Aiuto Biblico

Preghiera, parte 2: la Preghiera nel nome di Gesù

Sermone di Marco de Felice, www.AiutoBiblico.org per mercoledì, 19 aprile 2017, – cmd dmp –
Descrizione: Pregare nel nome di Cristo, perché pregare visto che Dio è sovrano, come pregare.
Parole chiave: Preghiera, digiuno, sovranità di Dio e la preghiera, pregare nel nome di Cristo.

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Intro

Abbiamo visto: pregare serve per farci guardare a Dio, e per aiutarci ad essere umili, riconoscendo che abbiamo bisogno di Dio.

Dobbiamo pregare per frutto, per il progresso del regno di Dio. Cioè, le nostre preghiere non dovrebbero avere come contenuto principale il nostro bene, ma piuttosto la gloria di Dio.

Pregare nel nome di Cristo (la sua volontà)

Mentre parliamo della preghiera, è importante che ci fermiamo a considerare che in realtà, se dipendesse da noi, sarebbe impossibile essere ascoltati da Dio. Cioè, Dio è santissimo, Dio odia il peccato. Ogni peccato è abominevole a Dio. E noi pecchiamo tutti i giorni, e perciò, questo nostro peccato rende impossibile per noi meritare l'ascolto di Dio. Infatti, in Isaia 59:1,2, leggiamo:

“1 Ecco, la mano dell’Eterno non è troppo corta per salvare, né il suo orecchio troppo duro per udire. 2 Ma le vostre iniquità hanno prodotto una separazione fra voi e il vostro DIO e i vostri peccati hanno fatto nascondere la sua faccia da voi, per non darvi ascolto.” (Isaia 59:1-2 LND).

Noi pecchiamo, e questo ostacola le nostre preghiere. Perciò, come possiamo arrivare a Dio con le nostre preghiere? È impossibile per noi meritarlo ma Dio, nella sua misericordia, ha provveduto una via, l'unica via, per far arrivare le nostre preghiere a Lui. Ciò che occorre affinché le nostre preghiere vengano accolte da Dio è che preghiamo per mezzo di Gesù Cristo. In altre parole, che preghiamo a Dio per i meriti di Gesù Cristo. Nella Bibbia, questo viene definito “pregare nel nome di Gesù Cristo”. Se tu avessi un amico stretto, che fosse il figlio amato di un uomo importante, che tu non conosci, non avresti il diritto di avvicinarti a quell'uomo importante per fargli delle richieste. Invece, se tu fai richieste per i meriti del figlio, in nome del figlio, le tue richieste vengono portate a quell'uomo per mezzo del figlio, e allora, avresti libero accesso a quell'uomo.

E infatti, è solamente quando noi preghiamo per mezzo di Gesù Cristo che Dio accoglie le nostre preghiere.

Per esempio, vi leggo vari versetti con esempi in cui Gesù ci comanda di pregare al Padre in nome Suo, spiegando che quello che chiediamo al Padre nel nome di Gesù, sarà fatto. Per esempio, leggo le parole di Gesù in Giovanni 14:12-14.

“12 In verità, in verità vi dico: chi crede in me farà anch’egli le opere che io faccio; anzi ne farà di più grandi di queste, perché io vado al Padre. 13 E qualunque cosa chiederete nel nome mio la farò, affinché il Padre sia glorificato nel Figlio. 14 Se chiedete qualche cosa nel nome mio, io la farò".” (Giovanni 14:12-14 LND)

Notate che dice che se noi chiediamo nel nome di Gesù, che vuol dire secondo la volontà di Gesù, quella che è la Sua volontà, per merito Suo, sarà fatto. Leggo anche le parole di Gesù Cristo in Giovanni 15:7,8.

“7 Se dimorate in me e le mie parole dimorano in voi, domandate quel che volete e vi sarà fatto, 8 In questo è glorificato il Padre mio, che portiate molto frutto, e così sarete miei discepoli,” (Giovanni 15:7-8 LND)

Troviamo una verità simile in Giovanni 16:23,24.

“23 In quel giorno non mi farete più alcuna domanda. In verità, in verità vi dico che tutto ciò che domanderete al Padre nel mio nome, egli ve lo darà. 24 Finora non avete chiesto nulla nel mio nome; chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa.” (Giovanni 16:23-24 LND)

Ho già menzionato che pregare nel nome di Gesù significa poter pregare secondo la sua volontà. Cioè, se io chiedo qualcosa a Dio, che non è la volontà di Dio, e aggiungo le parole "nel nome di Gesù", quella cosa non sarà fatta, perché pregare nel nome di Gesù non è semplicemente aggiungere quella frase, ma poter pregare secondo la Sua volontà. Infatti, in 1Giovanni 5:14,15, vediamo lo stesso insegnamento, ma questa volta, dice specificamente di pregare secondo la Sua volontà. Ve lo leggo.

“14 Questa è la sicurezza che abbiamo davanti a lui: se domandiamo qualche cosa secondo la sua volontà, egli ci esaudisce. 15 E se sappiamo che egli ci esaudisce in qualunque cosa gli chiediamo, noi sappiamo di avere le cose che gli abbiamo chiesto.” (1Giovanni 5:14-15 LND)

Pregare nel nome di Gesù vuol dire pregare secondo la Sua volontà. Ricordate che dall’ultimo studio sulla preghiera, questo vuol dire pregare per l'avanzamento del regno di Dio. Cioè, il contenuto delle nostre preghiere non dovrebbe essere principalmente per le nostre richieste. Le nostre preghiere non dovrebbero focalizzare maggiormente su noi stessi e le nostre famiglie. Certamente, possiamo pregare per noi stessi e le nostre famiglie. Anzi, abbiamo bisogno di preghiere, e Dio ci insegna a pregare per i nostri bisogni. Ma seguendo l'esempio che troviamo nella Bibbia, principalmente dovremmo pregare per la gloria di Dio e l'avanzamento del suo regno. Se preghiamo nel nome di Gesù Cristo, dobbiamo assolutamente pregare per l'avanzamento del regno di Dio, e dobbiamo pregare per le cose che vediamo nelle preghiere della Bibbia. Questo è il significato di pregare nel nome di Gesù Cristo. È di pregare secondo la volontà di Dio, e non secondo la nostra volontà.

Voglio menzionare un altro aspetto importante per quanto riguarda pregare secondo la volontà di Dio, e non secondo la nostra volontà. Pensate alla preghiere di Gesù Cristo nel giardino, la notte prima della croce. Come uomo, Gesù desiderava profondamente non dover subire il tormento della croce, il fatto di essere caricato dei peccati, Lui che era Santo, per poi subire l'ira di Dio. E perciò, Gesù pregava Dio di far passare oltre a Lui quel calice di sofferenza. Però, notate che anche a quella richiesta Gesù aggiungeva che voleva fosse fatta non la sua volontà ma quella del Padre. Vi leggo una parte della sua preghiera in Matteo 26. Questo è quando Gesù era con i tre apostoli più vicini a Lui.

“39 E andato un poco in avanti, si gettò con la faccia a terra e pregava dicendo: "Padre mio, se è possibile, allontana da me questo calice; tuttavia, non come io voglio, ma come vuoi tu". 40 Poi tornò dai discepoli e li trovò che dormivano, e disse a Pietro: "Così non avete potuto vegliare neppure un’ora con me? 41 Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione, poiché lo spirito è pronto ma la carne è debole". 42 Si allontanò di nuovo per la seconda volta e pregò, dicendo: "Padre mio, se non è possibile che questo calice si allontani da me senza che io lo beva sia fatta la tua volontà!".” (Matteo 26:39-42 LND)

Se notate, Gesù era molto aggravato, e ha fatto la sua richiesta a Dio, ma pregava anche Dio di fare quella che era la Sua volontà, non quello che Gesù aveva chiesto. Questo è pregare veramente secondo la volontà di Dio. Questo è come noi dobbiamo pregare.

Quindi, possiamo portare le nostre richieste a Dio, ma la preghiera fatta nel nome di Gesù Cristo sottomette sempre i nostri desideri e le nostre richieste a quella che è la volontà di Dio.

Quindi, per esempio, se una persona a te cara è gravemente ammalata, pregare nel nome di Gesù Cristo sarebbe pregare per la sua guarigione, però, aggiungendo che non è la tua volontà che deve essere fatta, ma quella di Dio. Se nel piano perfetto di Dio è arrivato il momento per la morte di quella persona, è importante che la tua preghiera sia allineata con la volontà di Dio. E perciò, quando non conosciamo la volontà di Dio, quindi, per esempio, se qualcuno è ammalato e noi non sappiamo cosa ha in mente Dio con quella prova, possiamo pregare per la guarigione, ma dobbiamo anche riconoscere che non sappiamo quello che Dio sta per fare, e perciò, accludiamo la sincera richiesta che Dio faccia non quello che chiediamo, ma quello che è nella sua volontà.

Oppure, se non è una malattia che porta alla morte, ma è una condizione che rende la vita difficile, è importante non presumere che quello che vorremmo noi corrisponda alla volontà di Dio. Abbiamo diversi amici che hanno avuto condizioni di salute non buone che hanno reso per molto tempo la loro vita molto dolorosa e difficile. La prima preghiera in un caso così, NON dovrebbe essere per la guarigione, ma piuttosto, che Dio sia glorificato in quella prova. Poi, pregare per la pace di Dio. Solo a questo punto, si dovrebbe pregare per la guarigione, ma, aggiungendo, in modo sincero, solamente se è la volontà di Dio. In questi casi, non sappiamo qual è la volontà di Dio. Non sappiamo come Dio ha in mente di usare una prova per conformarci all’immagine di Cristo. Quindi, non si deve pregare Dio solo di togliere la prova, piuttosto, bisogna pregare Dio di usare quella prova per la sua gloria, e poi, di togliere la prova solo quando avrà finito di utilizzarla.

Se ti trovi in una situazione difficile, certamente, puoi pregare, chiedendo a Dio di togliere la prova. Però, alla richiesta, bisogna aggiungere, sinceramente, la richiesta che Dio faccia quella che è la sua volontà. Se la sua volontà è che la prova continui, allora, quella dovrebbe essere la tua richiesta a Dio.

Per esempio, se rischi di perdere un lavoro, prega Dio di guidarti, chiedi a Dio di farti rispondere con grazia a tutti, prega a Dio di darti la sua pace, e prega a Dio che il tuo comportamento sarà luce per quelli intorno a te. Poi, prega che se è la volontà di Dio, che non perderai il lavoro, non la tua volontà, ma la Sua sia fatta. Questo è un esempio di come pregare secondo la volontà di Dio.

Esempi di preghiere dalla Bibbia

Nell'ultimo studio sulla preghiera, abbiamo visto alcune delle preghiere che troviamo nel Nuovo Testamento, e come troviamo ripetutamente preghiere che chiedono a Dio di far sì che possiamo produrre frutto, in altre parole, un nostro forte desiderio dovrebbe essere quello di avere una vita che produce frutto per la gloria di Dio, e perciò, questo desiderio dovrebbe essere centrale nelle nostre preghiere.

Un grandissimo, importantissimo insegnamento di come pregare è nelle preghiere che troviamo nella Bibbia. Oltre a quelle che ho menzionato nell'ultimo studio, ci sono le preghiere che troviamo nell'Antico Testamento. Chiaramente, i Salmi sono tutti delle preghiere. Sono una fonte ricchissima per guidarci su come pregare.

Un Salmo che è molto importante come preghiera è il Salmo 51. Questo Salmo ci insegna cosa vuol dire veramente confessare il peccato. Non c'è il tempo di commentare questo ricchissimo salmo, ma voglio leggere solo la prima parte, pregando che possiamo vedere che confessare il peccato, vedere veramente la nostra colpa senza alcuna scusa e quanto è grave davanti a Dio, e che serve umilmente chiedere perdono. Seguite mentre leggo il Salmo 51:1-12.

“1 Abbi pietà di me, o DIO, secondo la tua benignità; per la tua grande compassione cancella i miei misfatti. 2 Lavami completamente dalla mia iniquità e purificami dal mio peccato. 3 Poiché riconosco i miei misfatti e il mio peccato mi sta sempre davanti. 4 Ho peccato contro di te, contro te solo, e ho fatto ciò che è male agli occhi tuoi, affinché tu sia riconosciuto giusto quando parli e retto quando giudichi. 5 Ecco, io sono stato formato nell’iniquità e mia madre mi ha concepito nel peccato. 6 Ma a te piace la verità che risiede nell’intimo, e m’insegni la sapienza nel segreto del cuore. 7 Purificami con issopo, e sarò mondo; lavami, e sarò più bianco della neve. 8 Fammi sentire gioia e allegrezza, fa’ che le ossa che hai spezzato festeggino. 9 Nascondi la tua faccia dai miei peccati e cancella tutte le mie iniquità. 10 O DIO crea in me un cuore puro e rinnova dentro di me uno spirito saldo. 11 Non rigettarmi dalla tua presenza e non togliermi il tuo santo Spirito. 12 Rendimi la gioia della tua salvezza, e sostienimi con uno spirito volenteroso.” (Salmo 51:1-12 LND)

Questa preghiera dimostra il cuore che Dio vuole che noi abbiamo quando confessiamo i nostri peccati.

Altre preghiere ricchissime che ci mostrano il cuore che dobbiamo avere quando preghiamo sono in Daniele 9, poi in Nehemia 9, ed anche in Esdra 9.

Per esempio, nella preghiera di Nehemia, egli riconosce il loro peccato, come popolo di Dio. Riconosce che la dura disciplina di Dio era giusta, e riconosce la misericordia di Dio. Anziché lamentarsi, chiedendo “perché hai fatto questo a noi”, dimostra umiltà, accettando tutto il terribile male che Dio aveva mandato sul suo popolo. Questo è un esempio di come dobbiamo pregare.

Noi non meritiamo il bene da Dio, perciò, quando ci arriva il male, anziché lamentarci, dovremmo umilmente accettare quello che la provvidenza di Dio ci ha mandato. Ricordate che nulla succede nella nostra vita che non sia volontà di Dio.

((Nehemia 9:1-10, 16-20, 26,27, 29-31,33 ))

Perché pregare se Dio è sovrano?

Quando consideriamo la preghiera, una domanda molto importante è: “perché pregare, se Dio è sovrano?”. Cioè, se Dio è sovrano, ed è sovrano, che senso ha pregare? Se le nostre preghiere non possono far cambiare idea a Dio, allora, perché pregare?

Prima di tutto, un problema con questo modo di pensare è che si presume che Dio dovrebbe cambiare la sua volontà in base a quello che noi chiediamo. Ma a questo punto, Dio diventa sottomesso a quella che è la nostra volontà. E certamente, se fosse così, chiederemo tutti a Dio di togliere ogni nostra difficoltà e problema. Ma Dio non si adopera per darci una vita più comoda, e togliere il nostro dolore. Il piano di Dio è infinitamente più grande di tutto questo. E perciò, lo scopo della preghiera non è quello di far cambiare idea a Dio.

Eppure, Dio ci comanda di pregare, nonostante che Dio è sovrano.

Ma allora, perché dobbiamo pregare? Prima di tutto, semplicemente perché Dio ci comanda di pregare. Ci comanda a perseverare nella preghiera. Quindi, anche se non capisco il motivo, mi basta sapere che Dio mi comanda di pregare.

La Bibbia insegna che Dio è sovrano in tutto quello che fa. Per esempio, leggiamo in Efesini 1:11:

“In lui siamo anche stati scelti per un’eredità, essendo predestinati secondo il proponimento di colui che opera tutte le cose secondo il consiglio della sua volontà,” (Efesini 1:11 LND)

Però, la Bibbia dichiara anche che Dio opera tramite le nostre preghiere. Per esempio, in Giacomo 5:16 leggiamo:

“Confessate i vostri falli gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri, affinché siate guariti; molto può la preghiera del giusto, fatta con efficacia.” (Giacomo 5:16 LND)

In Matteo 7:7,8 Gesù dichiara:

“7 Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. 8 Perché chiunque chiede riceve, chi cerca trova e sarà aperto a chi bussa.” (Matteo 7:7-8 LND)

Quindi, dobbiamo pregare, è il comandamento di Dio. Il fatto che Dio è sovrano non toglie la meravigliosa verità che si rapporta con noi. Dio ha stabilito che Egli opera per mezzo delle nostre preghiere. Per esempio, Dio mandò i Giudei in cattività, avendo annunciato che sarebbe durata per settant’anni. In Daniele 9:2, leggiamo che Daniele sapeva che i settant’anni erano passati, perciò, Daniele pregava Dio di fare quello che aveva promesso. E Dio rispose alle preghiere di Daniele.

Quindi, le preghiere servono, nonostante Dio è sovrano, perché quando preghiamo, ci aiuta a guardare di più a Dio, in modo che quando Dio risponde, riconosciamo che è stato Dio, e diamo lode e gloria a Lui. Se non preghiamo, e Dio opera, notiamo poco quello che Dio ha fatto, e diamo poco ringraziamento e poca lode a Dio. Quando invece preghiamo con perseveranza per qualcosa, e Dio risponde, allora il nostro cuore trabocca di ringraziamento a Dio per la sua opera. Quindi questo è uno dei motivi principali per cui Dio ci comanda di pregare.

Un esempio di questo è in 2Corinzi 1:11

“mentre voi stessi vi unite a noi per aiutarci in preghiera, affinché siano rese grazie per noi da parte di molti, per il beneficio che ci sarà accordato tramite la preghiera di molte persone.” (2Corinzi 1:11 LND)

Inoltre, la preghiera serve per farci comprendere ancora di più che dipendiamo da Dio. Spesso, crediamo di potercela fare noi. Finché crediamo che noi abbiamo la capacità di risolvere i problemi, preghiamo poco, perché guardiamo più a noi stessi che a Dio. Perciò, spesso Dio ci mette in una condizione tale che i problemi sono troppo difficili per noi. Questo ci costringe a pregare, e in quel modo cominciamo a focalizzare veramente i nostri cuori su Dio. E così, Dio viene glorificato. Quindi la preghiera serve per farci riconoscere di più il nostro bisogno di Dio, e questo glorifica Dio.

Inoltre, la preghiera serve per renderci umili davanti a Dio. Ricordate che Dio è vicino agli umili e lontano dai superbi. Quindi, la vera preghiera ci rende umili davanti a Dio, ed anche questo glorifica Dio, e ci dà l'immenso beneficio di essere benedetti da Dio.

La preghiera serve anche per unirci insieme. Poche cose possono unirci ad altri credenti come pregare insieme con un unico cuore e un'unica mente. La vera unità cristiana è quando siamo umilmente uniti e insieme focalizzati su Dio. E poche cose ci mettono in questa posizione più della preghiera fatta insieme nel nome di Cristo. Questo è un meraviglioso beneficio della preghiera.

E quindi, il fatto che Dio sia sovrano e le nostre preghiere non cambiano la sua volontà, non vuol dire che non hanno un valore immenso. Molto spesso, Dio aspetta di operare finché non ci siamo umiliati e ci dedichiamo alla preghiera. Così Dio adempie la sua volontà, e allo stesso tempo fortifica la nostra fede e ci porta più vicini a Lui.

Quindi, per un vero credente, lo scopo della preghiera è molto diverso rispetto a quello di una persona che prega in modo carnale. Una persona carnale prega perché vuole convincere Dio a fare quello che vuole lei.

Al contrario, un vero credente che cammina guardando a Dio, prega perché vuole di più la gloria di Dio e vuole più di Dio nella sua vita. Perciò, prega nel nome di Gesù Cristo, che vuol dire pregare secondo la volontà di Dio. Non prega per una vita più facile, ma prega soprattutto per la grazia di vivere in modo che porta gloria a Dio.

E Dio risponde potentemente alle preghiere fatte per la sua gloria. Dio ama rispondere alle nostre preghiere, e quando impariamo ad avere il cuore che Dio ci insegna nella Bibbia, vedremo risposta dopo risposta alle nostre preghiere!

Il digiuno e la preghiera

Quando consideriamo la preghiera, è importante capire cosa c’entra il digiuno con la preghiera.

A cosa serve il digiuno? Cosa ci comanda Dio riguardo il digiuno? Quali sono i benefici del digiuno, e quali sono i pericoli del digiuno?

Prima di tutto, è importante ricordare che noi non siamo sotto la legge di Mosè, ma sotto la legge di Cristo. Noi dobbiamo seguire i comandamenti del Nuovo Testamento.

Detto questo, è importante capire che nella legge di Mosè, non c’è nessun comandamento che impone di digiunare. Troviamo vari esempi di digiuni che le persone sceglievano di fare per loro iniziativa. Però, non viene mai comandato. Poi, guardando nel Nuovo Testamento, non c’è alcun comandamento di digiunare. E' esistito qualche caso in cui c’era un digiuno, ma non ci sono comandamenti di digiunare.

Tenendo conto che le Epistole sono i comandamenti per noi credenti, troviamo che il digiuno viene menzionato in 1Corinzi 7:5, quando Paolo menziona il digiuno come possibilità, ma non come comandamento. Il contesto è che normalmente, il marito e la moglie non dovrebbero privarsi l’uno dell’altro. Ve lo leggo.

“Non privatevi l’uno dell’altro, se non di comune accordo per un tempo, per dedicarvi al digiuno e alla preghiera, poi di nuovo tornate a stare insieme, affinché Satana non vi tenti a causa della vostra mancanza di autocontrollo.” (1Corinzi 7:5 LND)

Paolo menziona il digiuno due volte, in 2Corinzi 6:5, e ancora in 2Corinzi 11:27, quando sta elencando le sue sofferenze. Vi leggo 2Corinzi 6:5.

“nelle battiture, nelle prigionie, nelle sedizioni, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni,” (2Corinzi 6:5 LND)

Oltre a questi esempi, che non sono assolutamente comandamenti di digiunare, le epistole non parlano del digiuno.

Nonostante la Bibbia non comanda il digiuno, e ne parla pochissimo, soprattutto nel Nuovo Testamento, tanti credenti credono molto nel digiuno. Perché? Perché tanti credenti credono nel digiuno?

È utile capire che il digiuno è una pratica di tanti popoli e religioni nel mondo. Ma perché le persone digiunano, solitamente?

Dal modo in cui la Bibbia condanna il digiuno in vari brani, comprendiamo che durante la storia della Bibbia, tante persone credevano che in qualche modo, digiunando, potevano avere più risposte alle loro preghiere.

Cioè, secondo il loro modo di pensare, il digiuno era una forma di sacrificio. Si crede che sacrificandosi, sarà ancora più possibile avere una risposta alle preghiere. Cioè, tante persone credono, spesso senza rendersene conto, che sacrificandosi tramite il digiuno, Dio sarà più propenso a rispondere alle loro preghiere.

Fermiamoci a considerare quello che sta dietro a questa mentalità.

Cosa sta dietro il pensiero che Dio sarà più propenso a rispondere alle nostre preghiere se ci sacrifichiamo digiunando?

Questa mentalità presume, anche se non in modo cosciente, che possiamo in qualche modo meritare da Dio. Cioè, questa mentalità presume che più ci sacrifichiamo, più Dio ci risponderà.

Vi rendete conto quello che tale pensiero implica? Implica che Dio risponde alle nostre preghiere in base ai nostri sacrifici. In altre parole, in modo indiretto, questo modo di pensare, di credere che il digiuno, un nostro sacrificio, ci porterà ad avere più risposte da Dio, implica che Dio risponde alle nostre preghiere in base a quello che meritiamo, anziché in base al suo amore per noi ed alla sua grazia. Solitamente non è un pensiero chiaro e ben pensato, ma è quello che sta dietro all’idea del digiuno. Si crede che bisogna fare qualcosa per avere una risposta da Dio, almeno quando la richiesta è per qualcosa di importante.

Questa mentalità, anche se non è cosciente, nega che ogni dono che riceviamo da Dio è per grazia. Crea una religione di opere, non di grazia.

Questo è terribile. Dio non ci cura perché abbiamo fatto cose per Dio o perché abbiamo fatto sacrifici, digiunando, privandoci del cibo o altro. Dio non ci cura in base a quello che noi abbiamo fatto per Dio.

Dio ci cura per amore, ci cura perché è il cuore di Dio nei nostri confronti. Dio ci ama, così tanto che ha dato Gesù Cristo per pagare la condanna per i nostri peccati. Certamente, avendo dato il suo unico Figlio per noi, non mancherà di darci ogni altro buon dono, per grazia. Ascoltate Romani 8:31,32, che fa parte di un meraviglioso brano che parla dell’amore di Dio per noi in Gesù Cristo.

“31 Che diremo dunque circa queste cose? Se Dio è per noi, chi sarà contro di noi? 32 Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui?” (Romani 8:31-32 LND)

Dio ci cura perché Dio ci ama, non perché ci siamo privati del cibo facendo un digiuno. Quindi, è fondamentale capire che digiunare NON serve per convincere Dio o farGli cambiare idea. Non serve per poter ottenere qualcosa da Dio.

Come dicevo, il digiuno non viene mai comandato nel Nuovo Testamento. Gesù lo menziona ai Giudei in Matteo 6, e in quel contesto, Gesù critica i Giudei perché facevano digiuni per essere visti dagli altri. Ma non comanda il digiuno.

L’insegnamento biblico più chiaro sul digiuno è in Isaia 58, in cui Dio parla del digiuno che Egli desidera da noi. Mentre leggo questo brano, notate quanto il digiuno che Dio vuole da noi è diverso da un digiuno di cibo. Leggo Isaia 58, iniziando con il versetto 1.

“1 "Grida a squarciagola, non risparmiarti; alza la tua voce come una tromba e dichiara al mio popolo le sue trasgressioni e alla casa di Giacobbe i suoi peccati. 2 Mi cercano ogni giorno e desiderano conoscere le mie vie, come una nazione che pratichi la giustizia e non abbandoni la legge del suo DIO, mi chiedono dei giudizi giusti e desiderano avvicinarsi a DIO. (Isaia 58:1,2)

Notate che Dio prima critica i loro digiuni. Nel versetto 3, critica il fatto che essi credevano di essere ascoltati da Dio grazie ai loro digiuni, ma non è così. Loro digiunavano, ma non vivevano come Dio comanda.

3 Essi dicono: "Perché abbiamo digiunato, e tu non l’hai visto? Perché abbiamo afflitto le nostre anime, e tu non l’hai notato?". Ecco, nel giorno del vostro digiuno voi fate ciò che vi piace e costringete a un duro lavoro i vostri operai. 4 Ecco, voi digiunate per liti e dispute, e per percuotere empiamente col pugno. Digiunando come fate oggi, non fate udire la vostra voce in alto. (Isaia 58:3,4)

Nel versetto 5, Dio critica il fatto che digiunavano, credendo che il sacrificio avesse valore davanti a Dio.

5 È questo il digiuno di cui mi compiaccio, il giorno in cui l’uomo affligge la sua anima? Piegare la testa come un giunco e distendersi su un letto di sacco e di cenere? Chiami forse questo un digiuno e un giorno gradito all’Eterno? (Isaia 58:5)

Poi, iniziando nel versetto 6, Dio descrive il digiuno che Egli vuole da noi. Notate che non è un vero digiuno. Piuttosto, è avere il cuore che Dio comanda. A Dio non interessa il digiuno, perché non cambia niente per Dio. Dio vuole il nostro cuore, quello che abbiamo quando camminiamo con un cuore che rispecchia il cuore di Dio. Ascoltate dal v.6.

6 Il digiuno di cui mi compiaccio non è forse questo: spezzare le catene della malvagità, sciogliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi, spezzare ogni giogo? 7 Non consiste forse nel rompere il tuo pane con chi ha fame, nel portare a casa tua i poveri senza tetto, nel vestire chi è nudo, senza trascurare quelli della tua stessa carne? (Isaia 58:6,7)

Quando noi viviamo così, camminando in santità, dedicandoci a quelli intorno a noi, e noi sappiamo dal Nuovo Testamento che non si deve aiutare solo economicamente, ma molto di più, aiutando quelli che sono veramente poveri, allora, questo è quello che Dio vuole da noi. Quando noi viviamo così, i risultati saranno meravigliosi. Leggo dal versetto 8.

8 Allora la tua luce irromperà come l’aurora e la tua guarigione germoglierà prontamente, la tua giustizia ti precederà e la gloria dell’Eterno sarà la tua retroguardia. 9 Allora chiamerai e l’Eterno ti risponderà, griderai ed egli dirà: Eccomi! (Isaia 58:8,9)

In mezzo al versetto 9, Dio spiega ancora quello che lui intende per il digiuno che desidera. Leggo. Di nuovo, notate come Dio ci cura quando viviamo così, perché a questo punto, il nostro cuore è su Dio.

Se tu togli di mezzo a te il giogo, il puntare il dito e il parlare iniquo, 10 se provvedi ai bisogni dell’affamato e sazi l’anima afflitta, allora la tua luce sorgerà nelle tenebre e la tua oscurità sarà come il mezzogiorno. 11 L’Eterno ti guiderà del continuo sazierà la tua anima nei luoghi aridi e darà vigore alle tue ossa, tu sarai come un giardino annaffiato e come una sorgente d’acqua le cui acque non vengono meno.” (Isaia 58:9-11 LND)

A Dio non interessano i nostri sacrifici. Un digiuno non ci fa meritare nulla in più da Dio. Non convince Dio di rispondere alle nostre preghiere. Pensare così, disprezza la grazia di Dio.

Piuttosto, Dio vuole semplicemente che camminiamo per fede, confidando nella grazia e nella bontà di Dio per noi in Gesù Cristo.

Gesù fu criticato perché i suoi discepoli non digiunavano. Notiamo quella che è la sua risposta in Luca 5:33-35. Questa è la spiegazione per quanto riguarda il digiuno.

“33 Allora essi gli dissero: "Perché i discepoli di Giovanni e anche quelli dei farisei digiunano spesso e fanno preghiere, mentre i tuoi mangiano e bevono?". 34 Ed egli disse loro: "Potete voi far digiunare gli intimi amici dello sposo, mentre lo sposo è con loro? 35 Ma verranno i giorni in cui lo sposo sarà loro tolto e allora, in quei giorni, digiuneranno".” (Luca 5:33-35 LND)

Gesù fu tolto ai discepoli quando andò alla croce. Però, dopo, prima di salire in cielo, Gesù promise ai discepoli, ed anche a noi, in Matteo 28:

“18 Poi Gesù si avvicinò e parlò loro dicendo: "Ogni potestà mi è stata data in cielo e sulla terra. 19 Andate dunque, e fate discepoli di tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, 20 insegnando loro di osservare tutte le cose che io vi ho comandato. Or ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine dell’età presente. Amen".” (Matteo 28:18-20 LND)

Gesù è con noi. Non dobbiamo digiunare, che è un segno di tristezza. Ora, possiamo gioire nel Signore Gesù, come ci comanda Filippesi 4:4

“Rallegratevi del continuo nel Signore lo ripeto ancora: Rallegratevi.” (Filippesi 4:4 LND)

Oggi, abbiamo Cristo con noi. Possiamo gioire del continuo. Non dobbiamo digiunare.

Inoltre, dobbiamo assolutamente capire che fare un digiuno pensando che in qualche modo ci farà ottenere qualcosa da Dio, è un pensiero falso e che disprezza la grazia di Dio. Noi riceviamo da Dio, non per merito di qualche nostro sacrificio, ma per merito del sacrificio di Gesù Cristo, e per la grazia di Dio verso di noi.

Grazie a Dio, che Egli ascolta le nostre preghiere, e risponde ad ogni preghiera che è secondo la sua perfetta volontà. Egli risponde alle nostre preghiere, perché Dio ci ama.

Conclusione

Alla luce di tutto questo, io prego che ciascuno di noi sarà stimolato a pregare di più. Prego che vedremo che la preghiera ci porta più vicini a Dio. La preghiera ci fa vedere le opere di Dio e la gloria di Dio. La preghiera ci unisce insieme come popolo di Dio. Oh quanto è importante essere un popolo che prega. Impariamo a pregare, non per quello che vorremo noi nella carne, ma con preghiere che possono dare gloria a Dio! Impariamo a pregare come Dio ci insegna, e vedremo le risposte alle nostre preghiere. Il nostro cuore troverà grande gioia, vedendo Dio operare, quando noi impariamo a pregare secondo il nome di Gesù Cristo, ovvero, secondo la sua volontà!

Voglio chiudere con un brano che ci ricorda perché abbiamo questo immenso privilegio, perché abbiamo questo libero accesso al trono della grazia di Dio! Cioè, sarebbe totalmente impossibile arrivare a Dio per merito nostro, ma invece, abbiamo libero accesso. Questo accesso lo abbiamo perché abbiamo Gesù Cristo come sommo sacerdote. Perciò, questo accesso è disponibile per chi è in Gesù Cristo. Chi cerca di andare a Dio senza Cristo non arriva a Dio. Seguite mentre leggo Ebrei e 4:14-16, che parla di questo accesso a Dio.

“14 Avendo dunque un gran sommo sacerdote che è passato attraverso i cieli, Gesù, il Figlio di Dio, riteniamo fermamente la nostra confessione di fede. 15 Infatti, noi non abbiamo un sommo sacerdote che non possa simpatizzare con le nostre infermità, ma uno che è stato tentato in ogni cosa come noi, senza però commettere peccato. 16 Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia per ricevere aiuto al tempo opportuno.” (Ebrei 4:14-16 LND)

Grazie a Dio per Gesù Cristo, che ci dà questo accesso a Dio, tramite la preghiera. Preghiamo, nel nome di Gesù, e Dio ci risponderà!