Aiuto Biblico

Timore degli uomini, come combattere pensieri falsi

Studio di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per mercoledì, 6 luglio 2022, – cmd dmp –

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Timore degli uomini è un peccato diffuso quanto l'acqua del mare. È uno dei peccati più diffusi che esiste.

In un paese musulmano, un musulmano che diventa credente potrebbe essere minacciato di morte. Potrebbe avere timore degli uomini perché ha paura di essere ucciso.

Oppure potrebbe essere che temiamo, in un paese come il nostro, di essere definiti come fanatici. Parenti, coniuge, genitori, figli potrebbero assillarti tutta la vita.

Può essere che non sia timore degli uomini nel senso di avere paura di loro, ma perché vogliamo la loro approvazione. Cerchiamo di fare quello che gli altri dicono che va bene.

Quindici anni fa una ragazza è venuta da me dicendo che i suoi genitori l’hanno mandata a parlare con me perché non erano d’accordo sul discorso del piercing. Lei voleva farsi dei piercing, i genitori non volevano e a casa stavano litigando.

Ho chiesto a “Patrizia” perché voleva farsi dei piercing.

Lei ha detto: “perché a me piace”.

Ho insistito più volte dicendole che a lei non piacciono i piercing al punto che mi ha chiesto: “perché dici questo?”

Le ho detto che a lei piace il gelato al cioccolato e lei ha confermato che è proprio così. Le ho chiesto quale gusto di gelato prende in gelateria quando esce con gli amici. Lei ha detto: “cioccolato”.

Ho chiesto quale gusto prenderebbe se tutti dicessero: “proviamo un altro gusto”. Lei ha detto che prenderebbe cioccolato lo stesso.

“Certo,” le ho detto. “Perché a te piace il cioccolato, non perché è di moda. Adesso il piercing è la moda, ma se il piercing non fosse di moda e fosse visto male da tutti? Non è che a te piace il piercing in sé. Ti piace perché è la moda del momento. Ti fa essere accettata e vista bene. Ti fai il lavaggio del cervello, perché cerchi di convincerti che a te piace il piercing, quando non è che ti piaccia di per sé. Impari ad avere piacere, ma con il gelato al cioccolato non hai imparato… a te piace! Se il piercing tra pochi anni sarà fuori moda, ti piacerà? No. Ci convinciamo per giustificare il nostro desiderio. Ti spiego una cosa. Questo è il biglietto di ingresso per essere accettati e approvati da quelle persone, ma non è il solo. Fra pochi mesi ci sarà un altro biglietto, e poi un altro, e poi un altro, e sai quando finirà? Con la morte. Se tu cerchi la loro approvazione, devi sempre pagare il biglietto perché devi comprare la loro approvazione e loro decidono il prezzo.

Ti faccio due domande: queste persone ti amano veramente, anche se non paghi il biglietto di ingresso? Ti amano al punto da sacrificare il loro bene per il tuo bene?

Seconda domanda: hanno il potere di benedirti? Possono benedire la tua vita?”

“Patrizia” ha riconosciuto che i suoi amici non l’amavano veramente perché, se non faceva come volevano loro, non sarebbe stata accettata. E' stato un bene che Patrizia ha capito.

Ha anche riconosciuto che questi amici non hanno il potere di poterla benedire. Allora, le ho chiesto: “perché ti importa quello che pensano di te?”

Se i genitori amano veramente il loro figlio e il figlio prende una brutta strada, non è che loro approvano quello che lui ha fatto, ma continuano ad amarlo al punto di sacrificarsi. Anche se il figlio fa il contrario di quello che loro vogliono, non smettono di amarlo. Il vero amore non si può comprare.

Nel momento in cui devi cercare di dare agli altri quello che vogliono, quello non è amore. Perché cerchiamo l’approvazione di persone che non ci amano e che non ci possano benedire? Inoltre, se stiamo cercando il loro “amore”, non stiamo cercando l’amore di Dio. Quando preferiamo l’approvazione degli altri, stiamo dicendo che la loro approvazione è meglio dell’amore di Dio. Questa è stoltezza.

Quando vogliamo che gli altri ci vedano come bravi genitori, credenti, ecc., stiamo cercando l’approvazione. Quello che faccio è motivato da come gli altri mi vedono e non da come sono davanti a Dio. Questo è timore degli uomini.

Timore degli uomini o di Dio, è quello per cui sono disposto a sacrificarmi perché non voglio restare senza.

Se un uomo ha timore dei soldi, è disposto a sacrificare la famiglia, gli amici, perfino la salute per avere più soldi perché non vuole rimanere senza soldi. È disposto anche a sacrificare il suo cammino con Cristo.

Se un uomo ha timore per la salute, è disposto a fare di tutto per avere buona salute. Così, trascura Dio ed i rapporti e spende una barca di soldi per non perdere la salute.

“Timore” vuol dire che ho timore di perdere quello che mi è più prezioso e sono disposto a sacrificare tutto il resto.

Se temo per i soldi, vuol dire che li avrò per sempre? Abbiamo una cara amica con un tumore e da diversi giorni non risponde più. Quanto possono interessarle i soldi adesso? Se qualcuno le avesse voluto regalare 100 milioni di dollari in questa condizione, cosa le importerebbe?

Se temo per la salute, non morirò mai?

E se temo le persone, e se dovessi guadagnare la loro approvazione, quanto vale? Vale qualcosa? Veramente? Non vale niente eppure trascuriamo Dio per avere monetine di plastica.

Come credenti vogliamo essere visti bene da altri credenti, ma quanto vale? Trascuriamo quello che è più importante per avere quello che non ha nessun vero valore.

Potrei avere timore perché dove lavoro, se io cammino come Dio mi comanda, potrei perdere quel lavoro. Ma posso io garantirmi il necessario per vivere? Ho la forza? Ho garanzia sulla mia salute e le capacità di lavorare?

Il Salmo 127:1 dice:

Se l’Eterno non edifica la casa, invano vi si affaticano gli edificatori…” (Salmo 127:1 LND)

Temiamo anche le situazioni della vita. Non vogliamo non riuscire. Pensiamo di dovercela fare da soli.

Il timore, e specificamente il timore degli uomini, è una schiavitù. Tante persone crescono e vivono preoccupate di quello che pensano gli altri, ma gli altri non amano e non possono benedire. Trascurano le cose più importanti per niente.

Il timore degli uomini ci ruba la gioia e ci ruba la pace. Ci ostacola dal vivere per Dio e ci ostacola dall'amare gli altri.

È un grave peccato ed è una catena che ci lega. Ci fa molto male.

Temere gli uomini è fondato su falsi pensieri che considereremo più a fondo verso la fine di questo studio.

Matteo 10

Per ora, consideriamo alcuni brani su questo argomento. Iniziamo con Matteo 10 dove parla di un timore umanamente fondato.

Leggiamo Matteo 10:5-33 per capire il contesto di quello che Gesù dichiara nei versetti 27 e 28 di questo brano.

“5 Questi sono i dodici che Gesù inviò dopo aver dato loro questi ordini: "Non andate tra i gentili e non entrate in alcuna città dei Samaritani, 6 ma andate piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. 7 Andate e predicate, dicendo: "il regno dei cieli è vicino". 8 Guarite gli infermi, mondate i lebbrosi, risuscitate i morti, scacciate i demoni; gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. 9 Non fate provvista di oro, né di argento né di denaro nelle vostre cinture, 10 né di sacca da viaggio, né di due tuniche, né di calzari, né di bastone, perché l’operaio è degno del suo nutrimento. 11 Ora, in qualunque città o villaggio entrate, informatevi se vi sia qualcuno degno e lì rimanete fino alla vostra partenza. 12 E quando entrate nella casa, datele il vostro saluto. 13 E se quella è degna, venga la vostra pace su di essa; ma, se non è degna, la vostra pace ritorni a voi. 14 E se qualcuno non vi riceve e non ascolta le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città, scuotete la polvere dai vostri piedi. 15 Vi dico in verità che, nel giorno del giudizio, il paese di Sodoma e di Gomorra sarà trattato con più tolleranza di quella città. 16 Ecco, io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come serpenti e semplici come colombe. 17 Ma guardatevi dagli uomini, perché vi trascineranno davanti ai loro sinedri, e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe. 18 E sarete condotti davanti ai governatori e davanti ai re, per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai gentili. 19 Quando essi vi metteranno nelle loro mani, non preoccupatevi di come parlerete o di che cosa dovrete dire; perché in quella stessa ora vi sarà dato ciò che dovrete dire; 20 poiché non sarete voi a parlare, ma lo Spirito del Padre vostro che parla in voi. 21 Ora il fratello consegnerà a morte il fratello e il padre il figlio; e i figli insorgeranno contro i genitori e li faranno morire. 22 E sarete odiati da tutti a causa del mio nome; ma chi avrà perseverato fino alla fine, sarà salvato. 23 Ora, quando vi perseguiteranno in una città, fuggite a in un’altra, perché in verità vi dico, che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo. 24 Il discepolo non è da più del maestro, né il servo da più del suo signore. 25 Basta al discepolo di essere come il suo maestro e al servo come il suo padrone. Se hanno chiamato il padrone di casa Beelzebub, quanto più chiameranno così quelli di casa sua! 26 Non li temete dunque, poiché non c’è nulla di nascosto che non debba essere rivelato e nulla di segreto che non debba essere conosciuto. 27 Quello che io vi dico nelle tenebre, ditelo nella luce, e ciò che udite dettovi all’orecchio, predicatelo sui tetti. 28 E non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella Geenna. 29 Non si vendono forse due passeri per un soldo? Eppure neanche uno di loro cade a terra senza il volere del Padre vostro. 30 Ma quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31 Non temete dunque; voi siete da più di molti passeri. 32 Chiunque perciò mi riconoscerà, davanti agli uomini, io pure lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli. 33 Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, io pure lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli".” (Matteo 10:5-33 LND)

Quando Gesù dice: “non temete coloro che uccidono il corpo, ma non possono uccidere l’anima; temete piuttosto colui che può far perire l’anima e il corpo nella Geenna”, non sono parole poetiche. Gesù ci esorta a non temere se dovessimo trovarci in questa condizione.

Potrebbero perseguitarci ed ucciderci fisicamente a causa di Cristo, ma questa è la cosa peggiore che gli uomini potrebbero farci. Eppure, non dobbiamo temere nemmeno quello. Se questa è la cosa peggiore che ci potrebbe succedere, c’è comunque speranza. C’è speranza finché non ci catturano o c’è speranza di scappare.

Se non dobbiamo temere il peggio, è giusto non temere quello che è meno del peggio. Se non dobbiamo temere chi può ucciderci, dovremmo temere chi può screditarci, disprezzarci o criticarci? Dovremmo temere chi può parlare male di noi?

C’è un principio importante qua: temete solo Dio. Temete di essere allontanati da Lui. Gli uomini non possono benedirti, ma Dio, sì.

Isaia 51:11-15

Ora consideriamo un altro brano in Isaia 51. Noi, in Gesù Cristo, siamo riscattati.

“11 Così i riscattati dall’Eterno torneranno, verranno a Sion con grida di gioia e un’allegrezza eterna coronerà il loro capo; otterranno gioia e letizia, e il dolore e il gemito fuggiranno. 12 Io, io stesso, sono colui che vi consola; chi sei tu da dover temere l’uomo che muore e il figlio dell’uomo destinato ad essere come erba? 13 Tu hai dimenticato l’Eterno che ti ha fatto, che ha disteso i cieli e gettato le fondamenta della terra. Avevi sempre paura, tutto il giorno, davanti al furore dell’oppressore, quando si preparava a distruggere. Ma dov’è ora il furore dell’oppressore? 14 L’esule in cattività sarà presto liberato, non morirà nella fossa né gli mancherà il pane. 15 Poiché io sono l’Eterno, il tuo DIO che agita il mare e ne fa muggire le onde; il suo nome è l’Eterno degli eserciti.” (Isaia 51:11-15 LND)

Lui dice:

12 Io, io stesso, sono colui che vi consola; chi sei tu da dover temere l’uomo che muore e il figlio dell’uomo destinato ad essere come erba? 13 Tu hai dimenticato l’Eterno che ti ha fatto,

Che senso ha temere un essere umano? Che offesa a Dio! Dio è l’Eterno! Perché temiamo gli uomini? Che offesa a Dio quando temiamo un uomo, come se avesse potere. Il potere ce l'ha solo Dio.

Daniele 3

Consideriamo i tre amici di Daniele che rifiutavano ad inginocchiarsi davanti alla statua del re. Vengono minacciati di essere gettati nella fornace se non si inginocchiano davanti alla statua. Ma, non hanno timore. Leggiamo come rispondono al re.

“15 Ora, non appena udrete il suono del corno, del flauto, della cetra della lira del salterio, della zampogna e di ogni genere di strumenti, se siete pronti a prostrarvi per adorare l’immagine che io ho fatto, bene; ma se non l’adorate, sarete subito gettati in mezzo a una fornace di fuoco ardente; e qual è quel dio che potrà liberarvi dalle mie mani?". 16 Shadrak, Meshak e Abed-nego risposero al re, dicendo: "O Nebukadnetsar, noi non abbiamo bisogno di darti risposta in merito a questo. 17 Ecco, il nostro Dio, che serviamo, è in grado di liberarci dalla fornace di fuoco ardente e ci libererà dalla tua mano, o re. 18 Ma anche se non lo facesse, sappi o re, che non serviremo i tuoi dèi e non adoreremo l’immagine d’oro che tu hai fatto erigere".” (Daniele 3:15-18 LND)

Il nostro Dio è capace se vuole e se noi ci fidiamo di Lui comunque. Tu puoi metterci a morte, ma non puoi toccare le nostre anime.

Questo è il cuore che Dio ci chiama ad avere.

Romani 8

Ora leggiamo in Romani 8. Quanto è importante tenere in mente le verità di Romani 8:32.

32 Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui?

Considerate quello che Dio ha pagato per salvarci. È possibile che ci abbandoni? Ha dato il Suo unigenito Figlio. È possibile che ci lascia dopo aver pagato un prezzo così alto? Non è possibile.

33 Chi accuserà gli eletti di Dio? Dio è colui che li giustifica.

Qualcuno potrebbe accusarci di essere esagerati o di non fare quello che Dio vuole, ma quale di queste accuse restano davanti a Dio? Cadano tutte a terra perché Dio è il Giudice. Non temiamo coloro che ci giudicano.

34 Chi è colui che li condannerà?

Tanti potrebbero condannarci, ma cosa importa se il Giudice ci dichiara innocenti per mezzo di Gesù Cristo? Il Giudice della terra ci dichiara giustificati, quindi, non dovremmo temere l’accusa di qualche demone o essere umano.

34 Chi è colui che li condannerà? Cristo è colui che è morto, e inoltre è anche risuscitato; egli è alla destra di Dio, ed anche intercede per noi. 35 Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Saràl’afflizione, o la distretta, o la persecuzione, o la fame, o la nudità, o il pericolo, o la spada? 36 Come sta scritto: "Per amor tuo siamo tutto il giorno messi a morte; siamo stati reputati come pecore da macello". 37 Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati. 38 Infatti io sono persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né potenze, né cose presenti, né cose future, 39 né altezze, né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 8:32-39)

Dobbiamo minimamente temere gli uomini?

1Pietro 3:14-16

Quanti brani ci esortano a non temere gli uomini. Leggiamo un altro brano in 1Pietro 3.

14 Ma, anche se doveste soffrire per la giustizia, beati voi! "Or non vi sgomentate per paura di loro e non vi turbate", 15 anzi santificate il Signore Dio nei vostri cuori e siate sempre pronti a rispondere a vostra difesa a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi con mansuetudine e timore, 16 avendo una buona coscienza affinché, là dove vi accusano di essere dei malfattori, vengano svergognati coloro che calunniano la vostra buona condotta in Cristo. (1Pietro 3:14-16)

Non dobbiamo temere gli uomini minimamente? Cosa possano farci? Possono toglierci la vita, le case, i figli, se Dio lo permette. Quanto vale l'approvazione degli uomini? Vale qualcosa?

Se l’amica non-credente di una donna credente, le dice che sembra tutta spossata o tirata senza trucco e senza “abbellirsi” in altri modi, cosa importa? Quanto valore ha quello che l’amica le dice? Assolutamente nulla. Zero. Zero perché chi non ha Cristo è sotto l’ira di Dio e sta andando contro i principi di Dio.

Non dobbiamo temere gli uomini. Dobbiamo temere Dio.

I passi per superare i falsi pensieri

Allora, quando temo gli uomini, devo chiedermi perché temo gli uomini? O perché temo (sono attaccato) per i soldi o per la salute o altro? Quando commetto qualsiasi peccato, perché lo commetto? Perché ho falsi pensieri e lascio che quei pensieri dirigano la mia vita.

Consideriamo alcuni passi per superare i falsi pensieri ed altri peccati.

1) Prima, che cosa NON bisogna fare.

---- Se qualcuno ti dice che stai pensando in modo falso, non devi dire: “hai ragione, hai ragione, hai ragione”. Se parli così, cosa stai facendo? Stai lasciando che i falsi pensieri restino nella tua testa. Non li cacci, li tieni.

Devi piuttosto confessare e denunciare i tuoi falsi pensieri. Bisogna dire che stai pensando che quello che gli altri pensano di te è importante quando, in realtà, non è importante.

---- Poi, NON dire: “come devo cambiare?” o “Cosa devo fare in modo diverso?” O “Come devo vivere?”

Che cosa implica quando parliamo così? Implica che siamo giusti, e che il nostro problema non è un peccato del cuore, ma è solo un comportamento sbagliato. Stiamo implicando che noi abbiamo il potere di migliorare e cambiare, invece di riconoscere che siamo bisognosi e sporchi davanti a Dio.

Questo modo di ragionare esclude Dio dai nostri pensieri e ci ostacola dal riconoscere e confessare il peccato. Ragionando così, non arriveremo mai a cambiare. Se diciamo: “spiegami come devo fare”, implichiamo che il nostro cuore è puro, è solo una questione di non riuscire a capire intellettualmente come agire.

Ma se pensiamo così, non chiederemo mai il vero perdono e non saremo perdonati. Abbiamo bisogno del perdono, che vuol dire che abbiamo bisogno di vedere il vero peccato.

Infine, non vogliamo confessare il nostro peccato perché il nostro orgoglio verrebbe offeso. Vogliamo migliorare, ma questo non ci libera dai nostri falsi pensieri o dal nostro peccato.

2) Allora, è fondamentale RICONOSCERE il peccato di cuore e CONFESSARE il peccato senza mezzi termini.

Se il peccato è lamentarsi, dobbiamo dire:

“che abominazione il mio lamentare! Che abominazione! Questo è un grave peccato contro Dio! Non sto accettando quello che Dio mi ha dato, le prove e tutto.”

Oppure timore degli uomini:

“questo è un offesa a Dio! Anziché temere Dio, temo gli uomini. Dio mi dice più volte di non temere gli uomini. Ma, io preferisco la loro approvazione e non avere problemi con loro, all’approvazione di Dio e non avere problemi con Dio. Signore, perdonami. Questo è grave. Quanto Ti ho offeso.”

Devo confessare il mio peccato in modo molto chiaro e categorico. Più è dettagliato, meglio è.

3) Poi, è importantissimo DICHIARARE, tutti i giorni, in modo forte e chiaro, le verità di Dio che sono l’opposto delle menzogne alle quali abbiamo creduto. Dobbiamo dichiarare le verità che demoliscono i falsi pensieri che abbiamo.

2 Corinzi 10:4-5

4 … le armi della nostra guerra non sono carnali, ma potenti in Dio a distruggere le fortezze, distruggendo i ragionamenti 5 ed ogni altezza che si eleva contro la conoscenza di Dio

Quali sono queste armi che demoliscono le fortezze che si elevano contro la conoscenza di Dio? Le verità di Dio. Dobbiamo utilizzare queste armi.

Se abbiamo temuto gli uomini:

“O Padre, perdonami per quell'abominevole peccato di aver temuto gli uomini e non Te. Padre, io dichiaro che gli uomini non possano benedirmi. Solo Tu puoi benedire. Ogni buon dono viene da Te.

Gli uomini non possono portare male nella mia vita, se non permesso da Te. Solo Tu, o Padre, puoi curarmi.

Gli uomini non possono amarmi veramente, ma Tu mi ami perfettamente. Gli uomini non possono separarmi dal Tuo amore o ostacolarmi dalle Tue promesse. Gli uomini non possono ostacolare la Tua opera in me.

Solo Tu, Padre, puoi darmi la guida giusta.

Solo Tu, Padre, puoi darmi tutto quello che mi serve, materialmente, ed anche spiritualmente.”

4) Un altro aspetto fondamentale è RINGRAZIARE Dio profondamente, ogni giorno.

Quindi, se temiamo gli uomini, continuiamo la preghiera pregando così:

“Padre, perdonami che ho temuto gli uomini. Ti ringrazio che mi ami. Ti ringrazio che sei in controllo della mia vita. Ti ringrazio che non mi lascerai e non mi abbandonerai. Ti ringrazio che Tu porterai a compimento la Tua buona opera in me. Ti ringrazio perché anche se mi fanno male sarà usato per il mio eterno bene.

O Padre, grazie che TU sei la fonte di ogni benedizione per me. Grazie che la Tua cura non dipende minimamente da quello che pensano o fanno le altre persone. La mia vita sta nelle TUE mani.”

Se dichiariamo le verità di Dio tutti i giorni e Lo ringraziamo tutti i giorni, quanto spazio ci sarà nella nostra testa per i falsi pensieri? Le menzogne che prima ci assillavano, perdono tutta la loro potenza. Le tenebre perdono la loro forza quando sono esposte alla luce.

Ti ricordi, magari quando eri piccolo a casa di qualcun altro, un momento quando eri fuori casa al buio e avevi timore? Che cos’è successo al tuo timore nel momento in cui sei rientrato in casa nella luce? I timori sono spariti. Lasciamo che la luce della verità penetri nelle tenebre dei nostri pensieri falsi.

Conclusione

Non dobbiamo lasciare falsi pensieri nella testa. I principi di cui abbiamo parlato valgono per tutti noi, perché tutti noi abbiamo peccati fondati su pensieri falsi.

Abbiamo considerato in modo particolare il peccato del timore degli uomini. Possiamo temere gli uomini per le cose più sciocche, cioè, come gli altri ci vedono, o possiamo temere gli uomini per motivi importanti, come la minaccia alla nostra vita e il rischio della morte fisica. Ma non dobbiamo temere gli uomini né per un motivo né per l’altro.

Possiamo cercare gloria dagli uomini non solo in modo carnale, ma anche spirituale. Possiamo anche cercare gloria nell'essere visti come il credente più bravo o l'uomo o la donna di Dio più zelante. Oh che possiamo temere solo Dio e cercare solo Dio.

Umiliamoci davanti a Dio riconoscendo che non abbiamo nulla che non viene da Lui. Chiediamo perdono quando cerchiamo gloria per noi stessi. Vogliamo cacciare i falsi pensieri.

Quando abbiamo falsi pensieri dobbiamo essere aggressivi nel dichiarare le verità per dare gloria a Dio. NON lasciamo falsi pensieri nella testa. NON li dobbiamo riconoscere con uno spirito fiacco, come se non ci fosse nulla da fare.

Poi, NON ringraziamo principalmente per le benedizioni materiali, ma principalmente per le benedizioni spirituali. Sono molto più grandi e importanti. Le benedizioni materiali (casa, famiglia, lavoro) possono esserci tolte dall'oggi al domani, ma non le benedizioni spirituali.

Se ringraziamo Dio maggiormente per le benedizioni terrene, e poi, ci vengono tolte, cosa succede alla nostra fede? La nostra fede crolla. Ma se ringraziamo tutti i giorni per le promesse di Dio, per l’amore di Dio, e per la potenza di Dio che opera in noi, quando ci arrivano grandi prove, la nostra fede rimane salda perché Dio non cambia e le Sue promesse non cambiano.

Nella battaglia contro il nostro peccato e i nostri pensieri falsi, è fondamentale avere rapporti stretti, onesti e trasparenti. Se i nostri discorsi con gli altri sono superficiali, e non condividiamo i nostri pensieri, riceveremo aiuto per i nostri pensieri? Certamente no, perché spesso non riconosciamo da noi stessi quando i nostri pensieri sono falsi. Sentendo quali sono i nostri pensieri, gli altri potrebbero aiutarci a riconoscere i pensieri falsi. Dunque, cerchiamo comunione stretta e trasparente, per avere aiuto a riconoscere i pensieri falsi.

Quando non abbiamo pace, sicuramente abbiamo pensieri falsi. Umiliamoci, accettando che abbiamo pensieri falsi, chiediamo aiuto per i nostri pensieri e confessiamo i pensieri falsi. Aggrappiamoci fortemente e decisivamente alle verità. Abbondiamo nel ringraziamento, SOPRATTUTTO per le benedizioni spirituali.

E Dio opererà. Dio ci aiuterà. Ci perdonerà, ci purificherà e ci darà la vittoria.