere rapporti buoni e ricchi, senza rimpianti quando finiranno.

Dio ci ha dato OGGI. Non sappiamo se c’è un domani. Impegniamoci a vivere bene oggi con le persone con cui abbiamo contatto, con le persone che fanno parte della nostra vita.

Non abbiamo domani per migliorare il modo di investire nei figli. Non abbiamo domani per migliorare il matrimonio. Non abbiamo domani per investire di più per il Signore. Non abbiamo domani per cercare di dare più cura ad altri credenti ed usare di più i nostri doni spirituali.

Scegliamo bene ciò che è eccellente oggi. Non facciamo le cose che ci ostacolano di fare la cosa migliore.

Amiamo oggi. Cos’è l’amore? È un sacrificio. L’amore è dare dai tuoi avanzi? Cioè, fai tutto quello che devi fare tu e poi, se ti avanza qualcosa, ben volentieri dai agli altri? Quello è amore? No. Amore è se hai poco,dai quel poco che hai.

Viviamo come il profumo di Cristo OGGI.

Onoriamo gli altri OGGI. Non pecchiamo. Viviamo tenendo gli occhi in avanti.

OGGI è l’unica opportunità di vivere in santità e di vivere per l’eternità.

Una di tanti brani che ci ricorda che dobbiamo apparire davanti a Dio per renderGli conto di come abbiamo vissuto è Salmo 90:1-12.

1 «Preghiera di Mosè, uomo di Dio.» O Signore, tu sei stato per noi una dimora in tutte le generazioni. 2 Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e il mondo, anzi da sempre e per sempre tu sei DIO. 3 Tu fai ritornare l’uomo in polvere e dici: "Ritornate, o figli degli uomini". 4 Poiché mille anni ai tuoi occhi sono come il giorno di ieri quando è passato, o come una vigilia nella notte. 5 Tu li porti via come un’inondazione. Essi sono come un sogno, sono come l’erba che verdeggia la mattina. 6 La mattina essa fiorisce e verdeggia, la sera è falciata e dissecca. 7 Poiché siamo consumati dalla tua ira e siamo atterriti dal tuo furore. 8 Tu metti le nostre colpe davanti a te, i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto. 9 Poiché tutti i nostri giorni svaniscono nella tua ira; finiamo i nostri anni come un sospiro. 10 I giorni dei nostri anni arrivano a settant’anni e per i più forti a ottanta, ma quel che costituisce il loro orgoglio non è che travaglio e vanità, perché passa in fretta e noi ce ne voliamo via. 11 Chi conosce la forza della tua ira e il tuo furore secondo il timore che ti è dovuto? 12 Insegnaci dunque a contare i nostri giorni, per ottenere un cuore savio. (Salmo 90:1-12)

Cari fratelli e sorelle, è importantissimo che viviamo riconoscendo che ben presto, lasceremo questo corpo e ci troveremo davanti a Dio, e dovremo rendere conto per come abbiamo vissuto. Quanto è importante abbandonare ogni peccato.

Quanto è importante veramente fare di tutto per vivere veramente in pace con tutti, in modo speciale con le persone intorno a noi. In casa, in chiesa e con i parenti.

Vivere in pace non è sempre facile. Richiede impegno, richiede preghiera, richiede costanza, richiede umiltà, richiede pazienza, richiede di umiliarsi per chiedere perdono e richiede di perdonare ogni volta.

Però, vivere in pace è da Dio ed è un immenso dono. Vera pace vuol dire avere un rapporto benedetto dove due persone sono legate e danno l’uno all’altra dalle benedizioni che ricevono e che sperimentano da Dio.

Tu stai vivendo, ogni rapporto che hai, in modo da non avere rimpianti quando l’altra persona morirà? O, se tu stai morendo, ma non è possibile vedere ancora l’altra persona?

Viviamo bene i nostri rapporti, ogni giorno. Non sappiamo quando sarà l’ultimo giorno della nostra vita.

Come affrontare la morte di una persona cara?

Se è un credente (con chiaro frutto)

Se la persona che ci è cara muore ed è credente, cioè uno che non dice di essere salvato o che viene in chiesa fedelmente, ma che ha chiaro frutto di salvezza, come dobbiamo reagire?

Affrontare la morte di una persona così, che è a te cara, è molto diverso che affrontare la morte di una persona non credente.

Prima di tutto, possiamo avere tristezza, la morte è triste.

Gesù pianse quando morì Lazzaro.

Quando Dio ha creato il mondo e tutto era buono, non esisteva la morte. Perfino gli animali mangiavano solo piante.

Quindi, la morte non fa parte delle cose buone. La morte, in sé, è un male. È il frutto del peccato.

Però, è importante tener conto di una cosa: la morte di una data persona non è legata direttamente a quanto ha peccato. Se fosse così, nessuno arriverebbe ad essere adulto. Se la morte fosse legato a quanto pecchiamo, moriremo subito.

Dio non fa morire giovane o vecchio in base a quanto uno ha peccato. Il giudizio finale è legato al peccato e la mancanza di perdono in Cristo, ma non alla morte fisica.

Non possiamo capire tutto quello che Dio fa. I Suoi giudizi sono imperscrutabili. Ma, possiamo confidare in Dio. Quindi, possiamo avere pace e non dobbiamo essere senza speranza.

1 Tessalonicesi 4:13-18 parla di come dobbiamo vedere la morte di coloro che sono salvati.

13 Ora, fratelli, non vogliamo che siate nell’ignoranza riguardo a quelli che dormono, affinché non siate contristati come gli altri che non hanno speranza. 14 Infatti, se crediamo che Gesù è morto ed è risuscitato, crediamo pure che Dio condurrà con lui, per mezzo di Gesù, quelli che si sono addormentati. 15 Ora vi diciamo questo per parola del Signore: noi viventi, che saremo rimasti fino alla venuta del Signore, non precederemo coloro che si sono addormentati, 16 perché il Signore stesso con un potente comando, con voce di arcangelo, con la tromba di Dio discenderà dal cielo, e quelli che sono morti in Cristo risusciteranno per primi; 17 poi noi viventi, che saremo rimasti, saremo rapiti assieme a loro nelle nuvole, per incontrare il Signore nell’aria; così saremo sempre col Signore. 18 Consolatevi dunque gli uni gli altri con queste parole. (1Tessalonicesi 4:13-18)

Quando una persona salvata muore, va subito a stare con il Signore. Va subito in cielo. Infatti, notate che nel versetto 14, quando Gesù Cristo ritornerà, Dio condurrà con Lui coloro che sono addormentati, ovvero, coloro che hanno lasciato i loro corpi terreni, ossia, la morte fisica. Cristo condurrà con Sé quelle persone, perché Egli verrà dal cielo e loro saranno in cielo con Lui.

Quindi, quando una persona cara a noi muore, non dobbiamo essere senza speranza. Non dobbiamo essere disperati. Possiamo essere tristi, ma di una tristezza limitata. Possiamo avere grande gioia sapendo che quella persona cara a noi, che è salvata, è con Cristo.

La mia esperienza è con mia mamma, che è morta due giorni fa, senza preavviso. Stava male una mattina, chiama mio fratello per dire che non stava tanto bene ed in meno di 24 ore è morta. Non aveva preavviso di giorni o mesi. La morte non sempre viene con grande preavviso.

Pensando a mia mamma posso dire che non ho tristezza. Ho solo grande gioia. Gioia per lei pensando che ora è letteralmente con il Signore, godendoLo e adorandoLo.

E provo gioia anche pensando alle benedizioni che abbiamo avuto con lei. Tante, tante benedizioni. Anni di benedizioni. Che dono di grazia da parte di Dio di averci dato tempo con lei.

Ho immensa pace. Pace per lei, ma anche pace per noi, sapendo che Dio gestisce tutto perfettamente.

Certamente sentiremo la sua mancanza. È difficile concepire di andare nel suo paese e non vederla più, ma ho pace sapendo che Dio ha dato lei per gli anni giusti.

Tristezza ci sta. Abbiamo parlato anche qua in casa del fatto che se Serena dovesse morire, avendo vissuto tutti i giorni insieme, sentirei tristezza. Però, se dovesse morire prima di me, non sarebbe per me vivere nel passato. Il momento di godere il mio tempo con Serena è adesso. Oggi. Non di vivere nei ricordi. Il tempo di avere un rapporto ricco è adesso. Non di vivere nei ricordi.

Non siamo tristi, perché pensando alla ricchezza del rapporto, il nostro cuore è traboccante di gioia e ringraziamento a Dio.

Se non è salvato

Adesso un altro discorso. Cosa succede quando una persona cara a te muore e non ha il Signore?

Qua, non c’è la pace che è con il Signore, perché, non è con il Signore. Possiamo avere pace NEL Signore, ma non perché la persona è con il Signore.

Non c’è la gioia nella sua morte. Ma, di nuovo, si può avere la gioia nel Signore, ma non nella morte in sé di quella persona.

Stavo pensando, in questi giorni, se qualcuno che amo tanto, che non è credente, dovesse morire senza Cristo, il mio cuore sarebbe pieno di profondo dolore. Avrei un cuore spezzato.

Che immenso dolore ci sarebbe. Immenso.

Però, ho anche Dio che è il Padre di ogni consolazione. Non sarei solo con questo dolore.

3 Benedetto sia Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre delle misericordie e il Dio di ogni consolazione, 4 il quale ci consola in ogni nostra afflizione affinché, per mezzo della consolazione con cui noi stessi siamo da Dio consolati, possiamo consolare coloro che si trovano in qualsiasi afflizione. (2Corinzi 1:3,4)

Avrei tristezza, avrei consolazione. Dio ci consola, veramente, profondamente.

Però, per avere la consolazione di Dio, dobbiamo confidare in Dio, dobbiamo fidarci che Dio è in controllo e fa ogni cosa bene.

Romani 8:27-30 parlando dello Spirito Santo…

27 E colui che investiga i cuori conosce quale sia la mente dello Spirito, poiché egli intercede per i santi, secondo Dio. 28 Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene per coloro che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo proponimento. 29 Poiché quelli che egli ha preconosciuti, li ha anche predestinati ad essere conformi all’immagine del suo Figlio, affinché egli sia il primogenito fra molti fratelli. 30 E quelli che ha predestinati, li ha pure chiamati; quelli che ha chiamati, li ha pure giustificati; e quelli che ha giustificati, li ha pure glorificati. (Romani 8:27-30)

Ogni dono terreno, compreso le persone, è temporaneo. Quindi, nel piano perfetto di Dio, ogni dono terreno è solo per un tempo. Dio sa qual è il tempo giusto. Dio sa quanto tempo è giusto avere con ogni persona preziosa nella nostra vita.

Quando Dio ci toglie una persona cara, anche una persona che non aveva Cristo, l’unico modo di avere pace è di confidare in Dio e nel Suo sovrano controllo.

Ricordiamo che la morte non può arrivare se non per volontà di Dio. Satana non può far morire una persona prima del tempo stabilito da Dio. Gli uomini malvagi, le malattie, le sciagure, nulla e nessuno può far morire una persona se non secondo quello che Dio ha stabilito.

Salmo 139 parla di questo:

15 Le mie ossa non ti erano nascoste quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra. 16 I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo, e nel tuo libro erano già scritti tutti i giorni che erano stati fissati per me, anche se nessuno di essi esisteva ancora. (Salmo 139:15,16)

La vita viene da Dio ed è Dio che la toglie. I nostri giorni, i giorni di ogni essere umano, sono stabiliti da Dio. Nessuno può far morire prima del momento stabilito. Satana non può far morire prima del giorno stabilito da Dio. Non dobbiamo temere. Quando qualcuno a noi caro muore, anche se era molto giovane, anche se è una giovane mamma con più figli, o una giovane padre, in ogni caso, Dio è pienamente in controllo. Non siamo noi in grado di capire il perché; ma possiamo fidarci di Dio. Egli sa quello che sta facendo.

Fede è sapere che Dio è onnipotente ed è onnisciente. È sapere che Dio è in controllo e sa quello che sta facendo, NON perché comprendiamo, ma perché è DIO che è in controllo.

Il dolore, è mischiato con la pace, sapendo che Dio è giusto in tutto quello che fa.

“L’Eterno è giusto in tutte le sue vie e benigno in tutte le sue opere.” (Salmo 145:17 LND)

Quando Dio aveva disciplinato i Giudei, come aveva fatto? Dio li ha disciplinati duramente, facendo morire in tanti, compreso bambini, le donne erano stuprate e tanti altri sono stati mandati in esilio in Babilonia. Quando poi Dio permise ai Giudei di tornare nella terra promessa, Nehemia pregava, parlando della morte e la sofferenza che avevano subito. Voglio notare quello che dichiara. Leggo una parte della sua preghiera in Nehemia 9:33.

“Tuttavia tu sei stato giusto in tutto quello che ci è accaduto, perché tu hai agito fedelmente, mentre noi abbiamo agito empiamente.” (Nehemia 9:33 LND)

Nehemia dichiara che Dio è “stato giusto in tutto quello che ci è accaduto.” E che cosa è accaduto ai Giudei? Un popolo malvagio, i Babilonesi, sono venuti e hanno fatto strage, hanno agito con malvagità, tormento e cattiveria e Nehemia dichiara che Dio è giusto. Che conforto sapere che il male non viene da Satana. Il male viene da Dio. Questo consola perché vuol dire che Satana non può farmi nessun male se non è da Dio.

Dio è giusto anche quando la morte arriva ad un giovane e quando un malvagio arriva alla vecchiaia. Dio è giusto in tutto quello che fa, perché la giustizia è da Dio.

Se non ho fede in Dio, non avrò pace. Sarò angosciato ed agitato. Avrò pensieri falsi che mi turbano.

Se non ho fede, avrò pensieri falsi. Un esempio di pensieri falsi, quando muore una persona cara a me, che non era salvata:

“Se solo Dio lo avesse lasciato in vita un po’ di più, se solo avesse fatto un po’ di più nella sua vita, forse si sarebbe salvato.”

Pensieri così non fanno altro che lasciarci terribilmente turbati e aggravati.

No, Dio non ha sbagliato. Dio non ha mancato in qualcosa. È importante ricordare che noi vediamo l’esterno della persona, ma Dio è l’unico che vede e conosce il cuore e fa tutto bene.

La Bibbia dichiara in Geremia 17:9:

“Il cuore è ingannevole più di ogni altra cosa e insanabilmente malato; chi lo può conoscere?” (Geremia 17:9 LND)

Il cuore di ogni persona per natura, è malvagio. Non riusciamo a vedere il cuore delle persone. Noi vediamo le azioni e le parole, ma non il cuore.

Quando Dio salva una persona, gli dà un cuore nuovo.

Chi non è salvato ha un cuore ancora malvagio. Se potessimo vedere il cuore, con tutta la sua malvagità, io credo che sarebbe impossibile per noi di amare altri. Solo Dio ha un amore così grande che può amare peccatori come noi.

Quindi, quando una persona muore nei suoi peccati, senza aver accolto il perdono in Gesù Cristo, noi non vediamo la vera condizione del suo cuore, ma Dio sì. E perciò, sapere che una persona senza Cristo viene mandato al tormento eterno è molto pesante. Però, possiamo capire che Dio è giusto. Possiamo sapere che la persona viene punita perché il suo cuore ha rifiutato Cristo. Possiamo sapere che Dio è pienamente giusto in tutto e che non ha dimenticato di dare un’altra opportunità.

Non possiamo sapere o capire tutti i dettagli. Ma, possiamo confidare in Dio ed avere pace, nonostante il dolore.

Importante non vivere nel passato

Allora, torniamo al discorso che, se Serena dovesse morire prima di me, quanto è importante non vivere nel passato.

Dobbiamo essere contenti di quello che abbiamo. Questo principio vale non solo in senso materiale, ma anche nei rapporti. Anche con le persone che abbiamo adesso.

Se Dio ti toglie una persona cara, non vivere nel passato. Ringrazia Dio per gli anni che hai avuto, ma poi, rivolgiti a quello che Dio ti ha dato da fare oggi.

Se ti aggrappi a quella persona e non accetti quello che Dio ti ha dato, quella persona è un idolo per te. Se continui a vivere nel passato, sentendo la mancanza di quella persona e quanto avresti voluto più tempo con lui o lei, hai un idolo nel tuo cuore. Cristo non è il tuo tesoro e ti stai aggrappando a qualcosa che non hai più.

Non puoi più amare quella persona. Non puoi più investire in quella persona. Perciò ama altre persone, investa in chi Dio ha messo nella tua vita oggi e vive per la gloria di Dio in chi Dio ti mette davanti.

La TUA vita ha valore

Mia mamma ha lasciato una ricchissima eredità, non di soldi, ma influenzando tante persone verso Cristo.

Che cosa dà valore alla vita? Che cos’è una vita ben vissuta?

Provvedere per i bisogni della famiglia? Curare la famiglia? Tenere la casa ordinata? Avere qualche bella esperienza?

Queste cose rendono la vita ricca? Quante di queste cose durano dopo la morte?

Tutte le cose su questa terra saranno perse. Tutto sarà bruciato.

L’unica cosa che vale, veramente, è portare frutto per Cristo.

Anni fa mia mamma mi aveva chiesto perdono perché pensandoci ha riconosciuto che spesso la casa non era molto ordinata e i pasti erano moltosemplicie preparati con il tempo a disposizione. Ma non era un peccato e quindi, non era qualcosa per cui potevo perdonarla. Il motivo per cui lei non aveva tempo per curare la casa e fare buoni pasti era perché viveva per farci vedere Cristo, sia con le parole che con il suo esempio. Lei amava noi e anche gli altri e ci portava con sé quando serviva gli altri e sacrificandosi pur non avendo tempo. Non negava aiuto a chi aveva bisogno anche negli ultimi anni quando aveva poche forze ed era fiacca e debole. Lei accoglieva le persone che venivano alla sua porta. Questa era come viveva.

Mia mamma non era un insegnante della Bibbia. Voleva sempre conoscere Dio per mezzo della Sua Parola e quindi ha studiato la Bibbia fino alla morte, ma non aveva nessuna capacità particolare. Era una semplice donna che era meravigliata del perdono in Cristo fino alla fine.

Lei non si lamentava. Mi ricordo che anni fa quando lavorava, non obiettava sulle difficoltà che aveva a lavoro. Tu hai difficoltà a lavoro? Cosa dice Colossesi 3 per quanto riguarda servi e padroni? Non lavorare per il padrone, lavora solo per Cristo. E se tutti gli altri dipendenti ti frodano e non fanno il loro dovere e e la colpa cade su di te? Tu puoi avere pace riconoscendo che non lavori per il tuo capo, ma per Cristo, e che tutto quello che fai, fai per Lui.

La Bibbia dice di fare TUTTO per la gloria di Dio e fare TUTTO nel nome del Signore.

Paolo parlava di essere pronto ad essere versato (sacrificato) per la vostra fede.

Vivere per noi stessi o per la nostra famiglia, è una vita povera. Chi vive per se stesso è povero e muore povero. Bisogna essere pronti a sacrificare il necessario per vivere una vita ricca. Chi vive per il regno di Dio, e quindi, per gli altri, è ricco.

Io ho ricevuto moltissimo dall’esempio di mia mamma insieme a tanti altri. C’erano decine e decine di commenti su FB, di quanto lei aveva influenzato altri. Tante persone venivano a trovarla. Come ho già detto, spesso, in questi ultimi anni, non stava bene. Era distrutta. Ma non ho mai sentito che non ha accolto le persone. Accoglieva con amore.

Tanti hanno scritto che lei considerava tutti importanti. Chiunque conosceva lei, sentiva che era importante per lei.

Di nuovo, mia mamma non era una donna con qualche capacità particolare. Non insegnava nulla di particolare. Ma amava Dio, era meravigliata della grazia e misericordia di Dio e amava tutti.

Tutto questo mi ha fatto pensare. Io morirò. Non so quando. Forse presto. Forse fra vari anni, ma io morirò. Che eredità lascerò? Lascerò famiglia o chiesa con qualche dolore? Lascerò situazioni non risolte? Lascerò rimpianti? Avrai tu rimpianti, se hai qualche ora per pensarci prima di morire? Dirai che avrai voluto influenzare più i tuoi figli o altri per Cristo? Cosa dirai?

Possiamo investire solo adesso, non domani. Non è detto che abbiamo domani. Abbiamo oggi.

Stiamo vivendo per l’eternità? Stiamo vivendo in modo che quando passiamo la stanza, gli altri sentono il profumo di Cristo? Se siamo presi con i nostri problemi e che noi stessi, piuttosto che con gli altri, non saremo il profumo di Cristo. Quando siamo presi con noi stessi, cosa vedono gli altri? Vedono una persona che non sta bene e che è aggravato con i propri problemi.

Quante persone mi hanno detto di mia mamma che quando entravano nella sua presenza, sentivano di essere amati. Ed è vero!

Allora, le persone diranno la stessa cosa di me? Di noi? Che li amavamo? Quando le persone mi vedono, mi vedono illuminare per la gioia di vederli? Sanno che sono speciali per me?

Io non ho quell'amore dentro di me. SE ce l’ho, è solo da Cristo.

Quando gli altri mi vedono, vedono un sorriso perché ho gioia di vederli? O vedono un cuore abbattuto perché sono fissato sui miei pesi?

Sto vivendo per portare avanti le faccende della vita o sto portando frutto per Cristo? Sto lavorando, lavando i vestiti e facendo da mangiare perché lo devo fare o per portare frutto?

Vogliamo che gli altri vedono il nostro Signore? Voglio che gli altri siano presi con Cristo? Questo desiderio mi consuma?

Mia mamma era consumata nel voler conoscere Dio sempre di più e voler conoscere più versetti a memoria e anche capitoli interi. Voleva avere la Parola di Dio dentro di sé così quando parlava con la gente avrebbe avuto sempre la verità di Dio da dire.

Che eredità lascerò? Che eredità lascerai?

Non voglio che gli altri dicono: “ma, lui era sempre un uomo che curava bene la famiglia, organizzava tutto, compiva tanto.” E per le donne, volete che gli altri dicono di voi: “lei sempre gestiva la casa perfettamente…”?

Non voglio quello. Piuttosto voglio che gli altri vedono Cristo in me e che dicono: “quando stavo con lui, uscivo dopo volendo più di Cristo.”

Voglio essere speso per la gloria di Dio e il vero bene di tutti coloro che Dio mette nella mia vita. Voglio essere il profumo di Cristo perché è quello che conta.

E tu? Il Signore è vicino.

Preghiamo.