Aiuto Biblico

Contare i nostri giorni

Salmo 90

sermone di Marco deFelice, www.AiutoBiblico.org per domenica, 1 gennaio2017, – cmd es –
Descrizione: Nuovo anno, un buon tempo per fermarci per valutare bene i nostri giorni.
parole chiavi: nuovo anno, anno nuovo, contare i nostri giorni, come essere benedetto

Audio:

Per la grazia di Dio, ed è la grazia di Dio, non è per scontato, e non è meritato, siamo arrivati alla fine di un anno, e all'inizio di un anno nuovo. E per chi ascolta o guarda questo in avanti, quello che ho da dire vale in ogni momento.

Oggi inizia un anno nuovo. Da un certo punto di vista, uno potrebbe dire che nulla è cambiato. Tutto è uguale. È solo il passaggio da un giorno all’altro. E se la vediamo così, e viviamo così, sarà così.

Ma non deve essere così. Possiamo scegliere di vederlo come un nuovo inizio. Non dobbiamo continuare a vivere come abbiamo sempre vissuto. Dio ci ha creati con la capacità di cambiare. Infatti, ripetutamente nella Bibbia troviamo esortazioni dopo esortazioni a cambiare. La Bibbia ci insegna ad impegnarci con ogni diligenza a crescere, piuttosto che solo restare come siamo.

Come esempio, 2Pietro 1:3-10, è un'esortazione di impegnarci con grande diligenza a crescere, quindi, di cambiare. Ve lo leggo.

“3 Poiché la sua divina potenza ci ha donato tutte le cose che appartengono alla vita e alla pietà, per mezzo della conoscenza di colui che ci ha chiamati mediante la sua gloria e virtù, 4 attraverso le quali ci sono donate le preziose e grandissime promesse, affinché per mezzo di esse diventiate partecipi della natura divina, dopo essere fuggiti dalla corruzione che è nel mondo a motivo della concupiscenza. 5 Anche voi per questa stessa ragione usando ogni diligenza, aggiungete alla vostra fede la virtù, alla virtù la conoscenza, 6 alla conoscenza l’auto-controllo, all’auto-controllo la perseveranza, alla perseveranza la pietà 7 alla pietà l’affetto fraterno e all’affetto fraterno l’amore. 8 Perché, se queste cose si trovano in voi e abbondano, non vi renderanno oziosi pigri né infruttuosi nella conoscenza del Signore nostro Gesù Cristo. 9 Chi invece non ha queste cose è cieco e miope, perché ha dimenticato la purificazione dei suoi vecchi peccati. 10 Perciò, fratelli, sforzatevi sempre maggiormente di rendere sicura la vostra vocazione ed elezione perché, facendo queste cose, non inciamperete mai.” (2Pietro 1:3-10 LND)

Avete notato che dobbiamo avere ogni diligenza per aggiungere queste altre qualità alla nostra fede? La vita cristiana non è solo di ricevere la salvezza e poi andare avanti con la vita come se niente fosse. La vita cristiana è un impegno con tutto il nostro cuore di crescere, di cambiare costantemente, per diventare più come Cristo! Dio ci salva, ma nella vera salvezza ci dà un nuovo cuore e come risultato dobbiamo metterci del nostro. È Dio che ci salva. La salvezza viene 100% da Dio. Però, la vera salvezza produce una vita cambiata in cui ci impegniamo a crescere.

Un altro brano che parla dell'impegno della salvezza è Filippesi 2:12,13. Ve lo leggo.

“12 Perciò, miei cari, come mi avete sempre ubbidito non solo quando ero presente, ma molto più ora che sono assente, compite la vostra salvezza con timore e tremore, 13 poiché Dio è colui che opera in voi il volere e l’operare, per il suo beneplacito.” (Filippesi 2:12-13 LND).

Che meravigliosa verità che è Dio che opera in noi il volere e l'operare, non per merito nostro, ma come dichiara il brano, per il suo beneplacito! Eppure, nella vera salvezza, Dio opera in tutti coloro che Egli salva, e chi viene salvato si metterà da fare a compiere la sua salvezza con timore e tremore. La vera salvezza non è solo qualcosa che si tiene in riserva per il giorno della morte. La vera salvezza è un cammino con Cristo, una crescita vera, che è un frutto di essere veramente rigenerato da Dio! Se tu sei veramente salvato, non hai scelta, tu devi impegnarti con tutto il tuo cuore a compiere la tua salvezza. Questo dimostra che Dio veramente ti ha salvato.

Quindi, Dio ci salva, dandoci un nuovo cuore, un cuore che ci spinge a crescere giorno per giorno e anno per anno. Questo è un frutto della vera salvezza. La crescita vuol dire cambiare per assomigliare sempre di più a Gesù Cristo.

Il Problema

Abbiamo il problema che spesso, siamo talmente prese con le faccende che non pensiamo alla crescita. È facile vivere con gli impegni di oggi, e perdere la prospettiva della vita e dell'eternità. Quando viviamo focalizzati su oggi, raramente viviamo bene. Raramente ci impegniamo a crescere come dovremmo. E perciò, abbiamo bisogno di fermarci, abbiamo bisogno di riconoscere che il tempo sta passando. Abbiamo bisogno di valutare dove stiamo e dove stiamo andando.

La fine di un anno è un buon momento per fermarci e valutare a fondo come stiamo vivendo, se stiamo vivendo per la gloria di Dio.

È molto incoraggiante riconoscere che Dio ha stabilito il tempo, e le divisioni del tempo, per darci dei momenti da fermarci e riflettere. Questo è l’amore di Dio per noi.

Divisione del Tempo

Dio ha creato il mondo in modo da farci vivere nel tempo, e ha creati delle divisioni per aiutarci a tener conto del tempo che passa. Cioè, Dio è eterno. Egli vive al di fuori del tempo. Diversamente da noi, per Dio, un giorno è come mille anni, e mille anni come un giorno, come leggiamo in 2 Pietro 3:8.

“Ora, carissimi, non dimenticate quest’unica cosa: che per il Signore un giorno è come mille anni, e mille anni come un giorno.” (2Pietro 3:8 LND).

Dio è al di sopra del tempo. Ha creato il tempo per noi, perché non siamo eterni come lo è Dio. Per noi di poter tener conto del tempo ci aiuta a prepararci per l’eternità.

Pensate a come Dio ha stabilito modi per noi di misurare il tempo.

Tramite la natura, Dio ha creato il giorno, il mese e l’anno. Il giorno è il giro della terra intorno alla sua asse. Il mese è il tempo in cui la luna fa un ciclo intero. Il calendario moderno ha modificato il mese, però, in sé il mese è basato su come Dio stabilì la luna.

Poi, l’anno è il tempo che Dio stabilì per la terra di rivolvere intorno al sole. Con l’inclinazione della terra, abbiamo anche le stagioni.

Quindi, tramite la natura Dio ci ha dato il giorno, il mese e l’anno. Invece, non tramite la natura, ma tramite la rivelazione diretta all’uomo, Dio ci ha dato la settimana. La settimana non viene dalla natura, ma dalla rivelazione di Dio.

È molto interessante notare che in tutto il mondo, gli uomini riconoscono la settimana come divisione di tempo, nonostante che non si trova la settimana nella natura. Se ti fermi a pensare a questo, è chiaro che non avrebbe senso, se non fosse stato rivelato da Dio così. Invece, riconoscendo che è stato Dio a rivelare questo all’uomo, all’inizio della creazione, allora, comprendiamo perché troviamo la settimana di sette giorni nelle società in tutto il mondo, e in tutta la storia.

Allora, perché Dio ci ha dato giorni, settimane, mesi, e anni? Che scopo ha questo? Come può aiutarci spiritualmente il fatto di poter tener conto del tempo?

La divisione del tempo ci aiuta a contare i nostri giorni, tenendo conto del passaggio di tempo, che ci aiuta a vivere alla luce dell'eternità, e a ricordarci di Dio. Il passaggio di tempo ci aiuta a riconoscere che ci sono conseguenze, e ricordare questo ci aiuta ad investire questa breve vita per l'eternità.

Il fatto che possiamo riconoscere divisioni del tempo ci aiuta a contare i nostri giorni, per riconoscere che sono limitati. Vediamo che questo è una preghiera di Mosè in Salmo 90. Trovate Salmo 90. Ve lo leggo.

“1 «Preghiera di Mosè, uomo di Dio.» O Signore, tu sei stato per noi una dimora in tutte le generazioni. 2 Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e il mondo, anzi da sempre e per sempre tu sei DIO. 3 Tu fai ritornare l’uomo in polvere e dici: "Ritornate, o figli degli uomini". 4 Poiché mille anni ai tuoi occhi sono come il giorno di ieri quando è passato, o come una vigilia, nella notte. 5 Tu li porti via come un’inondazione. Essi sono come un sogno, sono come l’erba che verdeggia la mattina. 6 La mattina essa fiorisce e verdeggia, la sera è falciata e dissecca. 7 Poiché siamo consumati dalla tua ira e siamo atterriti dal tuo furore. 8 Tu metti le nostre colpe davanti a te, i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto. 9 Poiché tutti i nostri giorni svaniscono nella tua ira; finiamo i nostri anni come un sospiro. 10 I giorni dei nostri anni arrivano a settant’anni e per i più forti a ottanta, ma quel che costituisce il loro orgoglio non è che travaglio e vanità, perché passa in fretta e noi ce ne voliamo via. 11 Chi conosce la forza della tua ira e il tuo furore secondo il timore che ti è dovuto? 12 Insegnaci dunque a contare i nostri giorni, per ottenere un cuore savio. 13 Ritorna, o Eterno! Fino a quando? E abbi pietà dei tuoi servi. 14 Saziaci al mattino con la tua benignità, e noi esulteremo e ci rallegreremo tutti i nostri giorni. 15 Rallegraci in proporzione ai giorni che ci hai afflitti e in compenso degli anni che abbiamo sofferto calamità. 16 Sia manifesta la tua opera ai tuoi servi e la tua gloria ai loro figli. 17 La grazia del Signore DIO nostro sia su di noi, e rendi stabile per noi l’opera delle nostre mani; sì, rendi stabile l’opera delle nostre mani.” (Salmo 90:1-17 LND)

In questo Salmo, Dio guidò Mosè a scrivere per insegnarci a contare bene i nostri giorni, ovvero, renderci conto del passare del tempo, in modo che possiamo vivere per l'eternità.

Il Salmo inizia ricordandoci che mentre noi viviamo nel tempo, Dio è eterno. Leggo di nuovo i versetti 1 e 2.

1. O Signore, tu sei stato per noi una dimora in tutte le generazioni. 2 Prima che i monti fossero nati e che tu avessi formato la terra e il mondo, anzi da sempre e per sempre tu sei DIO. (Salmo 90:1,2).

Quanto è importante per noi di ricordare che Dio è eterno, non cambia mai. È eterno ed è perfetto. Inoltre, Dio è la dimora per il suo popolo, da sempre e per sempre. Come dichiara il versetto, Dio è per noi una dimora in tutte le generazioni. Chi dimora nell'Eterno è sicuro.

Poi, Mosè ci ricorda che Dio è sovrano, infinitamente al di sopra dell'uomo. L'uomo è sotto il controllo di Dio e dipende da Dio. Con una parola, Dio può far tornare l'uomo in polvere, ovvero, farlo morire. Dio è al di sopra del tempo, per Dio mille anni sono come un giorno, o anche meno.

Iniziando una versetto 7, Mosè parla del giudizio, e come ogni uomo si troverà davanti a Dio, per essere giudicato. Al giudizio, l'ira di Dio contro il peccato sarà rivelata. Leggo i versetti 7-11.

7 Poiché siamo consumati dalla tua ira e siamo atterriti dal tuo furore. 8 Tu metti le nostre colpe davanti a te, i nostri peccati occulti alla luce del tuo volto. 9 Poiché tutti i nostri giorni svaniscono nella tua ira; finiamo i nostri anni come un sospiro. 10 I giorni dei nostri anni arrivano a settant’anni e per i più forti a ottanta, ma quel che costituisce il loro orgoglio non è che travaglio e vanità, perché passa in fretta e noi ce ne voliamo via. 11 Chi conosce la forza della tua ira e il tuo furore secondo il timore che ti è dovuto? (Salmo 90:7-11).

In questi versetti, Mosè ci ricorda della brevità della vita. La vita sulla terra non durerà per sempre. Davanti a noi c'è il giudizio. Per quello che meritiamo noi, abbiamo davanti a noi l'ira terribile di Dio, e il suo furore. È importante capire questo per non essere presi con le sciocchezze di questa vita. I problemi più grande di questa vita, le difficoltà più dolorosi, non sono nulla in confronto con l'ira di Dio che aspetta chiunque si trova davanti al giudizio di Dio senza il perdono che si ottiene solamente tramite Gesù Cristo.

Il fatto poi che questa vita è come un vapore, che poi finirà per sempre sulla terra, e c'è tutto l'eternità davanti a noi, vuol dire che dovremmo tener conto della brevità della vita. Dovremmo tener conto che qui tutto passerà. Dovremmo tener conto che non conviene focalizzare principalmente sulla vita qua, visto che abbiamo davanti a noi l'eternità.

Non dobbiamo focalizzare sui problemi, o su quello che il peccato ci offre. Piuttosto, dobbiamo tenere sempre in mente il giudizio, e che dobbiamo rispondere a Dio per tutto, e questo ci spinge ad avere il giusto timore di Dio, che ci stimola a camminare in santità.

Alla luce di questo grande bisogno che abbiamo di tenere sempre in mente che la vita qui sta per finire, e che abbiamo l'eternità davanti a noi, Mosè fa una richiesta a Dio nel versetto 12. Ve lo leggo. Questa richiesta serve moltissimo anche per noi.

12 Insegnaci dunque a contare i nostri giorni, per ottenere un cuore savio. (Salmo 90:12).

Un cuore savio è un cuore che non vive per oggi, e non vive nemmeno per un traguardo terreno, ma vive tenendo gli occhi sull'eternità, sapendo che i giorni qui finiranno ben presto. E così, vive per quello che durerà eternamente. Questo è un cuore savio.

In 2 Corinzi 5, l'apostolo Paolo parla del fatto che noi che siamo in Cristo lasceremo questo corpo per stare con il Signore. Questo è tutto per grazia. Alla luce di questo, Paolo ci esorta a vivere in modo di piacere a Dio. Un cuore savio ci porta a vivere in modo che piace a Dio. Leggo 2 Corinzi 5:9,10.

“9 Perciò ci studiamo di essergli graditi, sia che abitiamo nel corpo, sia che partiamo da esso. 10 Noi tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, affinché ciascuno riceva la retribuzione delle cose fatte nel corpo in base a ciò che ha fatto, sia in bene che in male.” (2Corinzi 5:9-10 LND).

Se noi teniamo in mente che il nostro tempo sulla terra è limitato, e che passerà tutto, questo ci aiuterà a vedere la vita qui con una prospettiva vera e eterna. Cioè, se noi viviamo focalizzando su le faccende di oggi, e focalizzando sulle difficoltà, focalizzando sulle ingiustizie, non è una prospettiva vera. E come una donna che sta per partorire un figlio che focalizza solamente sulle doglie, ignorando totalmente il fatto che le doglie precedono la nascita di un prezioso figlio. Se pensa solamente alle difficoltà, e non tiene in mente quello che verrà dopo, che durerà infinitamente di più di quanto dureranno le doglie, ha una prospettiva falsa, che le manderà in crisi.

Se un agricoltore pensa solamente al caldo del giorno quando sta curando i campi nell'estate, e non pensa per niente alla raccolta che sta arrivando presto, sarà estremamente scoraggiato e aggravato. In quel caso, la sua prospettiva non è vera, perché sta pensando solamente alla fatica di oggi, senza tenere in mente quello che sta producendo.

Similmente, e quanto di più, dobbiamo avere una prospettiva giusta, ricordando l'eternità. Dobbiamo imparare a contare i nostri giorni.

Valutiamo le nostre vite

È buono ringraziare Dio che ci ha dato giorni, settimane, mesi e anni per misurare il passare del tempo. Siamo arrivati alla fine di un anno. Questo è un momento molto utile e importante per fermarci e valutare. La fine di un anno ci stimola a fermarci per riconoscere dove stiamo andando, da dove siamo venuti, e come stiamo vivendo. Preghiamo noi la preghiera di Mosè in Salmo 90.

“12 Insegnaci dunque a contare i nostri giorni, per ottenere un cuore savio.” (Salmo 90:12).

Contare i nostri giorni con un cuore savio vuol dire vedere ogni giorno come tempo prezioso da investire per Dio, ricordando che ben presto, il tempo qua finirà, e ci troveremo davanti a Dio per essere giudicati.

L’unico modo di poter investire per Dio, ovvero, portare frutto che dura, è se Dio è all’opera in noi.

Cioè, se trascuriamo Dio, cercando di compiere cose con la nostra forza, e così diamo le briciole a Dio anziché mettere Dio al primo posto, il nostro impegno sarà tutto invano. Possiamo affaticarci moltissimo, ma non ci porterà veri risultati che valgono. È solo se Dio è all’opera nella nostra vita che le nostre fatiche porteranno del vero frutto che dura. Se no, tutto quello che facciamo sarà sprecato.

Ricordiamo la verità in Salmo 127:1,2.

“1 Se l’Eterno non edifica la casa, invano vi si affaticano gli edificatori; se l’Eterno non custodisce la città, invano vegliano le guardie. 2 È vano per voi alzarvi di buon’ora e andare tardi a riposare e mangiare il pane di duro lavoro, perché egli dà lo stesso ai suoi diletti nel sonno.” (Salmo 127:1-2 LND).

Questo è estremamente importante. Vi invito a fermarvi a riconoscere questo. Ognuno di noi si è impegnato molto nell'anno appena concluso. Siamo tutti affaticati molto. Però, questo versetto ci ricorda che se l'Eterno non era all'opera in quello che abbiamo fatto, era tutto invano. Era tanta fatica senza risultati che dureranno.

Invece, quando Dio è all'opera in quello che stiamo facendo, allora, sarà Dio a darci successo.

Quando è che Dio è all'opera in quello che stiamo facendo, e quando è che Dio non è all'opera? Un fra tanti brani che spiega è Salmo 1:1-3.

“1 Beato l’uomo che non cammina nel consiglio degli empi, non si ferma nella via dei peccatori e non si siede in compagnia degli schernitori, 2 ma il cui diletto è nella legge dell’Eterno, e sulla sua legge medita giorno e notte. 3 Egli sarà come un albero piantato lungo i rivi d’acqua, che dà il suo frutto nella sua stagione e le cui foglie non appassiscono; e tutto quello che fa prospererà,” (Salmo 1:1-3 LND).

Se avete visto, quello che determina se Dio è all'opera in quello che facciamo è se il nostro diletto è nella verità di Dio. Se abbiamo come desiderio il fatto di essere vicini a Dio, che ci porta a trovare il nostro diletto dalla Parola di Dio, allora Dio guiderà le cose in modo che avremmo vero successo in quello che facciamo.

Salmo 37:4,5 ci dichiara la stessa cosa con altre parole. Ve lo leggo.

“4 Prendi il tuo diletto nell’Eterno ed egli ti darà i desideri del tuo cuore. 5 Rimetti la tua sorte nell’Eterno, confida in lui, ed egli opererà.” (Salmo 37:4-5 LND).

Salmo 127 parla di trovare il nostro diletto dalla legge dell'Eterno. Salmo 37 parla di prendere il nostro diletto nell'Eterno. Stanno dicendo la stessa cosa. E notate che il risultato è lo stesso. Quando Dio è il nostro tesoro, Egli ci darà quello che il nostro cuore desidera. Egli opererà, e ci darà vero successo. Questo è quando Egli è il nostro diletto.

Allora, come possiamo essere un popolo in cui sarà l'Eterno ad edificare la nostra casa? Come possiamo essere coloro in cui Dio è all'opera in quello che facciamo? La risposta è dobbiamo trovare il nostro diletto in Dio stesso.

Fermiamoci per valutare

Alla luce di tutto questo, essendo al inizio di un anno nuovo, vi invito, vivamente, di prendere del tempo in questi giorni per esaminare attentamente la propria vita. Possiamo fare questo in qualunque momento, ma, l’inizio di un anno è un ottimo momento di prendere del tempo per veramente valutare se stai mettendo Dio al primo posto. Stai veramente trovando il tuo diletto in Dio? Dio sta veramente benedicendo la tua vita? La vera benedizione non è successo materiale, non è buona salute. La vera benedizione è di essere sempre più ricolmi di Cristo, di avere una vita che conta per l’eternità, di avere la gioia della salvezza.

Spesso, siamo così impegnati con la vita, e presi con le difficoltà, che non ci fermiamo per valutare l’andazzo della nostra vita.

A ciascuno dico: Ti invito, vivamente, a fermarti, per considerare se veramente stai guardando a Dio e desiderando Dio più di ogni altra cosa. Fermati per contare i tuoi giorni.

Prendi ampio tempo per valutare l’andazzo della tua vita. Come sta il tuo cuore? Quali sono i tuoi desideri, quello in cui speriamo, giorno per giorno. Dio è veramente il tuo diletto?

Quando riconosci che Cristo non è veramente al primo posto, che c’è qualcosa che prende il posto riservato per Cristo, riconoscerlo come peccato, confessalo, e metti Cristo al primo posto di nuovo.

Se servono cambiamenti, cambi. Non solo andare avanti perché sei andato sempre avanti così. Non importa se hai vissuto in un certo modo ormai da anni. Oggi è un nuovo giorno.

In Cristo, non siamo schiavi dei nostri peccati. In Cristo, c’è la vera libertà. Usiamo la nostra libertà per abbandonare i nostri peccati, e per crescere nella santità.

Ci sarebbero mille esempi di campi da cambiare. Forse sei sempre stato poco riconoscente. Impegnati, con l’aiuto di Dio, a abbondare nel ringraziamento giorno per giorno.

Forse hai sempre avuto la tendenza di scattare con ira. Confessalo, e poi in Cristo impegnati a essere gentile e mansueto. Forse sei una persona sempre in ritardo. Riconosci questo come peccato, confessalo, e cambi. Forse non ti curi fisicamente, forse non ti curi spiritualmente. Forse hai una brutta compagnia. In qualsiasi campo che Dio ti mostra che qualcosa non mette Dio al primo posto, confessalo, e poi, cambia. Non andare avanti come sempre. Impara a contare i tuoi giorni.

Valutiamo tutto, in modo da camminare nella luce in ogni campo della vita. Valutiamo tutto, per vivere alla gloria di Dio in tutto.

Valutiamo tutto, in modo di avere Dio come nostro diletto. Così, sarà Dio ad operare in noi, dandoci vero successo in quello che facciamo. Sarà Dio ad operare in modo che il nostro impegno non sarà in vano.

Fermiamoci, valutiamo bene la nostra vita. Contiamo bene i nostri giorni, riconoscendo che questa vita è un vapore. Impegniamoci a vivere per l’eternità.

Grazie a Dio che questo è possibile se siamo in Gesù Cristo.